Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Chitarra per bambini – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Prima che il vostro piccoletto vi chieda di regalargli una batteria e magari avere problemi con i vicini, vi conviene giocare d’anticipo e mettergli tra le mani una chitarra. Non è vero, stiamo scherzando, lasciate che sia il piccolo a decidere cosa voler suonare e se vi ha chiesto in regalo una chitarra, siete capitati proprio nel posto giusto perché parliamo di “sei corde” adatte ai più piccoli. Per voi che ci leggete e che siete interessati a questo bellissimo strumento, abbiamo selezionato diversi modelli, ve ne anticipiamo due: la Yamaha CS40II è una chitarra ¾ che riteniamo ideale per chi vuole cominciare a studiare lo strumento con il supporto di un maestro; una soluzione più economica, invece, è la 3rd Avenue STX20FNPK che ha un buon rapporto qualità prezzo.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 8 migliori chitarre per bambini – Classifica 2020

 

La nostra classifica unitamente alla recensione scritta per ogni strumento selezionato vi aiuterà a scegliere la chitarra più adatta a vostro figlio o nipote. Per selezionare gli strumenti abbiamo preso in considerazione anche i pareri e le esperienze dirette di altri consumatori per offrirvi un giudizio il più possibile oggettivo e incondizionato. Insieme all’analisi di ciascuna chitarra trovate un link che vi propone dove acquistare a prezzi bassi lo strumento. Per essere certi di risparmiare non dimenticate di confrontare i prezzi.

 

 

1. Yamaha CS40II chitarra classica ¾  in legno 6 corde nylon

 

Vogliamo cominciare con una chitarra adatta sì a dei bambini ma che abbiamo mostrato un certo impegno nel voler imparare a suonare e che magari mamma e papà vogliono far seguire da un maestro. L’impegno economico necessario all’acquisto della CS40II è superiore rispetto a gran parte di quello richiesto per altri strumenti che vedremo in seguito, ad ogni modo parliamo sempre di una cifra “abbordabile”.  

Una chitarra classica ¾ dunque si rivolge a bambini di 8 o 10 anni. La suonabilità è buona, questo è un dettaglio importante ai fini dell’apprendimento. Emette un suono equilibrato, caldo. Il manico è comodo e preciso per la categoria. Non ci piacciono le corde in dotazione ma basta cambiarle. 

Buone le meccaniche e dunque anche la tenuta dell’accordatura. Di qualità soddisfacente i materiali, il corpo è in palissandro. Niente male le rifiniture e la verniciatura in generale. Non è previsto nessun accessorio.

 

Pro

Suonabilità: Lo strumento si è messo in luce per la buona suonabilità, caratteristica importante per imparare a suonare. Bello anche il suono.

Manico: Abbiamo trovato un buon manico, sottile  dunque ideale per piccole mani ma anche scorrevole e con una buona precisione.

Accordatura: La chitarra ha delle buone meccaniche, ciò significa che non dovreste stare di continuo ad accordarla.

 

Contro

Extra: Non aspettatevi di trovare accessori, la confezione contiene soltanto lo strumento quindi dovrete comprare quantomeno una custodia.

Corde: Il nostro consiglio è di lasciar perdere le corde che trovate in dotazione e cambiarle con qualcosa di meglio, ne gioverà la chitarra.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

2. 3rd Avenue STX20FNPK Chitarra Classica Misura 1/4

 

Investimento contenuto al massimo per una chitarra sicuramente adatta per bambini di 4 – 6 anni anche se non perfettissima per lo studio non fosse altro per la pessima tenuta dell’accordatura pertanto se il vostro bimbo va da un maestro dovete essere pronti a un investimento maggiore per uno strumento migliore. 

Ciò non toglie che questa chitarra non sia ottima per prendere confidenza con lo strumento, per avere un primo approccio e strimpellare senza impegno. Belle le finiture lucide, esteticamente è perfetta. Monta delle corde in nylon ma c’è anche una muta di riserva. 

Non sono finiti qui gli accessori perché c’è anche una custodia morbida e un accordatore che come detto in apertura, utilizzerete spesso. Nel complesso lo riteniamo un buon articolo che innanzitutto garantirà tanto divertimento al piccolo chitarrista.

 

Pro

Prezzo: La chitarra è venduta a un prezzo poco impegnativo ed è da considerarsi vantaggioso in rapporto alla qualità dello strumento.

Accessori: Non solo costa poco ma l’articolo comprende anche una bag, un cambio di corde e un accordatore.

Estetica: La chitarra ha delle belle rifiniture, è uno strumento piacevole da guardare e dunque consigliato anche a chi cerca uno strumento a scopo arredo casa o locale.

 

Contro

Accordatura: Grosso difetto di questa chitarra, che ci porta a sconsigliarla a chi manda il figlio da un maestro, è la tenuta dell’accordatura.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

3. Navarra NV15PK 1/2 Set Chitarra Classica con Borsa 

 

La Navarra è una chitarra da 1/2 (o 2/4 se preferite, è la stessa cosa). È un articolo interessante innanzitutto perché dotato di accessori. Per essere più precisi c’è una custodia morbida, un accordatore, due plettri, uno spartito con una serie di brani e cosa da non sottovalutare ai fini dell’apprendimento, un CD che riproduce proprio i pezzi dello spartito. Chi lo desidera trovare questo strumento disponibile anche nelle misure di ¾ e 4/4. 

Il suono è quello di una chitarra per piccoli principianti e non migliore se prendete la variante da 4/4 solo perché di dimensioni adatte anche per gli adulti. Meglio sostituire le corde. Detto questo il rapporto qualità/prezzo è buono. Certo, le meccaniche sono di modesta fattura così come i materiali ma ricordiamo che stiamo parlando di una chitarra per bambini che non hanno mai suonato prima. 

Altra cosa che vogliamo porre all’attenzione del lettore poiché diverse persone si sono lamentate un po’ a sproposito è che se da un lato è vero che la tenuta dell’accordatura è modesta, è altrettanto vero che le corde nuove prima di assestarsi si scordano di continuo.

 

Pro

Accessori: Lo strumento è accompagnato da un bel po’ di accessori, visto che ci sono: una custodia, un accordatore a clip, uno spartito accompagnato da un CD con i brani.

Costo: A nostro avviso il prezzo proposto è interessante, con un investimento molto contenuto si fa felice un bambino o una bambina.

 

Contro

Meccaniche: La chitarra ha delle pessime meccaniche anche se in tutta onestà sono in linea con il costo dello strumento.

Corde: Quelle in dotazione servono a ben poco, è indispensabile sostituirle subito. Così facendo si noterà anche un miglioramento del suono.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

4. Yamaha GL1 Guitalele Chitarra in Legno con Dimensioni Ukulele

 

Ammettiamo di esserci avvicinati con una certa curiosità a questo strumento che abbiamo voluto proporre per le sue dimensioni ridotte, praticamente è poco più grande di un ukulele ma è progettato per avere l’accordatura standard della chitarra. Chiariamo subito un punto: lo strumento è adatto per gli adulti e per i bambini ma attenzione a valutare bene le misure del manico. 

Sebbene possiamo paragonare questo “guitalele” a una chitarra da ¼ riteniamo che il manico sia più indicato per bambini di circa 10 anni, d’altro canto un adulto potrebbe trovare i tasti troppo piccoli per prendere comodamente alcuni accordi, tuttavia in questo contesto il problema è relativo in quanto ci stiamo occupando di chitarre per bambini. 

Lo strumento è comodo da trasportare ma attenzione alla custodia che oltre a non essere imbottita è anche troppo grande per le dimensioni dello strumento. L’intonazione non è precisa e le corde in dotazione +è meglio cambiarle. La tenuta dell’accordatura è accettabile.

 

Pro

Versatile: È uno strumento abbastanza versatile, va bene per i bambini di circa 10 anni ma anche per gli adulti che cercano una chitarra particolare.

Trasporto: È comodissima da trasportare, è perfetta per essere portata in viaggio, la tenuta dell’accordatura è soddisfacente.

 

Contro

Custodia: Compreso nel prezzo c’è la custodia peccato che questa sia più grande del dovuto quindi lo strumento è un po’ sballottato.

Intonazione: L’intonazione della chitarra non è perfetta, anche se per le esigenze di un bambino può andar bene. Ciò che invece non va bene sono le corde montate sullo strumento, meglio cambiarle.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

5. Eko CS10 4/4 chitarra classica da studio con custodia a corde

 

La Eko CS10 è una 4/4 dunque si rivolge a bambini di età superiore ai 10 anni. Essendo la 4/4  la misura standard va bene anche per gli adulti sempre che si tratti di assoluti principianti. La somma necessaria all’acquisto è di quella che si spende senza pensarci su troppo tempo. 

Dopo aver sostituito le corde in dotazione, il suono non è male per essere una entry level adatta ai bambini; se questi, però, studiano con un maestro, potrebbe non essere lo strumento indicato a causa principalmente delle meccaniche (l’accordatura va spesso rifatta) e dell’action alta. 

I tasti sono grezzi e più in generale si tratta di una chitarra scarsamente definita. Compreso nel prezzo c’è un bag e un set di corde. In definitiva è una discreta entry level che tra le mani di un bambino smanioso di suonare ma senza troppo impegno, va benissimo.

 

Pro

Costo: Abbiamo individuato nel prezzo il principale punto di forza della Eko CS10, l’investimento è di quelli che si fanno senza pensarci su a lungo.

Non solo per bambini: Essendo una chitarra 4/4 è adatta non solo ai bambini dai 10 anni in su ma anche per gli adulti in cerca di uno strumento entry level che costi poco.

 

Contro

Meccaniche: Dopotutto non siamo rimasti sorpresi nel renderci conto che le meccaniche della chitarra non sono di buon livello.

Suonabilità: Il succitato problema delle meccaniche, unitamente a una action alta e a dei tasti grezzi con i bordi che dovevano essere arrotondati, ci fa giudicare negativamente la suonabilità dello strumento.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

6. Rocket CG14N Chitarra Classica 1/4

 

Per i piccolissimi vale la pena dare uno sguardo più da vicino alla Rocket CG14N, è una chitarra da ¼ con un  buon rapporto qualità/prezzo. Cominciamo dalla sorpresa più piacevole , ovvero, la tenuta dell’accordatura. 

A chi si è lamentato in anticipo, come emerso da alcune recensioni, invitiamo ad attendere il tempo che le corde si assestino, chi lo ha fatto poi non si è lamentato. Ad ogni modo risultati migliori si ottengono sostituendo le corde in dotazione, spendete qualcosa in più e vedrete che ne varrà la pena. 

L’economicità dello strumento emerge in dettagli come la rifinitura, in particolare il manico è abbastanza grezzo anche se questo non pregiudica la suonabilità. Segnaliamo l’assenza di qualsiasi accessorio per questo modello ma anche così, riteniamo come detto in precedenza che il prezzo sia buono considerato tutto.

 

Pro

Meccaniche: Per una chitarra di questo livello ci riteniamo soddisfatti per com’è tenuta l’accordatura dopo il naturale assestamento delle corde.

Prezzo: Valutando in generale lo strumento riteniamo di poter affermare che rapporto tra la qualità e il prezzo è buono

 

Contro

Poco rifinito: Potremmo dire che è un problema tipico degli strumenti economici, la chitarra è mal rifinita, in particolare il manico.

Accessori: La GC14N non è accompagnata da alcun tipo di accessori, oltretutto segnaliamo che per un lieve miglioramento dello strumento bisogna cambiare le corde in dotazione.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

7. Eko CS5 Pack Chitarra Classica 3/4 con Borsa e Accessori 

 

La Eko CS5 arriva corredata da un bel po’ di accessori, almeno nella versione pack che abbiamo selezionato noi, chi ritiene di non aver bisogno dell’accordatore, della bag e dei due plettri ha tutta libertà di scegliere l’opzione solo chitarra risparmiando qualcosina. Ad ogni modo il pack non ha un prezzo eccessivo. 

Attenzione perché la bag non essendo imbottita può prevenire qualche graffio, è sicuramente ottima per proteggere dalla polvere, ma nulla più. L’accordatore è a clip, non è rapidissimo nel riconoscere la frequenza della nota ma in quanto a precisione è accettabile. Per quanto riguarda le dimensioni, è una chitarra ¾ leggera e comoda da imbracciare. 

Le corde è bene cambiarle quanto prima, l’accordatura tiene a sufficienza per questa fascia di prezzo. I legni usati sono il tiglio per il corpo e la betulla per manico e tastiera. Sellette  capotasto sono in plastica parecchio economica.

 

Pro

Accessori: La chitarra è accompagnata da alcuni utili accessori come una bag per proteggere lo strumento da polvere e graffi e un accordatore a clip.

Meccaniche: A queste cifre possiamo anche ritenerci soddisfatti per la qualità delle meccaniche, non sono nulla di che, sia chiaro, ma l’accordatura è tenuta abbastanza.

 

Contro

Materiali: Ovviamente alla luce di un prezzo contenuto non potevamo aspettarci molto dai materiali, i legni sono di quelli economici.

Corde: La prima esigenza che si avverte imbracciando la chitarra è di cambiare immediatamente le corde, dato che non ci piace come suonano.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

8. Musica Classica Alley Bambini Chitarra Acustica Junior

 

È una chitarra pensata per i bambini, almeno nelle dimensioni, è comoda da imbracciare anche per lo scarso peso. A detta del produttore va bene per bambini dai 5 agli 8 anni quindi orientativamente dovrebbe essere una 2/4, anche se per i più piccoli consigliamo la chitarra ¼. Costa poco e crediamo che il prezzo sia il vero punto di forza. 

Il suono è accettabile per questa categoria, sempre che si riesca ad accordare la chitarra, la tenuta dell’accordatura, infatti, è deludente. Altro elemento di forte perplessità è il ponte, stando a quanto abbiamo letto in più recensioni, questo si è staccato e sinceramente una cosa del genere è la prima volta che la sentiamo dire. Gli episodi sono troppi per pensare a un difetto di fabbrica occasionale, molto più probabile che si tratti di una pessima qualità costruttiva. 

Potremmo anche pensare che chi ha avuto questo problema abbia teso troppo le corde nel tentativo di accordare lo strumento ma, a meno che non fossero per chitarra acustica (e non lo erano), queste avrebbero dovuto spezzarsi prima di provocare il distacco del ponte. Rifinitura approssimativa. Sono comprese delle lezioni online.

 

Pro

Prezzo: Il costo della chitarra non è esoso dunque lo strumento può essere messo anche nelle mani dei più piccoli senza troppi timori.

Lezioni online: Acquistando questo strumento il cliente ha diritto ad accedere a una serie di lezioni online che possono essere utili per apprendere le prime cose.

 

Contro

Qualità costruttiva: Scadente, secondo noi. A sostegno di questa tesi abbiamo letto diversi episodi nei quali addirittura il ponte si è staccato! Approssimative anche le rifiniture.

Meccaniche: Difficile ottenere un’accordatura decente e soprattutto che duri un tempo ragionevole, le meccaniche sono un altro dei punti deboli.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Come scegliere una buona chitarra per bambini

 

Sul mercato si possono trovare parecchie offerte interessanti, anche su chitarre della migliore marca. Al fine di restringere il campo abbiamo fatto una comparazione tra gli strumenti più venduti online fino a individuare quelle che riteniamo essere le migliori chitarre per bambini del 2020. 

Scegliere lo strumento adatto a un bimbo non è cosa semplicissima, la soluzione migliore sarebbe sempre avere il supporto di un maestro, ma sappiamo che in pochi si affidano a questa figura fondamentale per l’apprendimento (investendo denaro) quando non si ha la certezza che il piccolo si appassioni e segua le lezioni con profitto. Dunque indegnamente ci permettiamo noi di fare le veci del maestro e vi consigliamo quale chitarra per bambini comprare, anzi, faremo di più, vi aiuteremo a comprendere come scegliere la migliore chitarra per bambini. 

Le dimensioni dello strumento

La chitarra deve necessariamente avere delle dimensioni adatte al bambino. Partiamo da una fascia d’età bassissima, quella che va dai quattro ai sei anni. Inevitabilmente ne serve una da ¼ ossia la più piccola che esista. In questa fase lo strumento deve essere visto più che altro come un gioco e come un primo approccio alla sei corde. 

Apriamo una parentesi: c’è chi come possibile alternativa consiglia di optare per un ukulele ma tenete sempre presente che si tratta di uno strumento diverso dalla chitarra ed è un falso mito che solo perché di dimensioni ridotte semplifichi le cose, basti pensare al fatto che non offre l’appoggio per il braccio. 

Chi comincia a suonare intorno ai 7 anni può tranquillamente partire subito con una chitarra 2/4. Per i bambini tra gli 8 e 10 anni va benissimo la migliore chitarra per bambini da ¾. Dai 10 anni in poi si può usare una standard, dunque, 4/4. Chiaramente queste sono indicazioni generiche, lo strumento andrebbe sempre provato prima di essere comprato e non tutti i bambini, pur avendo la stessa età, devono necessariamente avere la medesima costituzione fisica, senza dimenticare poi che le femminucce sono più piccole. 

Dunque, indicazioni generali a parte, come capire di che misura deve essere la chitarra? È semplice, il bambino deve sedersi, incrociare le gambe e posizionare lo strumento sulla coscia appoggiando il braccio sulla cassa. Il gomito deve stare sulla parte alta della fascia in modo che l’avambraccio possa penzolare. Se il piccolo raggiunge le corde all’altezza del ponte, fino al Mi cantino, quella è la misura giusta.

 

Per i bambini mancini

Anche se vostro figlio o vostra figlia sono mancini, e pur esistendo strumenti per chi usa la mano sinistra, è preferibile indirizzarsi verso l’uso di una chitarra per destrorsi, riusciranno a imparare lo stesso e in futuro si eviteranno parecchie seccature.

 

La chitarra elettrica

È nostra convinzione che chi voglia imparare a suonare la chitarra può tranquillamente cominciare con una elettrica se lo preferisce, tuttavia i bambini rappresentano un’eccezione; in questo caso specifico è sempre meglio cominciare a formarsi su una chitarra classica perché perché a 6/8 anni risulterebbe troppo difficile tirare fuori dei suoni da una elettrica.

Quanto spendere

Stanziare un budget tra i 50 e i 100 euro può essere sufficiente, l’importante è non confondere l’acquisto di una chitarra per bambini con l’acquisto di una chitarra giocattolo per bambini. Comprendiamo la preoccupazione che il piccolo possa stufarsi in fretta ma mettergli tra le mani uno nuovo strumento più economico ma realmente scadente farà ugualmente passare la voglia di suonarla.

 

 

 

Come utilizzare la chitarra per bambini

 

Se amate la musica vi si riempirà il cuore di gioia nel guardare un bambino intento a suonare la sua chitarra. Certo, i tentativi saranno goffi ma sicuramente vi strapperanno più di un sorriso e ammirazione nel vedere a modo suo quanto impegno ci mette. Ma come va usata la chitarra e soprattutto cosa potete fare voi per aiutare il piccolo.

La scelta dello strumento

Come prima cosa dovete scegliere una chitarra dalle dimensioni adatte. La cosa migliore è recarsi di persona presso un negozio di strumenti musicali, anche se dobbiamo dire a malincuore che non sempre questi hanno una vasta scelta di chitarre per bambini. Fate sedere il piccolo e con l’aiuto del negoziante fategli imbracciare qualche modello. Il corpo deve aver una misura tale da consentirgli di raggiungere agevolmente tutte le corde con la mano destra assumendo una posizione corretta. Anche le dimensioni del manico sono importanti, se questo è troppo grande per la mano del bimbo, non riuscirà a suonare.

 

La scelta delle corde e il cambio

La chitarra vi viene venduta con le corde montate ma poi arriva il momento di cambiarle. Siccome siete voi a dover scegliere per il vostro bambino, non prendete una muta qualsiasi. Non ne facciamo un discorso di qualità che pure è importante ma è un aspetto che in questo caso non ci interessa. Ciò cui bisogna prestare attenzione è il livello di tensione che per i bambini deve essere bassa in quando non richiedono tanta forza per essere premute. 

L’altra questione è come cambiare le corde. Quelle per chitarra classica richiedono un nodo al ponte per essere fissate, la soluzione migliore è quella di realizzare un cappio con la corda, in questo modo non si scioglierà. L’altra estremità va al piolo, deve passare per il foro. Tenete la corda leggermente tesa mentre girate la chiave al fine di tenderla.

Accordatore

Per accordare la chitarra ci viene in aiuto la tecnologia, con pochi euro si può comprare un accordatore a clip da fissare sulla paletta dello strumento. Vediamo come usarlo. Prendiamo il caso dell’accordatura standard. Premessa importante: accordatore solitamente usa la notazione anglosassone perciò non aspettatevi di leggere sullo schermo Do, Re, Mi e così via bensì A (LA), B (SI), C (DO), D (RE) E, (MI), F (FA), G (SOL). 

Ora qual è l’accordatura standard? Partendo dalla corda più grave è: MI (E), LA (A), RE (D), SOL (G), SI (B), MI (E). Se le corde sono nuove inizialmente non preoccupatevi di ottenere un’accordatura perfetta, dare modo alle corde di assestarsi, affinché ciò avvenga più velocemente, tiratele un po’. 

Per accordare la corda bisogna tenderla o allentarla, ciò si fa per mezzo delle chiavi poste sulla paletta. Quando la corda raggiunge la nota corretta, questa è evidenziata sull’accordatore. Ad esempio la lettera E si illumina di verde, la rappresentazione grafica può variare a seconda del modello di accordatore. 

 

 

 

Domande frequenti

 

Da che età un bambino può iniziare a suonare la chitarra?

In linea di massima un bambino è in grado di imbracciare una chitarra intorno ai 5 anni. In questo caso dovrà essere una da ¼ poiché ha le dimensioni giuste per quell’età.

Per il mio bambino va bene una chitarra acustica?

A nostro avviso è preferibile una classica, questa, infatti, monta corde di nylon che sono più morbide rispetto a quelle per chitarra acustica.

 

Posso forzare in qualche modo mio figlio a suonare la chitarra?

I bambini non vanno mai forzati tuttavia se il desiderio del genitore è che il piccolo impari a suonare, può mettergli tra le mani lo strumento che il piccolo però dovrà vedere come un gioco; questo significa che non devono esserci pressioni affinché si applichi. Come si dice, se son rose fioriranno.

 

Quanto dovrei spendere per la chitarra di mio figlio?

Dipende dai casi, se l’intenzione e farlo seguire da un maestro bisogna anche mettergli tra le mani uno strumento che gli consenta di studiarci sopra dunque serve un budget almeno tra i 100 e i 150 euro al netto degli accessori. Nel caso soprattutto dei più piccoli e quando non c’è ancora l’intenzione di studiare la chitarra ma più semplicemente strimpellare, in media basta una spesa di 50/60 euro.

 

Mio figlio mi ha chiesto una chitarra in regalo, fa lo stesso se gli compro un ukulele?

Assolutamente no, parliamo di strumenti diversi. L’ukulele va sorretto in modo diverso dalla chitarra, anche le tecniche di esecuzione sono diverse. È vero, l’ukulele è più piccolo ma il bambino non ha modo di appoggiare il braccio sulla cassa lasciando penzolare l’avambraccio.

 

Ho comprato la chitarra a mio figlio di 7 anni, va bene se gli compro anche un corso per principianti?

A quell’età far seguire al bambino un corso per principianti è prematuro, molto meglio un corso pensato appositamente per i bambini dove l’apprendimento si sviluppa attraverso una forma ludica. I libri poi spesso presentano simpatici disegni e colori. Chiaramente il piccolo deve essere accompagnato dal genitore.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Principale vantaggio

È un basso dall’ottimo sustain e dalla buona suonabilità in generale. Il manico è comodo, scorrevole e preciso; potete fare affidamento su ottime meccaniche per questa fascia di prezzo. Massima soddisfazione anche per la circuiteria e per il controller che dà modo di agire sulla potenza dell basse frequenze. Pesa poco quindi non vi affaticate, anche perché è uno strumento ottimamente bilanciato.

 

Principale svantaggio

Il suono, pur essendo bello, secondo noi pecca in potenza, è questa la cosa che meno ci ha convinto, anche se qui probabilmente entrano in gioco i nostri gusti personali. Non erano dovuti visto il prezzo ma ci preme comunque segnalare l’assenza di accessori: cavi, custodia e tracolla vanno comprati a parte.

 

Verdetto 9.7/10

Entry level non è un sinonimo di cattivo strumento e l’Ibanez GSR200 n’è la prova. Il rapporto qualità/prezzo va oltre le nostre aspettative. Pur non essendo costruito con i migliori legni possibili, lo strumento si difende bene. Secondo noi è perfetto per chi è agli inizi e cerca un buon basso elettrico da studio, con lo GSR200 difficilmente si resta delusi. Provare per credere.

Acquista su Amazon.it (€230.9)

 

 

DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Ottimo entry level

Ibanez è uno di quei marchi che sanno soddisfare le esigenze dei musicisti, tanto è vero che gli strumenti prodotti dall’azienda giapponese finiscono nelle mani di chitarristi e bassisti famosi. Il suo catalogo è vasto e comprende strumenti sia elettronici sia acustici, per professionisti ma anche per principianti. 

Questi strumenti sono collegati da un unico filo conduttore che è la qualità. Affidarsi a Ibanez vuol dire prendere uno strumento serio, poi è chiaro che c’è una differenza abissale tra un basso economico da 200 euro e uno professionale da 1.500 euro se non oltre. È qui però che entra in gioco il rapporto qualità/prezzo che ne bassi e nelle chitarre Ibanez è sempre positivo, ciò vale anche per il GSR200 che vi stiamo proponendo. 

Questo è uno dei bassi (i migliori modelli) che consiglieremmo a chi dovesse chiederci quale basso entry level comprare, perché lo GSR200 pur avendo un costo abbordabilissimo, non è un giocattolo e tantomeno uno di quei pessimi strumenti realizzati da produttori improvvisati che non tengono l’accordatura e suonano malissimo.

Grande sustain

Il basso a un ottimo sustain, è una delle caratteristiche maggiormente esaltate nelle recensioni scritte dagli utenti. Altra nota positiva è il poco peso, non ci si affatica neanche dopo aver trascorso ore a suonare in piedi, anche perché il poco peso è ben bilanciato. 

Chiaramente chi sta leggendo vuole sapere in concreto come suona il basso. Non abbiamo dubbi sul fatto che quando collegherete lo strumento all’amplificatore resterete stupiti: il suono è corposo, presente, equilibrato, anche se manca un po’ di potenza cosa che comunque non pregiudica significativamente la sua versatilità.

Elettronica: il basso presenta dei pickup passivi e quattro controlli: uno è dedicato al volume del pickup al ponte, un secondo per quello al manico, il terzo controllo è per il tono e infine c’è il controllo per il Phat II EQ che permette di agire sulle basse frequenze per ottenere più potenza.

 

Materiali

Il corpo è realizzato in agathis mentre il manico è in acero. A proposito di questo dobbiamo dire che è ben lavorato, è un manico veloce, sottile, con tasti medi (la tastiera è in palissandro). Il manico a 22 tasti è preciso ma probabilmente dovrete sistemare l’intonazione come hanno raccontato alcuni bassisti. 

Spostiamoci sulle meccaniche, l’hardware è cromato con ponte BD 10 a sellette. L’accordatura è tenuta ottimamente. Insomma è uno strumento dalla buona suonabilità. Il design molto bello, il colore nero lucido regala un piacevole effetto ottico e tutte le rifiniture sono perfette. È perfetto come strumento da studio ma anche per divertirsi insieme agli amici. 

Non ci sono accessori inclusi nella confezione che vi arriva a casa, anche se la cosa è comprensibile visto gli sforzi di Ibanez per tenere basso il prezzo di uno strumento che secondo noi vale più di quanto costa, insomma, tracolla, cavi e una custodia, fosse anche una semplice bag, dovrete provvedere a comprarle separatamente. Parliamo comunque di una spesa extra che si affronta senza affanni.

 

Acquista su Amazon.it (€230.9)

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Principale vantaggio

Ottimo rapporto qualità/prezzo per la chitarra Cort che stupisce per il suo suono equilibrato e per l’ottimo sustain. I legni sono buoni e il manico separato è stato ben studiato, è semplicemente spettacolare per una chitarra di questa fascia. La tenuta dell’accordatura è soddisfacente. 

 

Principale svantaggio

Non abbiamo riscontrato grossi problemi che vadano al di là delle preferenze personali, possiamo solo dire che suonare sulle note più alte non è semplice in quanto la chitarra non è cut-away, inoltre l’action potrebbe essere ritenuta un po’ alta anche se qui siamo in un campo soggettivo.

 

Verdetto 9.6/10

Tra le chitarre elettroacustiche entry level è una delle più interessanti secondo noi. Il buon rapporto qualità/prezzo ce la fa preferire a tante altre. Ottima per i principianti e buona anche per i chitarristi più bravi e preparati che siamo certi non resteranno delusi, in particolare se cercano una chitarra di scorta più economica ma non per questo poco performante.

Acquista su Amazon.it (€194.36)

 

 

DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Versatile

Le chitarre Cort godono di grande credito presso gli appassionati delle sei corde. La AD810 E è una elettroacustica entry level dal buon rapporto qualità/prezzo. Siamo certi che per le sue caratteristiche possa fare al caso anche di chitarristi di un livello più avanzato che magari hanno bisogno di una chitarra di scorta da portare in giro per recarsi dal maestro o altrove. 

La AD810 E fa parte della serie Standard, chi lo preferisce trova la stessa chitarra anche nella semplice versione acustica, dunque senza pickup. È una dreadnought versatile, una caratteristica conferitagli anche dall’abete rosso usato per il top, un legno che si fa apprezzare per resistenza e flessibilità; potete suonarci un più generi, lo strumento si adatterà perfettamente ai vostri gusti musicali. Soprattutto se cercate una chitarra per lo strumming, questa non vi deluderà. 

Sposiamoci sul retro dove troviamo il mogano, legno usato anche per le fasce che conferisce una gamma di suoni caldi e dalla buona proiezione. Tutto suona molto equilibrato e definito.

Ottimo manico

Il manico conferma il fine lavoro artigianale che si cela dietro questa chitarra (lista dei migliori prodotti) pur trattandosi di un modello dal costo accessibile; è a incastro quindi non parliamo di un tutt’uno con il body ma ciò cosa comporta? Ebbene le vibrazioni e le risonanze percorrono tutto il manico senza mai perdere energia per un suono sempre dettagliato. La tastiera è in merbau e offre una buona precisione. 

La chitarra non è una cut-away, quindi non è comodissimo suonare sulle note più alte, pertanto si presta meglio all’accompagnamento. Il ponte ci è piaciuto per la sua capacità di donare un buon sustain al suono ma attenzione perché l’action potrebbe essere un po’ alta e ciò può comportare qualche difficoltà ai chitarristi meno brani, ad ogni modo la tensione sulle corde non è eccessiva quindi non c’è un eccessivo affaticamento per le dita. 

Vale la pena anche parlare delle corde in dotazione. Contrariamente a quanto spesso accade, quelle che trovate montate di serie non sono malvagie, hanno un buon rivestimento, resistente all’umidità e al sudore, in altre parole vi durano un bel po’. Ad ogni modo vale sempre il solito discorso: il rapporto tra un chitarrista e le corde è estremamente soggettivo.

 

Elettronica e meccaniche

La chitarra è dotata di un pickup in ceramica, è ben nascosto e non rovina l’estetica dello strumento. Il preamplificatore è il Cort CE304T che comprende un equalizzatore a tre bande, il potenziometro del volume e un accordatore che si mette in mostra per la buona precisione. 

Quanto alle meccaniche, anche qui possiamo dirci soddisfatti, la tenuta dell’accordatura è buona quindi non siete costretti ad accordare lo strumento più del normale. Resteranno delusi quanti si aspettavano di trovare qualche accessorio, non ce ne sono, non trovate neanche una custodia morbida, toccherà comprarla a parte. 

Nonostante la suddetta mancanza di accessori restiamo fermamente convinti che il prezzo di listino della chitarra sia interessante se pensiamo alla qualità dello strumento che mette dietro di sé tanti strumenti entry level, dopotutto il solo marchio è una garanzia sufficiente.

 

Acquista su Amazon.it (€194.36)

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Chi sono le signore delle quattro corde? Ne parliamo nel nostro articolo mostrandovi il lato femminile del basso elettrico.

 

Diciamoci la verità, nel mondo della musica c’è una sorta di maschilismo latente e anche incosciente, soprattutto in certi generi musicali. Si parla sempre di musicisti, mai di musiciste magari l’unica eccezione si fa per le cantanti. Ecco dunque il miglior chitarrista, batterista, bassista e così via, quasi come se si desse per scontato non che non esistano brave strumentiste ma addirittura che le donne non suonino. Invece lo fanno e anche bene! 

Una cosa curiosa dobbiamo farla notare: se guardiamo alle band che hanno una sola donna in formazione, la maggior parte delle volte questa suona il basso. Chiaramente si tratta di una percezione, non siamo in possesso di dati statistici che possano confermare con certezza quanto abbiamo appena detto.

Fatto sta che il basso è donna o meglio, è anche donna, ecco perché abbiamo pensato di dedicare alle “signore delle quattro corde” un articolo. Ci teniamo a precisare che l’ordine con il quale parleremo delle bassiste assolutamente non vuole essere una classifica.

 

Enid Williams

Se sapete cosa sia la NWOBHM sicuramente conoscete la Girlschool e di conseguenza Enid Williams bassista (ex bassista in vero) e co-fondatrice della “all female band” britannica.

La sua carriera musicale è iniziata tra i banchi di scuola insieme alle amiche Kim McAuliffe e Deidre Cartwright. Ce la immaginiamo la giovane Enid imbracciare un basso elettrico economico inseguendo il suo sogno. Ecco, magari non è diventata ricca ma può dire di aver formato la formazione tutta al femminile più importante di tutta la scena heavy metal.

Melissa Auf der Maur

Melissa Auf der Maur è una grande bassista, non lo diciamo noi, lo dice, anzi, lo disse Billy Corgan leader e vocalist degli Smashing Pumpkins. L’occasione fu durante il tour di Siamese Dreamer. La data di Montreal, città natale di Melissa, fu aperta dai Tinker, band nella quale militava la bassista.

La sua performance non passò inosservata a Corgan che le disse: “Sei una grande bassista, un giorno farai parte della mia band”. Tuttavia è con le Hole che Melissa raggiunse la notorietà. Fu Billy Corgan a suggerire il nome della bassista a Courtney Love per sostituire Kristen Pfaff, deceduta in seguito a un’overdose di eroina a 27 anni.

 

Ida Kristine Nielsen

Ida Nielsen è una bassista danese dotata di una grande tecnica, ha iniziato a suonare il basso all’età di 16 anni e ben presto si è messa in luce per la sua grande abilità che l’ha portata a collaborare con diverse band. Anche Prince si accorse di lei e la chiamò alla sua corte.

 

Rhonda Smith

È evidente che Prince avesse buon occhio per le bassiste, tanto è vero che anche Rhonda Smith fu scelta dal defunto artista per la band che stava mettendo in piedi in vista dell’album Emancipation. Anche in questo caso parliamo di una musicista dotata di una tecnica grandiosa da fare invidia a chiunque.

 

Wanda Ortiz

Molti la conoscono come Steph Harris e i più attenti noteranno l’assonanza con Steve Harris. Non è un caso, Wanda Ortiz è la bassista di quella che probabilmente è la più famosa female tribute band degli Iron Maiden, The Iron Maidens appunto. Nata a Huntington Beach in California, ha iniziato a suonare il basso a 11 anni. Prima di approdare nelle The Iron Maidens, Wanda ha collaborato con diverse band e si è anche aggiudicata il premio come miglior bassista donna ai Rock City News Awards.

Mohini Dey

Impossibile escludere dalla nostra lista la bassista indiana Mohini Dey, non soltanto perché brava ma anche per la giovane età. Nata nel 1996, figlia d’arte da parte di pare (Sujoy Dey). 

Il suo nome ha cominciato a girare negli ambienti musicali indiani quando ancora era adolescente, ma ci ha messo poco a superare i confini affermandosi come uno dei nomi più interessanti in ambito bassistico, tanto è vero che si è guadagnata un endorser con la Markbass. Suggeriamo a tutti gli amanti del basso, se non la conoscono, di ascoltare suonare questa ragazza perché resteranno strabiliati.

 

Tal Wilkenfeld

Chi ascolta fusion è probabile che conosca Tal Wilkenfeld, bassista (e cantante) australiana che tra gli altri ha collaborato anche con il noto chitarrista Jeff Beck. Il suo debut album Love Remains è del 2019. Se siete curiosi, dategli un ascolto.

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Scoprite quali sono gli strumenti più costosi ma anche quelli più incredibili costruiti con materiali che definire rari è poco.

 

Quanto sareste disposti a spendere per un basso? Qual è la cifra massima, forza dateci un numero, tanto siamo sicuri che neanche vi avvicinerete al più economico degli strumenti che vi proporremo tra un attimo. Se invece è vero il contrario… siamo disponibili a essere adottati da voi. Quelli che vi proponiamo non sono bassi elettrici venduti online, anzi, non sono neanche semplici da trovare. Ma basta con le chiacchiere e cominciamo svelando il basso che costa meno per poi salire man mano di prezzo.

 

Gibson Thunderbird 1963/65

È un basso iconico, una vera innovazione quando fu prodotta la prima serie tra il 1963 e il 1965, un migliaio di esemplari in tutto secondo alcune fonti. Ciò fa capire che parliamo di uno strumento non soltanto valido ma anche molto raro e pertanto sogno di tanti collezionisti disposti a pagare un bel po’ di soldi pur di averlo. Quanti? Beh almeno tra i 15.000 e i 17.000 dollari ma con il passare del tempo questa somma può solo lievitare.

Alembic Serie II SSB Stanley Clarke Signature 1980

Uno dei bassisti più stimati al mondo, soprattutto in ambito jazz, è Stanley Clarke che negli anni ‘80 avviò una proficua collaborazione con Alembic per la realizzazione di alcuni bassi Signature. Di questi il più ricercato dai collezionisti è il modello del 1980, dalla qualità superba che attualmente è valutato sui 20.000 dollari se in perfette condizioni.

 

Fodera Anthony Jackson Presentation

Per essere più precisi il Fodera Anthony Jackson Presentation è un contrabbasso elettrico realizzato a partire da un’idea che Anthony Jackson ebbe nel 1987 per proporre uno strumento a misura per lui e che potesse soddisfare le sue esigenze.

Non parliamo di un contrabbasso del passato ma di un modello in produzione che può tranquillamente (si fa per dire) essere acquistato sul sito Fodera alla somma di 20.450 dollari. Facile ipotizzare che tra un paio di decenni il suo valore possa aumentare, tenetelo presente anche come possibile investimento.

 

Zemaitis Heart Hola Bass

Quando un maestro liutaio come Tony Zemaitis, che ha dedicato gran parte del suo lavoro alla costruzione di chitarre (molte delle quali finite nelle mani di musicisti famosi come Keith Richards ed Eric Clapton), costruisce un basso è normale che questo acquisisca un grande valore. Heart Hole è un basso acustico costruito negli anni ‘70 con manico fretless e chiaramente ispirato a un cuore. La sua quotazione è intorno al 25.000 dollari.

 

Fender Jazz Bass Custom Color

I bassi Fender, come le chitarre del resto, sono sempre stati molto stimati e non di rado questi strumenti diventano oggetto di collezionismo. Fin dalla dall’inizio della produzione (cominciata nel 1960) il Fender Jazz Bass è stato un successo commerciale, anche perché veniva usato da molti musicisti famosi. In particolare se siete fra i fortunati possessori di un modello della prima serie, avete tra le mani un tesoro di 28/30.000 dollari come minimo.

Fodera Anthony Jackson Presentation II

Non ci siamo sbagliati inserendo per errore due volte il basso signature di Anthony Jackson, i più attenti dei nostri lettori avrà notato l’aggiunta del “II”, ma non preoccupatevi perché non significa che il prezzo sia raddoppiato, certo, costa qualcosa di più ma se la matematica non è un’opinione, allora 35.200 dollari non sono il doppio di 20.450, costo del basso Fodera Anthony Jackson che vi abbiamo presentato in precedenza.

 

The Ritter Royal Flora Aurum

Questo è il botto finale non solo per il prezzo ma anche e soprattutto per la rarità dei materiali impiegati. Si tratta di un pezzo unico commissionato al liutaio Jens Ritter da quello che evidentemente è un facoltoso cliente.

Per il corpo è stato impiegato un raro legno di acero, le meccaniche e i potenziometri sono in oro, materiale presente anche sul manico e trovate pure qualche diamante ma la cosa più assurda è il ponte che è in avorio ma non piangete per i poveri elefanti perché a nessuno è stato fatto del male visto che parliamo di avorio ricavato dalle zanne di un mammut. Lo sappiamo, sembra una sorta di leggenda metropolitana ma non è così. Il costo di questo incredibile basso è di 250.000 euro.

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Se siete animati dalla passione e non vi scoraggiate al primo tentativo, potreste diventare dei bravissimi bassisti! Magari anche seguendo i nostri consigli.

 

Suonare uno strumento, indipendentemente che sia uno dei migliori bassi elettrici, oppure una chitarra o una tromba, richiede passione, dedizione e studio. Ciò chiaramente se si vuole imparare a suonare in modo serio. Se invece ci si accontenta di strimpellare il basso, l’impegno richiesto è minore e ci si riesce anche da autodidatti, anche se si avranno inevitabilmente dei limiti, anche grossi. A seguire vi daremo alcuni consigli di carattere generale ma ricordate che niente e nessuno potrà mai esservi più utile di un buon maestro che vi segua e corregga gli errori che inevitabilmente commetterete.

 

Accordate lo strumento

Una delle prime cose che bisogna essere in grado di fare è l’accordatura. Lo strumento si scorda, è inevitabile. Quindi, prima ancora di suonare il basso dovete essere in grado di accordarlo alla perfezione. Il procedimento è semplice, a seconda dei casi si devono tendere o allentare le corde agendo sulle chiavi che vanno girate in un senso o nell’altro. 

Fortunatamente la tecnologia ci viene in aiuto, dunque servitevi di un accordatore. Suonate la corda a vuoto e controllatela sull’accordatore. Per fare ciò dovete conoscere quantomeno l’accordatura standard che è, partendo dal basso verso l’alto, Sol Re La Mi. Ad ogni modo l’apparecchio mostra la notazione anglosassone che è GDAC.

Andateci piano

Imparare a suonare il basso passa inevitabilmente dall’esercitazione e dallo studio della teoria musicale. Gli esercizi molto spesso sono noiosi, è bene saperlo fin da subito ma necessari. Bisogna avere pazienza ma soprattutto calma. L’errore più comune che si commette è di voler fare gli esercizi velocemente, invece la cosa importante è svolgere l’esercizio correttamente, senza errori. La velocità è un aspetto di cui bisogna preoccuparsi in seguito. 

Ora, se vi affianca un maestro, ci penserà lui a tirare il freno ma se non si è guidati da questa fondamentale figura bisogna affidarsi a un metodo per il basso. Qui la scelta deve essere molto oculata perché non tutti i corsi sono buoni ma soprattutto non tutti i metodi sono adatti al vostro livello di preparazione. 

È chiaro che si deve cominciare con un metodo per principianti onde evitare di far fronte ad esercizi troppo complicati e che molto spesso danno per scontato che l’allievo ha già determinate conoscenze. È importante che gli esercizi abbiano una difficoltà progressiva, ma anche che siano ben spiegati. Di grande aiuto sono i video didattici, l’invito pertanto è di tenere in considerazione quei metodi per basso corredati da DVD.

 

Dove mettere le mani

Per cominciare a suonare il basso bisogna sapere dove mettere le mani, ovvero la loro posizione. Cominciamo dalla mano sinistra (destra per i mancini) il cui pollice va appoggiato alla metà della larghezza del manico, per facilitare la corretta impostazione è bene regolare adeguatamente la lunghezza della tracolla. Disponete le restanti dita in modo tale da coprire la lunghezza di quattro tasti, le dita devono avere la falange piegata così da non toccare le altre corde che eventualmente saranno libere di vibrare. 

Quanto alla mano destra, questa può assumere posizioni diverse a seconda della tecnica che si adotta. Ciò detto, nella posizione più comune si appoggia il pollice sul pick-up al fine di sostenere la mano mentre l’indice e il medio (ma si può usare anche l’anulare) suonano le corde alternandosi. Come molti sapranno, il basso può essere suonato anche con il plettro che in questo caso va tenuto tra pollice e indice. Va detto che rispetto alle dita il plettro produce un suono più secco.

Alcuni metodi didattici

In questo paragrafo vogliamo suggerire alcuni metodi per basso che possono rivelarsi molto utili per chi vuole imparare a suonare lo strumento. “Metodo per basso, LIbro 1” di Ed Friedland. L’autore vanta prestigiose cattedre presso il Berklee College of Music e alla Arizona State University. I concetti base sono spiegati con grande semplicità, cosa di non poco conto per chi ancora non “mastica la materia”. Ci sorprende un po’ l’assenza delle tabulature ma, se integrato con altri metodi, può essere un valido strumento didattico. In allegato trovate un CD audio. 

“Manuale di Basso, corso completo per principianti”, è a opera di Andrea Rosatelli. Il metodo affronta temi importanti come la teoria musicale, la tecnica di base a cominciare dall’impostazione delle mani e l’accompagnamento. Certo, forse la teoria musicale non è stata trattata approfonditamente ma ricordiamoci che è un metodo per principianti. Di grande aiuto è il DVD in allegato dove l’autore in prima persona spiega la tecnica e gli esercizi del suo metodo. 

“Bass Aerobic” di Jon Liebman si propone di far apprendere allo studente una lezione a settimana per un totale di 52. Le lezioni sono a difficoltà crescente. Il corso va bene per i principianti ma anche per chi ha già un po’ di competenza. È un corso un po’ lungo ma al termine del quale si vedranno gli effetti positivi se studiato con impegno e determinazione.

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Anche quando è nuovo, il basso può aver bisogno di piccole regolazioni ma con un po’ di pratica ed esperienza non è necessario ricorrere al liutaio.

 

Anche il basso elettrico più famoso ha bisogno di un setup fin dalla prima volta che esce dal negozio, anche se non sempre viene fatto. Molti, poi lasciano il loro strumento così com’è per sempre, neanche si accorgono, ad esempio che il manico richiede di essere regolato o di altri dettagli che, invece, chi suona in modo serio non può trascurare. Se non vi sentite in grado di fare il setup in prima persona, potete sempre rivolgervi a un liutaio, in caso contrario vi spieghiamo alcuni degli aspetti principali del setup per il basso.

 

Il truss rod 

Il primo passo è controllare l’action. Qui ognuno ha le sue preferenze ma in linea di principio diciamo che l’altezza della corda al diciassettesimo tasto dovrebbe essere di circa 3 mm. Per verificare l’action vi serve un capotasto mobile da sistemare sul primo tasto e uno spessimetro. Controllate l’altezza delle corde all’ottavo tasto, una buona distanza è compresa tra 0,15 e 0,5 mm. 

Ma come capire ad orecchio se il manico è troppo dritto? In questo caso notate che sui primi tasti l corde non vibrano come dovrebbero, insomma avrete la sensazione che il suono sia stoppato, in gergo si dice che frustano. Se il manico è troppo curvato noterete che le corde frustano sulla seconda ottava. 

Vediamo come regolare il truss rod. A seconda dello strumento, trovate una vite sulla paletta o sulla parte inferiore del manico. Questa va stretta o allentata a seconda delle esigenze. Regolare il truss rod richiede un po’ di tempo e pazienza. La vite deve girare appena di un quarto quindi fate i controlli del caso ed eventualmente date un ulteriore quarto di giro.

 

Le sellette

Una action troppo alta o bassa richiede la regolazione delle sellette. A seconda dei casi ma anche delle preferenze, le sellette si abbassano o alzano mediante l’uso di un’apposita chiave. Ribadiamo, qui la regolazione è soggettiva. Le sellette non si regolano soltanto in altezza ma anche in orizzontale, per così dire. In particolare stiamo parlando della regolazione delle ottave. 

Per un lavoro preciso vi serve un accordatore. Suonate a vuoto la corda, per esempio, La e controllate l’accordatura. Se perfetta, suonate un armonico sul dodicesimo tasto, anche in questo caso potrebbe essere perfetta l’intonazione, ma non basta, dovete verificarla anche premendo il dodicesimo tasto. Ora, se la nota risulta crescente, vuol dire che la selletta è più avanti di quanto dovrebbe essere. Con un cacciavite, generalmente a stella (o croce che dir si voglia) bisogna far indietreggiare la selletta, non più di un giro per poi riaccordare la corda e controllare l’intonazione.

 

I magneti

Dobbiamo dire che spesso si trascura la regolazione dei magneti eppure la loro posizione influenza il suono dello strumento. Anche in questo caso si va sui gusti personali anche se ci sono delle distanze minime che possiamo definire standard. Pertanto i magneti vanno regolati in modo tale che l’uscita sia la stessa lungo tutto il pickup e che il campo magnetico non abbia una forte attrazione sulle corde, cosa che si verifica quando il pickup è troppo vicino a queste ultime. 

Vi servono due strumenti: un cacciavite  e un righello che parta da zero, quindi senza quel classico margine che presentano di solito. Con il dito premete l’ultimo tasto della corda sol e misurate lo spazio tra il corrispettivo polo e la parte inferiore della corda. Una buona distanza di 2 mm o poco più. La distanza corda magnete aumenta in proporzione a seconda dello spessore quindi giunti al MI, la distanza magnete corda deve essere di circa 3,5 mm. 

Se la distanza tra le corde e il magnete è eccessivamente ridotta si ha un suono distorto o impastato e uno scarso bilanciamento tra le corde. Il sustain, poi, è poco. Se invece c’è troppa distanza tra corda e magnete, il suono è scarso, fiacco.

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Molto spesso relegato ingiustamente a un ruolo di secondo piano, il basso è un elemento fondamentale in una band, perciò è giunto il momento di rendergli il giusto tributo con una serie di brani imperdibili.

 

Si parla sempre di riff di chitarra ma mai di riff del miglior basso elettrico eppure ce ne sono tanti che sono entrati di diritto nella storia della musica; poi è ovvio, ognuno ha le sue preferenze ma indubbiamente ci sono riff più famosi di altri che magari si conoscono senza però sapere il titolo della musica o addirittura l’artista.

Nonostante ciò il riff si stampa nella mente e non lo si scorda più. Anche noi abbiamo la nostra personale classifica che non significa debba valere per tutti, in virtù di ciò abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra i nostri gusti personali e quelli che oggettivamente sono riff famosi, anche se a noi magari piacciono di meno. 

 

The Trooper 

Qualsiasi brano avessimo pescato degli Iron Maiden avremmo fatto centro, perciò tanto vale proporvi The Trooper, uno dei pezzi più iconici della band britannica capitanata da Steve Harris che, guarda caso, è il bassista. La canzone fa parte di Piece of Mind pubblicato nel 1983 e per capire l’importanza che la canzone ha tanto per il pubblico quanto per la band, basti dire che da quando è stata proposta per la prima volta dal vivo non è mai più stata esclusa dalla setlist.

For Whom The Bell Tolls

Il brano ha una delle intro di basso più famose, resa celebre dal compianto Cliff Burton e poi portata avanti da Jason Newsted prima e Robert Trujillo poi. La canzone è la terza traccia del disco Ride The LIghtning pubblicato dai Metallica nel 1984. Il riff di basso spicca per l’uso di un Wah Wah e un overdrive, soluzione che può trarre in inganno le orecchie meno esperte inducendole a credere che si tratti di una chitarra.

 

Ace of Spades

Parliamo di basso, allora una citazione al leggendario Mr. Lemmy è d’obbligo. Magari non si metteva in luce per la grande tecnica ma l’energia che scaturiva dal suo basso è innegabile. Abbiamo scelto il brano più rappresentativo non solo del gruppo ma della musica heavy e hard, Ace of Spades, un pezzo che anche i sassi conoscono.

 

Around The World

Dalla nostra classifica non poteva mancare un bassista formidabile come Flea. Anche qui dovunque si peschi si va sul sicuro, tanto vale presentare uno dei brani più famosi dei Red Hot Chili Peppers, Around The World, singolo del fortunato Californication pubblicato nel 1999 e quello che ancora presenta significativi punti di contatto con gli esordi del gruppo.

I Feel Good

Piano piano ci stiamo allontanando dalle sonorità più pesanti per dare il meritato spazio a riff famosi. Proseguiamo con il maestro del funk (un genere dove il basso ha grande rilievo) e del soul James Brown. Anche qui ci piace vincere facile e pertanto abbiamo scelto I Got You, o come tutti la chiamano, I Feel Good. La canzone risale al 1965 ma si tratta di un evergreen, la sentiremo suonare ancora tantissimo negli anni a venire, su questo non ci sono dubbi.

 

Billie Jean

È uno dei pezzi più famosi di Michael Jackson, fa parte della tracklist di Thriller, pubblicato nel 1983, un disco che non ha bisogno di presentazioni. Il riff di basso che contraddistingue Billie Jean è inconfondibile e conosciuto anche da chi non è fan di Jackson.

 

Another One Bites the Dust

Tratto dall’album The Game del 1980 Another One  Bites the Dust è uno dei brani più noti dei Queen, scritto dal bassista John Deacon che giustamente volle dare meritato risalto al suo strumento con una intro di basso funkeggiante tra le più famose della storia della musica.

Vale la pena aggiungere qualche curiosità su questo brano che non fu il primo estratto di The Game, bensì il quarto e fu grazie alle insistenze di Michael Jackson se la band si decise a sceglierlo come singolo. Jackson, infatti, era straconvinto che la canzone avesse le potenzialità per diventare un grandissimo successo e, a posteriori, numeri alla mano (più di 7 milioni di copie vendute), aveva ragione.

Would?

Anno 1992, il Grunge è deflagrato e band come Alice In Chains stanno vivendo un successo strepitoso. Il loro brano Would?, estratto da Dirt, va in heavy rotation su MTV. Il basso di Mike Inez è pulsante, incessante. Il pezzo, scritto dal chitarrista Jerry Cantrell, fu ispirata dalla morte di Andrew Wood, cantante dei Mother Love Bone morto per overdose nel 1990, un destino cui sarebbe stato accomunato Layne Staley, il cantante della band (morto nel 2002).

 

Money

Il primo singolo estratto da The Dark Side of the Moon fu Money, dove è proprio il basso lo strumento che introduce il pezzo. Si tratta di una canzone iconica, conosciuta da tutti anche perché facente parte di uno dei dischi più famosi dei Pink Floyd.

 

N.I.B.

Siamo giunti alla fine della nostra classifica, consapevoli di non aver accontentato tutti, anzi, qualcuno si sarà pure arrabbiato per esclusioni eccellenti. Chiudiamo con una grande band che ha scritto pagine importanti della musica hard: i Black Sabbath e la loro N.I.B. presente sull’omonimo debut album del 1970.

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Vi proponiamo dieci nomi di altrettanti bassisti che a nostro giudizio meritano un posto d’onore nella storia della musica.

 

Basta con i guitar hero è il momento di dare a Cesare ciò che è di Cesare e ai bassisti ciò che è dei bassisti. Ecco perché abbiamo pensato di stilare una classifica (indubbiamente influenzata dalle preferenze musicali di chi scrive) dei migliori bassisti, i più influenti, che hanno reso grande il basso elettrico più venduto. In alcuni casi sarete d’accordo con noi, in altri no ma siamo certi che qualsiasi siano le vostre preferenze, anche di genere musicale, quelli che vi proporremo tra un attimo sono indubbiamente grandi musicisti. Cominciamo subito.

 

1. Steve Harris

Se vi piace l’heavy metal non potete prescindere da quello che affettuosamente ci piace chiamare zio Steve, che ha superato i 60 anni ma ancora corre da una parte all’altra del palco durante i concerti dei suoi Iron Maiden, usando il basso talvolta come una mitragliatrice, altre volte come un fucile a pompa. Steve Harris, con il suo fedele Fender Precision Bass, ha influenzato milioni di bassisti.

 

2. Jaco Pastorius

Davvero vogliamo parlare di bassisti ed escludere Jaco Pastorius? Neanche se fossimo dei pazzi. Pastorius è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi bassisti al mondo. La sua tecnica e le sue capacità compositive non sono in discussione, doti che gli hanno permesso nel corso della sua pur breve carriera di ridefinire il ruolo del basso all’interno di una band. È stato un vero innovatore dello strumento.

3. Cliff Burton

Come per Jaco Pastorius anche la carriera di Cliff Burton è stata purtroppo breve. Come i fan dei Metallica sapranno, il bassista perse la vita in un incidente stradale nel 1986 nella città di Ljungby, in Svezia e che coinvolse anche gli altri membri della band che però restarono illesi. Poche ore prima i Metallica si erano esibiti a Stoccolma in quello che fu l’ultimo concerto di Cliff Burton.

 

4. Billy Sheehan

Billy Sheehan è un virtuoso del basso e la sua abilità è riconosciuta da tutti, lo si ricorda soprattutto per la sua militanza nei Mr.Big, band formata insieme a un altro che con il suo strumento, la chitarra, ci sa fare: Paul Gilbert. Sheehan spazia con disinvoltura dall’hard rock alla fusion.

 

5. Geddy Lee

Si scrive Geddy Lee e si legge Rush, band prog canadese all’interno della quale ricopre anche il ruolo di cantante. Non temiamo di essere smentiti nell’affermare che Lee sia uno dei migliori bassisti al mondo, anzi, lui è un musicista a tutto tondo nonché polistrumentista. Ha influenzato molti bassisti tra i quali i quali John Myung di cui vi andiamo a parlare nel paragrafo seguente.

6. John Myung

John Myung è il bassista nonché cofondatore dei Dream Theater, un vero maestro dello strumento, dalla tecnica sopraffina, anche se forse un po’, passateci il termine, freddo. Sul palco se ne sta lì esclusivamente concentrato sul suo strumento, un po’ come se si trovasse costantemente nello studio di registrazione. Insomma è un perfezionista dalle incredibili doti tecniche.

 

7. Steve Di Giorgio

Sebbene sia principalmente il bassista dei Sadus, l’abilità tecnica di Steve Di Giorgio lo ha portato a collaborare con tantissime band in qualità di turnista. Oltre alla band madre lo ricordiamo con i Death, gli Autopsy, i Testament, giusto per fare qualche nome. Tuttavia per rendere bene l’idea di quanto sia versatile come musicista, vale la pena menzionare il progetto jazz fusion Dark Hall con il batterista Chris Dugan, il sassofonista/flautista Flamp Sorvari e Ken Schultz alla chitarra.

 

8. Flea

Flea è un maniaco dello slap, tecnica cui fa ricorso spesso e volentieri nelle sue ritmiche. Cresciuto con dosi massicce di jazz, nella sua musica si sente forte l’influenza del funk che ha saputo prima mescolare con sonorità più dure di matrice punk e hard rock per poi fonderle con sonorità più commerciali. Il tutto, ovviamente, è stato riversato negli album dei Red Hot Chili Peppers.

9. John Paul Jones

Il signore di cui stiamo per parlarvi probabilmente non ha bisogno di presentazioni così come non ne necessita la band con la quale è diventato famoso: Mr. John Paul Jones dei Led Zeppelin. Jones è un polistrumentista molto apprezzato a livello mondiale non solo dai fan ma anche da tanti colleghi che spesso si sono rivolti a lui come turnista.

 

10. John Entwistle

Da un John passiamo a un altro, questa volta si tratta di Entwistle che in vita è stato lo storico bassista dei Who. Aveva una grande tecnica che gli permise di portare alla ribalta il suono del basso all’interno della musica del gruppo. Chi suona il basso dovrebbe studiare a fondo Entwistle per crescere come musicista.

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.08.20

 

Principale vantaggio

Il prezzo di questa chitarra ci ha letteralmente sorpreso se pensiamo alla sua resa. La DV 10 ha un bel suono, sia distorto sia pulito e un manico sorprendentemente preciso. Quanto alle meccaniche, svolgono molto bene il loro lavoro. 

 

Principale svantaggio

La scelta del catalpa per il body non è il massimo, tuttavia siamo consapevoli che si tratta pur sempre di una chitarra economica. Le corde, invoice, devono essere immediatamente sostituite perché quelle montate sono pessime. Per fortuna è un problema di semplice soluzione.

 

Verdetto 9.7/10

Non fatevi ingannare dal prezzo basso, questa chitarra merita quanto meno di essere provata prima di scartarla come possibile acquisto, anche se siamo sicuri che una volta testata, la farete vostra.

Acquista su Amazon.it (€196.5)

 

 

DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Sorprendente

La Eko DV 10 fa parte della serie Starter che comprende chitarre che si richiamano palesemente a modelli famosi e costosissimi che hanno fatto la storia della musica. Nel caso della DV 10 i riferimenti alla SG, più comunemente chiamata Diavoletto per la sua forma, sono evidenti. Del resto parliamo di una delle chitarre più iconiche del rock duro: la SG è inseparabile da Angus Young degli AC/DC così come dal leggendario riffmaster Tony Iommi (Black Sabbath). 

È chiaro, però, che le chitarre imbracciate da questi due signori sono delle Gibson costose e che non tutti possono permettersi. Qui entra in gioco Eko con la DV 10. Lungi da noi dire che una Eko valga una Gibson, ce ne guarderemmo bene dal proferire simile bestemmia, ma consentiteci quantomeno di dirci incredibilmente sorpresi da questo strumento, non fosse altro per il suo rapporto qualità/prezzo. 

Eh sì perché fidatevi, la DV 10 costa veramente poco ma rende tanto. Quindi non comprate solo l’imitazione, esteticamente parlando, della chitarra di Angus Young ma qualcosa di più che vi soddisferà e sorprenderà. Bene, abbiamo chiarito che c’è il concreto “rischio” di fare un buon affare comprando la chitarra in oggetto ma è il caso di essere più specifici. S volete conoscere maggiori dettagli, proseguite con la lettura.

Il suono

Andiamo a vedere come suona la DV 10. Lo abbiamo detto, costa poco, anzi pochissimo e probabilmente in molti neanche perderebbero tempo a provarla, così giusto per curiosità. Male. Attaccato l’amplificatore si nota subito il suono brillante e definito: il risultato è soddisfacente sia con volume basso che alto. 

Il suono è potente, provate la distorsione del pickup al ponte e fateci sapere. Per i puliti il pickup (a proposito, se conoscete la SG sapete che monta due humbucking) al manico non delude. Con questa chitarra potete tranquillamente spaziare dal blues all’hard rock, magari aiutati da un amplificatore decente giusto per esaltare le caratteristiche dello strumento. Insomma, la sua versatilità non ci dispiace.

 

Bel manico

Il body è in catalpa, scelta che per principio non ci convince ma che nonostante non sia un legno pregiato le nostre impressioni restano buone, dopotutto da qualche parte bisognerà pur risparmiare per contenere il prezzo. Il manico, invece, è in acero e qui torniamo a sorprenderci perché è molto preciso. Altrettanto bene le meccaniche che garantiscono una tenuta dell’accordatura soddisfacente. 

Non è finita qui perché al contrario di tanti strumenti “da battaglia” la DV 10 è verniciata con cura, è veramente ben rifinita; la cura per i dettagli è stata massima da parte di Eko, dobbiamo darne atto. 

Ma c’è qualcosa che non ci è piaciuto? In effetti sì, le corde in dotazione vanno cambiate subito.  Dopo quanto detto immaginiamo si sia capito che è nostra ferma convinzione che questa sia una delle migliori chitarre che possiamo consigliare ai principianti, con una piccola somma vi ritroverete tra le mani uno strumento che con le necessarie attenzioni terrete con voi per sempre, anche perchè venderla in futuro per passare a una chitarra di fascia superiore non ne vale la pena in quanto riceverete molto poco.

 

 

Acquista su Amazon.it (€196.5)