Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Principale vantaggio

Ci preme mettere in evidenza la qualità delle meccaniche che secondo noi sono sopra la media della maggior parte degli strumenti entry level: l’accordatura tiene per diverso tempo, anche suonando con una certa intensità e concedendosi qualche bending. Il prezzo è buono e questo vale sicuramente un punto in più.

 

Principale svantaggio

Il suono, pur non essendo male, ci sembra essere un pochino squilibrato: se da un lato i medi e gli alti si difendono bene, i bassi hanno poca presenza. Segnaliamo, poi, che la chitarra non è provvista di accordatore e che le corde che trovate montate di serie sono assolutamente da cambiare con qualcosa di meglio.

 

Verdetto: 9.7/10

Invitiamo tutti i principianti in cerca di una chitarra che costa poco ma che al tempo stesso sia performante, a tenere in considerazione questo modello. Come entry level è una buona soluzione.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Buone meccaniche

La chitarra acustica (ecco i migliori modelli) Eko Ranger non ha mancato di sorprenderci. Dobbiamo dire che con un po’ di fortuna ci si può imbattere in strumenti entry level che valgono più di quello che costano ed è proprio il caso di questo modello. È e resta una chitarra per principianti, non vogliamo trarre nessuno in inganno e anzi, aggiungiamo di più, si può trovare pure qualcosa di leggermente superiore sempre all’interno della stessa fascia di prezzo ma non è questo il punto perché poi nella scelta della chitarra contano anche altri fattori, non ultimo il feeling che si stabilisce fin dal primo incontro. 

Quello che conta è che spendendo una cifra piccola potete avere tra le mani una chitarra che probabilmente ha nelle meccaniche il suo miglior pregio: tengono bene l’accordatura anche dopo oltre mezz’ora di uso intensivo ma per rispettare ciò, è fondamentale il passaggio a corde migliori, visto che quelle che trovate montate non sono un granché. Sostituendole noterete il miglioramento.

Manca in precisione

Non abbiamo problemi ad ammettere che forse siamo fin troppo duri nel criticare la precisione della tastiera considerando il suo costo. Sia chiaro che non parliamo di un problema grave e forse il principiante neanche se ne rende conto però la questione vogliamo proporla ugualmente. Il suono ha una proiezione sufficiente ma a nostro avviso non è molto equilibrato; ci sono piaciuti i medi e gli alti ma i bassi sono poco presenti. 

Per il resto potete eseguire degli arpeggi puliti e anche suonando le corde stoppate il risultato non è male. Veniamo alla parte elettronica perché non vi abbiamo detto che la Eko Ranger è una chitarra elettroacustica. Orbene, senza dilungarci troppo su dettagli strettamente tecnici, lo strumento monta un preamplificatore SE-30, c’è un equalizzatore a tre bande e il controllo del volume. Da segnalare l’assenza di accordatore ed effetti come il phase.

 

Elegante

Esteticamente non c’è nulla di particolarmente innovativo, si tratta del classico modello dreadnought. È una cut-away quindi potete raggiungere con relativa semplicità le note più alte disposte sulla tastiera a 20 tasti. Non è scontato in uno strumento entry level trovare rifiniture buone come quelle che caratterizzano la Eko. Osservandola con attenzione abbiamo notato una certa eleganza stilistica. 

Insomma, volendo giungere alla conclusione della nostra analisi, vogliamo rimarcare ancora una volta la nostra soddisfazione per uno strumento che tra le mani del principiante non delude assolutamente. È sicuramente un buon punto di partenza, ideale per cominciare lo studio senza dover investire una somma impegnativa. 

Arriva così com’è, ossia, non aspettatevi di trovare corde di ricambio, custodia o qualsiasi altro accessorio ma secondo noi va bene così, anche perché ripetiamo che il prezzo è vantaggioso per la qualità della chitarra e siamo certi che ne converrete con noi una volta che l’avrete provata.

 

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Principale vantaggio

Da un punto di vista generale possiamo dire che la chitarra ha un buon rapporto qualità/prezzo ma volendo scendere più nel dettaglio non possiamo nascondere la nostra meraviglia per le buone meccaniche, considerato che si tratta di uno strumento entry level. Un giudizio analogo possiamo estenderlo al manico.

 

Principale svantaggio

Davvero pochi gli aspetti negativi, giusto due segnalazioni: manca l’attacco per la tracolla e le corde montate è bene sostituirle con qualcosa di meglio.

 

Verdetto: 9.8/10

Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che se dovessimo consigliare una chitarra acustica a un principiante, sarebbe la Yamaha F310: costa poco e suona bene, anzi, con una piccola spesa per l’acquisto di buone corde, suona ancora meglio, cosa volere di più? Prendetela seriamente in considerazione se il vostro budget non vi consente troppi margini di movimento.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Per principianti

La chitarra acustica Yamaha F310 è uno strumento per principianti ma questa non deve essere presa come una eccezione negativa nel senso che per la fascia di prezzo possiamo affermare che si tratta di un buono strumento. Poi è chiaro che il chitarrista esperto assolutamente non può accontentarsi della F310 ma puntare su modelli di altro livello e chiaramente, di altro prezzo. 

Una delle cose che abbiamo apprezzato di questa sei corde è la sua versatilità: può adattarsi con disinvoltura dal blues al rock passando per le ballad strappalacrime e il pop più commerciale. Insomma, è una chitarra per tutti o quantomeno per tutti quelli che stanno incominciando e sono in cerca di una “sei corde” che costi poco e al tempo stesso regalare delle belle soddisfazioni ma anche che permetta di esercitarsi decentemente, dunque senza che lo strumento comprometta l’apprendimento.

Buone meccaniche

Chi ha avuto tra le mani una chitarra economica prima, magari, di passare a uno strumento di fascia superiore, sa quanto possano far dannare le meccaniche. Dunque è comprensibile avvicinarsi alla F310 con un po’ di scetticismo. Siamo certi che si resterà piacevolmente sorpresi nel testare le meccaniche della F310, tengono bene l’accordatura per essere una chitarra entry level e se facciamo il confronto con altri strumenti di analoga fascia di prezzo, la Yamaha sembra non avere rivali in questo senso.

Immaginiamo vogliate sapere anche qualcosa riguardo il manico. Ci sembra giusto trattandosi di un elemento tutt’altro che trascurabile, anzi, è tra quelli più importanti: secondo noi è scorrevole e caratterizzato da una precisione più che accettabile dal dilettante. Queste impressioni affiorano fin dai primissimi istanti in cui si poggiano le mani sulla chitarra e si comincia a suonarla.

 

Materiali discreti

Quali legni ha scelto Yamaha per la F310? Lo sappiamo, ve lo stavate chiedendo già da un po’, finalmente potete soddisfare la vostra curiosità. Cominciamo dal  top che è in abete; la tastiera in palissandro conferisce alla chitarra un aspetto naturale. La chitarra è leggera e ottimamente bilanciata. Il suono, invece, è brillante, chiaro e con una proiezione tutt’altro che malvagia. L’economicità dello strumento emerge con forza dalle rifiniture piuttosto grezze. 

Avvertiamo i lettori che manca l’attacco per la tracolla ma volendo potete rivolgervi a un liutaio che ci metterà davvero pochissimo a fare la modifica. Quasi dimenticavamo di fare una precisazione molto importante anche perché è sufficiente un minimo di distrazione per non cogliere le differenze e magari restare delusi dell’acquisto: la F310 e la F310P sono due strumenti identici, tuttavia ci sono delle differenze da sottolineare per evitare che i lettori si confondano. 

La F310P a differenza della F310 comprende custodia, plettri, capotasto, avvolgicorde e un set di corde di riserva. A proposito, le corde che trovate montate sulla chitarra non sono il massimo, vi suggeriamo di sostituirle con qualcosa di meglio e così il vostro strumento avrà un suono ancora più bello. Ciò precisato, riteniamo che il rapporto tra il prezzo e la qualità sia molto buono.

 

Acquista su Amazon.it (€135)

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Metallari e rocker non sono indifferenti alla bellezza del suono che può scaturitre da una chitarra acustica: abbiamo selezionato alcuni brani che ve lo dimostrano.

 

Quando si parla di rock, heavy metal e musica “dura” in generale l’associazione con la chitarra elettrica è immediata. Ci siamo detti, allora, che era il caso di andare a ripescare quei brani suonati da band che proprio su chitarre elettriche e magari riff potenti, hanno basato la loro fortuna ma che hanno dimostrato di saper scrivere buona musica anche servendosi di un’ottima chitarra acustica (lista dei migliori prodotti). Come spesso sottolineiamo nei nostri articoli, quanto segue non vuole essere assolutamente una classifica, bensì si tratta di brani sistemati in ordine sparso.

 

Phoenix Rising (Annihilator)

Nel 1993 i thrashers canadesi Annihilator pubblicarono l’album Set The World Of Fire, un disco che potremmo definire “particolare”, sicuramente un po’ spiazzante per i fan della prima ora. Della tracklist fa parte la ballad Phoenix Rising che si basa su ottimi arpeggi e indovinate melodie.

 

 

Return to serenity (Testament)

Originariamente questa canzone dei Testament la troviamo sull’album The rituale, quinto lavoro dei thrasher americani, e che, pur avendo delle parti acustiche, era comunque un brano abbastanza “elettrico”. Nel 1995, la band pubblicò Live at Fillmore, un disco dal vivo come si può immaginare. Questo comprendeva tre bonus track tra le quali una versione interamente acustica di Return to serenity, che probabilmente è migliore dell’originale.

 

The bard’s song: In The Forest (Blind Guardian)

Non nascondiamo che tra le canzoni acustiche questa è una delle nostre preferite, The bard’s song: In The Forest è tratta da Somewhere Far Beyond, pubblicato dal 1992. Sebbene la tematica sia fantasy come da tradizione per la band tedesca, letteralmente ossessionata dal genere letterario e in particolare da Tolkien, fu composta durante un periodo drammatico per il frontman Hansi Kursch che aveva da poco perso il padre: in effetti è un brano molto malinconico ma altrettanto bello.

 

Patience (Guns N’ Roses)

Forti del successo decretato da Appetite for Destruction, nel 1989 i Guns N’ Roses pubblicarono l’album G N’ R Lies che possiamo dividere in due parti: la prima conteneva l’EP Live ?!*@ Like a Suicide mentre la seconda quattro brani acustici, tre inediti più un quarto: You’re Crazy, acoustic version della canzone già pubblicata su Appetite For Destruction. Del lotto fa parte Patience, una ballad suonata a tre chitarre che spicca per bellezza.

 

Journeyman (Iron Maiden) 

Journeyman è il brano che chiude Dance of Death, disco pubblicato nel 1993 e famoso anche per avere la copertina più inguardabile della storia della band. Ma questi sono altri discorsi. Gli Iron Maiden, pur non essendo stati del tutto estranei alla chitarra acustica, con questa canzone realizzano il loro primo brano senza strumenti elettrici.

 

Polly (Nirvana)

Anno 1991, il fenomeno grunge emerge dai sobborghi di Seattle: ciò che fino a poco tempo prima era una band underground è travolta dal successo. Nevermind è in vetta alle classifiche trainato dal singolo Smells Like Teen Spirit e dire che la Geffen avrebbe messo la firma per vendere 250.000 copie. Della tracklist fa parte il brano acustico Polly che originariamente era stato composto per il lavoro precedente, Bleach (oltretutto la canzone ha cambiato titolo almeno un paio di volte) ma alla fine fu escluso perché ritenuto poco omogeneo con il resto delle canzoni.

 

Fade to black (Metallica)

Magari non sarà un brano totalmente acustico ma Fade To Black dei Metallica assolutamente non può essere esclusa dal nostro articolo. La canzone è di quanto più malinconico abbiano mai scritto i Metallica, e dire che è presente su un disco tutt’altro che pop come Ride the Lightning (1984). Se la musica è struggente, il testo lo è ancor di più.

 

 

Tears of The Dragon (Bruce Dickinson)

Bruce Dickinson era da poco uscito dagli Iron Maiden per giocarsi la carta della carriera solita. Quando faceva ancora parte della band aveva pubblicato Tattooed Millionaire (1990) ma è Balls To Picasso il primo vero solo album post Maiden. Attorno al disco c’era tanta curiosità ma il lavoro fu criticato perché fin troppo vario, come se Dickinson non avesse ancora chiaro quale direzione intraprendere. Certo è che Tears of The Dragon è una acoustic song stupenda da ascoltare e riascoltare più volte.

 

Ain’t No Nice Guy (Motörhead)

Anche in questo caso non parliamo di un pezzo al 100% acustico ma comunque lo è in buona parte. Diversi i punti di interesse per questa canzone presente su March ör Die. Il primo è che lo canta Lemmy, il secondo è che insieme a lui canta Ozzy Osbourne e il terzo che l’assolo è suonato da Slash con il suo stile inconfondibile.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Diamo un’infarinatura su come approcciarsi alla chitarra acustica e alle sei corde in generale: dalle parti che compongono lo strumento agli accordi, passando per tutto quello che c’è di mezzo.

 

Il grande momento è arrivato, finalmente siete usciti dal negozio con una buona chitarra acustica tra le mani, la vostra prima in assoluto e adesso via di corsa  a casa. Aprite la porta, non state più nella pelle, di fronte a voi immaginate una schiera sconfinata di fan in delirio che gridano il vostro nome, fingete un accento inglese e esclamate “Ciao Italia, come stai?” e giù applausi ed ovazioni varie. 

Poi tirate fuori la chitarra dalla scatola e tornate con i piedi per terra: come diavolo si suona? Eh sì, perché comprare la chitarra è soltanto il primo passo e neanche il più difficile, soprattutto se lo strumento ve lo regala papi. Adesso tocca  a voi: ci vuole impegno, studio e se volete arrivare ad alti livelli, tanto sacrificio… o quello oppure potete mettere in piedi una boy band.

 

Le parti della chitarra

Da dove iniziamo? Probabilmente come prima cosa è importante conoscere la chitarra, saper distinguere le sue parti o almeno quelle più importanti. Ci concentreremo proprio su queste.

 

 

Cassa armonica

La cassa armonica e la parte più grande della chitarra e ha la funzione di amplificare il suono delle corde.

 

Il ponte e il capotasto

Sulla tavola armonica è posizionato il ponte. Ha lo scopo di trasmettere le vibrazioni delle corde alla cassa armonica. Il capotasto lo troviamo un attimo prima dell’inizio della tastiera: è lì che le corde iniziano a vibrare.

 

La tastiera e il manico

Qui, premendo le corde si eseguono accordi o note singole: ad ogni tasto corrisponde una nota diversa. Sul manico è incollata la tastiera ed è fissato alla cassa armonica.

 

La paletta e le meccaniche

La paletta si trova alla fine del manico e sostiene le meccaniche. Queste ultime servono per accordare lo strumento.

 

L’accordatura

Una chitarra, per essere suonata, deve essere accordata. Esistono diversi tipi di accordature ma siete dei principianti dunque non preoccupatevi di in quanti modi potete accordare il vostro strumento: concentratevi sull’accordatura standard. Questa, partendo dalla nota più bassa andando verso quella più alta, è la seguente: Mi, La, Re, Sol, Si, Mi cantino. Siccome è molto probabile che vi imbattiate nella nomenclatura anglosassone, vi traduciamo l’accordatura standard E, A, D, G, B, E.

 

Devo imparare a suonare prima le note o gli accordi?

Come prima cosa distinguiamo le une dagli altri. Le note, o meglio, diciamo la nota, è il suono che si ottiene facendo vibrare una singola corda. L’accordo, invece, si compone di più note. Ciò detto è chiaro che tanto suonare la nota quanto l’accordo sono due questioni importanti ma il primo passo che deve compiere l’aspirante chitarrista è suonare gli accordi. Vediamo come fare. 

Le corde vanno premute con la punta delle dita anche per non toccare involontariamente altre corde e stopparne il suono. Il pollice va tenuto dietro il manico,  attenti a non usare la falange per dare forza, in pratica il pollice deve poggiare dritto dietro il manico. Gli accordi sono molti ma i più semplici sono quelli in prima posizione, ovvero, quel gruppo di accordi che si eseguono sui primi tasti, quindi MI minore e maggiore, La minore  e maggiore, Re minore e maggiore, Do maggiore, Sol maggiore, e aggiungiamo anche il Fa maggiore ma qui attenzione perché farete il vostro primo incontro con il barrè e all’inizio vi sembrerà più difficile da eseguire rispetto agli altri.

 

Meglio il plettro o le dita?

È opportuno sviluppare la tecnica per entrambi i metodi, per esempio riteniamo che ci siano una serie di arpeggi che è preferibile eseguire con le dita. Ad ogni modo il plettro è fedele amico del chitarrista perché consente di avere un maggior controllo sulle corde, avere un suono brillante e chiaro ed essere più veloci. Per tenere il plettro, appoggiatelo sul lato esterno dell’indice e tenetelo fermo con l’ausilio del pollice ma prestate attenzione che la punta sia visibile essendo questa la parte che va a contatto con le corde.

 

 

Ci vuole ritmo

Dopo aver acquisito la dimestichezza necessaria nel passare da un accordo all’altro e familiarizzato con il plettro, è necessario lavorare un po’ sul ritmo. Per fare ciò bisogna avere il senso del battito e della battuta. Il battito è la velocità del brano mentre la battuta è la misura che indica il numero di battiti; la più classica è il 4/4 dove al primo battito avviene (almeno nella maggior parte dei casi) il cambio di accordo mentre sul secondo e quarto c’è l’accento. Usate un metronomo per esercitarvi ad andare a tempo.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Si può collegare la chitarra acustica all’amplificatore? Come fare e quali sono le possibili soluzioni? Ne parliamo nel nostro articolo.

 

Ci sono situazione nelle quali e richiesto un maggior volume quando si suona la chitarra, soprattutto se in presenza di un pubblico accorso per assistere a uno spettacolo. Ci sono diversi modi di amplificare la chitarra, anche quelle che non presentano componenti elettronici come nel caso di quella classica oppure l’acustica, anzi, spesso in studio si predilige l’impiego di uno strumento del genere per catturarne tutta la naturalezza del suono durante le registrazioni. 

Tuttavia se vogliamo badare alla praticità, la soluzione più immediata è di affidarsi a una chitarra acustica elettrificata. 

Poco fa abbiamo parlato di naturalezza del suono ma ciò non deve dare adito a fraintendimenti: una chitarra acustica elettrificata non suona peggio; se si decide di microfonare una chitarra classica o una acustica in studio è una scelta dettata dall’esigenza del brano, dalle idee del produttore in cerca di un preciso sound o dell’artista. Alla fine è la qualità dello strumento che conta. Tra le chitarre acustiche più vendute ci sono quelle elettrificate proprio perché pratiche: basta collegarle a un amplificatore e via. Ma come funzionano? Vediamolo.

 

Il pick-up piezo-elettrico

Una chitarra acustica elettrificata è dotata di componenti elettriche. In particolare troviamo un pick-up piezoelettrico. Cosa fa questo componente? Il piezo, che è dotato di un circuito attivo e quindi richiede di essere alimentato con una batteria da 9 v, capta le vibrazioni del top della chitarra. Il segnale prelevato è convogliato all’amplificatore mediante il cavo. Un pick-up del genere presenta il vantaggio di essere molto resistente ai feeback. Molti modelli di chitarra acustica elettrificata presentano anche un equalizzatore e un regolatore del tono, oltre a quello del volume. È possibile che abbiano incorporato anche un accordatore.

 

 

Una doppia scelta

Avete due possibilità: scegliere di comprare una chitarra acustica elettrificata oppure di elettrificarla in seguito. Infatti, la chitarra semplice, chiamiamola così per distinguerla da quella elettrificata di fabbrica, può essere dotata delle componenti elettriche necessarie. Dunque, se avete già una chitarra, magari anche di buona qualità ma state pensando di sostituirla o a limite abbinarla  a una seconda (ma sì, le chitarre non sono mai abbastanza) per sfruttare l’amplificatore fermatevi un attimo a leggere questo paragrafo perché c’è una soluzione economica alle vostre esigenze. 

Sulla chitarra potete montare un pick-up magnetico, simili a quelli che si trovano sulle chitarre elettriche. Un pick-up del genere va agganciato all’altezza della buca, per fissarli basta stringere le morse. Ne trovate sia di passivi sia di attivi (in questo caso serve una batteria per alimentare il pick-up). Il suo suono, rispetto al piezo, è più “elettrico”. 

Un’altra possibilità è offerta dai pick-up a contatto. In questo caso si ottiene un suono più fedele a quello dello strumento non amplificato. Se invece volete che la naturalezza del tipico suono della vostra chitarra sia inalterato al massimo, allora montate un microfono a clip che è in grado di catturare e amplificare tutte le sfumature del vostro strumento. 

Soprattutto in sede live questa soluzione è da preferire rispetto al microfono a condensatore da piazzare davanti allo strumento, non solo perché eliminate l’ingombro dell’asta ma anche perché si possono verificare dei fastidiosi feedback.

 

 

L’installazione

Abbiamo visto come, oltre a comprare una chitarra acustica elettrificata, è possibile trasformare in tale una chitarra che originariamente era priva di pick-up. Ora la domanda che probabilmente vi starete ponendo è: sono in grado di installare questi componenti? Sì e no. Cosa vogliamo dire? Vogliamo dire che molte delle soluzioni proposte non richiedono di intervenire sulla chitarra con delle modifiche ma va detto che se l’intenzione è quella di installare in modo permanente le componenti elettriche, allora qualche buchetto nello strumento andrebbe fatto, fosse anche solo per evitare di fissare l’ingresso del jack attaccandolo sulla chitarra con nastro adesivo che è una soluzione poco elegante. 

Se non avete le conoscenze necessarie, ma soprattutto l’abilità di maneggiare attrezzi come un trapano ecc., rivolgetevi a un liutaio, anche se questo farà aumentare un po’ la spesa. Altrimenti resta valida l’idea di montare il pick-up in modo non permanente, dal punto di vista del suono non cambia nulla.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Orientarsi nel vasto mondo delle chitarre non è cosa semplice: abbiamo deciso di presentarvi dieci modelli che, vuoi per importanza storica, vuoi per bellezza del suono, meritano di essere portate alla vostra attenzione 

 

Il mondo delle chitarre è immenso ma quando si parla di “sei corde” famose, tutta l’attenzione viene rivolta agli strumenti elettrici. Eppure anche le chitarre acustiche hanno contribuito a fare la storia di questo strumento e ci sono modelli molto ambiti che spesso possono imbracciare o hanno imbracciato solo musicisti famosi visto il costo parecchio alto. Con il nostro articolo vogliamo fare giustizia e dare alla migliore chitarra acustica il risalto che merita. Chissà che leggendo quanto segue, non corriate a comprarne una.

 

Martin D-45

C.F. Martin & Company è probabilmente il più famoso produttore in fatto di chitarre acustiche. Tanti chitarristi famosi che fanno uso di strumenti acustici ne posseggono una. Tra i modelli più ambiti c’è la D-45, una chitarra entrate in produzione tra il 1933 e il 1943 per poi essere ripresa nel 1968 con la seconda serie. Come potete immaginare le più desiderate sono quelle della prima serie, dette “pre-war”. Il valore di una chitarra del genere, a seconda delle condizioni e tenendo conto di altri fattori, oscilla tra i 250.000 e i 400.000 dollari. Questa chitarra è molto rara e secondo alcune fonti dovrebbero essercene in giro non più di 91 esemplari.

 

 

Martin D-28

Restiamo in casa Martin per un’altra chitarra acustica che è entrata nella leggenda, anche grazie al fatto di essere stata tra le mani di uno dei musicisti più famosi al mondo: Elvis Presley. Questo modello, con design dreadnought, fu creato nel 1931 ma si affacciò per la prima volta sul mercato nel 1935. 

Nel corso degli anni la chitarra è stata riproposta con alcune modifiche e c’è anche una versione a 12 corde. Abbiamo detto di come la D-28 abbia raggiunto la sua fama anche grazie a Elvis Presley ma anche altri musicisti famosi ne hanno posseduta una, per esempio Johnny Cash, Eric Clapton, Jimmy Page, John Lennon e Paul McCartney, ma la lista sarebbe molto più lunga.

 

Martin D-15M Burst

Quando si parla di chitarre acustiche è quasi inevitabile che i gioielli Martin monopolizzino la scena. Non potevamo escludere la D-15M Burst. Protagonista è il mogano massello capace di caratterizzare il suono per chiarezza e definizione. Il carattere vintage di questa dreadnought le permette di adattarsi a diversi generi e stili.

 

Gibson J-200

La produzione della J-200 fu avviata da Gibson nel 1937. Inizialmente la chitarra si chiamava Super Jumbo per poi cambiare in Super Jumbo 200, infine nel 1955 fu chiamata J-200. È una delle chitarre acustiche più stimate a livello mondiale, anche questa è stata posseduta da Elvis Presley. A fargli compagnia ci sono artisti quali Bob Dylan, Pete Townshend. A livello collezionistico gli esemplari più ricercati sono sicuramente quelli in palissandro. Dal 1947, infatti, Gibson cambiò legno, decidendo per l’acero.

 

Gibson Hummingbird

Subito dietro la J-200 c’è la Hummingbird, chitarra  dreadnought lanciata nel 1960. Si caratterizza per l’ampia gamma di suoni che sanno essere sia dolci che forti. I primi modelli erano realizzati in abete  e mogano. Anche questo modello ha scritto pagine importanti della storia di Gibson, conquistando tanti estimatori tra professionisti e non.

 

Taylor K14ce Buil­ders Edi­tion

Taylor è considerato tra i migliori produttori al mondo di chitarre acustiche e semiacustiche ma naturalmente nel suo catalogo troviamo anche quelle elettriche. L’azienda nacque nel 1974 dalle ceneri della American Dream e dopo aver un paio di crisi, in particolare quella degli anni ‘80, il marchio si è ripreso alla grande. Nel catalogo troviamo la Taylor K14ce Buil­ders Edi­tion, chitarra realizzata con grande sapienza liutaia e sfruttando ottimi legni. Vi innamorerete dei suoi bassi generosi e del suo suono in generale. Costa tanto, anzi, tantissimo ma se potete permettervela, non perdete tempo.

 

Taylor 612 CE

Meno costosa della K14 ma tutt’altro che economica è la 612 CE. In questo modello le frequenze medie hanno il meritevole risalto, il suono è caldo e ricco ed è espresso a un volume eccezionale. È una cutaway che vi permette di raggiungere le note più alte sulla tastiera. Quanto ai legni, il top è in abete sitka, il manico, il fondo e le fasce in acero mentre la tastiera è in ebano. Che altro dire se non è che è una chitarra bellissima.

 

Guild Jumbo

Altro produttore ritenuto leggendario per le sue chitarre acustiche è Guild. Va precisato che il marchio è di proprietà Fender dal 1995. Questa chitarra è stata resa celebre da John Denver che l’ha usata per tutte o quasi le registrazioni dei suoi brani, oltre ad essere comparsa su diversi suoi album come Rhymes and Reason del 1969, oppure Prayers & Promises del 1971. Tra gli altri stimatori delle chitarre Guild troviamo l’immancabile Eric Clapton, Brian May, Stevie Ray Vaughan, David Gilmour e Slash.

 

Yamaha A5 A.R.E.

Questa chitarra si mette in luce per la potenza del suo suono. Il top è fatto con abete sitka ma attenzione perché è stato oggetto di un trattamento detto A.R.E. che serve per conferire alla chitarra un timbro tipico di uno strumento che ha suonato per diversi anni. Questo modello, oltretutto, ha un buon rapporto qualità prezzo e pur essendo recente ha immediatamente conquistato una discreta fama pertanto meritevole di essere proposto ai guild lettori.

 

 

 

Takamine EF450 C

Chitarra elettroacustica cutaway con top in abete. Lo strumento è realizzato dagli abili liutai giapponesi che hanno fatto la fortuna del marchio Takamine. Lo strumento si mette in luce non solo per il suono ma anche per le rifiniture. Certo, lo stile floreale può non piacere a tutti ma gusti personali a parte, è una chitarra degna di chiudere la nostra top ten.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Si può subito suonare veloce? Si può imparare a suonare solo con video tutorial su Youtube? Per passare all’elettrica occorre saper suonare la classica? Diamo le risposte a qualche domanda che tutti i neofiti si pongono. 

 

Sebbene ultimamente non stia proprio godendo di un periodo di grande fortuna, la chitarra rimane lo strumento più attraente per tutti i giovani che si avvicinano al mondo della musica. D’altronde sulla chitarra si può suonare davvero di tutto: arpeggi melodici dei grandi maestri classici, melanconiche sonorità blues, intricate scale jazz, giri di accordi dei brani pop e devastanti cavalcate ritmiche o assoli vorticosi degli ‘shredder’ dell’hard rock e del metal. 

Uno dei suoi più grandi vantaggi rimane però la portabilità: qualsiasi chitarrista può comprare uno strumento acustico o classico e portarlo in piazza, in spiaggia o al parco per suonare da solo o con gli amici. Il fascino della chitarra è irresistibile, anche se la musica moderna la bistratta in favore della trap o dell’elettronica. Se siete anche voi attratti dal suo richiamo e volete imparare a suonare, allora probabilmente vi sarete fatti qualche domanda che proveremo a rispondere in questa breve guida. 

 

Con uno strumento costoso si impara prima?

Siete alla scelta del vostro strumento e magari state guardando delle chitarre classiche vendute online. Tra queste avete trovato un modello che vi ha catturato per il suo design, ma costa davvero tantissimo. Vi sarete detti: più costa e più sarà facile da suonare! E invece non è così. Sfatiamo questo primo mito: nessuno strumento vi farà diventare subito Jimi Hendrix, Segovia o Yngwie Malmsteen. La chitarra va studiata con dedizione e costanza, solo in questo modo potrete diventare più abili. 

Ricordate che non è la chitarra che fa il musicista. I migliori chitarristi sono capaci di suonare anche un pezzo di legno con delle corde ricavate da delle canne da pesca. Per cominciare comprate un prodotto economico e poi nel tempo potrete cercare qualcosa di più costoso in modo da esprimere al meglio le capacità acquisite nello studio. 

 

 

Per passare all’elettrica bisogna prima studiare la classica?

No. Si tratta di una concezione un po’ antica quella che la chitarra classica sia il punto di partenza necessario per poter suonare le altre tipologie… un po’ come il pianoforte. Certo, una buona formazione classica apre tantissime porte sia a livello teorico sia tecnico, ma se avete già in mente il blues, l’hard rock, il metal o il pop allora potete evitare gli estenuanti studi dei brani classici. Se amate i suoni distorti e siete già convinti, allora comprate subito una chitarra elettrica con un amplificatore. Si possono trovare online molti kit poco costosi per cominciare immediatamente a suonare. Ovviamente anche la chitarra elettrica richiede uno studio dedicato ai vari generi e presenta diverse difficoltà che non si trovano nello studio della classica.

 

È possibile imparare a suonare da autodidatta con Youtube?

Assolutamente sì. Internet è un’ottima fonte di apprendimento per tutti i principianti che vogliono muovere i primi passi nell’appassionante mondo della chitarra. Potete trovare playthrough di brani con lezioni annesse, video tutorial su accordi o scale e addirittura lezioni sui generi e sottogeneri più disparati. Il consiglio che possiamo darvi è quello di non prendere come oro colato qualsiasi cosa venga detta dagli chitarristi ‘youtuber’ perché ognuno ha il suo metodo di insegnamento e il suo stile. Tenete anche conto che la maggior parte di questi chitarristi non sono proprio veri ‘maestri’, quindi non affidatevi solo a uno e prendete spunto da vari video tutorial realizzati da persone diverse. 

 

La chitarra classica è più difficile dell’elettrica

Diciamo che si tratta di due strumenti abbastanza diversi, specialmente se si intendono nei diversi stili e generi. La chitarra classica (i migliori modelli) è molto impegnativa a livello teorico e tecnico, perché richiede allo studente di imparare tantissimi accordi ed eseguire faticosi passaggi in barrè tutt’altro che facili. Inoltre per suonare lo stile classico è necessario farsi crescere le unghie della mano destra (o della sinistra per i mancini) in modo da usarle per il ‘finger style’. La stessa cosa vale per il flamenco o la bossa nova, stili dove spesso si eseguono anche intricati assoli.

La chitarra elettrica d’altra parte è un po’ più accessibile, in quanto con un po’ di studio si possono già suonare diversi brani. La distorsione inoltre spesso copre parecchi ‘errori’ tecnici che in pulito si sentirebbero. Il risvolto della medaglia è che per suonare bene la chitarra elettrica dovrete fare davvero tantissimi esercizi tecnici per pulire il suono a diverse velocità, curare l’intonazione dei bending, dei vibrati e soprattutto lavorare tantissimo sulla plettrata alternata. 

 

È possibile imparare subito degli assoli veloci?

Per quanto sarebbe bello e divertente, purtroppo no. Questo è un errore molto comune nei giovani appassionati di hard rock o metal che vogliono immediatamente emulare i loro idoli eseguendo assoli vorticosi di brani famosi. Per quanto la distorsione possa aiutare a dare l’illusione di poter subito eseguire due o tre note in sedicesimi o trentaduesimi, se non si studiano bene i fondamentali della plettrata alternata, le scale e gli accordi finisce che ci si porta dietro una valigia di errori. E questa valigia di errori prima o poi presenta il conto durante un’esibizione live o un provino per una band.

Non sottovalutate la chitarra elettrica e studiatela con rigore, se vi sentite un po’ persi non esitate a trovare un maestro che potrà darvi le basi per iniziare. 

 

 

I chitarristi ‘da spiaggia’ sono scarsi. 

Sfatiamo questo ultimo mito spesso messo in giro dagli amanti della musica un po’ snob. Il chitarrista ‘da spiaggia’ che suona Acqua Azzurra Acqua Chiara magari ha una band fusion e una conoscenza armonica, tecnica e teorica spaventosa. Se avete iniziato a studiare la chitarra e vi capita di sentire dei chitarristi suonare i brani famosi in piazza, al parco o in spiaggia non sparate subito a zero e fermatevi ad ascoltare la tecnica della plettrata e la precisione del cambio degli accordi. Se volete qualche esempio famoso pensate a Prince o al nostrano Alex Britti, due chitarristi incredibili che suonano pezzi pop. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Per iniziare a suonare non conviene spendere troppo per modelli professionali, sul mercato si possono trovare molte offerte convenienti con una buon rapporto qualità-prezzo.

 

Le migliori chitarre classiche costano davvero molto. È un dato di fatto, si tratta infatti di modelli prodotti dai liutai più abili che spesso vengono ordinate dai musicisti professionisti. Se volete iniziare a suonare questo affascinante strumento non è il caso di spendere il proverbiale occhio della testa per un modello professionale, quanto più conviene cercarne di più economici online. Non ne siete del tutto convinti? Allora cerchiamo di sfatare qualche mito sulla chitarra classica per principianti, cosa che può valere per qualsiasi strumento musicale. 

Prima di tutto se siete alle prime armi sarà praticamente impossibile che riusciate a sfruttare uno strumento professionale, anche se siete dei geni innati della chitarra. Tutti i chitarristi, persino quelli più abili e famosi sono partiti con strumenti umili e poco costosi, per poi passare in seguito a prodotti più consoni alle loro abilità. 

In secondo luogo dovete considerare il fattore ‘passione’. Magari la chitarra vi piace tantissimo e desiderate imparare a suonare più di qualsiasi altra cosa, ma questo non vuol dire che ci riuscirete. Non per scoraggiarvi, ma imparare a suonare uno strumento richiede costanza, dedizione e passione per la musica, se manca anche uno solo di questi tre elementi è molto facile abbandonare gli studi dopo i primi mesi. Non è una questione di abilità, quanto più di volontà. Dovrete affrontare dolori alla mano, calli alle falangi e noiosi esercizi prima di poter cominciare a suonare qualche pezzo. 

Molti studenti dotati e con grande potenziale, lasciano gli studi perché presi da altre cose, per il poco tempo a disposizione da dedicare agli esercizi o semplicemente per mancanza di voglia.Quindi se comprate una chitarra classica costosa e poi mollate, vi troverete con meno soldi nel portafogli e con la seccatura di dover rivendere lo strumento. 

In terzo luogo considerate l’utilizzo che volete fare della chitarra classica. Se avete intenzione di imparare giusto qualche giro di accordi per suonare dei pezzi e per divertirvi, allora è davvero superfluo comprare un prodotto costoso. Nel caso invece vogliate provare a entrare in conservatorio o magari andare da un maestro di chitarra classica, allora potete optare strumenti di qualità più alta, ma senza comunque mettere una mano pesante sul portafoglio.

Vediamo adesso quali sono le 10 migliori chitarre classiche economiche.

 

Navarra NV 12 4/4

Navarra produce chitarre classiche per principianti di buon livello con un suono discreto ideale per poter cominciare a suonare sia con il plettro, sia con le dita. I materiali del prodotto sono di fattura decente con bottoni in nickel-silver e meccaniche nichelate abbastanza stabili, alle quali però ogni tanto si dovrà dare una ‘tiratina’ per tenere lo strumento accordato. 

 

 

MSA Chitarra 4/4 

Quando cercate una chitarra classica per iniziare a suonare vi conviene optare per un buon set che comprenda lo strumento, un accordatore elettronico, dei plettri e una custodia proprio come questo proposto da MSA che inoltre include una muta di corde nuove. Consigliamo di effettuare immediatamente il cambio delle corde, perché quelle di fabbrica non sono proprio il massimo. 

 

Navarra NV12PK 4/4 

Il set di Navarra è comprensivo di accordatore elettronico, custodia, plettri e un manuale di musica con tracce su CD ideale per poter muovere i primi passi (o le prime dita) sullo strumento. Non aspettatevi materiali di altissima qualità, sebbene come suono la chitarra si difenda abbastanza bene. Come tutte le chitarre ‘entry level’ anche questa avrà bisogno di un’accordatina di tanto in tanto, specialmente se suonate accordi in ‘strumming’ con il plettro. 

 

Rocket XF201 AN XF 

Dai colori luminosi e disponibile in diverse taglie, la Rocket è un buon punto di partenza per i chitarristi di tutte le età. È ideale per fare un bel regalo ad un bambino nelle taglie 1/2 e 3/4 ma anche per un ragazzo o adulto nella taglia 4/4. È dotata di custodia, plettri e anche un capotasto molto utile per suonare gli accordi in posizioni del manico diverse senza distruggersi la mano con il barrè.

 

Hua Wind Chitarra classica 39 pollici 

I materiali lasciano un po’ a desiderare, ma se cercate uno strumento per ragazzi e adulti molto economico allora questa Hua Wind può fare davvero al caso vostro. Viene venduta con una comoda custodia, inoltre la cassa ha un design particolare un po’ più ‘snello’ rispetto al solito che permette di tenerla sulla gamba con più comodità. 

 

Yukawa – Set Chitarra Classica

Venduta con un buon manuale di chitarra in italiano, dei colorati plettri e la custodia, questa è probabilmente una delle offerte più convenienti sul mercato. La Yukawa è una chitarra per principianti senza troppe pretese, ideale per imparare i primi accordi e i primi brani. Il suono è di buona qualità, mentre i materiali sono discreti. Come tutte le chitarre per principianti, tende a scordarsi facilmente, quindi procuratevi anche un buon accordatore elettronico.

 

Music Alley MA-34-N 

Ottima per bambini dai 5 agli 8 anni, questa economica chitarra classica 1/2 è perfetta per tutti i piccoli aspiranti chitarristi. Maneggevole, leggera e soprattutto compatta, si presta molto bene per i primi anni di studio. Tenete conto che comunque se i piccoli si appassionano, dopo un po’ dovrete cambiarla, ma visto il prezzo non la rimpiangerete troppo. 

 

Bontempi – Chitarra 21 5520

Non è proprio una vera e propria chitarra classica quanto più un giocattolo. È una buona idea acquistarla per capire se i bambini si possono appassionare alla musica per poi passare ad una chitarra vera e propria. Suona, ma si scorda spesso e le chiavette non sono affatto resistenti. A questo prezzo però, potrebbe valere la pena tentare.

 

Chitarra Classica YKW

Disponibile in tantissimi colori ed in misure adatte per tutte le età, questa chitarra classica si presenta con dei buoni materiali in betulla e tiglio. La cassa più sottile consente di suonare da seduti più comodamente e si possono montare corde in nylon e in acciaio. Unica pecca: la dotazione di accessori praticamente inesistente. 

 

 

Yamaha C40II

Inseriamo nella nostra classifica anche un modello Yamaha più costoso rispetto agli altri e ideale per chi vuole iniziare a suonare la chitarra classica (controllare qui la lista delle migliori offerte) con un maestro. È ideale per lo studio di generi in finger-style come il flamenco e la bossa nova, per i quali il suono melodioso delle corde alte e profondo dei bassi si rivela particolarmente ideale. I materiali sono di ottima qualità con tastiera in palissandro e cassa in abete, resistenti e durevoli nel tempo.

Forse Yamaha poteva aggiungere almeno una custodia nel prezzo, che vi consigliamo di comprare per per il trasporto e la protezione dello strumento.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Sfatiamo i miti e chiariamo i dubbi sulla chitarra classica con pratici consigli sui modelli più adatti per i principianti. 

 

La chitarra classica è uno strumento affascinante con il quale è possibile suonare con diversi stili ed eseguire pezzi dei generi musicali più disparati. Sebbene molti pensano che per imparare a suonare la chitarra acustica e l’elettrica occorre passare dalla classica, in realtà le cose non stanno proprio così. Diciamo che la classica può essere un buon punto di partenza in quanto il suo manico molto largo permette al musicista principiante di sviluppare l’elasticità delle mani, inoltre le corde in nylon morbide sono ideali per far formare i calli in modo naturale. 

Eh si, non pensate di potervela cavare senza un minimo di dolore! La chitarra nei primi mesi di studio può essere molto faticosa, ma non per questo dovete desistere. Con un po’ di pazienza ed esercizio costante riuscirete a chiudere i primi giri di accordi ed iniziare subito ad avere delle soddisfazioni. 

Le cose cambiano se avete intenzione di studiare lo stile classico che richiede un approccio totalmente differente e possibilmente anche un buon maestro che vi sappia guidare nella tecnica e la teoria. Se avete dei dubbi su come scegliere una chitarra classica per iniziare, eccovi una breve classifica dei modelli per principianti più venduti, alla quale aggiungiamo anche qualche utile consiglio. 

 

Music Alley MA-34-N

Una chitarra classica economica di taglia 1/2 ideale per i bambini dai 5 agli 8 anni di età proprio per le sue misure compatte che permettono ai piccoli musicisti di eseguire accordi e scale senza fare troppa fatica. È un ottimo prodotto per iniziare proprio perché economico, quindi se il piccolo non si appassiona allo strumento non si rimpiangerà la spesa. 

 

 

Navarra NV12PK 4/4 

Un set completo di chitarra classica ed accessori ideale per tutti i ragazzi e gli adulti che vogliono iniziare a studiare lo strumento. Include una chitarra classica di fattura discreta e dal design accattivante, buona per cominciare a muovere i primi passi nell’intricato, ma affascinante mondo degli accordi e delle scale. Nel prezzo sono incluse una custodia per il trasporto dello strumento, plettri, accordatore elettronico, due plettri ed un manuale con spartiti. 

 

Yamaha C40II

Yamaha è una marca leader mondiale nel mondo della musica che riesce a produrre degli strumenti musicali ‘entry level’ di ottima qualità. Questa chitarra classica esprime un suono eccellente rispetto ad altri modelli nella stessa fascia di prezzo, inoltre è realizzata con materiali leggeri, ma allo stesso tempo molto resistenti. È particolarmente consigliata per lo studio della bossa nova e del flamenco, ma va benissimo anche per iniziare studiare i brani di musica classica. 

 

Navarra NV12 4/4

Disponibile dai 1/4 ai 4/4 e quindi adatta a tutte le età, la chitarra classica Navarra è perfetta per iniziare la pratica dello strumento, senza spendere troppo. La qualità strutturale è abbastanza buona, sebbene come molte chitarre per principianti tende a scordarsi facilmente. Il trucco per aggirare il problema è cambiare immediatamente le corde di fabbrica. Il suo punto di forza sta nel design, molto piacevole a livello estetico. 

 

Alhambra Z Nature

I chitarristi intermedi o esperti che vogliono avvicinarsi allo studio del flamenco o di altri generi tipici della Spagna andalusa gradiranno questa stupenda chitarra firmata Alhambra realizzata in cedro luminoso e con tastiera in palissandro. Non la consigliamo proprio a chi non ha mai messo le mani su una chitarra, quanto più ai musicisti che amano spaziare in più generi e cercano uno strumento adatto per studiare determinate sonorità. 

 

Le corde 

La prima cosa da sapere quando si compra una nuova chitarra classica è che le corde di fabbrica solitamente sono di qualità davvero bassa. Per questo conviene procurarsi almeno un set di corde nuovo per eseguire immediatamente il cambio. I chitarristi navigati spesso portano i nuovi modelli da un liutaio per il settaggio iniziale, questo perché le impostazioni di fabbrica non sono proprio ottimali. 

I servizi di liuteria però sono abbastanza cari, quindi chi è alle prime armi si può limitare a cambiare almeno le corde per avere un suono decente ed iniziare subito a praticare. Oltre alle corde comprate anche un accordatore elettronico per essere sicuri che la chitarra sia sempre nella tonalità standard giusta E-A-D-G-B-E. 

 

Con le dita o con il plettro

La chitarra classica ha il manico più largo delle altre chitarre proprio perché lo stile ‘classico’ prevede l’utilizzo di una tecnica chiamata ‘finger picking’. Avrete sicuramente visto chitarristi classici, di flamenco o jazz eseguire arpeggi, accordi e scale con grande precisione usando le unghie della mano destra (o sinistra nel caso dei mancini) come se fossero dei plettri. L’idea di farsi la ‘manicure’ non piace a molti, ma per suonare alcuni generi musicali con la chitarra classica è assolutamente necessaria. 

Uno dei pochi generi spesso suonati in ‘finger style’ che non richiede gli ‘artigli’ è il Blues del Delta che a differenza di quello elettrico ha un ritmo molto più rilassato e non prevede funambolici assoli sulla pentatonica. 

Ma è possibile suonare la chitarra classica con il plettro? Certamente, nessuno lo vieta! Il suono prodotto però sarà un po’ ‘ovattato’ quindi dopo aver preso un po’ di dimestichezza con lo strumento, conviene passare alle chitarre acustiche che con il plettro suonano molto meglio. 

 

Amplificatore? 

Solitamente le chitarre classiche non sono amplificate, infatti spesso nei concerti si usano dei microfoni particolari per distribuire il suono. Tenete sempre conto che questo tipo di chitarra è la più ‘delicata’ a livello di sonorità tra le varie tipologie. Se siete appassionati di rock, hard rock o metal allora potete subito considerare l’acquisto di una chitarra elettrica con amplificatore, così non potrete immediatamente studiare la tecnica e la teoria per suonare i vostri generi musicali preferiti.

 

 

Taglia

Sul mercato potete trovare chitarre classiche di varie misure. Quella standard è la 4/4 e va bene dagli 11 anni di età in su, mentre per i bambini dai 5 agli 8 anni è meglio optare per modelli 3/4. Chitarre classiche 1/4 invece sono quelle più indicate per i bambini dai 3 ai 5 anni di età. La differenza tra le misure sta nelle dimensioni della cassa e nella lunghezza della tastiera che possono rendere lo strumento più maneggevole per un bambino. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.02.20

 

Classiche, acustiche, elettriche, sette o addirittura otto corde. La chitarra si presenta nelle forme più disparate, adatte per suonare diversi stili musicali.

 

Il mondo della chitarra è davvero vario, non solo per i vari stili che si possono studiare e imparare, ma proprio per lo stesso strumento che viene prodotto in tantissime forme, dimensioni e tipologie. Se volete iniziare a suonare la chitarra, vi conviene sapere quali sono le distinzioni principali tra i vari tipi e soprattutto quali sono i generi che potrete suonare. Può tornare molto utile inoltre avere qualche artista di riferimento che potrete andare ad ascoltare per capire alcune differenze sostanziali. 

Prima di acquistare uno strumento tenete sempre conto del rapporto qualità-prezzo e soprattutto non fatevi abbindolare dalla falsa credenza che le chitarre più costose siano quelle migliori e più facili da suonare. In realtà è proprio l’esatto contrario, infatti a meno che non sia un talento innato, un principiante non riuscirà a sfruttare al massimo il potenziale di una chitarra di alta qualità. L’ideale per i neofiti è puntare su modelli economici per poi passare in seguito a qualcosa di più costoso una volta che si sono imparati bene i fondamentali. 

 

Chitarra classica

Paco De Lucia, Andres Segovia e tanti altri grandi interpreti della chitarra classica l’hanno resa assolutamente affascinante anche per i più giovani. Infatti tantissimi ragazzi si avvicinano a questo strumento che viene spesso considerato ‘noioso’, quando invece permette di esprimersi al massimo. La chitarra classica infatti è forse l’unica chitarra con la quale si può suonare da soli creando l’accompagnamento e la parte solista. 

Per raggiungere una tecnica elevata però bisogna sudare, studiando teoria ed esercitandosi senza sosta. La chitarra classica si presenta con un manico molto ampio adatto a far passare le dita tra le corde per suonare in finger style. La cassa armonica di grandi dimensioni e le corde in nylon creano un suono profondo e allo stesso tempo melodioso. 

Questa chitarra non è solo utilizzata per suonare musica classica, infatti regna sovrana anche nella musica spagnola andalusa e in alcuni casi nel delta del Mississippi dove si suona il blues della vecchia scuola. Nulla vieta di suonare la chitarra classica anche per delle allegre strimpellate sulla spiaggia, al parco o in piazza con gli amici, ma per i giri di accordi pop o rock è molto più indicata una bella chitarra acustica. Le chitarre classiche più vendute sono abbastanza economiche, quindi sono un buon punto di inizio per chi vuole imparare qualche accordo senza spendere troppo.

 

 

Chitarra acustica

Cugina della classica e protagonista di tutta la musica folk, rock e pop, la chitarra acustica differisce dalla classica nel manico più stretto e nelle corde in acciaio che producono un suono meno profondo, ma più deciso. Solitamente si suona con il plettro ed è perfetta anche per eseguire assoli virtuosi sulle scale, anche sulla pentatonica. Basta vedere dei video di Al di Meola per capire a quali velocità si può arrivare con questo strumento. 

Molte chitarra acustiche sono anche amplificate, cosa che permette di usarle anche in contesti live in solista o con una band. Sul mercato ci sono anche delle acustiche a 12 corde che sono solitamente utilizzate nei live o nei cori in ambienti con un’acustica molto profonda (ad esempio una chiesa). Le corde in più non sono altro che ‘doppioni’ delle 6 corde, ovvero sono accordate allo stesso modo e sono poste sotto ognuna di quelle originali ed essendo un po’ più sottili si possono premere contemporaneamente. 

 

Chitarra semiacustica 

Affascinante e dal suono caldo, la chitarra semiacustica è la preferita dei jazzisti. Si tratta del punto di incontro tra l’elettrica e l’acustica, infatti si può collegare ad un amplificatore per regolare le frequenze e dispone di pick up attivi o passivi a seconda del modello, ma non della cassa armonica. Solitamente la semiacustica è un tipo di chitarra per musicisti avanzati che studiano generi difficili come il jazz, gypsy jazz e la fusion. Tra i suoi interpreti più importanti ricordiamo Pat Metheny e George Benson. 

 

Chitarra elettrica

La più accattivante e la più cattiva della famiglia, la chitarra elettrica è il simbolo di intere generazioni, sebbene ultimamente stia vivendo un triste declino a causa della perdita di interesse dei giovani, sempre più attratti dalla musica elettronica. Questo strumento però continua a sopravvivere grazie all’hard rock e all’heavy metal, generi in crisi ma che nell’underground si battono con le unghie e con i denti per non morire del tutto. 

 

 

La chitarra elettrica ha il manico stretto come un’acustica, i pick up attivi o passivi e va collegata ad un amplificatore. Solitamente quando se ne compra una è perché si vuole la distorsione del suono per fare un po’ di sano rumore. Gli interpreti di questo strumento sono praticamente infiniti tra i grandi del blues e del rock come Jimi Hendrix, Eric Clapton, Stevie Ray Vaughan, Johnny Winter fino ai più recenti virtuosi del metal Marty Friedman, Jeff Loomis, Greg Howe, Van Halen, Joe Satriani, Steve Vai e Yngwie Malmsteen. 

Questo tipo di chitarra è anche il più versatile, dato che si possono usare degli effetti per creare i suoni più particolari e usarla anche per suonare in pulito. Per i veri metallari esistono le chitarre a sette corde, mentre recentemente alcuni gruppi sperimentali hanno inventato dei modelli a otto corde che producono un suono così profondo da non sembrare neanche più quello di una chitarra.