Ultimo aggiornamento: 25.09.20

 

Album dei Queen – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

Ci sono band, artisti, che conoscono pure i sassi, tra questi ci sono anche i Queen il cui nome è indissolubilmente legato a Freddie Mercury, cantante carismatico dalla voce unica e versatile come pochi. Con la morte del singer, la band ha sostanzialmente ridotto al minimo la sua attività. Diciamo che ha congelato la carriera perché nonostante un evidente immobilismo, lo scioglimento non è mai stato ufficializzato. I Queen ci sono ma non sono più gli stessi, cosa vogliamo dire? Che della formazione originale sono rimasti Brian May e Roger Taylor che hanno sostanzialmente lanciato due entità parallele alla band che fu di Mercury: la prima è stata Queen + Paul Rodgers, la seconda Queen + Adam Lambert. Chi vuole avvicinarsi alla musica della band britannica, cosa dovrebbe ascoltare? Innanzitutto questi due album: Sheer Heart Attack farà felici i fan dei Queen più rock, per esempio con un brano come Stone Cold Crazy, mentre Live at the Rainbow Deluxe contiene la registrazione di diversi pezzi che la band non ha più suonato dal vivo.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori album dei Queen – Classifica 2020

 

Abbiamo stilato una classifica per proporvi gli album dei Queen più venduti online secondo le nostre preferenze, consapevoli che questa non coinciderà con i pareri di tutti. Per meglio comprendere le nostre scelte, trovate una recensione per ogni disco, questa è accompagnata da un link che vi suggerisce dove acquistare a prezzi bassi l’album. Prima di comprare un nuovo disco, confrontate i prezzi.

 

 

1.  Sheer Heart Attack

 

Con Sheer Heart Attack i Queen probabilmente gettarono le definitive basi per la loro esplosione commerciale. Fino a quel momento la band non era in grado di potersi permettere un tour mondiale da headliner, anche se si erano esibiti negli Stati Uniti per supportare il precedente Queen II ma solo come band di supporto. Ad ogni modo l’esperienza fu utile per far girare il nome del gruppo negli States, peccato che i Queen furono costretti a tornare in patria anzitempo a causa di un problema di salute che aveva colpito Brian May. 

Ma veniamo a Sheer Heart Attack, un disco decisamente più rock rispetto ai due lavori precedenti, del resto ricordiamo che siamo a metà anni ‘70 e il pubblico dell’epoca si mostrava particolarmente ricettivo a sonorità più hard. Qui troviamo le hit Now I’m here e Killer Queen. 

Noi aggiungiamo un altro brano che è persino migliore dei primi due citati, secondo la nostra opinione: Stone Cold Crazy con le sue sfumature heavy metal. La versione in vinile che vi proponiamo non presenta alcuna bonus track, mentre c’è per esempio la ristampa in CD del 2011 rilasciata dalla Island/Universal che in più ha un EP.

 

Pro

Sound: Se vi piacciono i Queen più rock, Sheer Heart Attack non vi deluderà, date un ascolto a Stone Cold Crazy.

Brani: Il disco comprende le hit Now I’m here e Killer Queen, due canzoni che riscossero un immediato successo fin dalla pubblicazione del lavoro.

Qualità audio: Al di là del valore dei pezzi che compongono il disco, i fan sono rimasti soddisfatti per la qualità audio, il vinile suona bene.

 

Contro

Niente bonus track: Il disco comprende la tracklist originale così come era nel 1974, quindi non trovate neanche un brano extra.

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2. Live at the Rainbow Deluxe

 

Originariamente Live at The Rainbow era in formato video: si tratta di un concerto che la band registrò nel 1974. Alle spalle i Queen avevano tre studio album, non moltissimi per giustificare un live ma, visti gli esiti, a conti fatti è stata un’ottima scelta. 

Dopotutto Freddie Mercury e soci hanno sempre regalato ottime prestazioni dal vivo e questo disco n’è la prova. I brani sono eseguiti con grande maestria, dato che ormai i quattro membri erano ingranaggi di una macchina ben rodata. 

L’aspetto più interessante è che la setlist di Live at the Rainbow si incentra sui primi tre dischi e buona parte di questi brani, negli anni successivi, non sono stati più eseguiti dal vivo dunque parliamo di rarità. Unica nota stonata è il costo che è alto rispetto alla media dei CD.

 

Pro

Setlist: Qui troviamo diversi pezzi che in futuro i Queen non suoneranno mai più dal vivo pertanto possiamo parlare di autentiche rarità.

Esecuzione: I Queen sono sempre stati un’ottima live band e la perfetta esecuzione dei brani qui presenti ne è la prova.

Packaging: La confezione è ben realizzata, è stata messa una certa cura in questo e i fan sicuramente gradiranno le belle foto.

 

Contro

Prezzo: Non possiamo certo dire che il prezzo sia competitivo, conviene cercare bene in rete per vedere se si possa risparmiare qualcosina.

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3. Innuendo

 

Non potevamo lasciare Innuendo fuori dal podio per una serie di ragioni. Una di queste è senz’altro il tragico evento di cui gli stessi compagni di Freddie erano rimasti a lungo all’oscuro: il singer stava morendo a causa dell’AIDS. 

La sua è stata letteralmente una corsa contro il tempo per portare a termine il disco che di fatto è diventato il suo testamento, mentre la canzone The Show Must Go On, famosa in ogni angolo della terra, la possiamo ritenere una sorta di epitaffio. Ma è la title track a nostro avviso il brano più interessante, un pezzo capace di mutare pelle di continuo dove trovano spazio il flamenco e il rock. 

Nonostante le forze lo stessero abbandonando, Freddie Mercury regala una delle sue migliori prove dietro al microfono. Non possiamo dirci del tutto soddisfatti per la qualità d’ascolto perché i bassi sono piatti e in generale il suono manca di dinamica.

 

Pro

Voce: Freddie Mercury ha fornito una prova superlativa dietro al microfono, cosa da mettere ulteriormente in rilievo per il fatto che le sue condizioni di salute stavano precipitando.

The Show Must Go On: Il disco contiene questa straordinaria hit, si tratta di un brano molto famoso e che ha lasciato un segno nella storia della musica.

Title Track: Il brano di apertura, nonché quello che da il titolo all’intero lavoro, è un pezzo che riesce a cambiare più volte pelle in pochi minuti. Il risultato non vi lascerà indifferenti.

 

Contro

Qualità audio: Gli audiofili probabilmente noteranno una certa mancanza di dinamica e i bassi che secondo noi suonano un po’ piatti.

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4. A Night At The Opera

 

Al quarto posto troviamo A Night At The Opera, un disco che se avessimo piazzato al primo posto in pochi avrebbero avuto da ridire. L’album racchiude in sé tutta la musica che in quel periodo andava per la maggiore: c’è il progressive, c’è una spruzzata di rock duro e quel glam i cui vessilli erano stati portati in alto da David Bowie e Marc Bolan (morto un paio di anni dopo) con i suoi T. Rex. 

Ciò però non deve far credere che A Night At The Opera sia una sorta di calderone dove tutto è mischiato senza senso e ancor peggio che sia un album privo di personalità, anzi, questo è un disco dei Queen al 100%, sono loro l’ingrediente speciale di questa minestra e sono loro che le danno sapore. 

È qui che troviamo quel brano che ha dato anche il titolo al film biografico di Freddie Mercury: Bohemian Rhapsody, un pezzo storico che da solo vale l’acquisto del disco. Qualche episodio meno riuscito c’è, è giusto dirlo. Liberi di smentirci ma ad esempio You Are My Best Friend è un pezzo che ci dice poco, sa di già sentito persino per l’epoca.

 

Pro

Vario: È un disco che fa della varietà uno dei suoi punti di forza e nonostante ciò, non suona mai disomogeneo.

Bohemian Rhapsody: C’è un pezzo come Bohemian Rhapsody che da solo è sufficiente a giustificare l’acquisto di A Night At The Opera.

Suono: L’album è stato ottimamente registrato e prodotto, basti pensare che la band si servi di sette studi di registrazione diversi.

 

Contro

You Are My Best Friend: Se in un disco ci sono un paio di episodi sottotono, è una cosa normale. Per questo album abbiamo individuato il punto debole nel pezzo You Are My Best Friend, scontato e noioso.

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5. A Day At The Race

 

Se citiamo A Night At The Opera di conseguenza non possiamo ignorare A Day At The Race che è molto più del proseguimento del discorso intrapreso con il disco precedente, in quanto possiamo ritenerlo parte della stessa opera, del medesimo procedimento creativo. 

Basti pensare, infatti, che nelle intenzioni della band i due lavori sarebbero dovuti uscire come un doppio album. Se così non fu è perchè la casa discografica ritenne l’operazione troppo pericolosa sotto il profilo commerciale. Sul disco la band suona egregiamente, Freddie come sempre è in grande spolvero, la voce è calda e si sente; il cantante non ha paura di osare. 

Hit non ne mancano a cominciare da Somebody To Love, anche se i rocker preferiranno pezzi sulla scia di Tie Your Mother Down e White Man. Brani meno convincenti sono You Take My Breath Away e The Millionaire Waltz, per carità non critichiamo questo pezzo sotto il profilo tecnico ed esecutivo, semplicemente non ci piace nel complesso.

 

Pro

Cantato: Ancora una volta il buon Freddie fa vedere di che pasta è fatto e di cosa è capace con la sua voce, non smette mai di stupire.

Qualcuno da amare: L’album contiene la hit Somebody to love, un pezzo ancora oggi attuale ed ascoltato tantissimo anche da chi non è esattamente un fan dei Queen.

Qualità audio: Questa è la versione rimasterizzata del 2011 e crediamo che sia stata fatto un buon lavoro, la qualità audio ci soddisfa.

 

Contro

Questione di gusti: Tra i pezzi meno convincenti riteniamo di dover segnalare You Take My Breath Away e The Millionaire Waltz.

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6. Queen II

 

Il secondo disco in assoluto dei Queen, datato 1974, nonostante la band sia agli inizi mette già in mostra le qualità dei quattro inglesi e ci regala un assaggio delle sonorità che caratterizzeranno il loro intero percorso musicale. Pietra miliare della storia del rock, miscela rock, heavy metal, rock psichedelico e parti solo strumentali, strizzando l’occhio allo stile dei Led Zeppelin. 

Si tratta di una sorta di concept album, visto che quasi tutte le canzoni sembrano collegate tra loro da un filo conduttore sia musicale sia delle tematiche trattate. Vogliamo in particolare citare White Queen e The March of Black Queen, che sembrano quasi in contrapposizione l’una con l’altra e che regalano una complessità davvero notevole (e che portò la band a non riproporle mai dal vivo).

Unica nota stonata il brano The Loser in the End, composto da Roger Taylor, e che appare decisamente slegato dal file rouge dell’album e che, anche all’epoca dell’uscita, ricevette feroci critiche. 

 

Pro

Innovazione: Parliamo di uno dei dischi più significativi della storia del rock per la capacità di miscelare più generi e influenzare, nel tempo, numerose band heavy metal o di progressive metal.

Concept: Nonostante non lo si possa definire un concept album, la maggior parte dei brani presenti appaiono legati tra loro sia musicalmente sia per le tematiche trattate.

Bianco e nero: I due brani White Queen e The March of Black Queen raggiungono vette di complessità e sonorità che ancora oggi riescono a stupire.

 

Contro

The Loser in the End: Questo brano composto da Roger Taylor è il classico anello debole della catena e appare slegato dal resto del lavoro. 

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7. Greatest Hits II

 

Greatest Hits II non è uno studio album ma una raccolta dei più grandi successi dei Queen, la seconda in ordine cronologico (poi ne usciranno molte altre). La prima edizione arrivò nei negozi di dischi nel 1991, circa un mese prima della dipartita di Freddie Mercury e proprio sull’onda emotiva della morte del cantante fece registrare dei lusinghieri dati di vendita per essere un semplice “Best Of”. 

Tempismo perfetto? Cinico calcolo? Decidete voi, per quanto ci riguarda vogliamo concentrarci sulla musica. Sul CD troviamo 17 brani pubblicati tra il 1982 e il 1991, sono canzoni note ai più ma secondo noi l’utilità di Greatest Hits II sta nella possibilità, per chi non possiede l’intera discografia dei Queen, di avere sotto mano molti classici del gruppo. 

Anche chi non è un fan sfegatato può trovare in questa raccolta brani che sicuramente apprezza ma non al punto da andare a comprare diversi dischi solo per ascoltare un paio di pezzi. Quella che potete comprare oggi non è la prima edizione del ‘91, si tratta di una ristampa. La qualità audio non è eccelsa e volume basso.

 

Pro

Hit: In un solo CD ci sono tutti i brani di successo che i Queen hanno pubblicato nell’arco di un decennio.

Scorrevole: La raccolta offre un ascolto scorrevole, piacevole, si arriva alla fine e il tempo sembra essere volato nonostante si siano ascoltati diciassette brani.

 

Contro

Live: Sarebbe stato un omaggio gradito dai fan allegare un secondo CD con delle esibizioni dal vivo, situazione in cui i Queen danno il meglio.

Audio: La grossa delusione di questa raccolta sta nella qualità dell’audio che è poco curata, persino il volume è troppo basso.

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8. Bohemian Rhapsody

 

Bohemian Rhapsody è la cosa più recente in fatto di uscite sotto il nome dei Queen. Trattasi della colonna sonora per l’omonimo film biografico su Freddie Mercury. Come molti sapranno il lungometraggio di Bryan Singer ha avuto un grande successo con lunghe file ai botteghini dei cinema di tutto il mondo, segno che il nome dei Queen e soprattutto del loro cantante non è stato dimenticato. 

La vera chicca di Bohemian Rhapsody sono i cinque pezzi registrati al Live Aid del 1985 che mai prima d’ora erano stati resi disponibili in formato audio. Ci sono alcuni brani rivisitati e per i collezionisti crediamo sia imperdibile la fanfara della 20Th Century Fox riveduta ed eseguita da Brian May e Roger Taylor e Doing All Right che vede la partecipazione di Tim Staffell, compagno di May negli Smile. 

Per i nostalgici degli anni ‘80 informiamo che il titolo è disponibile anche in musicassetta oltre che in CD, vinile e formato digitale.

 

Pro

Live Aid: Finalmente i fan dei Queen possono ascoltare una parte della loro esibizione al Live Aid del 1985 che in precedenza non era disponibile in formato audio.

La fanfara: Brian May e Roger Taylor riprendono la classica fanfara della 20Th Century Fox e la rieseguono a modo loro.

Smile: Brian May torna in uno studio di registrazione insieme al suo vecchio compagno ai tempi degli Smile, Tim Staffell, per la rivisitazione del brano Doing All Right.

 

Contro

Copertina: Ci saremmo aspettati un lavoro grafico migliore, invece si ha la sensazione che non sia stata prestata la giusta attenzione alla realizzazione della copertina, oltretutto poco originale.

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Come scegliere un buon album dei Queen

 

Chi oggi volesse acquistare i migliori album dei Queen del 2020 potrebbe cavarsela davvero con poco, infatti sul mercato ci sono un bel po’ di offerte, anche se queste riguardano in particolare i CD, quanto ai vinili, complice il ritorno di fiamma per questo supporto, il prezzo può anche essere triplicato. Dunque, se cercate la soluzione più conveniente, sappiate che il compact disk è in molti casi più economico. 

Ad ogni modo il costo è una faccenda secondaria in questo momento, per adesso ci interessa aiutarvi a capire come scegliere un buon album dei Queen. Il compito non è semplice e non perché la band non abbia sfornato lavori degni di nota, anzi, la difficoltà è data dalla soggettività che caratterizza la musica, sappiamo fin da ora che non potremo mettervi tutti d’accordo, anzi, abbiamo già messo in conto le critiche alle nostre scelta magari da fan sfegatati di Freddie Mercury e soci, tuttavia siamo sicuri di poter mettere a disposizione dei lettori una serie di elementi utili a formarsi una propria opinione e decidere quale album dei Queen comprare.

Il supporto

Nel caso di band importanti come i Queen le case discografiche sono solite operare delle ristampe su CD e vinile. Di conseguenza la prima scelta da fare è circa il supporto sul quale ascoltare la musica. Se avete solo il lettore CD oppure soltanto il giradischi, la scelta è obbligata ma se invece possedete entrambi i dispositivi allora vi tocca riflettere e fare una comparazione dei pro e dei contro tra i due formati. 

Lo abbiamo detto, a differenza che in passato, quando ci fu il boom dei compact disk, attualmente è probabile che un vinile costi più del CD, ci sono casi in cui il prezzo può anche essere del triplo. Allora bisogna chiedersi: conviene comprare tre album dei Queen in CD oppure uno solo in vinile? 

La risposta potrebbe sembrare scontata ma, credeteci, non lo è e dipende dal tipo di ascoltatore. Per esempio c’è l’ascoltatore che pensa che un supporto valga l’altro, c’è chi ritiene che nulla suoni meglio di un vinile (ne siamo sicuri sia sempre così?) e chi al contrario pensa che il top dell’ascolto lo garantisca il CD (non dimentichiamo la qualità dell’impianto Hi-Fi che è determinante). 

Anche in questo caso è difficile mettere tutti d’accordo, tuttavia dobbiamo aggiungere qualcosa sul formato vinile e anche sulla qualità audio che preferiamo trattare in paragrafi separati per dare il giusto risalto alla questione.

 

Caratteristiche del vinile

Abbiamo più volte detto di come ci sia questo rinato interesse per il vinile, di conseguenza le case discografiche si sono attivate per trarne profitto con il risultato di stampare qualsiasi cosa in questo formato e vendere titoli vecchi come se fossero nuovi di zecca. Tutto lecito, per carità, peccato che non sempre all’ascoltatore si dia un prodotto all’altezza e considerato che spesso chi compra il vinile è anche un audiofilo, diventa difficile ingannare persone tanto pignole e attente. 

Il discorso è questo, comprare una ristampa in vinile dei Queen non significa automaticamente avere un album che suona meglio del CD. Quali sono le caratteristiche da controllare prima dell’acquisto, diciamo quelle informazioni cui si può avere accesso prima di pagare? 

Sicuramente la grammatura. A nostro avviso conviene comprare vinili da 180 g perchè quando si stampano possono contenere maggiore dinamica, ma non è questo l’unico motivo per preferirli a formati più leggeri. Un disco “pesante” è meno soggetto a deformarsi, poi è chiaro che dipende anche dalla qualità della mescola vinilica. Tenete presente che un disco nuovo può arrivare già deformato, il problema può verificarsi durante l’imballaggio, il trasporto ecc. Se il disco è da 180 g questi rischi diminuiscono.

Qualità audio

Nel caso di una band come i Queen, che ha dischi vecchissimi in catalogo, è ovvio che nei negozi si trovino le ristampe. Queste possono essere rimasterizzate, in tal caso è ben specificato, oppure no, anche se va detto che in caso di titoli molto vecchi la rimasterizzazione è indispensabile in quanto il master è soggetto a deterioramento. 

Ad ogni modo rimasterizzare vuol dire spendere altro denaro, cosa che non sempre i discografici sono interessati a fare. Il risultato è un disco che potrebbe suonar male. Sia chiaro che non tutti preferiscono gli album masterizzati, c’è chi non vuol perdere il suono originale così come il disco venne concepito all’epoca in fase di registrazione e mixaggio.

 

 

 

Domande frequenti

 

Quanti sono gli album dei Queen?

Tra l 1973 e il 1995 i Queen hanno registrato quindici studio album, è interessante notare come l’ultimo sia postumo alla morte di Freddie Mercury. Made in Heaven uscì circa quattro anni dopo la scomparsa del cantante ma nonostante ciò è possibile ascoltare la sua voce. Ciò fu possibile perché il cantante incise delle tracce vocali affidando il compito ai compagni di comporne la musica.

 

Chi erano gli Smile?

Di fatto gli Smile sono stati il prototipo dei Queen. Della band facevano parte Tim Staffell, Brian May e Roger Taylor, in pratica il 50% dei Queen. Brian May scrisse insieme  a Tim Staffell la canzone Doing All Right che poi venne riutilizzata sul debut album dei Queen, dunque cantata da Freddie Mercury.

 

Quanti solo album ha inciso Freddie Mercury?

Sebbene i Queen fossero per Freddie Mercury un’attività a tempo pieno, l’estroso cantante trovò il tempo e la creatività per incidere due solo album tra il 1985 e il 1988: Mr. Bad Guy e Barcelona. La cosa è ancora più stupefacente se si pensa che all’epoca i Queen in media pubblicarono un disco ogni due anni che poi naturalmente promuovevano andando in tour per tutto il mondo. 

 

Quanti Solo album ha inciso Brian May?

Tra il 1983 e il 2000 Brian May ha inciso tre solo album full lenght e un EP: Brian May + Friends (EP), Back to the light, Another World e La musique de Furia, quest’ultimo ha fatto da colonna sonora per il film Furia.

 

Dopo Made in Heaven i Queen hanno pubblicato altri studio album?

Sotto il nome di Queen + Paul Rodgers hanno pubblicato nel 2008 The Cosmos Rocks. Della formazione originale fanno parte soltanto Brian May e Roger Taylor.

 

 

 

Cusiosità sui Queen

L’interesse per i Queen non è mai scemato, ancora oggi i loro dischi si continuano a vendere. Ciò che è stato non tornerà più ma restano le pagine di storia della musica che hanno scritto e fatto impazzire milioni di fan. Proprio gli aficionados dei Queen potrebbero essere interessati a conoscere curiosità e aneddoti sui loro beniamini, li accontentiamo.

A chi si devono nome e logo della band?

Indovinate un po’? Tanto il nome scelto per la band quanto il logo furono un parto della mente di Freddie Mercury. Il cantante cercava un nome che in qualche modo riuscisse a essere regale e scioccante e sappiamo tutti quanto sia importante la Regina per gli inglesi. Quanto al logo fu concepito e disegnato da Mercury.

 

Quali sono i rapporti tra John Deacon e i restanti membri dei Queen?

Non ci sono rapporti e non ce ne sono stati neanche in occasione della presentazione per il film biografico su Freddie Mercury. Roger Taylor in una intervista al Sunday Express non ha esitato a definire il compagno come una persona fragile al punto tale di non volerne più sapere di restare nel mondo della musica, una decisione presa definitivamente sei anni dopo la morte dell’amico Freddie, evento che evidentemente ha pesato molto per lui tanto da lasciare a May e Taylor la totale libertà di fare ciò che gli pare con il nome dei Queen.

La regina e la principessa

C’era un forte legame tra Diana Spencer e Freddie Mercury. A riguardo il cantante ebbe modo di raccontare un aneddoto. Come si può immaginare la principessa non poteva mettere il naso fuori senza essere paparazzata o comunque riconosciuta dalle persone. Un giorno si trovarono insieme Lady D, Mercury e il comico Kenny Everett, erano a casa di quest’ultimo. 

Parlando del più e del meno la principessa chiese ai due che piani avessero per la serata. Freddie rispose che avrebbero fatto un salto alla Royal Vauxhall Tavern, un locale che ospita clientela omosessuale ma anche un posto dove le risse erano da mettere in conto, insomma, un posto poco adatto a una reale. I due cercarono di persuadere la principessa ma lei fu irremovibile. Fu a quel punto che Freddie ebbe l’idea di travestire Lady D da uomo, nessuno ci avrebbe fatto caos anche perché tutte le attenzioni sarebbero state per Freddie Mercury e infatti così fu.

 

 

 

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