Ultimo aggiornamento: 22.09.19

 

Registrazioni della voce e degli strumenti oppure esibizioni dal vivo in locali o all’aperto. Per ottenere il risultato migliore occorre il dispositivo adatto.

 

Il microfono può sembrare un dispositivo molto semplice da utilizzare, ma la sua funzione va ben oltre quella di amplificare la voce per cantare o per parlare, infatti per poter ottenere un’ottima qualità audio in registrazione e dal vivo sono necessari i migliori microfoni. La conoscenza nell’utilizzo di una tipologia rispetto a un’altra deriva da uno studio del suono e dell’ingegneria sonora molto profondo difficile da riassumere in poche righe. 

Se però siete stati ad un qualsiasi concerto probabilmente avrete notato che anche alcuni gli strumenti venivano amplificati tramite l’uso di microfoni particolari. Allo stesso modo negli studi di registrazione non si useranno gli stessi microfoni per un live, ma si ricorrerà a prodotti ideali per catturare i suoni ad alta qualità. Solitamente in base all’ambiente si utilizzano diverse tipologie di tra le quali quelli direzionali e quelli con condensatore a cardioide che vengono applicati per l’amplificazione o la registrazione della voce e di altri strumenti. In realtà più che all’ambiente, la scelta del microfono va fatta in base allo strumento da amplificare. Vediamo quali sono le principali tipologie e per quali situazione si utilizzano.

 

Microfono cardioide

La voce umana è probabilmente lo strumento più complesso di tutto il panorama musicale, d’altronde è l’unico ad essere completamente ‘incorporato’ dentro di noi e può dipendere da tantissimi fattori fisici, tecnici e di posizionamento. Magari i cantanti sono fortunati a non doversi portare dietro la pesantissima strumentazione, ma d’altra parte devono stare molto a ‘trattare’ la loro voce, evitando di bere, fumare o di fare una vita un po’ troppo ‘libertina’. 

Certo, in alcuni generi più ‘heavy’ questi concetti vengono praticamente ignorati, ma questo dipende anche dallo stile della voce. Il microfono cardioide è il preferito da tutti i cantanti in quanto riduce nettamente il ‘feedback’. Cos’è il feedback? Avete presente quel fastidiosissimo fischio che ogni tanto produce il microfono? Questo viene prodotto dalle casse quando i microfoni è troppo vicino o i volumi sono alti. 

La dinamica cardioide permette di oscurare i rumori dal retro, con un diagramma proprio a forma di cuore dal quale prende il nome. Sono ideali per registrazioni o per live in ambienti di pochi metri quadri. Il microfono cardioide viene spesso usato anche per registrare le chitarre acustiche e classiche in quanto riesce a sottolineare l’attacco della pennata o l’armonia creata dal finger-picking.

 

 

Microfono dinamico

I cantanti dei generi più aggressivi come l’hard rock e il metal solitamente preferiscono i microfoni dinamici in quanto hanno un range espressivo molto ampio. Magari non hanno la stessa precisione dei microfoni cardioidi, ma sono particolarmente adatti a contesti live su palcoscenici. Le chitarre elettriche dal vivo vengono potenziate dai microfoni dinamici in quanto riescono a catturare il suono avvolgente della distorsione, i quali volumi verranno modificati dal tecnico del suono usando il mixer. 

I vari strumenti della batteria si amplificano usando i microfoni dinamici posti sul rullante, sulla cassa e sui tom per poter amplificare o registrare correttamente le frequenze medie e quelle basse. Solitamente per il rullante il microfono si posiziona sopra per poter catturare la maggior parte del suono prodotto. Questa scelta di microfoni è universale, sia per suonare al chiuso, sia all’aperto. Quindi se i microfoni cardioide sono adatti per le registrazioni e per la musica più leggera, quelli dinamici vanno bene per i generi dove voce e strumenti sono decisamente più duri e aggressivi.

 

Microfono a condensatore

Non sono molto usati per la voce, ma in alcuni casi si utilizzano per registrare i tom e i piatti della batteria negli studi di registrazione, quindi ottimi per gli ambienti chiusi. Se osservate le registrazioni di una batteria dal vivo o magari su qualche video di Youtube noterete che è praticamente coperta da microfoni! Probabilmente si tratta dello strumento più difficile da microfonare, per via della sua estrema dinamicità. In linea di massima gli strumenti acustici come le percussioni, i fiati e quelli a corda non amplificati sono i più complessi a livello di amplificazione e registrazione.

 

Microfoni a fucile

Quando vedete le partite di calcio potete notare come a bordo campo siano sistemati dei microfoni molto lunghi, chiamati a canna di fucile. Questi sono posizionati all’esterno e agli angoli del campo da gioco per poter registrare suoni, voci e tifo, ricreando un’atmosfera autentica e facendo immergere nella partita lo spettatore. Spesso gli operatori di questi microfoni (controllare qui la lista delle migliori offerte) sono gli stessi cameraman che oltre a riprendere l’immagine ne catturano anche l’audio. La regia si occuperà di cambiare inquadratura, per questo è importante avere un suono preciso da ogni punto, anche dietro la rete.

 

 

Microfoni a collo d’oca

Questi sottili e compatti microfoni sono utilizzati solitamente per i discorsi in ambienti chiusi e ampi come le chiese. Producono un suono chiaro, senza però esagerare a livello di dinamicità e potenza, inoltre risultano molto semplici da montare e da utilizzare. Il loro vantaggio principale sta nell’estrema flessibilità, ideale per poter essere direzionato in base alla posizione di chi sta parlando. Questi microfoni solitamente si presentano con uno schema cardioide ideale per evitare feedback e per amplificare correttamente la voce.