Ultimo aggiornamento: 24.11.20

 

Possedere una chitarra Gibson, magari Les Paul, è un sogno che accomuna molti musicisti e aspiranti tali. Percorriamo insieme la grandiosa storia di questo leggendario marchio.

 

I produttori di chitarra sono tanti ma in pochi posso dire di aver fatto la storia dello strumento ed essere in commercio da oltre un secolo. I nomi storici si possono contare sulle dita di una mano e Gibson è certamente tra questi. Un marchio così prestigioso merita di essere raccontato ai nostri lettori e appassionati delle sei corde. Prima di entrare nel vivo, vorremmo fare una considerazione, chiaramente del tutto personale e smentibile in qualsiasi momento poiché non pensiamo di avere la verità in tasca o qualcosa del genere. La considerazione è la seguente una chitarra, per quanto ben fatta, non entra nella storia se non ce la porta di peso un grandissimo chitarrista che sa semplice strumento la erge a mito, leggenda.

 

Chi era Orville Gibson

Crediamo che parlare di Gibson in quanto marchio, raccontarne la sua storia, richieda innanzitutto una presentazione, seppur breve, dell’uomo che diede il via a tutto questo. Orville H. Gibson nacque nel 1856 a Chateaugay; avviò la sua attività di liutaio nel 1894 ma su questo aspetto ci torneremo nel paragrafo successivo. La sua vita ebbe termine nel 1918 all’età di 62 anni. Si dice soffrisse di malattia mentale ma chissà magari era semplicemente un genio tale da non essere compreso dalle persone comuni e dunque bollato come pazzo. Ma questa è la nostra interpretazione dei fatti, anzi, una semplice supposizione e dunque prendetela come tale. 

Fu ricoverato in ospedale più volte dal 1907 in poi; in particolare nel periodo compreso tra questa data e il 1911. Morì al St. Lawrence Hospital di Ogdensburg, come detto in precedenza, nel 1918 per cause non note. Le spoglie di Orville Gibson si trovano al Morningside Cemetery di Malone.

 

 

Un’idea geniale

Ma quale fu l’intuizione di Orville Gibson? Realizzò una serie di chitarre e mandolini che avevano la cassa di risonanza bombata invece che piatta. Si trattava di una novità assoluta per l’epoca. La cassa, inoltre, era sagomata come quella di un violino. Gli strumenti così concepiti avevano un suono più potente e duraturo, prolungato.

Per la sua idea Gibson ottenne il brevetto. Un gruppo di cinque imprenditori di Kalamazoo fiutarono l’affare e con il benestare del famoso geniale liutaio fondarono nel 1902 la Gibson Mandolin-Guitar Mfg. Non è chiaro se Gibson ricoprisse il ruolo di dipendente o consulente. Ciò che è certo, invece, è che Gibson fu pagato solo per il tempo trascorso a lavorare per l’azienda.

 

Arriva Lloyd Loar

Orville non c’è più ma c’è un’altra figura di indubbia importanza per la storia del marchio: si tratta di Lloyd Loar; un uomo dalle mille abilità tanto è vero che non solo era ingegnere in fisica e acustica ma è anche musicista, insegnante, maestro di musica e persino atleta.

Dalla sua mente, sul finire del 1922, nacque la chitarra acustica archtop L-5 che tra l’altro è la prima con 14 tasti fuori dalla cassa.. A lui, inoltre, si deve la linea Master Model che oltre alla succitata L-5 comprende il mandolino F-5, la mandola H-5 e il banjo Mastertone Style 5. Avrete notato la ricorrenza del numero 5… ci sarà qualcosa dietro? Noi non lo sappiamo ma se avete notizie in merito, rendeteci partecipi.

 

L’era di Les Paul

L’altro personaggio cui Gibson deve molto della sua fama è Lester William Polfuss; Les Paul per amici e fan. Il chitarrista partecipò attivamente con la Gibson per la creazione di una nuova chitarra, solid body che venne messa in commercio nel 1952. Proprio in quell’anno inizia l’accesa rivalità con un altro marchio storico come Fender, per la produzione di chitarre elettriche. 

Ma come nasce il progetto? Bisogna fare un passo indietro di un decennio o poco più. Siamo nel 1940 e Les Paul pratica due tagli sulla cassa della sua Epiphone; realizzò il primo prototipo che aveva il nome di The Log. Per la costruzione, Les Paul si recava nella fabbrica Gibson il sabato, quando gli operai non erano al lavoro così da avere tutti i macchinari a sua disposizione e magari tenere lontano occhi indiscreti. Nel 1946 Les Paul si sentì finalmente pronto a presentare la sua creazione a Maurice H. Berlin, capo della Chicago Musical Instruments Company amministrata dalla Gibson. La chitarra fu bocciata. 

Nel 1950 alla direzione della Gibson c’era Ted McCarty che aveva il compito di dare una nuova spinta all’azienda dopo che durante la guerra era stata costretta alla riconversione per produrre apparecchiature belliche. Il vecchio progetto di Les Paul venne ripreso ma solo come punto di partenza per una nuova solid body: la cassa aveva la tavola di mogano e il top in acero. La tavola armonica era una imitazione di quella dei violini. Il manico in mogano era incollato al corpo. I pick up erano single coil P-90, c’erano quattro potenziometri e un fermacorde; le corde erano attaccate al ponte. 

Successivamente il prototipo fu modificato con un nuovo ponte al quale erano fissate le corde. Quella chitarra, ormai ultimata, venne chiamata Les Paul così come i modelli successivi che furono una evoluzione.

 

 

I chitarristi che hanno scelto la Gibson

Ogni marchio di chitarre vendute online ha una serie di chitarristi che li rappresenta. È un connubio che può durare tutta la vita o almeno fin quando non si rimedia un contratto di endorsement migliore offerto dalla concorrenza. Ma non vogliamo essere così cinici; molti chitarristi “sposano” una chitarra (lista dei migliori prodotti) perché la adorano letteralmente ed ha le caratteristiche esatte per dare il sound che cerca. 

Tra i chitarristi che hanno legato la loro fama a Gibson c’è il leggendario B.B. King con la sua Lucille; una ES-335 (sarà una coincidenza che la mazza da Baseball di Negan si chiami proprio così?), Jimmy Page (Led Zeppelin), Slash (Guns N’ Roses), Carlos Santana, Angus Young (AC/DC).

 

 

Sottoscrivere
Notifica di
guest
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments