Ultimo aggiornamento: 21.10.20

 

Sequencer – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Ci sono tante apparecchiature che possono semplificare la vita dei musicisti o almeno di quelli più aperti all’intervento massiccio della tecnologia, insomma, qualcosa che vada ben oltre quella che si può trovare in una chitarra o qualsiasi altro strumento elettrico. Tra queste “diavolerie” ce n’è una che ha fatto il suo debutto nel mondo della musica negli anni ‘70, come altre del resto, e che non ha mancato essa stessa di farsi “contaminare” con ulteriori nuove tecnologie. Stiamo parlando del sequencer (anche detto DAW, Digital Audio Workstation), uno strumento che serve per la creazione e la riproduzione dei segnali di controllo. L’argomento è molto interessante e siamo sicuri che i nostri lettori avranno piacere di leggere quanto segue. Come sempre abbiamo selezionato alcuni sequencer e di questi ve ne diamo un assaggio introducendovi subito due modelli: la Akai Professional Pro MPD232 è una DAW molto versatile vista anche la compatibilità con la maggioranza dei programmi musicali mentre la Korg SQ-1 stupisce per il rapporto qualità/prezzo e per la bontà dei materiali utilizzati.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori sequencer – Classifica 2020

 

Abbiamo selezionato una serie di sequencer tra quelli venduti online che avremmo piacere di proporvi. Abbiamo pensato di ordinarli secondo una nostra personale classifica e scrivere per ognuno una recensione con la quale evidenziare gli aspetti negativi e positivi dei sequencer. A vostra disposizione c’è un link che vi suggerisce dove acquistare a prezzi bassi l’articolo che più vi convince. Ciò non esclude che possiate trovare qualcosa di più economico pertanto è bene confrontare i prezzi.

 

Sequencer MIDI

 

1. Akai Professional Pro MPD232 Controller MIDI USB e Sequencer a 32 Step

 

Il nuovo Pro MPD232 è molto comodo per creare beat anche con il computer, è compatibile con qualsiasi programma musicale. Venduto a un prezzo interessante, ha sedici pad molto sensibili, anzi, forse troppo. Ecco siamo arrivati subito a quella che è la lamentela principale espressa dagli utenti: accade che si preme una volta il pad e l’azione si ripete due volte, proprio come se il tocco fosse doppio. Bisognerà prenderci la mano per evitare che questa cosa si verifichi. 

Il sequencer MIDI a 32 step gestisce e genera eventi per 64 parti. Pochi centimetri di spessore e 2 kg di peso fanno dello MPD232 uno strumento comodissimo da trasportare. La connettività USB è plug & play. Questa DAW si adatta sia in studio che live, per il musicista ci sono molteplici possibilità di collegamento e tanti controlli assegnabili a proprio piacimento. 

Interessante il pacchetto software che comprende il famoso Ableton Live Lite, una piattaforma che consente di produrre basi, remixare e registrare, MPC Essential per la produzione musicale a 64 bit e Sonivox per realizzare parti di batteria. Molti utenti hanno lamentato una certa difficoltà nell’usare questo software, inoltre le istruzioni sono presenti solo in inglese.

 

Pro

Versatile: Il controller si mette in luce per la sua versatilità e per la sua comodità nella creazione di beat al computer.

Compatibilità: Va d’accordo con qualsiasi programma musicale e il pacchetto software in dotazione farà felici in tanti.

Costo: Siamo parecchio soddisfatti del rapporto qualità prezzo, oltretutto lo MPD232 è compatto, leggero ma anche molto resistente.

 

Contro

Pad: Il problema principale riguarda i pad che probabilmente sono troppo sensibili, tanto è vero dopo averli premuti l’azione si ripeta due volte.

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Sequencer step

 

2. Korg SQ-1 compatta analogica 2 x 8 step sequencer

 

Lo SQ-1 è uno step sequencer tra i più venduti ed è l’erede diretto dello SQ-10, step sequencer lanciato sul mercato da Korg verso la fine degli anni ‘70 e che era solito fare coppia con il sintetizzatore analogico MS-20, anch quest’ultimo riportato a nuova vita. 

Molto interessante è la dotazione di connessioni, davvero ampia. Lo Sq-1 è stato sicuramente pensato per interfacciarsi con il nuovo MS-20 ma è totalmente compatibile anche con altri sintetizzatori. Il passaggio tra le varie modalità di sequencer è veloce e con i tasti step si possono realizzare delle performance estemporanee. 

L’alimentazione è a batteria e qui probabilmente c’è l’unica lamentela da segnalare, l’autonomia non è delle migliori, pertanto conviene sfruttare l’alternativa rappresentata dall’alimentazione tramite USB. La qualità dei materiali è buona, a cominciare dal telaio che è robusto. Ottima la risposta dei pulsanti e potenziometri vari, il tutto a un prezzo che non mancherà di incuriosirvi.

 

Pro

Connettività: Sono possibili tante connessioni, lo SQ-1 è in grado di interfacciarsi con qualsiasi sintetizzatore, anche se la migliore accoppiata è con lo MS-20.

Veloce: Passare da una modalità sequencer a un’altra è veloce e intuitiva, inoltre con i tasti step si possono realizzare performance estemporanee.

Materiali: Korg non ha risparmiato sui materiali nonostante sia riuscita a tenere basso il prezzo del sequencer.

 

Contro

Alimentazione: Usare quella tramite cavo USB diventa più un obbligo che una libera scelta vista la scarsa durata delle batterie.

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Sequencer drum

 

3. Novation Circuit Groove box con Synth, drum machine e sequence

 

La Novation Circuit Groove Box concentra in pochi centimetri tutto quello che serve per la produzione di musica moderna: avete a vostra disposizione e in una unica soluzione un synth serie Nova e un sequencer drum con groove box stand alone. 

Uno dei suoi punti di forza è la portabilità, inoltre non è necessario integrare il sequencer drum con un computer in quanto può essere usato in un canonico setup da studio in sync con altri hardware. Ad un primissimo impatto l’utilizzo potrebbe sembrare complicato ma basta molto poco per familiarizzare con il Circuit Groove Box. 

Interessante la funzione che regola metronomo e intonazione grazie alla quale le vostre tracce saranno sempre intonate e a tempo. La possibilità di aggiungere effetti, suoni e pattern in tempo reale aiuta ad ottenere beat e groove efficaci. L’alimentazione a batteria e gli altoparlanti integrati ne fanno anche un ottimo compagno da viaggio. Veri e propri aspetti negativi da segnalare non ce ne sono, tuttavia questo giocattolino non costa poco.

 

Pro

Portabilità: Il sequencer può essere portato ovunque, non solo perché compatto ma anche perché dotato di alimentazione batteria e speaker integrati.

Intonazione metronomo: Grazie alla funzione che regola questi due elementi le tracce sono sempre a tempo e ottimamente intonate.

Versatile: Tra i pregi da segnalare c’è la versatilità che contraddistingue il sequencer, che può essere usato non solo con il computer ma anche senza, in un setup con altri hardware.

 

Contro

Costoso: Difetti veri e propri non ce ne sono, possiamo solo segnalare che si tratta di un sequencer abbastanza costoso.

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Sequencer synth

 

4. Korg Volca Sample Sequencer campionatore midi e multi touch

 

Il Volca è un sequencer synth molto apprezzato dalla clientela, anche perché si trova in vendita a un buon prezzo. Uno degli aspetti interessanti è la possibilità di mettere insieme e campionare un centinaio di suoni campionati in tempo reale. Adatto per le esibizioni dal vivo, presenta un sistema di editing intuitivo: in un istante si inseriscono e rimuovono parti musicali. 

Un’altra cosa che ci è piaciuta è la funzione motion sequencer che registrando i movimenti delle manopole permette di aggiungere delle modifiche dinamiche variabili nel tempo. Sul fronte connessioni troviamo una porta MIDI IN e in/out Synth. È possibile l’uso delle cuffie. 

L’alimentazione presenta una doppia possibilità, collegando il Volca alla rete elettrica oppure usando le batterie, a riguardo l’autonomia è parecchio insoddisfacente. È importante aggiungere che l’alimentatore non è incluso nella confezione. Altra cosa che manca sono le istruzioni in italiano.

 

Pro

Prezzo: C’è più di un motivo che spiega il successo commerciale del Volca, il rapporto qualità/prezzo è sicuramente tra queste.

Motion sequencer: Tra le funzioni da portare all’attenzione dei lettori c’è sicuramente la Motion sequencer, che registra i movimenti delle manopole allo scopo di aggiungere al suono delle modifiche dinamiche variabili.

 

Contro

Autonomia batteria: Davvero ben poca cosa, si potrebbe risolvere alimentando il sequencer con la corrente elettrica ma bisogna comprare l’alimentatore in quanto non compreso nella confezione.

Istruzioni: Il sequencer non è uno strumento semplice da usare per chi non ha un po’ di esperienza, l’assenza di istruzioni in italiano di certo non aiuta a velocizzare l’apprendimento.

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Sequencer Roland

 

5. Roland DJ-202 Controller DJ a 2 canali

 

Niente male il sequencer Roland, lo diciamo mettendo ben in chiaro che si tratta di un entry level che però ha dalla sua una ottima flessibilità d’impiego. Due i canali e quattro i deck per questo interessante controller. I piatti sono a bassa latenza, cosa che indubbiamente facilita gli scratch. 

I suoni di batteria sono tra le cose che più hanno convinto della consolle, in più c’è modo di usare dei suoni personalizzati che vanno caricati nei quattro semple slot. Qualche critica è stata mossa dagli utenti ai potenziometri per la regolazione della velocità, non proprio precisi come ci si aspetterebbe, in particolare quando il potenziometro è in posizione centrale, nello spazio di tre tacchette, non si registrano variazioni. 

Alimentato tramite cavo USB, il controller è molto comodo da trasportare, il fatto che sia leggero non deve far pensare che sia poco robusto, anzi è vero il contrario.

 

Pro

Ottime potenzialità: Assodato che stiamo parlando di un controller entry level, il DJ-202 si fa apprezzare per performance e flessibilità d’uso.

Latenza piatti: IHanno una latenza bassa, caratteristica molto ricercata dagli amanti dello scratching che hanno un motivo in più per comprare questo articolo.

Robusta: La DJ-202 è costruita con buoni materiali, la qualità costruttiva generale e sicuramente di buon livello.

 

Contro

Potenziometri: Da rivedere quelli della velocità che presentano qualche piccolo problema di precisione, in particolar modo nella zona centrale.

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Sequencer analogico

 

6. Dark Time Analog Sequencer Blue LED’s

 

Per gli amanti degli strumenti vintage abbiamo pensato di proporre il sequencer analogico Dark Time Analog Sequencer Blue LED’s. Pur essendo stato progettato principalmente per una felice accoppiata con il sintetizzatore Dark Energy prodotto da Doepfer, ciò non toglie che possa tranquillamente essere impiegato con synth di altre marche, il risultato finale sarà comunque soddisfacente. 

Ci sono 16 livelli con interruttori On-Off, azzera, salta e arresta  diverse modalità di ripetizione. Non mancano le uscite CV/Gate. Siamo rimasti favorevolmente colpiti dall’oscillatore interno ma volendo il Dark Time può essere sincronizzato con un MIDI clock esterno. 

Molto buona è la qualità costruttiva, parliamo di un sequencer che si mettere in luce per la robustezza e l’affidabilità dei materiali. Il costo potrebbe essere un ostacolo per qualcuno.

 

Pro

Qualità costruttiva: Doepfer conferma la sua noma di mettere in commercio strumenti solidi e dalla indiscutibile qualità costruttiva.

Performante: Le sue prestazioni sono di alto livello, i musicisti che decideranno di comprare questo modello non resteranno assolutamente delusi.

Design: Fate un salto indietro nel tempo, fino agli anni ‘70; non resterete indifferenti al look vintage che contraddistingue il Dark Time.

 

Contro

Costoso: Tutto molto bello ma anche molto caro, è un sequencer che richiede uno sforzo economico che non tutti potrebbero voler sostenere.

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Sequencer Arturia

 

7. Arturia sequencer polifonico KeyStep a 32 tasti

 

Un controller e step sequencer MIDI compatto e potente, ecco come possiamo descrivere la proposta di Arturia. Presenta due modalità commutabili: arpeggiatore e sequencer. Il primo consente di generare arpeggi in diverse modalità e suddivisioni nel tempo, il secondo, invece, è in grado di creare ed elaborare pattern di 64 step con un massimo di 8 note di polifonia.

È possibile registrare in modalità live ma in questo caso dobbiamo riferire di non poche lamentele circa la poca precisione del sequencer Arturia. Ben fornito il comparto connettività con tre uscite CV, Sync IN/OUT e MIDI IN/OUT nonché MIDI mediante USB per sincronizzare e sequenziare qualunque strumento. 

La riposta di tasti è molto soddisfacente con una resa al tocco precisa e dinamica. Materiali più che soddisfacenti per qualità e prezzo alla portata di tutti.

 

Pro

Potente: A guardarlo così compatto non si immaginano le sue potenzialità: si possono generare arpeggi in diverse modalità e realizzare pattern fino a 64 step.

Tasti: Siamo rimasti parecchio contenti per la risposta di tasti che restituiscono un buon feeling oltre a essere dinamici.

Materiali: Pur avendo un prezzo alla portata di tutti, la qualità dei materiali non ne risente: la tastiera è solida, ben costruita.

 

Contro

Impreciso: Quando si registra in modalità live è emerso che il sequencer pecca in precisione, problema che è emerso in più recensioni scritte dagli utenti.

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Sequencer Roland professionale

 

8. Roland DJ 808 controller con integrato drum machine e mixer a 4 canali

 

Difficilmente non resterete stupefatti dal controller DJ 808, dotato di un mixer 4 canali, un processore vocale e capace di integrarsi alla perfezione con il software Serato DJ Pro. Inoltre ci sono pulsanti dedicati al controllo del loop, Hot Cue, Flip e le funzioni per Key Sync e loop in modo tale da regolare con grande semplicità l’intonazione ecc. 

Il sequencer Roland professionale ha in dote anche i suoni della famosa drum machine TR-S. Lodevole la risposta dei piatti caratterizzati da una latenza molto bassa, ottimi per lo scratching. Da segnalare che i piatti hanno integrati i display mediante i quali viene mostrato lo stato della riproduzione. I due deck, inoltre, possono essere controllati in simultanea da un singolo piatto. 

Molto buona la connettività con due porte USB AIRA vari strumenti ed effetti Roland usando un solo cavo. Il processore vocale VT Voice Transformer intona alla perfezione la voce. Insomma, le funzioni sono tantissime per quello che è un controller completo, anche se costoso e questo aspetto è l’unico svantaggio riscontrato.

 

Pro

Funzioni: Il controller ha tantissime funzioni che lo rendono uno strumento adatto ai professionisti più esigenti, ha un grande potenziale.

Piatti: Ottima la fattura dei piatti, sensibili al tocco, pronti nella risposta e con bassa latenza per scratch soddisfacenti.

Materiali: La consolle è molto solida, costruita con materiali di prim’ordine. Si capisce fin da subito che è uno strumento professionale.

 

Contro

Prezzo: L’unica nota dolente o se preferite, l’unico aspetto svantaggioso, è il suo prezzo che purtroppo è molto alto.

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Come scegliere un buon sequencer

 

È innegabile che quando si pensa a quale sequencer comprare si tengano d’occhio anche le offerte disponibili sul mercato, ma c’è anche chi non bada a spese preferendo andare sul sicuro acquistando un prodotto della migliore marca. Questa, spesso, è la scelta più dispendiosa ma che difficilmente riserva brutte sorprese. 

Ciò nonostante a chi ci chiede come scegliere un buon sequencer suggeriamo di fare una comparazione tra i diversi modelli. Bisogna letteralmente analizzare tutte le caratteristiche, valutare quelle che effettivamente servono e quelle che sono superflue perché magari adatte a professionisti, cosa che magari voi non siete. Un altro grande aiuto nell’individuare i migliori sequencer dl 2020 arriva dai pareri scritti da altri utenti e reperibili in rete. 

 

Hardware e software

È importante chiarire una cosa. Oggi quando si parla di sequencer, molto spesso si fa riferimento al programma, poi è chiaro che ci sono i controller che sfruttano i software installati sul computer. I sequencer fisici, invece, hanno iniziato a diffondersi negli anni ‘70, anche se qualcosa di simile era stato creato una ventina di anni prima con il Wall of Sound e l’Electronium. 

I sequencer fisici sono stati messi da parte per parecchi anni ma di recente sono stati riscoperti. Si tratta di strumenti molto costosi, questo è ben saperlo. Più pratici sono i cosiddetti sequencer logici che sfruttano il protocollo MIDI. I sequencer logici facilitano la programmazione di sequenze complesse anche grazie alle ampie interfacce grafiche. I sequencer logici, inoltre, hanno il vantaggio di integrarsi con i sintetizzatori virtuali e sfruttare l’espandibilità e la flessibilità di comunicazione che caratterizza i computer d’oggi.

Spendere il giusto

Tutti vorrebbero comprare il miglior sequencer ma bisogna fare i conti con il budget che si dispone, ma anche se questo fosse sufficiente è davvero necessario spendere tanto? Crediamo che il sequencer giusto sia quello che risponda alle esigenze dell’utilizzatore. Cosa significa? Prendiamo un professionista e un ragazzo che non ha mai visto un sequencer prima in vita sua. Il primo ha chiaramente bisogno di determinate garanzie e prestazioni che per un novellino sono superflue, anzi, potrebbero complicargli le cose. 

Conoscere un sequencer, imparare a usarlo sfruttandolo del tutto richiede tempo. Un sequencer per professionisti nelle mani di un principiante presenterà probabilmente un livello di difficoltà ostico da superare se non si hanno delle conoscenze pregresse. Quindi, in definitiva, fate un passo alla volta, cominciate con qualcosa di poco complicato, accumulate esperienza e poi passate a un livello successivo di qualità e complessità.

 

 

 

Domande frequenti

 

Cos’è il sequencer?

Il sequencer è un dispositivo che può essere fisico o logico, nel primo caso parliamo di hardware mentre nel secondo di software; è utilizzato nella musica per creare e riprodurre sequenze di segnali di controllo che permettono di comandare uno strumento musicale elettronico.

 

Che cosa vuol dire l’acronimo DAW?

L’acronimo DAW sta per Digital Audio Workstation, si tratta di un sistema elettronico che serve per la registrazione, montaggio e riproduzione dell’audio digitale. In particolare un DAW è in grado di manipolare i suoni. Quando si parla di DAW si fa riferimento a una combinazione di programmi per la registrazione multitraccia ed hardware audio con capacità di convertire il segnale mediante un convertitore analogico digitale.

 

Che cos’è il tracker?

Con il termine tracker si indicano genericamente qui programmi che servono a sequenziare la musica. Grazie al tracker l’utilizzatore può impostare dei campioni sonori in relazione a una linea di tempo su canali monofonici. L’inserimento delle note avviene attraverso la tastiera, quanto alla musica, si compone di diversi piccoli pattern multicanale che sono collegati tra loro mediante una lista superiore.

 

Quanto costa un sequencer? 

I prezzi dei sequencer variano molto. A influire sul costo ci sono le funzioni, la qualità dei materiali e il livello nel senso che ci sono sequencer per principianti e per musicisti e/o DJ affermati. In generale si spende dai 100 euro per un modello entry level fino a 800/900 euro o più.

 

Qual è la differenza tra un sequencer e un arpeggiatore?

La differenza non è grossa ma c’è. L’arpeggiatore prende un gruppo di note da una sorgente MIDI e le suddivide in uno schema ritmico ripetuto. Ci sono arpeggiatori che permettono di scegliere forme di pattern ascendenti, discendenti e di altro tipo che consentono all’arpeggio di essere più vario. Il sequencer permette di fare le cose appena descritte ma senza il bisogno degli input di note esterne. Di conseguenza il sequencer è più flessibile.

 

 

 

Come utilizzare il sequencer

 

Chi si trova per la prima volta al cospetto di un sequencer potrebbe capirci poco o nulla e persino scoraggiarsi in breve tempo, abbandonando l’idea di utilizzarlo. Cerchiamo di evitare che ciò accada dando dei piccoli consigli sull’utilizzo del sequencer.

La composizione del brano

Si compra un sequencer per comporre di brani, ma ciò come avviene? Ci sono due modi. Il primo sistema prevede la scrittura nota per nota. Sul computer c’è una schermata detta pianoroll, a sinistra è riprodotta una tastiera mentre a destra c’è la griglia per l’inserimento delle note. Ad ogni griglia corrisponde una nota della tastiera. 

L’inserimento della nota avviene in questo modo, si seleziona lo strumento matita, quindi si riproduce una barra all’interno della griglia. La durata della nota è proporzionale alla lunghezza della barra disegnata. In qualsiasi momento è possibile modificare la nota in durata, altezza, il volume e aggiungere degli effetti. 

Il secondo sistema per la composizione di un brano prevede l’uso di uno strumento MIDI mente il computer registra. La nota suonata dallo strumento viene inviata al sequencer come dato MIDI e, come visto nel primo caso, può essere modificata.

 

Collegare il sequencer hardware al Synth

Ci sono una serie di possibilità per collegare un sequencer hardware al synth. Una di questi è la connessione MIDI, basta un cavo DIN maschio/maschio. C’è poi la connessione CV, abbreviazione di Control Voltage, che si basa sul rapporto tra una tensione e l’intonazione degli oscillatori (o altri moduli). È importante sapere che ogni Volt equivale a una ottava. Per il collegamento del sequencer al computer, invece si sfrutta la connessione via USB.

Collegare il squencer con altro hardware

Qui entra in gioco il clock. Il clock è un impulso ritmico il quale può essere inviato a qualsi sintetizzatore. L’impulso comunica un ritmo ripetuto al fine che tutti  synth restino collegati. Il collegamento avviene mediante cavo che unisce le porte clock dei due hardware.

 

 

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