Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Loop station – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Oggi è molto più facile fare musica rispetto a qualche anno fa. La tecnologia, come nella maggior parte degli aspetti della nostra vita, ha agevolato i musicisti o aspiranti tali mettendo a disposizione una serie di strumenti che facilitano la creatività o più semplicemente l’esecuzione musicale. Chiaramente se non si è bravi e se non si studia non sarà certo una qualsiasi innovazione che vi “regalerà” il talento. Da questo discorso, chiaramente, teniamo fuori certi trucchetti da studio di registrazione. Ma non addentriamoci in certi territori perché oggi ci interessa parlare d’altro. Di cosa? Di un “aggeggino” che potrebbe tornarvi molto utile per creare la vostra musica, mettere insieme le idee che mano a mano si trasformeranno in una canzone. L’argomento del giorno è la loop station. Non sapete di cosa si tratta? Non preoccupatevi, avremo modo di spiegarlo più avanti. Se invece sapete già qualcosa sull’argomento e tutto ciò che vi interessa e sapere cosa ha da offrire il mercato degli strumenti musicali, vi rimandiamo subito a due articoli ma sappiate che la nostra selezione ne comprende ben altri quindi per avere un panorama più ampio meglio visionare tutte le loop station che abbiamo scelto. Dicevamo dei primi due modelli della nostra selezione, eccoli: Boss RC 300 pedal looper è una loop station stereo adatta a diversi strumenti. Restando all’interno dell’offerta dello stesso produttore abbiamo un modello da tavolo che consente di usare in simultanea cinque tracce stereo, la Boss RC 505 che farà felici soprattutto i beatboxer.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 8 migliori loop station – Classifica 2020

 

Se siete ancora indecisi su quale loopstation comprare, forse può aiutarvi la nostra classifica. Per ogni strumento trovate una recensione dettagliata all’interno della quale sono messe in luce le caratteristiche principali ma anche pregi e difetti che sono emersi anche grazie ai pareri di altri consumatori. Per chi volesse sapere dove acquistare a prezzi bassi gli articoli venduti online e da noi scelti, può cliccare sui link sottostanti, senza dimenticare di confrontare i prezzi.

 

 

1. Boss RC 300 Pedal Looper

 

Siamo rimasti molto colpiti dalla RC 300, il nuovo prodotto Boss ha dimostrato di essere una loop station molto potente e mette a disposizione dell’utente tre tracce stereo indipendenti. L’utilizzatore, così, è libero di creare, sovrapporre e modificare i loop. C’è la funzione autorecording che libera il musicista dalla preoccupazione di avviare la registrazione; questa, infatti, parte appena si comincia a suonare. A proposito, il tempo di registrazione è di 3 ore. 

Ma veniamo al comparto pedali cominciando da quello d’espressione che può essere assegnato ai vari parametri. Ci sono, poi, footswitch ampi, comodi da attivare anche per chi ha un piede grande mentre tre fader indipendenti assicurano il rapido controllo del volume delle tracce. A proposito, se c’è la necessità si possono collegare un ulteriore pedale di espressione e altri footswitch, dunque parliamo di uno strumento espandibile. 

Non mancano una serie di effetti quali flanger, transpose, effetti vocali, modulator e altri. Altra cosa che non manca sono i pattern ritmici in memoria e sui quali suonare. Collegando la RC300 si può salvare una copia di backup delle frasi suonate e trasferire i file WAV dal computer alla loop station. Ottimi i materiali e prezzo, come potete immaginare, alto.

 

Pro

Triplo loop stereo: A disposizione del musicista ci sono tre tracce stereo indipendenti per una grande libertà di creare, sovrapporre e modificare i loop.

Autorecording: Con questa funzione l’utente deve semplicemente cominciare a suonare il suo strumento affinché si avvii la registrazione.

Footswitch: Sono abbastanza ampi e distanziati da consentirne un utilizzo comodo anche a chi ha il piede grande; inoltre la loop station è espandibile con altri footswitch e con un pedale di espressione secondario.

 

Contro

Costo: Tante funzioni interessanti e una buona qualità costruttiva non possono avere un prezzo contenuto, perciò cominciate a mettere da parte un bel gruzzolo.

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2. Boss RC 505 Loop Station

 

I beatboxer leggeranno con molto interesse l’analisi del looper Boss RC 505 e naturalmente anche i cantanti troveranno pane per i loro denti con questo looper da tavolo. Cominciamo dalle tracce stereo che sono ben cinque e possono suonare simultaneamente. Per un agevole controllo manuale del loop i tasti per funzioni quali record – overdub –  play così come lo stop, sono indipendenti. 

Grazie ai cursori si può eseguire un rapido mixaggio dei livelli dei loop. Il suono può essere modificato durante l’esecuzione servendosi dei diversi effetti a disposizione. Potete personalizzare il controllo del loop in tempo reale. Gli ingressi sono presenti in buon numero così da aver modo di mixare da diverse sorgenti audio mentre create i loop. Segnaliamo l’ingresso per il microfono (XLR), quello da ¼ dove, per esempio, si può collegare la chitarra o altri strumenti e un minijack utile per collegare lo smartphone. 

Non manca l’ingresso USB per stabilire il collegamento con il computer. L’utilizzo della loop station, dobbiamo dirlo, non è così intuitivo, o almeno non lo è per i principianti, anche se visto il prezzo di vendita della RC 505, chi la compra dovrebbe avere già fatto un po’ di esperienza con strumenti simili. Da segnalare l’assenza dell’alimentatore.

 

Pro

Tracce stereo: A disposizione del musicista ci sono cinque tracce stereo che possono essere usate anche simultaneamente.

Comodo controllo: La loop station offre un controllo manuale con i tasti per le diverse funzioni indipendenti l’uno dall’altro.

Materiali: La qualità è di alto livello come si ci si aspetta da un prodotto top gamma di Boss: la loop station è solida e resistente.

 

Contro

Poco intuitiva: Non pensate di accendere la loop station ed essere pronti a usarla, o almeno non se siete a digiuno di esperienza pregressa, l’uso non è intuitivo.

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3. DigiTech JamMan Solo XT JMSXT

 

Nella nostra selezione non poteva mancare un brand come Digitech i cui prodotti sono tra i più venduti e le permettono di contendere a Boss la leadership del settore. Ma cosa abbiamo qui? Un pedale solido, secondo noi adatto soprattutto ai chitarristi che presenta funzioni quali auto record (la registrazione si avvia nel momento in cui si inizia a suonare), auto quantize e i BPM, ovviamente regolabili. 

Interessante la possibilità di collegare insieme più JamMan XT al fine di realizzare un sistema multiloop di alto livello. Chiaramente ciò comporta un esborso economico non da poco, anche perché il pedale DigiTech, ve lo assicuriamo, non costa poco.. L’utente può memorizzare fino a 35 minuti di loop stereo ma aggiungendo una mIcroSD, il tempo di memorizzazione arriva fino a 16 ore. 

Collegando il pedale al computer si possono sfruttare le potenzialità del JamManager Loop Librarian che consente di organizzare ed archiviare i loop. L’alimentatore è incluso. C’è almeno all’inizio qualche difficoltà a capire come utilizzare il pedale anche perché mancano le istruzioni in italiano.

 

Pro

Funzioni: Racchiuse in un pedale piccolo, compatto, ci sono tante funzioni interessanti che permettono di espandere la creatività del musicista.

Multiloop: Il pedale può essere collegato ad altri identici, ciò dà modo di realizzare un sistema di prim’ordine.

Telaio: La qualità dei prodotti DigiTech si vede anche nei materiali usati per costruirli e il pedale in questione appare davvero solidissimo.

 

Contro

Istruzioni: Già di per sé l’uso del pedale non è immediato per i neofiti, a ciò va segnalata l’assenza di un manuale d’istruzioni in italiano che di certo non facilita le cose.

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4. Boss RC 30 Loop Station 

 

Due tracce indipendenti e tre ore massime di registrazione per la Boss RC 30. L’utente può realizzare e sovrapporre loop su più livelli. Ogni traccia può essere controllata con i cursori e i tasti di selezione. L’immancabile funzione autorecording fa avviare la registrazione nell’istante esatto in cui si comincia a suonare. 

La RC 30 è compatibile con tanti strumenti, naturalmente a cominciare dalla chitarra ma anche basso, tastiera e voce, tra gli altri. Ci sono una serie di effetti interessanti come il bend down che serve per l’alterazione delle note oppure lo step phaser che cambia la fase a passi incrementali e la lista potrebbe continuare. La RC 30 non trascura i cantanti, infatti c’è un ingresso XLR per microfono e per chi volesse usare quello a condensazione non c’è problema poiché è completa di alimentazione phantom.  

Non molti i ritmi a disposizione, sono soltanto dieci, tra questi citiamo rock, blues, pop e funk. La porta USB consente il collegamento al computer e caricare da quest’ultimo i file WAV. Quanto alla facilità di utilizzo, chi non ha mai usato uno strumento del genere prima, potrebbe avere qualche difficoltà almeno per i primi tempi.

 

Pro

Compatibilità: Può essere usata con strumenti anche molto diversi tra loro, si va dalla chitarra alla tastiera passando anche per la voce.

Loop sovrapponibili: Trattandosi di un dispositivo a due tracce l’utente ha modo di sovrapporre i loop su più livelli, oltretutto può registrare fino a tre ore di materiale.

 

Contro

Ritmi: Dobbiamo dire che non c’è una grande varietà di ritmi disponibili, ce ne sono soltanto dieci e questo potrebbe rappresentare un limite.

Uso: Non è esattamente uno strumento user friendly; chi è alla prima esperienza con un articolo del genere avrà delle difficoltà a comprenderne bene il funzionamento.

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5. Ammoon AP-09 Mini Loop Chitarra Elettrica Semplice Effetto a Pedale

 

Abbiamo pensato di proporre un pedale per i principianti, dunque è bene mettere le mani in avanti e avvertire di non alzare troppo l’asticella delle aspettative. La particolarità dello AP-09 sta sicuramente nelle sue dimensioni; è davvero piccolo e questo semplifica il trasporto. 

Per darvi un’idea delle misure, possiamo dire che sta nel palmo della mano, ciò però non deve preoccupare chi magari ha il piede grande perché l’attivazione del pedale è comunque agevole. È possibile registrare per un tempo massimo di 10 minuti. 

Segnaliamo che il suono del loop a tratti risulta confuso ma, come detto in apertura, si tratta di uno strumento non professionale e venduto a un prezzo parecchio abbordabile. L’uso è molto semplice e la qualità dei materiali buona, insomma, il pedale è bello solido.

 

Pro

Costo: Come prezzo è uno dei looper più economici che si possano trovare in giro, se il vostro budget è piccolo, lo AP-09 è da tenere in considerazione.

Pratico: Le sue dimensioni molto contenute ne fanno un pedale pratico, facilissimo da trasportare, pensate, sta nel palmo della mano.

Materiali: È un pedale solido, costruito con materiali che conferiscono resistenza, anche a qualche urto di troppo.

 

Contro

Loop confuso: Capita in alcuni frangenti che il loop sia confuso per non dire inascoltabile. Problemi come questi vanno tenuti in grande considerazione.

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6. Nux Loop Core effetto per chitarra elettrica memoria per 99 utenti

 

Un looper interessante che non costa neanche tanto è quello proposto da Nux. Il loop core è uno stompbox che riteniamo adatto soprattutto per chi suona la chitarra. Compatto e resistente, ci riteniamo molto soddisfatti dei materiali che lo compongono. Può registrare in stereo o mono fino a 6 ore. Varia la sezione dei ritmi con 40 opzioni tra cui scegliere. 

È una loop station che fa sicuramente al caso di chi suona a livello amatoriale ma che ha comunque già acquisito una buona esperienza. Ad ogni modo il prezzo lo rende accessibile a tutti o quasi e si ha la certezza di portare a casa uno strumento affidabile che garantisce il divertimento. 

Non c’è l’alimentatore ma, pur essendo certamente una mancanza da giudicare negativamente, va detto che questa è la prassi per gli stompbox. Bisogna prendersi un po’ di tempo per capire bene come usare il looper e l’assenza di un manuale in italiano non fa che dilatare i tempi di apprendimento delle funzioni.

 

Pro

Costo: Non ve lo regalano, questo è certo, tuttavia possiamo dirci contenti del rapporto qualità/prezzo, inoltre il vosto, anche se non dei più bassi, è comunque accessibile.

Materiali: Il pedale si è fatto apprezzare per la sua solidità e dunque, qualità costruttiva. Pigiate pure senza timore, non si romperà.

 

Contro

Istruzioni: Chiaramente avrete bisogno di un certo periodo di apprendimento per capire bene il funzionamento della loop station, l’assenza di un manuale in italiano non aiuta chi non parla inglese.

Alimentatore: Anche se generalmente gli stompbox sono veduti privi di alimentatore, segnaliamo ugualmente tra gli aspetti negativi la mancanza di questo.

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7. Boss RC-1BK Loop Station Looper Effects Pedal

 

Il pedale RC 1 è il looper entry level del catalogo Boss, infatti è il più economico di tutta la serie da quando il marchio di proprietà Roland ha cominciato a commercializzare i looper (2001 per gli amanti della precisione). Tra i punti di forza dello stompbox come non porre l’accento sulla semplicità d’uso. Del resto Boss ha puntato molto su questo aspetto con l’intento di dare un prodotto che fosse entry level non solo per il prezzo ma anche per dar modo a chi non ha esperienza con strumenti del genere di cominciare immediatamente a divertirsi. 

Costa poco… ma non sarà un giocattolo? È qui il bello perché il rapporto qualità/prezzo è buono e il pedale ha la classica solidità di tutti gli stompbox marchiati Boss. Naturalmente funziona anche a batteria ma diciamo che la consuma rapidamente. Meglio l’alimentatore che non è incluso nella confezione. Tale assenza è stata l’unica lamentela mossa dai clienti, la facciamo nostra e ve la segnaliamo. 

Molto utile il loop indicator che mostra lo stato del pedale, ad esempio se è in modalità di registrazione, overdub o play; inoltre dà indicazioni sulla lunghezza del loop o per dirla in modo più specifico, ad ogni giro delle lucette corrisponde un loop.

 

Pro

User friendly: È un pedale molto semplice da usare, pensato proprio per chi è alla sua prima esperienza con un looper.

Materiali: Da questo punto di vista Boss si conferma una garanzia: lo stompbox è molto solido, pesante, insomma si capisce subito che non è un giocattolo.

Loop indicator: Innegabile l’utilità del loop indicator che mostra in modo univoco lo stato del pedale; inoltre dà anche indicazioni sulla lunghezza del loop.

 

Contro

Alimentatore: Potete usare il pedale con una batteria da 9 V ma si consuma rapidamente, meglio un alimentatore che però va comprato a parte.

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8. Donner Looper Effetto a Pedale per Chitarra e Basso

 

Per chi ha appena iniziato a mettere insieme a sua strumentazione ed è incuriosito dal looper ma non è intenzionato a spendere troppo denaro, il Donner è da prendere in considerazione. Sia chiaro che parliamo di un pedale per dilettanti, utile a familiarizzare con i loop e dare sfogo alla propria creatività, magari nel chiuso della propria stanza. 

Il pregio assoluto è certamente il prezzo, è tra i modelli meno costosi che si possano trovare in giro, nonostante questo lo stompbox si presenta molto resistente, insomma il case è solido. È mono, dunque non fa al caso di quanti hanno bisogno di un looper stereo. 

È molto semplice da usare e questo è sicuramente un aspetto a favore del principiante. La durata della registrazione arriva fino a 10 minuti.

 

Pro

 

Costo: A nostro avviso il vero e più evidente punto di forza del pedale Donner è il suo costo, basta davvero una manciata di euro per comprarlo.

Materiali: Proprio alla luce di un costo contenuto sono ancor più da apprezzare i materiali per la loro qualità: il pedale è solido e resistente.

Facile: Non sapete come usare un looper? Allora questo pedale fa proprio per voi perché non presenta particolari difficoltà nell’uso.

 

Contro

Mono: È uno stompbox mono, di conseguenza l’acquisto è da escludere per quanti hanno bisogno di una loop station stereo.

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Come scegliere una buona loop station

 

Sono tante le offerte che vi attendono, noi abbiamo preso in considerazione quelle che più di altre ci hanno convinto a cominciare da quelle della migliore marca. Visto che sul mercato c’è  così tanta “carne al fuoco” abbiamo fatto una comparazione tra le migliori loop station del 2020 al fine di restringere il campo. 

Naturalmente tra i criteri che ci hanno portato alla scelta definitiva abbiamo anche pensato a chi non dispone di un grosso budget dunque non mancherà qualche strumento più economico che magari può fare al caso dei principianti che giustamente non se la sentono di investire grosse somme.

Pedale singolo o pedaliera

Come scegliere una buona loop station? Beh forse prima bisognerebbe chiarirsi le idee se per le proprie esigenze è più adatto un pedale singolo o magari qualcosa di più complesso come un looper multitraccia. Molto spesso, diciamo pure sempre, una buona pedaliera multieffetto comprende anche la funzione loop. 

Diciamo che sono tutte buone soluzioni soprattutto se per la maggior parte del tempo suonate a casa, perché se invece frequentate gli studi di registrazione lì trovate una infinità di soluzioni che fanno passare la scelta della migliore loop station in secondo piano. Dicevamo, pedale singolo o pedaliera? Si tratta della solita questione delle preferenze di ciascuno. Ci sono musicisti che aborrono l’uso di un multieffetto, per loro è molto meglio collegare singoli pedali in serie e costruire in questo modo la componente effettistica a misura. 

Altri, invece, ritengono sia molto più comodo una pedaliera compatta senza dover collegare cavi su cavi. Oltretutto questa soluzione è anche più economica rispetto all’acquisto di un singolo pedale per ogni effetto o funzione.

 

Per tutti gli strumenti

C’è un altro punto importante da chiarire. C’è chi pensa che la loop station serva solo per la chitarra. Non è assolutamente così. Qualsiasi strumento può essere mandato in loop, anche la voce. Ma come, la voce è uno strumento? Esattamente, la voce va considerata a tutti gli effetti uno strumento. Come si studia la chitarra, si studia anche canto.

Loopstation da desktop

Fino ad ora abbiamo parlato di pedaliere ma uno strumento del genere serve principalmente a chi ha la necessità di tenere le mani libere, o meglio, impegnarle in altro. Per queste persone l’unica soluzione è servirsi dei piedi. Tuttavia esistono anche le loopstation da tavolo o per usare un termine più appropriato, loopstation desktop; queste sono molto usate, ad esempio, dai DJ. 

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona una loop station?

Una loop station o looper registra e riproduce continuamente una frase musicale di breve durata. Per avviare la registrazione si preme il pulsante rec e stop per fermarla. Dopodiché si schiaccia start per far partire la frase registrata. A seconda del modello possono esserci uno o più pulsanti.

 

Come si collega una loop station?

Il collegamento base prevede l’inserimento del jack, per esempio della chitarra, nell’ingresso. Un secondo cavo, invece, va collegato all’output del looper e terminare nell’amplificatore o altro diffusore dell’audio.

 

Quanto costa una loop station?

I costi sono piuttosto vari, si va dai circa 35 euro per un modello entry level ai 400/500 euro per loop station di livello superiore.

 

Che cos’è la funzione autorecording?

Molte loopstation hanno la funzione autorecording. In pratica la registrazione si avvia nell’esatto momento in cui si comincia a suonare.

 

Esistono solo loop station a pedale?

In effetti no, ci sono anche loopstation da tavolo adatte a DJ e beatboxer e più in generale per tutti quelli che possono usare le mani perché non impegnate a reggere uno strumento.

 

 

 

Come utilizzare una loop station

 

Tra le “diavolerie” a disposizione dei musicisti c’è la loop station altrimenti detta looper. Si tratta di una componente che torna utile tanto in studio (o nella vostra camera poiché tutti grossomodo cominciano così) che dal vivo. A cosa serve? Come suggerisce il nome la sua funzione è di mandare un loop un segnale audio o nel nostro caso specifico, una frase musicale. Ma esattamente, cos’è un loop? È una sezione nella quale un suono è riprodotto ripetutamente. 

Scegliere il looper

La prima cosa da fare è scegliere il looper più adatto. Si va dai pedali singoli a quelli multipli, questi ultimi, chiaramente, hanno più funzioni ma sono anche molto più costosi. Per cominciare la scelta migliore è sicuramente quella di uno stompbox. A prezzi accessibili se ne trovano di buoni marchi e diciamo che anche un dilettante assoluto può azzardarsi all’acquisto di un singolo pedale e avere un buono strumento.

 

Il collegamento

Vediamo adesso come stabilire un collegamento. Prendiamo un caso semplice. Vi servono due cavi con jack. Il primo cavo va inserito nello strumento, per esempio la chitarra e nell’input che trovate ben evidenziato. Ad ogni modo lo trovate alla destra del looper. A sinistra c’è l’uscita. Qui va inserito l’altro cavo che poi, a sua volta, va inserito nell’ingresso del vostro amplificatore.

Batteria o alimentatore

Nel caso dei singoli pedali avete anche anche la possibilità di alimentarli con batteria 9V, il nostro consiglio è comunque quello di prediligere sempre l’alimentatore, anche quando questo non è compreso con il looper poiché la batteria ha scarsa autonomia ed è una soluzione scomoda nella maggior parte dei casi e assolutamente da escludere nel caso di esibizioni live. 

Se prendete la saggia decisione di usare un alimentatore, dovreste comprare quello suggerito dal produttore poiché in caso di guasti, il vostro diritto di garanzia potrebbe non essere riconosciuto. Ciò detto, la loop station funzionerà con qualsiasi alimentatore ma naturalmente va rispettato il voltaggio per evitare danni anche seri.

 

Se avvertite fruscii o un suono disturbato

Potrebbe capitare che si verifichino fruscii o altri tipi di disturbo del suono. Prima di pensare che il looper sia guasto controllato che la batteria, se in uso, sia sufficientemente carica. Verificate l’integrità dei cavi, magari muoveteli per vedere se si presentano disturbi. Controllate anche il cavo dell’alimentatore.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Principale vantaggio

La risposta dei controller è ottima, così come la qualità audio, infatti il mixer è dotato dei mic preamp D-Pre che solitamente sono in dotazioni di modelli di fascia superiore.

 

Principale svantaggio

Nulla di davvero grave, ma segnaliamo comunque l’impossibilità di fornire l’energia al mixer mediante un alimentatore a corrente ma solo mediante il computer stesso oppure con delle batterie.

 

Verdetto 9.7/10

È un dispositivo pensato principalmente per chi si dedica a realizzare video tutorial su YouTube o magari dei podcast. Inoltre è costruito con materiali di buona qualità.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Per YouTuber

Oggigiorno gli YouTuber spuntano fuori come funghi. Dopotutto l’idea di lauti guadagni è allettante ma non crediate che sia così semplice, anzi, è tutto molto complicato. Fatto sta che aziende come Yamaha hanno fiutato subito l’affare, non nel senso che hanno aperto un canale YouTube al loro CEO che dalla sommità della sua poltrona in pelle umana si cimenta in tutorial di vario genere. 

No, l’affare fiutato sono il crescente numero di aspiranti YouTuber in giro per il mondo in cerca di buona attrezzatura, possibilmente non troppo costosa ma fondamentale a realizzare video di buona qualità audiovisiva. La risposta della multinazionale giapponese è lo AG03. 

Di cosa si tratta? Di un piccolo mixer (ecco i migliori modelli) in grado di trasformare il computer una stazione radio o video. I contenuti online vengono riprodotti con un suono ad alta risoluzione e ciò indipendentemente che stiate usando piattaforme per il live streaming come, ad esempio YouTube Live o Ustream, oppure per la produzione di podcast e video on demand.

Loopback

L’apporto dato dallo AG03 alle vostre produzioni audio e video è evidente fin da subito. Ci sono funzioni interessanti come Loopback che consente trasmissioni live da varie sorgenti audio in contemporanea con musica in background dal computer. 

Un altro punto di forza, secondo noi, sono i mic preamp. Qui Yamaha deve essere stata colta da un momento di generosità e infatti ha dotato il mixer di mic preamp D-Pre che sono noti per la loro grande qualità e presenti su consolle di registrazione top gamma. 

Questi mic preamp catturano qualsiasi sfumatura audio, anche la più sottile con un grande vantaggio per performance strumentali e/o canore. Non ci dilunghiamo troppo sulle connessioni perché qui c’è comprensibilmente poca roba. Abbiamo un imput con alimentazione phantom e una uscita per le cuffie.

 

Controller

Veniamo ai controlli presenti sul mixer. La situazione è snella nel senso che ci sono due potenziometri per il volume e un fader da 60 mm, il tutto all’insegna di un controllo semplice e veloce. Avete bisogno di aggiungere un pizzico di riverbero alla vostra trasmissione radio? Basta un tocco, quello dello 1-Touch effect. 

Se invece volete un suono chiaro e centrato, allora premete 1-Touch Comp/EQ. La compatibilità con gli iPad di seconda generazione è oro prezioso. Andiamo a vedere i materiali. Qui troviamo un bal chassis in solido metallo. Il trasporto, poi, è di quanto più semplice ci sia in quanto si tratta di un mixer compatto ma soprattutto parecchio leggero nonostante la grande resistenza cui abbiamo fatto cenno un attimo fa. 

A disposizione c’è anche il famoso software musicale Cubase Al per produrre la vostra musica. Concludiamo con l’alimentazione: questa può avvenire via USB oppure tramite batterie mentre non si può usare un comune cavo e, volendo essere parecchio pignoli, lo segnaliamo come punto a sfavore.

 

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Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Principale vantaggio

Non passano inosservate le dimensioni della consolle, mediamente più grande rispetto a modelli entry level di altri produttori. Da ciò ne traggono sicuro vantaggio le jog, molto simili a quelle professionali per misura, risposta e materiali.

 

Principale svantaggio

La consolle non costa poco ma non sarebbe neanche un grosso problema se l’utente non fosse costretto a pagare l’upgrade per passare dalla versione light a quella completa del programma in dotazione.

 

Verdetto 9.8/10

I principianti in cerca di una consolle entry level, ma con prestazioni di livello superiore troveranno pane per i loro denti nella DDJ-SB3. Certo, serve un budget mediamente più alto ma la differenza rispetto ad altri dispositivi per dilettanti si vede, si sente e si tocca.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALE

 

Buona consolle per principianti

I principianti più esigenti dovrebbero guardare con interesse alla DDJ-SB3 di Pioneer, una consolle con mixer (ecco la lista dei migliori prodotti) molto ambita da chi sogna di diventare DJ. Sappiamo che la somma necessaria all’acquisto non è di lieve entità o almeno non lo è rispetto ad altre consolle entry level. Tuttavia chi conosce Pioneer, e sappiamo che siete in tanti visto il successo a livello mondiale del marchio che, oltretutto, è presente sul mercato da tantissimi decenni, sa che i suoi prodotti non li fa pagare poco. 

Ma cosa troviamo in questo modello? Beh, cominciamo dalle due jog che fin dal primo tocco vi daranno prova della loro fluidità, tocco che serve anche  saggiare fin da subito la qualità dei materiali come dimostra la superficie in alluminio. Ad ogni modo non fatevi distrarre troppo dalle jog perché c’è ancora altro da scoprire come tutti quei controller utili ad interagire con il software. 

Quale? Quando aprirete la confezione al suo interno troverete il Serato DJ Intro, versione light del Serato DJ. Ok, iniziate a essere sospettosi, è comprensibile. In effetti ci sono delle limitazioni risolvibili facendo l’upgrade alla versione completa; upgrade che naturalmente vi costerà qualcosa.

Sezione mixer sufficiente

Le dimensioni della consolle sono importanti e questo dà un look professionale che fa gola a tanti. Chiaramente da tanto spazio ne hanno tratto giovamento le due jog di cui abbiamo ampiamente discusso in precedenza. Ciò che non abbiamo detto, invece, è la loro somiglianza con i jog della DDJ SR, consolle sempre Pioneer ma di fascia superiore. A completare la sezione deck ci sono otto pad di gomma, il pitch finder e una serie di effetti. 

Veniamo alla parte relativa al mixer. Ci verrebbe da dire che non è all’altezza del resto della consolle ma non vorremmo che ciò suonasse com una bocciatura. Tuttavia è qui che emerge il carattere entry level. Ad ogni modo i due fader del volume sono precisi e il crossfader non dispiace.

 

Connettività scarsa

Come gran parte delle consolle entry level anche la DDJ-SB3 è avara di connessioni. Per non lasciarvi nel dubbio, vi elenchiamo cosa trovate. Abbiamo una uscita stereo RCA, una porta USB e qui la cosa naturalmente non si sorprende trattandosi di una consolle pensata per l’interazione con il computer, un ingresso mic con tanto di potenziometro per il volume e naturalmente l’uscita per le cuffie che senza un DJ è nudo.

Sicuramente vi preme sapere qualcosa sulla scheda audio. Vi tranquillizziamo subito, è di buona fattura, sempre per essere montata su un apparecchio entry level e si accoppia bene con il Serato DJ Intro. Soddisfazione massima per i materiali, qui Pioneer marca con decisione il territorio confermandosi leader anche delle consolle per principianti.

 

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Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Principale vantaggio

Il mixer ha dimostrato di avere un buon rapporto qualità/prezzo. A costi così contenuti sorprende la qualità del suono. Otto ingressi, poi, non sono pochi per un mixer di questa fascia.

 

Principale svantaggio

L’assenza di una porta USB non è passata inosservata né a noi tanto meno ad altri utenti che ne avrebbero preferito la presenza. Manca anche qualche effetto per la voce.

 

Verdetto 9.7/10

È un interessante mixer entry level che torna utile sia in un home studio sia in piccoli contesti live, magari per un concerto voce e chitarra.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Ottimo per esibizioni in piccolissimi live club

Behringer è uno di quei brand operanti nel campo degli strumenti musicali e accessori per DJ, fonici, ecc che spesso e volentieri regala belle sorprese. Magari dai più snob è ritenuto un produttore secondario, fatto sta che se si cercano degli effetti per la chitarra o, come nel nostro caso specifico, un mixer ma non si ha l’intenzione di spendere troppo, è sempre Behringer il primo nome che viene in mente. 

Infatti noi abbiamo pensato proprio a questa azienda quando si è trattato di scegliere un mixer (ecco i migliori modelli) entry level e che costasse poco. Lo Xenyx 802 ha buona parte dei requisiti necessari a soddisfare le esigenze di chi magari vuole fare un po’ di pratica come DJ o con tutte le altre attività che richiedono l’uso di un mixer. 

Pensiamo per esempio a una esibizione musicale live in un piccolo club, di quei posti intimi dove la gente si trova al ridosso del palco per una serata voce e chitarra. Ecco in un simile contesto lo Xenyx 802 è perfetto con i suoi otto ingressi (due per il microfono), l’equalizzatore a tre bande e le dimensioni compatte.

Manca la porta USB

Il mixer costa poco, pertanto è facile immaginare che sa un modello abbastanza basico, insomma, con pochi fronzoli come si dice in questo caso. Tuttavia ci chiediamo se una porta USB per collegare eventualmente il mixer al computer e qualche effetto per la voce possano effettivamente essere classificati come “fronzoli”. La risposta che ci siamo dati è un bel “no”. Ecco perché guardiamo con un atteggiamento negativo alle suddette assenze, soprattutto per quanto riguarda la porta USB che al giorno d’oggi non dovrebbe mancare mai.

 

Buoni i preamp del microfono

Il mixer ha dei buoni preamplificatori per il microfono; il range dinamico è di 130 dB con l’ampiezza di banda che va da 10 Hz a 200 kHz. Vogliamo aggiungere anche qualcosa sugli equalizzatori. Questi sono ispirati ai classici British EQ che hanno letteralmente fatto la storia del rock inglese tra gli anni ‘60 e ‘70. 

I vantaggi di questo mixer si vedono anche nella qualità dei materiali (è molto solido), nelle sue dimensioni compatte e nel poco peso. Queste ultime due caratteristiche lasciano intuire quanto sia semplice portarsi dietro il mixer anche viaggiano a piedi o magari con i mezzi pubblici. Insomma, è molto pratico. 

 

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Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Supporto per Chitarra – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni 

 

La chitarra, che magnifico strumento! Elettrica, acustica, folk, classica, a disposizione c’è una gran varietà di suoni che permettono di esprimersi, Esatto, perché la chitarra è uno strumento d’espressione oltre che musicale. Ovvio, non tutti ci riescono, molti si fermano alla mera esecuzione di brani altrui, altri invece hanno un tocco talmente personale che si riconoscono anche ascoltandoli semplicemente, magari suonando il pezzo di un altro. Prendiamo come esempio un musicista che non sa neanche lui con quanta gente ha suonato: Carlos Santana. Se c’è un suo assolo di chitarra su un pezzo, lo si capisce al volo. Ma non siamo qui per parlare di chitarristi bensì di un accessorio che torna molto utile a quanti possiedono una o più di questi strumenti, ovvero, il miglior supporto per chitarra. Tra i modelli selezionati vi suggeriamo in particolare questi due: l’Hercules GSP39WB che assicura una buona distanza tra muro e strumento e il Neewer – Universale che secondo noi va benissimo sia per chitarra classica che elettrica.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior supporto per chitarra?

 

Siete pronti per i nostri suggerimenti su quale supporto faccia maggiormente al caso vostro? Qui di seguito entriamo nello specifico del prodotto in modo da poter perfezionare un acquisto che vi soddisfi completamente.

Dove collocarlo

Ma come scegliere un buon supporto per chitarra? Beh, innanzitutto bisogna decidere se sia più conveniente uno a muro o magari uno da pavimento. I modelli a parete hanno un vantaggio da non sottovalutare, visto che permettono di recuperare spazio. Non temete, una volta fissati al muro orizzontale non c’è rischio che la chitarra possa cadere, accertatevi solo di usare buone viti e tasselli.

Ad ogni modo le chitarre non pesano tanto e oltretutto sono un bel complemento d’arredo, anche se probabilmente vostra moglie la penserà diversamente. Ciò nonostante disporre anche (dunque non solo) di un supporto a pavimento può tornare molto comodo: immaginate che state suonando e per una qualsiasi ragione siate costretti a posare la chitarra, tenendo il supporto vicino non avrete problemi.

 

Sul palco o a casa

Probabilmente non avete ancora deciso quale supporto per chitarra comprare, proviamo noi ad aiutarvi a giungere alla risposta. Generalmente chi si esibisce su un palco, anche a livello amatoriale, ha l’esigenza di disporre di almeno due chitarre, vuoi per timore che si spezzi una corda, vuoi perché ha bisogno di uno strumento con diversa accordatura o per una questione di suoni differenti.

Insomma, le ragioni possono essere tante. In un contesto live, chiaramente, dobbiamo escludere i supporti a muro. Ad un prezzo ragionevole si può prendere un supporto multiplo che permette di adagiare chitarre e bassi. Generalmente c’è lo spazio per almeno quattro strumenti ma se c’è la necessità, ce ne sono anche di più grandi. Questi supporti sono molto leggeri e pieghevoli, dunque il loro trasporto non è un problema.

Per prodotti del genere sul mercato ci sono diverse offerte interessanti come potrete vedere a breve dai nostri consigli d’acquisto.

Che sia stabile

Quale deve essere secondo voi una delle principali caratteristiche per un supporto? Che sia affidabile e stabile. Per i modelli da pavimento accertatevi sempre che abbiano la necessaria stabilità. La base deve appoggiare bene a terra. Attenzione perché non è una cosa scontata, i modelli più economici possono piegarsi in seguito a un colpo e perdere la necessaria stabilità.

Fate una comparazione tra diversi modelli e accertatevi di scegliere sempre quello più solido, per saperne di più leggete con attenzione ogni recensione vi capiti sotto mano. In questo caso affidarsi alla migliore marca del settore è una garanzia.

 

I 5 Migliori Supporti per Chitarra – Classifica 2020

 

Nello stilare la classifica dei migliori supporti per chitarra del 2020, abbiamo tenuto in conto di una serie di elementi come il rapporto qualità/prezzo, le opinioni pubblicate in rete che sono sempre una preziosa fonte di informazioni ma siamo anche andati a cercare i supporti più venduti online perché se tanta gente decide di affidarsi a un articolo un buon motivo ci sarà. Ora tocca a voi: leggete le nostre analisi e confrontate i prezzi.

 

 

1. Hercules GSP39WB Supporto a Parete per Chitarra

 

Principale vantaggio:

Il supporto ha un sistema di bloccaggio della chitarra apprezzato da tutti, in pratica due piccole staffe si abbassano automaticamente appena si appoggia la chitarra, evitando il minimo movimento.

 

Principale svantaggio:

Piccolo, anzi, piccolissimo difetto che non riguarda strettamente il supporto bensì le viti e i tasselli in dotazione. Secondo alcuni non sono della migliore qualità e per stare più tranquilli, è preferibile sostituirli con qualcosa di meglio.

 

Verdetto 9.9/10

La nostra valutazione per il supporto Hercules non può che essere positiva. Secondo noi il prodotto è ottimo e affidabile: appendeteci la vostra chitarra senza timore.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Solido

Un chitarrista non affida la sua chitarra a chiunque o a qualsiasi cosa. Noi siamo certi che il supporto Hercules sia in grado di conquistare la completa fiducia anche del musicista più premuroso, di quelli che la sera rimboccano pure le coperte allo strumento, tanto per intenderci.

Perché tale convinzione? Perchè è un supporto solido e con tutte le protezioni necessarie a evitare anche il minimo graffio alla chitarra; basta guardare alle zone morbide che avvolgono letteralmente lo spazio tra la paletta e il manico.

I materiali, a  nostro avviso, sono più che ottimi e il sistema di bloccaggio è semplicemente eccezionale. Pensate; nel momento in cui si appoggia la chitarra, due piccole staffe si sollevano per abbassarsi solo quando si afferra la chitarra con un piccolo movimento verso l’alto. In questo modo è più probabile crolli la parete piuttosto che si sganci lo strumento.

Adatto anche per chitarre classiche e acustiche

Capita che questo tipo di supporti non assicuri la distanza necessaria dalla parete e dunque lo strumento può accidentalmente venire a contatto con la superficie. Chiaramente un contatto del genere può dare origine a uno o più graffi. Ma il problema è anche maggiore per chi al muro vuole mettere una chitarra classica o acustica in quanto la cassa armonica rende quasi inevitabile il contatto con il muro.

Inevitabile se non avete il supporto Hercules che offre una buona distanza dalla parete, sufficiente ad evitare il tanto temuto contatto, anche per strumenti con cassa armonica. Chiaramente in questo caso specifico è comunque richiesta un po’ di attenzione in più quando si mette e toglie lo strumento ma queste sono raccomandazioni superflue per un chitarrista che ama la sua “bimba”.

 

Tasselli poco convincenti

Trovare punti deboli in questo supporto per chitarra è impresa ardua ma c’è chi si è messo d’impegno per trovare il classico pelo nell’uovo. E state pur certo che se un chitarrista si mette d’impegno, il difetto, per quanto piccolo e trascurabile, lo trova sempre.

Cosa c’è che non va a detta di diversi utenti? I tasselli e le viti. Eccesso di prudenza? È probabile ma è nostro dovere riportare le critiche avanzate. Sebbene il supporto sia solido, anzi, solidissimo, non convincono viti e tasselli in dotazione.

Questi sono considerati di qualità inadeguata al resto dell’articolo e poco sicuri. Dunque, se volete dormire sonni tranquilli senza il timore di essere risvegliati da un preoccupante rumore, andate dalla vostra ferramenta di fiducia e fatevi dare le migliori viti e tasselli disponibili. I meno ansiosi, invece, possono tranquillamente fare affidamento sulle viti in dotazione.

 

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2. Neewer Stativo Supporto Universale per Chitarra Elettronica

 

È un supporto per chitarra da pavimento per un solo strumento. Si adatta sia alla chitarra (ma anche basso) elettrica sia a quella classica. Ha le dimensioni giuste per le due tipologie e un design davvero niente male.

L’apertura e la chiusura sono molto semplici ma non è regolabile. Tuttavia questo non dovrebbe essere un problema significativo perché, da quanto abbiamo avuto modo di capire dai commenti in rete, non si registrano problemi di incompatibilità con questo o quel modello di chitarra.

Ciò che invece non ha completamente convinto sono i materiali. Facendo fede ad alcuni commenti apparsi in rete, la struttura è piuttosto leggera e qualche colpo potrebbe anche deformare il telaio e compromettere, anche se di poco, la stabilità.

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3. RockJam RJGS01 Supporto per Chitarra

 

Il RockJam RJGS01, secondo noi, è tra i migliori supporti in termini di rapporto qualità/prezzo. Se cercate qualcosa di davvero economico, perché non avete voglia o possibilità di spendere molto per un prodotto di questo tipo, non possiamo fare altro che consigliarvelo. Oltretutto, sempre basandoci su alcune testimonianze che abbiamo avuto modo di leggere in rete, è adatto sia alle chitarre elettriche sia a quelle classiche.

La struttura è piuttosto leggera e i materiali non sono quanto di meglio si possa trovare in giro, ma c’era da aspettarselo visto il prezzo. Chiaramente un professionista si affiderebbe ad altro ma se si vuol spendere poco, non attendete oltre e compratelo, chiudendo un occhio su ciò che non convince appieno ma comunque non abbastanza per pregiudicarne la funzionalità.

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4. König & Meyer 16280 Guitars Holders

 

König & Meyer propone un supporto per chitarra a muro. È un oggetto abbastanza economico, lo si capisce dai materiali piuttosto ordinari ma comunque in linea con il prezzo dell’accessorio. Che dire, una volta montato la chitarra sta su e non lascia intendere che lo strumento possa cadere, anzi.

Probabilmente la distanza che intercorre tra muro è strumento non è sufficiente per una chitarra classica mentre quella elettrica non dovrebbe toccare il muro.

La cosa che più ha contrariato i clienti che hanno comprato questo modello è l’assenza delle viti e dei tasselli necessari per montare il supporto alla parete. Oltretutto, da quanto abbiamo avuto modo di capire dai commenti online il tipo di viti necessarie non sono neanche di facile reperibilità.

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5. Mugig Supporto Ukulele, Forma X Anti-Scivoloso, in Legno

 

Particolare, così possiamo descrivere il supporto Mugig, a cui aggiungiamo anche originale ed elegante. È certamente un bell’oggetto da vedere che funge, volendo, anche da complemento d’arredo. È pensato per le chitarre classiche, almeno per come la vediamo noi. Il montaggio è semplice, visto che si tratta di incastrare due pezzi.

Il prezzo potrebbe sorprendere ma poi, osservando più da vicino i materiali, si spiega tutto. La qualità del legno è modesta, i gommini antiscivolo, come testimoniato da qualcuno, rischiano di staccarsi dopo qualche mese. Secondo noi un oggetto del genere avrebbe meritato ben altra qualità in termini di materiali, anche se questo avrebbe comportato un aumento del prezzo ma crediamo che chi desidera un oggetto con tale estetica non se ne sarebbe fatto un grosso problema.

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Hercules GSP39WB Supporto a Parete per Chitarra

 

Hercules ha realizzato un supporto niente male. È costruito con buoni materiali ed è anche gradevole alla vista. Dà garanzie di solidità e affidabilità ma la cosa che più ci ha convinto è la distanza che intercorre tra la chitarra e la parete. Questa è tale da impedire anche il minimo contatto tra lo strumento e il muro in modo tale da prevenire qualsiasi rischio di graffio.

La distanza, inoltre, è ideale anche per chi ha una chitarra classica o acustica, notoriamente più ingombranti di uno strumento elettrico.

Il fissaggio è assicurati da tre viti con relativi tasselli compresi nella confezione. Sono di qualità sufficiente dunque, contrariamente a quanto accade per supporti più economici, non è necessario che vi rechiate dal ferramenta per comprarne di migliori. Dobbiamo dire che come supporto è un po’ caro dunque se si ha più di una chitarra da sistemare al muro, la spesa potrebbe salire vertiginosamente.

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Come utilizzare un supporto per chitarra

 

Pensavate che comprata la chitarra, non vi sarebbe servito null’altro? Sbagliato, ma non è colpa vostra. I meno esperti ben presto si accorgono di dover far fronte ad altre esigenze, una serie di accessori che è sempre comodo e utile possedere.

Per esempio, quando non suonate, fosse anche solo per interrompere un attimo per fare altro. Vi sarà sicuramente capitato che, mentre siete nel bel mezzo di un assolo con il pubblico che vi osanna… sentite suonare il campanello. Purtroppo stavate sognando a occhi aperti, ai chitarristi capita; dunque, cosa fate? Dovete appoggiare da qualche parte la chitarra e avere nelle vicinanze un supporto vi risolve il problema.

 

 

 

Due possibili scelte

Quando vi accingete a scegliere il supporto, fondamentalmente avete due scelte: c’è l’opzione da pavimento e quella da parete. Entrambi reggono la chitarra ma si tratta comunque di soluzioni diverse.

 

Il supporto da parete

Il supporto da parete è una soluzione salvaspazio perché vi permette di sfruttare il muro: appendete la vostra chitarra e l’afferrate quando vi serve.

L’installazione è semplice, a patto che sappiate usare un trapano. Un consiglio, verificate bene la qualità dei tasselli e delle viti che trovate nella confezione, spesso, nel caso di supporti economici, sono di scarsa qualità ma tutto si risolve comprando qualcosa di più adatto dalla vostra ferramenta di fiducia. Accertatevi che ci sia abbastanza spazio tra la parete e lo strumento, se volete sentirvi più sicuri, potete comprare del velcro o gommini adesivi da attaccare al muro in quei punti dove pensate possano esservi maggior possibilità di contatto.

 

Il supporto da pavimento

Il supporto da pavimento non richiede alcun tipo di installazione, si apre, si chiude e si può posizionare praticamente ovunque, visto che lo si può mettere anche in un angolino della stanza.

È certamente utile per sistemare la chitarra quando non in uso ma anche nel caso si debba interrompere per qualsiasi motivo la pratica; basta averlo a portata di cavo e non avrete bisogno di scollegare la chitarra, il che comporta spegnere l’amplificatore. In questo caso sarà sufficiente abbassare il solo volume dello strumento per evitare che le corde, vibrando accidentalmente, producano un suono.

Questo, chiaramente è il caso di una chitarra elettrica o comunque amplificata mentre per gli strumenti classici o acustici la questione non si pone.

 

 

Supporto multiplo

C’è chi non si accontenta di una sola chitarra, vuoi per una mera questione di collezione, vuoi perché piace avere a disposizione strumenti in grado di regalare suoni diversi da sfruttare in base alle esigenze.

Oltretutto chi va in tour o più semplicemente si esibisce dal vivo farebbe bene ad avere sempre una seconda chitarra. In casi del genere una buona soluzione sono i supporti multipli che possono ospitare due o più chitarre e/o bassi. Supporti del genere, chiaramente, sono da pavimento.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Pedaliera per Chitarra – Consigli d’acquisto e Recensioni

 

Dopo un po’ che si è comprato una chitarra elettrica (ma anche acustica) corredata da un buon amplificatore, ci si rende conto che manca ancora qualcosa. Dopotutto è cosa nota, il chitarrista alza sempre l’asticella pretendendo di più dal suo strumento, anzi, dalla sua strumentazione. È certamente una questione di sound che se in parte è creato dalle capacità espressive del musicista, dipende comunque dalla strumentazione e, nel nostro caso specifico dalla migliore pedaliera per chitarra del 2020. Con la guida che abbiamo realizzato cerchiamo di rispondere una domanda tutt’altro che banale: come scegliere una buona pedaliera per chitarra? Oppure, quale pedaliera per chitarra comprare? Per una risposta ricca di particolari, continuate la lettura, se invece volete andare subito al nocciolo della questione, passate alla descrizione di questi due modelli proposti dalla stessa azienda: la Zoom G3Xn, buona per chitarristi principianti ma esigenti e la Zoom G3n, adatta a chi ha pochi soldi da spendere.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere la migliore pedaliera per chitarra?

 

Spazio a una serie di suggerimenti volti a consentirvi di entrare più approfonditamente sulla questione relativa alla scelta di una pedaliera per chitarra. Al termine della nostra guida all’acquisto troverete anche le recensioni dei prodotti più interessanti, dal nostro punto di vista ma anche relativamente ai pareri espressi dagli acquirenti.

Pedale o pedaliera, questo è il dilemma

Prima di entrare nel vivo della questione relativa alla pedaliera multieffetto per chitarra e alle offerte disponibili sul mercato, vogliamo ricordarvi che si possono acquistare anche effetti singoli, insomma, il classico pedale, molto usato anche dai professionisti.

Diciamo che sulla questione ci sono quelle che potremmo definire due scuole di pensiero. Non è nostra intenzione metterci a discutere su chi ha ragione e chi torto. Possiamo dire la nostra personale opinione che è in favore delle pedaliere.

Ad ogni modo se ritenete che tutto ciò che vi serve sia un overdrive, un delay e un Wah Wah, li collegate in serie e via. Valutate, però, che il prezzo non si avvicini troppo a quello di una pedaliera della migliore marca perché poi potreste pentirvi di non aver scelto quest’ultima.

 

Entry level o professionale?

Ormai ne siete convinti, volete la migliore pedaliera, perfetto. Ricordate però, onde evitare di spendere soldi a vuoto di non strafare.

E siete dei principianti e la vostra strumentazione è classificabile come entry level forse è più conveniente puntare su una pedaliera sicuramente buona ma non professionale.

Potreste fare un ragionamento sul lungo termine dicendo: “È vero sono agli inizi ma il mio obiettivo è di diventare famoso e andare in tour”… Vi auguriamo di riuscirci ma è molto probabile che quando arriverà quel giorno, la vostra pedaliera sarà superata, obsoleta e nel frattempo non l’avreste sfruttata come meritava.

Preset e amp model

Non staremo qui a parlarvi di quali effetti deve avere una pedaliera perché bene o male li trovate tutti. Ciò che invece può interessare il principiante, sono i preset belli e fatti. In pratica, se non vi sentite pronti a creare il vostro suono potete affidarvi ai diversi che porta in dote la vostra pedaliera che magari ha proprio quello usato dal vostro chitarrista preferito.

Tenete presente che potete sempre agire su questi preset modificando i diversi parametri. Tra i parametri modificabili ci sono anche i simulatori degli amplificatori. E quei siamo arrivati all’altra caratteristica che potrebbe spingervi a comprare un modello piuttosto che un altro. In un multieffetto di medio livello potete scegliere tra una dozzina di amp model.

 

Le 5 Migliori Pedaliere per Chitarra – Classifica 2020

 

Siamo giunti ai nostri consigli d’acquisto durante i quali vi proporremo alcuni tra i modelli più venduti online in modo da permettervi di fare una comparazione. Ogni recensione è stata fatta tenendo conto dei tanti pareri presenti in rete ed espressi da altri acquirenti ed è fatta per soddisfare la curiosità anche di chi, prima dell’acquisto, confronta i prezzi.

 

 

1. Zoom G3Xn Pedaliera Multieffetto

 

Principale vantaggio:

La pedaliera è di facile utilizzo e mette a disposizione del chitarrista diversi amp/cabinet model e fino a 150 patch.

 

Principale svantaggio:

Abbiamo poco da rimproverare alla pedaliera Zoom ma non ci sarebbe dispiaciuta la presenza di un ingresso per il microfono.

 

Verdetto 9.8/10

Come pedaliera entry level abbiamo ben poco di cui lamentarci. I suoni sono buoni e se ne possono editare di nuovi senza difficoltà. Per i chitarristi in erba è davvero ottima.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Entry level

Le pedaliere Zoom sono molto stimate nel circuito dei chitarristi e la G3Xn non fa di certo abbassare gli standard. Precisiamo che si tratta di un multieffetto entry level ma dalle grandi potenzialità. Si possono usare simultaneamente fino a sette effetti e/o i simulatori di famosi amplificatori.

Questi possono essere messi in catena e nell’ordine che si preferisce. Soffermiamoci un attimo sui modelli di ampli e cabinet disponibili perché sono davvero interessanti. Sia gli amp model sia gli speaker cabinet sono cinque. Ne citiamo alcuni: per gli amp ci sono il Marshall JCM800, MESA Boogie e il Fender Twin Reverb mentre tra i cabinets più interessanti segnaliamo il Marshall 1960 A-type, il MESA Boogie Mark III e il Fender ’65 Twin Reverb.

 

Tante patch

La pedaliera può contenere fino a 150 patch metà delle quali sono dei preset di fabbrica. Tra queste troviamo suoni che ricreano quelli utilizzati da chitarristi famosi come Eddie Van Halen, Jimi Hendrix, Brian May e Jimmy Page, giusto per fare qualche nome. L’editing dei suoni è molto semplice e questo gioca a favore della G3Xn e chiaramente di chi la usa, soprattutto quando si è alla prima esperienza con una pedaliera.

La presenza di tre display consente di avere meglio sotto controllo tutti i parametri che si stanno impostando, la risposta delle manopole è immediata e precisa. Accogliamo con piacere la presenza del pedale d’espressione al quale, per esempio, si può assegnare il Wha-Wha oppure il volume.

 

Robusta

Non è certo una novità per le pedaliere Zoom ma dobbiamo quantomeno ribadirlo: la struttura è molto robusta, non avrete mai la sensazione di avere un giocattolo sotto i piedi, neanche nel caso come di una entry level come questa. Analizziamo gli ingressi e le uscite perché è qui che abbiamo trovato una piccola mancanza. Oltre all’ingresso e all’uscita per il cavo della chitarra c’è l’uscita AUX e quella per la cuffia, Inoltre troviamo una uscita USB. Fin qui tutto bene.

Ciò che manca è un ingresso per il microfono; molto utile a chi, oltre suonare, si diletta a cantare. Certo, abbiamo voluto cercare il pelo nell’uovo e su tale mancanza si può anche sorvolare, ma ci sembrava giusto informare i nostri lettori.

 

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2. Zoom G3n/IF Pedaliera Multieffetto

 

La Zoom G3n è la sorellina minore della G3Xn. La differenza sostanziale sta nell’assenza del pedale d’espressione. Ora, tale mancanza non incide eccessivamente sul nostro giudizio positivo e se avete già un vostro pedale, lo collegate alla G3n e risparmiate qualcosina rispetto al modello G3Xn. In caso contrario vi suggeriamo di prendere la sorella maggiore.

Poi è chiaro, magari volete per ragioni vostre un pedale d’espressione a parte e allora la scelta della G3n è più che plausibile. Buona disponibilità di amp e cabinet emulation, citiamo l’immancabile Marshall JCM800 e il Mesa Boogie Mark III.

I preset, invece, sono 75 mentre gli effetti utilizzabili simultaneamente sono 7. Utilizzo semplice e buona qualità costruttiva sono le caratteristiche che completano la descrizione della G3n.

Se volete un multieffetto più economico ma sempre firmato Zoom, allora possiamo dirvi dove acquistare la Zoom G3n ma prima controllate sempre i pro i contro che abbiamo messo in evidenza per voi.

 

Pro

Simulatori di amplificatori: La scelta dei simulatori di amplificatori è ampia; tra quelli più interessanti come non citare il Marshall JCM800 e il Mesa Boogie Mark III.

User friendly: L’utilizzo di questa pedaliera non presenta particolari difficoltà si impiega poco a familiarizzare con tutte le funzioni.

Solida: Il multieffetto è da apprezzare anche per la qualità dei suoi materiali. A nostro avviso è una pedaliera molto solida.

 

Contro

Manca il pedale d’espressione: La Zoom G3n è priva del pedale d’espressione, a nostro avviso è comodo e torna sempre utile pertanto tale mancanza va assolutamente messa in risalto.

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3. Zoom B1XON Pedale Multieffetto per Basso con Pedale

 

La nostra classifica prosegue con il multieffetto Zoom B1XON . Mettiamo subito le cose in chiaro: è un articolo per principianti o per essere ancora più specifici, secondo noi, torna molto utile soprattutto per arricchire quei classici pack che comprendono chitarra, amplificatore e tracolla.

Il prezzo, vero punto di forza a nostro giudizio, è bassissimo. Insomma, per fare un esempio potremmo dire che costa meno di un pedale Boss che magari vi dà solo l’overdrive. Poi chiaro, ragionando in termini di qualità; c’è un abisso tra i due prodotti.

Ci sono 100 effetti; tra questi citiamo distorsore, compressore, delay e reverbero e cinque possono essere usati simultaneamente. C’è il pedale d’espressione e l’uscita per le cuffie. I materiali non ci hanno particolarmente convinto.

Per quanti sono interessati soprattutto a pedaliere vendute a prezzi bassi, c’è la B1XON prodotta da Zoom.

 

Pro

Prezzo: Questa è la perfetta soluzione economica per il chitarrista alle primissime armi che magari vuole dare un po’ di spinta al suo amplificatore, oltre a disporre di una serie di effetti.

Pedale d’espressione: La presenza del pedale di questo tipo è sicuramente da accogliere con gioia considerata la fascia di prezzo nella quale si piazza questa pedaliera.

 

Contro

Materiali: È un multieffetto realizzato in economia e ciò si evince fin dai materiali neanche lontanamente paragonabili a quelli dei prodotti Zoom di fascia superiore.

Schermo: Il display non ci ha convinto, visto che lo riteniamo poco curato. A essere totalmente sinceri ci sembra più quello di un giocattolo.

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4. Digitech RP55 Pédale de Multi-effets

 

Se vi dovesse capitare di parlare con chitarristi più esperti, è probabile che vi dicano di aver avuto almeno una volta una pedaliera Digitech.

In questo caso parliamo dalle RP55; un modello che in vero esiste da parecchi anni ma è stato sottoposto più volte a restyling. È un entry level che però fa più di quanto costi e crediamo che come prima pedaliera possa far felice il chitarrista in erba.

Forse trovate qualcosa in meno, in termini numerici di preset, la RP55 ne ha 40 e altrettanti spazi sono disponibili per i vostri suoni. 30, invece, i pattern di batteria mentre gli effetti disponibili sono 20. Interessante la possibilità di usare contemporaneamente fino a 8 effetti. Buoni, come da tradizione Digitech, i materiali scelti per l’assemblaggio.

Un altro multieffetto che costa davvero poco è lo RP55 di Digitech, produttore leader in fatto di pedaliere. La serie RP non è nuova ma comunque si aggiorna sempre. Questi sono i pro e i contro.

 

Pro

Prezzo: Il suo costo, secondo noi, è imbattibile, a queste cifre difficilmente potete trovare di meglio tanto nel catalogo Digitech quanto in quello di altre marche blasonate.

Otto effetti in contemporanea: Questa pedaliera dà la possibilità di combinare fino a otto effetti, molti se pensate che ci sono pedaliere più costose che si fermano a sette.

 

Contro

Pedale d’espressione: Lo sappiamo, visto il costo è da folli pretendere la presenza del pedale d’espressione ma noi ne segnaliamo comunque l’assenza.

Alimentatore assente: Un prezzo così basso si giustifica anche con l’assenza dell’alimentatore: dovrete comprarne uno a parte e, per tale motivo, non sono mancati i pareri contrariati.

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5. Zoom G1on Effetto

 

La G1on è una piccola pedaliera per principianti. Sicuramente buona per iniziare ma decisamente transitoria nel senso che, se vi appassionerete allo strumento, sentirete l’esigenza di passare a un qualcosa di più completo. Manca, ad esempio, il pedale d’espressione.

Buona invece, la selezione di effetti e preset che sono, in totale, 100. Si possono impiegare, simultaneamente, fino a 5 effetti. L’uso, come tradizione per le pedaliere Zoom, è piuttosto intuitivo. La pedaliera è compatta, questo farà piacere a chi cerca qualcosa che occupi poco spazio ma al contempo può essere scomoda a chi ha il piede grande. Per quanto riguarda i materiali, crediamo si assestino sulla sufficienza, nulla di più.

In chiusura torniamo a parlare di Zoom che con la G1on si rivolge a chi ha iniziato a suonare da pochissimo. Anche in questo caso abbiamo stilato una piccola lista di pregi e difetti.

 

Pro

Uso intuitivo: Zoom ci ha abituato per il carattere user friendly dei suoi prodotti, ciò è ancor più vero per questo modello.

Effetti: Buono il ventaglio di scelta per effetti e preset che in totale sono 100; non pochi per chi ha appena iniziato a suonare la chitarra.

 

Contro

Pedale d’espressione: La pedaliera è ridotta al minimo indispensabile e tra le priorità, evidentemente, non c’è il pedale d’espressione.

Poco più di un giocattolo: La sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che non si discosta molto dall’essere un giocattolo è forte; una volta migliorati come chitarristi verrà naturale disfarsene per qualcosa di meglio.

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Zoom G3Xn Pedaliera Multieffetto

 

È una pedaliera entry level ma destinata comunque a chi ha già abbastanza dimestichezza con lo strumento. Simultaneamente si possono usare fino a sette effetti tra i quali citiamo troviamo diverse distorsioni, delay, Wah Wah ecc.

In totale ci sono 150 memorie totali tra preset ed effetti programmabili. Per l’accompagnamento ci sono 68 pattern ritmici tra cui scegliere mentre grazie alla porta USB 2.0 si può procedere all’aggiornamento di sistema quando disponibile.

È anche possibile l’ascolto in cuffia. L’utilizzo è molto semplice e questo è, secondo noi, una nota di merito che merita di essere portata all’attenzione del lettore al quale sarà sufficiente una rapida lettura del manuale per padroneggiare tutte le funzioni.

Non c’è una scheda audio integrata e questo potrebbe rappresentare un piccolo problema per chi vuole stabilire un collegamento con il computer. Problema che si potrebbe risolvere acquistando una scheda audio esterna con funzione monitor o scegliere un altro modello.

Per i chitarristi alle prime armi e per tutti quelli che sono alla ricerca di un multieffetto da abbinare al loro strumento, abbiamo scritto una guida per scegliere la migliore pedaliera per chitarra. Iniziamo subito con un articolo davvero interessante prodotto da Zoom.

 

Pro

Semplice da usare: L’utilizzo della pedaliera Zoom è di grande semplicità, il chitarrista non avrà difficoltà a giostrarsi tra le 150 patch e i diversi modelli di amplificatori disponibili.

Pedale d’espressione: Ha il pedale d’espressione che è molto utile. Per esempio gli può essere assegnato il Wha-Wah oppure si può impiegare per controllare il volume.

Materiali: Tranquilli, non è un giocattolo e, se non ci credete, toccatela con mano: ciò è sufficiente per farvi apprezzare la sua qualità costruttiva.

 

Contro

Ingresso microfono: Peccato che alla pedaliera Zoom manchi un ingresso per il microfono, molto utile a chi si diletta a cantare mentre suona.

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Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Accodare la chitarra con lo smartphone si può: abbiamo individuato le applicazioni più interessanti e meglio accolte dai chitarristi.

 

Accordare la chitarra è una delle prime cose che in assoluto bisogna imparare. Probabilmente sarebbe opportuno farlo con metodi tradizionali al fine di sviluppare la necessaria sensibilità dell’orecchio. Ciò non toglie che anche i professionisti usino la tecnologia per semplificarsi la vita, incluso utilizzano un ottimo accordatore per chitarra (i migliori modelli). Dopotutto, in particolar modo quando si registra un disco, ma anche quando ci si esibisce dal vivo, nulla può essere lasciato al caso e in questi contesti la precisione deve essere massima. 

Di accordatori in commercio ce ne sono a iosa e di tutti i prezzi ma li troviamo anche sugli store di Android e Apple. Avete capito bene, siamo parlano di app: è possibile, infatti, accordare la chitarra (e altri strumenti) con lo smartphone. Alcune di queste app sono del tutto gratuite, altre a pagamento e altre ancora sono disponibili in versione light oppure completa. Vediamo quali sono le più interessanti.

 

GuitarTuna

Iniziamo con uno degli accordatori più apprezzati: si tratta di GuitarTuna. Prima cosa da sapere, oltre alla versione gratuita potete scaricare quella Pro che prevede un abbonamento mensile. Diciamo che abbiamo voluto darvi subito la cattiva notizia ma le restanti, credeteci, sono tutte buone. Con GuitarTuna potete accordare la vostra chitarra ma anche altri strumenti a corda, dunque violino, basso, banjo, ukulele ecc. 

Non prevede la sola accordatura standard (ecco vediamo che la vostra attenzione p cresciuta di colpo) ma anche quelle particolari come Drop D, per chitarre a 7 e 12 corde, aperte e così via. Non manca il metronomo e in generale l’app è di semplice utilizzo. Oltre quanto appena descritto, troviamo altri giochi utili ad imparare gli accordi. Sono disponibili, poi, quattro basi musicali fornite di tablature. Molto interessante, poi, la funzione che elimina i rumori ambientali che potrebbero interferire durante l’accordatura.

 

 

Fender Tune

Anche Fender ha messo a disposizione la sua app per accordare la chitarra. Caratterizzata da un’interfaccia semplice, a disposizione del chitarrista ci sono 26 tipi di accordatura. C’è una versione gratuita e una a pagamento ma non preoccupatevi, non compare la pubblicità nella versione free. Per eseguire l’accordatura ci sono quattro modalità: con la auto.tune, l’utente è guidato fino alla perfetta accordatura della corda. Se si opta per l’accordatura manuale, in questo caso, dopo aver selezionato uno degli strumenti disponibili, si tocca la corda sulla paletta virtuale. Con la modalità cromatica sono disponibili tutte le note.

 

N-track

Con N-Track potete accordare qualsiasi strumento a corda. L’utilizzo è di grande semplicità e possiamo dire che l’app è ben concepita. Anche in questo caso l’utilizzo dell’app è semplice: basta avvicinare lo smartphone alla chitarra e far vibrare la corda; in men che non si dica vedrete la nota corrispondente sullo schermo. Se gradite un tocco vintage, potete cambiare grafica e sarà una lancetta a segnalarvi la nota. Per l’accordatura manuale, invece, selezionate il diapason. Chi lo desidera può calibrare l’accordatore per le accordature speciali. Oltre la versione free c’è anche quella Pro a pagamento.

 

CoachTuner

CoachTuner è un accordatore cromatico utilizzabile con qualsiasi strumento a corde. Alla buona precisione si accompagna una grafica gradevole. Se scegliete la versione a pagamento, senza pubblicità e con più funzioni, avrete a vostra disposizione fino a 80 tipi di accordature. Dobbiamo segnalare che la pubblicità è di quelle invasive.

 

Boss Tuner

C’è qualche chitarrista che non abbia mai posseduto almeno un pedale Boss? Il famoso marchio di proprietà Roland mette a disposizione, gratuitamente, una buona app per accordare gli strumenti a corda. In pratica si tratta della riproduzione virtuale dell’accordatore a pedale Chromatic Tuner. Da segnalare che la app supporta anche lo schermo in orizzontale per una visualizzazione più ampia.

 

Pro Guitar Tuner

Altra app che ha fatto incetta di stelline sugli store è Pro Guitar Tune. Questa app altro non è che versione per smartphone già esistente per computer su guitarpo.com. Essendo un accordatore cromatico, potete usarlo per qualsiasi strumento a corde. La grafica è vintage, buona la precisione.

 

Accordatore e Metronomo

Tra le app gratuite Accordatore e Metronomo è una delle più interessanti. Anche in questo caso si tratta di un accordatore cromatico che dunque torna utile per diversi strumenti, non soltanto per la chitarra. Le modalità selezionabili sono due, quella appunto cromatica e quella pitch pitch. L’app consente, inoltre, di caricare degli spartiti per esercitarsi. Come suggerisce il nome, c’è anche il metronomo, disponibile in modalità flash light nel caso in cui non dovesse essere sufficiente il volume.

 

T4A

Accordatore cromatico molto reattivo questo T4A. L’interfaccia grafica è piuttosto semplice, magari poco accattivante ma quello che conta è la sostanza. Mette a disposizione 8 tipi di accordature, a cominciare dalla Standard per passare, poi, a quella in Mi bemolle, Drop D, Drop C ecc.

 

DoubleTune

Molto soddisfacente DoubleTune che serve ad accordare svariati strumenti. Le modalità di accordatura sono diverse e comprende anche quella per la chitarra a 12 corde. Molto interessante la funzione TuneGuard che permette di accordare lo strumento in assoluta sicurezza. In pratica un segnale visivo rosso segnala quando la corda è prossima a rompersi perché la si sta tendendo troppo. Non si tratta di un’app gratuita, a parte la versione di prova per 7 giorni. Trascorso questo tempo si potrà scegliere tra un abbonamento settimanale oppure annuale e da quello che abbiamo visto dei due quest’ultimo è più conveniente.

 

 

Guitar Tuner UX

Di questo accordatore gli utenti ne hanno elogiato soprattutto la semplicità d’utilizzo, anche se dobbiamo ammettere che graficamente è una app ben poco attraente. A disposizione dell’utente ci sono la modalità manuale, quella automatica e diversi tipi di accordature. È scaricabile gratuitamente.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Oggigiorno ci sono tanti e svariati modi per accordare la chitarra: il mondo degli strumenti giusti è vasto e noi vi apriamo una finestra per conoscerli meglio.

 

Da quando esistono gli accordatori, la vita dei chitarristi (ma badate bene che funzionano anche con altri strumenti) si è semplificata. Chissà quanto tempo perdete per accordare la vostra chitarra perché magari non siete ancora sufficientemente bravi per farlo. Con l’accordatore, invece, questa noiosa ma indispensabile procedura diventa molto più celere e anche più precisa. 

Oggigiorno chiunque ha una chitarra ha un buon accordatore per chitarra, ma la domanda che ci poniamo, anzi, la domanda che vi poniamo è: sapete quanti tipi di accordatori esistono? Se la risposta è no, ve lo diciamo noi a patto che siate così pazienti da leggere fino in fondo il nostro articolo e chissà se al termine della lettura non vi rendiate conto che potreste avere un accordatore più adatto a voi rispetto a quello che avete attualmente.

 

Cromatico e polifonico

Preliminarmente vogliano trattare due termini che definiscono una caratteristica fondamentale dell’accordatore. Questo può essere cromatico o polifonico. Confusi, siamo stati poco chiari e/o avari di informazioni? È comprensibile ma quanto segue chiarirà meglio la questione. Un accordatore cromatico riconosce tutte le note, di conseguenza può essere usato per tutti gli strumenti, mostrandovi una nota per volta. 

La particolarità di un accordatore polifonico, invece, è di mostrare in contemporanea l’accordatura di tutte le corde. Ciò permette di avere sotto controllo lo stato generale dell’accordatura della vostra chitarra. Soprattutto in un contesto live, lo riteniamo un dispositivo di grande utilità e praticità.

 

 

L’accordatore stroboscopico

Vogliamo cominciare con un accordatore poco comune, anche perché è abbastanza costoso e probabilmente dal funzionamento neanche tanto immediato per l’apprendista chitarrista. Si tratta dell’accordatore stroboscopico. Per ovvie ragioni non stiamo parlando di quello inventato negli anni ‘30 da Conn ma di accordatori il cui funzionamento prende spunto proprio da quel modello e quindi dalla tecnologia strobe tuning. Da quanto ne sappiamo, attualmente sono prodotti e commercializzati soltanto da Peterson ma se avete altre notizie in merito, fatecelo sapere. Questo modello è capace di una misurazione del pitch molto precisa.

 

Accordatore portatile

Gli accordatori portatili iniziano fin dagli anni ‘70  e sono stati una grossa novità in quanto potevano essere messi in tasca o nella custodia della chitarra e portarseli dietro, ne troviamo sia per strumenti elettrici sia acustici. Questi accordatori possono riconoscere la frequenza delle note grazie a un microfono oppure, nel caso della chitarra elettrica, stabilendo un collegamento mediante il cavo. Tenete presente che nel caso di utilizzo del microfono, i rumori ambientali potrebbero essere fonte di disturbo.

 

Accordatore  a clip

L’accordatore a clip è molto comodo e non è disturbato dai rumori di fondo. Si applica sulla paletta della chitarra al fine di rilevare la vibrazione delle corde, riconoscerne la frequenza e mostrare sul display la nota suonata. Questo accordatore pensato principalmente per strumenti acustici, non risente dei rumori ambientali e volendo, può essere lasciato sulla paletta anche mentre si suona così da tenere sempre sotto controllo l’accordatura.

 

Accordatore a pedale

Molto utile, soprattutto in sede live, l’accordatore a pedale. È chiaramente pensato per gli strumenti elettrici e dà il vantaggio di avere un rapido accesso allo stato dell’accordatura ed eventualmente intervenire celermente in caso di necessità. Si integra alla perfezione con il vostro set di effetti e chiaramente, in un collegamento in serie, deve essere il primo.

 

Accordatore da rack

Se vi trovate in uno studio di registrazione, è da prediligere l’uso di un accordatore da rack. Si tratta di accordatori molto sofisticati e precisi, oltre che costosi e possono avere più entrate e uscite.

 

Accordatore da foro di risonanza

Questo tipo di accordatori sono una buona alternativa a quelli a clip, dunque, vanno bene per chitarra classica e acustica poiché progettati per essere agganciati al foro di risonanza della chitarra.

 

 

Accordatori per smartphone

Abbiamo app praticamente per tutto e non potevano mancare anche quelle per accordare la chitarra e che rappresentano una soluzione molto comoda: viene sfruttato il microfono del telefono e proprio per tale ragione alcuni ritengono che pecchino in precisione. Altri, invece, si dicono molto soddisfatti. Secondo noi, soprattutto come soluzione d’emergenza, è ottima.

 

Gli accordatori virtuali

Questo tipo di accordatori sono da usare con il computer. Oggi se ne trovano disponibili tantissimi gratuiti ma dovete sapere che ci sono in vendita anche dei software che quindi non richiedono la disponibilità di una connessione internet.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

L’accordatore ha semplificato la vita di chi deve accordare lo strumento, un problema che affligge soprattutto che è alle prime armi. Vediamo come usarlo.

 

La chitarra richiede di essere accordata spesso e volentieri, anche nel caso in cui, ad esempio, non si faccia uso della leva del vibrato oppure si abbiano buone meccaniche. Oltretutto l’accordatura va controllata ogni volta, prima di iniziare a suonare al fine di verificare che sia tutto in regola. Accordare lo strumento è una delle primissime cosa che deve fare il neofita e non solo perché in questo modo allena l’orecchio, ne sviluppa la sensibilità alle note ma anche perché suonare fin dall’inizio una chitarra scordata, fa “abituare male” l’orecchio. Insomma rischia di diventare uno di quei classici errori che se non sono corretti durante il primo periodo di formazione del chitarrista, ci si porta dietro per sempre. Chiaramente parliamo di scordature leggere.  

 

Quando le corde sono nuove

Prima di entrare nel vivo del discorso sul miglior accordatore per chitarra, vogliamo fare una raccomandazione da attuare quando si montano delle corde nuove. Chi ha un minimo di esperienza sa, o almeno dovrebbe, come comportarsi in questo caso ma chi è del tutto nuovo alla chitarra probabilmente ignora quanto stiamo per dire. Non è una colpa, nessuno nasce sapendo già le cose: l’apprendimento è un processo che prevede tentativi ed errori. 

Quando le corde sono nuove, perdono l’accordatura nel brevissimo tempo, molto spesso mentre state accordando la corda successiva, quella precedente si è già scordata. Ciò accade perché le corde, per loro caratteristiche, hanno bisogno di assestarsi. Per velocizzare tale processo ed evitare di perdere tempo, una volta montata la corda e accordata, va tirata verso l’alto e rilasciata. Ciò, chiaramente la farà scordare ma ripetete questo gesto fin quando al verificare l’accordatura, questa sarà corretta.

 

 

La notazione anglosassone

Se usate un accordatore è necessario imparare la notazione anglosassone perché è questa che viene impiegata. Fin da piccoli siamo abituati a chiamare le sette note come Do – Re – Mi – Fa – Sol – La – Si. Ora “traduciamo” le note in inglese. A (La) – B (Si) – C (Do) – D (Re) – E (Mi) – F (Fa) – G (Sol). Come vedete, cambia anche l’ordine cui siamo abituati questo perché in questo caso è seguito un ordine alfabetico.

 

L’accordatore

Un tempo accordare la chitarra per i meno esperti era una cosa un po’ più difficile. Era necessario affidarsi a un diapason, a un altro strumento che desse una nota di riferimento oppure, in assenza di tutto ciò, al proprio orecchio e potete scommetterci che ci sono abili musicisti in grado di accordare molto bene lo strumento grazie all’udito. Oggi ci sono dispositivi che consentono di accordare alla perfezione la chitarra (ma non solo) e velocemente. 

Naturalmente stiamo parlando dell’accordatore. In vero ne esistono di diversi, anche se per qualità alcuni sono più precisi di altri, tuttavia qui siamo nel campo dei perfezionisti maniacali. Quali sono gli accordatori disponibili? Cominciamo dall’accordatore cromatico a clip. Chiariamo subito il termine “cromatico”; questo indica che l’accordatore è in grado di riconoscere tutte le note. Perché è detto a clip? Perché, appunto, ha una clip che gli permette di essere fissato sullo strumento; sulla paletta per essere più precisi. Tale accordatore, privo di microfono, riconosce la frequenza delle note mediante le vibrazioni e la mostra sul display. 

L’accordatore con microfono, non ha bisogno di essere fissato sulla chitarra in quanto, appunto, è dotato di microfono attraverso il quale cattura la frequenza della nota suonata. L’accordatore, comunque, va tenuto il più possibile vicino alla fonte del suono. Altri accordatori elettronici possono stabilire il collegamento con lo strumento mediante un cavo: tale dispositivo si usa per le chitarre elettriche. Questi modelli possono essere anche a pedale. Infine chiudiamo questo paragrafo con l’accordatore polifonico, detto in tal modo perché riesce a mostrare in contemporanea l’accordatura di tutte le corde.

 

 

Usiamo l’accordatore

Siamo giunti al momento clou del nostro articolo: dopo aver visto quanti e quali accordatori ci sono, è il momento di capire come procedere nel loro uso. Nulla di più semplice dovete tendere o allentare la corda affinchè sul display non compaia la nota corretta. Attenzione perché la sola comparsa della nota, ad esempio E non significa che l’accordatura del vostro Mi sia perfetta.

Dovete prestare attenzione anche a un altro indicatore grafico che può cambiare da modello a modello. Questo indicatore ci aiuta ad ottenere la nota perfetta e dirci se dobbiamo tendere o allentare la corda ancora un pochetto, fosse anche un quasi impercettibile giro della chiave.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Pedale Multieffetto – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Quale chitarrista non ha mai sentito un bel wah-wah, un chorus o magari un flanger? Sebbene ultimamente l’effettistica per chitarra sia in disuso tra i vari guitar heroes, fino agli anni 90 i vari suoni per chitarra sono stati parte principale nella composizione di assoli e intere canzoni. E vorremmo ben vedere, sono sonorità fantastiche! Se come noi gradite gli effetti e state cercando un buon pedale multieffetto, ma non volete spendere troppo allora siete nel posto giusto. Nel caso però non abbiate tempo di leggere la nostra guida, allora possiamo subito suggerirvi il pedale Zoom MS-60B per i bassisti amanti della sperimentazione. I chitarristi principianti o intermedi invece potranno apprezzare il NUX MG-100, dotato di tantissimi preset e basi per divertirsi e allenarsi.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior pedale multieffetto?

 

Che siate bassisti o chitarristi, non dovreste proprio fare a meno di un buon pedale multieffetto anche se magari lo usate solo a casa. Fa sempre bene divertirsi un po’ cambiando sonorità, specialmente nel caso si vogliano riprodurre alcuni pezzi dei propri artisti preferiti. Nella nostra guida si potranno trovare validi consigli su come scegliere un buon pedale multieffetto tra i vari disponibili sul mercato. Inoltre si potranno confrontare i prezzi dei modelli in classifica, controllando anche i loro lati positivi e negativi nella recensione apposita.

 

Numero di effetti

Stabiliamo subito che tra pedali multieffetto per chitarra e basso non c’è grande differenza. Questi contengono spesso gli stessi suoni che ovviamente variano in base allo strumento, l’unica aggiunta in più dei pedali per chitarra è il pedale adibito alle variazioni di alcuni effetti e al controllo del volume. È molto importante controllare quanti effetti sono disponibili come pre-set e quanti se ne possono creare.

I prodotti della migliore marca solitamente hanno un egual numero di preset e di banchi vuoti personalizzabili, in modo da permettere ai principianti di provare subito varie sonorità e farsi l’orecchio per capire quali sono quelle più adeguate ai propri gusti. Inoltre nel caso si voglia studiare un pezzo particolare, grazie ai preset sarà possibile trovare subito l’effetto giusto.

Gli intermedi potranno invece creare i propri suoni, magari aggiustando le frequenze, il delay o il riverbero tramite tasti e manopole sul pedale. Potranno usare un pedale multieffetto per sostituire la classica pedaliera su legno, in modo da poter avere un oggetto più pratico da portare in sala prove o nei locali con il palco stretto.

 

Basi e emulatore

Chi si esercita a casa probabilmente passa ore su youtube a cercare le backing tracks adatte per provare a improvvisare in un determinato stile o studiare un pezzo particolare. Ma nel caso ci si volesse allenare sul groove da soli, o magari provare dei giri di accordi composti su un ritmo, senza scomodare il proprio batterista? Semplice, basta usare le basi presenti sul pedale multieffetto.

Spesso i modelli con le basi ritmiche hanno un prezzo leggermente più alto rispetto agli altri, ma i musicisti alle prime armi potrebbero voler fare questa spesa in modo da avere la possibilità di allenarsi su un ritmo e migliorare il proprio senso del tempo. Solitamente si può scegliere anche la velocità della base e impostare un metronomo, ideale per eseguire diversi esercizi tecnici, provare le scale o serie di accordi. Oltre alle basi ritmiche, una funzione in più da cercare in un pedale multieffetto è l’emulazione degli amplificatori.

Selezionando un tipo di amplificatore di una determinata marca e grandezza disponibile sul pedale, si potrà emulare il suo suono. Certo, il più delle volte sarà molto digitale, ma può aiutare a variare sonorità e iniziare a capirci qualcosa nel complicato mondo dell’ingegneria musicale. Grazie a questa funzione si potrà anche collegare la pedaliera ad un mixer per evitare di portarsi cassa e preamplificatore dietro ogni volta che si va fuori a suonare.

Pedali a effetto singolo

Non è raro trovare dei pedali che si concentrano su un singolo effetto. Questi sono adatti a chi ha già una buona padronanza dello strumento o magari sta cercando un determinato sound per esibirsi con una cover band. Il vantaggio di questi tipi di pedali è che avranno un suono molto più cristallino e chiaro, con su variazioni basate sull’effetto base.

Per esempio un pedale chorus avrà effetti molto particolari come lo Stutter Chorus o il Flowing Shimmer, ideali per il blues, il pop o il country, ma che sono difficilmente utilizzabili nei generi più “pesanti”. Per questo sebbene si possa venire attratti da un modello simile, consigliamo soprattutto ai principianti di optare per un pedale con più effetti, in modo da sviluppare un gusto personale e capire quali sono quelli preferiti.

 

I 5 Migliori Pedali Multieffetto – Classifica 2020

 

Nei nostri consigli d’acquisto su come scegliere un buon pedale multieffetto abbiamo analizzato le caratteristiche principali da cercare in un modello. Invitiamo i musicisti che ci leggono a fare una comparazione tra le varie offerte, decidendo quale pedale multieffetto comprare senza sprecare i propri soldi. Gli articoli recensiti qui di seguito sono tra i più venduti e apprezzati dagli utenti online.

 

 

1. Zoom MS-60B Pedale Multieffetto per Basso

 

In sala prove i chitarristi fanno i cattivi e non lasciano che il bassista si sbizzarrisca con vari suoni? È arrivato il momento di ribellarsi con questo ottimo pedale multieffetto per basso. Dispone di più di 30 effetti preimpostati per poter cercare suoni innovativi da proporre alla propria band o magari per divertirsi a casa in accompagnamenti fantasiosi.

I musicisti più avanzati potranno anche cercare il suono giusto per le proprie parti soliste, ideale nel caso si suoni in un gruppo progressive o funk. Oltre agli effetti preimpostati, se ne potranno creare altri 50 per una personalizzazione senza limiti.

Come tutti i pedali digitali che si rispettino, anche questo ha un accordatore cromatico che permette di intonare il basso con precisione. Mancano però il metronomo e la drum machine per esercitarsi, cosa che molti utenti avrebbero gradito.

Un bel pedale per bassisti quello che abbiamo appena visto. Prima di decidere se portarlo al prossimo live, date un’occhiata alla lista di pro e contro che lo caratterizzano.

 

Pro 

Effetti preimpostati: Sono ben 30 e si possono usare in modo diverso in base allo stile suonato. Il pedale dà il meglio di sé spaziando tra diversi stili, cavandosela egregiamente dal funk al progressive.

Ideale per il solo: La possibilità di imprimere carattere al suono del basso gli consente di emergere con forza negli a solo più impegnativi.

Personalizzabile: Non ci sono solo quelli di default, è possibile trovare il suono effettato preferito combinando a piacimento le funzioni offerte dal pedale.

 

Contro

Mancano metronomo e drum machine: Per esercitarsi in casa o per studiare le parti di un pezzo sarebbe stato comodo poter contare sulla scansione del tempo integrata al pedale, manca pur non essendo il modello più economico in commercio.

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2. NUX Pedale Elettrico Multieffetto per Chitarra MG-100

 

Tra i migliori pedali multieffetto del 2020 troviamo questo pratico e compatto NUX, una buona soluzione per i chitarristi principianti o intermedi che non hanno voglia di costruire la classica pedaliera sulla tavolozza in legno.

Il suo ottimo rapporto qualità-prezzo lo rende un articolo molto interessante, con 58 effetti selezionabili e la possibilità di combinare fino a 8 effetti. Davvero un sogno per i solisti che vogliono sbizzarrirsi con un’ampia varietà di suoni, magari emulando i loro “guitar heroes” preferiti.

Inoltre, questo pedale multieffetti per chitarra emula 13 diversi modelli di amplificatore, così lo si potrà utilizzare senza cassa e testata, attaccandolo direttamente al mixer in sala prove e durante i live. L’unico neo è che le basi di accompagnamento a volte si sincronizzano male, quindi non sono molto precise.

Non tutti amano le soluzioni artigianali e apprezzano le pedaliere piene di cavi e connessioni montate alla tavoletta di legno dal gusto un po’ démodé. Specie chi sta appena iniziando e non ha ancora un grande arsenale per moltiplicare il suono della propria chitarra potrebbe trovare interessante la soluzione che abbiamo appena visto. Rivediamo in breve tutte le caratteristiche essenziali.

 

Pro 

Multieffetto: Di base si possono scegliere fino a 58 effetti che a loro volta si combinano per usarne fino a otto contemporaneamente. Una buona gamma di scelta per trovare le sfumature di suono adatte al proprio stile.

Emula l’ampli: Si possono ricreare fino a tredici diversi modelli di amplificatore che così risparmia l’incomodo di collegare al mixer testata e cassa a parte.

Personalizzabile: Gli effetti piacciono parecchio agli utenti che l’hanno testato in concerto o in sala prove per la grande possibilità di sperimentazione offerta.

 

Contro

Non perfettamente sincrono alle basi: Stando ai pareri degli acquirenti, il loro nuovo strumento non sempre suona perfettamente in sincronia con le basi di accompagnamento disponibili insieme al pedale.

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3. Zoom B1XON Pedale Multieffetto per Basso con Pedale

 

I bassisti… nessuno li capisce eppure hanno così tanto da esprimere! Soprattutto quando hanno un pedale del genere tra i piedi, con 75 effetti programmabili per creare un suono personale e usarlo sia per le composizioni sia durante le esibizioni dal vivo. I principianti potranno divertirsi a casa, sperimentando e iniziando a sviluppare un gusto per gli effetti.

Di questi se ne potranno utilizzare 5 simultaneamente, creando un sound originale. Il tutto è impostabile con 12 simulazioni di amplificatori che permettono di variare ulteriormente il suono e scegliere la configurazione più adatta per vari contesti.

A differenza di altri modelli venduti online, questo pedale multieffetto per basso ha una batteria elettronica incorporata con ben 68 variazioni ritmiche. Una vera e propria chicca sia per i musicisti più esperti sia per i principianti che potranno esercitarsi e sviluppare il proprio groove. Il prodotto funziona a batterie o con alimentatore che va comprato a parte.

Ecco un’altra bella proposta per basso. Questa volta le funzioni incluse sono interessanti e piacevolmente sorprendenti. Rivediamole in breve qui di seguito.

 

Pro 

Programmabile e ricco di effetti: Il buon numero di effetti di base si può ulteriormente personalizzare cercando il giusto mix tra cinque effetti da far suonare contemporaneamente, per creare il proprio suono unico.

Con drum machine incorporata: Il basso senza la batteria non funziona e qui troviamo una bella base ritmica per tenere il tempo e provare le proprie basi o a solo.

Simula l’ampli: Sono dodici soluzioni che si possono simulare per controllare il suono in uscita esattamente come si desidera facendo qualche prova.

 

Contro

Batteria poco duratura: Quella in dotazione è destinata a esaurirsi presto e se si vuole ottenere maggiore autonomia bisognerà cercare dove acquistare a parte l’amplificatore più adatto.

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4. Mooer Reverie Chorus Pedale Multieffetto Twin

 

A livello di qualità prezzo, questo potrebbe essere il miglior pedale multieffetto per il Chorus disponibile online. È adatto a chi deve aggiungere questo effetto alla sua pedaliera, o ne ha bisogno per composizioni e cover particolari che lo richiedono.

Con 5 modalità di Chorus si potrà dare profondità al proprio suono, selezionando fino a 8 modulazioni come lo Stutter Chorus per le ritmiche o il Flowing Shimmer per creare atmosfere o assoli particolari. Non manca il Phaser per arpeggi o accordi, mentre i fan del blues o country blues potranno gradire il suono Talking Rotary per esprimersi al meglio sulle scale pentatoniche.

Si avrà quindi a disposizione una vasta gamma di suoni che potranno essere mescolati tramite il pedale tap tempo, ideale per creare assoli su una ritmica o piacevoli armonizzazioni. Probabilmente questo articolo è più adatto a musicisti intermedi con un orecchio già sviluppato per certe sonorità, mentre ai principianti consigliamo un pedale con una più vasta gamma di effetti.

L’estetica un po’ rétro non limita il ventaglio di possibilità e stili che si possono ottenere con questa pedaliera. Rivediamo in breve cosa offre e perché vale la pena sceglierlo per accompagnare la propria chitarra.

 

Pro 

Tante modulazioni: Il pedale consente di sperimentare tante possibilità il suono che la propria chitarra può emettere. Sono cinque le tipologie d’effetto da modulare con otto effetti e regolare con cinque livelli di controllo.

Specifico per il Chorus: Questo tipo di effetto è pensato per i veri esperti che hanno già sviluppato un orecchio affinato rispetto alle svariate possibilità che riesce a offrire.

Per appassionati e puristi del suono: Il pedale multieffetto consente di avventurarsi alla ricerca del suono perfetto per produrre o riprodurre le suggestioni tipiche dei propri chitarristi di riferimento.

 

Contro

Per amatori: Non è per tutti, ma solo per chi è in grado di dare il giusto tocco dosando e modulando le frequenze e le armonie del suono per ottenere effetti misurati al millesimo.

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5. Digitech Pedale Multieffetto per Basso

 

Tra i pedali multieffetto per basso venduti online, il DIGITECH è probabilmente quello più semplice da utilizzare. Si adatta molto bene ai bassisti in erba o ai dilettanti che vogliono divertirsi un po’ con vari suoni, anche se i musicisti intermedi o esperti che si esibiscono dal vivo potrebbero voler cercare qualcosa di più performante.

Il pedale rimane comunque di buona qualità e può emulare 11 amplificatori e cabinet, ideale per i neofiti che sono ancora alla ricerca del proprio suono preferito.

Tra i vari effetti programmabili si trovano i classici Flanger, Phaser, Delay (analogico e digitale) e il Pitch oltre ad altri più particolari. Chi non ha voglia di personalizzarli potrà trovare subito pronti 40 preset di fabbrica con i quali divertirsi.

Prezzi bassi e passione per lo strumento non sempre vanno d’accordo e per portare a casa questo pedale dovrete essere disposti a spendere qualcosina in più. Vediamone in breve le caratteristiche per aiutarvi a decidere se merita di far parte della band.

 

Pro 

Ideale per fare esperienza: Ha tanti effetti di base e non lesina in qualità e numero di possibilità che può imprimere al suono del basso.

Tanti effetti presenti: Sono ben 40 quelli inclusi di fabbrica tra cui smanettare alla ricerca della soluzione con cui sentirsi più a proprio agio.

E altrettanti memorizzabili: Altrettanti effetti possono essere creati dall’utente e memorizzati per ritrovarli presto, il bello è che si possono combinare simultaneamente fino a otto effetti.

 

Contro

Per iniziare: La quantità di suoni a disposizione si addice di più a chi non ha trovato la propria strada e non sa ancora su quale strada affinare il proprio stile. Non un motivo valido per escluderlo dalla nostra guida per scegliere il miglior pedale multieffetto, chiaramente.

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Come utilizzare un pedale multieffetto

 

Alcuni chitarristi preferiscono avere collegati in serie diversi pedali e creare personalmente il loro set. Altri, invece, sono decisamente favorevoli alle pedaliere multieffetto. Non staremo qui a dire chi ha ragione e chi torto, anche perché sono due soluzioni rispettabilissime e valide. Tenete presente che se decidete per la prima opzione, sarà praticamente inevitabile un noise suppressor, per non parlare del fatto che vi servirà più spazio.

 

 

Il collegamento all’amplificatore

Il collegamento della pedaliera multieffetto all’amplificatore è piuttosto semplice. Generalmente sul retro trovate un ingresso per il jack della chitarra e un’uscita che permette di portare il segnale al vostro amplificatore. Questo ci dice che avrete bisogno di due cavi.

Ricordatevi di impostare l’amplificatore in modalità clean.

 

Ascolto in cuffia

Non è strettamente necessario essere in possesso di un amplificatore per usare la pedaliera a patto che questa abbia un’uscita per la cuffia. In questo modo di potrà suonare la chitarra senza disturbare i vicini. La raccomandazione, però, è di avere dei buoni auricolari che possano restituire un suono il più possibile fedele.

 

I preset

Se non siete degli smanettoni, potete accontentarvi dei diversi preset che solitamente le pedaliere portano in dote. Avrete un ampio ventaglio di scelta e tante sfumature di suoni. È una scelta che suggeriamo soprattutto ai principianti e a chi non ha ancora la confidenza necessaria con la pedaliera.

 

Trovate il vostro sound

Prima o poi, però, al chitarrista viene l’esigenza, oltre che lo sfizio, di settare il suo sound personale, qualcosa che magari si presti bene alla canzone che si vuole suonare. Ma un’esigenza del genere può presentarsi a chi vuole un suono identico al suo chitarrista preferito.

Ve lo diciamo, ottenere un risultato fedelissimo non è semplice, bisognerebbe essere in possesso dei parametri usati dal musicista, senza contare che la fedeltà del suono comporterebbe anche l’uso della stessa strumentazione oltre ad altre variabili che non stiamo qui ad elencarvi.

Ad ogni modo, con tanta pazienza, si possono ottenere buoni risultati. Si può partire da uno dei tanti preset e modificare i vari parametri, dunque equalizzatori, delay, chorus ecc., oppure partire da zero.

 

 

Il salvataggio

Quando avete finalmente ottenuto il tipo di suono che stavate cercando, non dimenticate di salvarlo pigiando il tasto store. Oltre a salvare il risultato ottenuto bisogna assegnargli un nome e una posizione. Questa sarebbe meglio che fosse coerente con l’uso che ne fate.

È molto importante stabilire un ordine preciso se siete soliti esibirvi dal vivo e dovete trovare immediatamente il suono da voi creato.