Ultimo aggiornamento: 02.06.20

 

Ripercorriamo la vita di questo strumento, dalle sue origini fino alla sua affermazione nella cultura di massa grazie a musicisti che lo hanno fatto conoscere in tutto il mondo.

 

L’ukulele è uno strumento di antiche origini, seppur non antichissime. Si è diffuso in diverse parti del mondo ed ha avuto un successo forse inimmaginabile. La sua fama, probabilmente è cresciuta anche grazie a YouTube, dove sono reperibili tantissimi video di musicisti che danno prova della loro abilità, magari con delle cover anche di brani che si stenterebbe a credere possano essere suonati con l’ukulele.

Non sono pochi, sempre su YouTube, i tutorial. Insomma lungi da noi parlare di ukulelemania ma di certo è uno strumento che incuriosisce molti pertanto ci sembra giusto andare alla scoperta della sua storia.

 

Lo sbarco a Honolulu

Correva l’anno 1879; era il 23 agosto e Honolulu attraccava la nave Ravenscrag. A bordo c’erano 423 persone, per lo più braccianti agricoli provenienti dall’isola di Madeira, Portogallo. Il viaggio era stato lungo, faticoso, non senza problemi ma alla fine i passeggeri avevano potuto finalmente toccare terra. Tra questi c’erano Augusto Dias, Manuel Nunes e José do Espirito che sbarcarono insieme a una rivisitazione del machete de rajão, strumento tipico del paese di origine.

 

 

Anche il re vuole l’ukulele

Gli autoctoni furono ben presto conquistati dal suono di quello strano strumento mai visto e ascoltato prima d’ora. Intanto Augusto Dias aveva aperto la sua bottega di strumenti (cosa che faranno qualche anno dopo anche i suoi due compagni di viaggio) musicali nel 1884.

Dias ricevette una ordinazione nientedimeno che dal re David Kalakaua che volle quel particolare strumento che poi sarebbe stato noto come ukulele, anche per lui. Nel 1886 si tennero le celebrazioni per il giubileo con balli Hula che per la prima volta furono accompagnati dal suono dell’ukulele. In poco tempo la fama dello strumento raggiunse le maggiori città degli Stati Uniti dove spesso e volentieri, a partire dal 1892, si tennero concerti per ukulele.

 

L’esordio al Panama Pacific International Expo

Gli estimatori dell’ukulele crescono di giorno in giorno e ormai è identificato con la Hawaii, ne diventa simbolo ed espressione culturale. Nel 1900 le Hawaii diventarono ufficialmente parte degli Stati Uniti d’America e nel 1915 furono rappresentate al Panama-Pacific International Expo di San Francisco. Per le Hawaii fu l’occasione di promuovere i suoi prodotti e chiaramente non potè mancare l’ukulele il cui suono conquistò tutti i visitatori presenti all’expo e provenienti anche da altre parti del mondo, cosa che contribuì ancor di più alla conoscenza e diffusione dello strumento.

 

Inizia la produzione negli States

Dopo meno di un anno dall’expo la ditta Martin avviò la sua produzione su larga scala del miglior ukulele. Il catalogo prevedeva diversi modelli e la diffusione dello strumento diventò inarrestabile. La Tin Pan Alley, praticamente la più grande industria musicale statunitense specializzata nella scrittura di canzoni e spartiti musicali cominciò a produrre tantissime canzoni che con l’accompagnamento dell’ukulele, mossa che sancì il successo definitivo dello strumento. 

Chiaramente aumentano gli artisti che si dedicarono a questo strumento dal 1920 in poi o giù di lì. Richard Konter, per esempio, è salito agli onori delle cronache per una iniziativa alquanto bizzarra: si prefisse lo scopo di far conoscere l’ukulele agli eschimesi. Si imbarcò su un aereo con il suo strumento ma tutto ciò che trovò fu il ghiaccio. Un altro famoso ukulelista dell’epoca fu Cliff Edwards che incise tantissime canzoni. 

Il presentatore radiofonico e televisivo Arthur Godfrey collaborando con diverse ditte di strumenti musicali e fu tra i primi a suonare l’ukulele baritono. Ma l’ukulele pare essere uno strumento irresistibile per chi ha il sangue blu nelle vene tanto è vero che negli anni ’20 anche il principe di Galles si appassionò.

 

L’ukulele tra il 1950 e il 1970

Negli anni ‘50 sul mercato si affacciò la ditta Vega che produsse il suo primo ukulele baritono. Ma l’anno 1950 scoppiò anche una piccola polemica: Herk Favilla pubblicò il primo manuale in assoluto per l’ukulele baritono, fu anche l’occasione per rivendicare l’invenzione da parte del padre nel 1940 che avrebbe costruito il primo modello baritono in assoluto per rendere più semplice l’apprendimento della chitarra. 

Nel 1967 J. Chalmers Doane introdusse nella scuola canadese del distretto di Halifax lo strumento di origini hawaiane ma la cosa più importante fu il metodo Ukulele in the classroom da sempre ritenuto uno dei più validi. Sono famosi, gli scatti che ritraggono l’astronauta Neil Armstrong (il primo uomo a mettere piede sulla Luna) mentre si intrattiene con l’ukulele nella camera di quarantena.

 

 

Un ritorno con forza

Dopo un periodo non esattamente da protagonista, l’ukulele ritorna con forza sulle scene grazie al medley del 1993 Over the Rainbow/What a wonderful world di Israel Kamakawiwo’ole presenti sull’album Facing Future. Una passione mai nascosta per l’ukulele ce l’ha Eddie Vedder, famoso per essere il cantante dei Pearl Jam.

La passione di Vedder si concretizzò nell’album Ukulele songs pubblicato nel 2011 in veste di solista.

 

 

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