Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Si può subito suonare veloce? Si può imparare a suonare solo con video tutorial su Youtube? Per passare all’elettrica occorre saper suonare la classica? Diamo le risposte a qualche domanda che tutti i neofiti si pongono. 

 

Sebbene ultimamente non stia proprio godendo di un periodo di grande fortuna, la chitarra rimane lo strumento più attraente per tutti i giovani che si avvicinano al mondo della musica. D’altronde sulla chitarra si può suonare davvero di tutto: arpeggi melodici dei grandi maestri classici, melanconiche sonorità blues, intricate scale jazz, giri di accordi dei brani pop e devastanti cavalcate ritmiche o assoli vorticosi degli ‘shredder’ dell’hard rock e del metal. 

Uno dei suoi più grandi vantaggi rimane però la portabilità: qualsiasi chitarrista può comprare uno strumento acustico o classico e portarlo in piazza, in spiaggia o al parco per suonare da solo o con gli amici. Il fascino della chitarra è irresistibile, anche se la musica moderna la bistratta in favore della trap o dell’elettronica. Se siete anche voi attratti dal suo richiamo e volete imparare a suonare, allora probabilmente vi sarete fatti qualche domanda che proveremo a rispondere in questa breve guida. 

 

Con uno strumento costoso si impara prima?

Siete alla scelta del vostro strumento e magari state guardando delle chitarre classiche vendute online. Tra queste avete trovato un modello che vi ha catturato per il suo design, ma costa davvero tantissimo. Vi sarete detti: più costa e più sarà facile da suonare! E invece non è così. Sfatiamo questo primo mito: nessuno strumento vi farà diventare subito Jimi Hendrix, Segovia o Yngwie Malmsteen. La chitarra va studiata con dedizione e costanza, solo in questo modo potrete diventare più abili. 

Ricordate che non è la chitarra che fa il musicista. I migliori chitarristi sono capaci di suonare anche un pezzo di legno con delle corde ricavate da delle canne da pesca. Per cominciare comprate un prodotto economico e poi nel tempo potrete cercare qualcosa di più costoso in modo da esprimere al meglio le capacità acquisite nello studio. 

 

 

Per passare all’elettrica bisogna prima studiare la classica?

No. Si tratta di una concezione un po’ antica quella che la chitarra classica sia il punto di partenza necessario per poter suonare le altre tipologie… un po’ come il pianoforte. Certo, una buona formazione classica apre tantissime porte sia a livello teorico sia tecnico, ma se avete già in mente il blues, l’hard rock, il metal o il pop allora potete evitare gli estenuanti studi dei brani classici. Se amate i suoni distorti e siete già convinti, allora comprate subito una chitarra elettrica con un amplificatore. Si possono trovare online molti kit poco costosi per cominciare immediatamente a suonare. Ovviamente anche la chitarra elettrica richiede uno studio dedicato ai vari generi e presenta diverse difficoltà che non si trovano nello studio della classica.

 

È possibile imparare a suonare da autodidatta con Youtube?

Assolutamente sì. Internet è un’ottima fonte di apprendimento per tutti i principianti che vogliono muovere i primi passi nell’appassionante mondo della chitarra. Potete trovare playthrough di brani con lezioni annesse, video tutorial su accordi o scale e addirittura lezioni sui generi e sottogeneri più disparati. Il consiglio che possiamo darvi è quello di non prendere come oro colato qualsiasi cosa venga detta dagli chitarristi ‘youtuber’ perché ognuno ha il suo metodo di insegnamento e il suo stile. Tenete anche conto che la maggior parte di questi chitarristi non sono proprio veri ‘maestri’, quindi non affidatevi solo a uno e prendete spunto da vari video tutorial realizzati da persone diverse. 

 

La chitarra classica è più difficile dell’elettrica

Diciamo che si tratta di due strumenti abbastanza diversi, specialmente se si intendono nei diversi stili e generi. La chitarra classica (i migliori modelli) è molto impegnativa a livello teorico e tecnico, perché richiede allo studente di imparare tantissimi accordi ed eseguire faticosi passaggi in barrè tutt’altro che facili. Inoltre per suonare lo stile classico è necessario farsi crescere le unghie della mano destra (o della sinistra per i mancini) in modo da usarle per il ‘finger style’. La stessa cosa vale per il flamenco o la bossa nova, stili dove spesso si eseguono anche intricati assoli.

La chitarra elettrica d’altra parte è un po’ più accessibile, in quanto con un po’ di studio si possono già suonare diversi brani. La distorsione inoltre spesso copre parecchi ‘errori’ tecnici che in pulito si sentirebbero. Il risvolto della medaglia è che per suonare bene la chitarra elettrica dovrete fare davvero tantissimi esercizi tecnici per pulire il suono a diverse velocità, curare l’intonazione dei bending, dei vibrati e soprattutto lavorare tantissimo sulla plettrata alternata. 

 

È possibile imparare subito degli assoli veloci?

Per quanto sarebbe bello e divertente, purtroppo no. Questo è un errore molto comune nei giovani appassionati di hard rock o metal che vogliono immediatamente emulare i loro idoli eseguendo assoli vorticosi di brani famosi. Per quanto la distorsione possa aiutare a dare l’illusione di poter subito eseguire due o tre note in sedicesimi o trentaduesimi, se non si studiano bene i fondamentali della plettrata alternata, le scale e gli accordi finisce che ci si porta dietro una valigia di errori. E questa valigia di errori prima o poi presenta il conto durante un’esibizione live o un provino per una band.

Non sottovalutate la chitarra elettrica e studiatela con rigore, se vi sentite un po’ persi non esitate a trovare un maestro che potrà darvi le basi per iniziare. 

 

 

I chitarristi ‘da spiaggia’ sono scarsi. 

Sfatiamo questo ultimo mito spesso messo in giro dagli amanti della musica un po’ snob. Il chitarrista ‘da spiaggia’ che suona Acqua Azzurra Acqua Chiara magari ha una band fusion e una conoscenza armonica, tecnica e teorica spaventosa. Se avete iniziato a studiare la chitarra e vi capita di sentire dei chitarristi suonare i brani famosi in piazza, al parco o in spiaggia non sparate subito a zero e fermatevi ad ascoltare la tecnica della plettrata e la precisione del cambio degli accordi. Se volete qualche esempio famoso pensate a Prince o al nostrano Alex Britti, due chitarristi incredibili che suonano pezzi pop. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Per iniziare a suonare non conviene spendere troppo per modelli professionali, sul mercato si possono trovare molte offerte convenienti con una buon rapporto qualità-prezzo.

 

Le migliori chitarre classiche costano davvero molto. È un dato di fatto, si tratta infatti di modelli prodotti dai liutai più abili che spesso vengono ordinate dai musicisti professionisti. Se volete iniziare a suonare questo affascinante strumento non è il caso di spendere il proverbiale occhio della testa per un modello professionale, quanto più conviene cercarne di più economici online. Non ne siete del tutto convinti? Allora cerchiamo di sfatare qualche mito sulla chitarra classica per principianti, cosa che può valere per qualsiasi strumento musicale. 

Prima di tutto se siete alle prime armi sarà praticamente impossibile che riusciate a sfruttare uno strumento professionale, anche se siete dei geni innati della chitarra. Tutti i chitarristi, persino quelli più abili e famosi sono partiti con strumenti umili e poco costosi, per poi passare in seguito a prodotti più consoni alle loro abilità. 

In secondo luogo dovete considerare il fattore ‘passione’. Magari la chitarra vi piace tantissimo e desiderate imparare a suonare più di qualsiasi altra cosa, ma questo non vuol dire che ci riuscirete. Non per scoraggiarvi, ma imparare a suonare uno strumento richiede costanza, dedizione e passione per la musica, se manca anche uno solo di questi tre elementi è molto facile abbandonare gli studi dopo i primi mesi. Non è una questione di abilità, quanto più di volontà. Dovrete affrontare dolori alla mano, calli alle falangi e noiosi esercizi prima di poter cominciare a suonare qualche pezzo. 

Molti studenti dotati e con grande potenziale, lasciano gli studi perché presi da altre cose, per il poco tempo a disposizione da dedicare agli esercizi o semplicemente per mancanza di voglia.Quindi se comprate una chitarra classica costosa e poi mollate, vi troverete con meno soldi nel portafogli e con la seccatura di dover rivendere lo strumento. 

In terzo luogo considerate l’utilizzo che volete fare della chitarra classica. Se avete intenzione di imparare giusto qualche giro di accordi per suonare dei pezzi e per divertirvi, allora è davvero superfluo comprare un prodotto costoso. Nel caso invece vogliate provare a entrare in conservatorio o magari andare da un maestro di chitarra classica, allora potete optare strumenti di qualità più alta, ma senza comunque mettere una mano pesante sul portafoglio.

Vediamo adesso quali sono le 10 migliori chitarre classiche economiche.

 

Navarra NV 12 4/4

Navarra produce chitarre classiche per principianti di buon livello con un suono discreto ideale per poter cominciare a suonare sia con il plettro, sia con le dita. I materiali del prodotto sono di fattura decente con bottoni in nickel-silver e meccaniche nichelate abbastanza stabili, alle quali però ogni tanto si dovrà dare una ‘tiratina’ per tenere lo strumento accordato. 

 

 

MSA Chitarra 4/4 

Quando cercate una chitarra classica per iniziare a suonare vi conviene optare per un buon set che comprenda lo strumento, un accordatore elettronico, dei plettri e una custodia proprio come questo proposto da MSA che inoltre include una muta di corde nuove. Consigliamo di effettuare immediatamente il cambio delle corde, perché quelle di fabbrica non sono proprio il massimo. 

 

Navarra NV12PK 4/4 

Il set di Navarra è comprensivo di accordatore elettronico, custodia, plettri e un manuale di musica con tracce su CD ideale per poter muovere i primi passi (o le prime dita) sullo strumento. Non aspettatevi materiali di altissima qualità, sebbene come suono la chitarra si difenda abbastanza bene. Come tutte le chitarre ‘entry level’ anche questa avrà bisogno di un’accordatina di tanto in tanto, specialmente se suonate accordi in ‘strumming’ con il plettro. 

 

Rocket XF201 AN XF 

Dai colori luminosi e disponibile in diverse taglie, la Rocket è un buon punto di partenza per i chitarristi di tutte le età. È ideale per fare un bel regalo ad un bambino nelle taglie 1/2 e 3/4 ma anche per un ragazzo o adulto nella taglia 4/4. È dotata di custodia, plettri e anche un capotasto molto utile per suonare gli accordi in posizioni del manico diverse senza distruggersi la mano con il barrè.

 

Hua Wind Chitarra classica 39 pollici 

I materiali lasciano un po’ a desiderare, ma se cercate uno strumento per ragazzi e adulti molto economico allora questa Hua Wind può fare davvero al caso vostro. Viene venduta con una comoda custodia, inoltre la cassa ha un design particolare un po’ più ‘snello’ rispetto al solito che permette di tenerla sulla gamba con più comodità. 

 

Yukawa – Set Chitarra Classica

Venduta con un buon manuale di chitarra in italiano, dei colorati plettri e la custodia, questa è probabilmente una delle offerte più convenienti sul mercato. La Yukawa è una chitarra per principianti senza troppe pretese, ideale per imparare i primi accordi e i primi brani. Il suono è di buona qualità, mentre i materiali sono discreti. Come tutte le chitarre per principianti, tende a scordarsi facilmente, quindi procuratevi anche un buon accordatore elettronico.

 

Music Alley MA-34-N 

Ottima per bambini dai 5 agli 8 anni, questa economica chitarra classica 1/2 è perfetta per tutti i piccoli aspiranti chitarristi. Maneggevole, leggera e soprattutto compatta, si presta molto bene per i primi anni di studio. Tenete conto che comunque se i piccoli si appassionano, dopo un po’ dovrete cambiarla, ma visto il prezzo non la rimpiangerete troppo. 

 

Bontempi – Chitarra 21 5520

Non è proprio una vera e propria chitarra classica quanto più un giocattolo. È una buona idea acquistarla per capire se i bambini si possono appassionare alla musica per poi passare ad una chitarra vera e propria. Suona, ma si scorda spesso e le chiavette non sono affatto resistenti. A questo prezzo però, potrebbe valere la pena tentare.

 

Chitarra Classica YKW

Disponibile in tantissimi colori ed in misure adatte per tutte le età, questa chitarra classica si presenta con dei buoni materiali in betulla e tiglio. La cassa più sottile consente di suonare da seduti più comodamente e si possono montare corde in nylon e in acciaio. Unica pecca: la dotazione di accessori praticamente inesistente. 

 

 

Yamaha C40II

Inseriamo nella nostra classifica anche un modello Yamaha più costoso rispetto agli altri e ideale per chi vuole iniziare a suonare la chitarra classica (controllare qui la lista delle migliori offerte) con un maestro. È ideale per lo studio di generi in finger-style come il flamenco e la bossa nova, per i quali il suono melodioso delle corde alte e profondo dei bassi si rivela particolarmente ideale. I materiali sono di ottima qualità con tastiera in palissandro e cassa in abete, resistenti e durevoli nel tempo.

Forse Yamaha poteva aggiungere almeno una custodia nel prezzo, che vi consigliamo di comprare per per il trasporto e la protezione dello strumento.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Sfatiamo i miti e chiariamo i dubbi sulla chitarra classica con pratici consigli sui modelli più adatti per i principianti. 

 

La chitarra classica è uno strumento affascinante con il quale è possibile suonare con diversi stili ed eseguire pezzi dei generi musicali più disparati. Sebbene molti pensano che per imparare a suonare la chitarra acustica e l’elettrica occorre passare dalla classica, in realtà le cose non stanno proprio così. Diciamo che la classica può essere un buon punto di partenza in quanto il suo manico molto largo permette al musicista principiante di sviluppare l’elasticità delle mani, inoltre le corde in nylon morbide sono ideali per far formare i calli in modo naturale. 

Eh si, non pensate di potervela cavare senza un minimo di dolore! La chitarra nei primi mesi di studio può essere molto faticosa, ma non per questo dovete desistere. Con un po’ di pazienza ed esercizio costante riuscirete a chiudere i primi giri di accordi ed iniziare subito ad avere delle soddisfazioni. 

Le cose cambiano se avete intenzione di studiare lo stile classico che richiede un approccio totalmente differente e possibilmente anche un buon maestro che vi sappia guidare nella tecnica e la teoria. Se avete dei dubbi su come scegliere una chitarra classica per iniziare, eccovi una breve classifica dei modelli per principianti più venduti, alla quale aggiungiamo anche qualche utile consiglio. 

 

Music Alley MA-34-N

Una chitarra classica economica di taglia 1/2 ideale per i bambini dai 5 agli 8 anni di età proprio per le sue misure compatte che permettono ai piccoli musicisti di eseguire accordi e scale senza fare troppa fatica. È un ottimo prodotto per iniziare proprio perché economico, quindi se il piccolo non si appassiona allo strumento non si rimpiangerà la spesa. 

 

 

Navarra NV12PK 4/4 

Un set completo di chitarra classica ed accessori ideale per tutti i ragazzi e gli adulti che vogliono iniziare a studiare lo strumento. Include una chitarra classica di fattura discreta e dal design accattivante, buona per cominciare a muovere i primi passi nell’intricato, ma affascinante mondo degli accordi e delle scale. Nel prezzo sono incluse una custodia per il trasporto dello strumento, plettri, accordatore elettronico, due plettri ed un manuale con spartiti. 

 

Yamaha C40II

Yamaha è una marca leader mondiale nel mondo della musica che riesce a produrre degli strumenti musicali ‘entry level’ di ottima qualità. Questa chitarra classica esprime un suono eccellente rispetto ad altri modelli nella stessa fascia di prezzo, inoltre è realizzata con materiali leggeri, ma allo stesso tempo molto resistenti. È particolarmente consigliata per lo studio della bossa nova e del flamenco, ma va benissimo anche per iniziare studiare i brani di musica classica. 

 

Navarra NV12 4/4

Disponibile dai 1/4 ai 4/4 e quindi adatta a tutte le età, la chitarra classica Navarra è perfetta per iniziare la pratica dello strumento, senza spendere troppo. La qualità strutturale è abbastanza buona, sebbene come molte chitarre per principianti tende a scordarsi facilmente. Il trucco per aggirare il problema è cambiare immediatamente le corde di fabbrica. Il suo punto di forza sta nel design, molto piacevole a livello estetico. 

 

Alhambra Z Nature

I chitarristi intermedi o esperti che vogliono avvicinarsi allo studio del flamenco o di altri generi tipici della Spagna andalusa gradiranno questa stupenda chitarra firmata Alhambra realizzata in cedro luminoso e con tastiera in palissandro. Non la consigliamo proprio a chi non ha mai messo le mani su una chitarra, quanto più ai musicisti che amano spaziare in più generi e cercano uno strumento adatto per studiare determinate sonorità. 

 

Le corde 

La prima cosa da sapere quando si compra una nuova chitarra classica è che le corde di fabbrica solitamente sono di qualità davvero bassa. Per questo conviene procurarsi almeno un set di corde nuovo per eseguire immediatamente il cambio. I chitarristi navigati spesso portano i nuovi modelli da un liutaio per il settaggio iniziale, questo perché le impostazioni di fabbrica non sono proprio ottimali. 

I servizi di liuteria però sono abbastanza cari, quindi chi è alle prime armi si può limitare a cambiare almeno le corde per avere un suono decente ed iniziare subito a praticare. Oltre alle corde comprate anche un accordatore elettronico per essere sicuri che la chitarra sia sempre nella tonalità standard giusta E-A-D-G-B-E. 

 

Con le dita o con il plettro

La chitarra classica ha il manico più largo delle altre chitarre proprio perché lo stile ‘classico’ prevede l’utilizzo di una tecnica chiamata ‘finger picking’. Avrete sicuramente visto chitarristi classici, di flamenco o jazz eseguire arpeggi, accordi e scale con grande precisione usando le unghie della mano destra (o sinistra nel caso dei mancini) come se fossero dei plettri. L’idea di farsi la ‘manicure’ non piace a molti, ma per suonare alcuni generi musicali con la chitarra classica è assolutamente necessaria. 

Uno dei pochi generi spesso suonati in ‘finger style’ che non richiede gli ‘artigli’ è il Blues del Delta che a differenza di quello elettrico ha un ritmo molto più rilassato e non prevede funambolici assoli sulla pentatonica. 

Ma è possibile suonare la chitarra classica con il plettro? Certamente, nessuno lo vieta! Il suono prodotto però sarà un po’ ‘ovattato’ quindi dopo aver preso un po’ di dimestichezza con lo strumento, conviene passare alle chitarre acustiche che con il plettro suonano molto meglio. 

 

Amplificatore? 

Solitamente le chitarre classiche non sono amplificate, infatti spesso nei concerti si usano dei microfoni particolari per distribuire il suono. Tenete sempre conto che questo tipo di chitarra è la più ‘delicata’ a livello di sonorità tra le varie tipologie. Se siete appassionati di rock, hard rock o metal allora potete subito considerare l’acquisto di una chitarra elettrica con amplificatore, così non potrete immediatamente studiare la tecnica e la teoria per suonare i vostri generi musicali preferiti.

 

 

Taglia

Sul mercato potete trovare chitarre classiche di varie misure. Quella standard è la 4/4 e va bene dagli 11 anni di età in su, mentre per i bambini dai 5 agli 8 anni è meglio optare per modelli 3/4. Chitarre classiche 1/4 invece sono quelle più indicate per i bambini dai 3 ai 5 anni di età. La differenza tra le misure sta nelle dimensioni della cassa e nella lunghezza della tastiera che possono rendere lo strumento più maneggevole per un bambino. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Classiche, acustiche, elettriche, sette o addirittura otto corde. La chitarra si presenta nelle forme più disparate, adatte per suonare diversi stili musicali.

 

Il mondo della chitarra è davvero vario, non solo per i vari stili che si possono studiare e imparare, ma proprio per lo stesso strumento che viene prodotto in tantissime forme, dimensioni e tipologie. Se volete iniziare a suonare la chitarra, vi conviene sapere quali sono le distinzioni principali tra i vari tipi e soprattutto quali sono i generi che potrete suonare. Può tornare molto utile inoltre avere qualche artista di riferimento che potrete andare ad ascoltare per capire alcune differenze sostanziali. 

Prima di acquistare uno strumento tenete sempre conto del rapporto qualità-prezzo e soprattutto non fatevi abbindolare dalla falsa credenza che le chitarre più costose siano quelle migliori e più facili da suonare. In realtà è proprio l’esatto contrario, infatti a meno che non sia un talento innato, un principiante non riuscirà a sfruttare al massimo il potenziale di una chitarra di alta qualità. L’ideale per i neofiti è puntare su modelli economici per poi passare in seguito a qualcosa di più costoso una volta che si sono imparati bene i fondamentali. 

 

Chitarra classica

Paco De Lucia, Andres Segovia e tanti altri grandi interpreti della chitarra classica l’hanno resa assolutamente affascinante anche per i più giovani. Infatti tantissimi ragazzi si avvicinano a questo strumento che viene spesso considerato ‘noioso’, quando invece permette di esprimersi al massimo. La chitarra classica infatti è forse l’unica chitarra con la quale si può suonare da soli creando l’accompagnamento e la parte solista. 

Per raggiungere una tecnica elevata però bisogna sudare, studiando teoria ed esercitandosi senza sosta. La chitarra classica si presenta con un manico molto ampio adatto a far passare le dita tra le corde per suonare in finger style. La cassa armonica di grandi dimensioni e le corde in nylon creano un suono profondo e allo stesso tempo melodioso. 

Questa chitarra non è solo utilizzata per suonare musica classica, infatti regna sovrana anche nella musica spagnola andalusa e in alcuni casi nel delta del Mississippi dove si suona il blues della vecchia scuola. Nulla vieta di suonare la chitarra classica anche per delle allegre strimpellate sulla spiaggia, al parco o in piazza con gli amici, ma per i giri di accordi pop o rock è molto più indicata una bella chitarra acustica. Le chitarre classiche più vendute sono abbastanza economiche, quindi sono un buon punto di inizio per chi vuole imparare qualche accordo senza spendere troppo.

 

 

Chitarra acustica

Cugina della classica e protagonista di tutta la musica folk, rock e pop, la chitarra acustica differisce dalla classica nel manico più stretto e nelle corde in acciaio che producono un suono meno profondo, ma più deciso. Solitamente si suona con il plettro ed è perfetta anche per eseguire assoli virtuosi sulle scale, anche sulla pentatonica. Basta vedere dei video di Al di Meola per capire a quali velocità si può arrivare con questo strumento. 

Molte chitarra acustiche sono anche amplificate, cosa che permette di usarle anche in contesti live in solista o con una band. Sul mercato ci sono anche delle acustiche a 12 corde che sono solitamente utilizzate nei live o nei cori in ambienti con un’acustica molto profonda (ad esempio una chiesa). Le corde in più non sono altro che ‘doppioni’ delle 6 corde, ovvero sono accordate allo stesso modo e sono poste sotto ognuna di quelle originali ed essendo un po’ più sottili si possono premere contemporaneamente. 

 

Chitarra semiacustica 

Affascinante e dal suono caldo, la chitarra semiacustica è la preferita dei jazzisti. Si tratta del punto di incontro tra l’elettrica e l’acustica, infatti si può collegare ad un amplificatore per regolare le frequenze e dispone di pick up attivi o passivi a seconda del modello, ma non della cassa armonica. Solitamente la semiacustica è un tipo di chitarra per musicisti avanzati che studiano generi difficili come il jazz, gypsy jazz e la fusion. Tra i suoi interpreti più importanti ricordiamo Pat Metheny e George Benson. 

 

Chitarra elettrica

La più accattivante e la più cattiva della famiglia, la chitarra elettrica è il simbolo di intere generazioni, sebbene ultimamente stia vivendo un triste declino a causa della perdita di interesse dei giovani, sempre più attratti dalla musica elettronica. Questo strumento però continua a sopravvivere grazie all’hard rock e all’heavy metal, generi in crisi ma che nell’underground si battono con le unghie e con i denti per non morire del tutto. 

 

 

La chitarra elettrica ha il manico stretto come un’acustica, i pick up attivi o passivi e va collegata ad un amplificatore. Solitamente quando se ne compra una è perché si vuole la distorsione del suono per fare un po’ di sano rumore. Gli interpreti di questo strumento sono praticamente infiniti tra i grandi del blues e del rock come Jimi Hendrix, Eric Clapton, Stevie Ray Vaughan, Johnny Winter fino ai più recenti virtuosi del metal Marty Friedman, Jeff Loomis, Greg Howe, Van Halen, Joe Satriani, Steve Vai e Yngwie Malmsteen. 

Questo tipo di chitarra è anche il più versatile, dato che si possono usare degli effetti per creare i suoni più particolari e usarla anche per suonare in pulito. Per i veri metallari esistono le chitarre a sette corde, mentre recentemente alcuni gruppi sperimentali hanno inventato dei modelli a otto corde che producono un suono così profondo da non sembrare neanche più quello di una chitarra.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Le canzoni più famose del mondo, apprezzate e suonate da tutti i musicisti e che si possono riprodurre anche sulla chitarra classica.

 

La chitarra classica è famosa per la sua elevata versatilità e profondità di utilizzo, per questo sono tantissimi i giovani e gli adulti che si avvicinano allo strumento affascinati dalla prospettiva di poter suonare un giorno i loro brani preferiti. Avrete sentito sicuramente in spiaggia, al parco o in piazza strimpellare delle canzoni pop italiane e internazionali, magari chiedendovi quanto sono difficili da eseguire e se con un po’ di studio ce la potete fare anche voi. Senza andare a prendere brani di musica classica vera e propria per i quali occorre necessariamente farsi seguire da un maestro a livello tecnico e teorico, vediamo quali sono quelli pop\rock più belli e divertenti da suonare.

 

Led Zeppelin – Stairway to Heaven

Nel film ‘Wayne’s World’ al protagonista viene assolutamente vietato di suonare Stairway to Heaven degli inglesi Led Zeppelin per provare una chitarra in un negozio. Questo perché è probabilmente il brano più studiato dai principianti e il motivo è molto semplice: contiene tutto. Tecnica, accordi in barrè, arpeggi e l’inserimento di note singole della scala. Non è uno dei brani più facili, ma il suo studio può aiutare ad elevarsi tecnicamente e allo stesso tempo divertirsi. Se tutti i chitarristi sono passati da Stairway to Heaven, un motivo ci sarà.

 

 

Metallica – Nothing Else Matters

L’inizio di Nothing Else Matters prevede un arpeggio con corde a vuoto facilissimo da eseguire, per questo molti principianti iniziano a studiare questo brano di Hetfield e compagnia, incoraggiati dalla semplice esecuzione dell’introduzione. Dopo qualche battuta, il brano diventa più complesso ma non impossibile. È un pezzo divertente, vario e che soprattutto vi farà fare parecchio stretching alle dita. D’altronde James Hetfield è famoso per la sua ‘mano di gomma’, quindi se avete bisogno di un brano per allenare la mano sinistra, Nothing Else Matters è perfetto.

 

Pink Floyd – Wish you Were Here

Meno complessa di molti brani rock, ma non per questo meno bella, Wish you Were Here ha un giro di accordi caldo che crea un’atmosfera davvero unica, come solo i Pink Floyd sapevano fare. Certo non è il pezzo più articolato della band, ma ha un’intro con un assolo in pentatonica molto semplice da realizzare e che potrete praticare senza fare troppa fatica. Sul giro di accordi ovviamente dovrete provare a cantare, per rendervi conto della giusta intonazione.

 

Lucio Battisti – La canzone del sole

Grande classico da spiaggia e immancabile nel repertorio di ogni chitarrista, La canzone del sole di Battisti è un pezzo molto semplice costruito solo su tre accordi e che potete imparare senza fare troppa fatica per poi cantarlo insieme agli amici nelle calde notti d’estate. Come ogni canzone che gira intorno a degli accordi, vi consigliamo di ascoltare bene la plettrata e di cantarla mentre la suonate, così imparerete quando cambiare correttamente l’accordo, allenando anche la coordinazione tra mani e voce.

 

Beatles – Yesterday

I chitarristi snob trovano il pop molto facile da suonare, ma non c’è niente di più sbagliato in questo preconcetto. Ogni genere musicale presenta le sue difficoltà, infatti Yesterday dei Beatles non è affatto semplice, con accordi minori alternati alle settime e con cambi veloci molto difficili a livello tecnico. Eseguire questo pezzo pulito e senza errori è una bella sfida, ma allo stesso tempo una grande soddisfazione. La musica malinconica riflette il testo struggente, da imparare e da tenere nel proprio repertorio.

 

Guns’n’Roses – Don’t Cry

L’arpeggio iniziale sul quale è costruito tutto il pezzo è abbastanza facile da imparare dato che si sviluppa su un giro di accordi intuitivo: LAm, REm e SOL. Anche la mano destra col plettro o con le dita non deve fare molta fatica dato che ci saranno solo pochi salti di corda. Nulla vi vieta di eseguirla solo con lo ‘strumming’ degli accordi, ma la vera bellezza del brano sta proprio nelle singole vibranti note degli arpeggi minori che riempiono l’aria di una certa tristezza per una storia passata. Consigliata per imparare un arpeggio semplice e divertente di un gruppo glam rock che ha composto alcuni dei brani più famosi degli ultimi decenni. Se siete fan di Slash poi, questo è un ottimo punto di inizio.

 

Bob Dylan – Knockin’ on heaven’s door

Bob Dylan ne ha scritti di giri di accordi e ci ha costruito sopra un’intera carriera. Il cantautore americano per eccellenza ha regalato molte perle alla musica folk e popolare, tra le quali la struggente Knockin’ on heaven’s door. Gli accordi e la plettrata molto semplici da eseguire, lo rendono un pezzo facile da imparare e anche da cantare. Si può eseguire anche sulla chitarra elettrica con un po’ di distorsione e gli accordi di quinta, come hanno poi fatto i Guns’n’Roses nella loro cover.

 

Nirvana – Smells like teen spirits

Semplice, efficace ed energetica, magari non è il pezzo che suonerete a vostra nonna per farle vedere come avete imparato a suonare la chitarra, ma può tornarvi molto utile per scaricare un po’ di stress e soprattutto rafforzare il barrè. In teoria andrebbe suonata sulla chitarra elettrica, ma si adatta molto bene anche alla classica o all’acustica grazie al ritmo deciso e all’arpeggio della strofa semplice, ma profondo.

 

 

Edoardo Bennato – Il gatto e la volpe

Avete presente il giro di DO? Eccolo qui sotto forma canzone nel pezzo famoso di Bennato. Se non avete mai suonato la chitarra ma volete provare a suonare e cantare qualcosa, allora questo brano è proprio quello che fa per voi. Non è un esempio di grande composizione, ma ha il suo fascino risiede nella facilità di esecuzione e non c’è niente di meglio che suonare un pezzo completo per l’autostima di un chitarrista principiante.

 

Giochi Proibiti

Se avete intenzione di prendere lezioni di chitarra classica, allora probabilmente il primo pezzo che studierete è proprio questo. Si suona con le dita in arpeggi che si sviluppano dalle corde a vuoto (come Nothing Else Matters dei Metallica) subito dopo i quali si inizia a creare un crescendo con accordi in barrè e scale.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Strumento affascinante per la sua incredibile profondità e la sua versatilità, richiede pratica, costanza e una buona conoscenza tecnica e teorica.

 

Chi non ha mai sognato almeno una volta di suonare la chitarra? È sempre bello vedere un gruppo di amici riunito in piazza, in spiaggia o al parco accerchiare il chitarrista di turno e cantare insieme i brani pop e rock della musica italiana o internazionale. Se volete iniziare a suonare la chitarra classica ci sono un po’ di cose che dovete sapere, in modo da poter iniziare i tuoi studi al meglio. 

Partiamo dal presupposto che sappiate com’è fatta una chitarra: l’avete vista suonare, l’avete anche tenuta in mano, avete provato a strimpellare le corde a vuoto o magari avete provato a farvi spiegare il giro di DO e forse l’avete anche imparato. E che dolore alle mani eh? Eh sì, la prima cosa che dovete sapere prima di iniziare a suonare la chitarra classica è che le mani e le dita soffriranno un bel po’.

 

I calli e lo stretching

La mano sinistra (la destra per i mancini) sarà usata per premere i tasti sulla tastiera della chitarra classica e di conseguenza sarà quella che dovrà soffrire un po’ di più. Le corde in nylon dello strumento sono un po’ più morbide di quelle in acciaio, ma questo non vi farà evitare la formazione di calli. Qualsiasi maestro vi dirà che gli accordi e le scale vanno eseguiti con le posizioni corrette, tenendo le falangi premute contro i tasti e in alcuni casi spingendo con il pollice dietro alla tastiera. In questo modo piano piano si inizieranno a formare dei calli sulle punte delle dita. 

Dopo aver fatto un po’ di esercizi, se le dita iniziano a farvi male fermatevi subito. Non abbiate paura se poi piano piano si iniziano a creare piccole ferite, lentamente si formeranno i calli e non avrete più dolore quando suonerete. Molti si chiedono se è possibile fare il ‘callo’ anche per il barrè, posizione che per suonare la chitarra classica è indispensabile. Il barrè si esegue tenendo il dito indice premuto contro tutti e cinque le corde ed è abbastanza faticoso da mantenere. Vi consigliamo comunque di imparare i vari accordi in barrè, anche se in seguito per altri generi musicali potrete sostituirli con delle posizioni alternative e decisamente meno faticose. 

Per quanto riguarda lo stretching della mano, a meno che non abbiate già una buona elasticità delle dita, potete fare degli esercizi di allungamento sia sulla tastiera sia senza lo strumento. Non strafate e appena sentite che le mani iniziano a essere doloranti interrompete subito gli esercizi e riposatevi. Come per i calli, anche l’elasticità della mano richiede il suo tempo.

 

 

Autodidatta o con il maestro?

Ultimamente il web è una grande fonte per tutti i chitarristi che vogliono imparare da autodidatti, con video tutorial che coprono le basi e i fondamentali fino ad arrivare allo studio delle scale modali applicate alla fusion e al jazz. Potete vedere video su qualsiasi genere musicale vogliate imparare a suonare sulla chitarra classica, sebbene ci sono da fare un po’ di distinzioni. 

Se volete suonare da autodidatti potete scegliere diversi generi da suonare con la classica tra i quali il blues classico (quello del Mississippi per intenderci), il pop, il rock acustico e quelli più complessi come il gypsy jazz o il flamenco. Vi consigliamo ovviamente di partire dai giri di accordi più semplici e magari iniziare a studiare la scala pentatonica nella posizione di LA minore per poter costruire dei fondamentali necessari per lo studio dei pezzi da principianti.

Se invece avete intenzione di prendere lezioni, tenete conto che un maestro di chitarra classica vi insegnerà proprio la chitarra classica. Cerchiamo di spiegarvi: la chitarra classica non è esattamente lo strumento che si strimpella, bensì quella che si utilizza per suonare… la musica classica! E l’approccio è totalmente diverso da quello che potete immaginare. 

Per questo se volete solo imparare i fondamentali per fare giri di accordi e scale, allora cercate un maestro di chitarra generico che vi potrà dare una bella infarinatura dei diversi stili, farvi imparare i fondamentali, sviluppare l’orecchio musicale e il senso del ritmo. Se invece amate la musica classica, cominciate a farvi crescere le unghie!

 

Le unghie? Ma non si può suonare col plettro?

Certo, la chitarra classica si può benissimo suonare con il plettro, ma lo stile ‘classico’ o il flamenco prevedono l’utilizzo delle dita, di conseguenza dovrete farvi crescere le unghie della mano destra e curarle come se fossero dei plettri. ìi, non è il massimo per l’estetica andarsene in giro con gli artigli, ma se volete davvero imparare il finger picking allora questa è l’unica strada possibile.

 

Per suonare la chitarra elettrica bisogna per forza imparare a suonare la classica, vero?

Se così fosse, tutti i chitarristi rock, hard rock e metal più famosi sarebbero anche dei grandissimi interpreti di musica classica. Sarebbe bello, ma non è così. Volete suonare la chitarra elettrica? Allora potete saltare a piè pari l’acquisto di una classica, procurarvi un modello elettrico ed un amplificatore per poter subito imparare la tecnica giusta per suonare i vostri generi musicali preferiti. 

Tenete conto però che la chitarra elettrica ha le corde d’acciaio molto più dure di quelle in nylon, quindi la formazione dei calli sarà un po’ più ‘sofferta’. Il vantaggio è che il manico della chitarra elettrica è molto più stretto, quindi troverete l’esecuzione di scale e accordi più semplice. Ricordate però che per suonare la chitarra elettrica dovrete sviluppare una buona padronanza nell’utilizzo del plettro.

 

 

Come si distingue una valida chitarra classica?

Le chitarre classiche di qualità più alta si distinguono prima di tutto dai materiali con i quali sono state costruite e poi ovviamente dal suono. Se le note basse sono profonde al punto giusto e le alte invece risultano squillanti, ma allo stesso tempo dolci e piacevoli, allora vuol dire che ci siamo. Inutile dire che le buone chitarre classiche prodotte dalle liuterie più famose possono arrivare a costare cifre davvero incredibili, per questo per iniziare conviene sempre comprare un modello per principianti.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Parliamo di uno strumento affascinante, che permette di esprimersi in diversi generi musicali. Se non sapete quale modello scegliere, questi consigli potranno tornarvi davvero utili.

 

Spesso i chitarristi in erba sono erroneamente convinti di dover necessariamente imparare le basi dello strumento utilizzando una chitarra classica. In realtà non è proprio così, perché ogni tipologia di chitarra richiede uno studio particolare che implica una serie di conoscenze tecniche e teoriche diverse. 

Per questo non è detto che per imparare a suonare la chitarra elettrica si debba per forza passare da anni di studio della classica, perché sotto un certo punto di vista si potrebbe quasi parlare di due strumenti completamente diversi. Senza dilungarci troppo sui modelli elettrici, cerchiamo di capire com’è strutturata una chitarra classica e soprattutto come scegliere quella giusta per le proprie esigenze. 

 

Com’è fatta una chitarra classica?

La chitarra classica consiste in una cassa armonica che farà risuonare le corde toccate. Queste si estendono dal ponte alla paletta dello strumento e sono solitamente composte in nylon, un materiale molto morbido che permette di suonare usando le dita della mano destra e facilitare alcune difficili posizioni degli accordi. 

Sulla paletta troverete delle chiavette che servono ad accordare lo strumento. Le chitarre classiche standard montano 6 corde con accordatura Mi, La, Re, Sol, Si, Mi cantino, in inglese E-A-D-G-B-e. Confusi? Niente paura! La prima corda a partire da sopra è un Mi basso, infatti toccandolo produrrà un piacevole suono profondo. Anche il La e il Re si possono considerare bassi, infatti sono queste le corde che danno la ‘tonalità’ principale all’accordo e che permettono di creare la base melodica. Il Sol, il Si e il Mi cantino vengono considerate le corde ‘alte’, infatti sono quelle più utilizzate per gli assoli e gli arpeggi. 

Vi consigliamo di imparare i nomi delle note in inglese perché sono usate in molti manuali e soprattutto sul web. 

 

 

Con le dita o col plettro?

Per suonare la chitarra classica dovrete farvi crescere le unghie della mano destra (o della sinistra, se siete mancini) e dovrete anche curarle. Questo è assolutamente necessario per lo studio classico e per imparare il finger picking. In realtà la chitarra classica si può suonare anche con il plettro, oppure sempre con il finger picking ma in stile blues che comporta passaggi meno complicati. In realtà se volete studiare altri generi musicali più moderni, conviene orientarsi verso l’acquisto di una chitarra acustica. Tenete conto che il manico di una chitarra classica è abbastanza largo perché prevede ci sia molto spazio tra un dito e l’altro, mentre acustiche ed elettriche sono più strette dato che si suonano prevalentemente con il plettro.

 

Modello 

Non fatevi ingannare dalla falsa concezione che gli strumenti migliori per iniziare siano quelli che costano di più. La qualità di una chitarra classica varia in base ai materiali usati per la sua creazione, inoltre si trovano tantissimi modelli per principianti di ottima fattura e che non costano il proverbiale occhio della testa. Inoltre tenete presente che per i bambini dai 4 ai 7 anni occorre acquistare una chitarra classica 1/4 che avrà il manico più stretto e la tastiera più corta rispetto ai modelli standard. I modelli 2/4 e 3/4 sono per bambini dai 7 agli 11 anni di età, mentre quelli 4/4 sono per ragazzi ed adulti. 

Per scegliere un’ottima chitarra classica per principianti o intermedi non potete far altro che recarvi in un negozio di musica e provare con mano i vari modelli disponibili. Non basatevi solo sulle recensioni, perché il gusto per il suono è estremamente personale, quindi se avete l’occasione provatene il più possibile. Anche se non sapete ancora suonare, prendetele in mano, toccate le corde e iniziate subito a familiarizzare con la vostra futura chitarra classica. 

 

Attenzione alle corde 

Tutte le chitarre classiche vengono vendute con un set di corde di fabbrica montato sullo strumento. Quando acquistate il nuovo strumento assicuratevi di procurarvi anche un nuovo set di corde in nylon e cambiatele immediatamente. In realtà la soluzione migliore è portare lo strumento da un liutaio per farsi fare un bel setup, ma dato che i servizi di liuteria costano caro, se non avete grande disponibilità e volete risparmiare sarà sufficiente fare un bel cambio di corde. 

 

Accordare

Sebbene non ci sia assolutamente niente di male nell’accordare una chitarra ad orecchio, all’inizio può essere abbastanza difficile. Infatti è bene comprare un buon accordatore elettronico che vi permette di trovare subito la giusta tonalità senza perdere tempo. Una volta che avrete sviluppato un buon orecchio potrete anche farne a meno, sebbene per i concerti e per le esecuzioni di brani classici è sempre bene avere un’accordatura perfetta. 

 

 

Kit 

I chitarristi alle prime armi potranno trovare molto comodi i kit comprendenti chitarra classica, custodia, cambio corde e accordatore elettronico. Si tratta di una soluzione che permette di risparmiare e di avere subito tutto il necessario a portata di mano per poter cominciare. Le chitarre classiche dei kit non sono proprio le migliori in circolazione, ma per i principianti vanno più che bene. 

Ricordatevi che la chitarra è uno strumento abbastanza ‘spietato’ e che i primi anni non fa prigionieri: calli alle mani, dolori muscolari alla mano e la coordinazione tra mano destra e sinistra sono spesso dei deterrenti che fanno scappare i neofiti a gambe levate. L’entusiasmo iniziale può passare facilmente e la chitarra classica finisce in un angolo della casa a fare polvere. Per questo se non siete convinti e volete solo ‘provare’, o magari volete fare un regalo a un bambino o a un ragazzo, puntate su qualcosa di meno costoso con un bel kit. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Vi proponiamo una selezioni di dieci opere scritte ed eseguite da grandissimi musicisti del passato. Attenzione, perché l’ordine dei brani è casuale, non si tratta di una classifica.

 

Dobbiamo dire che non c’è musica che non possa essere suonata con un violino. È altrettanto vero che ci sono musiche pensate principalmente per tale strumento. Molte sono conosciutissime, anche se magari si ignora il compositore. Le composizioni possono essere di difficile esecuzione ma tutti quelli che stanno cercando dei violini venduti online perché sognano di imparare a suonare, non disperino perché con l’impegno potranno imparare le musiche che vi introdurremo a breve.

 

Il volo del calabrone

Probabilmente non esiste persona al mondo che almeno una volta non abbia avuto modo di ascoltare – anche solo parzialmente – Il volo del calabrone. Si tratta del terzo episodio dell’Opera “La favola dello zar Saltan” composta da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov tra il 1899 e il 1900.  In vero il brano, che nella versione originale è accompagnato anche dal testo, non ha un titolo poiché è un interludio, ma è comunemente identificato, appunto, con Il volo del calabrone.

 

 

Le quattro stagioni

Le quattro stagioni è il titolo comunemente usato per indicare i quattro concerti solistici per violino; sono tratte da “Il cimento dell’armonia e dell’inventione”; l’autore è Antonio Vivaldi. I concerti delle quattro stagioni si dividono in tre movimenti: il primo e il terzo sono in tempo Allegro o Presto; il secondo ha un tempo adagio.

 

Ciaccona in Sol minore per violino e basso continuo

Si ritiene che la Ciaccona sia stata composta da Tommaso Antonio Vitali ed è la sua opera più nota. Una delle sue caratteristiche principali è che nelle sue modulazioni tocca il Si bemolle, una tonalità inusuale per il periodo barocco.

 

Concerto per violino

Sul finire degli anni ’20 del 1900 stava nascendo un nuovo astro del violino: Samuel Dushkin. Il suo nome giunse a Stravinskij per bocca di Willi Strecker, direttore delle Edizioni Schott che approfittando di un soggiorno del noto compositore a Wiesbaden, tappa di un suo tour, ebbe l’ardire di chiedergli di comporre un concerto per Dushkin. Alla richiesta, Stravinskij esitò per un attimo poiché non essendo un violinista e non avendo una conoscenza approfondita delle tecniche dello strumento, riteneva di non essere all’altezza del compito. Alla fine si convinse a patto che Dushkin si prestasse a fare da consulente.

 

Duo Concertante

Igor’ Fëdorovič Stravinskij è l’autore di Duo Concertante per violino e pianoforte. L’opera è diretta conseguenza della collaborazione tra Stravinskij e il violinista Samuel Dushkin che l’anno prima (1931) si era concretizzata nel Concerto per violino in re. La cosa interessante era che Stravinskij inizialmente non amava unire pianoforte e strumenti ad arco ma la collaborazione con Dushkin lo convinse del contrario.

 

Concerto per violino e orchestra

Ludwig van Beethoven impiegò circa sei mesi per comporre il Concerto per violino e orchestra in re minore. L’opera è datata 1806 ed è in tre movimenti: Allegro ma non troppo, Larghetto e Rondò. Allegro. Non c’è interruzione tra il secondo e il terzo movimento. L’esordio dell’opera di al Theater an der Wien il 23 dicembre del 1806 da Franz Clement, violinista e direttore d’orchestra.

 

I 24 Capricci op. 1

Nella nostra selezione di certo non poteva mancare colui che è da più parti ritenuto essere il più grande violinista mai esistito al mondo. Ovviamente stiamo parlando del misterioso Nicolò Paganini. Nel 1820 il musicista pubblicò i 24 Capricci op. 1. Si tratta di composizioni dal carattere virtuosistico, chiaramente di difficile esecuzione vista la gran varietà di tecniche come ricochet, picchettati, pizzicati, decime e ottave.

 

Il trillo del diavolo

Il trillo del diavolo (titolo originale La Sonata per Violino in Sol Minore) è una sonata per violino e basso continuo. Autore è Giuseppe Tartini. L’esecuzione richiede un’ottima tecnica ed è davvero impegnativa. La struttura della composizione è di tre movimenti, vediamoli. Il primo è il larghetto affettuoso in 12/8. In questa fase l’esecuzione non presenta grosse difficoltà. Il secondo movimento, invece, è Allegro in 2/4. Qui la struttura si fa più complessa e il violino si rende protagonista di diversi passaggi virtuosistici. Il terzo e ultimo movimento è Andante Allegro Adagio con alternanza in 2/4 e 4/4.

 

Sonata n.1 per violino e pianoforte

Tra il 1878 e il 1879 Johannes Brahms compose l’opera di musica da camera Sonata n.1 per violino (ecco i migliori modelli) e pianoforte. La struttura prevede tre movimenti che sono vivace ma non troppo, Adagio in mi bemolle maggiore e Allegro molto moderato in sol maggiore. L’esordio dell’opera fu l’8 novembre del 1879 a Bonn e fu eseguita dal violinista Robert Heckmann e dalla pianista Marie Heckmann-Hertig.

 

 

Tema e variazioni

Si tratta di musica da camera per violino composta nel 1932 da Olivier Messiaen. L’esordio dell’opera davanti al pubblico fu il 22 novembre del 1932; ad eseguirla furono lo stesso Messiaen e la sua prima moglie Louise Justine Delbos. L’opera si divide in sei sezioni.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Banjo – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Vuoi comprare un banjo ma non sai quale scegliere? Dai un’occhiata alla nostra guida, ti possiamo dare qualche spunto utile per individuare il modello più adatto a te. Qui ti anticipiamo subito i due strumenti che ci sono piaciuti di più: Epiphone EFB0NACH1 MB-100, realizzato da una liuteria affiliata alla Gibson, vanta un ottimo rapporto qualità/prezzo, ha corpo in mogano e tastiera in palissandro. Ashbury GR37027 Ab-25 ha ottime finiture e tiene benissimo l’accordatura. Entrambi sono open back.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior banjo

 

Il banjo è un particolare strumento a corde di origini africane, reso popolare grazie alla musica afro-americana e successivamente diventato uno dei simboli della musica country statunitense. Infatti è difficile non associare il suo suono ad un’ambientazione “western” o ad intime atmosfere della musica “bluegrass”. Come per altri strumenti musicali, anche il banjo si distingue per tipologia e ditta di produzione, quindi a volte potrebbe non essere facile scegliere quello giusto. Per questo abbiamo preparato una guida con le recensioni dei modelli più apprezzati sul mercato: confronta i prezzi e le caratteristiche, magari tra questi c’è quello che stai cercando.

 

Guida all’acquisto

 

Open back o cassa di risonanza?

La principale distinzione che si deve fare quando si parla di banjo è quella tra gli strumenti open back e quelli con la cassa chiusa. I primi hanno la cassa aperta sul retro dello strumento, questo fa in modo che il suono non si propaghi in avanti creando una risonanza limitata a una zona circoscritta. Per certi versi un banjo open back può dare una sensazione di intimità, dato che lo si suonerà per lo più da soli nei momenti di relax.

Al contrario un banjo con la cassa di risonanza propagherà il suono in avanti verso un probabile pubblico, cosa che lo rende ideale per concerti dal vivo. Le migliori marche producono entrambi i modelli, ma la scelta del tipo è del tutto personale e dipende spesso dai gusti o dalle necessità.

 

Dimensioni

Oltre a questa distinzione, occorre specificare che il banjo può essere di diverse dimensioni, spesso a seconda del numero di tasti. La sua forma più comune è quella di banjo tenore a 19 tasti, ma in alcuni modelli il numero di corde può arrivare fino a cinque o addirittura a sei, con ben 22 tasti. Per cominciare è consigliabile acquistare un semplice banjo tenore, poi magari dopo aver acquisito un buon livello di abilità si potrà passare a un tipo con più corde o tasti.

I chitarristi che già hanno le mani allenate sulle sei corde si troveranno bene con un banjo più grande, magari da suonare con il plettro o i fingerpicks. Chi ha le dita un po’ larghe potrebbe avere qualche difficoltà a posizionarle tra le corde dello stretto manico di un banjo tenore. Per questo può essere una buona idea optare per un banjo-basso a quattro corde.

 

Materiali

Come ogni altro strumento, anche il banjo può essere trovato in modelli di diversa fattura che variano in base al prezzo. Un buon banjo fatto con del legno pregiato costerà sicuramente di più di uno con dei materiali di qualità più bassa che magari sarà più economico. Noi consigliamo di optare per uno strumento fatto con dei materiali magari non eccelsi, ma comunque di un livello rispettabile.

Anche se si è alle prime armi può essere una buona idea orientarsi verso un banjo di qualità media, così durerà nel tempo e nel caso ci si appassioni lo si potrà continuare a suonare per un po’ invece di sostituirlo immediatamente. Nella nostra classifica qui di seguito elenchiamo diversi banjo realizzati con buoni materiali.

 

I migliori banjo del 2019

 

Il banjo è uno strumento africano che ha contribuito a dare il via alla musica afro-americana, reso famoso anche grazie alla famosa canzone “Dueling banjos” del film “Un tranquillo weekend di paura”. La selezione del modello dovrebbe dipendere dal tuo livello di abilità e inoltre dai materiali utilizzati per la costruzione. Ti presentiamo qui di seguito una selezione dei migliori banjo del 2019, con recensione annessa e basata sul gradimento generale degli utenti che li hanno acquistati e provati. Confronta i vari pareri e fai una comparazione per scoprire quale banjo comprare in modo da soddisfare le tue esigenze.

 

 

Prodotti raccomandati

 

Epiphone EFB0NACH1 MB-100 

 

Da una liuteria affiliata alla famosa azienda statunitense Gibson, ecco un banjo che potrai apprezzare per il suo ottimo rapporto tra qualità e prezzo.

Nonostante non sia tra gli strumenti più costosi in circolazione, può comunque vantare di un design piacevolissimo con corpo in mogano e tastiera in palissandro che lo rendono davvero piacevole da guardare e da suonare.

Si adatta molto bene alle esigenze dei principianti per imparare a suonare il banjo senza dover spendere troppo, ma anche a quelle di chitarristi intermedi o esperti che vogliono divertirsi un po’ con un altro strumento a corda.

Tieni conto che si tratta di un banjo open back, quindi il suono avrà un po’ meno dinamica e proiezione del suono specialmente sui tasti più alti, ma se vuoi solo divertirti un po’ probabilmente questo non sarà un problema. 

Questo banjo potrà fare la felicità di tutti i principianti che non vogliono spendere troppo, insomma proprio quello che ci vuole per iniziare a strimpellare, magari in un “tranquillo weekend di paura”. Vediamo quali sono i suoi vantaggi e svantaggi.

 

Pro

Design: Sebbene non sia molto costoso, la tastiera in palissandro e il corpo in mogano sottolineano una certa cura per i materiali e il design.

Versatile: Adatto sia a principianti sia a musicisti intermedi che vogliono cimentarsi con un nuovo strumento a corda e divertirsi.

Accordatura: Lo strumento può essere accordato facilmente tramite le chiavi sulla paletta, inoltre tiene molto bene l’accordatura in modo da non costringere il musicista a dover stringere o allentare le corde con frequenza.

Prezzo: Il modello si presenta con prezzi bassi che potranno attirare anche chi vuole semplicemente provare lo strumento senza spendere troppo.

 

Contro

Suono: Trattandosi di un banjo open back, il suono avrà meno dinamica, quindi si adatta bene solo alla pratica e non alle esibizioni dal vivo.

Acquista su Amazon.it (€199.8)

 

 

 

Ashbury GR37027 Ab-25 

 

Questo banjo potrebbe accontentare le esigenze di tutti gli amanti degli strumenti dai vividi colori chiari. Il prezzo è un po’ più alto rispetto ad altri modelli per principianti, questo perché si tratta di uno strumento dalle ottime finiture.

Sarà un vero piacere far scorrere le dita sulla tastiera in acero, apprezzando la qualità del suono prodotto da questo modello.

Gli utenti che lo hanno acquistato hanno apprezzato anche il fatto che l’Ashbury riesce a tenere molto bene l’accordatura, quindi non dovrai aggiustare la tonalità con le meccaniche ogni volta che lo suoni un po’. Conta che si tratta di un banjo open back, ovvero con il retro aperto.

Questo significa che non proietterà il suono verso il pubblico, perciò non è lo strumento perfetto per esibizioni live. Inoltre, si dovrebbe suonare senza il plettro.

Non è il banjo più economico in circolazione, ma si fa perdonare con la sua qualità di design e del suono. Chi non sa dove acquistare lo strumento nuovo, potrà cliccare sul link qui di seguito che porterà alla pagina del negozio online. Prima però è meglio dare un’occhiata ai pro e contro del prodotto per avere un quadro completo.

 

Pro

Tastiera: In acero, permette di suonare con una buona scorrevolezza, inoltre contribuisce alla qualità del suono dello strumento.

Design: Il colore chiaro dona al banjo un aspetto elegante, quindi sarà molto piacevole da vedere oltre che da suonare.

Accordatura: Tiene molto l’accordatura, così non si dovrà armeggiare con le meccaniche dopo ogni giro di accordi o scala.

Finger picking: Questo banjo va suonato senza il plettro, quindi si adatta molto bene a chi ha una certa dimestichezza nel finger picking o magari suona la chitarra classica.

 

Contro

Prezzo: Il costo elevato del prodotto lo rende adatto solo a musicisti intermedi o avanzati che vogliono provare un altro strumento a corda.

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Stagg BJM30 DL

 

Se non sai come scegliere un buon banjo bluegrass, allora potresti aver trovato quello che fa per te. Sebbene sia un modello realizzato con materiali di qualità (il pot è in mogano e la tastiera in palissandro), può vantare un ottimo rapporto qualità-prezzo che lo rende ideale come primo acquisto.

È dotato di 22 tasti e di una buona proiezione del suono. In questo modo potrai suonarlo durante concerti o esibizioni, in compagnia di altri strumenti.

Una buona soluzione per qualsiasi principiante che si vuole avvicinare a questo particolare strumento ma vuole comunque un prodotto di qualità.

Anche i chitarristi più esperti potranno apprezzare la dinamica del suono e dilettarsi con un altro strumento a corda, divertendosi con accordi e scale.

Nella nostra guida per scegliere il miglior banjo abbiamo voluto aggiungere questo modello di Stagg che ha ricevuto pareri davvero positivi dagli utenti. Qui di seguito riportiamo le sue caratteristiche positive insieme all’unico difetto riscontrato.

 

Pro

Qualità-prezzo: Ci sono strumenti meno costosi in circolazione, ma nel caso si cerchi un buon banjo di qualità allora si potrà optare per questo modello dal prezzo ragionevole.

Suono: Avendo il pot sul retro, ovvero la cassa chiusa, questo banjo proietta il suono in avanti. È adatto quindi a chi si esibisce dal vivo o suona in un gruppo.

Materiali: I materiali di ottima fattura conferiscono allo strumento un aspetto elegante, inoltre la tastiera in palissandro risulta scorrevole sia nell’esecuzione di scale sia negli accordi.

 

Contro

Open back: Lo strumento ha la cassa chiusa, quindi chi cerca un banjo open back dovrà optare per un altro modello.

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Cherrystone – Banjo a 5 corde

 

Quello proposto da Cherrystone è un buon modello per iniziare la pratica e, sebbene non sia il miglior banjo presente sul mercato, è comunque uno dei più venduti online per il suo prezzo conveniente.

Si tratta di uno strumento con il pot montato sul retro, quindi può proiettare il suono in modo efficace ed è dunque ideale se stai cercando un banjo per farti sentire anche da un possibile pubblico o per suonare in compagnia di altri musicisti.

Probabilmente se sei un chitarrista esperto dovresti cercare qualcosa di meglio ma per un principiante è più che sufficiente.

A detta degli utenti lo strumento ha un suono forte e chiaro, una caratteristica indispensabile per poter discernere le note e capire cosa si sta suonando in modo chiaro.

Concludiamo la nostra recensione con un elenco dei pregi e difetti di questo banjo che, come abbiamo visto, è riuscito a conquistare una buona parte di musicisti principianti grazie al suo prezzo conveniente e al suono di buona qualità.

 

Pro

Suono: Il banjo ha una chiarezza di suono molto apprezzabile che permette di capire bene cosa si sta suonando anche in presenza di altri strumenti.

Pot: Posizionato sul retro, dona dinamica al suono, in modo da potersi esibire di fronte a un pubblico.

Inesperti ma non solo: I principianti potranno comprare lo strumento per iniziare a praticare, ma potrà essere apprezzato anche da musicisti intermedi.

 

Contro

Materiali: Il design del prodotto lascia un po’ a desiderare sia a livello estetico sia per i materiali utilizzati per produrlo.

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APC Instruments BJPT100

 

Tra i nostri consigli d’acquisto non mancano offerte molto appetibili come quella legata a questo banjo prodotto da APC Instruments.

Si tratta di uno strumento a otto corde e con cassa risonante, ideale se stai cercando un modello con una buona proiezione del suono, per godere della dinamica prodotta da ogni accordo o nota.

Inoltre potrai suonare con altri strumenti in esibizioni dal vivo, senza che il suono del tuo banjo venga coperto.

Sebbene sia indicato soprattutto per principianti, il modello realizzato da APC può comunque vantare un piacevole design e una buona scelta dei materiali, come per esempio il mogano e l’abete massello, utilizzati rispettivamente per la realizzazione del manico e della tavola.

Passiamo adesso all’elenco dei pro e contro del prodotto che potrà tornare molto utile per avere un’idea più chiara sulle sue caratteristiche prima di procedere all’acquisto. A tal proposito consigliamo sempre di cliccare sul link del negozio online per trovare i prezzi più convenienti.

 

Pro

Design: Il look elegante del banjo e i materiali di qualità utilizzati per la sua produzione lo rendono molto piacevole da vedere.

Suono: La cassa risonante di questo banjo garantisce un suono cristallino e preciso. Inoltre i chitarristi potranno ritrovarsi “a casa” grazie alle 8 corde.

Prezzo: Nonostante la sua qualità, lo strumento è venduto a un prezzo molto conveniente.

 

Contro

Non classico: Non è proprio il tipico banjo, quindi non è adatto a chi cerca un modello classico.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Come utilizzare un banjo

 

Il banjo è uno strumento musicale a corda, la sua forma ricorda quella di una chitarra ma il suono è più simile a quello di un mandolino. Ha origini africane, successivamente è diventato un vero e proprio simbolo della musica bluegrass e country statunitense.
Se avete appena acquistato questo strumento e non sapete come iniziare, date uno sguardo a questa piccola guida, in cui vi daremo consigli per procedere in modo giusto.

 

 

Banjo a 4 o a 5 corde

Il banjo è uno strumento utilizzato soprattutto dagli appassionati di musica jazz e country (e dintorni), in commercio è possibile trovarne di tre diversi tipi: da quattro, cinque e sei corde. Bisogna quindi capire quale tipologia di strumento si ha tra le mani, anche in base al numero di stringhe.
Per i principianti sarebbe meglio iniziare con un banjo a quattro corde, per via della sua semplicità. È il modello più classico, molto popolare tra gli anni Venti e Trenta, e oggi viene associato soprattutto al dixieland, alla musica celtica e al jazz ma, chiaramente, può essere usato anche per suonare altri generi. Al tempo, il suo potenziale risiedeva nelle tonalità più alte rispetto alla chitarra, che consentiva una migliore udibilità.
Il banjo a cinque corde è quello più diffuso, soprattutto tra i suonatori di bluegrass e folk. La quinta corda non prosegue lungo tutto il manico ma si ferma alla parte centrale, peculiarità che dona allo strumento il caratteristico suono definito “roll and bounce”.

Il banjo a sei corde è quello preferito dai professionisti: più complicato da suonare, offre un numero superiore di note da poter eseguire.

 

Fingerpicks

Il banjo può essere suonato con la tecnica “fingerpicking”, ovvero pizzicare (le corde) usando le unghie. Usare le unghie dopo un po’ di tempo può causare dolori e danni, è quindi importante utilizzare i fingerpicks, ovvero particolari plettri che rivestono i polpastrelli delle dita. Generalmente, questi plettri sono in celluloide per il pollice e in alpacca per indice e medio. Con questo accessorio scorrere lungo le corde è molto più semplice e l’esecuzione degli arpeggi più precisa. Inoltre, il volume sarà più alto.

 

Accordare il banjo

Come per gli altri strumenti musicali, prima di poter emettere suoni gradevoli con il banjo bisogna pensare all’accordatura. Questa operazione potrà sembrare complicata all’inizio, ma vedrete che dopo le prime volte le cose diventeranno naturali. Per accordare correttamente lo strumento, bisogna ruotare le chiavi situate all’estremità della paletta e stringere o allargare a seconda della tonalità. Per essere sicuri di accordare la corda giusta, seguitela con la mano lungo il manico, fino ad arrivare al perno corrispondente. In commercio esistono diversi modelli di accordatori, accessori molto utili che semplificano l’accordatura e restituiscono risultati più accurati.

 

 

La posizione delle mani

Dopo aver accordato lo strumento, bisogna pensare a posizionare le mani in modo corretto. Appoggiate la destra sul corpo del banjo (ovvero la parte più grande) all’altezza del ponte. La mano sinistra va invece posizionata sul manico, con il pollice posto sul retro, mentre le altre dita andranno sui tasti.

Le prime volte potrà sembrare tutto un po’ ostico e stancante ma, si sa, per diventare buoni musicisti bisogna perseverare. L’ultimo suggerimento è di studiare quotidianamente, con almeno 30 minuti al giorno in poco tempo si possono ottenere ottimi risultati.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Stradivari è il nome sulla bocca di tutti quando si parla di violini, ma la liuteria nostrana, e in particolare quella cremonese, ci ha regalato tanti altri maestri.

 

Ci sono liuterie e liutai entrate a far parte della storia e della cultura Italiana. Il nostro Paese, da secoli, vanta una tradizione senza uguali. I preziosi segreti sono stati tramandati di generazione in generazione, molto spesso da padre a figlio, anche se non sono mancati illustri allievi che come si suol dire, hanno imparato l’arte e l’hanno messa da parte per poi diventare essi stessi liutai di fama mondiale. In un tale contesto il centro del mondo non può che essere Cremona con la sua liuteria tradizionale, un’arte tipica dell’artigianato locale, riconosciuta anche dall’UNESCO, specializzata soprattutto nella costruzione di strumenti ad arco come violini, viole e violoncelli.

 

Andrea Amati e famiglia

Il mito della liuteria cremonese ha avuto inizio con Andrea Amati che iniziò a costruire violini nel 1520. Pur non essendoci precise fonti a riguardo, molti studiosi sono concordi nel ritenere che fosse lui l’inventore del violino. Tutto ciò che resta della sua opera si riduce a 16 strumenti musicali costruiti tra il 1564 e il 1574. Gli strumenti sono divisi tra il museo di Oxford (UK), il South Dakota Museum (USA), il comune di Cremona e due collezioni private. 

Andrea ha avuto due figli che hanno seguito le sue orme, Antonio nato nel 1540 e Girolamo nato nel 1550. Non è certo se i due fossero effettivamente fratelli oppure fratellastri poiché Andrea si era risposato. Anche sulla vita dei due fratelli si sa molto poco. Di certo c’è che il rapporto tra i due non fu sempre idilliaco tanto è vero che si separarono nel 1588 come testimoniano anche alcune etichette riportanti solo i nomi dell’uno e dell’altro. 

Morto Antonio nel 1607 Girolamo riprese a usare etichette con i nomi di entrambi, evidentemente fu una scelta di marketing. Dei dieci figli avuti da Girolamo, il terzogenito Nicolò seppe tenere in alto il nome degli Amati diventando uno dei liutai più famosi della storia. L’ultimo liutaio della famiglia Amati sarà Girolamo II, secondogenito nato dal matrimonio con Lucrezia Pagliari.

 

 

Guarneri

Un’altra famiglia celebre della liuteria cremonese è Guarneri. Di loro, in vero non si sa molto. Tra le poche cose note c’è che Andrea Guarneri si formò presso la bottega di Nicolò Amati dal 1641 fino al 1645 come apprendista ma è certo che collaborò con Amati fino al 1654. Imparò molto dal maestro ma non lo superò mai. Dei suoi due figli Pietro e Giuseppe, solo quest’ultimo seguì le orme del padre. Il ruolo di Giuseppe nella realizzazione del piccolo violoncello (costruito un decennio prima di quello di Stradivari), fu determinante. 

Un discorso analogo lo si può fare con la viola contralto e anche in questo caso giocò d’anticipo su Stradivari. Dopo la morte del padre, Giuseppe proseguì con l’attività perfezionando e modificando il suo stile. Ebbe tre figli, il terzultimo Bartolomeo Giuseppe, conosciuto anche come Guarneri del Gesù, che si prefisse di fondere lo stile Stradivari con quello della scuola bresciana. 

Lo strumento più noto di Guarneri del Gesù è il Cannone di Paganini che è custodito presso il Palazzo Municipale di Genova dal 4 luglio del 1851. Lo strumento fu donato alla Civica Amministrazione dal suo proprietario Achille Paganini, figlio del celebre Nicolò, dopo la sua morte come espresso nel testamento.

 

Antonio Stradivari

Quando si parla di violini (ecco la lista dei migliori prodotti) storici non si può evitare di parlare del maestro dei maestri Antonio Stradivari; naturalmente nato a Cremona, anno 1644. Apprese l’arte presso la bottega di Nicola Amati. Sposò Francesca Ferraboschi, rimasta vedova e incinta; una condizione cui bisognò far fronte con un matrimonio combinato. 

Paganini aprì la sua bottega a Piazza S. Domenico nel 1680 insieme ai figli Omobono e Francesco. Quattro anni dopo morì Nicola Amati così lo scettro di liutaio più importante di Cremona passò ad Antonio Stradivari. Nei primi del ‘700 stradivari costruì alcuni dei suoi strumenti più famosi come l’Hellier, il Toscano e la viola Medicea. Pur non essendoci la certezza assoluta, è plausibile ritenere che fi stradivari il primo a portare avanti gli studi sulla modifica dell’inclinazione del manico. 

 

 

Quando la musica cominciò a essere ascoltata nei teatri, dunque in ambienti più grandi rispetto a quelli sui si era abituati, si presentò la necessità di un suono più potente. Di qui l’idea di inclinare il manico all’indietro incastrando e incollando parte di esso all’interno dello zocchetto così da resistere alla tensione. Si presentò anche l’esigenza di allungare la catena e la tastiera così da accedere alle posizioni più alte. Per la tastiera, inoltre, fu usato l’ebano poiché più resistente. Fu così che nacque il violino moderno. 

L’attività di Stradivari è distinta in quattro periodo. Il primo va dal 1666 al 1680. Durante questa fase si nota l’influenza stilistica del maestro Nicolò Amati. I violini realizzati in quest’epoca hanno l’etichetta “Antonius Stradivarius Cremonensis alunnum Nicolò Amati”. I secondo periodo, detto “amatizzato” va dal 1680 al 1690. In questi anni i suoi violini rispecchiano tutte le caratteristiche degli strumenti creati dalla famiglia Amati, sono più rotondi e ampi rispetto a quelli del primo periodo. 

In questa fase Stradivari realizza i primi violoncelli in forma grande. Tale forma è detta “A”. Nel terzo periodo che va dal 1690 al 1700 è il decennio degli strumenti lunghi caratterizzati da un suono più cupo. Il primo ventennio del ‘700 è detto “periodo d’oro”. Gli strumenti realizzati durante questo periodo sono i più costosi e ricercati. Il quinto periodo la mano di Nicolò è quasi assente; è il figlio Francesco a fare il grosso del lavoro ma ciò coincide con un peggioramento qualitativo del livello di produzione.