Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale vantaggio

È made in USA e questo da solo dovrebbe bastare per un fan delle Fender. Aggiungiamo, poi, che il costo è anche accessibile per essere stata costruita negli States, e la qualità del prodotto si vede tutta, non solo dal punto di vista costruttivo con l’impiego di ottimi legni ma anche per dettagli quali la verniciatura.

 

Principale svantaggio

Non tutti potrebbero restare soddisfatti dei suoni puliti che secondo noi sono poco cristallini mentre i bassi ci sono sembrati fiacchi.

 

Verdetto 9/8.10

È una chitarra versatile ma fino a un certo punto. La consigliamo sicuramente per il rock, il blues, i fan di Hendrix e anche a quanti amano le sonorità funk. La qualità dei materiali non è da mettere in discussione così come le meccaniche grazie alle quali l’accordatura è tenuta a lungo, anche facendo largo uso della leva del vibrato.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Costo accessibile

Se il vostro sogno è una Fender Stratocaster made in USA e non la solita chitarra elettrica messicana o costruita in Asia, la vostra opportunità si chiama American Special. Pur non essendo una chitarra economica possiamo comunque ritenere il prezzo accessibile per essere una Fender realizzata nel Paese a stelle e strisce. 

Volevamo sapere quali erano le sensazioni dei chitarristi che ne sono in possesso prima di proporvi la nostra analisi e così ci siamo messi alla ricerca di commenti pubblicati online. Ebbene, di fatto abbiamo avuto la conferma alle nostre impressioni: questo è davvero un bello strumento che pur non essendo un top gamma sa farsi rispettare. 

Il corpo in ontano si lega al manico in acero il cui raggio di curvatura è 9.5. I tasti? Indovinate! Esatto, sono jumbo; 22 per l’esattezza. Ma la domanda da porsi è: com’è il feeling con il manico? È ottimo, la mano scorre che è un piacere.

Ottima risonanza

Si sa, una chitarra elettrica va ascoltata anche senza amplificatore, unplugged per cogliere la sua risonanza che in questo caso è davvero buona, sorprendente persino e si percepisce lungo tutto lo strumento. Il palettone, spesso criticato da un punto di vista estetico, svolge l’importante funzione di aumentare il sustain. 

Dunque, non sarà bello da vedere, soprattutto per quanti amano il design più classico della Fender ma se è il sustain che cercate, dovete fare buon viso a cattivo gioco. Quali sono i generi per i quali consigliamo questa chitarra? Beh, sicuramente rock e blues in primis ma anche chi ha l’anima funky avrà modo di tirare fuori da questa sei corde il sound che più gli aggrada. 

Visto che siamo in argomento, parliamo dei pickup: qui troviamo tre single coil Texas Special con selettore a cinque posizioni: segnaliamo che i suoni puliti ci sembrano poco cristallini mentre i bassi sono un po’ fiacchi.

 

Ottimi materiali

Una delle cose belle e ovviamente buone delle Fender costruite negli USA sono i materiali. La qualità non è assolutamente da mettere in discussione: tutti i legni sono ottimi. Ma parliamo un po’ del ponte che è a sei sellette, stile vintage: come tiene l’accordatura? 

Anche in questo caso abbiamo cercato conferma in giro alla ricerca delle sensazioni dei chitarristi, in particolare ci preoccupava dell’abuso della leva del vibrato. Ebbene chi “ha tirato troppo la corda” per così dire racconta di una buona tenuta dell’accordatura, quindi noi ci riteniamo soddisfatti anche da questo punto di vista. 

La chitarra ci sembra avere delle buone rifiniture, la verniciatura è ottima, non come quella che caratterizza gli strumenti di fascia medio bassa. Insomma, non soltanto è una bella chitarra dal punto di vista strutturale ma anche estetico.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale Vantaggio

Possiamo dire che la chitarra vanta un buon rapporto tra il prezzo e la qualità: come strumento entry level può sicuramente regalare belle soddisfazioni.

 

Principale svantaggio

La chitarra è pesante e le rifiniture lasciano parecchio a desiderare in quanto poco curate, in alcuni punti i tasti sono leggermente sporgenti.

 

Verdetto 9.6/10

Per cominciare a studiare la chitarra elettrica senza spendere troppi soldi, la Epiphone ENS-EBCH1 Les Paul Standard è un buon punto di partenza: non costa molto e fa divertire.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Costo interessante 

Chi non si può permettere una chitarra elettrica Gibson Les Paul ma la desidera con tutte le sue forze, può sempre ripiegare sulle versioni economiche targate Epiphone. Ovvio, non è la stessa cosa (sostanzialmente le due chitarre hanno in comune il design e basta) ma non significa che si tratti di un pessimo strumento. 

Anzi, tra le mani di un principiante la Epiphone ENS-EBCH1 fa sicuramente una buona figura tanto è vero che nella nostra consueta ricerca tra le testimonianze dirette della clientela abbiamo avuto modo di registrare una diffusa soddisfazione per l’acquisto. 

Soddisfazione che possiamo sintetizzare dicendo che il rapporto prezzo/qualità è buono. Sappiamo che non vi basta sapere ciò della chitarra (ecco la lista dei migliori prodotti) pertanto vi invitiamo alla lettura del prossimo paragrafo dedicato ad aspetti fondamentali come le meccaniche e i pickup.

Meccaniche

Qui riscontriamo i classici problemi degli strumenti economici. Per carità, se avete intenzione di comprare la Epiphone ENS-EBCH1 Les Paul Standard è anche perché nell’immediato futuro non avete in programma di suonare in uno stadio pieno di fan, questo per dire che i problemi che vi illustreremo tra un attimo sono trascurabili dai principianti che devono fare i conti con un budget piccolo. 

Le meccaniche tengono l’accordatura ma non troppo, munitevi di un accordatore affidabile perché dovrete usarlo abbastanza spesso se ci date dentro con i bending. Secondo alcuni commenti in rete l’action di partenza è troppo alta. Che dire, per molti chitarristi il setup va fatto fin da subito e questo vale anche per le chitarre costosissime, questo per adattare lo strumento alle esigenze personali. 

Ora, il problema dell’action è risolvibile ma vi tocca andare da un liutaio, quindi bisogna che ce ne sia uno in zona: questo significa che avete bisogno di tempo e una piccola spesa extra per rendere lo strumento più conforme a voi. Come ponte c’è il Tune-o-matic.

 

Buon sound

Siamo giunti a quella che è la domanda fondamentale. Come suona questa chitarra? Bene! Lo diciamo così, senza entusiasmarci ma non perché vogliamo essere critici a tutti i costi, anzi siamo soddisfatti del suono… per essere una chitarra di fascia bassa. 

Tanto è vero che come pickup non ci troviamo i classic ‘57 che, tanto per la cronaca, la coppia viene a costare quasi quanto la chitarra, ma i decisamente più economici Epiphone Alnico Classic: vengono fuori dei buoni armonici e se vi piacciono gli acuti taglienti, resterete sicuramente soddisfatti del pickup al ponte, quello al manico magari è un po’ cupo nel sound ma può tranquillamente piacere così. 

È comoda? Non esattamente, secondo noi è una chitarra pesante, in alcuni punti i tasti sono sporgenti e in generale le rifiniture non sono curate, ma anche qui siamo nei classici problemi degli strumenti economici.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale vantaggio

È una chitarra confortevole, leggera, con il manico che scorre molto bene. Le meccaniche affidabili e la tenuta dell’accordatura è ottima anche grazie al capotasto in tektoid.

 

Principale svantaggio

A conti fatti il vero problema di questa chitarra è il costo, purtroppo come strumento non è adatto alle tasche di tutti.

 

Verdetto 9.8/10

Secondo noi la Gibson Les Paul Standard T 2017 HS è un piccolo gioiello di liuteria e, se si dispone della somma necessaria, non possiamo fare altro che consigliarne l’acquisto.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Capotasto in tektoid

La Les Paul è una di quelle chitarre che tutti i chitarristi dovrebbero se non possender, provare almeno una volta nella vita… e quel punto la comprerete di sicuro. Il modello che vi presentiamo, come facilmente intuibile, fa parte del catalogo Gibson del 2017. 

È una traditional Series quindi la peculiarità è quella di essere una chitarra classica e tradizionale per concezione con sonorità moderna. Rispetto ai modelli che hanno preceduto quello del 2017 troviamo sicuramente dei materiali migliori. Il capotasto, per esempio, è in tektoid. Si tratta di un materiale autolubrificante che favorisce la tenuta dell’accordatura. 

I chitarristi che hanno avuto modo di testarlo, si sono detti molto soddisfatti (lista dei migliori prodotti) di questa scelta operata da Gibson per la les Paul Traditional, perché effettivamente hanno riscontrato un miglioramento in fatto di tenuta dell’accordatura.

Comoda

Una chitarra non solo deve suonare bene, e potete scommetterci che questa suona meravigliosamente, ma deve anche essere comoda. Se vi dovesse capitare tra le mani una vecchia Les Paul e poi confrontarla con la Traditional del 2017, noterete subito la differenza di peso che nel caso della T è minore. 

Come si è giunti a questa riduzione di peso che, è bene precisarlo, si nota anche nel confronto con modelli più recenti anche se precedenti il 2017? Il pattern di alleggerimento Ultra Modern Weight Relief. 

Ma non è tutto perché non è certamente il poco peso da solo a determinare il comfort di una chitarra come questa e infatti troviamo un manico ergonomico con profilo asimmetrico con la tastiera a radius variabile che si appiattisce progressivamente verso gli ultimi tasti così da semplificare l’esecuzione degli assoli.

 

Ottimo suono

Abbiamo dimenticato di dirvi che questa chitarra elettrica Gibson è made in USA di conseguenza preparatevi a spendere una bella sommetta, insomma, di certo non è una chitarra per tutte le tasche. Come pickup troviamo i Burstbucker Pro con magneti Alnico V. Che dire di questi pickup? Certamente sono buoni ma c’è sempre la variabile dei gusti personali che tende a spostare il giudizio da una parte oppure dall’altra. Ciò detto crediamo nessuno abbia da ridire se li descriviamo come versatili, così come tutto lo strumento. 

Crediamo che il chitarrista che desidera il modello di chitarra in oggetto possa essere un fanatico del blues così come del rock oppure della musica heavy, anche se magari non quello più estremo dove, ed è nostra opinione personale, come marchi di riferimento preferiamo Jackson oppure ESP giusto per fare un paio di “nomi”. 

Non abbiamo detto ancora nulla sul ponte: chi conosce la chitarra sa già di trovare l Tune-o-matic in alluminio mentre le meccaniche sono le grover locking, bella la finitura cromata  dell’hardware.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Mandolino – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Pur essendo uno strumento che ha sul groppone qualche secolo di storia, il mandolino è ancora oggi largamente usato, anzi, ha saputo persino attualizzarsi tanto è vero che esiste anche la versione elettrica. Tendenzialmente si associa questo particolare strumento a Napoli. Indubbiamente il suo suono accompagna i classici della musica partenopea tradizionale e i Vinaccia, famiglia di liutai napoletana, sono stati maestri indiscussi. Tuttavia ancor prima della produzione dei mandolini partenopei, ne esistevano esemplari in lombardia (in particolare nel milanese  e nel cremonese) e in Toscana. Produzione che dalle fonti in nostro possesso risale alla metà del VII secolo mentre la tradizione del mandolino napoletano ha inizio a metà del ‘700. Dopo questi doverosi cenni storici di introduzione, vogliamo anticiparvi due dei mandolini che abbiamo selezionato per voi. Il primo è Musikalia Mandolino Napoletano, si tratta di uno strumento realizzato da un bravo liutaio italiano con buoni materiali e destinato a quanti stanno pensando di studiare con serietà il mandolino. La seconda proposta che vi facciamo è lo Stagg M50. In questo caso si tratta di un mandolino elettrico ma che può essere suonato anche senza il supporto di un amplificatore.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 6 Migliori Mandolini – Classifica 2020

 

Abbiamo selezionato quelli che secondo noi sono i migliori mandolini del 2020 presenti sul mercato e li abbiamo organizzati secondo una classifica. La nostra selezione, ci teniamo a precisarlo, non comprende soltanto i mandolini della migliore marca ma anche quelli realizzati da produttori meno famosi. Per una scelta più agevole del miglior mandolino vi invitiamo a leggere la recensione scritta per ogni prodotto ma anche a confrontare i prezzi. Volete sapere dove acquistare i mandolini da noi proposti? Basta cliccare sul link sottostante.

 

 

Mandolino napoletano

 

1. Musikalia Mandolino Napoletano Rotondo con Doghe in Noce Mansonia

 

Musikalia è una piccola bottega liutaia di S. Agata Li Battiati, in provincia di Catania, che realizza strumenti cordofoni classici. Tra questi c’è il mandolino napoletano che vi stiamo presentando. Si tratta di uno strumento che ci ha fatto fin da subito una buona impressione e lo consigliamo a quanti cercano un modello entry level per studiare con impegno. 

Il rapporto qualità prezzo è sicuramente buono considerato che è un prodotto artigianale. Ma vediamo quali materiali sono stati usati per mettere insieme lo strumento. Per la tavola armonica è stato scelto l’abete massello. La tavola, aggiungiamo, è abbellita da una serigrafia con tema floreale. 

Le doghe sono in legno di noce mansonia. Lo stesso materiale è stato impiegato per la tastiera, precisa e abbastanza veloce. La tenuta dell’accordatura non dà motivo di lamentele. Dobbiamo però dire che ci saremmo aspettati delle corde migliori, quelle di cui è dotato lo strumento sono cheap e da cambiare fin da subito secondo noi.

 

Pro

Prodotto artigianale: Lo strumento è realizzato dalle sapienti mani di un artigiano che ha riversato nella realizzazione dello strumento tutta la sua bravura e passione.

Materiali: La qualità è molto buona e questo indubbiamente conferisce valore al mandolino, è uno strumento molto adatto a chi vuole studiarlo seriamente.

Suono: Per quanto ci riguarda siamo parecchio soddisfatti per come suona il mandolino: la qualità del sound vi stupirà.

 

Contro

Corde: È un peccato perdersi per dei piccoli dettagli: il mandolino è venduto con corde di bassa qualità che richiedono l’immediata sostituzione.

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Mandolino elettrico

 

2. Stagg M50 E Mandolino Elettrico per Bluegrass

 

Per chi vuole divertirsi con un mandolino elettrico senza spendere troppo denaro può provare con lo M50 di Stagg che uno dei modelli più venduti. È chiaramente uno strumento per principianti e suona a un buon volume anche senza l’ausilio dell’amplificatore. 

Lo strumento, fabbricato in Cina, è costruito per la maggior parte in mogano con eccezione della tastiera che è in palissandro e il ponte che è in acero. Quest’ultimo è regolabile ed è una cosa che consigliamo vivamente di fare per migliorare l’intonazione. Nonostante ciò, dobbiamo far presente una imprecisione tutt’altro che trascurabile dal dodicesimo tasto in poi e qui non c’è regolazione che tenga.

Chissà, magari l’intervento di un liutaio professionista potrebbe risolvere il problema ma a questo punto converrebbe davvero comprare questo il mandolino Stagg? Probabilmente no. Veniamo al pickup che è single coil, completano la parte elettrica il controllo del volume e del tono. La finitura lucida e la verniciatura redburst sono ben realizzate.

 

Pro

Costo: Il prezzo è abbordabile, il che sicuramente è una spinta a comprarlo, anche solo per togliersi lo sfizio di possedere un mandolino elettrico.

Buon suono: La qualità del suono non è affatto male, chiaro, parliamo sempre di un mandolino per dilettanti, ma che si suoni amplificato oppure unplugged, si rimane soddisfatti.

 

Contro

Ponte da regolare: Per migliorare l’intonazione bisogna necessariamente intervenire sul ponte perché così com’è non va bene.

Intonazione: Il mandolino presenta problemi di intonazione che non si risolvono neanche regolando il ponte: dopo il dodicesimo tasto l’imprecisione è eccessiva.

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Mandolino bluegrass

 

3. Rocket MAB01 Mandolino Bluegrass Tradizionale, Violinburst

 

Il Rocket MAB01 è un mandolino bluegrass a 8 corde dal prezzo particolarmente basso. Ciò è sicuramente un incentivo ad aggiungere un nuovo strumento alla vostra collezione. Lo strumento è per dilettanti, ma questo è facilmente intuibile. 

I materiali usati per la costruzione non ci sembrano essere particolarmente indicati; tavola, fondo e fasce, infatti, sono realizzate con legno di tiglio, la tastiera è in palissandro, il ponticello, invece, è in acero. La tenuta dell’accordatura lascia a desiderare mentre le corde vanno assolutamente cambiate con qualcosa di meglio. Facendo così si noteranno subito dei miglioramenti. 

Un altro intervento necessario è quello di sistemare il ponte mobile per l’intonazione sulle ottave, operazione che andrebbe affidata a una mano esperta.  In aggiunta allo strumento ci sono una tracolla e una custodia morbida che però non è imbottita.

 

Pro

Costo: È un mandolino molto economico, si trova in vendita a un prezzo irrisorio. Per chi vuol capire se effettivamente è portato per lo strumento, lo MAB1 vi darà la risposta senza spendere troppo.

Accessori: Non solo costa poco ma in dote porta anche un paio di accessori. Nello specifico si tratta di una tracolla e una custodia non imbottita.

 

Contro

Materiali: La qualità non è molto buona, anche se era difficile accadesse il contrario visto il prezzo del mandolino.

Corde: Assolutamente da sostituire quelle che sono in dotazione dello strumento, la loro qualità è scadente e un miglioramento si nota immediatamente dopo la loro sostituzione.

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Mandolino portoghese

 

4. Musikalia Mandolino Piatto Tipo Portoghese, di Liuteria, Serigrafato

 

Musikalia si contraddistingue per il buon rapporto qualità/prezzo dei suoi strumenti, tutti fatti a mano da un esperto liutaio. La produzione, per ovvie ragioni, è ridotta ma questo non fa altro che aggiungere valore agli strumenti come questo mandolino portoghese caratterizzato da un timbro brioso e pieno. 

Pur essendo un modello entry level è comunque uno strumento di un certo spessore e destinato a una clientela che abbia un minimo di competenza. È un ottimo compagno di studi; la qualità dei legni è buona, in particolare abbiamo l’abete massello per la tavola armonica, il mogano per il fondo e le fasce  e infine la noce Mansonia per la tastiera. 

Ogni minimo particolare è stato curato e, ad abbellire lo strumento, c’è la serigrafia a tema floreale.

 

Pro

Strumento artigianale: Il mandolino è interamente costruito a mano da un bravo liutaio ma soprattutto è interamente made in Italy.

Materiali: Quelli utilizzati per la costruzione del mandolino sono stati scelti con estrema cura per caratteristiche e qualità.

Suono: La strumento suona molto bene, il timbro è brioso, pieno. Crediamo nessuno resterà deluso nell’ascoltare questo mandolino.

 

Contro

Accessori assenti: Purtroppo non ci sono accessori compresi nel prezzo che, pur se vantaggioso, non è certo di poche decine di euro. Insomma, avremmo gradito almeno una custodia morbida per il trasporto.

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Mandolino Epiphone

 

5. Epiphone EF30ASGH1 MM-30S Mandolino, Stile A, Raggera Antica

 

Epiphone non vuol dire soltanto chitarre ma anche strumenti come il mandolino che vi presentiamo. A conti fatti è un buon entry level anche se per la somma richiesta si riesce a comprarne uno fatto da artigiani nostrani e di conseguenza 100% made in Italy. 

Tre i legni utilizzati che sono il mogano per il corpo, l’abete per il top e infine il palissandro per la tastiera. Segnaliamo subito che lo strumento richiede il montaggio del ponte. Non è una operazione molto complicata ma va comunque fatta. 

Quanto al suono, è brillante e ha convinto parecchio dei clienti che sono entrati in possesso dello strumento. La tenuta dell’accordatura è buona e le rifiniture ben realizzate. Non sono compresi accessori.

 

Pro

Bel suono: Epiphone ha realizzato un mandolino capace di produrre un suono molto bello e cristallino, da questo punto di vista siamo molto soddisfatti.

Accordatura: Siamo felici di dirvi che la tenuta dell’accordatura per questo strumento è buona, potrete suonare a lungo senza dover intervenire sulle chiavette.

 

Contro

Ponte smontato: Lo strumento vi viene recapitato con il ponte da montare, il compito non è difficile ma qualcuno potrebbe desistere dall’acquisto proprio per questa ragione.

Niente accessori: Per il mandolino Epiphone non sono previsti accessori di serie, visto il prezzo almeno una custodia avrebbe fatto comoda.

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Mandolino Rayzm

 

6. Rayzm Mandolino Bluegrass Tradizionale, 8 Corde

 

Per essere uno strumento per principianti il Rayzm presenta degli aspetti molto interessanti. Cominciamo dal prezzo che è a dir poco competitivo e potrebbe indurre a credere che si stia comprando una sorta di giocattolo ma non è così. 

Certo, i materiali sono economici. Per il corpo è stato usato il tiglio mentre le altre parti sono in mogano. Esce un bel suono ma soltanto dopo aver cambiato le corde perché quelle in dotazione sono letteralmente da buttare. Le meccaniche sono troppo dure a detta di quanti hanno comprato il mandolino ma al tempo stesso l’intonazione è buona così come la tenuta dell’accordatura. 

A riguardo, il ponte va regolato. Bello anche il design e comprenderete la nostra sorpresa nell’apprendere che, nonostante il costo contenuto, c’è in omaggio anche una custodia imbottita con spessore di 5 mm.

 

Pro

Low cost: È un mandolino abbastanza economico, il prezzo potrebbe ingannare e far credere si tratti di un giocattolo o poco più ma non è così.

Accordatura: La tenuta è buona per uno strumento di questa fascia di prezzo, tutti gli utenti si sono detti parecchio soddisfatti in merito.

Custodia: Ammettiamo la nostra sorpresa non solo nell’aver appreso che è compresa una custodia ma soprattutto che questa abbia una imbottitura di 5 mm.

 

Contro

Meccaniche dure: Segnaliamo ai nostri lettori che le meccaniche di questo mandolino sono parecchio dure, almeno per i primi tempi.

Corde: Non perdete tempo e, prima che vi recapitino il mandolino, procuratevi delle buone corde perché quelle in dotazione è meglio buttarle via.

Ponte da regolare: Dovrete essere voi a preoccuparvi di regolare a dovere il ponte. L’operazione è importante per garantirsi una buona accordatura.

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Accessori

 

Corde per mandolino

 

Martin Mandolin 80/20 Bronze 10-34

 

Le corde Martin sono standard e realizzate in bronzo. Fanno al caso di chi ha un mandolino economico e che non lo suona molto spesso.

Il punto di forza è il prezzo in quanto sono corde che costano poco.

Il suono è squillante e parecchi mandolinisti principianti si sono detti molto soddisfatti. 

Il problema, però, è che non hanno una lunga durata, sono soggette all’ossidazione in un tempo relativamente breve e quindi vanno cambiate spesso.

Pertanto bisogna valutare con attenzione questo fatto, insomma, farsi due conti e capire se non è più conveniente spendere qualcosa in più ma cambiare le corde per mandolino con minor frequenza oppure puntare sul risparmio immediato.

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Custodia per mandolino

 

Vscases Custodia per Mandolino Rigida 

 

Si sa che il mandolino, al pari di altri strumenti, va protetto a dovere dalla polvere, dall’umidità e per ovvie ragioni, dagli urti.

Basta poco per graffiare il corpo dello strumento se non addirittura arrecare danni che lo compromettano seriamente.

Per evitare dispiaceri ed incidenti conviene munirsi di una custodia per mandolino come la Vscases. 

Si tratta di una custodia rigida adatta al mandolino napoletano ed è realizzata in Italia con materiali italiani, al punto che persino la colla è nostrana.

La struttura è in legno e internamente è rivestita di morbido peluche. Le chiusure sono robuste e la custodia può essere chiusa a chiave.

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Come scegliere un buon mandolino

 

Per decidere quale mandolino comprare, come prima cosa bisogna chiedersi se si desidera uno strumento classico oppure uno elettrico che, proprio come una chiatta elettrica può essere collegato a un amplificatore e persino a degli effetti. Se dovete esibirvi in pubblico, su un palco, 

la versione elettrica di questo strumento tradizionale può indubbiamente essere una buona soluzione. Oltretutto un mandolino elettrico dà modo di sperimentare con la musica provando nuove soluzioni sonore che vanno oltre i dettami della musica tradizionale. Poi è chiaro, il mandolino, o meglio, il suo suono, può sempre essere amplificato servendosi di un microfono.

 

 

Il budget

Quando vi o ci chiedete come scegliere un buon mandolino, inevitabilmente dovete fare i conti con il vostro budget ma anche se questo dovesse essere considerevole, perché sperperare denaro? Seguite un attimo il nostro ragionamento e poi diteci se abbiamo torto. Non avete mai avuto un mandolino prima di adesso, non sapete come suonarlo né se effettivamente vi appassionerete tanto da decidere di studiare lo strumento. 

Allora perché investire tanto senza sapere di avere un ritorno dall’investimento? Non stiamo parlando di guadagnarvi da vivere con il miglior mandolino, più semplicemente di diventare bravi a suonarlo. Il consiglio che possiamo dare a chi come voi è un principiante, è di affidarsi a uno strumento non troppo costoso, sicuramente non professionale. Per passare a strumenti di miglior fattura ci sarà tempo, una volta che sarete diventati bravini. 

Un discorso leggermente diverso va fatto per chi ha già la consapevolezza di voler studiare con impegno il mandolino. In questi casi esercitarsi su uno strumento più economico potrebbe essere controproducente dunque in tal caso è meglio uno semiprofessionale.

 

La qualità dei legni

Il suono di un mandolino è certamente influenzato dalle sapienti mani dell’artigiano che lo realizza ma come per uno chef gli ingredienti sono importanti per la buona riuscita del piatto, vale lo stesso per il liutaio solo che in questi casi gli ingredienti sono rappresentati da buoni legni. 

Ma nello specifico, quali sono gli ingredienti del bravo liutaio? L’abete rosso, ad esempio, è ottimo per realizzare la tavola armonica. Per doghe, manico e scudo, invece, è da preferire l’acero ma anche noce, faggio e mogano. Tre sono i tipi di legno più adatti per la tastiera: acero, palissandro ed ebano.

 

 

Attenzione alle meccaniche

Elemento da non sottovalutare sono le meccaniche. Spesso si trovano mandolini venduti online con offerte davvero allettanti ma non bisogna farsi prendere dalla gola. Prima di farvi abbagliare dai prezzi bassi, chiedete informazioni circa la qualità delle meccaniche. Fate una comparazione dei pareri che trovate online e scritti da consumatori come voi e cercate di capire se lo strumento che vi interessa tiene bene l’accordatura.

 

 

 

Domande frequenti

 

Quante corde ha un mandolino classico?

Il mandolino classico altrimenti detto, mandolino napoletano ha quattro coppie di corde quindi in totale sono otto. Ogni coppia di corde ha la medesima accordatura e pertanto suona la stessa nota.

 

Come si suona il mandolino?

Il mandolino si suona con l’ausilio del plettro che va tenuto tra pollice e indice per circa un terzo della sua lunghezza. La mano resta ferma mentre è il polso ad eseguire il movimento necessario a colpire la coppia di corde con il plettro dall’alto verso il basso e viceversa.

 

Come accordare il mandolino napoletano?

Partendo dalla quarta coppia di corde, ovvero, quelle di maggior spessore, la sequenza delle note deve essere Sol – Re – La – Mi. Va tenuto presente che il La vibra alla frequenza di 440 Hz, dunque si può usare come riferimento il diapason. In mancanza del diapason, si procede prendendo la nota di riferimento da altro strumento accordato oppure servendosi di un accordatore a paletta o di altro genere compatibile con il mandolino.

 

Chi sono i Vinaccia?

I Vinaccia sono una storica famiglia napoletana di liutai. L’inizio della costruzione dei loro mandolini risale alla metà del 1700. Il mandolino Vinaccia più antico di cui si ha notizia è firmato Filius Januari Vinaccia nel 1752 mentre quelli di ultima produzione risalgono al 1914.

 

Quali sono i legni più adatti alla costruzione del mandolino classico?

I legni più adatti alla costruzione del mandolino classico variano a seconda del pezzo dello strumento. Per la tavola armonica si usa l’abete rosso della Val di Fiemme o altro abete rosso, abete engelmann o sitka. Per le doghe e lo scudo si usa l’acero, il noce, il palissandro oppure il mogano. Il manico può essere costruito con faggio, acero, noce o mogano. Per la tastiera è preferibile impiegare il palissandro oppure l’ebano. Infine, acero, ebano o palissandro per il ponticello.

 

 

 

Come utilizzare il mandolino

 

La musica napoletana classica o più in generale quella tradizionale vi affascinano. Non sapete resistere al suono del mandolino e vi siete decisi a comprarne uno. Al netto dell’esborso economico sostenuto, questa è stata la parte meno complicata. Adesso che il mandolino si trova a casa vostra c’è da capire come suonarlo. Qui non troverete delle lezioni di musica ma di sicuro alcuni consigli che almeno per i primi tempi vi saranno utili.

 

 

Servitevi della cinghia

Che suoniate in piedi o da seduti c’è poca differenza, è bene usare sempre una tracolla, anche di fortuna come si faceva un tempo. Potete legare la tracolla alla parte più sottile della paletta oppure vicino al capotasto. Per quanto riguarda la lunghezza che deve avere la tracolla, più che altro è una questione soggettiva, l’importante è che la mano abbia la possibilità di muoversi con la necessaria disinvoltura lungo la tastiera. Altra raccomandazione nel determinare la lunghezza della tracolla è che questa permetta di tenere lo strumento in posizione parallela al corpo.

 

L’impostazione della mano sinistra (o destra se siete mancini)

La mano sinistra è quella che va sul manico. Questo va tenuto tra il pollice e l’indice. Il palmo deve trovarsi a una brevissima distanza dal manico così di consentire alle dita il massimo movimento. Le corde vanno premute con la punta del polpastrello, a tal riguardo raccomandiamo di tenere le unghie quanto più corte possibile. Ogni dito va usato per due tasti.

 

L’impostazione della mano destra

Quanto alla mano destra la prima raccomandazione fondamentale è che il polso assuma una posizione ricurva con l’avambraccio appoggiato sul bordo superiore dello strumento, nelle immediate vicinanze dell’attaccacorde. Pollice e indice mantengono il plettro (approfondiremo il tema nel paragrafo seguente) mentre il mignolo è preferibile appoggiarlo sul mandolino al fine di essere più precisi nei passaggi più complicati.

 

 

Il plettro 

Il plettro va tenuto tra pollice e indice. È importante che non pieghi né a destra e tantomeno a sinistra con la punta rivolta verso le corde. È preferibile usare un plettro duro, anche se quelli morbidi non sono tassativamente vietati. Tuttavia un plettro duro si ha una maggior flessibilità del polso quando si suonano note singole.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale vantaggio

Come strumento è abbastanza versatile, si può spaziare dal blues al country senza dimenticare il pop. Ha una buona suonabilità con un manico abbastanza comodo, scorrevole e meccaniche niente male per essere una chitarra entry level.

 

Principale svantaggio

Diciamo che presenta i classici inconvenienti degli strumenti di fascia bassa: una proiezione del suono non esaltante e una scarsa attenzione per le rifiniture. Tenete presente che non è una chitarra acustica preamplificata.

 

Verdetto: 9.7/10

La F370 è una buona entry level e, da un punto di vista generale, ha una buona suonabilità. Il suono che ne esce è corposo, bilanciato e cristallino. Tra le mani di un principiante fa la sua buona figura. In definitiva come prima chitarra va più che bene e ha un buon rapporto qualità/prezzo. Magari, se possibile, prima provatela e valutate le sensazioni che vi trasmette, perché potreste aver trovato la chitarra che fa per voi.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Entry level

La scelta della chitarra (ecco la lista dei nostri migliori modelli) dipende anche dal genere musicale che si vuole suonare. Sicuramente ci sono strumenti versatili che possono essere usati per più generi mentre altri meno. La versatilità di una chitarra è sempre una cosa positiva, immaginiamo che su questo punto siamo tutti d’accordo ma poi ci sono altre caratteristiche da tenere in conto. 

In questa sede ci interessano le caratteristiche di una chitarra in particolare: la Yamaha F370. Si tratta di uno strumento entry level, un buon punto di partenza per chi ha voglia di cimentarsi con la “sei corde” ma anche chi cerca una chitarra di scorta, pur avendo una certa abilità, ma senza dover spendere troppo denaro. 

La F370, per le sue sonorità, è indicata particolarmente per il blues, il folk e la musica country, ma volendo si può suonare anche altro. Insomma, come strumento è abbastanza versatile, proprio quella caratteristica da ricercare e di cui abbiamo parlato all’inizio.

 

 

Buona suonabilità

Contrariamente a molti strumenti entry level, la F370 ha una buona suonabilità. Lo diciamo comunque tenendo conto che si tratta di una chitarra economica. Ha una action bassa, caratteristica che aiuta soprattutto i principianti a dimostrazione che questa Yamaha fa proprio al caso di chi ha ancora parecchio da imparare. 

Niente male le meccaniche cromate che offrono una discreta precisione, un discorso che si estende, di conseguenza, anche all’intonazione della chitarra. Più in generale riteniamo che il suono sia corposo ed equilibrato mentre la proiezione è un “ni” o, se preferite, senza infamia e senza lode ma questo c’era da aspettarselo trattandosi di una chitarra di fascia bassa. Tenete presente, poi, che questa è una semplice chitarra acustica, ovvero, non è elettrificata.

 

I materiali

Lo strumento in oggetto ha il top in abete e tastiera in palissandro. Esteticamente si presenta bene, ha anche un battipenna tartarugato ma questo può piacere o meno. Le rifiniture riescono a raggiungere la sufficienza ma anche in questo caso l’attenzione per i dettagli è quella tipica riservata agli strumenti entry level. 

Di serie ha corde in acciaio che però invitiamo a cambiare il prima possibile con altre migliori, così noterete subito che lo strumento ne gioverà. C’è la predisposizione per la tracolla ma non quest’ultima, anzi, non c’è alcun tipo di accessori quindi tenete presente che dovrete, o quantomeno dovreste visto che in fin dei conti non si tratta di un obbligo, comprare una custodia. 

In conclusione, valutando tutti gli aspetti concernenti questo strumento possiamo ritenere che il rapporto qualità/prezzo sia buono e crediamo possa fare la felicità di qualsiasi principiante con la passione per la chitarra.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale vantaggio

La chitarra ha un ottimo suono, fedele a quello delle Telecaster degli anni ‘50. È versatile e il selettore a quattro posizioni offre interessanti soluzioni, inclusa quella di far lavorare in serie i due pickup ottenendo di fatto un humbucking.

 

Principale svantaggio

Quali critiche si possono muovere a una chitarra del genere? Che è fatta in Messico piuttosto che negli States? Certamente no, l’unico problema è che potrebbe risultare un po’ pesante.

 

Verdetto: 9.8/10

È una buona chitarra con un suono che ricorda molto da vicino quello della telecaster originale degli anni ‘50. I legni sono buoni, così come la circuiteria e le meccaniche. Se amate il genere, non vi deluderà.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Made in Messico

La Telecaster è una delle chitarre simbolo della Fender. Quando Leo Fender e il suo manipolo di liutai rintanati in quel di Fullerton crearono questa chitarra agli albori del 1950, ebbero il merito di dare il via alla prima produzione in serie di chitarre elettriche solid body; intanto migliaia di persone restavano sbalordite e a bocca aperta davanti a quella strana “scatola luminosa” che tutti noi conosciamo come televisore. 

Ma cosa c’entrano le chitarre con la televisione? Si tratta di due cose distinte. Eppure il legame c’è. Dopo la produzione di primissimi esemplari noti come Nocaster, proprio in onore della televisione Leo Fender decise di chiamare la sua solid body con il nome di Telecaster. 

Il modello che vi proponiamo si richiama proprio a quelle chitarre entrate in produzione negli anni ‘50 nella sua versione messicana, dunque più economica rispetto alle made in USA. Dunque quali sono le caratteristiche salienti? Il manico a “U”, le viti a taglio che uniscono le componenti e i due pick-up single coil. 

 

 

Selettore pickup a quattro posizioni

Vorremmo portare alla vostra attenzione alcune cose interessanti sui pickup e il relativo selettore. Vediamoli separatamente, precisando che entrambi sono single coil come da tradizione. Il pickup al manico ha un suono caldo, corposo.

 Ci è piaciuta la sua dinamica ma al contempo dobbiamo segnalare i bassi e i medi dominanti, cosa che potrebbe non piacere soprattutto a chi predilige un suono più equilibrato. Il pickup al ponte ha un suono cristallino e ottimamente definito. 

Passiamo al selettore che è in quattro posizioni: oltre a quella al ponte, quella al manico e quella che combina entrambi i pickup, spostando il selettore sull’ultima posizione ottenete una sorta di humbucking in quanto i due pickup funzionano in serie. Il suono è davvero bello con un ottimo sustain. È una chitarra versatile ma ve la consigliamo soprattutto per generi come il blues ed affini mentre non la vediamo adatta per sonorità heavy.

 

Manico ampio

Un altro punto di forza è il manico in acero a 21 tasti: innanzitutto è molto scorrevole, le vostre dita potranno viaggiare parecchio facendo su e giù. È ampio e come detto in precedenza, ad “U” proprio come le primissime telecaster. Il corpo è in frassino. 

I legni sono di buonissimo livello secondo noi e la verniciatura è molto curata. Abbinata con un buon amplificatore siamo certi che resterete contenti per l’acquisto. E le meccaniche? Anche qui ci riteniamo soddisfatti. Chiaramente non trovate la leva del vibrato in quanto questo modello non la prevede. 

Indubbiamente potrebbe essere necessario fare qualche modifica per meglio adattare lo strumento alle esigenze del chitarrista ma anche così com’è può andare bene. Magari è un a chitarra un po’ pesante ma davvero stiamo cercando il classico pelo nell’uovo per uno strumento che, ne siamo certi, scontenterà ben poche persone.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale vantaggio

Per quanto ci riguarda siamo rimasti particolarmente impressionati dal suono che se non è identico alle chitarre fender degli anni ‘70, si avvicina parecchio. Il manico, poi, scorre che è un piacere e le meccaniche sono molto buone. Prezzo decisamente interessante. 

 

Principale svantaggio

Non è facile parlar male di questa chitarra e infatti non lo faremo. Possiamo solo avvertire i lettori che si tratta di uno strumento pesante, questo potrebbe essere l’unico deterrente all’acquisto.

 

Verdetto: 9.8/10

La chitarra a ha un buon rapporto qualità/prezzo, suona magnificamente ed ha una buona qualità costruttiva. Se per voi non è un problema che sia made in Mexico piuttosto che made in USA, fatela vostra.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Suono fedele al modello originale

Ci sono chitarre che sono molto più di semplici strumenti, sono miti, oggetto di desiderio spesso irrealizzabili perché magari introvabili o dai costi proibitivi, dunque ben vengano operazioni che rispolverino vecchie glorie del passato riprendendo la produzione, chiaramente lasciando intatto il sound e le caratteristiche almeno nei limiti del possibile. 

È il caso della Fender Stratocaster classic series 70’s. Però mettiamo subito in chiaro una cosa, il modello che vi stiamo proponendo non è quello made in USA bensì è costruito in Messico, è dunque una versione più economica di quella statunitense, diciamo che questa la pagate all’incirca un 40% in meno, poi dipende dalle offerte che si possono trovare in giro quindi il risparmio può diminuire o persino aumentare. 

Ma non è questo quello che conta o almeno non è ciò che personalmente ci interessa al momento. Meglio badare al suono ed è qui che resterete stupiti! Vi meraviglierete di quanto il suono di questa chitarra, pur essendo prodotta in Messico e abbia un costo inferiore, sia vicino a quelle delle chitarre prodotte negli anni ‘70: è questo il pregio principale, altrimenti sarebbe stata una semplice riproduzione senz’anima.

 

 

I legni

Sappiamo tutti quanto siano importanti i legni per il suono di una chitarra, qui troviamo il corpo in frassino, l’acero, invece è usato per il manico che, come previsto, è quello a “U” e con 21 tasti. Che sensazioni ci ha dato? Piacevolissime, scorre che è un piacere, è abbastanza veloce, ideale per gli assoli. 

Le meccaniche sono di ottimo livello, il ponte è a sei selle, naturalmente vintage. La paletta, anzi, la palettona, è quella tipica degli anni’70 e non poteva essere diversamente. L’accordatura tiene bene anche dopo esservi divertiti con la leve del vibrato. 

Arriva con una action bassa ma qui la questione è personale, i più pignoli, poi, a prescindere, opereranno un setup per avere la chitarra esattamente come piace a loro. A proposito, di serie ha le corde 09. È una chitarra versatile ma se dobbiamo dire la nostra, la vediamo perfetta per sonorità funky e bluesy.

 

Pickup

La chitarra monta i classici tre single coil a al manico, al ponte e al centro. Si tratta di pickup che conferiscono un buon sustain, alti cristallini e dei bassi decisi. Il selettore è a cinque posizioni. Anche in questo caso, naturalmente, si possono apportare delle regolazioni per personalizzare la chitarra e renderla più affine alle proprie esigenze. 

Veniamo alle finiture, anche qui la sorpresa è innegabile perché sono ben fatte nonostante non stiamo parlando di uno strumento top gamma. Proprio come le chitarre degli anni ‘70 presenta quello che per alcuni potrebbe essere un difetto: lo strumento è pesante, chiaramente non parliamo di un macigno ma molti preferiscono una chitarra più leggera di quanto è questa Fender. 

D’altro canto questo è un piccolo prezzo da pagare se si vuole una chitarra uscita originariamente una cinquantina di anni fa.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale vantaggio

Ci preme mettere in evidenza la qualità delle meccaniche che secondo noi sono sopra la media della maggior parte degli strumenti entry level: l’accordatura tiene per diverso tempo, anche suonando con una certa intensità e concedendosi qualche bending. Il prezzo è buono e questo vale sicuramente un punto in più.

 

Principale svantaggio

Il suono, pur non essendo male, ci sembra essere un pochino squilibrato: se da un lato i medi e gli alti si difendono bene, i bassi hanno poca presenza. Segnaliamo, poi, che la chitarra non è provvista di accordatore e che le corde che trovate montate di serie sono assolutamente da cambiare con qualcosa di meglio.

 

Verdetto: 9.7/10

Invitiamo tutti i principianti in cerca di una chitarra che costa poco ma che al tempo stesso sia performante, a tenere in considerazione questo modello. Come entry level è una buona soluzione.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Buone meccaniche

La chitarra acustica (ecco i migliori modelli) Eko Ranger non ha mancato di sorprenderci. Dobbiamo dire che con un po’ di fortuna ci si può imbattere in strumenti entry level che valgono più di quello che costano ed è proprio il caso di questo modello. È e resta una chitarra per principianti, non vogliamo trarre nessuno in inganno e anzi, aggiungiamo di più, si può trovare pure qualcosa di leggermente superiore sempre all’interno della stessa fascia di prezzo ma non è questo il punto perché poi nella scelta della chitarra contano anche altri fattori, non ultimo il feeling che si stabilisce fin dal primo incontro. 

Quello che conta è che spendendo una cifra piccola potete avere tra le mani una chitarra che probabilmente ha nelle meccaniche il suo miglior pregio: tengono bene l’accordatura anche dopo oltre mezz’ora di uso intensivo ma per rispettare ciò, è fondamentale il passaggio a corde migliori, visto che quelle che trovate montate non sono un granché. Sostituendole noterete il miglioramento.

Manca in precisione

Non abbiamo problemi ad ammettere che forse siamo fin troppo duri nel criticare la precisione della tastiera considerando il suo costo. Sia chiaro che non parliamo di un problema grave e forse il principiante neanche se ne rende conto però la questione vogliamo proporla ugualmente. Il suono ha una proiezione sufficiente ma a nostro avviso non è molto equilibrato; ci sono piaciuti i medi e gli alti ma i bassi sono poco presenti. 

Per il resto potete eseguire degli arpeggi puliti e anche suonando le corde stoppate il risultato non è male. Veniamo alla parte elettronica perché non vi abbiamo detto che la Eko Ranger è una chitarra elettroacustica. Orbene, senza dilungarci troppo su dettagli strettamente tecnici, lo strumento monta un preamplificatore SE-30, c’è un equalizzatore a tre bande e il controllo del volume. Da segnalare l’assenza di accordatore ed effetti come il phase.

 

Elegante

Esteticamente non c’è nulla di particolarmente innovativo, si tratta del classico modello dreadnought. È una cut-away quindi potete raggiungere con relativa semplicità le note più alte disposte sulla tastiera a 20 tasti. Non è scontato in uno strumento entry level trovare rifiniture buone come quelle che caratterizzano la Eko. Osservandola con attenzione abbiamo notato una certa eleganza stilistica. 

Insomma, volendo giungere alla conclusione della nostra analisi, vogliamo rimarcare ancora una volta la nostra soddisfazione per uno strumento che tra le mani del principiante non delude assolutamente. È sicuramente un buon punto di partenza, ideale per cominciare lo studio senza dover investire una somma impegnativa. 

Arriva così com’è, ossia, non aspettatevi di trovare corde di ricambio, custodia o qualsiasi altro accessorio ma secondo noi va bene così, anche perché ripetiamo che il prezzo è vantaggioso per la qualità della chitarra e siamo certi che ne converrete con noi una volta che l’avrete provata.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Principale vantaggio

Da un punto di vista generale possiamo dire che la chitarra ha un buon rapporto qualità/prezzo ma volendo scendere più nel dettaglio non possiamo nascondere la nostra meraviglia per le buone meccaniche, considerato che si tratta di uno strumento entry level. Un giudizio analogo possiamo estenderlo al manico.

 

Principale svantaggio

Davvero pochi gli aspetti negativi, giusto due segnalazioni: manca l’attacco per la tracolla e le corde montate è bene sostituirle con qualcosa di meglio.

 

Verdetto: 9.8/10

Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che se dovessimo consigliare una chitarra acustica a un principiante, sarebbe la Yamaha F310: costa poco e suona bene, anzi, con una piccola spesa per l’acquisto di buone corde, suona ancora meglio, cosa volere di più? Prendetela seriamente in considerazione se il vostro budget non vi consente troppi margini di movimento.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Per principianti

La chitarra acustica Yamaha F310 è uno strumento per principianti ma questa non deve essere presa come una eccezione negativa nel senso che per la fascia di prezzo possiamo affermare che si tratta di un buono strumento. Poi è chiaro che il chitarrista esperto assolutamente non può accontentarsi della F310 ma puntare su modelli di altro livello e chiaramente, di altro prezzo. 

Una delle cose che abbiamo apprezzato di questa sei corde è la sua versatilità: può adattarsi con disinvoltura dal blues al rock passando per le ballad strappalacrime e il pop più commerciale. Insomma, è una chitarra per tutti o quantomeno per tutti quelli che stanno incominciando e sono in cerca di una “sei corde” che costi poco e al tempo stesso regalare delle belle soddisfazioni ma anche che permetta di esercitarsi decentemente, dunque senza che lo strumento comprometta l’apprendimento.

Buone meccaniche

Chi ha avuto tra le mani una chitarra economica prima, magari, di passare a uno strumento di fascia superiore, sa quanto possano far dannare le meccaniche. Dunque è comprensibile avvicinarsi alla F310 con un po’ di scetticismo. Siamo certi che si resterà piacevolmente sorpresi nel testare le meccaniche della F310, tengono bene l’accordatura per essere una chitarra entry level e se facciamo il confronto con altri strumenti di analoga fascia di prezzo, la Yamaha sembra non avere rivali in questo senso.

Immaginiamo vogliate sapere anche qualcosa riguardo il manico. Ci sembra giusto trattandosi di un elemento tutt’altro che trascurabile, anzi, è tra quelli più importanti: secondo noi è scorrevole e caratterizzato da una precisione più che accettabile dal dilettante. Queste impressioni affiorano fin dai primissimi istanti in cui si poggiano le mani sulla chitarra e si comincia a suonarla.

 

Materiali discreti

Quali legni ha scelto Yamaha per la F310? Lo sappiamo, ve lo stavate chiedendo già da un po’, finalmente potete soddisfare la vostra curiosità. Cominciamo dal  top che è in abete; la tastiera in palissandro conferisce alla chitarra un aspetto naturale. La chitarra è leggera e ottimamente bilanciata. Il suono, invece, è brillante, chiaro e con una proiezione tutt’altro che malvagia. L’economicità dello strumento emerge con forza dalle rifiniture piuttosto grezze. 

Avvertiamo i lettori che manca l’attacco per la tracolla ma volendo potete rivolgervi a un liutaio che ci metterà davvero pochissimo a fare la modifica. Quasi dimenticavamo di fare una precisazione molto importante anche perché è sufficiente un minimo di distrazione per non cogliere le differenze e magari restare delusi dell’acquisto: la F310 e la F310P sono due strumenti identici, tuttavia ci sono delle differenze da sottolineare per evitare che i lettori si confondano. 

La F310P a differenza della F310 comprende custodia, plettri, capotasto, avvolgicorde e un set di corde di riserva. A proposito, le corde che trovate montate sulla chitarra non sono il massimo, vi suggeriamo di sostituirle con qualcosa di meglio e così il vostro strumento avrà un suono ancora più bello. Ciò precisato, riteniamo che il rapporto tra il prezzo e la qualità sia molto buono.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.01.20

 

Metallari e rocker non sono indifferenti alla bellezza del suono che può scaturitre da una chitarra acustica: abbiamo selezionato alcuni brani che ve lo dimostrano.

 

Quando si parla di rock, heavy metal e musica “dura” in generale l’associazione con la chitarra elettrica è immediata. Ci siamo detti, allora, che era il caso di andare a ripescare quei brani suonati da band che proprio su chitarre elettriche e magari riff potenti, hanno basato la loro fortuna ma che hanno dimostrato di saper scrivere buona musica anche servendosi di un’ottima chitarra acustica (lista dei migliori prodotti). Come spesso sottolineiamo nei nostri articoli, quanto segue non vuole essere assolutamente una classifica, bensì si tratta di brani sistemati in ordine sparso.

 

Phoenix Rising (Annihilator)

Nel 1993 i thrashers canadesi Annihilator pubblicarono l’album Set The World Of Fire, un disco che potremmo definire “particolare”, sicuramente un po’ spiazzante per i fan della prima ora. Della tracklist fa parte la ballad Phoenix Rising che si basa su ottimi arpeggi e indovinate melodie.

 

 

Return to serenity (Testament)

Originariamente questa canzone dei Testament la troviamo sull’album The rituale, quinto lavoro dei thrasher americani, e che, pur avendo delle parti acustiche, era comunque un brano abbastanza “elettrico”. Nel 1995, la band pubblicò Live at Fillmore, un disco dal vivo come si può immaginare. Questo comprendeva tre bonus track tra le quali una versione interamente acustica di Return to serenity, che probabilmente è migliore dell’originale.

 

The bard’s song: In The Forest (Blind Guardian)

Non nascondiamo che tra le canzoni acustiche questa è una delle nostre preferite, The bard’s song: In The Forest è tratta da Somewhere Far Beyond, pubblicato dal 1992. Sebbene la tematica sia fantasy come da tradizione per la band tedesca, letteralmente ossessionata dal genere letterario e in particolare da Tolkien, fu composta durante un periodo drammatico per il frontman Hansi Kursch che aveva da poco perso il padre: in effetti è un brano molto malinconico ma altrettanto bello.

 

Patience (Guns N’ Roses)

Forti del successo decretato da Appetite for Destruction, nel 1989 i Guns N’ Roses pubblicarono l’album G N’ R Lies che possiamo dividere in due parti: la prima conteneva l’EP Live ?!*@ Like a Suicide mentre la seconda quattro brani acustici, tre inediti più un quarto: You’re Crazy, acoustic version della canzone già pubblicata su Appetite For Destruction. Del lotto fa parte Patience, una ballad suonata a tre chitarre che spicca per bellezza.

 

Journeyman (Iron Maiden) 

Journeyman è il brano che chiude Dance of Death, disco pubblicato nel 1993 e famoso anche per avere la copertina più inguardabile della storia della band. Ma questi sono altri discorsi. Gli Iron Maiden, pur non essendo stati del tutto estranei alla chitarra acustica, con questa canzone realizzano il loro primo brano senza strumenti elettrici.

 

Polly (Nirvana)

Anno 1991, il fenomeno grunge emerge dai sobborghi di Seattle: ciò che fino a poco tempo prima era una band underground è travolta dal successo. Nevermind è in vetta alle classifiche trainato dal singolo Smells Like Teen Spirit e dire che la Geffen avrebbe messo la firma per vendere 250.000 copie. Della tracklist fa parte il brano acustico Polly che originariamente era stato composto per il lavoro precedente, Bleach (oltretutto la canzone ha cambiato titolo almeno un paio di volte) ma alla fine fu escluso perché ritenuto poco omogeneo con il resto delle canzoni.

 

Fade to black (Metallica)

Magari non sarà un brano totalmente acustico ma Fade To Black dei Metallica assolutamente non può essere esclusa dal nostro articolo. La canzone è di quanto più malinconico abbiano mai scritto i Metallica, e dire che è presente su un disco tutt’altro che pop come Ride the Lightning (1984). Se la musica è struggente, il testo lo è ancor di più.

 

 

Tears of The Dragon (Bruce Dickinson)

Bruce Dickinson era da poco uscito dagli Iron Maiden per giocarsi la carta della carriera solita. Quando faceva ancora parte della band aveva pubblicato Tattooed Millionaire (1990) ma è Balls To Picasso il primo vero solo album post Maiden. Attorno al disco c’era tanta curiosità ma il lavoro fu criticato perché fin troppo vario, come se Dickinson non avesse ancora chiaro quale direzione intraprendere. Certo è che Tears of The Dragon è una acoustic song stupenda da ascoltare e riascoltare più volte.

 

Ain’t No Nice Guy (Motörhead)

Anche in questo caso non parliamo di un pezzo al 100% acustico ma comunque lo è in buona parte. Diversi i punti di interesse per questa canzone presente su March ör Die. Il primo è che lo canta Lemmy, il secondo è che insieme a lui canta Ozzy Osbourne e il terzo che l’assolo è suonato da Slash con il suo stile inconfondibile.