Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Sintetizzatore – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Il mondo dei sintetizzatori è piuttosto vasto nonostante si parli di uno strumento relativamente giovane. Il suo avvento ha certamente rappresentato una rivoluzione nel campo musicale. Proprio perché l’argomento è vasto e anche complicato abbiamo pensato di dedicarvi una guida per aiutare chi è interessato all’acquisto di un synth. Abbiamo avuto modo di esaminare parecchi modelli, qualcuno sicuramente ci sarà sfuggito e chiediamo venia fin da ora ma come detto è un campo abbastanza vasto. Se non siete tipi da preamboli, vi conviene passare immediatamente alla descrizione di questi due modelli: il Moog Sub Phatty è di sicuro interesse per quanti adorano i suoni vintage mentre il Korg Volca Beats consente di fare musica ovunque ci si trovi perché compatto, leggero e alimentabile con batterie.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Opinioni sui migliori sintetizzatori

 

Di seguito trovate la nostra classifica con le relative offerte dei synth più venduti. Grazie alla recensione scritta per ogni strumento selezionato avrete modo di conoscere pregi e difetti. Vi invitiamo a leggere le nostre osservazioni con grande attenzione ma anche di confrontare i prezzi.

 

Prodotti raccomandati

 

Sintetizzatore Moog

 

Moog Sub Phatty

 

Sub Phatty è il nuovo sintetizzatore Moog che fa proprio al caso di chi cerca un sound vintage. La cosa interessante è che il design, invece è moderno. I tasti sono 25, dunque parliamo di una tastiera a due ottave che qualcuno potrebbe ritenere insufficiente, ma qui possono entrare in gioco anche i gusti personali perché abbiamo letto dei commenti nei quali le due ottave non rappresentato un problema e sono ritenute sufficienti.

Le manopole, disposte su un pannello frontale di comodo accesso, sono 31 mentre i selettori sono 13.

Il suono prodotto è ricco di armonici e volendo si può spingere parecchio anche con la distorsione. Crediamo che la definizione di “piccola macchina da guerra” usata da qualcuno calzi proprio a pennello. Soffermiamoci un attimo sulla sezione mixer perché qui troviamo un sub oscillante che ci ha impressionato per l’onda quadra di rinforzo che aggiunge notevole profondità, bassi potenti e spessore.

 

Pro

Sound vintage: Se il vostro intento è recuperare il sound del passato, affidatevi al Moog e siamo certi che non resterete delusi della scelta fatta.

Pannello frontale: Indubbiamente ben concepito, la divisione delle varie sezioni è chiara; manopole e selettori si raggiungono comodamente.

Sub oscillate: Una tra le caratteristiche che più ha raccolto consensi grazie all’onda quadra di rinforzo che dona profondità, spessore e bassi profondi.

 

Contro

Tastiera: Non rappresenta un problema per tutti ma ci pare giusto far presente che la tastiera è di due sole ottave, ossia appena 25 tasti.

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Sintetizzatore analogico

 

Korg Volca Beats

 

Qui abbiamo una rhythm machine analogica che ci regala delle buone percussioni unitamente a uno step frequencer molto facile da usare. Grazie al loop frequencer integrato si possono generare frasi musicali, bass line e ritmiche varie. Grazie alla porta MIDI IN si può collegare una tastiera.

Il sintonizzatore analogico Korg Volca Beats può essere suonato praticamente ovunque poiché è compatto e alimentato a batteria che trovate comprese nella confezione. Grazie all’altoparlante integrato potete ascoltare quello che state suonando.

Ciò che invece manca e che ha creato parecchio malcontento, è il cavo di alimentazione il quale va comprato a parte. Critiche sono state mosse alla poca memoria, appena 4 MB, inoltre mancano le istruzioni in italiano. Quanto al prezzo di questo sintetizzatore musicale, lo riteniamo interessante.

 

Pro

Facile da trasportare: Potete usare il Korg Volca Beats praticamente ovunque poiché non solo è piccolo e facile da trasportare ma anche perché può essere alimentato a batteria.

Speaker: La presenza dell’altoparlante integrato vi dà la possibilità di ascoltare e far ascoltare ad amici e parenti ciò che state suonando.

 

Contro

Poca memoria: Gli utenti si sono lamentati per la poca quantità di memoria che è di soli 4 MB, secondo i pareri più diffusi e poca; sarebbero serviti almeno 10 MB.

Manca il cavo di alimentazione: È possibile alimentare il Korg Volca Beats con la corrente elettrica ma per farlo bisogna comprare un cavo di alimentazione in quanto non è presente nella confezione.

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Sintetizzatore digitale

 

Novation MiniNova Sintetizzatore Digitale Midi/USB a 37 Tasti

 

Tanta potenza racchiusa in dimensioni compatte per il sintetizzatore digitale MiniNova di Novation. La caratteristica del suo suono lo avvicina ai synth degli anni ’70 senza rinunciare ai vantaggi della nuova tecnologia. La gamma di suoni riproducibili è molto ampia grazie a 3 oscillatori, 2 filtri, 6 inviluppi 3 LFO e 36 wavetable. Tutto ciò si traduce in uno strumento capace di adattarsi ai generi musicali più disparati.

Tra gli effetti una menzione la merita VocalTune che varia l’intonazione della voce al fine di adattarla alla nota suonata sul sintetizzatore, il tutto in tempo reale ovviamente. Servendosi del pulsante Animate si possono applicare fino a un massimo di 8 modulazioni espressive.

Con la modalità Arpeggiate, invece, si possono suonare e programmare le parti ritmiche. Collegando il synth al computer si può gestire con grande semplicità la libreria di patch.

 

Pro

VocalTune: Grazie a questa funzione l’intonazione della voce varia in modo tale da adattarsi perfettamente alla nota suonata in quel dato momento.

Qualità costruttiva: Nel commentare l’acquisto, molti musicisti non hanno mancato di esaltare la qualità costruttiva del sintetizzatore. Anche il prezzo è stato giudicato favorevolmente.

Suono: Certamente la caratteristica più importante per un sintetizzatore come per qualsiasi strumento musicale: in questo caso abbiamo registrato ampia soddisfazione.

 

Contro

Volume cuffie: Probabilmente l’unica cosa che non ha convinto del sintetizzatore in esame è il volume in uscita per le cuffie che è giudicato troppo basso.

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Tastiera sintetizzatore

 

AKAI Professional MPK Mini MKII White

 

Siamo al Cospetto di un controller MIDI dunque è necessario un computer per utilizzarlo. Ovvietà a parte la tastiera AKAI è molto compatta e cosa interessante, è in edizione limitata: bella e raffinata la finitura nera. Grazie a questo controller potete comporre la vostra musica e registrarla sfruttando gli strumenti virtuali. I tasti sono 25, sensibili alla velocity con action da sintetizzatore. Il joystick a quattro vie serve per la gestione dinamica di pitch e modulazione.

Troviamo, inoltre, otto pad e otto manopole che completano l’insieme di controlli per la veloce gestione del processo compositivo e produttivo. Va detto che i pad sono giudicati troppo sensibili. Il controller, compatibile con Windows e MAC, si collega mediante cavo USB e non richiede di scaricare drive. Al controller si accompagnano l’Hybrid 3 e il Sonivox Wobble.

Il primo è un synth ad alta definizione in grado di ricreare  i timbri più utilizzati dalla moderna industria musicale ma anche i suoni vintage. Il secondo è un sintetizzatore elettronico virtuale. Tuttavia questi due software sono complicati da installare e in merito le lamentele sono tante. Non soddisfano del tutto i materiali di questa tastiera sintetizzatore, ritenuti troppo cheap.

 

Pro

Compatto: Il controller ha dimensioni compatte: ciò favorisce il trasporto; può tranquillamente stare dentro uno zaino.

Gestione velce: Grazie al joystick a quattro vie, ai pad e alle manopole si ha una gestione rapida e facilitata del processo produttivo e compositivo.

 

Contro

Configurazione complicata: L’installazione di Hybrid 3 e Sonivox Wobble ha causato grattacapi a più di un utente: la configurazione è ritenuta complicata, macchinosa.

Tasiera: Non convincono i materiali, in particolare i tasti della tastiera e i pad. I tasti, affermano gli utenti, sono piuttosto cheap mentre i pad sono poco sensibili.

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Sintetizzatore Midi

 

Moog Minitaur Synthesizer

 

È un apparecchio compatto dotato di una folta serie di comandi e connessioni. Uno degli aspetti di maggior interesse, a nostro avviso, è duplice possibilità di lavorare in autonomia oppure sfruttare le regolazioni addizionali disponibili grazie al Minitaur Editor.

Precisiamo che la quasi totalità delle funzionalità di programmazione sono accessibili dal pannello di comando. I due oscillatori sono regolabili indipendentemente sia per quanto concerne il volume sia per forma d’onda. L’uso del Synth è piuttosto semplice.

Ma veniamo all cose che meno ci hanno convinto o che comunque potrebbero rappresentare uno svantaggio per qualcuno. Non è possibile suonare le note al di sopra del C4, di conseguenza questo sintetizzatore Midi è adatto soltanto se si suona sulle note basse ma non su quelle medio acute e acute.

 

Pro

Facile da usare: Il sintetizzatore Minitaur è dotato di un’ampia gamma di comandi e connessioni ma questo non ne complica l’uso che, anzi, è piuttosto semplice.

Minitaur editor: Lo strumento offre la duplice possibilità di lavorare in autonomia oppure di servirsi delle regolazioni addizionali messe a disposizione dal Minitaur editor.

Materiali: La qualità non viene mai messa in discussione e del resto non ci si potrebbe aspettare di meno da Moog.

 

Contro

Note limitate: Non è possibile suonare le note successive al C4, ciò è un po’ limitante in quanto lo strumento non è adatto a chi ha l’esigenza di eseguire note medio acute e acute.

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Sintetizzatore Roland

 

Roland SYSTEM 1

 

Il sintetizzatore Roland ha quattro voci di polifonia. I comandi sono ottimamente posizionati sulla plancia principale. Quanto alla tastiera ha una estensione di due ottave; i tasti sono dinamici ma la corsa è ridotta. In sostanza si può certamente fraseggiare sulla tastiera ma a non tutti piace il minor affondo offerto dai tasti.

Buono il comparto connessioni con le porte USB, MIDI/OUT, l’uscita per le cuffie, quella stereo destro e sinistro e l’ingresso per il pedale. Veniamo al suono e alla sua qualità. Il nostro giudizio è positivo ma del resto Roland difficilmente delude sotto questo aspetto. Un parere analogo lo abbiamo per i materiali che sono di buona qualità.

Non è uno strumento economico, questo è bene metterlo in chiaro in chiusura della nostra analisi.

 

Pro

Posizione comandi: Riteniamo che la disposizione dei comandi sulla plancia sia ottima; in questo modo tutti i controlli sono immediatamente individuabili e raggiungibili.

Connettività: Molto completo è il comparto connettività, visto che ci pare che non manchi proprio nulla e questo è fondamentale per uno strumento del genere.

Suono: La qualità di quello generato da questo sintetizzatore è certamente buona, per quanto ci riguarda siamo molto soddisfatti.

 

Contro

Due ottave: La tastiera è a due sole ottave e per qualcuno ciò potrebbe essere limitante o comunque fastidioso. Altra cosa che non può piacere a tutti è la corsa ridotta dei tasti.

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Sintetizzatore chitarra

 

Electro Harmonix 665198

 

Se siete chitarristi ma non avete né il tempo, nè i soldi e nemmeno lo spazio e le capacità tecniche per suonare un organo ma ritenete il suo suono essenziale per la musica cui state lavorando, potete provare con il pedale Electro Harmonix che, tra i suoi pregi principali, ha la fedeltà di riproduzione del suono del succitato strumento. Chi si è convinto a comprare questo pedale è rimasto molto stupito della qualità del suono.

Dobbiamo comunque dire che i chitarristi che amano suonare veloce potrebbero riscontrare dei problemi di latenza. La struttura del sintetizzatore per chitarra ci pare molto buona, resistente. Da segnalare che per il cavo di alimentazione serve un adattatore.

Infine due paroline sul prezzo che è alto e dunque prima di acquistarlo conviene valutare bene l’uso che se ne intende fare; insomma, non è una spesa che si fa tanto per togliersi uno sfizio.

 

Pro

Fedeltà del suono: La caratteristica che più ha stupito di questo pedale è l’incredibile fedeltà di riproduzione del suono di un organo: chi lo ha comprato è rimasto molto soddisfatto.

Materiali: La qualità è ottima secondo noi. Il pedale è resistente e quando si ha tra le mani le sensazioni sono buone fin da subito.

 

Contro

Latenza: Sono stati riscontrati dei problemi di latenza: ciò si verifica quando si suona a velocità sostenuta pertanto se il vostro mito è Malmsteen, potreste avere anche voi questo inconveniente.

Costo: Il pedale è costoso dunque l’acquisto va valutato bene perché la spesa da sostenere non è di poco conto e si giustifica solo con un uso assiduo del pedale.

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Sintetizzatore per DJ

 

Korg Monotron Duo synth

 

Questo piccolissimo sintetizzatore Korg ha due oscillatori in grado di creare dei suoni complessi che vanno dal vibrato a suoni molto metallici. La tastiera ha una funzione difficilmente riscontrabile in strumenti analoghi, ossia, un  pulsante per la selezione di quattro scale: cromatica, maggiore, minore e wide. Servendosi del suono del filtro analogico è possibile arricchire o modificare un timbro.

Con il potenziometro Cut-off del VFC si può selezionare il punto di taglio del filtro.Utile l’ingresso AUX in quanto consente di collegare una sorgente audio esterna e dunque processarla mediante il filtro. Se vi state chiedendo quanto costa il sintetizzatore per DJ Monotron Duo, state tranquilli, visto che bastano poche decine di euro.

Aspetti negativi? Beh le dimensioni così ridotte potrebbero risultare scomode per qualcuno, soprattutto se questo qualcuno ha le mani grandi.

 

Pro

Prezzo: Visto il costo molto basso è uno di quegli strumenti che si possono comprare anche per il semplice gusto di volersi togliere uno sfizio.

Suoni complessi: Da lontano può sembrare un giocattolino ma il sintetizzatore è in grado di generare suoni complessi che vanno dal vibrato a suoni metallici.

Quattro scale: Grazie a un semplice pulsante il musicista può selezionare quattro scale che sono la cromatica, la maggiore, la minore e infine la wide.

 

Contro

Dimensioni: Come oggetto è davvero piccolo  e il suo utilizzo potrebbe risultare scomodo a qualcuno, in particolar modo a chi ha le mani grandi.

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Come scegliere un buon sintetizzatore

 

L’importanza del sintetizzatore è innegabile, è in grado di cambiare il modo di fare musica di chiunque decida di utilizzarlo. Nel corso del nostro articolo vi forniremo una serie di informazioni utili a capire come scegliere un buon sintetizzatore. Proprio per darvi una informazione completa abbiamo preso i considerazione i pareri più disparati per poi giungere alla sintesi che state leggendo.

Chiaramente si tratta di indicazioni a carattere generale a voi resta la piena libertà di scelta, anzi, l’invito è di fare una comparazione tra i modelli che abbiamo selezionato ed eventualmente altri reperibili sul mercato ma non prendete in considerazione solo quelli della migliore marca perché l’esperienza ci ha insegnato che anche i produttori meno conosciuti possono proporre strumenti di buon livello ma venduti online a un prezzo più economico.

 

 

Nuovo contro vecchio

La tecnologia nel campo dei synth è progredita tantissimo dagli anni 60/70 a oggi che poi è il periodo del grande boom per questo strumento. Ma siete certi che a voi serva uno dei migliori sintetizzatori del 2019? No, non siamo impazziti ma se per esempio state cercando di ricreare un sound tipico degli anni ’70 forse ciò che vi serve è proprio uno strumento di quell’epoca. A questo punto vi starete chiedendo dove acquistare un synth degli anni ’70, magari a prezzi bassi. Chiaramente dovrete cercare sul mercato dell’usato, online potete certamente trovare qualcosa ma anche in qualche negozio di musica specializzato; di quelli che vendono e comprano vecchi strumenti, li restaurano ecc.

C’è però un’altra via, più pratica e che non preveda affannose ricerche. Alcuni produttori, infatti, da un decennio o poco più hanno ricominciato a produrre sintetizzatori analogici a prezzi bassi. Chiaramente non sarà mai come avere un vero synth degli anni ‘60/70, ma è comunque una soluzione. Il discorso fatto fin qui, ci porta a un altro: analogico contro digitale; ne parliamo nel paragrafo successivo.

 

Analogico contro digitale

Per ovvie ragioni i primi sintetizzatori erano analogici. Quali gli svantaggi? Il suono instabile, nessuna memoria interna, dunque era impossibile salvare i suoni generati e ripescarli pigiando un semplice pulsante ogni volta che si voleva. L’imitazione di altri strumenti non era molto fedele se si escludono i modelli più costosi in uso ai professionisti. Inoltre non bisogna dimenticare che i synth prodotti fino alla fine degli anni ’70 erano monofonici.

Gli anni ’80 segnano una svolta con l’avvento del digitale e i vantaggi che questo comportava come la memoria, la polifonia e una riproduzione dei suoni fedele anche nel caso dei sintetizzatori più economici. Che ci crediate o no, oggi sono in tantissimi a rimpiangere il suono dei modelli analogici nonostante i limiti elencati.

 

 

Virtual analogue

Ve lo abbiamo detto, il mondo dei sintetizzatori è vasto è c’è il serio rischio di perdersi. Prima che alcuni produttori prendessero il toro per le corna e cominciassero a produrre synth analogici, negli anni ’90 c’è stato l’avvento del cosiddetto virtual analogue. In pratica si tratta di emulare i circuiti dei sintetizzatori analogici ma avendo tra le mani uno strumento digitale. Sebbene il ritorno all’analogico abbia un po’ ridotto la diffusione dei virtual analogue, se ne trovano in commercio ancora di validi che hanno comunque il vantaggio della memoria, interfaccia MIDI, porta USB e la polifonia.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona un sintetizzatore?

Un sintetizzatore sfrutta una serie di componenti di base che concorrono nella creazione del suono. L’oscillatore genera l’onda acustica cambiandone la forma, il filtro, invece, taglia determinate frequenze dall’onda acustica modulandone il timbro, l’amplificatore controlla il volume di uscita.

 

A cosa serve un sintetizzatore?

Il sintetizzatore serve a generare segnali audio che imitano strumenti musicali reali oppure creare effetti e suoni non esistenti in natura.

 

Che cosa è un sintetizzatore virtual analogue?

Si tratta di un sintetizzatore digitale in grado di emulare un synth analogico. Chiaramente restano tutti i vantaggi del sintetizzatore digitale come la capacità di memoria, porta USB, porta MIDI e dunque la possibilità di interfacciarsi con un computer e sfruttare i più svariati software musicali, polifonia ecc.

 

Che cosa è un sintetizzatore all-in-one?

Si tratta di un synth capace di imitare una considerevole quantità di strumenti musicali in modo molto fedele. I suoni vengono generati partendo da una base di campionamenti pre-registrati. La maggior parte dei sintetizzatori all-in-one sono multitimbrici e dunque capaci di riprodurre più suoni contemporaneamente.

La tastiera in base a zone diverse cui assegnare più suoni agli stessi tasti. Altra caratteristica dei sintetizzatori all-in-one è che sono dotati di una grande quantità di effetti. Può essere presente un sequencer che serve per registrare MIDI in multitraccia.

 

 

 

Come utilizzare un sintetizzatore

 

Sicuramente ne avrete sentito parlare, ma non vi animate a comprare in sintetizzatore, altrimenti detto synth perché preoccupati dall’eventuale difficoltà di utilizzo. In effetti a guardarlo sembra essere qualcosa di complicato ma con un po’ di buona volontà, le difficoltà iniziali si superano senza grossi affanni. È comunque nostra intenzione darvi un piccolo aiuto con la nostra guida.

Chiaramente si tratta di informazioni a carattere generale perché poi ogni modello ha le sue funzioni specifiche, le sue peculiarità e complessità. Possiamo distinguere tre elementi fondamentali in un synth che sono l’oscillatore, il filtro e lo envelope.

 

 

L’oscillatore

Tutti i synth hanno almeno un oscillatore. Questo serve per scegliere l’onda sonora che caratterizza il suono. Quali onde abbiamo a disposizione? La sine, la triangle, la sawtooth, la square e la noise. Ma vediamo i parametri applicabili all’oscillatore: il volume (in questo caso il volume riguarda la sola onda, non il suono), l’octave con la quale scegliere l’ottava su cui suona l’oscillatore, il semi con il quale scegliere la tonalità in semitoni dell’oscillatore e il detune.

 

Il filtro

Alla base della creazione di un buon suono c’è il filtro. Ce ne sono diversi tipi: il lowpass, high pass, bandpass e notch. Il lowpass serve per tagliare le frequenze al di sopra della soglia impostata con il cutoff. Il lavoro inverso lo fa lo high pass, ossia, taglia le frequenze al di sotto della soglia impostata.

Il bandpass taglia tutti i suoni esterni alla banda impostata. Il notch, invece, taglia esclusivamente la banda di frequenza impostata dal cutoff. Ma spieghiamo i parametri più importanti del filtro. Il cutoff, abbondantemente nominato in precedenza, indica le frequenze su cui lavorare. La risonanza enfatizza le frequenze su cui lavorare.

 

 

Inviluppo

Gli inviluppi servono permettono di determinare una variazione di tensione nel tempo servendosi di vari parametri. L’attack indica il tempo che serve per arrivare al massimo. Il decay, seguendo la fase dello attack, indica l’ammontare di tempo prima che l’inviluppo arrivi al livello di sustain indicato. Il sustain fa sì che il decay resti stabile in un certo tempo.