Ultimo aggiornamento: 24.05.22

 

Capotasto per chitarra – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Se volete cambiare la chiave di una canzone, dare alla vostra chitarra un suono più acuto o semplicemente suonare in modo più semplice gli accordi in diesis e bemolle, avete bisogno di un capotasto mobile. Se ne state cercando uno per la vostra chitarra classica, il Wingo Professional dispone di una clip in gomma più lunga per adattarsi perfettamente al manico di questo strumento. Per una chitarra acustica consigliamo invece l’Asmuse Universale che, come il nome stesso suggerisce, può essere montato anche su altri strumenti a corda, come banjo, ukulele, basso e mandolino.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori capotasti per chitarra – Classifica 2021

 

Nello stilare la nostra classifica dei migliori capotasti per chitarra del 2022 abbiamo tenuto conto di una serie di fattori, come i materiali di costruzione, la praticità di utilizzo e il rapporto qualità/prezzo, per fornirvi una panoramica completa sui vantaggi e le eventuali problematiche dei modelli da noi selezionati.

 

Capotasto chitarra classica

 

1. Wingo Capotasto Professional per Chitarra Classica con 5 Plettri

 

Wingo propone un capotasto a pinza in palissandro e lega di zinco, ideale per le chitarre classiche perché dotato di una clip in gomma più lunga che si adatta perfettamente al manico largo e piatto di questo strumento.

Il design semplice e funzionale permette veloci cambiamenti di chiave mantenendo la stessa tensione delle corde durante tutta la performance musicale, senza generare ronzii o fastidiose vibrazioni sui tasti.

Grazie al pratico morsetto a molla e all’impugnatura ergonomica, questo capotasto per chitarra classica risulta facile da posizionare e spostare lungo il manico dello strumento anche con una sola mano, fornendo la pressione necessaria affinché la tensione sia omogenea su tutte le corde.

Disponibile in cinque differenti colorazioni per adattarsi allo stile e ai gusti di tutti i chitarristi, viene fornito con cinque plettri in nylon dalla superficie lucida e liscia che offrono un ottimo feeling negli arpeggi e nello strumming degli accordi.

 

Pro

Stabile: Con il capotasto in palissandro e lega di zinco proposto da Wingo le stringhe saranno sempre in sintonia perché riesce a mantenere in modo stabile la posizione sul manico della chitarra.

Pratico: Si sposta facilmente lungo la tastiera grazie al morsetto a molla e all’impugnatura ergonomica.

Protezioni: Gli inserti in gomma esercitano la giusta pressione sulle corde, senza graffiare o danneggiare lo strumento.

 

Contro

Compatibilità: Essendo progettato appositamente per le chitarre classiche, ci pare ovvio che non possa fare al caso di chi suona altri strumenti a corda.

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Capotasto chitarra acustica

 

2. Asmuse Professional Capotasto Universale High Quality Zinc Alloy

 

A differenza di quello visto in precedenza, il capotasto per chitarra acustica proposto da Asmuse è un modello universale che può essere montato anche su altri strumenti a corda, come ukulele, mandolino, basso, banjo e chitarre folk.

Realizzato in lega di alluminio Premium, ha soddisfatto la maggior parte degli acquirenti sia dal punto di vista qualitativo sia sotto il profilo prestazionale, garantendo la giusta pressione sulle corde senza causare fastidiose vibrazioni durante l’esecuzione degli arpeggi.

La molla in acciaio è molto flessibile e mantiene l’elasticità anche in caso di utilizzi intensivi, mentre il cuscinetto interno in silicone morbido si adatta perfettamente alla tastiera dello strumento, assicurando un’elevata precisione nei cambi di tonalità.

Leggero e maneggevole, permette di suonare gli accordi aperti con inversioni più alte, donando alla chitarra un suono piacevolmente acuto e brillante, simile a quello del mandolino.

Il meccanismo a pinza è molto semplice da utilizzare e fornisce una tensione uniforme su tutto il manico, senza influire sull’accordatura dello strumento.

 

Pro

Robusto: La qualità dei materiali ha soddisfatto la maggior parte degli acquirenti, che lo definiscono un capotasto molto solido e ben progettato.

Praticità: Il meccanismo di apertura a molla lo rende pratico da usare e anche abbastanza semplice da spostare lungo le corde.

Universale: Realizzato in lega di alluminio Premium, è un dispositivo leggero e versatile che si può applicare su diversi strumenti a corda, fino a un massimo di otto stringhe.

 

Contro

Graffi: Nella parte posteriore ci sono degli spigoli privi di rivestimento gommato che potrebbero graffiare il manico dello strumento.

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Capotasto chitarra elettrica

 

3. Donner Capotasto per Chitarra Acustica ed Elettrica DC-2

 

Rispetto ai modelli precedenti il capotasto per chitarra elettrica e acustica Donner DC-2 viene proposto a un prezzo più vantaggioso, ma questo non significa che mancherà di stupirvi.

Presenta, infatti, un design moderno e ben rifinito, con tanto di molla in acciaio che permette di tenere in modo stabile la posizione delle corde, applicando la pressione necessaria sui tasti senza provocare ronzii o scordare lo strumento.

I morbidi cuscinetti in gomma, oltre ad assicurare una presa più salda sulla tastiera, proteggono la chitarra dai graffi e dall’usura. Il riposizionamento sul manico avviene in maniera semplice e veloce poiché basta una leggera pressione sulla leva per aprire la morsa e spostarla.

Pur essendo proposto a prezzi bassi vanta una buona qualità costruttiva e si rivela molto utile soprattutto per chi non è ancora pratico con gli arpeggi che hanno bisogno del barrè e vuole ottenere un suono simile a quello degli accordi aperti senza dover cambiare la diteggiatura.

 

Pro

Pratico da usare: Il Donner DC-2 è una delle scelte migliori per chi sta cercando un capotasto per chitarra elettrica o acustica facile da agganciare e spostare lungo la tastiera.

Accordatura: È in grado di modificare l’intonazione delle corde in maniera uniforme, senza influire sull’accordatura dello strumento né generare fastidiosi ronzii.

Rapporto qualità/prezzo: Nonostante il costo accessibile, i materiali si sono rivelati molto resistenti e longevi.

 

Contro

Non adatto ai professionisti: Un modello entry level ideale per i principianti che vogliono suonare in modo più semplice gli accordi in diesis e bemolle, ma sicuramente poco adatto per i chitarristi più esperti.

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Capotasto mobile chitarra

 

4. LH TechToy Capotasto Mobile Universale per Chitarra 4-6 Corde

 

Un altro capotasto mobile per chitarra che merita di essere preso in considerazione da chi è alla ricerca di un dispositivo affidabile, pratico da usare e di buona qualità è sicuramente quello proposto da LH TechToy.

La realizzazione in lega di zinco esalta i toni medi e dona brillantezza al suono, permettendo a chi suona di riposizionare velocemente il capo da un punto all’altro della tastiera grazie al meccanismo a molla molto pratico e scorrevole.

I pad in silicone morbido assicurano una presa più aderente sulle corde, adattandosi perfettamente al manico della chitarra senza rischiare di rovinarlo o graffiarlo durante gli spostamenti.

Trattandosi di un modello entry level non è adatto ai chitarristi di livello medio-alto, ma rimane comunque un ottimo capotasto per i principianti che vogliono trasportare la musica in una tonalità diversa mantenendo la diteggiatura degli accordi originali.

 

Pro

Funzionale: Realizzato in lega di zinco, il capotasto mobile per chitarra di LH TechToy è molto leggero e dotato di inserti in gomma in punti strategici per evitare di danneggiare lo strumento.

Tensione: Il meccanismo a pinza consente di applicare la stessa pressione su tutta la tastiera della chitarra, facilitando l’esecuzione degli accordi che non prevedono il barrè.

Praticità: Facendo leva sul manico si potrà aprire la pinza e posizionarla lungo il manico dello strumento, senza dover accordare di nuovo le corde dopo l’installazione.

 

Contro

Per principianti: Va benissimo per i dilettanti ma non per chi ha una strumentazione di un certo livello, anche perché i materiali con cui è costruito si sono rivelati poco robusti e tutt’altro che destinati a una lunga durata.

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Capotasto chitarra e testine

 

5. Auphy Capotasto Per Chitarra e 3 Testine Sostituibili

 

Se suonate diverse tipologie di strumenti a corda vi consigliamo di dare un’occhiata al modello proposto da Auphy, che si compone di un capotasto per chitarra e tre testine sostituibili che permettono di utilizzarlo su chitarre classiche, folk ed elettriche.

La parte a contatto con le corde è rivestita in silicone di elevata qualità per non danneggiare o graffiare lo strumento, esercitando la giusta pressione sulla tastiera per produrre un suono simile a quello degli accordi aperti in tutte le tonalità.

Pur risultando leggermente più ingombrante rispetto ai modelli precedenti, mantiene l’intonazione e l’accordatura della chitarra grazie alle tacche presenti nella parte posteriore della barra che mantengono le corde perfettamente tese e riducono al minimo il ronzio dei tasti.

Apprezzato anche dai professionisti del settore, vanta una qualità costruttiva tra le top del mercato nonostante il prezzo molto conveniente.

 

Pro

Testine: Esercitano una pressione uniforme su tutti i tasti per mantenere l’intonazione e l’accordatura della chitarra durante la performance musicale.

Filettatura: Le tacche predisposte per la tensione garantiscono la giusta pressione sulle corde in modo da ottenere un suono più acuto senza cambiare la posizione degli accordi.

Sgancio rapido: Grazie a questo sistema si può spostare sul manico della chitarra rapidamente permettendo di cambiare la timbrica in un istante.

 

Contro

Tensione non modificabile: Il principale problema riscontrato da molti musicisti è l’impossibilità di regolare la pressione in base alle esigenze e allo stile musicale.

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Capotasto chitarra in zinco

 

6. Gudotra Capotasto Chitarra in Lega di Zinco con 12 Plettri

 

Quello proposto da Gudotra è un capotasto per chitarra in zinco ultra-leggero, caratterizzato da un design sottile e senza spigoli vivi che potrebbero graffiare o danneggiare lo strumento.

Si posiziona facilmente con una sola mano grazie al pratico morsetto a molla che mantiene le corde in perfetta tensione sul manico, distribuendo uniformemente la pressione su ogni punto della tastiera.

Con un peso di soli 140 grammi, quasi non ci si accorge della sua presenza e, una volta applicato, aderisce perfettamente alle corde senza generare ronzii o fastidiose perdite di intonazione.

È pensato per le chitarre classiche, acustiche ed elettriche da quattro a dodici stringhe, ma si può utilizzare anche su altri strumenti a corda dotati di manici fino a 51 mm di larghezza.

Disponibile in quattro colorazioni differenti, offre un buon compromesso tra praticità e funzionalità, oltre a un ottimo rapporto qualità/prezzo.

 

Pro

Facile da posizionare: Interamente realizzato in lega di zinco, il capotasto a pinza di Gudotra si posiziona in modo semplice e veloce grazie al meccanismo a molla che mantiene in modo stabile la posizione delle corde.

Conveniente: Il prezzo a cui viene proposto è a dir poco irrisorio, ma nonostante questo la qualità e la resa costruttiva sono più che dignitose.

Leggero e resistente: Pur essendo molto leggero ha dimostrato una buona resistenza all’usura e agli utilizzi intensivi.

 

Contro

Spessore manico: Sugli strumenti a dodici corde con il manico più spesso si riesce a usarlo solo fino al quarto tasto.

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Capotasto chitarra Fender

 

7. Fender Dragon Capotasto Chitarra

 

Dopo una sfilza di modelli a pinza, passiamo ora ad analizzare le caratteristiche e i vantaggi del capotasto per chitarra Fender Dragon, progettato per risolvere molti dei problemi più comuni delle tradizionali versioni a molla.

Si tratta, infatti, di un capo mobile ad avvitamento che attraverso l’utilizzo di una vite zigrinata permette di regolare la pressione sulle corde per ottenere la tensione ideale a prescindere dalle dimensioni del manico e dalla posizione dei tasti.

È inoltre dotato di un meccanismo di rilascio intelligente che permette di spostarlo su e giù lungo il manico per ottenere timbriche diverse, a fronte di un grande risultato in termini di colore e qualità del suono.

L’unico svantaggio è che risulta più difficile e laborioso cambiare posizione perché sono necessarie due mani per rimuovere e riposizionare il dispositivo.

 

Pro

Tensione regolabile: Il principale vantaggio del capotasto Fender Dragon è che permette di regolare la pressione esercitata sulle corde per ottenere la migliore tensione possibile.

Inserti: Realizzato in solido alluminio pressofuso, è dotato di cuscinetti protettivi in gomma morbida per non danneggiare le finiture del manico.

Funzionale: Ideale per chi vuole dare una sonorità particolare alla propria chitarra, garantisce prestazioni ottimali su ogni stringa.

 

Contro

Posizionamento: Per spostarlo sul manico va allentato e poi nuovamente stretto, risultando quindi poco pratico da usare in sede live.

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Capotasto chitarra D’Addario

 

8. D’Addario Capotasto Planet Waves NS Lite PW-CP-07

 

L’ultimo prodotto che vi proponiamo è il capotasto per chitarra D’Addario Planet Waves NS Lite, che non delude le aspettative create dal celebre marchio che lo produce.

Progettato in collaborazione con il famoso designer di strumenti musicali statunitense Ned Steinberger, si tratta di un capo mobile per chitarre elettriche e acustiche a 6 o 12 corde, ma disponibile anche nella versione per chitarra classica.

Molto leggero e maneggevole grazie alle dimensioni ridotte e al peso di soli 32 grammi, fa affidamento su un meccanismo ad avvitamento che consente di posizionarlo facilmente mediante la vite zigrinata che regola con precisione la pressione sulle corde, garantendo suoni intonati e privi di vibrazioni su ogni tasto.

Secondo i pareri degli esperti può fare al caso anche dei professionisti perché aderisce bene al manico e offre al contempo una zona di pressione più ampia sui tasti che riduce al minimo i problemi di accordatura.

 

Pro

Materiali: Realizzato in alluminio e ABS ultraleggero, distribuisce uniformemente la pressione sulle corde e non appesantisce la chitarra mentre si suona.

Stabile: Il rivestimento interno in gomma assicura una perfetta aderenza al manico, proteggendo lo strumento dai graffi e dall’usura.

Efficiente: Grazie alla regolazione micrometrica della tensione riduce la pressione laterale sulle corde e la necessità di riaccordare la chitarra durante l’uso.

 

Contro

Design curvo: Si tratta di un capotasto curvo per chitarra acustica ed elettrica, quindi non va bene per i manici dritti e piatti delle chitarre classiche.

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Come scegliere un buon capotasto per chitarra

 

In questa breve guida all’acquisto vi forniamo una serie di informazioni utili a capire come scegliere un buon capotasto per chitarra. Ovviamente si tratta di indicazioni a carattere generale, quindi a voi resta la piena libertà di scelta. Vi invitiamo, pertanto, a fare una comparazione tra i modelli che vi abbiamo appena proposto e altre eventuali offerte disponibili sul mercato, ma non prendete in considerazione solo quelle della migliore marca perché l’esperienza ci insegna che anche le aziende meno conosciute e blasonate possono proporre prodotti di buon livello, ma a un prezzo decisamente più economico.

Le tipologie

Come già accennato, il capotasto è un dispositivo mobile che va posizionato sul manico della chitarra per alzarne la tonalità e ottenere un suono simile a quello dei cosiddetti accordi aperti.

La stragrande maggioranza dei modelli reperibili in commercio è progettata esclusivamente per l’utilizzo sulle chitarre (classiche, acustiche o elettriche), ma esistono anche modelli universali che si possono montare su altri strumenti a corda come il banjo, l’ukulele e il mandolino.

Oltre a questo, le principali tipologie disponibili in commercio si differenziano anche in base al sistema di montaggio, che può essere a pinza, ad avvitamento, a rullo e con laccio.

 

1. Capotasto a pinza

Il capotasto a pinza è sicuramente la versione più popolare e pratica da usare perché costituita da una morsa collegata a una molla che mantiene le corde in tensione sul manico, permettendo a chi suona di riposizionare velocemente il dispositivo su un altro punto della tastiera con una mano sola.

Il principale svantaggio di questi modelli è che non permettono di regolare la pressione sulle corde, cosa che invece avviene con i capotasti ad avvitamento, la cui struttura si fissa tramite una vite o una rotellina posta sul retro.

 

2. Capotasto ad avvitamento

Rispetto ai precedenti risultano più macchinosi da spostare e riposizionare poiché vanno prima allentati e poi avvitati nuovamente.

Ciononostante, questa tipologia è la preferita di molti chitarristi perché permette di ottenere la tensione ideale a prescindere dalle dimensioni del manico, dall’action delle corde e dalla posizione dei tasti.

 

3. Capotasto a rullo

In alternativa ci sono i capotasti a rullo, meno diffusi rispetto ai modelli a pinza e ad avvitamento, ma ancora ampiamente utilizzati da molti musicisti affezionati.

Per spostarlo sul manico e liberare le corde basta farlo scorrere lungo la tastiera, offrendo al contempo una zona di pressione più ampia sui tasti che riduce al minimo i problemi di accordatura.

Di contro, però, la tensione non può essere regolata a piacimento e le sue dimensioni non sono compatibili con tutti i tipi di manici, per cui potrebbe non essere adatto alle chitarre classiche e agli strumenti con 12 corde.

 

4. Capotasto a laccio

Infine, un altro modello molto comune è il capotasto a laccio, che mantiene le corde in tensione tramite una stringa regolabile, permettendo di regolare la pressione esercitata sul manico in base alle esigenze.

Nonostante questi numerosi aspetti positivi, si tratta però una tipologia molto problematica perché col tempo il laccio può allentarsi e non mantenere la stessa tensione delle corde durante le performance musicali.

 

5. Capotasto Parziale

La maggior parte dei chitarristi non lo userà mai, ma c’è comunque una piccola nicchia di musicisti sperimentali che di tanto in tanto utilizza un capotasto parziale per ottenere sound più particolari con la chitarra classica.

Adatto soprattutto agli appassionati delle accordature aperte, permette di creare nuovi accordi, dando vita a combinazioni differenti.

 

Altri aspetti da considerare

Al di là della tipologia, un capotasto va scelto tenendo conto anche del raggio di curvatura della tastiera del proprio strumento.

A seconda del suo design si potrà optare per un modello piatto oppure curvo, prestando attenzione anche al tipo di impugnatura, che deve risultare abbastanza ergonomica e maneggevole per facilitare lo spostamento del capo mobile sul manico.

Infine, un occhio di riguardo va riservato anche ai materiali: in linea di massima, i capotasti migliori sono quelli realizzati in zinco, acciaio o bronzo, con la parte che entra in contatto con le corde rivestita in silicone morbido per proteggere lo strumento dai graffi e dall’usura.

 

 

 

Come utilizzare un capotasto per chitarra

 

Una volta stabilito quale capotasto per chitarra comprare tra i numerosi modelli venduti online, è importante sapere come utilizzarlo al meglio per alzare o abbassare le tonalità a piacimento, senza dover cambiare la diteggiatura quando si suona. Se siete chitarristi alle prime armi, qui di seguito vi diamo qualche utile consiglio sul corretto utilizzo di questi dispositivi.

Perché e quando utilizzare un capotasto

Quando si posiziona un capo mobile sulla chitarra si viene a creare una sorta di capotasto fisso, al di sopra del quale le corde produrranno note di un semitono più alto per ogni tasto.

Pertanto, l’uso di questo accessorio si rivela utile sia quando il brano prevede l’utilizzo delle cosiddette “corde a vuoto” sia per dare alla chitarra un suono più acuto e brillante, simile a quello del mandolino o dell’ukulele.

Inoltre, viene spesso utilizzato anche per suonare lo stesso pezzo con un altro chitarrista ottenendo due timbriche diverse: mentre uno suona gli accordi normalmente, per esempio in chiave di Do, l’altro può posizionare il capotasto sul quinto tasto per suonare gli stessi accordi in chiave di Sol, creando così un effetto simile alle doppie voci dei cori.

Oltre ad adattare la tonalità di una canzone alla voce di chi canta, l’uso di un capotasto facilita anche l’esecuzione degli accordi a chi è alle prime armi.

Man mano che si sposta il capo verso il ponte i tasti diventano più piccoli e questo rende il lavoro delle dita più fluido e meno faticoso, permettendo così di aumentare le ore di pratica.

Pertanto, se si suona per diverse settimane con il capotasto mobile posizionato sul quarto tasto, quando si torna a suonare al primo si noteranno dei notevoli miglioramenti.

 

Accordare lo strumento

Prima di posizionare il capotasto sul manico della chitarra, è importante accordarla con precisione per evitare che il dispositivo eserciti una pressione eccessiva sulle corde, producendo note leggermente più crescenti.

 

Posizionare il capotasto

Una volta accordato lo strumento, bisogna posizionare il capotasto a un millimetro di distanza dalla barretta metallica del tasto della chitarra scelto e non sopra, altrimenti si otterrà un effetto completamente diverso da quello desiderato.

Per ridurre al minimo i problemi di accordatura, ricordate che il capotasto deve trovarsi quanto più vicino possibile al tasto ma senza toccarlo. In altre parole, più si avvicina il capo mobile alla tastiera, minore sarà lo spazio per stonare la corda, permettendo al contempo anche un maggior comfort di esecuzione perché ci sarà più spazio di manovra per le dita.

Spostare il capotasto sulla tastiera

Ogni tasto della chitarra corrisponde a un semitono, quindi spostando il capotasto mobile lungo il manico si otterranno tonalità diverse. Posizionandolo, per esempio, sul secondo tasto si produrrà un suono di due semitoni più alto, senza cambiare il tipo di accordi o fare altre modifiche al modo di suonare.

Infine, è importante sottolineare che sebbene il capotasto permetta di trasportare la musica in una tonalità diversa mantenendo la diteggiatura degli accordi originali, in nessun caso deve essere utilizzato come sostituto del barrè.

 

 

 

Domande Frequenti

 

A cosa serve il capotasto per la chitarra?

Il capotasto è un dispositivo a tensione regolabile che serve a premere tutte le corde contemporaneamente su un determinato tasto, in modo da accorciare la pozione vibrante di quelle libere e aumentare l’altezza delle note prodotte.

Grazie a questo accessorio si potrà, quindi, trasportare la musica in una tonalità differente da quella originale per dare allo strumento (chitarra, mandolino, banjo o altro strumento a corde) un suono più acuto, facilitare l’esecuzione degli accordi che non prevedono il barrè e adattare il brano alla voce di canta.

Altra funzione del capotasto è quella di ricreare la sonorità tipica delle corde a vuoto in qualsiasi posizione del manico, permettendo così di suonare, per esempio, un Mi bemolle maggiore in terza posizione con la stessa timbrica di un Do in prima posizione.

Su quali strumenti si può usare il capotasto?

In genere, il capotasto viene posizionato sulla tastiera delle chitarre elettriche o acustiche a sei corde per cambiarne la tonalità a seconda delle esigenze del chitarrista, ma sul mercato ci sono numerosi modelli adatti anche ad altri strumenti a corda, come ukulele, banjo, basso e mandolino.

È bene, però, tenere presente che spesso, specie negli strumenti musicali di minor pregio, il posizionamento del dispositivo può comportare alcuni inconvenienti in termini di accordatura, dovuti perlopiù al fatto che le corde tendono a piegarsi leggermente quando il capotasto viene inserito e lo si fa scorrere sulla tastiera.

 

Dove si posiziona il capotasto mobile?

Il capotasto mobile va fissato al manico dello strumento tramite il sistema di aggancio previsto dal modello. Si può infatti scegliere tra le tradizionali versioni a pinza, che si possono spostare facilmente da un punto all’altro della tastiera, e i modelli a staffa che invece vanno regolati tramite una vite posta sul retro.

In entrambi i casi il capotasto va posizionato a un millimetro di distanza dalla barretta metallica e può essere spostato su qualunque tasto del manico per cambiare la chiave di una canzone e ottenere un suono di un semitono più alto.

 

Come costruire un capotasto per chitarra?

Innanzitutto procuratevi un pennarello (o una matita) e un elastico in gomma oppure a fascia. Avvolgete un’estremità dell’elastico intorno al pennarello e appoggiatelo sul tasto desiderato, bloccandolo con la seconda estremità dell’elastico facendolo passare sotto al manico della chitarra per legarlo all’altro capo.

Se il nuovo suono ottenuto non dovesse soddisfare le vostre aspettative, potete rivestire il pennarello con un sottile strato di gomma, ricordando che per ottenere un buon risultato il capotasto “fai da te” dovrà essere posizionato a un millimetro di distanza dalla barretta metallica del tasto scelto.

 

Dove acquistare un capotasto per chitarra?

I capotasti per chitarra si possono reperire sia nei negozi di strumenti musicali sia online. In genere, l’acquisto presso i punti vendita fisici è più vantaggioso, non solo perché permette di provare e toccare con mano il prodotto prima di acquistarlo, ma anche per la possibilità di poter chiedere informazioni e consigli d’acquisto agli addetti alle vendite, che sapranno sicuramente consigliarci il miglior capotasto per chitarra in base alle nostre esigenze.

Tuttavia, anche rivolgersi ai canali di e-commerce ha i suoi vantaggi, primo fra tutti quello di poter confrontare i prezzi e le caratteristiche dei modelli più venduti con un semplice click.

 

 

 

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