Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

Siamo rimasti favorevolmente colpiti dalla qualità dei materiali, che è molto buona in particolar modo se la rapportiamo al prezzo.

 

Principale svantaggio

Il suono del violino risulta un po’ chiuso, anche se va detto che cambiando le corde in dotazione si nota un piccolo miglioramento.

 

Verdetto 9.7/10

È uno strumento che riteniamo perfetto per i giovanissimi allievi. Non costa molto ed ha il benestare di tanti maestri. Oltretutto è ben accessoriato con custodia, archetto e colofonia. Insomma c’è tutto il necessario per cominciar, voi dovete metterci solo l’impegno.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Per studenti

Come suggerisce il nome stesso, il violino (ecco la lista dei nostri migliori modelli) è pensato per gli studenti. È uno strumento didattico. Nel leggere le recensioni degli utenti abbiamo riscontrato che molti professori hanno dato la loro approvazione agli allievi che lo hanno comprato per esercitarsi. 

Studiare su uno strumento performante è condizione indispensabile per un buon apprendimento. Il suono è un po’ chiuso, almeno stando a quanto dichiarato da vari clienti. A ogni modo per un giovane allievo pare essere proprio la soluzione ideale. Ci teniamo comunque a precisare che gli studenti cui facciamo riferimento non sono di certo quelli del Conservatorio, per loro, com si può immaginare, serve un violino di ben altro livello e costo.

Materiali

In rapporto al prezzo da pagare la qualità dei materiali è sicuramente buona. Lo strumento è costruito in abete ed acero. Quanto alla tastiera, costruita in ebano, è piaciuta per la sua scorrevolezza. Il violino, poi, è ben bilanciato e comodo da imbracciare. 

Manca l’appoggio per la spalla, si tratta di un accessorio la cui assenza non va trascurata e consigliamo vivamente di comprarlo a parte per evitare, in futuro, di avere dei dolori. Poca attenzione è stata riservata alle finiture, oltretutto il violino poteva essere meglio verniciato.

 

Accessori

Il violino è accompagnato da una serie di accessori molto utili. Cominciamo dalla custodia. Questa è rigida, ben fatta  sicuramente in grado di assicurare la necessaria protezione allo strumento. Naturalmente trovate l’archetto e c’è anche la colofonia. Tuttavia la qualità di questa resina pare non aver convinto  tanti invitano a usarne altra di miglior qualità.  

C’è poca soddisfazione anche per le corde in dotazione, da molti indicate come le responsabili del suono chiuso di cui abbiamo parlato in precedenza. Sostituendo le corde con altre più buone si sono notati dei miglioramenti.

 

Acquista su Amazon.it (€199)

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

Disponibile in tanti bei colori, l’ukulele è verniciato con cura. Il suo look non mancherà di fare conquiste e il prezzo abbordabile sarà di sicuro uno stimolo in più all’acquisto

 

Principale svantaggio

Presenta i classici difetti degli strumenti economici dove le pessime meccaniche sono solo la punta dell’iceberg; anche il manico, infatti, lascia parecchio a desiderare a causa della sua imprecisione.

 

Verdetto 9.6/10

Se lo comprate come un giocattolo da dare a un bambino sarete contenti voi e il piccolo, se lo usate come oggetto d’arredo non mancherete di fare bella figura ma come strumento musicale, ha degli evidenti limiti, che giustificano il buon prezzo.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Disponible in tanti colori

Nella produzione di questo ukulele (controllare qui la lista delle migliori offerte) alla Mahalo hanno decisamente puntato sul look. I colori disponibili sono tanti  tutti molto belli. Tuttavia non è solo una questione di colori, parliamo della verniciatura che è stata realizzata con grande cura tanto da far sorgere il sospetto che questo sia più un oggetto da esposizione che uno strumento vero e proprio. 

Lo sappiamo, non si dovrebbe pensar male ma nel corso della lettura avrete modo di capire il perché di questa nostra affermazione. Dunque, assodato che i colori e in particolare la qualità della verniciatura è un punto di forza, vediamo cosa altro c’è di positivo. Sicuramente il prezzo che è alla portata di tutti. Un costo così basso, unito a dei bei colori inevitabilmente rendono l’ukulele molto appetibile.

Meccaniche

Le premesse probabilmente lo lasciavano intendere a uno strumento economico difficilmente si accompagnano meccaniche decenti e purtroppo la regola è confermata. L’ukulele è provvisto di meccaniche di scarsa fattura e ciò si ripercuote inevitabilmente sulla tenuta dell’accordatura che va sistemata ogni mezz’ora circa. Di certo è un bel fastidio. A complicare le cose c’è il manico che difetta in precisione. 

Dobbiamo dire che anche in questo caso non siamo sorpresi del problema che, anzi, è molto comunque con strumenti in questa fascia di prezzo. Adesso avrete capito perché in apertura abbiamo parlato di oggetto da esposizione, tutt’al più di un giocattolo da mettere nelle mani di un bambino.

 

Materiali di bassa qualità

Per ovvie ragioni i materiali dovevano essere necessariamente di bassa qualità ma sono comunque in linea con il prezzo. Il corpo e la tastiera sono in acero, il manico in natowood, il capotasto in ABS. È importante segnalare, anche perché siamo stati parecchio critici, che lo strumento monta dell corde Aquila, praticamente uno dei migliori marchi in fatto di corde per ukulele. 

La confezione comprende anche una borsa per il trasporto (non è imbottita) o per proteggere l’ukulele dalla polvere. In conclusione se volete togliervi lo sfizio di provare a suonare un ukulele, fate l’acquisto e vi divertirete anche. Poi se vi stancherete, come detto in precedenza, potrete sempre usarlo come oggetto da esposizione.

 

Acquista su Amazon.it (€27)

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

La cosa che più ci è piaciuta della chitarra Pacifica sono i pickup. Ce ne sono tre: uno al ponte, uno centrale e l’altro al manico. Il pickup al ponte è un humbucking mentre gli altri due sono single coil. Le performance sono buone sia con i suoni puliti sia con quelli distorti.

 

Principale svantaggio

Le meccaniche sono alquanto modeste, la tenuta dell’accordatura non ci soddisfa neanche un po’. Conviene sostituirle con qualcosa di meglio alla prima occasione. È un peccato perché l’intonazione su tutto il manico ci pare buona.

 

Verdetto 9.6/10

La riteniamo una chitarra adatta ai giovani aspiranti chitarristi; dotata di buoni pickup per essere una entry level, se accoppiata con un amplificatore decente può dare belle soddisfazioni. Precisiamo che la chitarra è venduta senza accessori dunque deve essere vostra preoccupazione comprare tutto il necessario.

Acquista su Amazon.it (€177)

 

 

DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Entry Level

La Pacifica 012 RD è una chitarra entry level (ecco i migliori modelli) che si rivolge a giovanissimi aspiranti chitarristi ma anche a chi ha qualche anno in più ma nessuna esperienza in fatto di chitarre. Uno degli aspetti interessanti è certamente il prezzo: l’impegno economico richiesto è davvero minimo e ciò rende lo strumento una potenziale idea regalo. 

Immaginiamo che i lettori vogliano sapere qualcosa in più sui materiali. Chiaramente non ci si può aspettare molto visto la bassissima fascia di prezzo dove si colloca questa Pacifica, ad ogni modo il corpo è in Agathis mentre il manico è in acero. La tastiera ha 22 tasti. 

Torniamo un attimo sul manico perché vale la pena riportare le nostre sensazioni in merito. Pur trattandosi di una chitarra economica, ci riteniamo soddisfatti per come è scorrevole. La struttura, poi, è leggera e bilanciata.

I pickup

È giunto il momento di parlare dei pickup che secondo noi sono la vera sorpresa dello strumento; certo, per tirare fuori il massimo delle loro potenzialità serve un buon amplificatore che difficilmente è nella disponibilità di chi compra una chitarra così economica. 

Tuttavia facciamo finta che abbiate preferito destinare la maggior parte del vostro budget proprio all’amplificatore; attaccata la chitarra vi accorgerete della versatilità dei pickup: a proposito c’è un humbucking al ponte e due single coil rispettivamente al manico e al centro con selettore a cinque posizioni. 

Le aspettative sono state soddisfatte sia con i suoi puliti che con quelli distorti che lo ripetiamo, con un buon amplificatore e una pedaliera si possono tirar fuori dei suoni distorti niente male, anche se con la Pacifica 012 non ci potete suonare thrash e cose di questo tipo.

 

Tenuta dell’accordatura insufficiente

Dopo l’entusiasmo dovuto ai pickup torniamo con i piedi per terra. Premessa: la chitarra ha una decente intonazione lungo tutto il manico, il ponte è il classico Vintage Tremolo stile Fender tanto per intenderci ma andateci piano con la leva del vibrato. 

La questione è che la tenuta dell’accordatura non ci ha convinti, questo era uno dei nostri timori principali ma purtroppo sono problemi che si riscontrano spesso e volentieri nelle chitarre economiche. Volendo potreste cambiare le meccaniche con qualcosa di più performante ed affidabile, magari non subito ma più in là quando migliorando come chitarristi emergeranno in voi altre esigenze perché magari vi piace fare bending su bending. 

La chitarra è venduta senza alcun tipo di accessori, non solo non trovate cavi, metronomo, accordatore ma neanche una custodia quindi tenete conto che oltre allo strumento dovrete comprare anche tutto il necessario per suonare.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

Riteniamo che la chitarra abbia un rapporto qualità/prezzo (controllare qui la lista delle migliori offerte) notevole. È uno strumento di fascia media ma le sue prestazioni sono di livello superiore.

 

Principale svantaggio

Poco da ridire sulla chitarra se non che è un po’ pesante e ciò è sempre scomodo, soprattutto se si suona diverso tempo in piedi. I pickup ProBucker al ponte e al manico, poi, vi sorprenderanno.

 

Verdetto 9.8/10

Se dovessimo consigliare una chitarra a un principiante che sogna una Gibson Les Paul ma non ha il denaro sufficiente, non avremmo alcun dubbio nell’indicare questa Epiphone.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Chitarra di fascia media

Una buona chitarra ma al tempo stesso economica è la Epiphone Les Paul Standard Plus Top Pro dove il rapporto qualità/prezzo è da considerare con favore. Chitarra, quindi, di fascia media ma con una buona resa a giudicare dai pareri espressi da quanti l’hanno acquistata. Il corpo di questo interessante strumento è in mogano massello mentre la tavola è in acero fiammato. 

In sostanza si tratta degli stessi materiali, relativamente parlando, che troviamo anche nelle Les Paul firmate Gibson. Chiaramente in quel caso la qualità è migliore ma stiamo parlando anche si una chitarra che costa qualche migliaio di euro mentre nel nostro caso ne bastano poche centinaia per comprarla. 

Rispetto al manico la paletta ha una angolatura di 14°; perché ci teniamo a riportarvi questo dato? Perché una paletta realizzata in questo modo incrementa la pressione sul capotasto, di conseguenza si ha più sustain.

 

Buoni pickup

Una vera sorpresa si riveleranno, per chi non li conosce ancora, i pickup ProBucker riprogettati da zero e lanciati sul mercato poco meno di un decennio fa in occasione del 140esimo anniversario di Epiphone. I pickup si ispirano agli osannati PAF, vero oggetto di culto tra gli estimatori della Gibson e in particolare della Les Paul. 

La cosa bella è che si riesce a ottenere una ottima riproduzione dei PAF a costi contenuti, ricordate stiamo parlando di una chitarra di fascia media. Ma cerchiamo di essere concreti e sintetici descrivendo il suono con poche e semplici parole che diano immediatamente l’ida di cosa dovranno aspettarsi le orecchie di chi deciderà di acquistare il modello in esame: i pickup ProBucker hanno un suono caldo e corposo. 

In particolare al manico c’è il ProBucker 2 mentre al ponte c’è il ProBucker 3 che ha un’uscita maggiore. I pickup, inoltre, hanno il coil tapping (da non confondere con lo split coil) che si attiva mediante il potenziometro del volume.

 

Hardware degno di nota

Niente male l’hardware con il ponte locktone Tune-o-matic facile da regolare e che mantiene ottimamente l’accordatura grazie alla collaborazione con le meccaniche Grover 14:1. L’estetica non mancherà di fare breccia nei cuori di chi adora le chitarre vintage. Tutto sembra decentemente rifinito con una discreta verniciatura. 

Ma allora questa chitarra è perfetta? È un vero affare così come l’abbiamo presentata fino a questo momento? Allora, stiamo calmi. L’abbiamo elogiata ma sempre come strumento di fascia media, perciò non significa che possa reggere il confronto con una Gibson Les Paul perché è e resta una Epiphone per principianti, che comunque si affezioneranno talmente allo strumento che difficilmente lo venderanno quando arriverà il momento di passare a una chitarra più professionale. 

Magari la terranno come chitarra di scorta da suonare di tanto in tanto ricordando con un sorriso quando sbagliavano mille volte l’intro di Sweet child o’ mine, mentre adesso eseguono l’assolo finale a occhi chiusi proprio grazie alle tante volte che si sono esercitati con questa Epiphone. Piccola critica da muovere in chiusura: la chitarra è un po’ pesante.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

È made in USA e questo da solo dovrebbe bastare per un fan delle Fender. Aggiungiamo, poi, che il costo è anche accessibile per essere stata costruita negli States, e la qualità del prodotto si vede tutta, non solo dal punto di vista costruttivo con l’impiego di ottimi legni ma anche per dettagli quali la verniciatura.

 

Principale svantaggio

Non tutti potrebbero restare soddisfatti dei suoni puliti che secondo noi sono poco cristallini mentre i bassi ci sono sembrati fiacchi.

 

Verdetto 9/8.10

È una chitarra versatile ma fino a un certo punto. La consigliamo sicuramente per il rock, il blues, i fan di Hendrix e anche a quanti amano le sonorità funk. La qualità dei materiali non è da mettere in discussione così come le meccaniche grazie alle quali l’accordatura è tenuta a lungo, anche facendo largo uso della leva del vibrato.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Costo accessibile

Se il vostro sogno è una Fender Stratocaster made in USA e non la solita chitarra elettrica messicana o costruita in Asia, la vostra opportunità si chiama American Special. Pur non essendo una chitarra economica possiamo comunque ritenere il prezzo accessibile per essere una Fender realizzata nel Paese a stelle e strisce. 

Volevamo sapere quali erano le sensazioni dei chitarristi che ne sono in possesso prima di proporvi la nostra analisi e così ci siamo messi alla ricerca di commenti pubblicati online. Ebbene, di fatto abbiamo avuto la conferma alle nostre impressioni: questo è davvero un bello strumento che pur non essendo un top gamma sa farsi rispettare. 

Il corpo in ontano si lega al manico in acero il cui raggio di curvatura è 9.5. I tasti? Indovinate! Esatto, sono jumbo; 22 per l’esattezza. Ma la domanda da porsi è: com’è il feeling con il manico? È ottimo, la mano scorre che è un piacere.

Ottima risonanza

Si sa, una chitarra elettrica va ascoltata anche senza amplificatore, unplugged per cogliere la sua risonanza che in questo caso è davvero buona, sorprendente persino e si percepisce lungo tutto lo strumento. Il palettone, spesso criticato da un punto di vista estetico, svolge l’importante funzione di aumentare il sustain. 

Dunque, non sarà bello da vedere, soprattutto per quanti amano il design più classico della Fender ma se è il sustain che cercate, dovete fare buon viso a cattivo gioco. Quali sono i generi per i quali consigliamo questa chitarra? Beh, sicuramente rock e blues in primis ma anche chi ha l’anima funky avrà modo di tirare fuori da questa sei corde il sound che più gli aggrada. 

Visto che siamo in argomento, parliamo dei pickup: qui troviamo tre single coil Texas Special con selettore a cinque posizioni: segnaliamo che i suoni puliti ci sembrano poco cristallini mentre i bassi sono un po’ fiacchi.

 

Ottimi materiali

Una delle cose belle e ovviamente buone delle Fender costruite negli USA sono i materiali. La qualità non è assolutamente da mettere in discussione: tutti i legni sono ottimi. Ma parliamo un po’ del ponte che è a sei sellette, stile vintage: come tiene l’accordatura? 

Anche in questo caso abbiamo cercato conferma in giro alla ricerca delle sensazioni dei chitarristi, in particolare ci preoccupava dell’abuso della leva del vibrato. Ebbene chi “ha tirato troppo la corda” per così dire racconta di una buona tenuta dell’accordatura, quindi noi ci riteniamo soddisfatti anche da questo punto di vista. 

La chitarra ci sembra avere delle buone rifiniture, la verniciatura è ottima, non come quella che caratterizza gli strumenti di fascia medio bassa. Insomma, non soltanto è una bella chitarra dal punto di vista strutturale ma anche estetico.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale Vantaggio

Possiamo dire che la chitarra vanta un buon rapporto tra il prezzo e la qualità: come strumento entry level può sicuramente regalare belle soddisfazioni.

 

Principale svantaggio

La chitarra è pesante e le rifiniture lasciano parecchio a desiderare in quanto poco curate, in alcuni punti i tasti sono leggermente sporgenti.

 

Verdetto 9.6/10

Per cominciare a studiare la chitarra elettrica senza spendere troppi soldi, la Epiphone ENS-EBCH1 Les Paul Standard è un buon punto di partenza: non costa molto e fa divertire.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Costo interessante 

Chi non si può permettere una chitarra elettrica Gibson Les Paul ma la desidera con tutte le sue forze, può sempre ripiegare sulle versioni economiche targate Epiphone. Ovvio, non è la stessa cosa (sostanzialmente le due chitarre hanno in comune il design e basta) ma non significa che si tratti di un pessimo strumento. 

Anzi, tra le mani di un principiante la Epiphone ENS-EBCH1 fa sicuramente una buona figura tanto è vero che nella nostra consueta ricerca tra le testimonianze dirette della clientela abbiamo avuto modo di registrare una diffusa soddisfazione per l’acquisto. 

Soddisfazione che possiamo sintetizzare dicendo che il rapporto prezzo/qualità è buono. Sappiamo che non vi basta sapere ciò della chitarra elettrica (ecco la lista dei migliori prodotti) pertanto vi invitiamo alla lettura del prossimo paragrafo dedicato ad aspetti fondamentali come le meccaniche e i pickup.

Meccaniche

Qui riscontriamo i classici problemi degli strumenti economici. Per carità, se avete intenzione di comprare la Epiphone ENS-EBCH1 Les Paul Standard è anche perché nell’immediato futuro non avete in programma di suonare in uno stadio pieno di fan, questo per dire che i problemi che vi illustreremo tra un attimo sono trascurabili dai principianti che devono fare i conti con un budget piccolo. 

Le meccaniche tengono l’accordatura ma non troppo, munitevi di un accordatore affidabile perché dovrete usarlo abbastanza spesso se ci date dentro con i bending. Secondo alcuni commenti in rete l’action di partenza è troppo alta. Che dire, per molti chitarristi il setup va fatto fin da subito e questo vale anche per le chitarre costosissime, questo per adattare lo strumento alle esigenze personali. 

Ora, il problema dell’action è risolvibile ma vi tocca andare da un liutaio, quindi bisogna che ce ne sia uno in zona: questo significa che avete bisogno di tempo e una piccola spesa extra per rendere lo strumento più conforme a voi. Come ponte c’è il Tune-o-matic.

 

Buon sound

Siamo giunti a quella che è la domanda fondamentale. Come suona questa chitarra? Bene! Lo diciamo così, senza entusiasmarci ma non perché vogliamo essere critici a tutti i costi, anzi siamo soddisfatti del suono… per essere una chitarra di fascia bassa. 

Tanto è vero che come pickup non ci troviamo i classic ‘57 che, tanto per la cronaca, la coppia viene a costare quasi quanto la chitarra, ma i decisamente più economici Epiphone Alnico Classic: vengono fuori dei buoni armonici e se vi piacciono gli acuti taglienti, resterete sicuramente soddisfatti del pickup al ponte, quello al manico magari è un po’ cupo nel sound ma può tranquillamente piacere così. 

È comoda? Non esattamente, secondo noi è una chitarra pesante, in alcuni punti i tasti sono sporgenti e in generale le rifiniture non sono curate, ma anche qui siamo nei classici problemi degli strumenti economici.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

È una chitarra confortevole, leggera, con il manico che scorre molto bene. Le meccaniche affidabili e la tenuta dell’accordatura è ottima anche grazie al capotasto in tektoid.

 

Principale svantaggio

A conti fatti il vero problema di questa chitarra è il costo, purtroppo come strumento non è adatto alle tasche di tutti.

 

Verdetto 9.8/10

Secondo noi la Gibson Les Paul Standard T 2017 HS è un piccolo gioiello di liuteria e, se si dispone della somma necessaria, non possiamo fare altro che consigliarne l’acquisto.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Capotasto in tektoid

La Les Paul è una di quelle chitarre che tutti i chitarristi dovrebbero se non possender, provare almeno una volta nella vita… e quel punto la comprerete di sicuro. Il modello che vi presentiamo, come facilmente intuibile, fa parte del catalogo Gibson del 2017. 

È una traditional Series quindi la peculiarità è quella di essere una chitarra classica e tradizionale per concezione con sonorità moderna. Rispetto ai modelli che hanno preceduto quello del 2017 troviamo sicuramente dei materiali migliori. Il capotasto, per esempio, è in tektoid. Si tratta di un materiale autolubrificante che favorisce la tenuta dell’accordatura. 

I chitarristi che hanno avuto modo di testarlo, si sono detti molto soddisfatti della chitarra elettrica (lista dei migliori prodotti) e di questa scelta operata da Gibson per la les Paul Traditional, perché effettivamente hanno riscontrato un miglioramento in fatto di tenuta dell’accordatura.

Comoda

Una chitarra non solo deve suonare bene, e potete scommetterci che questa suona meravigliosamente, ma deve anche essere comoda. Se vi dovesse capitare tra le mani una vecchia Les Paul e poi confrontarla con la Traditional del 2017, noterete subito la differenza di peso che nel caso della T è minore. 

Come si è giunti a questa riduzione di peso che, è bene precisarlo, si nota anche nel confronto con modelli più recenti anche se precedenti il 2017? Il pattern di alleggerimento Ultra Modern Weight Relief. 

Ma non è tutto perché non è certamente il poco peso da solo a determinare il comfort di una chitarra come questa e infatti troviamo un manico ergonomico con profilo asimmetrico con la tastiera a radius variabile che si appiattisce progressivamente verso gli ultimi tasti così da semplificare l’esecuzione degli assoli.

 

Ottimo suono

Abbiamo dimenticato di dirvi che questa chitarra elettrica Gibson è made in USA di conseguenza preparatevi a spendere una bella sommetta, insomma, di certo non è una chitarra per tutte le tasche. Come pickup troviamo i Burstbucker Pro con magneti Alnico V. Che dire di questi pickup? Certamente sono buoni ma c’è sempre la variabile dei gusti personali che tende a spostare il giudizio da una parte oppure dall’altra. Ciò detto crediamo nessuno abbia da ridire se li descriviamo come versatili, così come tutto lo strumento. 

Crediamo che il chitarrista che desidera il modello di chitarra in oggetto possa essere un fanatico del blues così come del rock oppure della musica heavy, anche se magari non quello più estremo dove, ed è nostra opinione personale, come marchi di riferimento preferiamo Jackson oppure ESP giusto per fare un paio di “nomi”. 

Non abbiamo detto ancora nulla sul ponte: chi conosce la chitarra sa già di trovare l Tune-o-matic in alluminio mentre le meccaniche sono le grover locking, bella la finitura cromata  dell’hardware.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Mandolino – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Pur essendo uno strumento che ha sul groppone qualche secolo di storia, il mandolino è ancora oggi largamente usato, anzi, ha saputo persino attualizzarsi tanto è vero che esiste anche la versione elettrica. Tendenzialmente si associa questo particolare strumento a Napoli. Indubbiamente il suo suono accompagna i classici della musica partenopea tradizionale e i Vinaccia, famiglia di liutai napoletana, sono stati maestri indiscussi. Tuttavia ancor prima della produzione dei mandolini partenopei, ne esistevano esemplari in lombardia (in particolare nel milanese  e nel cremonese) e in Toscana. Produzione che dalle fonti in nostro possesso risale alla metà del VII secolo mentre la tradizione del mandolino napoletano ha inizio a metà del ‘700. Dopo questi doverosi cenni storici di introduzione, vogliamo anticiparvi due dei mandolini che abbiamo selezionato per voi. Il primo è Musikalia Mandolino Napoletano, si tratta di uno strumento realizzato da un bravo liutaio italiano con buoni materiali e destinato a quanti stanno pensando di studiare con serietà il mandolino. La seconda proposta che vi facciamo è lo Stagg M50. In questo caso si tratta di un mandolino elettrico ma che può essere suonato anche senza il supporto di un amplificatore.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 6 Migliori Mandolini – Classifica 2020

 

Abbiamo selezionato quelli che secondo noi sono i migliori mandolini del 2020 presenti sul mercato e li abbiamo organizzati secondo una classifica. La nostra selezione, ci teniamo a precisarlo, non comprende soltanto i mandolini della migliore marca ma anche quelli realizzati da produttori meno famosi. Per una scelta più agevole del miglior mandolino vi invitiamo a leggere la recensione scritta per ogni prodotto ma anche a confrontare i prezzi. Volete sapere dove acquistare i mandolini da noi proposti? Basta cliccare sul link sottostante.

 

 

Mandolino napoletano

 

1. Musikalia Mandolino Napoletano Rotondo con Doghe in Noce Mansonia

 

Musikalia è una piccola bottega liutaia di S. Agata Li Battiati, in provincia di Catania, che realizza strumenti cordofoni classici. Tra questi c’è il mandolino napoletano che vi stiamo presentando. Si tratta di uno strumento che ci ha fatto fin da subito una buona impressione e lo consigliamo a quanti cercano un modello entry level per studiare con impegno. 

Il rapporto qualità prezzo è sicuramente buono considerato che è un prodotto artigianale. Ma vediamo quali materiali sono stati usati per mettere insieme lo strumento. Per la tavola armonica è stato scelto l’abete massello. La tavola, aggiungiamo, è abbellita da una serigrafia con tema floreale. 

Le doghe sono in legno di noce mansonia. Lo stesso materiale è stato impiegato per la tastiera, precisa e abbastanza veloce. La tenuta dell’accordatura non dà motivo di lamentele. Dobbiamo però dire che ci saremmo aspettati delle corde migliori, quelle di cui è dotato lo strumento sono cheap e da cambiare fin da subito secondo noi.

 

Pro

Prodotto artigianale: Lo strumento è realizzato dalle sapienti mani di un artigiano che ha riversato nella realizzazione dello strumento tutta la sua bravura e passione.

Materiali: La qualità è molto buona e questo indubbiamente conferisce valore al mandolino, è uno strumento molto adatto a chi vuole studiarlo seriamente.

Suono: Per quanto ci riguarda siamo parecchio soddisfatti per come suona il mandolino: la qualità del sound vi stupirà.

 

Contro

Corde: È un peccato perdersi per dei piccoli dettagli: il mandolino è venduto con corde di bassa qualità che richiedono l’immediata sostituzione.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Mandolino elettrico

 

2. Stagg M50 E Mandolino Elettrico per Bluegrass

 

Per chi vuole divertirsi con un mandolino elettrico senza spendere troppo denaro può provare con lo M50 di Stagg che uno dei modelli più venduti. È chiaramente uno strumento per principianti e suona a un buon volume anche senza l’ausilio dell’amplificatore. 

Lo strumento, fabbricato in Cina, è costruito per la maggior parte in mogano con eccezione della tastiera che è in palissandro e il ponte che è in acero. Quest’ultimo è regolabile ed è una cosa che consigliamo vivamente di fare per migliorare l’intonazione. Nonostante ciò, dobbiamo far presente una imprecisione tutt’altro che trascurabile dal dodicesimo tasto in poi e qui non c’è regolazione che tenga.

Chissà, magari l’intervento di un liutaio professionista potrebbe risolvere il problema ma a questo punto converrebbe davvero comprare questo il mandolino Stagg? Probabilmente no. Veniamo al pickup che è single coil, completano la parte elettrica il controllo del volume e del tono. La finitura lucida e la verniciatura redburst sono ben realizzate.

 

Pro

Costo: Il prezzo è abbordabile, il che sicuramente è una spinta a comprarlo, anche solo per togliersi lo sfizio di possedere un mandolino elettrico.

Buon suono: La qualità del suono non è affatto male, chiaro, parliamo sempre di un mandolino per dilettanti, ma che si suoni amplificato oppure unplugged, si rimane soddisfatti.

 

Contro

Ponte da regolare: Per migliorare l’intonazione bisogna necessariamente intervenire sul ponte perché così com’è non va bene.

Intonazione: Il mandolino presenta problemi di intonazione che non si risolvono neanche regolando il ponte: dopo il dodicesimo tasto l’imprecisione è eccessiva.

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Mandolino bluegrass

 

3. Rocket MAB01 Mandolino Bluegrass Tradizionale, Violinburst

 

Il Rocket MAB01 è un mandolino bluegrass a 8 corde dal prezzo particolarmente basso. Ciò è sicuramente un incentivo ad aggiungere un nuovo strumento alla vostra collezione. Lo strumento è per dilettanti, ma questo è facilmente intuibile. 

I materiali usati per la costruzione non ci sembrano essere particolarmente indicati; tavola, fondo e fasce, infatti, sono realizzate con legno di tiglio, la tastiera è in palissandro, il ponticello, invece, è in acero. La tenuta dell’accordatura lascia a desiderare mentre le corde vanno assolutamente cambiate con qualcosa di meglio. Facendo così si noteranno subito dei miglioramenti. 

Un altro intervento necessario è quello di sistemare il ponte mobile per l’intonazione sulle ottave, operazione che andrebbe affidata a una mano esperta.  In aggiunta allo strumento ci sono una tracolla e una custodia morbida che però non è imbottita.

 

Pro

Costo: È un mandolino molto economico, si trova in vendita a un prezzo irrisorio. Per chi vuol capire se effettivamente è portato per lo strumento, lo MAB1 vi darà la risposta senza spendere troppo.

Accessori: Non solo costa poco ma in dote porta anche un paio di accessori. Nello specifico si tratta di una tracolla e una custodia non imbottita.

 

Contro

Materiali: La qualità non è molto buona, anche se era difficile accadesse il contrario visto il prezzo del mandolino.

Corde: Assolutamente da sostituire quelle che sono in dotazione dello strumento, la loro qualità è scadente e un miglioramento si nota immediatamente dopo la loro sostituzione.

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Mandolino portoghese

 

4. Musikalia Mandolino Piatto Tipo Portoghese, di Liuteria, Serigrafato

 

Musikalia si contraddistingue per il buon rapporto qualità/prezzo dei suoi strumenti, tutti fatti a mano da un esperto liutaio. La produzione, per ovvie ragioni, è ridotta ma questo non fa altro che aggiungere valore agli strumenti come questo mandolino portoghese caratterizzato da un timbro brioso e pieno. 

Pur essendo un modello entry level è comunque uno strumento di un certo spessore e destinato a una clientela che abbia un minimo di competenza. È un ottimo compagno di studi; la qualità dei legni è buona, in particolare abbiamo l’abete massello per la tavola armonica, il mogano per il fondo e le fasce  e infine la noce Mansonia per la tastiera. 

Ogni minimo particolare è stato curato e, ad abbellire lo strumento, c’è la serigrafia a tema floreale.

 

Pro

Strumento artigianale: Il mandolino è interamente costruito a mano da un bravo liutaio ma soprattutto è interamente made in Italy.

Materiali: Quelli utilizzati per la costruzione del mandolino sono stati scelti con estrema cura per caratteristiche e qualità.

Suono: La strumento suona molto bene, il timbro è brioso, pieno. Crediamo nessuno resterà deluso nell’ascoltare questo mandolino.

 

Contro

Accessori assenti: Purtroppo non ci sono accessori compresi nel prezzo che, pur se vantaggioso, non è certo di poche decine di euro. Insomma, avremmo gradito almeno una custodia morbida per il trasporto.

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Mandolino Epiphone

 

5. Epiphone EF30ASGH1 MM-30S Mandolino, Stile A, Raggera Antica

 

Epiphone non vuol dire soltanto chitarre ma anche strumenti come il mandolino che vi presentiamo. A conti fatti è un buon entry level anche se per la somma richiesta si riesce a comprarne uno fatto da artigiani nostrani e di conseguenza 100% made in Italy. 

Tre i legni utilizzati che sono il mogano per il corpo, l’abete per il top e infine il palissandro per la tastiera. Segnaliamo subito che lo strumento richiede il montaggio del ponte. Non è una operazione molto complicata ma va comunque fatta. 

Quanto al suono, è brillante e ha convinto parecchio dei clienti che sono entrati in possesso dello strumento. La tenuta dell’accordatura è buona e le rifiniture ben realizzate. Non sono compresi accessori.

 

Pro

Bel suono: Epiphone ha realizzato un mandolino capace di produrre un suono molto bello e cristallino, da questo punto di vista siamo molto soddisfatti.

Accordatura: Siamo felici di dirvi che la tenuta dell’accordatura per questo strumento è buona, potrete suonare a lungo senza dover intervenire sulle chiavette.

 

Contro

Ponte smontato: Lo strumento vi viene recapitato con il ponte da montare, il compito non è difficile ma qualcuno potrebbe desistere dall’acquisto proprio per questa ragione.

Niente accessori: Per il mandolino Epiphone non sono previsti accessori di serie, visto il prezzo almeno una custodia avrebbe fatto comoda.

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Mandolino Rayzm

 

6. Rayzm Mandolino Bluegrass Tradizionale, 8 Corde

 

Per essere uno strumento per principianti il Rayzm presenta degli aspetti molto interessanti. Cominciamo dal prezzo che è a dir poco competitivo e potrebbe indurre a credere che si stia comprando una sorta di giocattolo ma non è così. 

Certo, i materiali sono economici. Per il corpo è stato usato il tiglio mentre le altre parti sono in mogano. Esce un bel suono ma soltanto dopo aver cambiato le corde perché quelle in dotazione sono letteralmente da buttare. Le meccaniche sono troppo dure a detta di quanti hanno comprato il mandolino ma al tempo stesso l’intonazione è buona così come la tenuta dell’accordatura. 

A riguardo, il ponte va regolato. Bello anche il design e comprenderete la nostra sorpresa nell’apprendere che, nonostante il costo contenuto, c’è in omaggio anche una custodia imbottita con spessore di 5 mm.

 

Pro

Low cost: È un mandolino abbastanza economico, il prezzo potrebbe ingannare e far credere si tratti di un giocattolo o poco più ma non è così.

Accordatura: La tenuta è buona per uno strumento di questa fascia di prezzo, tutti gli utenti si sono detti parecchio soddisfatti in merito.

Custodia: Ammettiamo la nostra sorpresa non solo nell’aver appreso che è compresa una custodia ma soprattutto che questa abbia una imbottitura di 5 mm.

 

Contro

Meccaniche dure: Segnaliamo ai nostri lettori che le meccaniche di questo mandolino sono parecchio dure, almeno per i primi tempi.

Corde: Non perdete tempo e, prima che vi recapitino il mandolino, procuratevi delle buone corde perché quelle in dotazione è meglio buttarle via.

Ponte da regolare: Dovrete essere voi a preoccuparvi di regolare a dovere il ponte. L’operazione è importante per garantirsi una buona accordatura.

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Accessori

 

Corde per mandolino

 

Martin Mandolin 80/20 Bronze 10-34

 

Le corde Martin sono standard e realizzate in bronzo. Fanno al caso di chi ha un mandolino economico e che non lo suona molto spesso.

Il punto di forza è il prezzo in quanto sono corde che costano poco.

Il suono è squillante e parecchi mandolinisti principianti si sono detti molto soddisfatti. 

Il problema, però, è che non hanno una lunga durata, sono soggette all’ossidazione in un tempo relativamente breve e quindi vanno cambiate spesso.

Pertanto bisogna valutare con attenzione questo fatto, insomma, farsi due conti e capire se non è più conveniente spendere qualcosa in più ma cambiare le corde per mandolino con minor frequenza oppure puntare sul risparmio immediato.

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Custodia per mandolino

 

Vscases Custodia per Mandolino Rigida 

 

Si sa che il mandolino, al pari di altri strumenti, va protetto a dovere dalla polvere, dall’umidità e per ovvie ragioni, dagli urti.

Basta poco per graffiare il corpo dello strumento se non addirittura arrecare danni che lo compromettano seriamente.

Per evitare dispiaceri ed incidenti conviene munirsi di una custodia per mandolino come la Vscases. 

Si tratta di una custodia rigida adatta al mandolino napoletano ed è realizzata in Italia con materiali italiani, al punto che persino la colla è nostrana.

La struttura è in legno e internamente è rivestita di morbido peluche. Le chiusure sono robuste e la custodia può essere chiusa a chiave.

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Come scegliere un buon mandolino

 

Per decidere quale mandolino comprare, come prima cosa bisogna chiedersi se si desidera uno strumento classico oppure uno elettrico che, proprio come una chiatta elettrica può essere collegato a un amplificatore e persino a degli effetti. Se dovete esibirvi in pubblico, su un palco, 

la versione elettrica di questo strumento tradizionale può indubbiamente essere una buona soluzione. Oltretutto un mandolino elettrico dà modo di sperimentare con la musica provando nuove soluzioni sonore che vanno oltre i dettami della musica tradizionale. Poi è chiaro, il mandolino, o meglio, il suo suono, può sempre essere amplificato servendosi di un microfono.

 

 

Il budget

Quando vi o ci chiedete come scegliere un buon mandolino, inevitabilmente dovete fare i conti con il vostro budget ma anche se questo dovesse essere considerevole, perché sperperare denaro? Seguite un attimo il nostro ragionamento e poi diteci se abbiamo torto. Non avete mai avuto un mandolino prima di adesso, non sapete come suonarlo né se effettivamente vi appassionerete tanto da decidere di studiare lo strumento. 

Allora perché investire tanto senza sapere di avere un ritorno dall’investimento? Non stiamo parlando di guadagnarvi da vivere con il miglior mandolino, più semplicemente di diventare bravi a suonarlo. Il consiglio che possiamo dare a chi come voi è un principiante, è di affidarsi a uno strumento non troppo costoso, sicuramente non professionale. Per passare a strumenti di miglior fattura ci sarà tempo, una volta che sarete diventati bravini. 

Un discorso leggermente diverso va fatto per chi ha già la consapevolezza di voler studiare con impegno il mandolino. In questi casi esercitarsi su uno strumento più economico potrebbe essere controproducente dunque in tal caso è meglio uno semiprofessionale.

 

La qualità dei legni

Il suono di un mandolino è certamente influenzato dalle sapienti mani dell’artigiano che lo realizza ma come per uno chef gli ingredienti sono importanti per la buona riuscita del piatto, vale lo stesso per il liutaio solo che in questi casi gli ingredienti sono rappresentati da buoni legni. 

Ma nello specifico, quali sono gli ingredienti del bravo liutaio? L’abete rosso, ad esempio, è ottimo per realizzare la tavola armonica. Per doghe, manico e scudo, invece, è da preferire l’acero ma anche noce, faggio e mogano. Tre sono i tipi di legno più adatti per la tastiera: acero, palissandro ed ebano.

 

 

Attenzione alle meccaniche

Elemento da non sottovalutare sono le meccaniche. Spesso si trovano mandolini venduti online con offerte davvero allettanti ma non bisogna farsi prendere dalla gola. Prima di farvi abbagliare dai prezzi bassi, chiedete informazioni circa la qualità delle meccaniche. Fate una comparazione dei pareri che trovate online e scritti da consumatori come voi e cercate di capire se lo strumento che vi interessa tiene bene l’accordatura.

 

 

 

Domande frequenti

 

Quante corde ha un mandolino classico?

Il mandolino classico altrimenti detto, mandolino napoletano ha quattro coppie di corde quindi in totale sono otto. Ogni coppia di corde ha la medesima accordatura e pertanto suona la stessa nota.

 

Come si suona il mandolino?

Il mandolino si suona con l’ausilio del plettro che va tenuto tra pollice e indice per circa un terzo della sua lunghezza. La mano resta ferma mentre è il polso ad eseguire il movimento necessario a colpire la coppia di corde con il plettro dall’alto verso il basso e viceversa.

 

Come accordare il mandolino napoletano?

Partendo dalla quarta coppia di corde, ovvero, quelle di maggior spessore, la sequenza delle note deve essere Sol – Re – La – Mi. Va tenuto presente che il La vibra alla frequenza di 440 Hz, dunque si può usare come riferimento il diapason. In mancanza del diapason, si procede prendendo la nota di riferimento da altro strumento accordato oppure servendosi di un accordatore a paletta o di altro genere compatibile con il mandolino.

 

Chi sono i Vinaccia?

I Vinaccia sono una storica famiglia napoletana di liutai. L’inizio della costruzione dei loro mandolini risale alla metà del 1700. Il mandolino Vinaccia più antico di cui si ha notizia è firmato Filius Januari Vinaccia nel 1752 mentre quelli di ultima produzione risalgono al 1914.

 

Quali sono i legni più adatti alla costruzione del mandolino classico?

I legni più adatti alla costruzione del mandolino classico variano a seconda del pezzo dello strumento. Per la tavola armonica si usa l’abete rosso della Val di Fiemme o altro abete rosso, abete engelmann o sitka. Per le doghe e lo scudo si usa l’acero, il noce, il palissandro oppure il mogano. Il manico può essere costruito con faggio, acero, noce o mogano. Per la tastiera è preferibile impiegare il palissandro oppure l’ebano. Infine, acero, ebano o palissandro per il ponticello.

 

 

 

Come utilizzare il mandolino

 

La musica napoletana classica o più in generale quella tradizionale vi affascinano. Non sapete resistere al suono del mandolino e vi siete decisi a comprarne uno. Al netto dell’esborso economico sostenuto, questa è stata la parte meno complicata. Adesso che il mandolino si trova a casa vostra c’è da capire come suonarlo. Qui non troverete delle lezioni di musica ma di sicuro alcuni consigli che almeno per i primi tempi vi saranno utili.

 

 

Servitevi della cinghia

Che suoniate in piedi o da seduti c’è poca differenza, è bene usare sempre una tracolla, anche di fortuna come si faceva un tempo. Potete legare la tracolla alla parte più sottile della paletta oppure vicino al capotasto. Per quanto riguarda la lunghezza che deve avere la tracolla, più che altro è una questione soggettiva, l’importante è che la mano abbia la possibilità di muoversi con la necessaria disinvoltura lungo la tastiera. Altra raccomandazione nel determinare la lunghezza della tracolla è che questa permetta di tenere lo strumento in posizione parallela al corpo.

 

L’impostazione della mano sinistra (o destra se siete mancini)

La mano sinistra è quella che va sul manico. Questo va tenuto tra il pollice e l’indice. Il palmo deve trovarsi a una brevissima distanza dal manico così di consentire alle dita il massimo movimento. Le corde vanno premute con la punta del polpastrello, a tal riguardo raccomandiamo di tenere le unghie quanto più corte possibile. Ogni dito va usato per due tasti.

 

L’impostazione della mano destra

Quanto alla mano destra la prima raccomandazione fondamentale è che il polso assuma una posizione ricurva con l’avambraccio appoggiato sul bordo superiore dello strumento, nelle immediate vicinanze dell’attaccacorde. Pollice e indice mantengono il plettro (approfondiremo il tema nel paragrafo seguente) mentre il mignolo è preferibile appoggiarlo sul mandolino al fine di essere più precisi nei passaggi più complicati.

 

 

Il plettro 

Il plettro va tenuto tra pollice e indice. È importante che non pieghi né a destra e tantomeno a sinistra con la punta rivolta verso le corde. È preferibile usare un plettro duro, anche se quelli morbidi non sono tassativamente vietati. Tuttavia un plettro duro si ha una maggior flessibilità del polso quando si suonano note singole.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

Come strumento è abbastanza versatile, si può spaziare dal blues al country senza dimenticare il pop. Ha una buona suonabilità con un manico abbastanza comodo, scorrevole e meccaniche niente male per essere una chitarra entry level.

 

Principale svantaggio

Diciamo che presenta i classici inconvenienti degli strumenti di fascia bassa: una proiezione del suono non esaltante e una scarsa attenzione per le rifiniture. Tenete presente che non è una chitarra acustica preamplificata.

 

Verdetto: 9.7/10

La F370 è una buona entry level e, da un punto di vista generale, ha una buona suonabilità. Il suono che ne esce è corposo, bilanciato e cristallino. Tra le mani di un principiante fa la sua buona figura. In definitiva come prima chitarra va più che bene e ha un buon rapporto qualità/prezzo. Magari, se possibile, prima provatela e valutate le sensazioni che vi trasmette, perché potreste aver trovato la chitarra che fa per voi.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Entry level

La scelta della chitarra (ecco la lista dei nostri migliori modelli) dipende anche dal genere musicale che si vuole suonare. Sicuramente ci sono strumenti versatili che possono essere usati per più generi mentre altri meno. La versatilità di una chitarra è sempre una cosa positiva, immaginiamo che su questo punto siamo tutti d’accordo ma poi ci sono altre caratteristiche da tenere in conto. 

In questa sede ci interessano le caratteristiche di una chitarra in particolare: la Yamaha F370. Si tratta di uno strumento entry level, un buon punto di partenza per chi ha voglia di cimentarsi con la “sei corde” ma anche chi cerca una chitarra di scorta, pur avendo una certa abilità, ma senza dover spendere troppo denaro. 

La F370, per le sue sonorità, è indicata particolarmente per il blues, il folk e la musica country, ma volendo si può suonare anche altro. Insomma, come strumento è abbastanza versatile, proprio quella caratteristica da ricercare e di cui abbiamo parlato all’inizio.

 

 

Buona suonabilità

Contrariamente a molti strumenti entry level, la F370 ha una buona suonabilità. Lo diciamo comunque tenendo conto che si tratta di una chitarra economica. Ha una action bassa, caratteristica che aiuta soprattutto i principianti a dimostrazione che questa Yamaha fa proprio al caso di chi ha ancora parecchio da imparare. 

Niente male le meccaniche cromate che offrono una discreta precisione, un discorso che si estende, di conseguenza, anche all’intonazione della chitarra. Più in generale riteniamo che il suono sia corposo ed equilibrato mentre la proiezione è un “ni” o, se preferite, senza infamia e senza lode ma questo c’era da aspettarselo trattandosi di una chitarra di fascia bassa. Tenete presente, poi, che questa è una semplice chitarra acustica, ovvero, non è elettrificata.

 

I materiali

Lo strumento in oggetto ha il top in abete e tastiera in palissandro. Esteticamente si presenta bene, ha anche un battipenna tartarugato ma questo può piacere o meno. Le rifiniture riescono a raggiungere la sufficienza ma anche in questo caso l’attenzione per i dettagli è quella tipica riservata agli strumenti entry level. 

Di serie ha corde in acciaio che però invitiamo a cambiare il prima possibile con altre migliori, così noterete subito che lo strumento ne gioverà. C’è la predisposizione per la tracolla ma non quest’ultima, anzi, non c’è alcun tipo di accessori quindi tenete presente che dovrete, o quantomeno dovreste visto che in fin dei conti non si tratta di un obbligo, comprare una custodia. 

In conclusione, valutando tutti gli aspetti concernenti questo strumento possiamo ritenere che il rapporto qualità/prezzo sia buono e crediamo possa fare la felicità di qualsiasi principiante con la passione per la chitarra.

 

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Ultimo aggiornamento: 24.09.20

 

Principale vantaggio

La chitarra ha un ottimo suono, fedele a quello delle Telecaster degli anni ‘50. È versatile e il selettore a quattro posizioni offre interessanti soluzioni, inclusa quella di far lavorare in serie i due pickup ottenendo di fatto un humbucking.

 

Principale svantaggio

Quali critiche si possono muovere a una chitarra del genere? Che è fatta in Messico piuttosto che negli States? Certamente no, l’unico problema è che potrebbe risultare un po’ pesante.

 

Verdetto: 9.8/10

È una buona chitarra con un suono che ricorda molto da vicino quello della telecaster originale degli anni ‘50. I legni sono buoni, così come la circuiteria e le meccaniche. Se amate il genere, non vi deluderà.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Made in Messico

La Telecaster è una delle chitarre simbolo della Fender. Quando Leo Fender e il suo manipolo di liutai rintanati in quel di Fullerton crearono questa chitarra agli albori del 1950, ebbero il merito di dare il via alla prima produzione in serie di chitarre elettriche solid body; intanto migliaia di persone restavano sbalordite e a bocca aperta davanti a quella strana “scatola luminosa” che tutti noi conosciamo come televisore. 

Ma cosa c’entrano le chitarre con la televisione? Si tratta di due cose distinte. Eppure il legame c’è. Dopo la produzione di primissimi esemplari noti come Nocaster, proprio in onore della televisione Leo Fender decise di chiamare la sua solid body con il nome di Telecaster. 

Il modello che vi proponiamo si richiama proprio a quelle chitarre entrate in produzione negli anni ‘50 nella sua versione messicana, dunque più economica rispetto alle made in USA. Dunque quali sono le caratteristiche salienti? Il manico a “U”, le viti a taglio che uniscono le componenti e i due pick-up single coil. 

 

 

Selettore pickup a quattro posizioni

Vorremmo portare alla vostra attenzione alcune cose interessanti sui pickup e il relativo selettore. Vediamoli separatamente, precisando che entrambi sono single coil come da tradizione. Il pickup al manico ha un suono caldo, corposo.

 Ci è piaciuta la sua dinamica ma al contempo dobbiamo segnalare i bassi e i medi dominanti, cosa che potrebbe non piacere soprattutto a chi predilige un suono più equilibrato. Il pickup al ponte ha un suono cristallino e ottimamente definito. 

Passiamo al selettore che è in quattro posizioni: oltre a quella al ponte, quella al manico e quella che combina entrambi i pickup, spostando il selettore sull’ultima posizione ottenete una sorta di humbucking in quanto i due pickup funzionano in serie. Il suono è davvero bello con un ottimo sustain. È una chitarra versatile ma ve la consigliamo soprattutto per generi come il blues ed affini mentre non la vediamo adatta per sonorità heavy.

 

Manico ampio

Un altro punto di forza è il manico in acero a 21 tasti: innanzitutto è molto scorrevole, le vostre dita potranno viaggiare parecchio facendo su e giù. È ampio e come detto in precedenza, ad “U” proprio come le primissime telecaster. Il corpo è in frassino. 

I legni sono di buonissimo livello secondo noi e la verniciatura è molto curata. Abbinata con un buon amplificatore siamo certi che resterete contenti per l’acquisto. E le meccaniche? Anche qui ci riteniamo soddisfatti. Chiaramente non trovate la leva del vibrato in quanto questo modello non la prevede. 

Indubbiamente potrebbe essere necessario fare qualche modifica per meglio adattare lo strumento alle esigenze del chitarrista ma anche così com’è può andare bene. Magari è un a chitarra un po’ pesante ma davvero stiamo cercando il classico pelo nell’uovo per uno strumento che, ne siamo certi, scontenterà ben poche persone.

 

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