Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Come tutti gli strumenti musicali e dispositivi per l’amplificazione, anche il microfono si presenta con diverse forme e tipologie.

 

Il microfono è probabilmente il più conosciuto strumento del mondo, specialmente in Italia dove tutta la musica popolare si basa praticamente sulla voce. Con la popolarità dei talent show che anno dopo anno macinano cantanti e li lanciano in pasto al pubblico, il microfono è diventato il simbolo di un’intera generazione in cerca di fama. D’altronde anche la recente crescita della musica rap e trap nel nostro paese ha contribuito ad una crescita di interesse da parte dei giovani, per non parlare della possibilità di creare i propri v-log su Youtube o fare lo streaming dei videogame. Difficile trovare un giovane appassionato di tecnologia o di canto che non abbia un microfono in casa con il quale allenarsi o produrre video.

Sia per cantare sia per creare i propri v-log però è necessario avere un modello adatto alla situazione. Chi invece suona uno strumento come la batteria, sa bene che per registrare in studio o per amplificare alcune percussioni durante un live servono i microfoni giusti, lo stesso vale per altri strumenti come chitarre e bassi. 

Scegliere un buon microfono però non è affatto facile, perché il mondo della tecnica del suono e dell’ingegneria sonora è molto complesso, al punto che ci sono interi studi su quale microfono usare anche solo per amplificare un semplice rullante di una batteria in un locale di pochi metri quadri.

Partiamo però dalla questione principale: cos’è un microfono? A livello tecnico le corde vocali creano un’onda sonora che si trasmette nell’aria e all’interno del microfono che grazie a un particolare componente trasforma le vibrazioni in energia elettrica. In questo modo la nostra voce si trasforma in dei veri e propri impulsi elettrici che si possono registrare o amplificare. 

Questo a grandi linee è il funzionamento base del microfono, fondamentalmente è proprio come se fosse un amplificatore della voce. Vediamo adesso quali sono le diverse tipologie di microfono e a cosa sono più adatte.

 

Microfono dinamico

Questa è la tipologia più conosciuta, quella che viene in mente quando si pensa ad un microfono. Il suono viene creato da un diaframma e da una bobina in un campo magnetico che amplificano la voce tramite le vibrazioni, modulate a loro volta dall’energia elettrica. Il microfono dinamico è quello più utilizzato da tutti i cantanti, specialmente dai vocalist da discoteca e dai cantanti rock, hard rock e metal. Oltre alla musica viene usato per conferenze stampa, congressi e conferenze. 

 

 

Si tratta di una tipologia estremamente versatile che può funzionare anche con batteria o via wireless, inoltre è uno dei microfoni più robusti e allo stesso tempo meno costosi sul mercato. L’unico problema del microfono dinamico è che crea tantissimo feedback, ovvero il ronzio fastidioso quando i volumi sono troppo altri o ci sono interferenze.

 

Microfono a condensatore

Il principio a condensazione sfrutta due lamine metalliche, chiamate armature. Parlando nel microfono si farà vibrare la lamina mobile, le vibrazioni verranno poi trasformate in impulsi elettrici per l’amplificazione o la registrazione. Se il microfono dinamico è il preferito per i live, quello a condensazione è il non plus ultra per le registrazioni, infatti ogni studio professionale che si rispetti ne ha più di uno da far utilizzare ai cantanti. 

Il suo utilizzo si estende anche alle radio, alle stazioni televisive e alle cabine di doppiaggio in quanto il suono registrato è di alta qualità. Il prezzo del prodotto è abbastanza alto, con modelli che superano addirittura i 1.000 euro.

 

Microfono a nastro

Uno strumento di nicchia usato negli anni ‘60 e ‘70 ricercato solo dai collezionisti o dagli appassionati della musica di quel periodo. Ormai il suo funzionamento è superato, ma viene utilizzato in alcuni studi di registrazione per ottenere un suono ‘vintage’ molto caldo. Ovviamente trattandosi di un prodotto professionale difficile da trovare sul mercato, i prezzi saranno davvero elevati.

 

 

Microfono piezoelettrico

Conosciuto anche come microfono a cristallo o microfono ceramico, il piezoelettrico è il membro più economico della famiglia e funziona grazie a dei cristalli in grado di creare energia elettrica tramite le onde sonore della voce. Vengono usati prevalentemente per accordare strumenti e in diversi campi professionali come quello delle traduzioni simultanee. La qualità non è il punto di forza di questo microfono, quanto più la compattezza che permette di portarlo ovunque e usarne più di uno senza ingombrare troppo spazio.

Queste sono le principali tipologie di microfono che si possono presentare con diverse forme e soprattutto con diverse direzionalità del suono. Prima di scegliere il modello giusto dovete tenere conto dello scopo per il quale volete comprarlo. Per esempio se volete cantare allora il modello migliore sarà quello dinamico, mentre per le registrazioni, podcast, v-log o altro allora vi converrà puntare su un prodotto a condensatore, magari investendo qualcosa di più per avere una migliore qualità. 

Per amplificare la voce dal vivo potrete aiutarvi con un mixer collegato a delle casse, o lavorare con il tecnico del suono per ottenere il risultato migliore. Se invece dovete creare dei video o delle registrazioni della voce in casa, allora dovrete fare un po’ di pratica e cercare di capire quale può essere la configurazione ottimale.  

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Il microfono del cellulare può ascoltare tutto ciò che diciamo, minando la nostra sfera privata. Difendiamoci disattivando questa piccola spia nascosta.

 

Gli smartphone hanno rivoluzionato completamente la nostra vita e il nostro modo di pensare. Inutile negarlo, anche se odiate la tecnologia con tutto il vostro cuore non potete negare che il mondo sia cambiato grazie a dispositivi portatili in grado di connettersi al web in qualsiasi momento. Mai come in questo periodo storico l’umanità è stata così unita da un’unica rete… e forse è proprio il motivo per il quale odiate gli smartphone! 

In effetti sebbene ci siano numerosi vantaggi nell’usare uno smartphone, il rischio di violazione della propria privacy è molto elevato. Ma d’altronde internet non è stato mai particolarmente famoso per la riservatezza, anche prima della nascita di telefonini e social network. Chi ha visto il world wide web arrivare si ricorderà molto bene dell’allarmismo riguardante il tracciamento dell’IP che poteva permettere agli hacker di accedere ai diversi PC per rubare i dati contenuti. Insomma, l’idea di essere connessi piace, ma quella di vedere la propria privacy violata un po’ meno.

 

Invasione della privacy

Al giorno d’oggi non si tengono solo file sui propri dispositivi ma addirittura informazioni sensibili come quelle riguardanti il proprio conto in banca, la carta di credito prepagata e le miriadi di password che usiamo per poter accedere ai vari servizi streaming, social network, e-mail e piattaforme per il gaming. Vorreste mai vedere il vostro conto in banca ridursi a uno 0 assoluto nel giro di un giorno perché i dati di accesso al vostro portale di home banking sono stati rubati?

Gli appassionati di videogame possessori di una PS4 si ricorderanno del recente hacking della piattaforma PS Network, uno dei più grossi ‘phishing’ degli ultimi anni che ha costretto Sony a dover reinventare completamente il sistema di account del servizio. Per non parlare dei problemi di Facebook con la questione delle fotografie liberamente utilizzabili dalla società. Certo, chi non vorrebbe vedere la propria faccia su una pubblicità in Cina? 

 

 

I complottisti ovviamente non fanno che elaborare teorie sul controllo e sul ‘nuovo ordine mondiale’, mentre ci sono tantissime persone per le quali la privacy non è assolutamente un problema e continuano a usare senza tregua i propri smartphone per andare sui social network e navigare il web.

In realtà sebbene sia impossibile salvaguardare la propria privacy quando si usa il web, si possono avere delle accortezze che possono migliorare la qualità della vita ed evitare di incorrere in spiacevoli inconvenienti. Sapevate infatti che un qualsiasi microfono economico per PC o quello integrato nello smartphone, se lasciato attivo, può trasferire tantissime informazioni ai data center? 

 

Algoritmi spia

Sarà capitato anche a voi di fare due chiacchiere con amici o familiari su un prodotto o un qualsiasi argomento per poi trovarvi la pubblicità su Facebook o altri social network. No, non è magia e no, il vostro cervello non è in grado di comunicare telepaticamente con il web. Semplicemente il microfono attivo registra tutte queste informazioni e le trasferisce in modo da permettere ai motori di ‘ottimizzare’ la ricerca e proporti le soluzioni che vorresti. Comodo, ma anche un po’ spaventoso. 

D’altronde adesso su Facebook le bacheche sono praticamente invase di qualsiasi pubblicità che in qualche modo sembra inerente con i vostri interessi. Se per esempio suonate, eccovi un po’ di band di generi musicali dei quali magari non ve ne importa niente, oppure il link alla pubblicità di un negozio di strumenti.

Gli algoritmi dei social e delle app che sfruttano il microfono sono capaci di calcolare tutto questo grazie all’analisi del timbro di voce, delle parole e degli orari in cui parliamo di un determinato argomento. Per prevenire questa invasione della nostra privacy occorre disattivare il microfono, sebbene occorra farlo ogni volta che si apre l’app. 

Ma non è solo Facebook l’unico social afflitto da queste problematiche, infatti anche Twitter sembra avere qualche problema abbastanza grave. Alcuni utenti si sono trovati dei like sotto alcuni contenuti non condivisi, questo perché avevano accettato alcune condizioni d’uso che permettevano al sistema di piazzare dei like a piacimento.

 

 

Come evitare il problema

Gli esperti di sicurezza internet consigliano di leggere attentamente le condizioni d’uso di ogni applicazione e programma, evitando di autorizzare l’accesso ai propri dati personali se non strettamente necessario. Ad esempio è inutile dare questo tipo di autorizzazione a app per lo svago come ad esempio videogiochi o magari un metronomo e accordatore per chitarra. 

Se notate che la vostra privacy è stata invasa e vi trovate in una della situazione descritte sopra, potete o cancellare l’app oppure disattivare le autorizzazioni ritirando il consenso all’uso dei dati personali in qualsiasi momento.

Il problema della privacy però rimane sempre abbastanza intricato, d’altronde se per certi versi si cerca di migliorare l’esperienza del consumatore, per altri questa tende a diventare un po’ troppo invadente. Nel corso degli anni si dovrà trovare una via di mezzo, oppure limitare i contenuti e le pubblicità alle quali però molti social network devono la loro fortuna. D’altronde niente è mai completamente gratis, quindi se non paghiamo l’uso dei social con la moneta, in un certo verso la paghiamo regalando informazioni personali.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Metronomi – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

I primi due metronomi della nostra classifica sono: Tama RW200, uno strumento elettronico digitale molto completo perché è programmabile e consente di regolare velocità e volumi separati per quarti, ottavi e terzine. Permette anche di archiviare i pattern e viene fornito con una custodia protettiva di qualità. Un’alternativa valida ma più economica è Seiko SQ50V, un modello al quarzo molto compatto, tanto che sta nel palmo di una mano. Consente di regolare il volume e di accordare lo strumento.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior metronomo

 

In questa guida cerchiamo di offrirti qualche spunto che potresti trovare utile per acquistare il metronomo più adatto alle tue esigenze. Un aiuto più concreto lo trovi nella classifica in basso dove puoi leggere la recensione dei modelli più apprezzati quest’anno sul mercato. Se non sai quale scegliere, dagli un’occhiata.

 

 

Guida all’acquisto

 

Digitale, al quarzo o meccanico?

Fondamentale specialmente all’inizio della propria carriera musicale, il metronomo è disponibile in diverse modalità. Ci sono quelli online che hanno il vantaggio di essere gratuiti e non occorre scaricare alcunché, al massimo JavaScript se non presente tra i propri programmi.

Poi ci sono le app scaricabili anche qui gratuitamente o pagando una cifra irrisoria che trasformano il proprio smartphone in metronomo.

In questa sezione ci occuperemo però dei modelli tradizionali: la scelta che andrà fatta sarà tra quelli digitali, al quarzo o meccanici. Tutti aiutano a tenere il tempo emettendo il classico clic che, attenzione, deve essere ben udibile anche durante l’esecuzione del brano musicale. Meglio dare un’occhiata alle recensioni degli utenti in merito.

I modelli digitali e al quarzo prevedono anche l’ingresso da 3,5 mm per inserire le cuffie. Quelli meccanici non hanno il display e sono come dei pendoli capovolti che hanno un’asta graduata e un peso per misurare i battiti al minuto (BPM) tenendo conto della categoria del tempo (andante, allegro, ecc.). Variando la posizione del peso sull’asta varia anche l’oscillazione. Questi modelli non necessitano di batterie.

Se sei in cerca del modello col prezzo minore, dovresti orientarti su un metronomo elettronico digitale semplice e tascabile. Altri modelli digitali, al contrario, sono molto più costosi perché programmabili, più completi degli altri e più ricchi di funzioni, per esempio lo spegnimento automatico del clic dopo alcune battute.

 

Per chi è consigliato

Il metronomo è consigliato per chi muove i primi passi e vuole imparare bene a tenere il tempo, a modificare la velocità e la scansione ritmica.

Tuttavia non è consigliatissimo per chi non ha alcuna nozione di tempo e per chi brancola totalmente nel buio: in questo caso si rischia di apportare ulteriore confusione, più che un gradito aiuto.

Anche quando si ha già un certo senso del ritmo, è bene non utilizzare il metronomo troppo spesso ma solo per migliorare la propria tecnica. Certo, chi si esercita tutti i giorni può tenerlo sempre a portata di mano, ma questo non significa che debba utilizzarlo costantemente, ma solo per migliorare la precisione nel ritmo o in passaggi tecnicamente più complicati.

La musica non è solo tecnica, è ben altro e l’esecuzione di un brano non deve diventare pura meccanica.

 

 

Design

Confronta prezzi e recensioni prima di acquistare il tuo metronomo, ma dai un’occhiata anche al design di questo strumento che ti deve soddisfare dal punto di vista estetico e funzionale.

I modelli della migliore marca spiccano sugli altri anche per la particolare cura nelle rifiniture e nel look. Un metronomo che sia particolarmente gradevole potrà essere tenuto in bella vista, senza contare che potrebbe durare decine di anni.

Molto graditi, per esempio, sono quelli meccanici in stile vintage: insuperabili nell’estetica ma un po’ più ingombranti da portare. I modelli digitali tascabili sono invece i migliori da trasportare.

Dai un’occhiata in basso, c’è un elenco di metronomi per tutte le esigenze e per tutte le tasche.

 

I migliori metronomi del 2019

 

Come promesso, eccoci giunti ai nostri consigli d’acquisto su quale metronomo comprare. Abbiamo selezionato quelli che riteniamo i migliori modelli per il rapporto tra prestazioni offerte e prezzo e, soprattutto, quelli più apprezzati dagli appassionati. Non ti resta che scoprire quali sono.

 

Prodotti raccomandati

 

Tama RW200

 

Tama è un marchio internazionalmente riconosciuto da professionisti e semplici appassionati. Apprezzatissimi sono gli strumenti a percussione e, in particolare, le batterie, di grandissima qualità.

Lo strumento di cui parliamo non fa eccezione e, anzi, molti lo considerano uno dei migliori, se non il miglior metronomo per qualità/prezzo sul mercato.

Va bene per chi è agli inizi e anche per chi vuole cimentarsi in pezzi più complicati e per chi già suona in una band. È programmabile, ha velocità e volumi regolabili separati per quarti, ottavi e terzine.

Si tratta di un metronomo digitale con display LCD retroilluminato piuttosto ampio e facile da leggere. Insomma, ha tutto l’occorrente per accompagnare il musicista in maniera efficace durante le sue performance.

Non manca la tastiera, un’ottima memoria per archiviare tutti i pattern desiderati e, in questa versione rinnovata, viene inclusa anche una custodia protettiva resistente e di qualità.

Il prezzo è superiore alla media ma ampiamente giustificato dalle prestazioni e dalla completezza. Manca l’alimentatore che, invece, è indispensabile perché le batterie potrebbero non garantire un’autonomia sufficiente.

Uno dei migliori metronomi digitali sul mercato, secondo i pareri degli utenti che l’hanno acquistato. Può essere utilizzato sia da chi è alle prime armi sia da chi ha necessità di avere uno strumento di livello professionale, visto la grande quantità di opzioni che mette a disposizione.

 

Pro

Digitale: Offre uno display LCD retroilluminato dove è possibile visualizzare le informazioni necessarie per eseguire al meglio le proprie performance musicali.

Memoria: Tra le dotazioni, spicca la presenza di una memoria interna dove è possibile salvare tutti i pattern desiderati, che potrebbero servire durante le registrazioni o esibizioni live.

Velocità e volume: Il nuovo metronomo digitale Tama consente, tra le altre cose, di regolare separati sia la velocità sia il volume per quartine, terzine e ottavi.

 

Contro

Alimentazione: Nonostante il prezzo un po’ alto non viene fornito di un alimentatore esterno. Funziona quindi solo a batterie, meglio se ricaricabili, per non spendere troppo quando si esauriscono.

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Seiko SQ50V

 

Tra i più popolari in rete, questo Seiko non poteva mancare nella nostra classifica dei migliori metronomi del 2019.

È un modello al quarzo molto compatto tanto che sta nel palmo di una mano. Il funzionamento è semplice e proprio per questo viene apprezzato dai consumatori, anche da quelli meno esperti e più giovani.

Si sente molto bene durante le prove al pianoforte ma in alternativa è possibile sfruttare il jack da 3,5 mm per collegare le cuffie.

È piccolo ma completo perché, grazie al SIb e al LA, permette di accordare lo strumento e in più consente di regolare il volume. Misura il tempo da 40 fino a 208 battiti per minuto con l’indicazione della categoria (andante, adagio, ecc.).

Maneggevole, preciso, è solido e resistente. Grazie al piccolo supporto sulla parte posteriore può essere appoggiato ovunque. Ha un design gradevole esteticamente e viene fornito con le pile incluse.

Nella guida per scegliere il miglior metronomo abbiamo deciso di inserire questo modello Seiko al quarzo per la sua semplicità d’uso abbinata a ottime caratteristiche tecniche. Mette a disposizione anche una presa  jack da 3,5 mm dove inserire una paio di cuffie per sentire ancora meglio i battiti al minuto, compresi in un range tra 40 e 208.

 

Pro

Accordatura: Quando serve accordare uno strumento velocemente questo manometro viene in aiuto mettendo a disposizione via audio un SIb e un LA.

Cuffie: È possibile anche collegare cuffie che siano dotate del classico jack da 3,5 mm da inserire nella relativa presa presente sul dispositivo.

Supporto: Grazie alla presenza di un piccolo supporto nella parte posteriore, il metronomo si può posizionare ovunque ci sia un piano d’appoggio.

 

Contro

Prezzo: Rispetto ad altri metronomi al quarzo non è il più economico sul mercato, e questo senza apparenti motivi.

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Wittner 903082.0

 

Per chi cerca un metronomo meccanico consigliamo di dare un’occhiata a questo modello, tra i più venduti sul mercato.

Uno strumento di questo tipo, come detto, funziona in base all’oscillazione di un pendolo, a un’asta graduata e a un peso. Sono riportate anche le indicazioni tradizionali come presto, moderato, adagio, ecc. Non occorrono quindi batterie e sarà possibile misurare il tempo sempre, senza sorprese.

Questo modello, in particolare, è molto gradevole esteticamente grazie allo stile vintage e al suo colore rosso rubino. È completo di coperchio in plastica da applicare quando non in uso per proteggere lo strumento.

Facile da trasportare, ha dimensioni molto ridotte ma, nonostante questo, produce un clic ben udibile (non c’è il campanello).

È facile anche impostare e modificare il tempo, specialmente per chi è ai primi passi nel campo della musica e, come confermano le recensioni entusiastiche degli appassionati, si è rivelato estremamente affidabile e preciso.

Chi non si vuole affidare a tutti i costi alla tecnologia può prendere in considerazione il metronomo meccanico Wittner. Funziona in base all’oscillazione della barra centrale e sono riportare tutte le indicazioni basilari come, moderato, adagio, presto e via dicendo. Piace anche per l’estetica un po’ retrò e per la facilità con cui si imposta e modifica il tempo.

 

Pro

Compatto: Le sua dimensioni davvero contenute consentono di portarlo sempre con sé e averlo magari come “muletto” nel caso non funzioni il metronomo digitale.

Facile da usare: Questo tipo di metronomo è indicato per chi è alle prime armi vista la facilità con cui è possibile impostare e modificare il tempo che serve.

Retrò: Esteticamente ricorda i modelli utilizzati molti anni fa quando il digitale non era ancora contemplato per questo tipo di prodotto.

 

Contro

Plastica: Il costo basso è dovuto alla costruzione in plastica di quasi tutto il manometro, sicuramente meno resistente e di pregio rispetto a un modello in legno.

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Finether Tradizionale Meccanico

 

Ecco un’altra valida soluzione per chi non sa come scegliere un buon metronomo meccanico. Il funzionamento senza batterie è molto semplice perché tutto quello che bisogna fare è girare la chiave, anche se la durata della carica è piuttosto breve.

Oltre alla facilità d’uso, segnaliamo altre tre vantaggi di questo modello: in primo luogo, il prezzo assolutamente competitivo, ideale per chi ha un budget molto risicato.

In secondo luogo, la presenza del campanello che segnala l’inizio della battuta e la possibilità di impostare le battute da 2/4 fino a 6/4.

In terzo luogo, il design molto apprezzato dagli utenti. Il materiale non è pregiato, si tratta di plastica, ma è molto molto simile al legno e, complessivamente, fa una gran bella figura. Anche la confezione è molto curata e pertanto potrebbe essere un’ottima idea regalo. È infine possibile scegliere tra due diversi colori.

Disponibile in due diversi colori, il metronomo meccanico Finether non necessita di pila per funzionare ma si può ricaricare manualmente tramite una chiave, come nei vecchi orologi. Le battute si possono impostare da 2/4 fino a 6/4. Ideale per chi ha un budget risicato.

 

Pro

Manuale: Il metronomo è sempre pronto a funzionare non avendo bisogno di pile e ma solo di una ricarica manuale.

Battute: Come i migliori metronomi, consente di impostare le battute in range compreso tra 2/4 e 6/4.

Design: Piace senza dubbio per il design gradevole che ricorda i pregiati metronomi in legno, anche se questo è costruito in plastica.

 

Contro

Ricarica: Quella manuale non dura molto e quindi serve ricaricarlo spesso se si deve utilizzare per diverso tempo.

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Korg MA-1

 

Vuoi spendere il meno possibile per acquistare un metronomo? Se fai una comparazione tra i modelli più economici venduti online, potresti incrociare questo Korg che ha un prezzo imbattibile ed è quindi molto molto gettonato.

È un modello digitale, semplice ma completo. Funge anche da accordatore per i vari strumenti grazie al segnale audio di riferimento.

La velocità del tempo può essere regolata in due modi: pendulum steps come nel caso di un metronomo meccanico e full steps aumentando o diminuendo i battiti per minuto singolarmente. Una terza funzione, tap, consente di impostare velocemente il tempo desiderato.

Non manca il jack per le cuffie, la funzione memoria per non perdere le impostazioni settate e lo spegnimento automatico che ottimizza la durata della batteria (inclusa).

Si possono selezionare nove movimenti e otto tipi di ritmo per i vari generi musicali. Davvero difficile chiedere di più a uno strumento con un prezzo del genere.

Prezzo molto appetitoso per questo modello digitale che consente di impostare la velocità del tempo in due modalità, pendulum step, come i metronomi meccanici o full steps scegliendo di aumentare o diminuire i battiti anche per ogni singolo minuto. Chi volesse sapere dove acquistare questo apparecchio può trovare i link dei rivenditori online sotto i pro e contro di questa pagina.

 

Pro

Impostazioni: Tra la varie impostazioni che si possono scegliere piace quella chiamata “tap” che permette di impostare con facilità il tempo di cui si necessita per un particolare brano musicale.

Jack: Non manca un comoda porta audio da 3,5 millimetri dove inserire il jack della cuffia, per concentrarsi meglio sulle battute.

Spegnimento automatico: Altra caratteristica molto apprezzata riguarda lo spegnimento automatico del metronomo quando non viene utilizzato per un lasso di tempo predefinito.

 

Contro

Retroilluminato: Qualche utente avrebbe preferito che il display digitale fosse retroilluminato per poter vedere i tempi anche con luce tenue.

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Come utilizzare un metronomo

 

Il metronomo è uno strumento fondamentale per chi studia musica: scandisce il tempo entro il quale le battute vanno suonate. È impensabile suonare senza andare a tempo e il metronomo aiuta proprio in questo senso. Di conseguenza, se volete essere musicisti, sappiate che non potrete farne a meno, indipendentemente dallo strumento che si suona. Quindi la risposta è sì, perfino se volete studiare canto, dovrete avere a che fare con un metronomo, meccanico o digitale che sia.

 

 

Scegliere tra un metronomo meccanico oppure digitale

Come abbiamo accennato un attimo fa, il metronomo può essere meccanico oppure digitale. Entrambi danno il tempo e lo fanno in modo preciso ma chi cerca un approccio più professionale alla musica, predilige il modello meccanico. D’altro canto un metronomo digitale può avere delle funzioni in più (dipende dal modello) come, per esempio, l’accordatore.

 

Non solo per suonare più veloci

Sbaglia chi pensa che il metronomo serva ai virtuosi dello strumento che aspirano a suonare più veloci di Malmsteen. Certamente serve anche a quello ma non basta essere veloci, ci vuole il controllo o, nel nostro caso specifico, bisogna andare a tempo e vi risparmiamo i discorsi sulla velocità fine a se stessa. Utilizzando il metronomo si familiarizza con le basi della divisione ritmica. È chiaro che, dovete avere la conoscenza di ottave, terzine, sedicesimi e così via; in caso contrario non capirete mai se state “suonando a metronomo”.

 

Andare meno veloci di quanto si può

Quando vi esercitate con il metronomo, fatelo a una velocità inferiore rispetto a quella di cui siete capaci. In questo modo si potrà migliorare la resistenza e studiare per più tempo. Insomma, un maratoneta non parte a tutta velocità altrimenti non arriverebbe al traguardo. Lo sprint, proprio come con la maratona, lasciatelo per il finale, quando avrete imparato bene la scala sulla quale vi state esercitando, anche perché a cosa serve eseguire una scala velocissima se poi lo si fa con errori e sbavature?

 

 

Registratevi

Registrarsi mentre si suona con il metronomo può essere molto utile, anzi, secondo noi lo è sicuramente. Avendo la possibilità di riascoltarvi potrete rendervi conto di eventuali errori e imperfezioni e dunque, la volta successiva prestare maggior attenzione fino ad avvicinarsi alla perfezione.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Mixer – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Chi bazzica gli ambienti musicali o televisivi in qualità di addetto ai lavori, dunque non parliamo di semplici fan, sa di dover avere a che fare con un mixer. Ora può essere che ci sia qualcuno a gestirlo al posto suo o farlo in prima persona. È opportuno, prima di proseguire con il nostro discorso dare una spiegazione sintetica di cosa sia, o meglio cosa faccia un mixer. Ok, è vero, se ne state cercando uno dovreste comunque saperlo già ma a noi piace dare informazioni il più possibile complete. Si tratta di un’apparecchiatura che miscela i segnali audio che trova impiego anche in contesti molto distanti tra essi: per esempio, si usa in teatro, durante i concerti, in televisione, negli studi radiofonici e sono anche il pane quotidiano dei DJ. L’argomento vi incuriosisce parecchio, lo sappiamo, dunque vi indichiamo subito due delle apparecchiature che abbiamo scelto per voi: Alto professional ZMX52 è un mixer compatto nelle dimensioni e nel prezzo mentre Hercules DJ Control Instinct S Series Party Pack è una consolle per DJ entry level ma ben costruita e con funzioni interessanti.

 

Opinioni sui migliori mixer

 

Di seguito trovate i mixer selezionati e ordinati secondo una classifica. Leggete la recensione scritta per ogni articolo frutto anche dei pareri espressi da altri utenti e confrontate i prezzi. Siamo sicuri che troverete il mixer più adatto alle vostre esigenze.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Prodotti raccomandati

 

Mixer audio

 

Alto professional ZMX52

 

È un nuovo mixer audio a cinque canali; nello specifico troviamo un canale mono, con ingresso per microfono, l’ingresso bilanciato di linea TRS con equalizzatore a due bande e due canali stereo con ingressi bilanciati. Chiaramente non si tratta di un mixer professionale (il nome non deve trarre in inganno), si adatta a piccole esigenze ossia feste, karaoke o per gestire l’impianto audio di casa o fare un po’ di musica insieme agli amici. In generale il rapporto qualità prezzo è certamente buono.

Le dimensioni compatte ne facilitano anche il trasporto ma come potete immaginare presenta alcuni aspetti negativi che segnaliamo subito.

Come prima cosa gli effetti si percepiscono appena con quello per la voce più criticato di altri. Il segnale di uscita della cuffia è ritenuto troppo basso e tanto per concludere, mancano le spiegazioni in italiano.

 

Pro

Prezzo: Il costo del mixer è basso ma più in generale possiamo dirci soddisfatti del rapporto tra la qualità e il prezzo che caratterizza questo modello.

Compatto: Come mixer è molto compatto, una caratteristica che torna utile non solo in casa ma anche se c’è la necessità di trasportarlo.

 

Contro

Effetti: Molti utenti sono rimasti delusi dagli effetti, questi sono poco percettibili. Il più criticato di tutti è quello per la voce.

Uscita cuffie: Non convince la potenza dell’uscita di segnale per le cuffie: secondo gli utenti è troppo basso e così non va affatto bene.

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Mixer DJ

 

Hercules DJ Control Instinct S Series Party Pack

 

Hercules è tra i marchi più apprezzati per questo genere di prodotti. In questo caso, più che di un semplice mixer si tratta di una consolle per DJ dedicata ai principianti. Qui trovate tutto il necessario per instradarvi verso la carriera dei vostri sogni: ci sono i mini jog con sensore di pressione grazie ai quali esercitarvi con lo scratch, dei tasti molto reattivi (cosa importante e non scontata per una consolle entry level), due leve per gestire i valori del pitch, due fader per il volume e i potenziometri per gli equalizzatori.

I pulsanti sono retroilluminati dunque non avrete problemi neanche al buio. Ma cosa manca: non c’è il selettore Cue utile per assegnare il canale di preascolto. Inoltre non c’è un potenziometro per il gain, anche se il software in dotazione ha la funzione auto-gain.

Per essere mixer DJ entry level la scheda audio è buona, un giudizio analogo lo riserviamo per i materiali. In definitiva, il suo utilizzo è intuitivo.

 

Pro

Mini jog: Dotati di sensore di pressione, rispondono ottimamente e permettono di fare pratica con lo scratch, seppur nella sua forma più elementare.

Facilità d’uso: Sicuramente da apprezzare per questa consolle la sua semplicità d’uso. Tutto è molto intuitivo e ci si mette poco a capire dove mettere le mani.

Tasti reattivi: Abbiamo apprezzato la risposta di tutti i tasti che si sono rivelati reattivi; questa, secondo noi, è una caratteristica da non sottovalutare.

 

Contro

Selettore Cue assente: Che si tratta di una console entry level si capisce da assenze come quella del selettore Cue che serve per assegnare il canale di preascolto e il mix del canale in cuffia.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Mixer Behringer

 

Behringer XENYX 802

 

Behringer è uno di quei marchi che molto spesso si fa preferire ad altri per il buon rapporto qualità/prezzo dei suoi articoli e chi ha a che fare con la musica sicuramente ne ha sentito parlare. Abbiamo scelto di proporre questo mixer entry level che ha il minimo indispensabile per imparare a districarsi con il mixaggio.

Il mixer Behringer ha otto ingressi (sorprendente vista la fascia di prezzo) e due preamplificatori Xenyx con alimentazione phantom; in questo modo si possono usare due microfoni dinamici o a condensatore.

L’equalizzatore è a tre bande e si fa apprezzare per il suo suono caldo. Va sicuramente bene per un piccolo home studio, per una serata karaoke o per il DJ alle prime armi che si esibisce a feste private. È abbastanza compatto dunque il trasporto non è un problema. La presenza di una porta USB sarebbe stata gradita inoltre non ci sono effetti per la voce.

 

Pro

Otto ingressi: Per questa fascia di prezzo otto ingressi sono da considerarsi come un pregio tutt’altro che scontato; siamo davvero soddisfatti di ciò.

Rapporto qualità/prezzo: Behringer conferma la sua fama di fornire buona strumentazione a prezzi concorrenziali. Questo mixer è la conferma.

 

Contro

Ingresso USB: Il mixer non è provvisto di una porta USB la cui presenza è sempre cosa gradita: sarebbe stata la ciliegina sulla torta.

Effetti voce: Segnaliamo l’assenza di effetti per la voce, dunque se necessari per le vostre esigenze dovrete provvedere in altro modo.

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Mixer Yamaha

 

Yamaha CAG03 AG03

 

Il mixer Yamaha è pensato soprattutto per essere collegato a un computer. Torna certamente utile per registrare le idee musicali che vengono in mente, in questo senso la possibilità di poterlo collegare non solo a un computer ma anche all’iPad è ancor più utile di quanto si possa pensare.

Sinceramente non lo consigliamo a chi cerca un mixer per la sua attività di DJ mentre invece può fare sicuramente al caso, ad esempio, di uno YouTuber: il mixer AG03, infatti, permette di produrre contenuti online sia per trasmissioni live streaming sia per podcast e video on demand. Il suono è ad alta risoluzione, una dote che è stata riconosciuta praticamente da tutti quelli che sono entrati in possesso di questo mixer.

A proposito, la versione che vi proponiamo è a tre canali ma è disponibile anche quella a sei canali. I controlli rispondono egregiamente. Nella confezione è presente il noto programma per la produzione musicale Cubase. Per l’alimentazione si può scegliere tra quella USB oppure a batteria. Peccato manchi la possibilità di sfruttare una comune presa elettrica. Ottimi i materiali.

 

Pro

Qualità del suono: In tantissime recensioni che abbiamo letto in rete, gli utenti esaltano la qualità del suono; questa è stata la cosa che più ha sorpreso in positivo.

Controlli: La risposta dei controller per l’audio e il fader hanno superato le più rosee aspettative: reattive e affidabili.

Materiali: Un altro particolare che ha soddisfatto le persone entrate in possesso del mixer Yamaha è la sua buona qualità costruttiva; è molto solido.

 

Contro

Alimentazione: Per alcuni potrebbe essere un problema, per altri no ma riteniamo opportuno segnalare che non è possibile alimentare il mixer con la corrente elettrica.

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Mixer digitale

 

Behringer DIGITAL PRO MIXER DDM 4000

 

Mixer digitale di fascia media venduto a un prezzo che sicuramente farà gola a molti. Ha due processori di effetti, quattro canali stereo e un campionatore Sampler. Offre, inoltre, la possibilità di collegare fino a due microfoni. Dobbiamo dire che le recensioni su questo prodotto sono state quasi tutte entusiaste ma è bene fare delle precisazioni.

Per l’uso amatoriale è certamente ottimo, una bomba che lascerà a bocca aperte se è la prima volta che avete a che fare con un mixer e noi crediamo che per un dilettante, a queste cifre non si possa immaginare qualcosa di meglio. Poi è robusto, pesante il giusto: queste cose danno la sensazione di grande qualità. Ma una persona più esperta non potrà che restare un po’ deluso dalla meccanica degli slider, troppo morbidi.

La delusione, poi, aumenterà alla prova del vinile. Secondo noi se la vostra intenzione è collegare questo mixer ai vostri giradischi, orientatevi su altro o meglio, fatelo se siete DJ di un certo livello mentre per le feste private ci si può anche accontentare della qualità del suono.

 

Pro

Rapporto qualità/prezzo: Come sempre la casa tedesca conferma di essere particolarmente abile con la sua politica dei “prezzi popolari” riuscendo comunque a commercializzare un prodotto valido come questo mixer.

Qualità costruttiva: Il mixer è ottimamente costruito, un giudizio che vale sia per la parte elettronica sia per quella esterna: tutto appare molto solido e resistente.

 

Contro

Non adatto ai vinili: Chi ha collegato il giradischi a questo mixer è rimasto parecchio deluso giudicandolo inadeguato a questo scopo a causa della qualità del suono non soddisfacente.

Slider morbidi: Non ha convinto tutti la meccanica degli slider. Il problema che è stato evidenziato in alcune recensioni è che sono troppo morbidi.

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Mixer Pioneer

 

Pioneer DDJ-SB3

 

È una consolle entry level ma costa più di tante altre. Eh sì perché sappiate che Pioneer si fa pagare bene per i suoi giocattolini e fa anche un’importante operazione di marketing grazie alla quale tutti gli aspiranti DJ vogliono una consolle realizzata dall’azienda giapponese. Attenzione, perché con quanto appena detto non vogliamo dire che la DDJ-SB3 non valga il suo costo, anzi.

La consolle è a due canali, l’uso è intuitivo e ha un lay-out che sa come fare conquiste visto che si ispira ai modelli professionali marchiati Pioneer. Sebbene la consolle sia compatta, ci sono i Jog Wheel, grandi e comodi da usare: la risposta scratch è ottima. In allegato c’è il programma Serato DJ Lite ma qui siamo alla cosa che più ha fatto arrabbiare gli utenti.

Abbiamo detto che pur essendo una consolle entry level, il mixer Pioneer costa molto più di altri e, proprio in virtù dell’investimento richiesto, ha suscitato non poca rabbia apprendere che per sfruttare la versione pro di Serato DJ bisogna acquistarla.

 

Pro

Uso comodo: Il layout professionale unitamente alla facile navigazione tra i vari pulsanti e potenziometri fanno di questa consolle uno strumento non solo bello da vedere ma anche intuitivo nell’utilizzo.

Jog grandi: Gli utenti sono rimasti molto contenti dei Jog, non solo per la loro risposta ma anche per le dimensioni generose, nonostante la consolle sia compatta.

 

Contro

Costo: Pur essendo una consolle entry level, ha un prezzo che potrebbe far pensare al contrario. L’investimento impone di meditare bene l’acquisto.

Serato DJ Lite: Il software in dotazione è quella base, agli utenti ha dato parecchio fastidio aver scoperto che devono pagare altri soldi per la versione Pro.

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Mixer 4 canali

 

Ammoon AGM04

 

Se volete spendere poco e al tempo stesso restare piacevolmente sorpresi, dovreste prestare la vostra attenzione al mixer 4 canali di Ammoon. È adatto per un home studio e trasmissioni in diretta.

È chiaramente destinato a un uso dilettantistico; qualcuno ha notato un po’ di ritardo nella voce dunque probabilmente per cantare vi conviene puntare su altro di più performante sotto questo punto di vista. Può essere collegato al computer, vista la presenza di una porta USB ma non ci sono software in dotazione. Certo, va detto che il suo costo è contenuto ma almeno una versione base di un qualsiasi programma musicale avrebbe fatto comodo.

Manca anche l’interruttore per spegnerlo. Le dimensioni sono compatte, il peso è leggero ma non parliamo di un oggetto fragile, anzi, ci sembra abbastanza robusto.

 

Pro

Economico: Il prezzo di vendita per questo mixer, a nostro avviso, è da considerarsi positivamente. Spendendo poco si porta a casa un oggetto di buon valore.

Porta USB: È dotato di questa tipologia di ingresso grazie al quale non solo si collega al computer per essere impiegato con dei programmi o per registrare video ma anche per essere alimentato.

Compatto e resistente: Il mixer è di dimensioni compatte, facile da trasportare anche perché molto leggero ma non per questo fragile.

 

Contro

Nessun software: Peccato manchi la dotazione di un software musicale, ciò significa che bisognerà comprarne uno a parte.

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Mixer Soundcraft

 

Soundcraft EFX 12

 

È un mixer Soundcraft a dodici canali che impiega il processore AudioDNA. Ampia la disponibilità degli effetti che sono ben 32; tra questi, quello che pare aver stupito più di tutti è il riverbero.

La sezione effetti si inserisce alla perfezione nella struttura compatta del mixer. Buone critiche sono state riservate anche per gli equalizzatori. Un mixer a dodici canali indubbiamente richiede un po’ di dimestichezza nel giostrarsi tra tanti controlli ma comunque si prende rapidamente confidenza con il dispositivo, dunque possiamo parlare di uso semplice.

Non è un mixer professionale ma sicuramente un buonissimo strumento di livello intermedio che consigliamo per le piccole serate live. La struttura è solida e pur non costando poco, il prezzo ci sembra comunque conveniente.

 

Pro

Numero di canali: Il mixer mette a disposizione ben dodici canali: può far fronte a qualsiasi esigenza che possa presentarsi in piccoli contesti live.

Effetti: Chi si è convinto a comprare questo mixer è rimasto molto soddisfatto per la qualità degli effetti, in particolare è piaciuto il riverbero.

Compatto: Contrariamente a quanto le caratteristiche potrebbero far pensare, il mixer è compatto, dote che torna sempre utile.

 

Contro

Peso: Il mixer è un po’ pesante, si sfiorano i 6 chili. Questo può causare delle piccole difficoltà in caso di trasporto.

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Mixer Allen & Heath

 

Allen & Heath ZED60-10FX DJ

 

In fatto di mixer Allen & Heath è considerata tra i leader del settore. Fondamentalmente lo ZED60-10-FX si basa sullo ZED-10FX ma in più ha il fader da 60 mm che è stato apprezzato per la sua precisione tattile. Sui canali (quattro in totale) mono l’equalizzatore è a tre bande mentre su quelli stereo le bande sono due.

Gli effetti non sono tantissimi ma neanche pochi; sedici per essere precisi.

Le dimensioni sono compatte; il mixer si adatta bene tanto in studio quanto dal vivo. La qualità dei materiali è buona, toccando con mano la sensazione è che si tratti di un oggetto robusto e semplice da trasportare. Forse le note dolenti riguardano il prezzo ma se avete già sentito parlare di Allen & Heath, sapete anche che i suoi prodotti non li regala.

 

Pro

Fader: Il mixer ha un fader da 60 mm che ha praticamente sorpreso tutti per la sua precisione al tatto; è degno di un mixer di fascia superiore.

Compatto: Le dimensioni sono contenute al massimo; ciò facilita le cose quando si hanno problemi di spazio ma anche durante il trasporto.

Resistente: La qualità costruttiva è quella tipica dei prodotti Allen & Heath; il mixer è solido, resistente. Si capisce subito di avere tra le mani uno strumento destinato a durare.

 

Contro

Costo: Abbiamo davvero poco da ridire si questo mixer, certo è che il prezzo è un po’ salato ma questa non è una novità per i prodotti Allen & Heath.

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Mixer Montarbo

 

Montarbo FiveO F124CX

 

Il mixer Montarbo vanta dodici canali, è compatto e affidabile e per questo non ha deluso le aspettative. Ben si presta alle situazioni più svariate: va bene per i concerti e per la sala prove, anche per registrare ovviamente. Il suono risulta naturale, morbido. I misuratori grafici hanno una precisione molto buona.

Precisi anche i controlli rotativi. La qualità audio è eccellente ma come fatto notare giustamente qualche utente nel recensire il mixer, manca il preascolto in cuffia. Tale assenza fa abbassare il voto di almeno mezzo punto.

Questa è davvero l’unica critica negativa che possiamo muovere al Montarbo; per il resto parliamo di un mixer ben concepito, di utilizzo intuitivo e resistente che non mancherà di soddisfare quanti decideranno di portarlo a casa o meglio, sul palco o in sala prove.

 

Pro

Qualità del suono: Gli utenti entrati in possesso del mixer Montarbo hanno manifestato la loro piena soddisfazione per la qualità del suono che esce naturale e pulito.

Preciso: La precisione pare essere un altro degli aspetti più graditi e questo vale tanto per i controlli rotativi quanto per i misuratori grafici.

Qualità costruttiva: Il mixer è costruito molto bene, nel complesso si ha un senso di assoluta affidabilità, è robusto e questo fa presupporre una lunga durata.

 

Contro

Niente preascolto: Agli utenti più attenti non è sfuggita l’assenza della possibilità del preascolto in cuffia; in questo modo non si può verificare cosa accade agli ingressi prima di metterli in onda.

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Come scegliere un buon mixer

 

Come abbiamo visto il mixer trova impiego in diversi campi. Per evitare di fare un discorso dispersivo ci concentreremo sulle offerte per DJ o aspiranti tali o comunque su apparecchiature piccole dunque nulla che possa trovare spazio in uno studio di registrazione. In questo modo sarà anche più facile per il lettore fare una comparazione tra le varie apparecchiature proposte e disponibili sul mercato.

La scelta è piuttosto ampia e se siete agli inizi non dovete necessariamente affidarvi al mixer della migliore marca spendendo più soldi di quanti sia necessario; anche comprando un apparecchio più economico si possono fare delle cose interessanti e dare al principiante la possibilità di fare la pratica necessaria con un investimento contenuto. A proposito, se volete sapere dove acquistare il mixer che più di altri vi ha convinto, potete fare riferimento al link che vi segnaliamo per ognuno dei prodotti venduti online.

 

 

I mixer per DJ

Per chiarire le idee ai meno esperti vediamo le caratteristiche generali del miglior mixer usato dai DJ, anche per capire a grandi linee le differenze con quelli, ad esempio, usati per la regia, per i grandi concerti e negli studi di registrazione. La prima cosa che balza agli occhi sono le dimensioni più compatte rispetto ai mixer impiegati nei succitati ambiti.

La seconda differenza che si nota è il numero dei canali audio che nel caso di un mixer per DJ va da due a otto. Tenete presente, poi, che l’apparecchiatura da Disk Jockey è stereo di conseguenza quando si alza il volume di un canale in realtà si alza a due. Le apparecchiature di recente generazione sono dotate di un generatore di effetti detto DSP che dà la possibilità al DJ di aggiungere, appunto, degli effetti al brano. Alcuni modelli hanno anche un campionatore grazie al quale si possono registrare pochi secondi di un brano e metterlo in loop.

 

DJ a tempo perso

Fare il DJ può diventare un’attività a tempo pieno e anche molto remunerativa. È probabile che il vostro sogno sia proprio questo o magari no; forse vi accontentate di fare qualche soldo esibendovi a piccole feste oppure ancora volte semplicemente imparare a usare un mixer perché vi piace certa musica e non avete secondi fini. In tutti questi casi la domanda che vi starete ponendo è sempre la stessa: quale mixer comprare tra quelli venduti online?

Beh, in attesa che possiate raggiungere i livelli di fama di Tiesto o Steve Aoki, giusto per citare un paio di big, vi conviene volare basso. In altre parole prendete in considerazione i mixer venduti a prezzi bassi. Un modello a quattro canali può bastare per cominciare, poi è chiaro, dipende anche dalle esigenze nell’immediato. Se volete esibirvi alle feste di amici e conoscenti potete anche alzare un po’ l’asticella e prendere qualcosa di più costoso ma non professionale; per quello c’è tempo. In questa fase l’importante è fare pratica.

 

Per professionisti

Dopo aver fatto la vostra gavetta e capito che quella del DJ è la strada che volete intraprendere a livello professionale, necessariamente bisogna investire sull’attrezzatura. Avete fatto tante feste in case private, avete accumulato esperienza, magari fatto dei demo apprezzati dalla critica, e cosa fondamentale, avete messo da parte un po’ di soldi per comprare uno dei migliori mixer del 2019.

 

 

Ma chiariamo un punto: essere un DJ professionista non significa essere un DJ di successo. Ve lo spieghiamo con un esempio: diverse discoteche vi chiamano per presenziare alle loro serate e far ballare la gente, vi pagano e anche bene tanto è vero che non dovete preoccuparvi di non fare tardi perché la mattina dopo vi aspetta il turno in fabbrica; le bollette le pagate con quanto guadagnate con le serate. Bene, siete DJ professionisti e pagate pure le tasse com’è ovvio che sia.

Ora passiamo alla definizione di DJ di successo: Tiesto, Steve Aoki. Dunque, se vi chiedete come scegliere un buon mixer vi diciamo che deve essere sicuramente un’apparecchiatura avanzata, professionale ma non serve prendere la stessa strumentazione impiegata dai succitati artisti perché loro fatturano milioni, voi ancora no.

Certamente la qualità generale del vostro mixer deve essere di livello superiore e questo significa che deve potersi associare a altri dispositivi che possano supportare un numero elevato di frequenze e che abbia anche tante funzioni ed effetti combinabili tra loro. Tutto ciò vi permette di personalizzare il vostro stile e dare vita al vostro marchio di fabbrica.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come collegare un mixer a PC e cassa?

Se il mixer dispone di porta USB basta stabilire un collegamento con il computer mediante l’apposito cavo, così come fareste con qualsiasi periferica. Purtroppo la porta USB non è presente in tutti i mixer. IN questo caso individuate l’uscita e l’entrata che potete riconoscere dalla dicitura OUT e IN. Collegate un cavo RCA all’uscita del mixer e l’altra estremità nell’ingresso per il microfono del PC. Un altro cavo RCA va collegato in questo modo: una estremità del cavo va inserita nella porta di uscita audio del computer mentre l’altra va nella porta IN del mixer.

 

Come funziona un mixer audio?

In pratica un mixer audio accetta ingressi da differenti fonti audio per poi combinarle al fine di personalizzarle secondo le preferenze di chi gestisce il mix. Il risultato finale viene inviato alle casse oppure a un dispositivo di registrazione.

 

Qual è la differenza tra mixer da regia e mixer per DJ?

Un mixer da regia ha molti più canali rispetto a quello per DJ. I canali, infatti, possono arrivare fino a 196 e trovano impiego in teatri, grandi spettacoli e studi di registrazione. Un mixer per DJ, invece ha dai due a massimo dodici canali. I modelli per DJ sono stereo mentre quelli da regia sono mono. Un’altra differenza tra i due tipi è che quello per DJ può avere un generatore di effetti e un campionatore che dà la possibilità di registrare pochi secondi di un brano e mandarlo in loop.

 

A cosa serve il mixer?

Il mixer ha lo scopo di miscelare i segnali audio. Trova impiego negli studi televisivi, nei teatri durante i concerti musicali, in sala di registrazione e presso i DJ.

 

Che cos’è il cross-fader?

Il cross-fader determina l’ampiezza relativa dei segnali di due canali. Ciò avviene all’interno di un suono complessivo uscente dal mixer. Il cursore è posto su un binario: se si trova al centro allora i due canali hanno la stessa un’intensità se invece è spostata più verso destra, il canale destro ha maggiore influenza. Il discorso si inverte se il cursore tende a sinistra.

 

 

 

Come utilizzare il mixer

 

La configurazione del mixer non è una cosa così semplice; chi si trova ad affrontare questo compito la prima volta può essere colto dallo sconforto l quale è proporzionato alle dimensioni del mixer. In effetti, si tratta di uno strumento complesso ma proveremo ad aiutarvi nel capire come collegarlo al resto della strumentazione.

 

 

Dove posizionare il mixer

La scelta della posizione del mixer è tutt’altro che trascurabile poiché il volume diminuisce all’aumentare della distanza dalla fonte del suono. Per trovare la posione migliore bisogna testarla in prima persona poiché dovete trovarvi sufficientemente distante dalle casse per non essere investiti dal suono ma anche abbastanza vicini da saggiare la qualità dell’audio senza dover aumentare il volume.

Chiaramente va tenuta in considerazione anche la lunghezza dei cavi del microfono e di tutti gli altri strumenti che per ovvie ragioni hanno bisogno di una presa elettrica.

 

I collegamenti

Come prima operazione collegate amplificatore e casse: L’output degli amplificatori va collegato all’input delle casse a meno che le casse non abbiano un amplificatore integrato.

 

Preparate una lista degli input

Dovete stabilire un ingresso e un’uscita per ogni elemento del mixer. A tale scopo si crea una lista numerata da riportare poi su delle etichette che vanno incollate sotto ogni fader. Questo è il modo migliore per sapere cosa corrisponde a ogni canale e di conseguenza si rende più intuitiva la gestione audio.

 

 

Verificate che tutto sia in ordine

È importante presentarsi al luogo dell’evento con un sufficiente margine di tempo; non solo perché gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo ma anche perché bisogna fare un’accurata prova audio. Oltretutto non è mai bene agire con la fretta addosso perché aumenta la probabilità di commettere errori o dimenticare qualcosa. Accendete tutta la strumentazione e controllate che non ci siano problemi con i collegamenti.

Se riscontrate dei problemi, è probabile che siano di facile soluzione: un cavo mal collegato o danneggiato. Ciò ci porta a un’altra raccomandazione, anzi, due. La prima è che non dovete risparmiare sui cavi, servitevi dei migliori in commercio. La seconda raccomandazione è di avere sempre dei cavi di scorta per eventuali sostituzioni.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Lezione di chitarra – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Strumento dal fascino innegabile, la chitarra fin dalla sua nascita ha saputo conquistare tantissime persone che si sono appassionate allo strumento da spingerle a imparare a suonarlo o quantomeno strimpellarlo. Ma non sono da meno quanti si limitano ad ascoltare qualcuno suonare perché ammaliati dal suono scaturito dalle sei corde. Chiaramente, affinché qualcuno si fermi ad ascoltare anche voi, dovete essere in grado di suonare bene. Come fare? Dovete studiare, esercitarvi ore ed ore e avere talento. Poi è chiaro, dipende da dove volete arrivare: magari vi accontentate di fare colpo su quella ragazza che avete notato in spiaggia oppure tenere in pugno la folla oceanica accorsa al concerto della vostra band. Qualunque siano le vostre motivazioni, è opportuno prendere delle lezioni di chitarra. Avete davanti a voi le seguenti opzioni: fare le cose in grande e iscrivervi al conservatorio, frequentare una scuola per chitarristi, rivolgervi a un maestro che vi dia delle lezioni individuali oppure fare tutto da soli studiando da autodidatti con il supporto di un metodo per chitarra. Nel frattempo che ci pensate, vi suggeriamo due metodi che anticipano la nostra selezione: il primo è il metodo del chitarrista argentino Sagreras, di sicuro interesse per gli amanti della chitarra classica mentre il secondo, Chitarra elettrica per negati, affronta lo studio dello strumento con un po’ di sana ironia.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Opinioni sulle migliori lezioni di chitarra

 

Abbiamo selezionato sul mercato le lezioni di chitarra della migliore marca e stilato una classifica realizzata tenendo conto dei pareri espressi in rete dagli utenti. Per ogni metodo trovate una recensione e un link che vi suggerisce dove acquistare la lezione. Leggete tutto con molta attenzione e confrontare i prezzi.

 

Prodotti raccomandati

 

Lezioni di chitarra classica

 

Sagreras – Prime lezioni

 

Julio Salvador Sagreras è stato un chitarrista e maestro dello strumento: i suoi metodi sono tra quelli più consigliati dai maestri di chitarra classica poiché ricchi di esercizi chiari e mai banali. Prime lezioni, come suggerisce il nome, si rivolge a chi non ha ancora le basi dello strumento e della teoria musicale.

L’approccio è quello a difficoltà crescente in grado di accompagnare gradualmente la crescita dell’allievo. In ogni pagina l’autore dà prova della sua abilità didattica e attenzione per lo studente che fin da subito ha ben chiaro le finalità degli esercizi proposti. L’edizione non è delle più recenti e manca un qualsiasi tipo di supporto audio o video di conseguenza sarebbe opportuno accompagnare il testo con un maestro in carne ed ossa.

Aspetto certamente secondario ma che vogliamo ugualmente segnalare per una informazione più completa, la copertina non ci è piaciuta neanche un po’; graficamente il testo poteva essere più curato. Quanto al prezzo di queste lezioni di chitarra classica, è accessibile.

 

Pro

Autorevole: È certamente un corso autorevole visto l’autore che è da più parti stimato non solo come chitarrista ma anche come maestro.

Chiaro: Le lezioni di chitarra di Sagreras hanno il pregio di essere molto chiare; è una cosa fondamentale soprattutto quando si ha a che fare con i principianti.

Prezzo: Il costo proposto per questo metodo ci sembra decisamente abbordabile; l’investimento è trascurabile a nostro avviso.

 

Contro

Assenza di DVD o CD: Il testo prevede il solo cartaceo, mancano supporti audio e/o video che secondo noi sono sempre molto utili per meglio comprendere gli esercizi da svolgere.

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Lezioni di chitarra elettrica

 

Chitarra elettrica per negati

 

Si può imparare a suonare la chitarra elettrica con un pizzico d’ironia? A giudicare dal lavoro dell’autore Jon Chappell è possibile. Il testo, uno dei più venduti e accompagnato da un CD che si rivela molto utile, ha il fine di insegnare non solo la chitarra solista ma anche quella ritmica, spesso colpevolmente trascurata. Vi invitiamo a riflettere bene sull’importanza che la parte ritmica ha in un brano visto che ne costituisce la maggior parte.

Nel testo di queste lezioni di chitarra elettrica, inoltre, ci sono anche utili consigli sulla creazione degli effetti, sulla strumentazione e la loro manutenzione. Dobbiamo dire che il titolo scelto potrebbe trarre in inganno, noi non lo consigliamo a chi parte da zero, una opinione che pare piuttosto diffusa leggendo i commenti pubblicati online.

Il testo è piuttosto corposo, visto che supera di poco le 400 pagine e si fa apprezzare per la sua versatilità in quanto risponde tanto alle esigenze di chi predilige un sound più duro quanto ai chitarristi più melodici e ballad oriented.

 

Pro

CD in allegato: La presenza di un disco in allegato costituisce un valido supporto per meglio comprendere ed eseguire gli esercizi proposti.

Spazio alla chitarra ritmica: All’interno del metodo viene dato il giusto spazio alla chitarra ritmica che fin troppo spesso è sottovalutato dagli studenti. Se avete lacune da questo punto di vista, con questo titolo potete colmarle.

Versatile: È un metodo piuttosto versatile in quanto dà soddisfazione sia agli amanti delle sonorità più dure sia a quanti prediligono la melodia.

 

Contro

Titolo fuorviante: Qualcuno potrebbe essere tratto in inganno dal titolo perché lascia pensare si tratti di un metodo per principianti, invece, per meglio affrontare gli esercizi è meglio avere già un po’ di esperienza.

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Lezioni di chitarra per bambini

 

Suoniamo la chitarra. Metodo facile per piccoli chitarristi

 

L’amore per la musica è bene che vada coltivato fin da piccoli: i bimbi sono delle autentiche spugne, assorbono rapidamente gli insegnamenti. Bisogna dar sfogo al loro lato artistico, assecondarlo.

È chiaro che non bisogna forzare la mano ma se notate che il piccolo ha un certo interesse per la chitarra, serve un metodo adatto all’età dell’aspirante chitarrista: è il caso di queste lezioni di chitarra per bambini, che si propongono di insegnare a suonare giocando. È un testo semplice com’è giusto che sia: per affrontare le difficoltà tipiche della chitarra ci sarà tempo più avanti quando necessariamente bisognerà servirsi di un metodo più avanzato, sempre che la passione del piccolo sia rimasta.

Tutti i brani sono di facile esecuzione, il tutto è semplificato ulteriormente dal CD in allegato. Tutto è spiegato in modo chiaro ma l’aspetto più interessante, secondo noi, è l’uso di disegni da completare con i colori. Il testo è adatto per i bimbi di età compresa tra i 5 e gli 8 anni. Unico appunto, mancano dei brani più recenti, sicuramente più familiari ai bimbi di oggi.

 

Pro

Imparare divertendosi: Il metodo ha il pregio di consentire ai piccoli di imparare i rudimenti della chitarra, divertendosi. L’approccio ci sembra indovinato e funzionale allo scopo.

Disegni da colorare: Non solo il bimbo è spronato a scoprire le sue abilità musicali, ma è stimolato anche con dei disegni da colorare.

CD in allegato: Sicuramente positiva la presenza del disco in allegato; secondo noi è un ulteriore e fondamentale aiuto per il piccolo chitarrista.

 

Contro

Brani poco recenti: La selezione dei brani non è recentissima, in molti casi si tratta di canzoni che un bimbo di 5/8 anni non ha mai sentito prima in vita sua.

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Lezioni di chitarra moderna

 

Manuale di chitarra moderna – volume 1

 

Manuale molto interessante quello di Gerace. Mettiamo subito in chiaro che si tratta del primo di tre volumi complessivi dunque riteniamo l’acquisto inutile se poi non siete disposti a comprare i restanti due. Il nuovo manuale non è di quanto più economico ci sia anche perché va detto che non ci sono in allegato CD o DVD. Si tratta di un’assenza che si fa sentire soprattutto da chi non è seguito da un maestro.

Il lavoro è certamente ambizioso oltre che completo. L’opera si divide in tre parti più un’utile appendice. I temi fondamentali quali accordi, scale e tecnica meccanica sono affrontati in profondità e non è trascurata la parte ritmica.

Insomma, pur essendo solo il primo di un percorso che prevede tre volumi, queste lezioni di chitarra moderna ci sembrano molto complete. Lo sottolineiamo, va bene per i principianti ma è preferibile essere accompagnati da un maestro.

 

Pro

Temi ben trattati: Pur essendo solo il primo dei tre volumi, tutti i temi proposti nel manuale sono trattati in modo approfondito e con innegabile competenza.

Chitarra ritmica: È dedicato il giusto spazio anche alla chitarra ritmica con una serie di esercizi molto validi e di innegabile importanza per un chitarrista che vuole essere completo.

 

Contro

Assenza di CD o DVD: Il manuale non prevede in allegato un disco, di conseguenza non vi è alcun tipo di supporto nell’esecuzione degli esercizi.

Difficile se si è da soli: Un volume del genere, anche in virtù dell’assenza di supporti audio e video, richiede di essere seguiti da un maestro che possa dare le necessarie indicazioni e suggerimenti.

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Lezioni di chitarra per principianti

 

Chitarrista da zero! Metodo per principianti

 

È un metodo a difficoltà progressiva che ha tra i suoi pregi il fatto di essere abbastanza completo: tanto la parte solista quanto quella ritmica sono trattate ampiamente.

Spazio anche alla parte teorica: lo studente ha modo di imparare a leggere non solo la tablatura ma anche il pentagramma come ogni vero musicista sa fare. Interessante, poi, la parte dedicata alla conoscenza della strumentazione dunque non solo la chitarra ma anche gli amplificatori e gli effetti. Importante la presenza del DVD contenente l’esecuzione video degli esercizi.

Gli esercizi di queste lezioni di chitarra per principianti sono a difficoltà crescente e qualcuno si è lamentato delle spiegazioni poco chiare per quegli esercizi che presentano un livello di difficoltà maggiore. Forse l’autore ha dato per scontati che arrivato a quel punto del percorso didattico lo studente non ha più bisogno di tante spiegazioni, scelta che sentiamo di non condividere.

 

Pro

Completo: Il metodo in questione ci sembra essere abbastanza completo; il DVD è un valido aiuto nell’eseguire correttamente gli esercizi proposti.

Conoscenza della strumentazione: Non si parla solo di teoria e di esercizi: c’è anche una utilissima sezione dedicata alla conoscenza della strumentazione, cosa importante per un chitarrista.

Diteggiatura: La spiegazione della diteggiatura e della posizione delle mani, a nostro avviso, sono spiegate ottimamente.

 

Contro

Spiegazioni non sempre adeguate: Una lacuna evidenziata dagli utenti per questo manuale riguarda le spiegazioni poco curate nel caso degli esercizi più difficili.

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Lezioni di chitarra Cicolin

 

Chitarra: principianti! Corso di chitarra per principianti che partono da zero.

 

Claudio Cicolin è piuttosto famoso tra quanti navigano su YouTube in cerca di utili consigli per l’apprendimento della chitarra. Il maestro ha realizzato una serie di volumi che compongono il suo corso base. Noi vi presentiamo il primo costituito da 14 unit.

Il metodo si prefigge di accompagnare passo dopo passo l’allievo nell’apprendimento dei principi basilari dello strumento. Aspetto di sicuro interesse è che il cartaceo si integra con una serie di video lezioni tenute dallo stesso Claudio Cicolin. L’approccio del maestro è paziente e chiaro; torna più volte suo vari passaggi, in particolare quelli più difficili.

Grossi aspetti negativi non ne abbiamo trovati, certo completare il percorso con i 5 volumi potrebbe essere un po’ costoso per qualcuno ma è davvero l’unico appunto che possiamo muovere.

 

Pro

Linguaggio chiaro: Il metodo si caratterizza per la chiarezza del linguaggio con il quale sono spiegati gli esercizi: l’approccio è immediato, diretto.

Supporto video: Le lezioni si accompagnano a una serie video molto utili per una migliore comprensione del contenuto del volume.

Materiali: Il volume è realizzato con carta di buona qualità, la rilegatura è ben fatta quindi non c’è il pericolo di ritrovarsi con fogli volanti come accade con certi metodi realizzati al risparmio.

 

Contro

Costo: Di per sé quello del singolo volume non è così eccessivo ma per portare a termine il corso base bisogna comprarne ben cinque.

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Lezioni di chitarra acustica

 

Modern Acoustic Guitar

 

Ci sono due chiavi di lettura per questo metodo e a seconda del punto di vista si può restare soddisfatti o meno. Se volete tenere sotto mano tutte le tecniche (o quasi) e nozioni sulla chitarra moderna acustica può essere un titolo interessante. Se invece si è interessati a un lavoro che tratti gli argomenti approfonditamente, allora o cercate dell’altro o lo integrate con un altro corso. Non crediamo che questo lavoro faccia al caso di chi parte da zero e troviamo conferma anche nei DVD.

La presenza è certamente una cosa buona ma in tanti si sono lamentati del fatto che gli esercizi sono eseguiti a velocità normale, insomma, il desiderio da più parti espresso è che fossero ripetuti anche a velocità ridotta.

A parte ciò, è un insieme di lezioni di chitarra acustica che non stanca, visto che non ci annoia e ciò è sicuramente positivo.

 

Pro

Concentrato: Il metodo racchiude in poche pagine (un centinaio) una gran quantità di esempi di tecniche chitarristiche e nozioni varie.

DVD in allegato: Il metodo presenta ben due dischi per aiutare gli studenti a eseguire al meglio gli esercizi.

 

Contro

Poco approfondito: Le lamentele maggiori ruotano tutte intorno allo stesso punto: chi critica il metodo ritiene che ci sia troppa carne al fuoco con il risultato che si parla di tante cose ma senza approfondirne nessuna.

Velocità degli esercizi: Soprattutto chi è ancora alle prime armi lamenta il fatto che gli esercizi spiegati sui DVD sono eseguiti a velocità normale e questo complica le cose, sarebbe stato meglio proporre lo stesso esercizio anche a velocità ridotta.

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Lezioni di chitarra blues

 

Improvvisare il blues alla chitarra

 

In questo testo di John Wheatcroft è racchiusa la storia del blues sintetizzata in circa 200 pagine. L’autore propone un lavoro ricco su un imprescindibile genere musicale come il blues. È interessante l’idea di affrontare stili e artisti in successione cronologica così come la suddivisione per aree geografiche. Il primo degli undici capitoli che compongono il lavoro affronta il blues acustico tipico del Mississippi e dunque spazio alla pentatonica di Mi minore suonata con corde a vuoto e naturalmente al fingerstyle.

Dal Mississippi si vola alla Chicago degli anni ’20, altra tappa obbligatoria così com’è obbligatorio menzionare Muddy Waters. È qui che il blues si arricchisce di nuovi elementi, pensiamo all’armonica e al pianoforte ma soprattutto è dove comincia l’evoluzione della chitarra elettrica blues. Il terzo capitolo è un tributo ad altri due mostri sacri del genere come BB King e Albert King e si prosegue così fino Jeff Beck ed Eric Clapton e dunque alla scuola inglese dove l’uso della leva diventa importante.

Ma probabilmente il materiale è troppo per essere racchiuso in 200 pagine e infatti qualcuno si lamenta affermando che ci sono temi trattati superficialmente. Inoltre, il testo di queste lezioni di chitarra blues non è adatto ai principianti, secondo noi.

 

Pro

Una sorta di enciclopedia: È molto più di un metodo per chitarra; è qualcosa di assimilabile a una sorta di enciclopedia del blues con interessanti cenni storici.

Struttura: Il lavoro è ben strutturato secondo un filo logico che tiene conto dell’ordine cronologico dell’evoluzione del genere.

 

Contro

Troppo materiale: Il lavoro di Wheatcroft è molto ambizioso ma probabilmente andava suddiviso in almeno due volumi. In questo modo ci sono alcuni argomenti trattati in modo non approfonditi.

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Come scegliere una buona lezione di chitarra

 

Ci sono tantissimi metodi per chitarra venduti online, forse troppi e dunque orientarsi tra tante offerte può essere complicato. Ogni maestro, autore di un metodo, ha il suo particolare approccio e nella maggior parte dei casi sono tutti validi. Dunque, cosa può far prediligere il metodo X rispetto al metodo Y? Ad esempio il genere che si vuol suonare. A parte i corsi a carattere generale, a nostro avviso da tenere sempre in considerazione per il primo approccio allo strumento, ci sono corsi dedicati alla chitarra jazz, blues, heavy metal ecc.

A seconda del genere c’è una maggiore attenzione per determinate tecniche, anche se dobbiamo dire che spesso altre restano escluse. Tuttavia è chiaro che se volete imparare a fare il dive bomb non lo troverete spiegato su un corso di chitarra jazz bensì su uno per heavy metal.

 

 

Non abbiate fretta

Se non avete mai suonato prima d’ora e vi chiedete quale lezione di chitarra comprare, la risposta può essere una sola: un metodo per principianti. L’errore più grosso che può commettere un chitarrista o meglio, un aspirante tale, è avere fretta, bruciare le tappe. Lo studio della chitarra deve procedere per gradi, si deve iniziare dalle cose (relativamente) semplici. Un esercizio troppo complicato ha un effetto deleterio su chi non ha le basi necessarie per eseguirlo.

Apriamo una parentesi: un esercizio non solo va eseguito, va fatto bene; non basta arrivare fino all’ultima nota, conta come si arriva. Dicevamo degli effetti negativi di un esercizio troppo difficile per le capacità dello studente. Cosa accade di fronte a delle difficoltà che sembrano insormontabili? Succede che ci si scoraggia, ci si annoia e si rischia di abbandonare lo studio. Dunque il nostro consiglio è di comprare una delle migliori lezioni di chitarra del 2019 per principianti.

 

I corsi dedicati ai generi musicali

Dopo aver spiegato come scegliere una buona lezione di chitarra quando si deve cominciare il percorso di studi, vediamo qual è il passo successivo. Padroneggiate gli accordi principali, il barrè non è più un incubo e avete una buona infarinatura della teoria musicale. È arrivato il momento di specializzarsi. Qui entrano in gioco i corsi dedicati a specifici generi musicali e tecniche. Potete scegliere tra la migliore lezione di chitarra jazz, heavy metal, rock, blues e così via.

Se avete da poco abbandonato il corso per principianti, vi suggeriamo di prediligere quei metodi che, pur concentrati su uno specifico genere, presentino esercizi a difficoltà progressiva perché il discorso è sempre lo stesso: portare a termine un esercizio e farlo bene è gratificante ma se non si riesce a causa della difficoltà spropositata rispetto alle vostre attuali capacità, diventa frustrante.

Vogliamo darvi un altro consiglio. Se il vostro scopo è diventare bravissimi chitarristi e anche compositori, non limitatevi a studiare solo il metodo dedicato al genere che più vi piace. Cominciate con quello, divertitevi ma poi allargate i vostri orizzonti e bagaglio tecnico anche con generi distanti dalle vostre preferenze. In altre parole fate una comparazione tra i diversi approcci, a un chitarrista heavy metal, non fa male studiare anche su un corso di chitarra jazz.

 

 

Lezioni con supporto audio e video

Vogliamo essere sinceri, non c’è metodo che possa sostituirsi al prezioso lavoro di un maestro che vi segua, che corregga i vostri errori e sia prodigo di consigli. Questo è il modo migliore per imparare a suonare la chitarra. Purtroppo le lezioni di un maestro non hanno prezzi bassi, senza contare che non è semplice trovarne uno bravo e vicino casa. Comprare un metodo è il sistema più economico e pratico ma vi suggeriamo di cercare quelli più completi.

Cosa vogliamo dire? In allegato deve esserci almeno un supporto audio che faccia da punto riferimento per lo studente, anche se a nostro avviso la soluzione migliore è rappresentata dai DVD didattici grazie ai quali non solo si possono ascoltare gli esercizi ma vederli anche eseguiti.

 

 

 

Domande frequenti

 

Che cosa è un lick?

Un lick altro non è che una sequenza di note, una frase che insieme ad altri permette al chitarrista di crearsi il suo vocabolario. I lick possono essere suonati su una sequenza di accordi e tornano molto utili nelle improvvisazioni.

 

Che cos’è il bending?

Il bending è un effetto di glissando che ha come conseguenza l’alterazione della nota musicale di partenza; lo scopo è portarla a una nota d’arrivo più alta. L’intervallo tra la nota di partenza può essere compreso tra un semitono e due toni. Per eseguire il bending si suona una nota (mai a vuoto) per poi spingere la corda verso l’alto o il basso.

 

Che cos’è il tapping?

Il tapping prevede l’utilizzo di entrambe le mani sulla tastiera. Con la mano sinistra di eseguono i legati mentre con la destra si suonano delle note aggiuntive sulla tastiera: generalmente per fare ciò si usa il dito medio poiché pollice e indice tengono il plettro.

 

Che cosa sono l’hammer on e il pull off?

L’hammer on è quando con una sola plettrata si suonano due note ascendenti (di fatti è un legato). Il suono della seconda nota si ottiene semplicemente pigiando con forza il tasto, dunque la plettrata viene data solo sulla prima nota da suonare. Il pull off, invece, è il processo inverso. Si tratta di un legato discendente che si ottiene dando la plettrata per la prima nota per poi “strappare via” il dito e ottenere così una nota più bassa.

 

 

 

Come dare lezioni di chitarra

 

Dopo aver finalmente comprato la chitarra arriva il momento di suonarla. Ma come far se questo è in assoluto il vostro primo strumento? La scelta più ovvia se si vuole imparare a suonare seriamente lo strumento è di trovare un buon maestro. Tuttavia le lezioni costano e poi non è facile trovare un insegnante nelle vicinanze. L’alternativa è costituita dai metodi per chitarra e dunque, imparare a suonare da autodidatti.

 

 

L’accordatura

Senza uno strumento accordato non si va da nessuna parte e ogni chitarrista deve essere in grado di accordare il suo strumento. L’accordatura è fondamentale tanto per suonare le vostre canzoni preferite quanto eseguire gli esercizi. Per ottenere l’intonazione giusta delle corde bisogna girare le chiavi in un senso o nell’altro a seconda che la nota debba essere alzata o abbassata.

C’è più di un sistema per accordare lo strumento ma secondo noi quello più preciso veloce è utilizzando l’accordatore, un apparecchio che riconosce la frequenza della corda suonata e vi mostra la nota. Per esempio, il MI corrisponde alla E sull’accordatore dunque la corda va tesa o allentata fin quando non compare la E sul display.

 

Come eseguire gli esercizi

Sul vostro metodo trovate una serie di esercizi. Dovete seguirli secondo l’ordine proposto perché in generale hanno una difficoltà crescente e sono ordinati in modo tale che al completamente di ogni esercizio avete acquisito le conoscenze necessarie per eseguire il successivo correttamente.

 

Andateci piano

Mettete da parte la vostra voglia di spaccare il mondo. Gli esercizi vanno fatti bene, non velocemente. Poi per la velocità troverete degli altri esercizi dedicati a questo scopo ma quella viene in un secondo momento. Correre (a vuoto) sulla tastiera è controproducente: concentratevi sulla pulizia dell’esecuzione; andate piano.

 

 

Usate un metodo adatto alle vostre capacità

La scelta del metodo deve tenere conto del vostro grado di preparazione. In altre parole se siete principianti, studiare su un metodo per chi è a un livello avanzato, non vi trasformerà più velocemente in ottimi chitarristi. Un metodo avanzato presuppone che abbiate già determinate conoscenze e abbiate sviluppato una certa abilità tecnica. Di conseguenza gli esercizi saranno difficili per voi e finirete per non imparare nulla. Studiate su un metodo pensato per chi è agli inizi poiché troverete spiegate nel dettaglio cose fondamentali che vi serviranno per accedere a un livello superiore e più complesso.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Microfono – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

La voce è forse lo ‘strumento’ più affascinante della musica, d’altronde è l’unico che viene emesso unicamente dal nostro corpo. In molti credono che per cantare ci voglia talento, ma in realtà per raggiungere livelli alti ci vuole anche un minimo di conoscenza tecnica. Inoltre ormai sono tanti i generi musicali dove ci si può esprimere anche senza una voce da ‘usignolo’. In commercio ci sono anche tantissimi microfoni adibiti al karaoke, per bambini o per registrare. Leggete pure le nostre opinioni su quelli con il miglior rapporto qualità-prezzo sul mercato. Ad esempio possiamo subito consigliarvi il Samson Meteor Mic, un microfono a condensatore ideale per la voce, ma anche per amplificare la chitarra classica. Per tutti gli amanti del Karaoke invece proponiamo il kit LESHP S9-UHF con due microfoni.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Opinioni sui migliori microfoni

 

Prodotti raccomandati

 

Microfono a condensatore

 

Samson Meteor Mic

 

Tra i migliori microfoni del 2019 abbiamo inserito questo Samson Meteor MIC che merita attenzione per il suo design davvero elegante e la sua estrema versatilità. Si tratta di un microfono a condensatore cardioide, quindi si otterranno maggiori performance quando lo si usa in posizione frontale, dato che in questo modo sarà possibile ridurre i rientri. Collegandolo tramite USB a un laptop, PC o tablet sarà possibile registrare la voce utilizzando un programma di registrazione.

Funziona con diverse applicazioni, inoltre è ideale anche per registrazioni con chitarra classica ed acustica. Questo modello non si limita alla musica, infatti sarà possibile anche usarlo per dei podcast sul web, per aggiungere un voice-over a filmati, video recensioni o filmati aziendali. Viene consegnato in una comoda custodia dove poterlo riporrre per il trasporto o per tenerlo al sicuro dalla polvere.

Tra le offerte sul mercato questo prodotto si distingue per le sue caratteristiche davvero interessanti. Vediamo quali sono insieme all’unico difetto riportato secondo i pareri degli utenti che lo hanno provato.  

 

Pro

Versatile: Si potrà usare per registrare la performance vocali, la chitarra classica e quella acustica. La sua applicazione si estende anche al campo dei podcast, delle video recensioni e del voice over nei filmati.

USB: Grazie a questo cavo sarà possibile collegarlo facilmente a laptop, PC desktop, notebook e anche tablet se si usa l’apposito adattatore.

Custodia: In dotazione si troverà una comoda custodia per il trasporto, utile anche per tenere lontana la polvere.

Condensatore: Questa caratteristica rende il microfono più performante se utilizzato frontalmente.

 

Contro

Live: Visto il suo design e il tipo di collegamento è difficile che questo microfono possa essere utilizzato per dei concerti dal vivo.

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Microfono senza fili

 

LESHP S9-UHF

 

Siete in cerca di un paio di microfoni per animare un po’ la serata? Allora questo potrebbe essere il prodotto giusto per voi. Il kit di LESHP include un piccolo ricevitore con due microfoni funzionanti tramite connessione Bluetooth.

Dispone di una gamma di frequenza di 50 Hz – 18 KHz e di due antenne per aumentare la potenza, così sarà possibile usare i microfoni anche in ambienti molto ampi, fino a 30 metri. L’installazione e la configurazione del prodotto sono facilissime e potranno essere eseguite da chiunque seguendo quattro semplici passaggi.

I microfoni funzionano a batterie AA (non incluse) e potranno essere utilizzati senza utilizzare alcun filo. Per l’audio saranno necessarie delle casse o un amplificatore, mentre dal ricevitore sarà possibile regolare il volume e le frequenze. Una comparazione tra i vari prodotti simili ci ha convinti a inserire questo microfono nella nostra guida. Se non sapete dove acquistare il prodotto nuovo, cliccate pure sul link del negozio che trovate qui di seguito.

 

Pro

Karaoke: Questo kit è particolarmente adatto per organizzare divertenti serate di Karaoke con amici o parenti.

Bluetooth: I microfoni wireless non hanno bisogno di alcun filo per poter funzionare, ideale per potersi muovere più liberamente sul palco o nella stanza.

Portata: Con 30 metri di portata e 50 Hz di gamma di frequenza sarà possibile usare il kit in ambienti molto larghi senza alcun problema.

Equalizzatore: Sul ricevitore saranno presenti tutti i comandi per poter equalizzare i volumi della musica e della voce.

 

Contro

Connessione: A volte la connessione Bluetooth potrebbe lasciare un po’ a desiderare, specialmente sul volume in entrata. Bisogna comunque contare che non si tratta di un prodotto professionale.

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Microfono Bluetooth

 

Microfono Karaoke Bluetooth Wireless

 

Tra i modelli più venduti troviamo questo microfono Bluetooth per bambini dal design intelligente con cassa integrata. Con l’altoparlante infatti sarà possibile riprodurre brani musicali per permettere ai bambini di divertirsi e cantare tutti i loro brani preferiti. La particolare forma della cassa consente la suono di espandersi in maniera omogenea, in modo da dare l’illusione ai bambini di stare partecipando a un concerto.

Collegandolo ad uno smartphone o tablet sarà anche possibile usarlo per registrare, così si potranno salvare le performance canore dei piccoli, ma anche degli adulti che non si vergognano a divertirsi un po’ con la voce.

È disponibile in due colori diversi, così sarà possibile scegliere quello più adatto per fare un bel regalo. Nella confezione si troveranno un cavo USB per la ricarica del microfono, un cavo audio di 3,5 mm e il manuale d’istruzioni. Vediamo adesso quali sono i pregi e i difetti del prodotto nella nostra consueta tabella dei pro e contro.

 

Pro

Design: Il prodotto integra microfono e altoparlante Bluetooth grazie al quale è possibile riprodurre brani musicali per cantare.

Senza fili: Il microfono si potrà utilizzare senza alcun collegamento, così i bambini si potranno divertire a scorazzare per casa.

Colori: Si potrà scegliere tra due diverse tonalità: un rosa acceso e un nero graffiante.

 

Contro

Materiali: Si tratta pur sempre di un prodotto per bambini, quindi non ci si può aspettare che duri nel tempo.

Acquista su Amazon.it (€29.99)

 

 

 

Microfono per PC

 

Gyvazla 3.5mm Lavaier Microfono Condensatore Omnidirezionale

 

Se non sapete quale microfono comprare per registrare la voce su smartphone, notebook e tablet potreste provare questo modello di Gyvazla.

Si tratta di un piccolo microfono che si può facilmente applicare ai vestiti grazie all’easy clip integrato e permette di registrare con una qualità decisamente superiore a quella dei microfoni integrati degli auricolari. È particolarmente adatto per gli youtuber o per registrare idee per brani rap direttamente sul proprio smartphone. Nulla impedisce di usarlo per le telefonate in viva voce o per Skype, infatti grazie alla qualità del suono precisa sarà possibile conversare senza alcuna interferenza.

Per utilizzarlo basta collegarlo tramite il jack alla porta delle cuffie del dispositivo, facendolo passare dall’adattatore incluso nella confezione. Gli utenti hanno molto apprezzato anche la distanza di ricezione del prodotto che si attesta su dei buoni livelli. I prezzi bassi inoltre lo rendono un prodotto accessibile a tutti e ideale per chi è alle prime armi con le registrazioni della voce per video.

Vediamo adesso quali sono i pregi e i difetti del prodotto che potrete acquistare a prezzi bassi cliccando sul link del negozio qui di seguito.

 

Pro

Qualità-prezzo: Il costo conveniente del microfono lo rende accessibile a tutti i novelli youtuber e a chi è alle prime armi con la registrazione di voice-over per video o documentari.

Versatile: Si può utilizzare con dispositivi come smartphone, tablet, PC e laptop utilizzando l’adattatore incluso nella confezione.

Ricezione: Il microfono ha un buon raggio di ricezione, infatti si potrà utilizzare anche all’aperto o in spazi molto ampi ottenendo una registrazione precisa.

Telefonate: Nulla vieta di usare questo microfono anche per le chiamate telefoniche o per le videochiamate su Skype.

 

Contro

Materiali: La clip e il microfono non sono particolarmente resistenti, infatti si dovranno maneggiare con cura al fine di farli durare nel tempo.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Microfono giocattolo

 

Fisher-Price Microfono Baby Rock

 

Questo microfono giocattolo di Fisher-Price potrà intrattenere per ore i bambini e allo stesso tempo aiutarli a imparare la lingua italiana grazie a delle semplici canzoni con testi educativi su parti del corpo, alfabeto, colori, gli opposti e i numeri. Grazie a questo prodotto i bambini potranno memorizzare tantissime parole e divertirsi cantando simpatiche melodie, inoltre sarà possibile registrare la voce del piccolo e riprodurla con diversi effetti. Il design del microfono con colori sgargianti e disegni non mancherà di attrarre i piccoli, sorprendendoli con luci vivaci che andranno a ritmo di musica. Il prodotto funziona senza fili grazie a due pile AAA, incluse nella confezione.

Con un intuitivo selettore sarà possibile tra la modalità ‘canto’ e quella ‘registra e riproduci’, mentre premendo il tasto raffigurante un cagnolino si attiverà il microfono.

Concludiamo la nostra recensione con la consueta tabella dei pro e contro del prodotto, ricordandovi che è possibile acquistarlo online cliccando sul link sottostante.

 

Pro

Educativo: Questo giocattolo riproduce canzoni con testi educativi per i bambini più piccoli in modo che possano facilmente memorizzare tantissime parole.

Divertente: Si potrà registrare la voce e riprodurla con diversi effetti divertenti che non mancheranno di far felici i bambini.

Luci: Ogni volta che si attiva il microfono, questo si illuminerà dando inizio ad uno spettacolo di luci e colori.

Senza fili: Il giocattolo potrà funzionare grazie a due pile AAA incluse nella confezione, così il bambino potrà andarsene liberamente per casa senza l’ingombro di fili.

 

Contro

Giocattolo: Tenete conto che si tratta di un gioco per bambini e non di un vero e proprio microfono amplificato.

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Microfono direzionale

 

Rode VideoMicrofono Direzionale

 

Tra i prodotti venduti online abbiamo trovato anche questo ottimo microfono direzionale da applicare su fotocamere, videocamere, registratori audio e smartphone. Il modello si presenta con dimensioni compatte e peso leggero che arriva appena a 42 grammi. Nonostante questo, si rivela molto resistente grazie alla sua struttura in metallo e lega di alluminio che gli permette di resistere ad urti o cadute e di durare nel tempo.

Il suo scopo è quello di ridurre le interferenze nelle registrazioni prodotto dalle vibrazioni causate dai movimenti della camera o del cavo, ideale per fare riprese in movimento. Nella confezione si troverà tutto il necessario per l’utilizzo, compreso un filtro antivento che permette di fare riprese ‘on the road’ senza interferenze. Grazie al pratico mini jack sarà possibile collegarlo ai dispositivi e iniziare subito a registrare senza dover effettuare alcuna installazione.

Se siete convinti e volete andare sulla pagina del prodotto per acquistarlo, cliccate pure sul link sottostante. Altrimenti continuate la lettura dei pregi e difetti per farvi un’idea migliore.

 

Pro

On the road: Il microfono direzionale è stato progettato appositamente per essere utilizzato all’aperto e ridurre le interferenze create dalle vibrazioni della camera o del cavo.

Antivento: Nella confezione si troverà un pratico filtro antivento in pelo che permette di registrare l’audio delle riprese anche in luoghi molto ventosi.

Supporto: Il Rycote Lyre da applicare alle fotocamere e videocamere permette di proteggere il microfono dai rumori qualora venga maneggiato durante le riprese.

Materiali: La lega di alluminio gli conferisce una grande resistenza e durevolezza nel tempo.

 

Contro

Stabilità: Su alcuni dispositivi il supporto potrebbe non dimostrarsi particolarmente stabile.

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Microfono USB

 

RODE NT-USB Microfono a condensatore

 

Magari non è il più economico sulla piazza, ma questo microfono di Rode Microphones si fa perdonare per la sua alta qualità che i cantanti potranno davvero apprezzare. Progettato principalmente per le registrazioni in studio, permette al musicista di controllare il mix tra sorgente (PC o base musicale) e ripresa (la propria voce) tramite dei pratici comandi posti al lato. Il pattern polare cardioide favorisce la registrazione frontale, eliminando disturbi e rumori di sottofondo provenienti dai lati o dal retro.

Questo lo rende particolarmente ideale anche per registrare chitarre classiche e acustiche. Il prodotto è compatibile anche con iPad di Apple, quindi sarà possibile utilizzarlo con le diverse app di musica e di registrazione disponibili. Oltre alla musica, la sua applicazione si estende al voice-over e podcast.

Per un riassunto delle sue caratteristiche vi invitiamo a leggere la tabella sottostante, dopo la quale troverete il link del negozio online dove acquistarlo.

 

Pro

Pratico: Il prodotto si presenta con due manopole per il volume della sorgente e della ripresa, in modo da poterlo controllare direttamente dal microfono.

Monitor: Inserendo le cuffie nel microfono potrete subito ascoltare le vostre registrazioni senza dover passare dal PC.

Chitarra: Il pattern polare cardioide è perfetto per la registrazione di chitarra classica e elettrica.

Qualità: I materiali del prodotto e la qualità delle registrazioni sono di ottimo livello, con un suono caldo e cristallino.

 

Contro

Prezzo: Non è proprio un difetto del prodotto, ma diciamo che i principianti potrebbero optare per un modello meno costoso.

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Microfono professionale

 

Rode NTG3 Microfono direzionale a condensatore

 

Rode Microphones è una marca molto affidabile che si è fatta un nome producendo diversi microfoni per registrazioni di tutti i tipi. In questo caso vi presentiamo un ottimo microfono direzionale per riprese esterne ideale per professionisti o amatori in cerca di qualità per le loro riprese esterne. I materiali solidi lo rendono resistente a urti o cadute e promettono una lunga durata nel tempo.

Nonostante questo, il microfono si rivela molto leggero e quindi anche applicandolo sulla videocamera non risulterà troppo pesante. Uno dei suoi vantaggi principali è la resistenza agli agenti atmosferici e all’umidità. La qualità audio è superlativa, lo testimoniano i diversi utenti che lo hanno provato, rimanendo davvero soddisfatti dai risultati.

Segnaliamo però che si tratta di un microfono professionale, quindi richiede una certa abilità per poter essere utilizzato al meglio. Riassumiamo brevemente i suoi pregi e difetti qui di seguito.

 

Pro

Professionale: Estremamente performante sia nella qualità della registrazione sia nel bloccare i rumori esterni.

Outdoor: Il microfono è particolarmente indicato per i professionisti che sono soliti riprendere video outdoor in luoghi con condizioni climatiche poco favorevoli.

Resistente: I materiali di ottima qualità, la resistenza all’umidità e l’impermeabilità lo rendono un dispositivo quasi indistruttibile.

 

Contro

Non per tutti: Il prodotto è indicato per i professionisti o per i semi-professionisti che sanno come si maneggia un microfono simile. Gli amatori potrebbero voler cercare qualcosa di più semplice e soprattutto più economico.

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Microfono Shure

 

Shure SM58-LCE

 

Nella nostra guida non poteva certo mancare un microfono della famosa marca Shure che da anni fa la felicità di tutti i cantanti in studio e dal vivo. Ideale per tantissimi generi musicali, si distingue per la sua elevata qualità che permette di esprimere la voce al meglio in tutti gli stili.

Esprime un suono della voce molto naturale e calda, sia in esecuzioni dal vivo sia per le registrazioni in studio. Il pattern cardioide isola la voce frontale, eliminando così i vari rumori di sottofondo, mentre il sistema pneumatico blocca i rumori causati dal maneggiamento.

È perfetto sia da utilizzare con uno stand o da tenere in mano, inoltre i materiali solidi permettono al musicista di portarlo ovunque senza il timore di danneggiarlo. Il prezzo di vendita è molto conveniente specialmente se paragonato alla sua qualità. Consigliato senza remore a tutti i cantanti.

 

Pro

Musica: Shure è una garanzia per quanto riguarda i microfoni per cantanti, infatti questo modello non si smentisce proponendo una qualità di suono davvero impressionante.

Cardiode: Il microfono isola la voce frontale e impedisce ai rumori di sottofondo di creare disturbi durante le performance e le registrazioni.

Sistema pneumatico: Blocca i rumori causati dagli spostamenti o dal maneggiamento, rendendo il microfono perfetto anche per i front man più scalmanati sul palco.

 

Contro

Limitato: Difficile trovare un difetto nel microfono Shure, ma se proprio dobbiamo cercare il pelo nell’uovo, allora possiamo dire che non è esattamente il più versatile sulla piazza.

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Accessori

 

Cuffie con microfono

 

Beexcellent GM-1 Cuffie da gaming con microfono

 

Le cuffie con microfono per gamer prodotte da Beexcellent si presentano con un prezzo molto conveniente che potrà accontentare le esigenze di chi non dispone di un grande budget.

Uno dei vantaggi principali del prodotto sta nella sua elevata compatibilità, infatti lo si potrà utilizzare con tutte le console di gioco di ultima generazione, con smartphone, iPad e PC desktop o laptop.

Le cuffie sono molto comode e permettono di giocare sentendo con chiarezza tutti i suoni ambientali o quelli creati dai nemici, in modo da aumentare la propria competitività nei giochi online.

Il microfono pieghevole dispone di un sistema di cancellazione del rumore, così la propria voce risulterà più chiara nelle chat.

 

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Come scegliere un buon microfono

 

Il miglior microfono non è sempre quello più costoso o performante infatti, come tantissimi altri prodotti, ne esistono di diverse tipologie, per accontentare tutti gli utenti. Se cantate o volete iniziare a praticare vi servirà un buon microfono da collegare al mixer o che magari vada bene anche per PC in modo da poter ascoltare le vostre performance. Per quanto riguarda le registrazioni di voice-over o per i podcast su Youtube potrete orientarvi verso particolari modelli che si possono facilmente collegare al laptop, PC o al tablet tramite un cavo USB. Allo stesso modo troverete microfoni direzionali per videocamere e fotocamere. Vediamo qui di seguito quali sono le caratteristiche di cui tenere conto per sapere come scegliere un buon microfono.

Per la musica

Quando si pensa a un microfono si immaginano spesso le icone della musica moderna come Freddie Mercury, Bono Vox o la più recente Lady Gaga. La voce d’altronde è lo ‘strumento’ più apprezzato nella musica italiana dove si provano a scoprire nuovi talenti vocali tramite i concorsi televisivi. Se volete intraprendere una carriera da cantanti dovete tenere conto di diversi fattori prima dell’acquisto di un microfono. Prima di tutto dovete capire se vi serve un microfono wireless, ovvero senza fili, oppure ne cercate uno con il cavo.

Fondamentalmente i microfoni di più alta qualità per la musica vanno collegati al mixer tramite un cavo cannon, mentre quelli wireless hanno bisogno di una centralina. Per iniziare a praticare o per la sala prove consigliamo un microfono con fili, anche perché quelli wireless sono solitamente utilizzati dai musicisti su grandi palcoscenici.

Assicuratevi che il microfono abbia un pattern cardioidale in modo da non registrare o riprodurre rumori di fondo provenienti dai lati o dal retro. Per il resto non vi serve altro che la vostra voce e delle basi su cui cantare, o meglio un’intera band!

 

Divertimento

Ci sono tantissimi microfoni in circolazione adibiti alle serate di karaoke o al semplice divertimento. Solitamente questi sono venduti con dei kit che comprendono una centralina dalla quale è possibile regolare i volumi in entrata e in uscita. Se volete divertirvi e cantare dei duetti a delle feste, cercate dei kit con due microfoni. Non aspettatevi ovviamente la qualità espressa da quelli per cantanti, sia a livello di suono sia per i materiali.

Passiamo adesso al mondo dei bambini per i quali gli strumenti sono un modo sano, divertente ed istruttivo per crescere in allegria. I microfoni giocattolo pur non essendo dei veri e propri microfoni, consentono ai piccoli di cantare accompagnati da divertenti basi musicali con testi istruttivi che insegneranno loro tantissime parole. Per i più grandi esistono microfoni bluetooth con cassa integrata grazie alla quale è possibile riprodurre delle basi o dei brani musicali per cantarci sopra.

Per registrazioni e riprese

In un mondo dove Youtube, Twitch e il gaming sembrano regnare supremi non possono certo mancare i buoni microfoni grazie ai quali far sentire la propria voce in video, o magari cercare di comunicare le strategie ai compagni di squadra durante una partita online. Questi microfoni si possono collegare al PC o al laptop tramite un cavo USB e interagire automaticamente con i programmi di registrazione o con i video editor. Se amate i videogiochi vi conviene cercare un paio di cuffie con microfono integrato, in modo da poter sentire più accuratamente i suoni ambientali che possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Gli amanti delle riprese all’aperto o videomaker professionisti invece dovrebbero cercare un microfono direzionale da applicare alla telecamera o alla fotocamera. Questi modelli particolari permettono di registrare voce e suoni a lunghe distanze, bloccando il rumore prodotto dal vento e dal maneggiamento.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come attivare il microfono delle cuffie

L’attivazione del microfono delle cuffie per il gaming o per le chat Skype è abbastanza semplice. Basta andare nelle Impostazioni Audio di Windows e scegliere il dispositivo adibito alla registrazione. Una volta configurato il microfono dovrete ripetere la stessa operazione nelle impostazioni di Skype. Per i videogiochi invece anche se il microfono viene riconosciuto automaticamente, non è detto che si possa subito parlare in chat con gli altri giocatori.

Infatti i videogame solitamente richiedono la pressione di un tasto per poter parlare, fondamentalmente per una questione di ordine. Trovate nelle impostazioni del gioco qual’è il tasto assegnato per la chat, altrimenti selezionate l’opzione per lasciarlo attivo, ma abbiate sempre rispetto per gli altri giocatori nel server e cercate di fare meno rumore possibile.

 

Come collegare un microfono al PC

Collegare il microfono al computer è abbastanza semplice, sebbene il procedimento può cambiare a seconda del collegamento. Se ad esempio avete un microfono USB, allora vi basterà collegarlo ad una delle prese USB libere del PC. Il dispositivo dovrebbe avere il riconoscimento plug and play, quindi non ci sarà bisogno di alcun tipo di installazione. Dovrete solo testarlo e controllare che non ci siano problemi nella registrazione.

Nel caso invece vogliate collegare un microfono per cantare, allora dovrete procurarvi una buona scheda sonora esterna con collegamento jack per il microfono. L’audio passerà dal PC alla scheda sonora che lo manderà alle casse o alle cuffie a seconda della configurazione. Potete anche provare a usare gli auricolari come microfono del PC per brevi registrazioni. Collegatele nell’ingresso del microfono e provate a vedere se funzionano, magari configurandole tramite le impostazioni del sistema operativo.

 

Come aggiustare il microfono del cellulare

Se il microfono dello smartphone non funziona o magari non registra correttamente i vostri messaggi vocali probabilmente è semplicemente un po’ impolverato o sporco. Per rimuovere i residui potete utilizzare un cotton fioc, un panno morbido o una spazzola, prima però individuate dove si trova il microfono, magari aiutandovi con il manuale d’istruzioni.

Un sistema alternativo è riavviare il cellulare e provare a registrare un messaggio vocale, in modo da verificare che vada tutto bene. Per essere sicuri che il problema non dipenda dal sistema operativo, accertatevi di eseguire sempre gli aggiornamenti proposti dal sistema. Spesso è il software a generare problemi, per questo è sempre bene tenerlo aggiornato all’ultima versione.

 

Come togliere il fruscio del microfono.

Il fruscio del microfono spesso dipende dal microfono stesso e dalla sua qualità. Contate che i microfoni delle cuffie non sono mai indicati per le registrazioni, infatti il loro utilizzo dovrebbe essere limitato alle chat di gioco o alle chiamate via Skype. Per migliorare la qualità delle registrazioni è meglio acquistare un microfono USB con pattern cardiode che permette di eliminare i fastidiosi fruscii o rumori di fondo. In alternativa dovrete fare un po’ di editing con un programma di registrazione o direttamente su quello per i video.

 

Come attivare il microfono in Fortnite

Fortnite è il videogioco più famoso del momento, per questo sono in molti a voler provare a cimentarsi nelle sue modalità Battaglia Reale e Salva il mondo. Per usare il microfono durante il gioco dovete premere sul pulsante Lobby ed entrare nel menu principale al fine di accedere alle impostazioni di gioco. In questa sezione cliccate sull’altoparlante ed entrate nelle opzioni Audio, dove attivare o disattivare il Push to Talk (PTT). Consigliamo di tenere questa funzione attiva e di trovare il comando predefinito da tenere premuto per parlare. Potrete configurarlo sia sulla tastiera sia sul joypad.

 

 

 

Come utilizzare un microfono

 

Desiderate acquistare un microfono per cantare, ma non avete la più pallida idea di come farlo funzionare? Non preoccupatevi, possiamo darvi qualche utile dritta e spiegarvi come funziona un microfono, così potrete andare in sala prove preparati o fare qualche registrazione a casa senza troppi patemi d’animo. Ricordatevi sempre che la maggior parte del lavoro lo farà la vostra voce, quindi praticate sempre e non mollate!

 

 

Collegare il microfono al mixer

Se i chitarristi collegano la chitarra elettrica all’amplificatore e i batteristi montano tutte le loro percussioni e piatti, i cantanti non devono fare altro che portare un pratico microfono e corde vocali sane. Magari vi state chiedendo dove dovete collegare il microfono e soprattutto da dove esce il suono. Fondamentalmente la voce in sala prove o in un locale viene fatta passare dal microfono al mixer che provvederà a mandare il segnale alle casse. Con un modello a filo basterà collegare il cavo cannon al mixer e alzare il volume, ma senza esagerare.

Non tenetelo troppo vicino agli amplificatori o alle casse per evitare il fischio fastidioso, inoltre spegnetelo quando fermate la base musicale o la band si prende una pausa. Per registrare il procedimento è lo stesso, se avete un PC o un laptop però vi conviene cercare un buon adattatore cannon\jack.

 

Registrazione

La registrazione della voce non è così semplice come sembra e richiede alcune accortezze per poter ottenere risultati ottimali. Per registrare dei brani musicali completi di vari strumenti, la soluzione migliore è quella di affidarsi ad uno studio di registrazione attrezzato, con un tecnico del suono competente in grado di creare una produzione di qualità. Per le registrazioni amatoriali invece avrete bisogno di un buon PC o Mac e di un programma per registrare.

Per ottenere risultati migliori vi consigliamo di tenere fermo il microfono su uno stand. Se dovete cantare restate in piedi in modo da non chiudere il diaframma, mentre per i voice-over potete stare comodamente seduti. Tramite il programma controllate sempre che la voce non vada in ‘picco’ in modo da non causare distorsioni. Cercate di trovare in seguito un buon bilanciamento del volume tra la traccia voce e quelle audio.

 

 

Microfono per PC

Se volete avviare un vostro podcast o magari utilizzare il microfono per chat vocali al PC, allora vi serve un prodotto che si può collegare via bluetooth o via USB. Per configurarlo dovete entrare nel pannello di controllo di Windows e selezionarlo tra le varie periferiche di registrazione audio disponibili. Assicuratevi di testare il microfono, magari registrando rapidamente qualche parola o frase e vedere se va tutto bene.

Per quanto riguarda le partite online, molti giochi richiedono l’attivazione del microfono tramite un tasto per non far diventare troppo confuso il canale della chat. Potete anche usare un programma come Discord per entrare in delle chat dedicate ai vari giochi e parlare liberamente solo con i vostri compagni di squadra o amici spettatori.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Accordatore per chitarra – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Suonare uno strumento accordato è fondamentale, ancor di più se si suona insieme con altri musicisti. Immaginate la scena: una band dove ognuno ha lo strumento scordato; ne verrebbe fuori un suono orribile. Dunque, l’accordatura è la prima operazione da fare quando ci si appresta a suonare. A un musicista davvero esperto può bastare il suo orecchio per riconoscere le note. Quelli meno esperti, pur facendo riferimento al loro udito, hanno bisogno di un supporto, ovvero una nota di riferimento suonata da un altro strumento. Poi c’è il metodo più preciso di tutti, oltre che il più immediato, rappresentato dall’accordatore. Ed è proprio di questo strumento che vogliamo parlarvi nella nostra guida poiché è prezioso per tutti i musicisti, professionisti o dilettanti che siano. Vi diamo subito due consigli firmati TC Electronic: il Polytune clip e il Polytune 2. Il primo è un accordatore a clip mentre l’altro è a pedale; entrambi sono veloci e precisi, oltre che polifonici.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Opinioni sui migliori accordatori per chitarra

 

È davvero indispensabile un accordatore per un chitarrista? Diciamo che averlo è sempre meglio, anche se non è strettamente necessario. Quando non esisteva questo dispositivo, gli strumenti si accordavano lo stesso, anzi, intere orchestre si accordavano ma le nuove tecnologie servono per migliorare e facilitare la nostra vita (almeno così dovrebbe essere) dunque ben vengano i migliori accordatori per chitarra del 2019.

Non sapete come muovervi tra le tante offerte disponibili sul mercato? Vi aiutiamo noi proponendovi una serie di modelli per i quali vi invitiamo fare una comparazione. Se trovate l’accordatore che vi convince mettiamo a vostra disposizione un link che vi suggerisce dove acquistare a prezzi bassi l’articolo. Per agevolarvi la scelta abbiamo scritto una recensione per gli accordatori venduti online e organizzato il tutto secondo una classifica.  

 

Prodotti raccomandati

 

Accordatore per chitarra classica

 

TC Electronic Polytune clip

 

Se siete chitarristi esigenti crediamo che non resisterete alla tentazione di comprare questo accordatore per chitarra classica (e non solo) prodotto da TC Electronic. Si tratta di un nuovo modello a clip, dunque da fissare sulla paletta dello strumento, polifonico. Tale caratteristica vi consente di avere immediatamente sott’occhio l’accordatura della chitarra ma non di una sola corda bensì tutte quante. I punti di forza sono tanti, a cominciare dalla precisione e dalla velocità nel riconoscere la nota suonata.

La clip è realizzata in metallo, a differenza di tanti altri modelli che usano materiali di plastica. Perché è importante questo dettaglio? Perché una clip solida che si mantiene ben salda alla paletta significa maggior precisione nel captare le frequenze della corda che vibra. Le dimensioni sono compatte ma ciò non pregiudica il display che è sufficientemente grande. Il passaggio dal metodo polifonico e quello monofonico è semplicissimo: basta pizzicare la corda e l’accordatore cambia modalità.

Cosa invece potrebbe far desistere dall’acquisto? Sicuramente il prezzo che, seppur non proibitivo, è di gran lunga superiore ad altri accordatori a clip poi il fatto che non possa essere ruotato su se stesso.

 

Pro

Polifonico: Essendo un accordatore polifonico consente di avere sotto controllo contemporaneamente l’accordatura di tutte le corde.

Veloce e preciso: Nel rilevare le note emesse dalle corde l’accordatore ha dimostrato di essere rapido e molto accurato, con grande soddisfazione dei chitarristi.

 

Contro

Costo: Pur non avendo un prezzo inaccessibile, per comprarlo servono molti più soldi di quanti servirebbero per un comune accordatore a clip.

Movimenti limitati: Alcuni chitarristi hanno evidenziato l’impossibilità di far ruotare il display su se stesso, dunque, i movimenti sono un po’ limitati.

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Accordatore per chitarra elettrica

 

TC Electronic Polytune 2

 

TC Electronic ci regala sempre dei “giocattolini” interessanti come questo Polytune 2. Si tratta di un accordatore per chitarra elettrica  a pedale ma non uno qualsiasi: è polifonico. Dunque, sul display potete osservare, in contemporanea, l’accordatura di tutte le corde. Volete passare alla modalità mono? È molto semplice, vi basta pizzicare una corda. Veniamo a due degli elementi critici per un accordatore, che sono i tempi di risposta e soprattutto la precisione.

Noi siamo rimasti soddisfatti di entrambi. Per quanto riguarda l’alimentazione avete due possibilità: una batteria da 9 V oppure un alimentatore. Quest’ultimo non è incluso nella confezione e dunque va comprato separatamente.

Vi avvertiamo che costa un bel po’. Visto che siamo in argomento, il prezzo del Polytune 2 è alto, è una spesa che forse ha senso solo se suonate a certi livelli.

 

Pro

Polifonico: Permette di verificare l’accordatura tutte le corde in contemporanea e per passare alla funzionalità monofonica basta un piccolo gesto.

Affidabile: L’accordatore tra i suoi punti di forza ha la precisione e la velocità nel riconoscere le note suonate, doti che un professionista cerca sempre in un accordatore.

 

Contro

Costa tanto: Non è un accordatore da comprare a cuor leggero o almeno non lo è se siete dilettanti che non hanno precise esigenze. Il motivo? Il prezzo è elevato.

Alimentatore assente: Nonostante sia tra gli accordatori più cari in commercio, non trovate l’alimentatore nella confezione e indovinate un po’… costa parecchio.

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Accordatore per chitarra acustica

 

Mugig Accordatore da paletta per Chitarra

 

L’accordatore per chitarra acustica e classica Mugig è tra i più venduti. Si tratta di un modello a clip che ci ha impressionati favorevolmente. L’ampio e illuminato display consente la facile lettura in qualsiasi condizione di luce. Rumori ambientali e altri strumenti non costituiscono disturbo.

Il prezzo è irrisorio ma dobbiamo dire che la precisione non è massima, d’altra parte con i prodotti economici spesso è così.

Poco convincente anche la velocità che impiega per rilevare le note. I materiali sono modesti, in particolare l’attacco che non dà tanta fiducia sulla sua resistenza nel corso del tempo. Per un principiante un accordatore del genere può andare bene mentre lo riteniamo inadeguato ai professionisti a causa della precisione approssimativa cui abbiamo accennato un attimo fa.

 

Pro

Display: Di questo modello abbiamo apprezzato il suo display che, oltre ad avere dimensioni ampie e funzionali alla lettura, è anche ben illuminato.

Costo: È venduto a un prezzo che è praticamente alla portata di tutti, anche nel caso non dovesse soddisfare, l’investimento richiesto è tale da non causare eccessive arrabbiature.

 

Contro

Poco preciso: I chitarristi hanno notato una certa imprecisione dell’accordatore, pur se trascurabile per un chitarrista che suona a livello amatoriale.

Materiali: La qualità non è delle migliori e difficilmente avrebbe potuto esserlo visto il costo. Preoccupa la sensazione di fragilità che trasmette l’attacco.

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Accordatore per chitarra 12 corde

 

D’Addario PW-CT-12

 

Buone critiche le ha ricevute l’accordatore a clip d’Addario. Realizzato con materiali convincenti, a cominciare da quello per l’attacco, è preciso e abbastanza veloce nel riconoscere le note. Se vi serve un accordatore per chitarra a 12 corde, questo potrebbe fare al caso vostro. La piattaforma gira  a 360° e si adatta a qualsiasi tipo di paletta. Le sue performance sono buone sia con gli strumenti acustici sia con quelli elettrici.

Le dimensioni a dir poco discrete sono un pregio da non sottovalutare per chi ci tiene a tener nascosto l’accordatore. Infatti, se fissato sulla parte posteriore della paletta, difficilmente il pubblico lo noterà.

Pochi i difetti, tra questi forse c’è l’eccessiva sensibilità che ha causato qualche difficoltà a chi accorda mentre ci sono altri che stanno suonando. Il costo, rispetto alla media degli accordatori a clip è più elevato.

 

Pro

Preciso e veloce: L’accordatore D’Addario riconosce con precisione e celerità le note suonate. È, a nostro avviso, uno strumento molto affidabile.

Invisibile o quasi: Le sue dimensioni ridotte lo rendono invisibile o quasi agli occhi del pubblico, basta posizionarlo dietro la paletta e nessuno lo noterà.

 

Contro

Troppo sensibile: L’accordatore è fin troppo sensibile tanto è vero che, se qualcuno sta suonando altri strumenti intorno a voi, può complicarvi l’accordatura.

Costo: Rispetto alla media degli accordatori a clip, il D’Addario ha un prezzo superiore, anche se non proibitivo.

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Accordatore per chitarra Guitar Tuna

 

Guitar Tuna

 

L’uso dell’accordatore Guitar Tuna è sempre più di diffuso. Dopotutto siamo sommersi di applicazioni di tutti i tipi e naturalmente non potevano mancare quelle per i chitarristi. La comodità di avere un’app del genere sul proprio smartphone è innegabile. L’uso è molto semplice l’unica cosa da fare è consentire l’accesso dell’applicazione al microfono. La grafica è piuttosto essenziale ma va bene così.

Oltretutto sono presenti dei piccoli e semplici esercizi pensati per permettervi di imparare gli accordi base e ciò è molto utile per i meno esperti. C’è anche il metronomo. L’applicazione è scaricabile nella versione gratuita ma se vi interessano altri tipi di accordatura oltre quella standard, vanno pagati. L’applicazione è abbastanza veloce nel rilevare la nota ma non ci sembra essere precisissima.

 

Pro

Intuitiva: L’applicazione è intuitiva sia nella grafica sia nel funzionamento. L’accordatura non presenta difficoltà perché al chitarrista è ben indicato se allentare o tendere la corda.

Pratica: Guitar Tuna si fa apprezzare per la sua praticità: l’accordatore è sempre a portata di mano, basta avere con sé lo smartphone.

 

Contro

Incompleta: La versione gratuita non è completa; per accordature non standard bisogna comprare uno specifico pacchetto di aggiornamento.

Non precisissima: L’accordatura che si ottiene non è accuratissima, molto dipende anche dalla distanza cui si trova il microfono del telefono, oltre a elementi di disturbo come potrebbero essere dei rumori ambientali.

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Accordatore per chitarra elettronico

 

Korg GA-1

 

Il Korg GA-1 è un accordatore per chitarra elettrico affidabile che supporta le accordature speciali grazie alla funzione Quinta Flat Tuning. In pratica il Korg permette un’accordatura fino a cinque semitono sotto. Non è finita perché è adatto anche alle chitarre a sette corde. Il suo utilizzo è molto semplice e può essere impiegato, oltre che con chitarre e bassi elettrici (va inserito il jack nell’apposito ingresso), anche con gli strumenti acustici poiché è dotato di microfono.

Il design è un po’ retrò mentre il display non è retroilluminato e abbastanza anonimo graficamente. Il costo contenuto si spiega con l’utilizzo di materiali modesti. È preciso nel rilevare la nota suonata ma anche lento nel farlo.

 

Pro

Supporta le accordature speciali: Non tutti i chitarristi suonano secondo l’accordatura standard, per loro il Korg GA-1 sarà una piacevole sorpresa in quanto supporta quelle speciali fino a cinque semitono sotto.

Adatto per chitarra a 7 corde: Se siete in possesso di una chitarra a sette corde, con il Korg GA-1 potrete accordarla senza difficoltà in quanto supporta l’accordatura per questi strumenti.

 

Contro

Lento: L’accordatore non è esattamente un fulmine nel rilevare la nota fatta vibrare; ciò ha dato parecchio fastidio a chi l’ha comprato.

Display non illuminato: Lo schermo dell’accordatore non è così comodo da leggere, soprattutto in caso di buio poiché non è retroilluminato.

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Accordatore per chitarra a pedale

 

Tom’sline Engineering AT07

 

Un buon accordatore per chitarra a pedale è lo AT07. Lo vediamo molto bene per un uso dal vivo anche se questo non significa che sia un accordatore adatto ai professionisti. Ci ha sicuramente convinto il display che ha una buona illuminazione, bei colori ed è facilmente leggibile anche con scarsa luce. Non dubitiamo della sua precisione nel rilevare le note ma lo fa con calma nel senso che è un pizzico lento.

I materiali sono di buona qualità, peccato che possa funzionare soltanto con l’alimentatore, non è previsto l’uso di una batteria, possibilità che secondo noi sarebbe stata molto comoda. Le dimensioni piccole fanno sì che il pedale ben si integri all’interno di un set di effetti e controlli.

 

Pro

Display: Quello di questo accordatore ci è davvero piaciuto: buona la definizione, i colori sono vivaci ed è ben illuminato così da accordare agevolmente lo strumento anche al buio.

Preciso: A nostro parere si tratta di un accordatore molto accurato tanto è vero che riteniamo la sua precisione uno dei principali punti di forza.

 

Contro

Niente batterie: Il pedale, con nostro disappunto, può funzionare solo se collegato a un alimentatore, non è possibile il funzionamento a batteria.

Lento: Abbiamo notato un problema di latenza nel rilevare la nota che viene fatta vibrare. Sono problemi come questi che scontentano i professionisti.

Acquista su Amazon.it (€19.99)

 

 

 

Accordatore per chitarra Fender

 

Fender FT-1 Pro Clip-On Tuner

 

Non poteva mancare nella nostra classifica un accordatore per chitarra Fender, brand tra i leader del settore oltre che nome leggendario. Lo FT-1 è un modello a clip dunque va applicato sulla paletta dello strumento per percepire le vibrazioni delle corde suonate e mostrare la nota sul suo display ottimamente illuminato. È di piccole dimensioni, anche se non è quanto di più discreto ci sia in commercio. I materiali non ci sembrano un granché ma comunque l’attacco ci dà sufficienti garanzie di resistenza.

Nel rilevare la nota è veloce ma la precisione non è massima, anche se parliamo di margini d’errore trascurabili per i chitarristi meno pignoli. Il costo forse non rispecchia esattamente il valore materiale dell’accordatore, diciamo che potete trovare in giro accordatori di pari livello ma pagandoli qualche euro in meno.

 

Pro

Veloce: L’accordatore Fender è da apprezzare per la sua reattività: è rapido nel rilevare la nota suonata; una caratteristica messa in luce da parecchi clienti soddisfatti.

Illuminazione del display: Ci riteniamo molto soddisfatti per il display che è sufficientemente ampio ma soprattutto ben illuminato e leggibile.

 

Contro

Precisione: È stata notata una certa imprecisione, seppur minima. Probabilmente è un peccato veniale ma che dobbiamo comunque segnalare ai nostri lettori.

Prezzo: Non costa assai ma probabilmente più di quanto effettivamente vale. Riteniamo che per qualche euro in meno si possano comprare accordatori analoghi anche se di produttori meno blasonati.

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Come scegliere un buon accordatore per chitarra

 

Facilita la vita del chitarrista

Un accordatore dà dei vantaggi al musicista? Sicuramente sì e sono diversi i pareri concordi in merito. Ma probabilmente voi volete andare subito al sodo e sapere in cosa vi avvantaggia questo strumento. Il primo punto da mettere in risalto è che il miglior accordatore per chitarra riconosce un gran numero di frequenze. Ciò consente di usare diversi tipi di accordatura oltre a quella standard. Esempio, con un accordatore è più semplice accordare lo strumento in drop C ovvero con le corde a vuoto che corrispondono a questa serie di note: DO-SOL-DO-FA-LA-RE.

Ma un accordatore serve anche per avere la massima precisione dell’accordatura grazie a un supporto grafico che vi dice se aumentare o diminuire la tensione della corda per ottenere esattamente la nota che state cercando. Chiariamo una cosa in merito alla precisione, questa potrebbe essere poco attendibile in un accordatore economico ma si tratta di una imprecisione trascurabile, soprattutto quando non si è professionisti. Ad ogni modo tenete presente questo dettaglio quando vi chiedete come scegliere un buon accordatore per chitarra.

 

Tipi di accordatore

Ci sono più tipi di accordatore, sebbene facciano tutti lo stesso lavoro. A volte non c’è neanche bisogno di comprarli. Iniziamo proprio da questi. Esistono simpatiche app per smartphone che permettono di accordare lo strumento. Tuttavia il chitarrista deve necessariamente avere materialmente un dispositivo che gli consenta di accordare velocemente la sua chitarra. Ci sono gli accordatori Clip On Tuner, molto utili per gli strumenti acustici che si applicano sulla paletta: sono in grado di riconoscere la frequenza della corda e tradurla in nota. Ci sono, poi gli accordatori con ingresso per il jack della chitarra, utili per gli strumenti elettrici che possono essere accordati senza l’uso dell’amplificatore: sono piccoli, compatti e tascabili.

Da segnalare anche i modelli a pedale, utili da aggiungere al proprio set di effetti così da controllare l’accordatura immediatamente, con un semplice gesto. Infine segnaliamo l’accordatore polifonico che permette in un sol colpo di verificare l’intonazione di tutte le corde della chitarra. Se siete professionisti tenete in grande considerazione quest’ultimo quando riflettete su quale accordatore per chitarra comprare, anche se non è quanto di più economico si possa trovare in giro.

 

 

Display ben leggibile

In un accordatore non bisogna sottovalutare le caratteristiche del display perché ci mostra le informazioni circa l’accordatura. Soprattutto in un contesto live il display deve essere abbastanza ampio, luminoso, eventualmente con una scala cromatica ben distinguibile.

Altra caratteristica importante, è che deve essere comodo da azionare quando ci si esibisce dal vivo, sempre che non siate a un livello tale da permettervi il vostro tecnico personale che vi sostituisce la chitarra durante il live set e si preoccupa che tutto funzioni alla perfezione.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come accordare la chitarra con l’accordatore?

Indipendentemente dal tipo di accordatore, il procedimento per l’accordatura è sempre lo stesso. L’accordatore mostra la nota che viene suonata, ora bisogna vedere se questa è coerente con il tipo di accordatura che si intende utilizzare. Per esempio, se vogliamo l’accordatura della corda del MI e non ci sono aggiustamenti da fare, sul display compare la nota E. In caso contrario bisogna agire sulla chiave per tendere o allentare la corda.

 

Come funziona l’accordatore elettronico per chitarra

L’accordatore elettronico per chitarra è in grado di riconoscere la frequenza emessa dalla corda vibrante e la decodifica in nota. Come per tutti gli accordatori, utilizza la notazione anglosassone. Questo presenta un ingresso jack che consente di stabilire, mediante un cavo, un collegamento con la chitarra elettrica (può avere anche un microfono per l’accordatura degli strumenti acustici).

Se il cavo è di ottima fattura e soprattutto se integro, non ci sono elementi di disturbo che possano alterare l’accordatura.

 

Come accordare la chitarra classica senza accordatore

Innanzitutto, la chitarra può essere accordata con se stessa. Cosa vogliamo dire? Che la corda del MI grave venga usata come riferimento per l’accordatura delle restanti corde. Non importa che il MI non sia effettivamente tale. Chiaramente questo metodo va bene se suonate da soli. Se, invece, cercate un’accordatura più precisa potete servirvi di un diapason. Il più usato è quello in LA che ha una frequenza di 440 Hz. Altro metodo è avere uno strumento di riferimento, meglio se una tastiera.

 

Come riconoscere le note sull’accordatore

Quando si è agli inizi con uno strumento e si compra il primo accordatore c’è il rischio di restare spiazzati. Cerchiamo di accordare il MI ma hai voglia a girare la chiave in un senso o nell’altro: tutto ciò che mostra il display dell’accordatore sono delle lettere. Sarà difettoso? No. Il problema è che questo dispositivo utilizza la notazione anglosassone che è completamente diversa da quella che tutti abbiamo imparato a scuola durante le lezioni di musica; ve la mostriamo:  A (La) – B (Si) – C (Do) – D (Re) – E (Mi) – F (Fa) – G (Sol).

 

 

 

Come utilizzare l’accordatore

 

Vediamo come utilizzare al meglio l’accordatore a seconda del tipo. Non abbiate timore perché non è una cosa complicata anzi, qualunque accordatore userete vi semplificherà di gran lunga la vita, senza contare che vi farà risparmiare tempo.

 

 

Le note anglosassoni

Se avete deciso di servirvi di un accordatore, vi conviene iniziare a familiarizzare con la notazione anglosassone poiché è questa che viene impiegata al posto di quella che conosciamo fin da bambini. Dunque non aspettatevi di vedere sul display comparire un MI oppure un LA. Cosa ci appare allora? A (La) – B (Si) – C (Do) – D (Re) – E (Mi) – F (Fa) – G (Sol).

 

Accordatore a clip

Questo tipo di accordatore è particolarmente indicato per gli strumenti non amplificati. Alimentato da una batteria, viene fissato alla paletta dello strumento attraverso un attacco a clip in modo da rilevare le vibrazioni emesse dalla corda che vibra. Solitamente questi accordatori possono funzionare con più strumenti, ad esempio il basso oltre alla chitarra. Dunque, prima di accordare, impostate il tipo di strumento pigiando l’apposito pulsante. Ricordate che ai fini di un’accordatura perfetta, dovete selezionare correttamente lo strumento.

 

Accordatore con microfono

Utile sia per gli strumenti acustici che per quelli elettrici è l’accordatore con microfono. Non c’è la necessità di fissarlo sulla paletta dello strumento come invece accade per quello a clip; basta sistemarlo a breve distanza, suonare la corda e osservare il display.

 

Per la chitarra elettrica

A nostro avviso il miglior accordatore per una chitarra elettrica è quello dotato di ingresso jack poiché più affidabile dal punto di vista della precisione. L’utilizzo è molto semplice, basta collegarlo allo strumento mediante il jack che, attenzione, deve essere integro; meglio se di buona qualità. Un accordatore del genere può essere a pedale oppure no.

 

 

L’interpretazione dell’accordatore

Adesso vediamo come va interpretato un accordatore, come capire se la corda è accordata oppure no. Il seguente esempio dovrebbe chiarire tutti i dubbi. Suonate una corda a vuoto, ad esempio, il Mi grave. Se il display mostra una E vuol dire che è accordata ma attenzione, perché dovete osservare anche la grafica sottostante alla lettera (nella maggior parte dei modelli). Ad esempio, sotto alla lettera potrebbe esserci un pallino in mezzo a delle freccette, tacche o altri simboli. Se l’accordatura è perfetta, il pallino si cambierà colore, per esempio da rosso a verde.

Vediamo un altro caso. Dovete sempre accordare il MI ma invece della E, l’accordatore mostra un D. Questo significa che dovete tendere la corda fin quando non compare il simbolo E.