Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Dietro il suono che esce dal vostro stereo c’è un complesso meccanismo che rende possibile ascoltare su vinile la vostra musica preferita, vi sveliamo il mistero.

 

C’è chi usa un oggetto senza porsi troppe domande, l’importante è che vada bene, altri invece, evidentemente più curiosi, si domandano come funziona quell’oggetto. Noi apparteniamo alla seconda categoria perché dopotutto se non hai una buona dose di curiosità non lo puoi fare questo mestiere. Chiedersi il perché delle cose è innato in noi. Dovendo parlare di giradischi vintage ci siamo posti la domanda: come funziona un giradischi? 

Non volendo tenerci solo per noi la risposta, consci che i nostri lettori amano sapere di tutto e di più, abbiamo pensato di condividere quanto abbiamo scoperto. Magari se leggendo il nostro articolo notate che ci sia sfuggito qualcosa, fatecelo notare: il vostro aiuto è per noi cosa assai preziosa. È giunto il momento di andare al sodo e scoprire il funzionamento dei giradischi.

 

I componenti del giradischi

Il giradischi è fatto di diversi elementi ciascuno svolge una funzione importante, andiamo a scoprirli. Sul piatto rotante si poggia il disco da ascoltare, la puntina serve per leggere le informazioni del disco contenute nei solchi. La testina, di cui la puntina è parte integrante, trasmette le vibrazioni sonore lungo il braccio, quest’ultimo regge la testina e può essere manuale oppure automatico e infine c’è la base che contiene i circuiti.

Il funzionamento

Dopo aver fatto una veloce panoramica sui vari elementi che compongono un giradischi o comunque sui più importanti, possiamo passare alla spiegazione del funzionamento magari facendo qualche distinzione con i primi giradischi anche per capire come si è evoluto questo dispositivo. Come avviene la riproduzione del disco? Mettendolo su un piatto che gira a una velocità costante che può essere a 33, 45 o 78 giri. In principio il movimento del piatto era dato da una molla caricata a manovella, poi è arrivato il motore elettrico. 

In passato veniva usata la trasmissione a puleggia ma oggi la scelta è tra giradischi con trazione  a cinghia oppure a trazione diretta, ovvero, il piatto è collegato all’albero del motore. Ci sono, poi, giradischi più sofisticati dove braccio di lettura  e motore sono separati dal piatto rotante, in questo modo si ottiene una migliore qualità di riproduzione senza disturbi. Modelli più sofisticati sono provvisti di un oscillatore al quarzo che assicura la perfetta rotazione del piatto.

Ma parliamo della puntina, questa si trova all’estremità del braccio e poggia sul disco. Il braccio è dotato di un contrappeso che ha la funzione di ottenere la pressione necessaria affinché la puntina resti a contatto con il vinile. Cosa accade quando la puntina entra in contatto con il disco? Succede che il profilo irregolare del solco genera la vibrazione della puntina che a sua volta genera lievi segnali elettrici e un cristallo piezoelettrico o in alternativa, a una bobina contenuta nella testina. 

Le testine di miglior qualità hanno il cantilever che sostanzialmente è una leva fulcrata al centro e che può oscillare in qualsiasi direzione. A un estremo del cantilever c’è la puntina mentre all’altro c’è un magnete oppure una bobina. Nel primo caso si parla di fonorivelatore MM, nel secondo, invece, di fonorivelatore MC. Va detto che rispetto al sistema a magnete mobile (MM) quello a bobina mobile è più preciso ma anche meno efficiente nel senso che la tensione generata è di dieci volte inferiore a quella del sistema a magnete mobile, di conseguenza è necessario un preamplificatore.

La produzione del disco

Per rendere completo il nostro discorso sui giradischi ci sembra opportuno spiegare anche la tecnica di produzione del disco. Come molti di voi sapranno, il materiale usato per i dischi è il vinile, questi sono stampati a caldo con una pressa idraulica. Si parte dal master, ovvero la primissima incisione che però non avviene su vinile, bensì su cera. Il master viene sottoposto a uno speciale trattamento che consiste nella verniciatura con cloruro di stagno e argento.

Trattandosi di una sostanza elettroconducente quando si sottopone il master al bagno galvanico su disco si deposita uno strato di nichel. Da qui si genera una copia metallica (in pratica una matrice) detta “madre”. Dopo i necessari controlli di qualità si esegue un altro bagno galvanico in modo che il supporto si inspessisca e quindi procedere alla pressa del vinile.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Com’è fatta una puntina e come sapere quando è giunto il momento di cambiarla? Rispondiamo a queste e altre domande e curiosità.

 

La puntina è un elemento piccolissimo, anzi, è il pezzo più piccolo di tutto il giradischi eppure ha una importanza grande, fondamentale. La punta dura tantissimo, soprattutto se di buona qualità ma l’eternità non è affar suo, quindi prima o poi giunge il momento di cambiarla. Questo è solo uno dei tanti aspetti che ruotano intorno alla puntina quindi è bene non perdere ulteriore tempo e andare a trattare le questioni fondamentali.

 

Com’è fatta

Ricordiamo che stiamo parlando della puntina, non della testina. La puntina è composta da due parti: il cantilever e l’ago. Il cantilever mantiene l’ago nella posizione corretta e consente alla puntina di restare attaccata alla testina. L’ago, che può essere in diamante oppure zaffiro, si sposta lungo i solchi e per tale ragione ha una precisa inclinazione.

La puntina si cambia, ma quando?

Assodato che la puntina va cambiata, resta da capire quando. In linea di principio la vita di una puntina va dalle 500 alle 1.000 ore sempre che sa di buona qualità. In attesa che qualcuno abbia la brillante idea di produrre un giradischi con contaore, non vi rimane che un calcolo approssimativo e, se siete ascoltatori costanti che sanno mediamente quante ore dedicano giornalmente o settimanalmente all’ascolto dei vinili, il calcolo non è complicato. 

Questo però è un discorso ipotetico. Volete un metodo affidabile? Fidatevi delle vostre orecchie e dei vostri occhi. Premessa: prima dell’ascolto pulite stilo della puntina e disco. Ora se il vostro orecchio è ben allenato si rende conto che il disco non suona bene, sintomi evidenti del problema sono il suono distorto, ovattato, confuso, crepitii ma anche un evidente squilibrio audio tra una traccia e l’altra. 

Problemi di udito? Magari i vostri occhi sono più affidabili. In questo caso osservate la puntina in azione per vedere se rimbalza o salta. Magari aiutandovi con una lente di ingrandimento verificate che la puntina non sia deformata o sporca di polvere. Ricordate che una puntina con i problemi su elencati è il modo sicuro per danneggiare i vostri dischi.

 

Cambio di puntina non richiede quello della testina

Molti pensano che quando la puntina va sostituita, va fatto insieme alla testina, quasi come se i due elementi fossero un tutt’uno. Non è così e ci sono una serie di buone ragioni per cambiare la sola puntina: è più economico, più semplice e sicuramente pratico perché quando si cambia la testina poi è necessario verificare la centratura, la perpendicolarità e la taratura del peso, tutte cose che richiedono un po’ di dimestichezza che non tutti hanno per il solo fatto di avere un giradischi automatico. Tuttavia ci sono casi in cui cambiare anche la testina è inevitabile come quando non si trova una puntina adatta.

 

La scelta della puntina

La scelta della puntina passa inevitabilmente dalla somma di denaro che si è disposti a spendere. Ciò detto, bisogna tenere conto della forma dello stilo e della compatibilità con la testina. È chiaro che se l’Hi-Fi è modesto, mettere al giradischi la puntina più costosa che possiate trovare in commercio è solo uno spreco di soldi. Un piccolo upgrade va bene (forse a questo punto è il caso di cambiare anche la testina) ma senza esagerare. Una scelta saggia è comprare una puntina di pari livello al resto dell’impianto stereo. 

Passiamo alla forma dello stilo che può essere sferico, ellittico, lineare o shibata. Le puntine con stilo sferico sono le più economiche e di maggior durata. Perché durano di più? Perché c’è minor contatto con il disco. Questo è un bene? Non proprio se è vero (e lo è) che maggiore è il contatto tra la superficie del vinile e il perno, più sono le informazioni che si ricavano dal disco, di conseguenza il suono ha una qualità migliore. 

Le restanti forme comportano un maggior prezzo, qualche difficoltà in più per l’installazione e una minore durata. In compenso la qualità del suono è maggiore rispetto a quella generata dallo scorrere di una puntina sferica sul disco.

Come individuare la puntina adatta

Chiaramente la puntina da sostituire deve andar bene per il modello di giradischi. Sulla testina generalmente c’è un codice, basta trovare una puntina che riporti sulla confezione gli stessi numeri e lettere. Disdetta, non trovato nulla con codice identico. 

Allora come si fa? Non è il caso di disperare, se trovate una puntina il cui codice corrisponde per i primi cinque caratteri, allora può andar bene, anche se non parliamo di una puntina identica ma comunque sostituibile. Se non si conosce il codice alfanumerico si può sempre usare come riferimento il modello del giradischi e cercare una puntina compatibile.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Il mercato offre tantissimi giradischi di buona qualità e a prezzi tutto sommato abbordabili, abbiamo selezionato quelli che secondo noi sono i più interessanti.

 

C’è una costante richiesta di giradischi sicuramente dovuta al rinato interesse per il vinile. Il mercato, in questo settore, è abbastanza generoso proponendo modelli in grado di soddisfare un po’ tutte le esigenze pertanto si va dal giradischi economico e quello più costoso e performante. Tale interesse verso il mondo del vinile e tutto ciò che ruota intorno è stato lo stimolo a preparare un articolo informativo sui dispositivi necessari all’ascolto. Con la nostra selezione cercheremo di andare incontro un po’ a tutte le tasche, per così dire.

 

Denon DP 300F

Denon è uno di quei marchi da tenere sempre in considerazione quando si cercano componenti per un Hi-Fi. Per chi ci legge abbiamo pensato al giradischi Denon DP 300 F. Vanta un buon assorbimento delle vibrazioni, la trazione è a cinghia e l’avviamento automatico. Il piatto è in alluminio pressofuso, la rotazione è molto fluida, ma per il resto dobbiamo dire che la plastica è tanta. Buona la puntina. Il design non lascia indifferenti per eleganza. In sostanza si tratta di un entry level di buona fattura. Il prezzo si aggira sui 390 euro.

Denon DP 29F

Restando in casa Denon per chi cerca un modello più economico ma senza voler rinunciare a un marchio prestigioso e affidabile, c’è il DP 29F. Si tratta di un entry level con un buon rapporto qualità/prezzo. La trasmissione  è a cinghia. Quanto al piatto, invece, è in alluminio pressofuso, anche se la plastica è in netta maggioranza. In sostanza la qualità dei materiali è sufficiente ma nulla di più. Per avviare il giradischi basta premere un pulsante, finita la riproduzione il braccio torna al suo posto. Il sollevamento del braccio è manuale, quindi c’è modo di posizionare la puntina  in un punto preciso, magari per saltare un brano. L’equalizzatore audio è integrato e c’è la possibilità di collegare il giradischi a delle casse attive. Il costo è di 110 euro.

 

Pioneer PL 990

Proseguiamo con un altro brand leader del settore audio: Pioneer. Il PL 990 è un giradischi automatico entry level con braccio dritto a massa bassa. Ha una buona sensibilità alla risonanza. In buona parte il giradischi è fatto di plastica, anche abbastanza economica, tuttavia possiamo parlare di regola nel caso di giradischi economici o comunque di fascia bassa. Il design è classico ma se volessimo dare un riferimento temporale diremmo che è il tipico aspetto che avevano i giradischi negli anni ‘80, la cosa può piacere oppure no. Il connettore della testina è universale pertanto non avrete difficoltà quando giungerà il momento di sostituirla. Il prezzo è di 199 euro.

 

Pro-Ject Debut Carbon

Il Debut Carbon, pur non essendo un top gamma, può sicuramente fare al caso di quegli appassionati di musica esigenti e in cerca di un buon dispositivo ma purtroppo con con un budget che non consente spese folli. Il punto di collegamento con i giradischi di fascia superiore è sicuramente il braccio, che è in carbonio e che fa un’ottima accoppiata con la puntina Ortofon OM10. Ma soffermiamoci sugli aspetti positivi del carbonio che conferisce una buona rigidità al braccio e diminuisce le risonanze. La rotazione del piatto è fluida e i materiali di ottima qualità. Il prezzo è di 370 euro.

 

Thorens TD 158

Un altro marchio leader del settore è sicuramente Thorens. Per i meno facoltosi ma desiderosi di avere un giradischi di questo produttore, segnaliamo il TD 158, si tratta di un entry level che fa della  buona qualità dei materiali, unitamente alla semplicità d’uso, il suo punto di forza. È l classico giradischi con pochi fronzoli, design sobrio e grande solidità. Certo la qualità audio è ben lontana da soddisfare gli audiofili, in particolare si avverte che i bassi sono un po’ penalizzati ma se la vostra idea è di inserire il TD 158 all’interno di un impianto Hi-Fi di medio livello nel suo complesso, ci sta sicuramente bene. Quanto costa? Circa 250 euro.

Sony PS HX500

Potevamo fare un torto a Sony non prendendo in considerazione il PS HX500? Naturalmente no e poi sappiamo che tanti dei nostri lettori sono autentici fan di questo marchio. Attualmente rappresenta il top di gamma, la qualità audio è di alto livello, il suono è caldo, corposo. La rotazione del piatto stupisce per stabilità grazie al buon sistema di trasmissione a cinghia. Il tappetino di gomma da 5 mm riduce la risonanza, di conseguenza il suono è pulito. Il piatto in alluminio pressofuso garantisce il necessario equilibrio tra forza e massa. Sony, poi, ha puntato molto sulla possibilità di convertire vinili in formato digitale con una qualità audio ai massimi livelli. Il prezzo di listino è di 500 euro ma si trova facilmente in vendita anche attorno ai 360 euro.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Il tempo passa ma il vinile, nonostante tutto, resta: scopriamo qual è lo stato di salute e quali sono le previsioni per il futuro.

 

Ci sembra ieri quando avevamo preso parte al funerale del vinile, un morte naturale scandita dal tempo che passa ma anche accelerata dall’avvento di nuove tecnologie, dopotutto è così che funziona nel campo delle innovazioni: le cose nuove, piano piano sostituiscono quelle vecchie fino a farle sparire: è una regola che vale sempre…. o quasi. Eh sì perché come tutti sanno, spesso ci sono eccezioni che confermano le regole e il vinile pare essere proprio la suddetta eccezione. Ma qual è la tecnologia che aveva soppiantato il vinile? Lo sappiamo tutti o almeno lo dovremmo sapere tutti: il CD.

 

Il file sharing e lo streaming

Se da un lato il compact disk aveva progressivamente mandato in pensione il vecchio vinile, una minaccia inimmaginabile incombeva sull’industria musicale. Una minaccia contro la quale nessuno era preparato. La tecnologia è una cosa meravigliosa ma molto spesso dipende dall’uso che se ne fa. Il file sharing è geniale ma ha rappresentato anche la rovina dell’industria musicale poiché fondamentalmente utilizzato per “rubare” musica, oltre a film e software vari. 

Il download illegale sembrava inarrestabile, qualcosa di cui nessuno più avrebbe fatto a meno e probabilmente è ancora così ma la musica pare essere uscita da questo circuito. Perché, cosa è accaduto? Da un lato la diffusione degli smartphone e dall’altro la nascita di piattaforme per la musica in streaming, affiancate anche da YouTube, hanno reso inutile scaricare gli MP3 facendo di fatto calare anche le vendite degli appositi lettori. 

In questo senso aziende come Apple sono corse ai ripari inventandosi l’iPod Touch che permette anche l’ascolto della musica in streaming (senza dimenticare i videogiochi) con il pagamento di un abbonamento. In qualche modo, dunque, gli artisti vengono pagati, anche se molti di essi si sentono derubati ugualmente visto che le royalties sono giudicate ridicole, ma questi sono altri discorsi.

 

Lo stato di salute del vinile

Quanto detto fino ad ora dovrebbe far sembrare qualsiasi discorso sul vinile come una perdita di tempo, a chi frega più degli LP? Ma soprattutto, chi vuole pagare per comprarli? Vi smentiamo subito. Non solo la gente continua a comprare i vinili ma possiamo parlare di un vero e proprio trend positivo con le vendite negli USA che crescono per il tredicesimo anno consecutivo, come dimostrano i dati aggiornati al 2019, anno nel quale si è registrato un incremento del 13% rispetto alle vendite del 2018. 

Questi non sono numeri campati in aria, la fonte è l’autorevole Recording Industry Association of America. In sostanza si vendono molti più LP che CD con introiti di circa 500 milioni di dollari. Dobbiamo comunque precisare che nonostante le vendite soddisfacenti, il vinile resta comunque un mercato di nicchia in quanto a conti fatti copre appena il 4% di vendite del settore della musica registrata, insomma, le cifre che si incassano con piattaforme come Spotify o iTunes sono lontane ma non è questo il punto. 

È innegabile, infatti, che l’appassionato di musica non molla il vinile e in tanti che lo avevano fatto in passato a favore del CD, sono tornati sui loro passi. A testimoniare ciò c’è la rinata produzione di dischi da parte delle case discografiche non soltanto per i titoli nuovi ma anche per quelli vecchi con tante ristampe.

 

Cercasi giradischi

La conseguenza del rinnovato interesse nei confronti degli LP, di riflesso, ha avuto conseguenze in termini di vendite anche per i giradischi venduti online che avevano risentito dell’avvento del CD prima e della musica liquida poi. Ciò ha spinto i leader del settore a immettere sul mercato nuovi modelli così al fianco di giradischi top gamma per maniaci dell’audio di qualità, troviamo anche dispositivi molto economici che si possono comprare per meno di 50 euro. 

Insomma, c’è una scelta ampia e soprattutto per tutte le tasche. Detto questo, non siamo in grado di fare previsioni a lungo termine su una ulteriore crescita del vinile in termini di vendite oppure una decrescita ma possiamo condividere con voi le nostre sensazioni: il vinile non morirà mai, magari resterà un supporto di nicchia come del resto lo è ora nonostante i numeri incoraggianti, ma siamo sicuri che là fuori ci sono milioni di veri appassionati che continueranno a comprare ed ascoltare dischi perché la musica è bella quando l’ascolti ma lo è ancor di più se puoi anche toccarla.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Desiderosi di rispolverare la vostra vecchia collezione di vinili ma senza spendere cifre folli? Date un’occhiata ai giradischi che abbiamo scelto per voi, sono uniti tutti da un prezzo accessibile.

 

Il vinile era ormai diventato un supporto di nicchia in uso da pochi veri appassionati di musica poi qualcosa è cambiato. Molti di quelli che avevano abbandonato i dischi in favore dei CD, poco a poco si è riavvicinato al vecchio supporto. C’era poi chi pur avendo una piccola collezione di LP, una volta che il giradischi si era rotto, non ne ha comprato un altro perché ritenuto un dispositivo superato. Oggi che i dischi si sono tornati a vendere (senza negare lo stato di profonda crisi dell’industria discografica), la gente è interessata a comprare i giradischi. Se però escludiamo il ristretto mondo degli audiofili, la domanda riguarda soprattutto giradischi economici, quindi vediamo alcuni modelli interessanti ma che costano poco.

 

Sony PS-LX300USB

Cominciamo con un marchio molto stimato in abito dell’elettronica di consumo: Sony. Il PS-LX300USB è il giradischi più venduto tra quelli di fascia bassa, ha la trazione a cinghia e una buona capacità di assorbire le vibrazioni. La rotazione del piatto è fluida. La qualità dei materiali è cheap, per lo più plastica ma questo non significa che non sia un discreto entry level da abbinare a un impianto Hi-Fi di pari livello. C’è una porta USB e un software per convertire i vostri vecchi vinili in MP3. Il prezzo è di 129 euro.

Auna TT-83N

Dal design fortemente vintage è l’Auna TT-83N. L’estetica è molto curata, la scocca in legno è una scelta elegante che rinforza il legame con il passato. È un giradischi pensato per immergersi in un arredamento classico. Oltre alla vostra collezione di LP potete anche ascoltare la radio in quanto è presente un sintonizzatore FM. Ha la trazione e cinghia mentre le velocità sono le classiche 33 e 45 giri. L’uscita RCA da modo di collegare il giradischi a un impianto Hi-Fi. La qualità dei materiali è in linea con il costo molto basso che, a proposito, è di 44 euro.

 

Ion Audio Vinyl Transport

L’Audio Vinyl Transport di Ion è letteralmente trasportabile. S vi piace l’idea di ascoltare i vostri dischi preferiti ovunque vi troviate, questo modello fa per voi. Non a caso si chiude a valigia proprio per rimarcare il suo carattere da giradischi da viaggio. Dotato di altoparlanti integrati, all’occorrenza può essere collegato con qualsiasi impianto stereo. La qualità audio non è delle migliori ma se si considera che potete farlo vostro con 50 euro, è un modello da tenere in seria considerazione.

 

Soundmaster PL 186

Con un design che riporta alla mente gli anni ‘70, un periodo davvero prolifico per la musica, soprattutto in ambito rock, il Soundmaster PL 186 è un giradischi con radio e casse integrate. C’è anche l’uscita audio per le cuffie ma dobbiamo al contempo segnalare che il braccio non è automatico quindi terminate le tracce del disco non torna indietro da solo. Non ha una gran potenza audio, per un ascolto migliore conviene collegare il giradischi a un amplificatore. Anche in questo caso parliamo di una qualità audio di modesto livello ma sicuramente coerente con il prezzo del giradischi che è di 64 euro circa.

 

Crosley Chalkboard Cruiser 

Il Crosley ha le casse incorporate, certo la qualità audio non è di alto livello ma è sufficiente a chi cerca un dispositivo per riprodurre i vecchi dischi che non ascoltava più da tempo senza dover spendere troppo denaro. Il modello in questione, infatti, costa intorno ai 65 euro. Comoda la porta USB che permette di collegare il giradischi al computer. Grazioso il design con la possibilità, inoltre, di chiudere il giradischi trasformandolo così in una valigetta. Non particolarmente entusiasmanti i materiali ma comunque nulla di eccessivamente fragile.

DL giradischi vintage 7 in 1

Anche se non avete dei dischi da ascoltare potete sempre usare il DL come elemento d’arredo, sempre che vi piaccia lo stile classico. Non fatevi ingannare poiché il design è l’unica cosa che ha a che fare con il passato, per il resto parliamo di un dispositivo moderno  come dimostra la tecnologia bluetooth di cui è dotato, senza dimenticare l lettore CD integrato e la porta USB con la quale collegarlo a un computer e digitalizzare gli LP. Bello anche il display LED. Il prezzo è di 170 euro.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Sta ritornando l’interesse per i giradischi portatili, abbiamo selezionato alcuni modelli disponibili sul mercato senza dimenticare il passato con un paio di apparecchi decisamente vintage e che potrebbero interessare i collezionisti.

 

Del rinato interesse per il vinile si è detto e scritto di tutto e di più ed era inevitabile che ciò avrebbe avuto effetti anche sul mezzo di riproduzione, ossia, il giradischi. La produzione di questo dispositivo evidentemente dato per spacciato troppo presto, ha avuto una accelerazione ma la questione non è solo numerica: si è lavorato alacremente in termini di ricerca e sviluppo con startup come Gramovox che, proponendo progetti vincenti come il Floating Record (un giradischi verticale), sono riuscite a raccogliere ragguardevoli somme di denaro su piattaforme di crowdfunding. Ma quali sono i giradischi verticali più interessanti? Vi mettiamo al corrente delle nostre preferenze.

 

Floating Record Vertical Turntable

Tutto ha avuto inizio su Kickstarter dove Gramovox, azienda specializzata in elettronica di consumo che produce dispositivi audio per l’ascolto di musica dal design classico ma con tecnologia moderna, ha lanciato la sua raccolta fondi raccogliendo circa 1,6 milioni di dollari. Il giradischi ha una base in legno di noce o acero, il braccio è in fibra di carbonio; inoltre  integra un sistema audio stereo: l’amplificatore è un Tripath TA2024 da 15 W x 2. L’audio è soltanto una scelta, non un obbligo nel senso che è sempre possibile collegare il giradischi a un amplificatore. Il prezzo è di 399 dollari.

Project VT-E

Si parla di miglior giradischi, di conseguenza menzionare Project è inevitabile. Dall’interessante catalogo del produttore austriaco abbiamo scelto il VT-E, un modello verticale che si mette in luce per la buona qualità. Il giradischi può stare in posizione verticale sia appoggiato su un piano sia sul muro (la staffa è compresa nella confezione). Per quanto riguarda il braccio, a seconda delle necessità si può comprare la versione a destra o sinistra. All’estremità del braccio in alluminio c’è la testina Ortofon OM 5E. Il piatto da 30 cm è in metallo e con trazione a cinghia. Il giradischi è disponibile anche in versione bluetooth. Il modello standard costa 349 euro mentre quello con bluetooth costa 449.

 

Auna Verticalo SE DAB

Anche Auna, sempre molto attenta, ha in catalogo un giradischi virtuale e si tratta del Verticalo SE DAB. Un po’ come Gramovox, anche Auna opta per un design retrò ma dalla tecnologia moderna. Oltre alla funzione giradischi, infatti, è possibile ascoltare le emittenti digitali DAB+ oppure sfruttare il bluetooth per la musica in streaming. Avete i vostri brani preferiti su una pendrive? Nessun problema, c’è la porta USB. Infine, gli altoparlanti sono integrati. Il prezzo è di 109,99 euro.

 

Ion Treble LP

Non solo un giradischi verticale ma anche un grazioso oggetto di design per dare un tocco di originalità alla parete dove lo Ion Treble può essere affisso. Vi invitiamo a notare la sua forma chiaramente ispirata ad una chiave di Sol. Due le velocità: a 33 e 45 giri. Grazie al Bluetooth l’audio può essere trasmesso a qualsiasi altoparlante compatibile con questa tecnologia. Ad ogni modo è sempre possibile stabilire un collegamento con le casse utilizzando i cavi. 

È un giradischi wireless quindi non dovete preoccuparvi di sistemarlo vicino a una presa di corrente in quanto è alimentato da una batteria ricaricabile che garantisce diverse ore di autonomia. Il sistema di trasmissione a cinghia è molto silenzioso, tuttavia se l’idea di sistemare il giradischi su un muro non vi piace o per altri motivi non è praticabile, è sempre possibile sistemarlo su un tavolo o altro piano orizzontale senza che ciò influisca sul funzionamento.

 

Roy Harpaz TOC vertical record player

Per chi è particolarmente attento al design c’è il TOC di Roy Harpaz. Non è un giradischi per audiofili ma è sicuramente un oggetto interessante dal look semplice. Può essere controllato con il telecomando oppure mediante i pulsanti presenti sul pannello. Interessante l’idea di una spazzola in fibra di carbonio integrata per catturare la polvere così da evitare che si accumuli sul disco in ascolto. Buoni i materiali con la parte esterna in legno di noce. Ci sono ben due porte USB per collegamenti con smartphone, computer e unità flash.

Qualcosa di vintage

Il giradischi verticale non è una novità degli ultimi anni. Già in passato, con fortune alterne, si è cercato di proporre al pubblico dispositivi del genere. Scopriamo alcuni vecchi modelli. Cominciamo con il Technics SL-V5, un giradischi a trasmissione diretta. Il giradischi era relativamente leggero, almeno paragonato al prossimo modello del 1983, il Mitsubishi LT-SV a due velocità, trasmissione a cinghia e completamente automatico. Ha incorporato in sintoamplificatore.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Giradischi – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Negli ultimi anni registriamo un rinato interesse per il vinile, non si tratta di una sensazione ma considerazioni fatte alla luce di dati verificati, quelli della Recording Industry Association of America le cui stime per il 2020 parlano di un sorpasso al CD in termini di ricavi, una cosa che non accadeva dall’ormai lontano 1986. Ma per rendersi conto dell’aumento dell’interesse per il vinile rispetto al CD, basta guardare i prezzi che sono più alti per gli LP, indice di una maggiore domanda. È naturale che se aumenta l’interesse verso gli LP, di riflesso cresce anche per i giradischi, indispensabili per l’ascolto dei vinili. Pertanto abbiamo pensato di proporvi alcuni apparecchi che potrebbero interessarvi. Vi anticipiamo due modelli della nostra selezione: Ideale per chi cerca qualcosa che ben si abbini all’arredamento classico della casa è il Giradischi dl 7-in-1 Legno D’epoca con Bluetooth mentre gli ascoltatori più esigenti troveranno interessante il Technics SL-1200MK2XG.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 7 migliori giradischi – Classifica 2020

 

Di seguito trovate i giradischi da noi selezionati tra quelli venduti online e organizzati secondo una classifica. Ogni giradischi è corredato di una recensione che spiega caratteristiche, pregi e difetti. Un link in corrispondenza di ogni articolo vi suggerisce dove acquistare ma ricordate sempre di confrontare i prezzi.

 

 

Giradischi vintage

 

1. Giradischi dl 7-in-1 Legno D’epoca con Bluetooth

 

La prima cosa che balza alla vista di questo giradischi vintage è il suo design, che lo rende un bell’oggetto d’arredamento per chi predilige il classico. Potete crederci, il design è l’unica cosa retrò di questo articolo che per il resto dimostra di essere al passo coi tempi, basta dare una rapida occhiata alle sue caratteristiche per capirlo. 

È dotato di Bluetooth ma anche di lettore CD e porta USB per stabilire una connessione con il computer al fine di convertire i vostri vinili in file MP3, oppure collegare una pendrive contenente le vostre canzoni preferite. Sul display LED potete leggere comodamente tutte le informazioni. 

Il giradischi supporta tre velocità: 7, 10 e 12 RMP. Inutile dire che non è un giradischi per audiofili, oltretutto la potenza audio è scarsa e i bassi sono deboli. Come entry level può sicuramente essere un buon acquisto, soprattutto se cercate qualcosa che ben si sposi con l’arredamento classico di casa vostra mentre con un arredamento moderno, stona parecchio.

 

Pro

Design: Se vi piacciono le cose vintage vi innamorerete di questo giradischi che ha nel suo stile retrò uno dei punti di forza.

Non manca nulla: È un dispositivo completo di tutto, a discapito del suo aspetto “antico”, ha tutte le funzioni più moderne a cominciare dal bluetooth e dalla porta USB.

 

Contro

Audio: Non è che si senta male, anche se non è un giradischi per audiofili, però il volume pecca di potenza.

Bassi: Grande delusione sono i bassi che in questo caso sono parecchio fiacchi, le casse integrate sicuramente non aiutano.

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Giradischi Technics

 

2. Technics SL-1200MK2XG 

 

Il richiamo ai giradischi che hanno fatto la fortuna di Technics negli anni ‘70 è evidente ma non mancano gli aggiornamenti, Troviamo un motore coreless a trazione diretta che nonostante la sua potenza è molto silenzioso, la regolarità della rotazione elimina i problemi di vibrazione. Il suono che produce è caldo e ricco di sfumature. 

Siamo certi che il piatto vi piacerà tanto quanto è piaciuto a noi, visto che è in alluminio pressofuso. È un giradischi bilanciato con il peso ottimamente distribuito. Il braccio in lega di magnesio è leggero, stabile e preciso, anche grazie alle famose sospensioni cardaniche Technics che assicurano grande sensibilità. 

Tutt’altro che trascurata è stata la scelta dei materiali che come risultato ci restituiscono un giradischi molto solido e sicuramente destinato a lunga vita. Segnaliamo, infine, i terminali audio che sono realizzati in ottone fresato placcato oro. L’unica cosa negativa è il prezzo ma del resto si tratta di un giradischi di buona qualità.

 

Pro

Motore: Il giradischi è dotato di un ottimo motore che assicura al piatto una rotazione regolare, uniforme, eliminando le vibrazioni.

Piatto: Ben realizzato, è in alluminio pressofuso con una struttura a tre strati, più uno di gomma sulla parte posteriore e che elimina risonanze superflue.

Materiali: Ottima la scelta dei materiali, tutti di buonissima qualità. Il giradischi è solido e non teme il trascorrere del tempo.

 

Contro

Costo: Ne abbiamo decantato le doti ma tanta qualità, com’è giusto che sia, ha sempre un prezzo alto da pagare.

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Giradischi Pioneer

 

3. Pioneer PL-990, Giradischi stereo completamente automatico

 

Che si tratti di un giradischi entry level ci si mette poco a capirlo, anche se non si è dei grandi esperti. Il giradischi Pioneer è completamente automatico. È dotato di un braccio dritto a massa bassa, buona la sua sensibilità e la resistenza alla risonanza. 

Il PL-990 può essere ritenuto un buon giradischi nel momento in cui è inserito in un impianto Hi-Fi entry level, se accoppiato con un buon amplificatore di fascia medio bassa può dare delle belle soddisfazioni ma è chiaro che gli ascoltatori più esigenti devono tenersi alla larga da questo modello. I materiali rappresentano uno dei punti più bassi: c’è un mare di plastica. 

Tuttavia ciò non pregiudica il funzionamento, a proposito, la trazione è a cinghia. Il comparto connettività è ridotto al minimo indispensabile pertanto non aspettatevi di trovare una porta USB per collegare il giradischi al vostro computer. Assente anche il Bluetooth. Il design è abbastanza anni ‘80. Il pannello anteriore è semplice e intuitivo: selettore della velocità e pulsanti play, stop e Up/Down sono ben evidenti così come sono poco solidi.

 

Pro

Prezzo: Valutandone pregi e difetti siamo giunti alla conclusione che il PL-990 ha un buon rapporto qualità/prezzo

Braccio: Quello del giradischi è caratterizzato da una buona sensibilità e resistenza alle risonanza, non era scontato per un prodotto di fascia bassa.

 

Contro

Materiali: Basta un colpo d’occhio per capire di essere al cospetto di un giradischi entry level ma se non vi fidate dei vostri occhi, toccate con mano e resterete delusi.

Connettività: Davvero ridotta all’osso, ci sono giusto i collegamenti per i cavi all’amplificatore; niente porta USB e Bluetooth.

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Giradischi Thorens

 

4. Thorens TD 158 Giradischi Automatico

 

Vogliamo cominciare con un piglio polemico: chi conosce il marchio Thorens sa che i suoi prodotti se li fa pagare bene ma il nome non basta a giustificare un prezzo alto e nel caso del TD 158 si ha l’impressione di pagare più che altro il brand. 

Insomma, sebbene sia un buon giradischi entry level, a queste cifre ci saremmo aspettati qualcosa di più. Innanzitutto la potenza audio non ci convince e i bassi sono penalizzati. L’utilizzo è di grande semplicità essendo tutto automatico. Molto bene il braccio, degno del marchio e con la funzione autostop, perciò terminato il disco torna alla sua posizione di riposo. 

Dal design sobrio, il giradischi Thorens è comunque caratterizzato da materiali di buona qualità e da una struttura solida. È un apparecchio con pochi fronzoli ma lavora bene, in sostanza è un entry level che probabilmente cosa un tantino più di quanto dovrebbe.

 

Pro

Materiali: La qualità è certamente consona a un marchio come Thorens, tutta la struttura è molto solida.

Uso intuitivo: Il giradischi è molto semplice da usare, una volta collegati i cavi all’amplificatore siete pronti a godervi i vostri vinili.

 

Contro

Costo: A nostro parere il rapporto qualità/prezzo è un po’ sfavorevole, la sensazione è che si paghi più per il marchio che per il giradischi.

Bassi: Il giradischi non ha una buonissima qualità audio, in particolare riteniamo che i bassi siano un po’ penalizzati.

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Giradischi Pro-Ject

 

5. Pro-Ject Debut Carbon (DC) 080925

 

Non è un apparecchio top gamma ma è certamente più di un entry level. Il giradischi Pro-Ject Duo Carbon ha al suo arco un bel po’ di frecce ma avvertiamo i neofiti che potrebbero avere qualche difficoltà, ad ogni modo su queste ci torneremo in seguito. 

Il dettaglio più interessante, secondo noi, è il braccio in carbonio che in precedenza si trovava soltanto su giradischi ben più costosi di questo. All’estremità del braccio c’è la puntina Ortofon OM10; davvero una bella accoppiata. Ma torniamo sul braccio e sul suo pregio principale: grazie al carbonio aumenta la rigidità e diminuisce la risonanza indesiderata. Attenzione, il braccio non è automatico. 

Il piatto è grande e pesante, ciò comporta una rotazione molto fluida. La stabilità è massima e non ci sono vibrazioni. I materiali sono di buonissima qualità. Una tirata d’orecchie dobbiamo farla per le istruzioni poco chiare, l‘utente potrebbe avere delle difficoltà nel calibrare il braccio. Scomodo il sistema per passare da 33 a 45 giri, bisogna sollevare il piatto e sposare la cinghia sulla puleggia.

 

Pro

Braccio: In carbonio, è probabilmente l’elemento più interessante del giradischi, una scelta che solitamente si trova su prodotti top gamma: ha una buona rigidità e diminuisce le risonanze indesiderate.

Piatto: Da apprezzare il piatto, grande e pesante, per la sua rotazione estremamente fluida, ottima la stabilità.

 

Contro

Istruzioni: Dobbiamo segnalare che le istruzioni non sono proprio chiarissime e qualche utente potrebbe avere difficoltà a calibrare il braccio.

Manuale: Tutto va fatto a mano, non solo il braccio va riposizionato manualmente ma anche il passaggio da 33 a 45 giri richiede il sollevamento del piatto e lo spostamento della cinghia sulla puleggia.

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Giradischi Sony

 

6. Sony PS-LX300USB Giradischi USB

 

Il giradischi Sony è un entry level dotato di porta USB e un programma per la conversione dei dischi in file MP3, perciò se volete trasformare la vostra collezione di LP in digitale l’operazione è davvero semplice e veloce. 

La trazione è a cinghia e quanto alla capacità di assorbire le vibrazioni, ci riteniamo soddisfatti. Buona la rotazione del piatto, fluida e uniforme. Il braccio è automatico, la puntina modesta. Sicuramente questo modello si inserisce bene all’interno di un impianto Hi-Fi di fascia medio bassa e quanto appena detto fa capire che non è adatto per gli audiofili. 

I materiali sono di qualità non eccelsa, plastica per la maggior parte e, visto il prezzo, c’era da aspettarselo. A ogni modo questo giradischi risulta tra i più venduti, complice anche il fatto che Sony è pur sempre una garanzia per i consumatori.

 

Pro

Prezzo: Il giradischi è venduto a un costo accessibile, è un entry level ma secondo noi migliore di molti altri che si collocano nella medesima fascia di prezzo.

Piatto: Possiamo ritenerci soddisfatti per la fluidità e uniformità di rotazione del piatto, sempre ragionando in un’ottica entry level.

Connettività: È dotato di porta USB per stabilire un collegamento con il computer e anche di un programma per la conversione dei vinili in file MP3.

 

Contro

Materali: Ce lo aspettavamo e infatti non sono di buona qualità, le plastiche sono modeste, i pulsanti un po’ ballerini.

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Giradischi Crosley

 

7. Crosley Chalkboard Cruiser Giradischi Portatile a Tre Velocità

 

È un apparecchio per chi ha poche pretese e magari cerca al contempo un delizioso complemento d’arredo. Il giradischi Crosley ha le casse incorporate dalle quali esce un audio di discutibile qualità ma del resto non parliamo di un impianto Hi-Fi né di un oggetto che può farne parte. 

Il dispositivo, infatti, sta bene da solo, ideale per rispolverare la vecchia collezione di vinili che si aveva abbandonato da tempo. È dotato di porta USB per un collegamento con il computer. Quando non in uso si chiude e prende la forma di una valigia, ne consegue che il trasporto è di grande semplicità. Non aspettatevi grandi cose dai materiali che comunque sono in linea con il prezzo.

 

Pro

Design: Sicuramente originale, ne consegue che il giradischi funge anche da grazioso complemento d’arredo.

Porta USB: Essendo collegato di porta USB il giradischi può essere collegato al computer al fine di convertire i vinili in file MP3.

 

Contro

Audio: La qualità è di basso livello, il volume è ben poca cosa così come il suono non è lontanamente paragonabile a quello di un giradischi adatto a un impianto Hi-Fi anche solo entry level.

Materiali: Trattandosi di un giradischi economico era facile attendersi dei materiali di bassa qualità e infatti è proprio così.

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Accessori

 

Puntina per giradischi

 

Audio-Technica AT 95EB Testina a Magnete Mobile

 

È una puntina per giradischi che non definiremmo economica, tuttavia costa meno di molte altre destinate a giradischi top gamma. La sensazione è che la AT95EB abbia un più che buon rapporto qualità/prezzo. 

È precisa, su questo non abbiamo dubbi e la riproduzione audio è di buon livello. Quanto alla compatibilità, pur non essendo universale va comunque bene per la gran parte dei giradischi, soprattutto quelli di fascia medio alta. Consigliata a chi non vuole spendere troppo ma avere comunque a disposizione una testina affidabile.

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Come scegliere un buon giradischi

 

Negli ultimi tempi, complice il rinato interesse per il vinile, sono aumentate le offerte per i migliori giradischi del 2020. Sul mercato, a fianco della migliore marca del settore troviamo anche produttori meno noti che tuttavia riescono a proporre buoni giradischi a prezzi bassi. Dobbiamo dire che su questi modelli meno noti abbiamo letto parecchi pareri positivi, anche se non si tratta di articoli destinati agli audiofili che come tutti sappiamo sono molto esigenti e in virtù di ciò, non si fanno problemi a spendere grosse cifre per comprare il miglior giradischi. 

È probabile che i suddetti audiofili non abbiano bisogno dei nostri consigli, loro sanno sempre molto bene quale giradischi comprare, hanno le idee chiare in merito e si tengono sempre informati sulle novità del settore. Chi audiofilo non è, però, giustamente chiede a noi come scegliere un buon giradischi. Noi non vogliamo limitarci a fare una comparazione tra questo e quel modello, vogliamo dare una serie di indicazioni che consentano al lettore di scegliere in autonomia.

La trazione

Da cosa dipende la qualità del suono di un giradischi? Da una serie di fattori. Un buon giradischi è capace di leggere con precisione massima le informazioni impresse sul disco. In virtù di ciò telaio, braccio e testina giocano un ruolo fondamentale unitamente alla qualità dei materiali e alle caratteristiche meccaniche. 

La rotazione del piatto è impressa dal motore elettrico, questo deve girare con precisione. Ora nel far girare il piatto può entrare in gioco la cinghia oppure no; in questo caso invece di trasmissione a cinghia si parla di trasmissione diretta. Un giradischi a trazione diretta parte istantaneamente o quasi alla velocità corretta. Tale caratteristica fa sì che i giradischi a trazione diretta siano quelli preferiti dai DJ, gli audiofili, invece, sono molto legati alla trazione a cinghia.

 

Il telaio

Non sappiamo neanche noi dirvi da quanto duri la disputa tra i giradischi con telaio rigido e sospeso. Qual è il migliore? Beh, una risposta univoca non c’è, piuttosto ci sono due correnti o se preferite scuole di pensiero, per non dire che ci sono due fazioni che portano avanti una eterna battaglia. 

Il telaio rigido riduce le vibrazioni del motore attraverso un sistema di fissaggio. In pratica il motore è fissato al telaio, anche se ci sono modelli top gamma con il motore separato dal telaio. Il giradischi con telaio rigido presenta il vantaggio di restare stabile nel tempo una volta regolato e posizionato correttamente. 

Nel secondo caso il telaio si appoggia su un ripiano; un secondo telaio è inserito nel primo ed è sospeso con delle molle di acciaio. Un sistema del genere presenta una certa instabilità della regolazione delle molle nel tempo. Tuttavia gli appassionati si divertono a sostituire le molle e/o regolarle nuovamente.

Tenete conto degli altri componenti dell’Hi-Fi

Quanto spendere per l’acquisto del vostro nuovo giradischi? Vale la pena comprare il migliore sul mercato? Allora, partiamo da un punto che secondo noi è fondamentale. Il giradischi è uno degli elementi che compongono un impianto Hi-Fi. 

Ora, quando si decide di comporre un impianto ad alta definizione bisognerebbe cercare di comprare tutti gli elementi di equivalente qualità. Per intenderci associare un giradischi top gamma a un amplificatore entry level e alle casse che avete recuperato dal vecchio stereo che che avevate fin da ragazzini, ha poco senso, anche se è più economico fare così. 

A questo punto se non volete rinunciare al giradischi top gamma ma soprattutto sfruttarne le potenzialità, necessariamente dovrete rifare daccapo l’impianto Hi-Fi comprando tutti gli elementi top gamma con una spesa bella alta. In caso contrario avrete solo un costosissimo giradischi che vi renderà come una Ferrari bloccata nel traffico.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona un giradischi?

Una volta appoggiato il disco sul piatto, questo gira a una velocità costante per mezzo di un motore elettrico. La trasmissione può essere a cinghia oppure diretta. Sul disco, ai fini della riproduzione, poggia una puntina sostenuta dal braccio. I solchi sul disco fanno vibrare la puntina. Tali vibrazioni, nei moderni giradischi, producono deboli segnali elettrici da una bobina che si trova nel corpo della testina. I segnali sono preamplificati da un circuito detto “pre MC” per poi passare dal circuito di amplificazione vero e proprio, dunque arrivano all’amplificatore finale che trasferisce il segnale alle casse.

 

Come collegare il giradischi al PC?

Per collegare il giradischi al computer basta servirsi di un cavo USB, sempre che il giradischi sia dotato dell’apposita porta.

 

Come cambiare la puntina del giradischi?

L’operazione si esegue dopo aver scollegato il giradischi dalla corrente elettrica. La testina presenta dei connettori che vanno rimossi aiutandosi con una piccola pinza. Bisogna essere delicati e fare attenzione a non rompere nulla. Verificate l’eventuale presenza di viti e allentate fino a toglierle. Adesso la testina può essere estratta e sostituita con la nuova. Sempre aiutandovi con la pinza e con uguale delicatezza ricollegate i connettori.

 

Come pulire la puntina del giradischi?

Il metodo più efficace è usare un piccolo spazzolino con setole morbide passandolo sulla punta con movimenti verticali.

 

Come regolare la velocità del giradischi?

Nei giradischi automatici, c’è un selettore che permette di cambiare la velocità di rotazione del piatto. Altro modelli richiedono un intervento manuale, dunque va sollevato il piatto e va spostata la sede della cinghia per variare la velocità.

 

Quando sostituire la puntina del giradischi?

Molto spesso nelle istruzioni che si accompagnano al giradischi è riportato dal produttore dopo quante ore la testina andrebbe cambiata. Ad ogni modo una testina assicura almeno 500 ore di vita. Tuttavia è l’orecchio che può dirvi quando è giunto il momento di una nuova testina. Quando lo stilo si deteriora, si sente il suono distorto o comunque alterato. Provate a pulire la testina, se la situazione non cambia, allora la puntina va sostituita.

 

 

 

Come utilizzare il giradischi

 

Se anche voi vi siete uniti al club degli amanti del vinile, non potete prescindere da un buon giradischi. Già, ma siete nuovi dell’argomento e magari non sapete bene come usarlo. Vi diamo alcune dritte che potrebbero tornarvi utili.

 

La selezione della velocità

I dischi richiedono di girare a velocità diversa, i più comuni sono quelli a 33 e 45 giri ma ci sono anche i dischi a 78 giri. Sul vostro giradischi trovate un selettore per la velocità, per farvela semplice, i dischi grandi, il classici LP vanno a 33 giri, dunque dovete impostare il selettore si quella velocità. I dischi più piccoli, invece, sono a 45 giri.

 

Il braccio

Nei giradischi automatici potete muovere manualmente il braccio, tuttavia è bene usare i pulsanti. Ne trovate tre: il primo (Up and down) che serve per sollevare e abbassare il braccio, poi c’è il pulsante start che fa avviare la rotazione del piatto e infine il tasto stop per fermare la rotazione.

 

Un giradischi adeguato all’impianto

È molto importante che il giradischi sia qualitativamente parlando in linea con gli altri componenti dell’’impianto Hi-Fi. Cosa significa? Che non ha senso abbinare un giradischi top gamma  ad un impianto entry level e allo stesso tempo sarebbe un sacrilegio avere un impianto top gamma e poi abbinarlo a un giradischi di bassa qualità. Per sfruttare le reali potenzialità del dispositivo e non sprecare denaro, è importante che tutte le componenti dell’impianto abbiamo più o meno la stessa qualità.

 

 

Convertire il vinile in MP3

Noi non ne capiremo mai le ragioni, tuttavia c’è chi vuole convertire in file MP3 la collezione di vinili. In questo caso vi serve un giradischi con porta USB che consenta di stabilire un collegamento con il computer e poi usare uno dei programmi disponibili (spesso allegati al giradischi) per la digitalizzazione dei dischi.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Giradischi Vintage – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensione

 

Dopo essere stato oscurato dal CD e in seguito dalla musica digitale, il vinile sta tornando lentamente sulle scene, per questo molte ditte si sono prodigate nella produzione di giradischi dai vari design. In questa guida vi aiuteremo a effettuare una comparazione tra le offerte e vi daremo qualche idea su come scegliere un buon giradischi vintage. Nel caso non abbiate tempo di leggere, possiamo subito consigliarvi l’ottimo giradischi Auna Belle Epoque 1908 che vi stupirà con un design spettacolare e la sua elevata versatilità, il tutto ad un prezzo molto interessante. Degno di menzione anche Amzdeal Giradischi Bluetooth, dotato di porta USB in cui collegare una chiavetta USB e trasformare la musica del vinile in digitale.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior giradischi vintage?

 

Chi si poteva immaginare solo qualche anno fa che il vinile sarebbe tornato di moda? Grazie allo sviluppo tecnologico dei dispositivi audio adesso tutti possono permettersi un giradischi per poter godere del suono più autentico che un formato audio possa dare. Se amate il design e cercate un prodotto dall’estetica particolare, vi consigliamo di leggere i nostri suggerimenti qui di seguito che vi aiuteranno a capire quale giradischi vintage comprare senza fare l’acquisto sbagliato.

 

 

 

Design

I giradischi sono già un po’ vintage di loro, ma si sa che gli amanti del retrò non si accontentano facilmente. Per questo diverse ditte si sono inventate giradischi con design fantasiosi in grado di soddisfare a pieno i gusti dei consumatori.

Tra i giradischi vintage più venduti troviamo quelli incorporati in una valigetta. Questo particolare design permette di trasportare il dispositivo ovunque si voglia, chiudendo la valigetta con le apposite sicure. È una buona soluzione nel caso si vada da amici per ascoltare musica insieme o magari per fare un bel regalo. Il secondo design più comune è quello a Jukebox. I giradischi con questo design sono più ingombranti, ma sono davvero dei gioiellini in quanto ad estetica. Alcuni ricalcano lo stile dei primi del ‘900, mentre altri sono simili a grammofoni e possono diventare piacevolissimi oggetti decorativi.

 

Funzioni

Come per l’estetica, i giradischi vintage differiscono tra di loro anche nelle funzioni offerte. A causa delle dimensioni ridotte, quelli con forma a valigetta sono più limitati, sebbene possano soddisfare diverse esigenze. Per esempio molti di questi modelli hanno un’uscita per le periferiche USB e per le schede SD.

Collegando una chiavetta sarà possibile convertire le tracce del vinile in formato digitale salvandole su periferica USB o sulla scheda di memoria. I giradischi di dimensioni più grandi come quelli in stile Jukebox hanno diverse aggiunte, come ad esempio il lettore CD. Alcuni modelli hanno addirittura la radio AM/FM e il mangiacassette, una vera chicca per chi dispone di una collezione di vecchie musicassette o magari è un fan di gruppi un po’ nostalgici che continuano a produrre su questo formato.

 

 

Audio

Per molti il vinile è il supporto fisico migliore sul quale ascoltare musica, per questo gli audiofili amano i giradischi e cercano sempre il massimo dal suono espresso. I giradischi vintage solitamente puntano un po’ di più sul design che sulla qualità sonora, ma comunque possono dare delle buone soddisfazioni.

Gli speaker integrati garantiscono un’emissione sonora decente, sebbene la qualità vari da modello a modello. Per ottenere prestazioni migliori si potranno collegare delle casse esterne, ma prima è meglio assicurarsi che il giradischi vintage abbia l’uscita giusta. I prodotti più tecnologici dispongono anche di connessione Bluetooth, in modo che oltre allo streaming tramite smartphone e tablet si possano anche utilizzare cuffie per non disturbare il vicinato. Con questi piccoli suggerimenti speriamo di esservi stati d’aiuto. Adesso diamo spazio alle recensioni dei prodotti consigliati.

 

I 6 Migliori Giradischi Vintage – Classifica 2020

 

Di seguito vi proponiamo le recensioni di cinque giradischi vintage che hanno colpito la nostra attenzione, sia per la loro qualità sia per il prezzo proporzionato a quanto sono in grado di offrire.

 

1. Auna Belle Epoque 1908 Impianto Stereo Retrò, Giradischi

 

Principale vantaggio:

È completo di tutto: l’ascoltatore, oltre al giradischi, potrà usufruire della radio, del lettore CD e, questa sì davvero una cosa antica, un mangianastri.

 

Principale svantaggio:

L’impianto audio Auna non si mette in luce per la qualità audio eccelsa, in altre parole non è assolutamente proponibile a un audiofilo o a chi comunque ha l’udito esigente.

 

Verdetto 9.6/10

Idea sicuramente carina per chi è in cerca di oggetti dal design vintage: Auna ha avuto una grande attenzione per i dettagli e gliene va dato atto.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Completo

Spesso le apparenze ingannano e la regoletta vale anche nel caso del dispositivo Auna, antico solo nell’aspetto. In realtà ci troviamo di fronte a un impianto stereo completo o quasi. Oltre al giradischi l’ascoltatore potrà godersi i suoi programmi radio preferiti vista la presenza di un sintonizzatore, ascoltare la musica su CD o perché no, sulle musicassette.

Abbiamo dimenticato qualcosa? Pare proprio di sì: chi lo desidera può collegare una pendrive e convertire in formato MP3 la musica presente sugli altri supporti, a cominciare dai vinili. Dunque, se fino ad ora avete rinunciato a comprare un piccolo impianto musicale perché stonava con il vostro arredamento classico, adesso potrete finalmente farlo.

Non adatto agli audiofili

Il Belle Epoque 1908 non è un sistema di riproduzione musicale adatto a chi ha determinate pretese quando ascolta un disco. È un prodotto economico che si rivolge a quanti cercano innanzitutto un bell’oggetto da arredamento. La qualità audio è modesta, i bassi sono fiacchi e i diffusori per grossi limiti tecnici non possono assolutamente soddisfare l’orecchio più esigente.

Ciò che si ascolta peggio è certamente il vinile mentre con i CD si nota un lieve miglioramento, anche se non tale da permetterci di parlare di buona qualità audio. Nonostante la presenza di una porta USB atta all’inserimento di una pendrive, lo stereo non è in grado di leggere il contenuto su quest’ultima che dunque ha la sola funzione di archiviazione.

 

In legno massello

I materiali impiegati per la realizzazione del sistema audio Auna Belle Epoque 1908 non sono malvagi, a cominciare dalla parte esterna realizzata in legno massello. Abbiamo gradito il grande sforzo compiuto da Auna per il design: l’attenzione per i dettagli, anche i più piccoli, ci pare evidente: sembra di essere davvero al cospetto di una radio risalente alla prima metà del 1900; il salto indietro nel tempo è garantito grazie a questo oggetto.

Certo, la presenza di un piccolo display dà un tocco steampunk che forse stona ma ad altri potrebbe piacere dunque in merito manteniamo una posizione neutrale. Per quanto riguarda il prezzo, lo riteniamo adeguato all’articolo.

 

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2. Amzdeal Giradischi Bluetooth

 

Tra i migliori giradischi vintage del 2020 abbiamo inserito questo prodotto di Amzdeal che si distingue per il suo formatto a valigetta comodo ed elegante. Si adatta alle esigenze di chi vuole trasportare il dispositivo da una parte all’altra della casa, o magari portarlo in viaggio. Altra nota positiva: il suo prezzo molto conveniente che lo rende più economico rispetto ad altri modelli venduti online.

La funzione bluetooth consente di collegarlo con diversi dispositivi ed utilizzarlo come altoparlante. È presente anche una porta USB per poter inserire varie periferiche e ascoltare la musica in digitale. Inoltre si potranno convertire le tracce del vinile in formato digitale direttamente su chiavetta USB o su scheda SD.

L’audio verrà emesso da due altoparlanti integrati, ma nel caso non bastino potrete collegare gli speaker esterni. I pareri degli utenti sul prodotto sono stati molto positivi, riassumiamo le sue caratteristiche qui di seguito riportando anche l’unico difetto riscontrato.

 

Pro

Qualità-prezzo: I prezzi bassi del prodotto si sposano con un design di qualità e diverse funzioni per ascoltare musica da vinile e da supporto digitale.

Bluetooth: La connessione wireless vi permetterà di collegare smartphone e tablet al giradischi e utilizzarlo come altoparlante. Funziona anche con le cuffie Bluetooth, una soluzione ideale per ascoltare musica senza disturbare gli inquilini.

Speaker: Oltre agli altoparlanti integrati, si potranno collegare speaker esterni per aumentare ulteriormente la qualità audio del prodotto.

Registrazione: Inserendo una scheda SD o una chiavetta USB si potrà passare la musica dal vinile al digitale.

 

Contro

Lettore CD: Manca il lettore CD presente in altri prodotti dello stesso tipo. Ma se non vi interessa, altri difetti importanti non ci sono.

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3. Auna Jerry Lee Giradischi a Cinghia con Altoparlanti Stereo

 

Se sei amante dello stile vintage, allora sarà quasi impossibile non innamorarti a prima vista di questo prodotto.

Chiuso sembra in tutto e per tutto una valigetta da film noir, rivestita in similpelle e decorata da dettagli di metallo ossidati apposta per rendere ancora più straordinaria l’illusione di avere davanti un oggetto di un’altra epoca. Una volta aperto grazie a delle bellissime chiusure a leva, il giradischi svela il piatto e le poche regolazioni necessarie, tra cui spicca la manopola del volume.

Le connessioni sono esterne alla valigetta, ma collocate con maestria dal lato delle cerniere della stessa, così che siano poco visibili. Ad ogni modo esse si limitano all’essenziale, cioè un’uscita RCA per eventuali altoparlanti esterni e una porta USB, che funge sia da attacco per l’alimentazione elettrica sia da connessione con il computer per digitalizzare le tracce presenti sul vinile.

La nostra guida per scegliere il miglior giradischi vintage ti propone anche una rassegna dei pro e contro di questo elegante modello. Se sei interessato ma non sai dove acquistare il prodotto, ti consigliamo di cliccare sul link del negozio qui di seguito.

 

Pro

Design: Il giradischi da chiuso è una vera chicca: si presenta con un look da valigetta da film noir con tanto di dettagli in metallo ossidati.

Essenziale: Non ha molte funzioni, cosa che potrebbe piacerti se cerchi un prodotto senza troppi fronzoli.

USB: La porta USB serve sia per alimentare il giradischi, sia per poterlo connettere al computer e importare le tracce del vinile.

 

Contro

Suono: Secondo i pareri degli utenti la qualità del suono è stata un po’ sacrificata dal design sofisticato del prodotto.

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4. Musitrend Giradischi Bluetooth Vintage a Tre Volocità

 

Magari non è il miglior giradischi vintage in circolazione, ma c’è da dire che al modello di MUSITREND non manca proprio niente. In effetti definirlo un semplice giradischi è abbastanza riduttivo, visto che legge praticamente qualsiasi formato.

Dal lettore CD alla porta per periferiche USB, non ci sarà alcun limite all’ascolto della vostra musica preferita. Aggiungiamo anche il mangiacassette che permette di riascoltare vecchie collezioni di musicassette e magari quelle nuove prodotte dalle band nostalgiche.

Il design piacevole ricorda i vecchi grammofoni, con tanto di manopole per il volume e per la sintonizzazione delle stazioni radio. Il coperchio può tornare utile per proteggere il dispositivo e tenere lontano la polvere dal piatto, inoltre sul retro ci sono le prese per poter collegare speaker esterni. Continuiamo la recensione del prodotto elencandone i pregi e i difetti qui di seguito.

 

Pro

Design: Esteticamente piacevole, il giradischi ricorda vagamente un grammofono degli anni ‘30 con tanto di manopole per la regolazione del volume.

Versatile: Legge praticamente di tutto, dai CD alle chiavette USB. I più nostalgici potranno apprezzare il mangiacassette.

Speaker: Può essere collegato agli altoparlanti esterni per amplificare ulteriormente il suono.

 

Contro

Vinile: Il punto debole del prodotto sta proprio nel suo lettore di vinili che per alcuni utenti è risultato non all’altezza delle aspettative.

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5. Dodocool Giradischi Bluetooth a 3 Velocità

 

Nei nostri consigli d’acquisto poniamo l’attenzione al risparmio, senza però tralasciare la qualità dei prodotti proposti. Il giradischi vintage di Dodocool si presenta in una piacevole valigetta ed è venduto a un prezzo molto interessante.

Il suo particolare formato lo rende molto pratico da trasportare, ideale nel caso vogliate spostarlo da una stanza all’altra della casa o portarlo da amici per ascoltare insieme dei vinili. È dotato di lettore USB/SD per ascoltare la musica in formato digitale o trasformare le tracce dei vinili in file. La connessione Bluetooth consente di effettuare lo streaming della propria musica da smartphone e tablet. Come gli altri modelli sul mercato, anche questo dispone di speaker integrati sebbene a detta degli utenti l’audio emesso sia di bassa qualità.

 

Pro

Elegante: Si presenta in una valigetta molto piacevole da vedere e che lo rende anche un bell’elemento di arredo.

Pratico: La valigetta con chiusura a scatto consente un facile trasporto del giradischi senza il rischio di romperlo.

 

Contro

Audio: Gli speaker integrati non sono un granché, inoltre secondo alcuni utenti anche collegandolo a casse esterne non si otterranno grandi risultati.

Materiali: Risultano poco resistenti e non trasmettono la sensazione di una lunga durata nel tempo.

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6. DAB Giradischi dl 7-in-1 Legno D’epoca con Bluetooth

 

L’aspetto decisamente vintage potrebbe trarre in inganno, in realtà questo giradischi è molto moderno, basti pensare che è dotato di radio DAB. Il giradischi ha tre velocità, a 33, 45 e 78 giri e potete registrare i vostri vinili direttamente su una pendrive; il bello è che per farlo non avete bisogno di software né di collegare il giradischi al computer. 

L’aspetto inganna, lo abbiamo detto all’inizio e infatti chi direbbe mai che c’è anche il bluetooth per stabilire una connessione con il vostro smartphone? Volendo potete anche collegare delle casse esterne. 

La qualità del suono non è soddisfacente, dobbiamo dirlo. Molti hanno ritenuto una scelta infelice mettere il pulsante di accensione sul retro in quanto la posizione è scomoda. Un giudizio negativo dobbiamo esprimerlo anche sui materiali. Concludiamo la nostra analisi avvertendo che il giradischi è un po’ ingombrante.

 

Pro

Tante funzioni: Il punto di forza di questo giradischi sono le tante funzioni che contrastano con il design vintage; ci sono persino la radio DAB e il bluetooth.

Casse eterne: Chi lo desidera ha la possibilità di collegare degli speaker aggiuntivi al fine di migliorare, nei limiti del possibile il volume dello stereo.

 

Contro

Qualità audio: Non è certo un giradischi per audiofili ma anche chi ne capisce poco di qualità sonora si rende conto che in questo caso non è molto buona.

Materiali: Non ci riteniamo soddisfatti per la qualità dei materiali, secondo noi è piuttosto modesta com fa sospettare il prezzo di vendita.

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Auna Belle Epoque 1908 Impianto Stereo xRetrò, Giradischi

 

Se siete amanti del vinile e cercate un giradischi portatile dal design accattivante allora questo modello di Auna è quello che fa per voi. Tra i più venduti per il suo rapporto qualità-prezzo, questo giradischi non mancherà di stupirvi con la sua estetica vintage e la notevole quantità di funzioni.

I vinili andranno posizionati sul piatto posto direttamente sotto il coperchio che potrà essere chiuso per impedire alla polvere di danneggiare il dispositivo. Dispone di un lettore per cassette, cosa che potrete davvero gradire nel caso abbiate in cantina una collezione di nastri musicali da rispolverare.

Non manca un tocco di modernità con il lettore CD, la radio AM/FM, l’interfaccia USB e il display LCD dove si potranno visualizzare tutte le informazioni. L’audio emesso dagli speaker integrati è di buona qualità, ma ovviamente non aspettatevi niente di miracoloso. Nel caso non sappiate dove acquistare il prodotto, potete cliccare sul link del negozio riportato qui di seguito.

 

Pro

Design: Il design di altissima qualità rende questo nuovo lettore vinile un vero e proprio gioiellino per tutti gli amanti del vintage.

Cassette: Oltre ai vinili, dispone di un mangiacassette posto al lato grazie al quale potrete riascoltare tutti i nastri che avete conservato negli anni.

Moderno: Non fatevi ingannare dal look! Questo lettore di vinili dispone di funzioni moderne come l’entrata per periferiche USB, il lettore CD e la radio AM/FM.

Archiviazione: Grazie alla porta USB si potrà copiare il contenuto dei vari formati fisici direttamente sulla chiavetta per poter poi ascoltarli sul PC. Un buon modo per salvaguardare la propria musica.

 

Contro

Audio: Non ci si potrà aspettare un suono spettacolare, sebbene le casse integrate siano comunque di buona qualità.

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Come utilizzare un giradischi vintage

 

Al giorno d’oggi ci sono modi per ascoltare la musica che nessuno avrebbe potuto mai immaginare fino a un paio di decenni fa. Parliamo dei brani trasformati in file MP3 e dello streaming ma anche dei CD, tutte soluzioni che avevano fatto letteralmente sparire dalla circolazione i vinili. Le case discografiche, infatti, non li commercializzavano più, salvo rare eccezioni. Il vinile era dato per morto ma poi qualcosa è cambiato, è rinato l’interesse per questo supporto ormai adorato solo da pochi e nostalgici appassionati convinti che non esista nulla al mondo che possa regalare il sound caldo di un disco. I dischi sono tornati a vendere, con tutti i limiti di un mercato discografico incapace di far registrare i numeri di un tempo, e dunque è ripresa anche la vendita dei giradischi.

 

 

Selezionare i giri

Una delle prime cose da fare quando si decide di ascoltare un disco è selezionare la velocità cui dovrà girare. Le tre possibili sono: 33, 45 e 78 giri. Non tutti i giradischi presentano questi livelli di velocità dunque se si è in possesso, ad esempio, di un 78 giri, accertatevi che vada bene per il giradischi che volete comprare.

 

Usare il panno antistatico

È importante, pertanto, che il vostro giradischi vintage sia dotato di un panno antistatico. No, non stiamo parlando di quelli che si usano per le pulizie domestiche. In questo caso parliamo di un panno generalmente realizzato in velcro che va poggiato sul piatto del giradischi. La sua funzione è di eliminare l’attrito che c’è tra il piatto e il disco (fondamentale per i DJ), rimuovere la carica statica, attenuare i rumori di fondo e le vibrazioni.

 

Avviare il disco

Per avviare il disco, per iniziare l’ascolto della musica. Bisogna portare la puntina che si trova all’estremità del braccio a contatto con la traccia musicale. È un’operazione che si può fare manualmente: si afferra delicatamente il braccio, sollevandolo e portandolo all’altezza della traccia desiderata. Il braccio, o meglio, la sua puntina deve poggiare delicatamente sul disco che nel frattempo starà girando. Esistono modelli che sono in grado di compiere automaticamente questa operazione.

 

 

Coprire il piatto

Il piatto del giradischi va tenuto sempre protetto dalla polvere. Molti modelli vintage hanno un coperchio ma questo potrebbe non bastare, perché la polvere tende a infilarsi ovunque. Suggeriamo di rimuoverla spesso ma senza usare prodotti chimici o acqua.

 

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

Kenley Vinile Vintage

 

Questo modello è molto interessante se volete acquistare un giradischi a basso costo, ma che mantenga lo stile vintage che tanto va di moda oggi. A dire la verità ha un aspetto essenziale, con linee pulite e una struttura in plastica nera che ricorda sì un apparecchio datato, ma forse uno di quelli meno appariscenti.

Ad ogni modo la qualità dei rivestimenti e della puntina è sufficiente a garantire un buona acustica, e gli altoparlanti integrati restituiscono un suono abbastanza potente, soprattutto se consideriamo l’estrema compattezza del prodotto.

In caso dovessi essere insoddisfatto dell’ascolto con le casse integrate, è sempre possibile collegare degli altoparlanti esterni, oppure delle cuffie alla presa apposita.

La maggior parte degli utenti sono rimasti contenti del rapporto qualità prezzo, anche se avrebbero preferito un’attenzione costruttiva un po’ superiore e si lamentano dell’estetica troppo “di plastica” e spartana, che di vintage in fin dei conti ha molto poco.

Controlla adesso quali sono i pro e i contro di questo modello, così potrai verificare se ha davvero tutte le carte in regola per diventare il tuo nuovo giradischi.

 

Pro

Economico: Si tratta di un giradischi vero e proprio, ma si rivela essere più economico di altri modelli venduti online.

Collegamenti: Può essere collegato a delle casse o alle cuffie tramite le apposite entrate.

Suono: I materiali di qualità del modello ti garantiscono un suono decente anche utilizzando gli altoparlanti integrati.

 

Contro

Essenziale: Il look un po’ troppo standard del prodotto non ha convinto gli utenti che avrebbero preferito qualcosa di più originale.

 

 

ION Audio Vinyl Transport Giradischi Ultra Portatile

 

Disponibile in quattro diverse combinazioni di colori vintage, una più bella dell’altra, questo modello proposto da ION si presenta come una valigetta stile anni ’50 e può dare un tocco glamour a qualunque tipo di abitazione. Può essere alimentato dalla rete elettrica casalinga grazie all’adattatore incluso nella confezione, inoltre è dotato di uscite RCA per collegarlo all’amplificazione di casa e ascoltare i dischi con un impianto ad alta fedeltà.

Tuttavia, come è facile intuire dal nome, questo prodotto è stato progettato per un uso mobile, tant’è vero che ha gli altoparlanti integrati e può essere alimentato con normali pile alcaline, al posto della corrente elettrica.

È dotato di una funzione di autospegnimento, che si attiva alla fine di ogni disco e si rivela preziosa per risparmiare energia quando è alimentato a pile. Insomma potrebbe essere il compagno perfetto per un picnic in stile vintage con tovaglia a quadri e cestino di vimini.

Se i tuoi articoli preferiti sono quelli con prezzi bassi, allora potrai apprezzare questo modello. Prima di fiondarti all’acquisto potresti leggere i pro e i contro, così da essere davvero sicuro che questo sia il giradischi giusto per le tue esigenze.

 

Pro

Portatile: Questo modello è stato progettato per un utilizzo portatile. Grazie alle casse integrate e all’alimentazione a pile potrai usarlo dove vorrai in qualsiasi momento.

Valigetta: Quando viene chiuso ricorda una valigetta anni ’50 ed è elegante sia da portare in giro sia da tenere in casa.

Autospegnimento: Il giradischi si spegne ogni volta che un disco finisce, limitando il consumo delle pile.

 

Contro

Potenza: Può essere opportuno collegare delle casse esterne tramite l’RCA per ottenere una qualità di suono migliore, dato che gli speaker integrati sono poco potenti.

 

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Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Puntina per Giradischi – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Visto che i vinili stanno tornando di moda tra gli appassionati di musica, forse è il caso di rimettere in sesto il proprio vecchio giradischi comprando una nuova puntina. Visto che in commercio ci sono davvero tantissimi modelli, consigliamo vivamente di leggere la nostra guida che aiuterà a scegliere la migliore puntina per giradischi e a fare un buon investimento. Nel caso non si abbia tempo a disposizione, possiamo subito consigliare il modello Shure M44-7 adatto a tutti i DJ e capace di riprodurre le tracce con un’alta qualità sonora. In alternativa si potrà optare per Thakker EPS 24 CS, un prodotto più economico ideale per dare vita nuova al proprio giradischi.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere la migliore puntina per giradischi?

 

Chi ha intenzione di scendere in cantina a recuperare il proprio vecchio giradischi dovrà per forza procurarsi una nuova puntina per poter leggere i vinili e tornare ad ascoltarli. Leggendo la recensione delle puntine giradischi presenti sul mercato che abbiamo inserito in classifica sarà possibile effettuare un confronto tra i prezzi e scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Qui di seguito sarà possibile trovare dei consigli d’acquisto molto utili per capire quali sono le caratteristiche principali da cercare in un prodotto.

 

 

Qualità

Una delle caratteristiche principali di cui tenere conto quando si acquista una puntina per giradischi è la qualità del suono che è in grado di far ottenere all’apparecchio. Ovviamente da questo fattore dipende anche l’impianto hi-fi al quale il dispositivo verrà collegato, ma possiamo assicurare i lettori che con una puntina scadente si otterranno risultati davvero poco soddisfacenti.

Per questo si dovrebbe sempre optare per una puntina in diamante montata su una testina in lega di alluminio, in modo da poter leggere i propri vinili con una qualità sonora alta e soprattutto salvaguardandoli dai graffi. I DJ che si dilettano con il turntable e lo scratching saranno quasi obbligati a optare per un prodotto più costoso di alto livello che permette di ascoltare i vinili esaltando la qualità dei bassi di ogni brano. Chi invece deve semplicemente ridare vita al proprio giradischi potrà trovare puntine ad un prezzo più basso.

 

Montaggio

La sostituzione o il montaggio di una puntina nuova potrebbero non essere proprio semplicissimi per tutti. Chi ha meno dimestichezza con questo genere di oggetti avrà qualche problemino, ma seguendo le istruzioni attentamente e qualche tutorial video sul web si riuscirà a venirne a capo.

È importante però assicurarsi che la puntina desiderata abbia in dotazione i diversi componenti per il montaggio come cavi e viti, senza dei quali non è possibile installarla correttamente sul giradischi, e che devono essere di buona qualità in modo da poter effettuare l’installazione senza errori e senza rischiare che la testina si smonti dal braccio durante la lettura del vinile, per questo suggeriamo di controllare bene l’effettiva qualità dei componenti prima di acquistare il prodotto.

 

 

Compatibilità

Non tutte le puntine e testine vanno bene con tutti i giradischi, per questo prima di comprare un modello si dovrà fare molta attenzione alla compatibilità. Non basterà quindi vedere la scheda del prodotto, anzi nel dubbio è bene chiedere il parere a qualche esperto o magari informarsi leggendo siti specializzati su internet e forum. Solitamente le testine e puntine della stessa marca del proprio giradischi dovrebbero andare più che bene, ma nel caso si possieda un lettore vinile particolare o magari molto datato sarà il caso di informarsi.

Quindi è meglio non fiondarsi subito sulla puntina della migliore marca alla cieca, altrimenti si rischierà di fare un cattivo investimento e sprecare i propri soldi.

 

Le 5 Migliori Puntine per Giradischi – Classifica 2020

 

Ci auguriamo di aver fatto un po’ di chiarezza su come scegliere una buona puntina giradischi nei nostri consigli d’acquisto. Adesso passiamo alle recensioni dei prodotti venduti online presenti nella nostra classifica, grazie alle quali si potrà effettuare una comparazione tra le offerte e dei vari vantaggi di ogni modello. In questo modo sarà possibile acquistare la migliore puntina giradischi per le proprie esigenze.

 

 

1. Shure M44-7 Testina da Dj per lo Scratch

Principale vantaggio:

Il marchio Shure è leader mondiale nel settore di produzione delle puntine da giradischi, i suoi prodotti hanno un costo elevato ma sono i migliori sul mercato; la testina fonografica Shure M44-7 non fa eccezione ed è apprezzata soprattutto dai DJ professionisti.

 

Principale svantaggio:

Il costo delle puntine Shure, a prescindere dal modello, è decisamente elevato e quindi non accessibile a tutti; se non avete esigenze particolari, o professionali, meglio orientarsi su qualcosa di più economico.

 

Verdetto 9.9/10

Nonostante il costo elevato è una delle puntine per giradischi Shure più vendute, soprattutto grazie alle sue particolari specifiche che la rendono ideale per i DJ.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Alta qualità Shure

Shure Incorporated venne fondata nel 1925 a Chicago, da Sidney N. Shure, e inizialmente si occupava esclusivamente di distribuzione e rivendita di kit audio; nel 1931 diede vita a un comparto di progettazione e produzione, cominciando a rivendere i prodotti con il proprio marchio. In quasi cento anni di presenza ininterrotta sul mercato, Shure si è guadagnata la vetta della notorietà a livello mondiale, nel settore di produzione di microfoni, radiomicrofoni, auricolari, cuffie, puntine per giradischi, mixer, DSP e altri accessori audio, grazie all’affidabilità e all’elevata qualità dei suoi prodotti.

La testina fonografica M44-7 non fa eccezione a questa regola, anzi, basta dire che questo è lo stesso modello utilizzato dai migliori DJs del mondo, tra i quali gli Ex-inivisibl Skratch Piklz, gli X-ecutioners e i World Famous Beat Junkies.

Elevata potenza sonora

Le sue specifiche la descrivono come una testina a magnete mobile, con montaggio standard da mezzo pollice, del peso netto di 6,7 grammi e una forza di tracciamento variabile da 1,5 a 3 grammi; questo la rende robusta, resistente ai salti e, allo stesso tempo, riduce notevolmente l’usura sul disco.

Il suo cantilever a diametro allargato Tipo S è un disegno esclusivo Shure, ed è realizzato in lega di alluminio tubolare sottoposta a trattamento termico; la puntina, invece, è sferica e ha una risposta in frequenza variabile da 20 Hz a 17 kHz, cosa che le permette di assicurare dei bassi profondi e corposi.

Ma la caratteristica che si fa più notare, e che è stata più apprezzata dagli acquirenti, è la sua tensione di uscita di 9,5 milliVolt; tra tutte le puntine per giradischi disponibili sul mercato, in qualsiasi fascia di prezzo, la Shure M44-7 è quella che possiede la tensione di uscita maggiore, il che le permette di produrre un suono molto potente e risonante.

 

Ideale per DJs

Dalle caratteristiche descritte in precedenza, si può capire subito che la puntina Shure M44-7, a dispetto del prezzo apparentemente alto, è una testina fonografica di altissima qualità, con una tensione di uscita superiore perfino a quella delle migliori e più recenti testine Ortofon, che permette di ridurre anche l’amplificazione.

Le prestazioni meccaniche la rendono adatta soprattutto ai DJs, perché è una testina ideale per lo scratching e il turntabling, mentre la potenza sonora e l’eccellente estensione nelle frequenze, soprattutto per quanto riguarda i bassi, la rendono un must anche per i semplici ascoltatori di musica e per gli audiofili più esigenti.

 

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2. Thakker EPS 24 CS Puntina per Technics/National P24

 

La puntina per giradischi Technics prodotta da Thakker può vantare un rapporto qualità-prezzo davvero interessante, che la rende un acquisto vantaggioso per chi vuole dare vita nuova al proprio giradischi. La qualità della puntina, seppur non adatta alle esigenze dei DJ o degli audiofili più esigenti, promette un suono di buon livello, inoltre i materiali resistenti la rendono durevole nel tempo anche nel caso ne si faccia un utilizzo intensivo.

In generale tutti i consumatori che l’hanno acquistata sono riusciti a rimettere in sesto il proprio giradischi Technics senza alcun problema, tra l’altro installandola velocemente. Nel caso si disponga di un modello di marche diverse consigliamo vivamente di controllare la compatibilità in modo da non fare l’acquisto sbagliato. In conclusione possiamo dire che si tratta di una delle migliori puntine per giradischi del 2020.

Se state cercando il prodotto più economico in circolazione, quello di Thakker può essere proprio quello che cercate. Guardiamo insieme le caratteristiche positive e negative che lo contraddistinguono, per farvene avere un quadro più completo.

 

Pro

Rapporto qualità/prezzo: Sicuramente è il punto di forza di questo articolo, che si addice a chi vuole risparmiare sulle spese ma non sulla buona qualità.

Materiali: Quelli che la compongono sono resistenti all’uso e permettono di farne un impiego continuativo senza doverla sostituire immediatamente.

 

Contro

Suono: Anche se la qualità audio è di buon livello, le prestazioni di questa puntina non solo ideali per un DJ o per un ascoltatore della musica dalle grandi aspettative.

Compatibilità: La sua compatibilità è comprovata con giradischi Technics ma non con le altre. Sarà necessario allora verificare questo aspetto prima di acquistarla.

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3. iBatt Puntina per Giradischi 377-1

 

Si tratta di una puntina per giradischi Pioneer che potrà fare la felicità di chi vuole tornare ad ascoltare i propri vinili, rimettendo in sesto un vecchio apparecchio senza spendere troppo. Il modello è compatibile con Pioneer PC 290 T, PC 300 T, PN 290 T e PN 300 T, anche se alcuni utenti sono riusciti a montarla anche su alcuni AKAI. Per non avere brutte sorprese noi consigliamo sempre di informarsi sulla compatibilità prima di effettuare l’acquisto.

Il montaggio della puntina risulta abbastanza semplice anche nel caso non si sia particolarmente esperti nella sostituzione di componenti per giradischi. È prodotta in diamante di buona qualità, quindi è destinata a durare nel tempo e a resistere ad un utilizzo continuo. Non è certo il prodotto più indicato per audiofili o DJ, quindi chi cerca performance elevate potrebbe rimanerne deluso.

Non delude neppure questa puntina di iBatt che potete reperire a prezzi bassi grazie al link più in fondo, pronto a suggerirvi dove acquistare un prodotto del genere. Esploriamo insieme i suoi lati positivi e negativi, a conclusione della nostra recensione.

 

Pro

Montaggio: Risulta essere semplice e ciò va a tutto vantaggio di chi non è molto esperto in materia ma non vuole rinunciare a montare da solo la propria puntina nuova.

Materiale: Ciò che la compone è il diamante di qualità superiore, che garantisce resistenza e durevolezza nel tempo nonostante l’uso.

 

Contro

Compatibilità: Può essere installata su alcuni modelli di giradischi Pioneer e anche su qualche Akai, ma non c’è certezza della compatibilità con altri articoli del genere. Sarà meglio verificare allora questo aspetto prima di procedere all’acquisto.

Performance: Non sono tali da renderlo il prodotto preferito da DJ e audiofili, per i quali andranno bene delle tipologie di qualità superiore.

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4. ION Audio CZ-800-10 Testina e Puntina di Ricambio per Giradischi

 

Chi non sa quale puntina giradischi comprare a basso costo e che sia munita anche di testina, potrà optare per questo modello di ION Audio. È l’ideale per tutti i giradischi della stessa marca come ION Max LP, Classic LP, Vinyl Motion, Air LP e altri, mentre per modelli di marche diverse suggeriamo come sempre di controllare la compatibilità. La testina è prodotta in ceramica e la puntina in zaffiro, due materiali abbastanza resistenti che consentono una riproduzione di buona qualità dei propri vinili preferiti.

Il montaggio è abbastanza semplice, quindi non ci sarà bisogno di particolari conoscenze per poterla installare sul proprio giradischi. L’unico difetto riportato dai consumatori sta nei bassi poco potenti riprodotti dalla puntina, ma dato che si tratta di un modello di base venduto a un prezzo quasi regalato, non si possono certo aspettare miracoli.

Un altro articolo che ha conquistato i pareri positivi degli utenti è quello di ION. Riepiloghiamo i suoi pregi e difetti, per aiutarvi a fare una scelta consapevole.

 

Pro

Materiali: La testina in ceramica e la puntina in zaffiro si dimostrano due elementi resistenti che non renderanno vana la vostra spesa. Inoltre la riproduzione audio sarà di buona qualità.

Installazione: Semplice e intuitiva, non richiede grosse conoscenze e può essere fatta davvero da tutti.

 

Contro

Compatibilità: Può andare bene con articoli della stessa marca, quindi con giradischi ION, ma non è sicuro che sia compatibile anche con altri. Verificate prima di acquistare, per non fare una spesa inutile.

Bassi: Quelli riprodotti risultano a parecchi poco potenti, per cui non dovrete pretendere grossi risultati quando usate questa puntina.

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5. Thorens Puntina per Giradischi TD 160

 

Nella nostra classifica abbiamo inserito anche questa puntina per giradischi Thorens, sebbene non sia proprio la più economica in circolazione. Chi possiede un dispositivo della ditta svizzera e cerca un ricambio per tornare ad ascoltare la collezione di vinili, potrà rimanere abbastanza soddisfatto da questa puntina.

Informiamo però gli utenti che non si tratta di un ricambio originale, quindi è bene informarsi sulla compatibilità effettiva del prodotto. Allo stesso modo i materiali con i quali è stata realizzata potrebbero non essere di ottima qualità, la consigliamo quindi solo a chi non può permettersi una puntina Thorens realizzata dalla stessa casa produttrice.

Guardiamo di nuovo insieme gli aspetti positivi e quelli negativi di questa puntina per giradischi di Topkaufmunich.

 

Pro

Per vecchi modelli: Questo modello è indispensabile se si possiede un giradischi della stessa ditta che non è possibile far funzionare con una testina differente. Acquistare questo articolo è la sola soluzione che avrete a disposizione.

 

Contro

Originalità: Il prodotto in questione non è originale, per cui potrebbe non essere compatibile al 100% con il vostro dispositivo. Verificate preventivamente questo aspetto.

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Shure M44-7 Testina da Dj per lo Scratch

 

Tra i modelli più venduti sul mercato troviamo questa puntina giradischi con testina di Shure, apprezzata dagli utenti per la sua alta qualità e per le performance di livello elevato che riesce a garantire. Si adatta molto bene alle esigenze dei DJ che si esibiscono dal vivo data la resistenza ai salti e al suono corposo riprodotto, inoltre i materiali di costruzione in lega di alluminio garantiscono una solidità e durevolezza nel tempo elevate.

Sono in molti i consumatori che sono riusciti a dare vita nuova ai loro vecchi giradischi grazie a questo modello, tra l’altro molto facile da installare grazie alle viti di fissaggio e ai cavetti compresi nella confezione. Non ci sono particolari difetti da riportare, forse solo il prezzo un po’ troppo alto che potrebbe essere proibitivo per chi non ha un gran budget a disposizione.

La nostra guida per scegliere la migliore puntina per giradischi vede l’avvicendarsi di prodotti di qualità, come quello di Shure, che risulta uno dei più venduti sul web. Se volete comprenderne meglio le caratteristiche, osservate da vicini i suoi pro e contro che qui di seguito ricapitoliamo.

 

Pro

Prestazioni: Questo modello si differenzia da altri per la sua resistenza ai salti e per la buona qualità dei suoni riprodotti, tanto da essere uno dei must dei DJ più in voga.

Materiali: Ciò che prevale è la lega di alluminio, che risalta per la sua resistenza e durevolezza, assicurandovi di sostenere una spesa valida e che non cadrà nel vuoto troppo presto.

Installazione: Risulta davvero semplice, perché le viti per il fissaggio e i cavetti sono già compresi nella confezione. Nessun acquisto aggiuntivo, dunque, e nessuna perdita di tempo: sarà subito in grado di dare nuova vita al vostro giradischi.

 

Contro

Costo: La grande qualità di questo articolo fa sì che il prezzo sia abbastanza proibitivo per chi non ha a disposizione un grosso budget.

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Come utilizzare una puntina per giradischi

 

Le testine fonografiche, più comunemente note come puntine per giradischi, sono il componente più importante, da cui dipende la resa sonora, dei giradischi appunto.

Tipicamente sono intercambiabili, perché possono essere facilmente sostituite ogni qualvolta si danneggiano o se si hanno particolari esigenze d’utilizzo; ovviamente esistono diversi tipi di testine fonografiche, che variano per qualità, prezzo e prestazioni offerte.

 

 

Perché acquistare una puntina per giradischi?

L’acquisto della puntina può scaturire dall’esigenza di rimettere in sesto un giradischi, sostituendo quella vecchia, o semplicemente per una questione di resa sonora, per gli audiofili più esigenti; il discorso cambia, invece, nel caso in cui siate un DJ e le vostre esigenze siano soprattutto di tipo professionale, allora la vostra scelta dovrà tenere conto di particolari aspetti e dovrà essere orientata su puntine appartenenti alla fascia medio-alta.

 

Come scegliere la puntina per giradischi

Qualsivoglia sia la ragione che vi spinge all’acquisto, dovrete accettare che maggiore è la resa sonora della puntina, maggiore è il suo costo di mercato.

La risposta in frequenza è uno dei primi dati da esaminare, in modo da capire se il modello scelto dà il meglio di sé nella riproduzione dei bassi o spinge di più verso le alte frequenze, lo stesso discorso vale per la tensione di uscita che, quanto più elevata è, tanto più potente e risonante sarà il suono prodotto.

Una testina con un’elevata tensione di uscita quindi, anche se più costosa, offrirà il vantaggio di poter fare a meno della preamplificazione.

Un ruolo importante è giocato anche dal peso della puntina e dalla sua forza di tracciamento; delle tre tipologie solitamente prodotte – piezoelettriche, in ceramica e magnetiche – le prime due assicurano un’elevata tensione di uscita, ma un peso altrettanto alto.

A lungo andare questo rappresenta un problema per i dischi, però, che essendo sottoposti a un peso e un tracciamento dei solchi di maggiore entità, si rovinano molto più in fretta; le testine fonografiche magnetiche, invece, hanno il pregio di essere più leggere e, al tempo stesso, di mantenere un’adeguata forza di tracciamento.

 

Puntine per DJs

Una ulteriore valutazione, sia per quanto riguarda il peso sia in termini di potenza sonora, va fatta dai DJ, dal momento che determinate testine fonografiche sono realizzate apposta per soddisfare le loro esigenze, e possiedono le caratteristiche ideale a sopportare lo stress dello scratching, per esempio, o del turntabling, mantenendo un alto livello di resa sonora e riducendo al minimo l’usura sui dischi di vinile.

 

 

Facile da sostituire

Nel caso non siate professionisti del settore ma solo degli audiofili esigenti, allora potrete anche glissare sull’aspetto più specifico che riguarda le puntine per DJ e concentrarvi, invece, nell’individuare un buon modello che possa offrire una discreta tensione di uscita, come le puntine Ortofon e Shure, e porre maggiore attenzione sulla gamma di risposta in frequenze invece che sul peso.

La sostituzione della puntina inoltre, nel caso non abbiate dimestichezza nel campo, è semplice da eseguire, basta solo scollegare la puntina dal braccio, con una leggera pressione, e inserire quella nuova, il tutto utilizzando una certa attenzione e delicatezza.