Ultimo aggiornamento: 25.05.20

Diamonica – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Strumento semplice e in molti casi economico, la diamonica trova un impiego principalmente didattico. Solitamente è l’alternativa al flauto che i giovani studenti delle scuole medie usano per la parte pratica delle lezioni di musica. Pur avendo i tasti simili a quelli di una tastiera musicale o, se preferite, del pianoforte, è un aerofono ad ance. Considerato che vostro figlio potrebbe non avere simpatia per il flauto vediamo come individuare una diamonica adatta al suo percorso di studi. A tale scopo, per facilitare la scelta dei nostri lettori, abbiamo preparato una guida che affianca a consigli di carattere generale, le recensioni di alcuni strumenti come questi due: la Bontempi 33 3250 Diamonica 32 note con voci in metallo ha due ottave  e mezzo, è adeguata alle esigenze dei giovanissimi che imparano le prime nozioni musicali a scuola. Un discorso analogo possiamo parlo per la Angel Amex32k diamonica a 32 toni gamma F C3 che, tra le varie caratteristiche convincenti, ha un bocchino con la giusta angolazione.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 7 migliori diamoniche del 2020

 

Prendete spunto dalla nostra classifica per individuare la diamonica più adatta a voi. Per i modelli venduti online abbiamo scritto una recensione dettagliata ma tenete conto anche dei pareri di altri consumatori, confrontate i prezzi e ricordate che i nostri link suggeriscono dove acquistare a prezzi bassi il nuovo strumento dei vostri sogni.

 

 

 

Diamonica Bontempi

 

1  Bontempi 33 3250 Diamonica 32 note con voci in metallo

 

Potremmo definire la diamonica Bontempi un grande, anzi, un grandissimo classico del resto parliamo di uno dei marchi leader in fatto di strumenti/giocattolo o comunque per principianti. Questo modello ha due ottave e mezzo con estensione da FA a DO per un totale di 32 tasti. 

È sicuramente un valido strumento per gli studenti di scuola media che fanno pratica musicale. È leggera anche perché, diciamoci la verità, la qualità dei materiali è discutibile ma è altrettanto vero che non ci aspettavamo di meglio. 

Il tubo attraverso il quale si immette l’aria è molto sottile e dà l’impressione che si possano formare delle crepe da un momento all’altro. Che dire della custodia, non è rigida ma comunque elegante e funzionale, è certamente un buon accessorio, a proposito c’è anche un piccolo panno per la pulizia.

 

Pro

Tasti: La diamonica ha una buona estensione in termini di ottave, che sono 2 e mezzo, è adatta per i giovani studenti durante l’ora di musica.

Custodia: Per l trasporto dell strumento c’è una bella custodia che pur non essendo rigida, è comunque ben fatta e sufficientemente resistente.

Costo: Il prezzo lo giudichiamo positivamente, magari non state facendo un affare ma è comunque una richiesta economica in linea con la qualità della diamonica.

 

Contro

Materiali: La qualità è abbastanza scarsa, in particolare ci lascia perplessi il tubo, molto sottile, non crediamo debba passare molto prima che si danneggi.

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Diamonica Angel

 

2. Angel Amex32k diamonica a 32 toni gamma F C3

 

La diamonica Angel è uno strumento per principianti, come tutti gli altri strumenti di questo tipo è realizzata interamente in plastica. Ha un’estensione di due ottave e mezzo, il tubo è sufficientemente lungo per suonare in tutta comodità anche quando si appoggia lo strumento su un tavolo. 

Non meno comoda è la posizione che si assume nel suonare la diamonica senza tubo in quanto il bocchino ha una buona inclinazione. Ad ogni modo lo strumento è un po’ pesante come fatto notare da alcuni utenti. 

Nel prezzo, un po’ alto secondo noi, è compresa una custodia rigida che secondo noi è molto affidabile, riteniamo che al suo interno la diamonica sia ben protetta da eventuali urti. In conclusione è certamente uno strumento meritevole di essere preso in considerazione e confrontato con altre possibili scelte.

 

Pro

Bocchino: Indubbiamente ben realizzato, con una inclinazione che favorisce l‘assunzione di una postura corretta per suonare.

Custodia: La diamonica quando non è in uso trova posto in una custodia rigida, questa è abbastanza robusta da garantire allo strumento la protezione necessaria.

 

Contro

Peso: Non è uno strumento leggerissimo e quindi potrebbe non essere adatto per i piccolissimi che potrebbero avere delle difficoltà a maneggiarlo.

Prezzo: La somma di denaro richiesta per l’acquisto, pur non essendo nulla di esorbitante, è nostra opinione che sia comunque alta.

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Diamonica professionale

 

3. Hohner Student 32 Negro

 

Il marchio Hohner è tra i leader del settore, questo modello non è esattamente una diamonica professionale ma sicuramente è adatta a chi vuole studiare lo strumento con una certa serietà e impegno. Chiaramente costa qualcosa in più rispetto alle diamoniche che potete comprare persino in cartoleria per i vostri figli che frequentano la scuola media e anzi, è uno strumento eccessivo per uno scopo del genere secondo noi. 

Le ottave sono due e mezzo, i tasti sono comodi e precisi. La qualità dei materiali è buona e crediamo adeguata al prezzo dello strumento che è accompagnato da una custodia in plastica. Utili i piedini d’appoggio per chi predilige suonare seduto tenendo la domenica su un tavolo. 

A tale proposito segnaliamo che il tubo ha un po’ deluso, per qualità non lo riteniamo allo stesso livello dello strumento. Un altro punto sfavorevole è il sistema di drenaggio della saliva che non è adeguato considerato il prezzo dello strumento.

 

Pro

Tasti: Sicuramente da apprezzare i tasti della diamonica, questi sono comodi ovvero di dimensioni sufficienti e soprattutto offrono una buona precisione.

Materiali: La qualità è sicuramente buona e soprattutto adeguata al prezzo di vendita della diamonica.

 

Contro

Drenaggio: econdo noi il sistema di drenaggio della saliva non è dei migliori o almeno non lo è per una diamonica di questo livello.

Tubo: Ci lascia un po’ perplessi, la sua qualità non è dello stesso livello della diamonica e secondo noi è fragile.

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Diamonica elettrica

 

4. Casio SA-46 Mini Tastiera Elettronica Polifonica ad 8 Voci e 32 Tasti

 

Anche se la diamonica non richiede grandi polmoni, un bambino potrebbe avere difficoltà a insufflare aria. Che ne dite, allora, di provare con una diamonica elettrica? In particolare abbiamo pensato alla Casio SA-46 che ha un centinaio di toni e 32 tasti senza dimenticare i 50 ritmi selezionabili. Il tutto è completato da cinque drum pad. 

Chiaramente la risposta dei tasti non è delle migliori ma stiamo parlando di una tastiera che si avvicina più a un giocattolo che ad uno strumento vero. Quanto appena detto, naturalmente, vale anche per la qualità dei suoni.

La SA-46 può essere alimentata con alimentatore che, attenzione, non è presente nella confezione, oppure a batterie che neanche sono comprese. Dobbiamo dire che l’assenza dell’alimentatore ha generato più di un malcontento.

 

Pro

Compatta: Le dimensioni contenute dello strumento agevolano il trasporto da parte del piccolo che può così portare la tastiera anche a scuola senza difficoltà.

Toni: La tastiera ha una gran quantità di toni e ritmi che faranno sicuramente divertire il piccolo musicista, senza dimenticare che ci sono anche cinque drum pad.

 

Contro

Alimentatore: Preparatevi con l’occorrente in tempo perché nella confezione non troverete né il cavo di alimentazione né le batterie.

Suoni: No aspettativa molto dalla fedeltà dei suoni che è piuttosto scarsa, del resto il problema era intuibile.

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Diamonica Bontempi scolastica 25 tasti

 

5. Bontempi Organo Elettronico C25 Musicali Tastiere

 

Tra gli strumenti più venduti c’è la diamonica bontempi scolastica 25 tasti, parliamo dunque di uno strumento a due ottave che è pensato per i bambini e l’uso a scuola durante le lezioni di musica, oltretutto la tastiera è molto comoda da trasportare, sta in uno zaino senza difficoltà.

Inutile girarci intorno, è un giocattolo quindi le attese devono essere necessariamente basse. È dotata di octave transposer nel caso si abbia l’esigenza di suonare note più alte. I suoni sono solo tre e purtroppo tra questi non figura il piano che probabilmente era quello più necessario. La qualità dei tasti lascia parecchio a desiderare, sono fragili e sovente è capitato si rompessero oppure continuassero a suonare la stessa nota per un tempo prolungato. 

I materiali, lo avrete capito, non sono di buona qualità anche se in linea con il prezzo che tutto sommato è basso. Non aspettatevi di trovare accessori: niente custodia, alimentatore o batterie.

 

Pro

Trasporto: Per chi ha l’esigenza di portare uno strumento a scuola la tastiera Bontempi si presenta come un’ottima soluzione per le sue dimensioni ridotte che ne favoriscono il trasporto anche nello zaino.

Prezzo: Se l’esigenza è spendere poco, la Bontempi è la risposta giusta, è venduta a un prezzo accessibile.

 

Contro

Scarsa robustezza: Male i tasti che sono fragili, tendono a rompersi e persino a incepparsi pregiudicando la suonabilità della tastiera.

Accessori: Segnaliamo la totale assenza di accessori. Non c’è una custodia che fa sempre comodo ma neanche un cavo di alimentazione o delle batterie.

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Diamonica a fiato Yamaha

 

6. Yamaha P37D02  Melodica/pianica colore marrone

 

La diamonica a fiato Yamaha si è dimostrata essere un buono strumento semi professionale a 3 ottave. Non costa poco, questo è un dettaglio che è bene chiarire fin da subito ma d’altro canto è vero che stiamo parlando di uno strumento che va ben oltre le esigenze di uno studente delle scuole medie. 

La diamonica offre una risposta immediata alla minima immissione di aria. Buona anche la risposta dei tasti. Da segnalare qualche lieve problema di intonazione che però è difficilmente tollerabile considerato il prezzo dello strumento. 

Un giudizio decisamente positivo lo esprimiamo per i materiali la cui qualità ci sembra essere buona e più che adeguata. Ottima la custodia rigida che ci spinge a pensare che possa assolvere al meglio al suo compito di salvaguardare lo strumento.

 

Pro

Tasti: Garantiscono una buona risposta al tocco, oltretutto non è da sottovalutare l’altrettanto immediata risposta all’emissione d’aria, anche se minima.

Materiali: Indiscutibile la qualità di quelli scelti e impiegati da Yamaha per la costruzione di questa diamonica semi professionale.

Custodia: Non di meno sotto il profilo qualitativo è la custodia che è molto solida, resistente, in altre parole, svolge alla grande il suo compito.

 

Contro

Intonazione: Sarebbe bastato davvero poco per rendere questa diamonica perfetta, un esempio è l’intonazione che non è precisissima.

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Kit diamonica

 

7. Melodica 32 Tasti Tastiera Stile Pianoforte

 

Qui abbiamo un kit diamonica venduto a un prezzo a dir poco interessante. Stiamo parlando di uno strumento per dilettanti, sia chiaro ma tra le mani di un ragazzino fa sicuramente il suo dovere. Ci sono due tubi e due boccaglio così da avere i ricambi all’occorrenza. La custodia è morbida ma comunque ben realizzata. 

Un plus è lo strap posto lateralmente dove si infila la mano per una presa salda. Non manca il sistema di drenaggio per la salita. Veniamo al suono che è quello tipico di una diamonica economica. 

Lo stesso discorso vale per la sensibilità dei tasti ma sono cose che sebbene rientrano pur sempre nella categoria dei difetti o comunque degli aspetti sfavorevoli, ci possono stare per strumenti economici. Secondo noi per la lezione di musica a scuola questa è una valida soluzione.

 

Pro

Accessori: La diamonica porta in dote ben due tubi e due bocchini così da poterli sostituire all’occorrenza, questo è uno degli aspetti più interessanti.

Strap: Per una presa più agevole e comoda quando si suona in piedi c’è uno strap dove si infila la mano.

Prezzo: Il costo della diamonica è buono secondo noi, lo diciamo tenendo conto anche degli accessori inclusi nella confezione.

 

Contro

Tasti: Come molti avranno immaginato, i tasti sono di modesta fattura, non sono molto sensibili al tocco.

Suono: La qualità del suono è tipica di uno strumento molto economico, un discorso che possiamo tranquillamente estendere anche ai materiali.

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Accessori

 

Custodia per diamonica

 

Bontempi Tubo Flessibile e Custodia per Diamonica MP, 65 2500

 

Molto spesso i tubi delle diamoniche economiche lasciano a desiderare per la qualità dei materiali, infatti tendono a rompersi, ecco perché un accessorio come questo che vi proponiamo torna di grande utilità. La qualità è buona, non si tratta della classica plastica sottilissima inoltre è inclusa anche una custodie pieghevole. È un prodotto che ha soddisfatto del tutto i clienti che ne sono entrati in possesso come emerge dalle loro recensioni positive pubblicate in rete e che in buona parte coincidono con le nostre conclusioni.

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Come scegliere una buona diamonica

 

Abbiamo fatto una comparazione tra tutte le offerte disponibili in rete e abbiamo determinato una selezione di quelle che secondo noi sono le migliori diamoniche del 2020. Sul mercato la scelta è ampia, si va dalla migliore marca a quella meno nota ma in ogni caso parliamo di buoni strumenti che siamo certi saranno approvati anche dagli insegnanti di musica dei vostri figli.

La chiamano melodica

Sebbene chiamare questo strumento diamonica sia molto comune, è noto anche con altri nomi a cominciare da melodica (che poi sarebbe quello principale), pianica e clavetta. Il fatto che sia uno strumento principalmente didattico non significa che non ci siano musicisti che la usino professionalmente. 

Ma a chi si deve l’invenzione della migliore diamonica? Oggi la producono in tanti ma il primo che la lanciò sul mercato fu la Hohner (azienda tedesca di Trossingen attiva fin dal 1957) che è nota anche e soprattutto per la costruzione di fisarmoniche e armoniche a bocca, anzi, proprio per quest’ultimo tipo di strumento la Hohner ha portato diverse e interessanti innovazioni. Ma non stiamo qui a parlare di armoniche delle quali trovate comunque informazioni in abbondanza sempre sulle nostre pagine.

 

Una variante dell’armonica a bocca

C’è un filo conduttore tra la diamonica e l’armonica a bocca e la fisarmonica. La diamonica si compone di due elementi: una tastiera e una imboccatura. Possiamo anche individuare un terzo elemento ma il suo uso non è tassativo, si tratta di un tubo di plastica che serve ad insufflare l’aria. Questo tubo è utile, per esempio, se si vuole tenere la diamonica appoggiata su un tavolo mentre si suona. 

I tasti ricordano quelli di una fisarmonica, i modelli più diffusi hanno due ottave ma ce n sono anche da due ottave e mezzo. Per quanto riguarda la produzione del suono (anche in questo caso noterete le similitudini con la fisarmonica), all’interno dello strumento ci sono delle ance che sono controllate da valvole che si trovano collegate ai tasti; al vibrare le ance emettono il suono.

Caratteristiche

Come scegliere una buona diamonica? Beh, di certo ci sono un paio di caratteristiche che orientano la scelta. Una di queste è sicuramente il numero di ottave. Come abbiamo visto la diamonica può essere di s oppure due ottave  e mezzo. Se non ci sono particolari esigenze legate allo spazio (magari si preferisce una diamonica da due ottave perché più comoda da mettere nello zaino di vostro figlio), noi suggeriamo di prendere il modello con maggior estensione. Tenete comunque presente che nella maggior parte dei casi la diamonica è accompagnata da una custodia di plastica pertanto anche il trasporto a mano non costituisce un grosso problema. 

L’altra questione riguarda i materiali, la qualità costruttiva. Abbiamo detto che si tratta di uno strumento in uso per le lezioni di musica all scuole medie, in questo caso la qualità dei materiali non deve essere eccelsa, il discorso cambia se volete suonare la diamonica ad alti livelli. Qui la qualità costruttiva deve necessariamente avere standard più alti e di conseguenza anche i materiali. Nel primo caso sarà sufficiente un budget di pochi euro perché è uno strumento più economico mentre nel secondo parliamo di qualche centinaio di euro. Sono questi i principali aspetti da valutare prima di decidere quale diamonica comprare.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come suonare la diamonica?

Fondamentalmente ci sono due possibili modi per suonare la diamonica. Potete decidere di tenerla adagiata su una superficie, in questo caso dovrete necessariamente collegare l’apposito tubo, oppure tenendola in mano quindi servendovi del bocchino. In entrambe i casi bisogna sempre soffiare aria all’interno dello strumento e contemporaneamente premere i tasti per emettere le note desiderate. 

Bisogna controllare la respirazione e soffiare piano per ottenere note “leggere” o forte per avere l’effetto contrario. Tenete le mani rilassate, controllate soprattutto che le dita non siano rigide. Se lo strumento non si trova appoggiato su di un pano, il pollice va sotto la base dello strumento.

 

Come pulire il tubo della diamonica?

La pulizia del tubo della diamonica non è complicata. Nella maggior parte dei casi è sufficiente un po’ d’acqua corrente che si può far scorrere all’interno del tubo. Per una maggiore igiene ma anche per eliminare eventuali cattivi odori si può usare qualche goccia di sapone per i piatti; è importante risciacquare bene. Prima di sistemare il tubo nella custodia, controllate che sia perfettamente asciutto. 

Per lo sporco più ostinato, chiaramente visibile a occhio nudo, è possibile attuare il seguente metodo. Mettete sufficiente acqua in una bacinella, aggiungete qualche goccia di candeggina e mettete il tubo in ammollo per una decina di ore. Trascorso questo tempo, sciacquate con acqua e fate asciugare il tubo.

 

La mia diamonica non suona più come prima, perché?

Se notate che il suono della vostra diamonica è cambiato, per non dire peggiorato, escludendo qualche danno alle lamelle, sempre possibile soprattutto nel caso di strumenti economici, è molto probabile che la diamonica sia sporca. Una accurata pulizia dovrebbe risolvere il problema.

 

La melodica va intonata?

Nella diamonica il problema di intonazione è sicuramente minore rispetto ad altri strumenti, però si presenta. Molti non ci danno peso ma è chiaro che chi ha bisogno di un suono perfetto sotto tutti i punti di vista deve necessariamente intervenire. L’operazione non è alla portata di tutti, bisogna limare leggermente parte delle lamelle che non sono intonate con della carta abrasiva fine. Se non si sa dove mettere le mani è meglio rivolgersi a un professionista.

 

 

 

Come utilizzare una diamonica

 

Molto spesso il primo incontro con questo strumento a fiato avviene a scuola, le medie per essere precisi. La diamonica è l’alternativa al flauto per eseguire la parte pratica delle lezioni di musica quando si impara anche a leggere gli spartiti. In molti casi la diamonica è vista come uno strumento giocattolo ma in vero ne esistono anche modelli professionali che costano centinaia di euro ma probabilmente voi che siete giunti fin qui avete speso una cifra ragionevole e adesso volete capire cosa farci. Vi aiutiamo noi.

Tecnica di respiro

Come per tutti gli strumenti a fiato anche nel caso della diamonica la respirazione è importante, bisogna imparare a controllarla. In linea generale possiamo dire che ci sono diversi metodi per ottenere differenti toni ma per sintetizzare possiamo dire che un respiro leggero permette di emettere note dolci mentre un suono forte richiede maggiore aria spinta con più pressione. 

Per ottenere particolari effetti si può usare la lingua, un po’ come per il flauto. È da tenere presente che quando si premono due o più note in contemporanea sarà necessario suonare più forte per un volume adeguato.

 

La mano sulla tastiera

C’è più di un approccio per la mano che tocca i tasti, l’importante è che questa, così come le dita, siano rilassate. Il pollice va sotto la diamonica. Anche per questo strumento è possibile eseguire dei bending, serve un po’ di pratica ma l’esecuzione non è complicata. In pratica si suona la nota e mentre lo si continua a fare si solleva lentamente il dito dal tasto allentando così la pressione e ottenendo un calo di intonazione.

 

Eliminare la condensa

Dopo aver suonato è opportuno eliminare la condensa e la saliva che inevitabilmente si formano all’interno dello strumento. L’operazione è semplice, basta premere il pulsante che si trova all’estremità della diamonica e soffiare dal bocchino come se si volesse suonare.

Pulizia approfondita

Lo sporco pregiudica il suono della dinamica, in casi estremi è necessaria una pulizia all’interno dello strumento. Capovolgete la diamonica e  svitate le viti. Sotto ai tasti c’è una parte metallica, tamponatela con della carta assorbente, strofinate leggermente nei punti dove è accumulato lo sporco. 

La scocca può essere pulita internamente con un panno imbevuto di alcol. Aiutandovi con un cottonfioc imbevuto di alcool pulite l’imboccatura. Rimontate lo strumento e sempre con un panno imbevuto di alcol, pulite i tasti. Asciugate bene con della carta. Per la pulizia tra lo spazio che intercorre tra un tasto e l’altro potete usare cotton fioc e alcool.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Sono diversi i musicisti rock ad avere un debole per l’armonica, alcuni di questi li definiremmo degli insospettabili.

 

Si sa, la formazione rock tipo prevede voce, chitarra, basso e batteria; non serve altro. Tuttavia non di rado a questi strumenti se ne aggiungono altri, il più comune è la tastiera per non parlare dell’organo hammond che fa parte in pianta stabile di diverse grandiose formazioni, pensiamo ai Deep Purple e al compianto Jon Lord. I musicisti più audaci hanno persino aggiunto strumenti etnici alla loro musica. 

Insomma, non c’è da meravigliarsi se magari, di tanto in tanto, c’è un rocker che inserisce il suono di una buona armonica nella sua musica. Allora ci siamo detti: perché non fare un articolo sull’incontro tra il rock e l’armonica. Detto fatto. In alcuni casi non resterete sorpresi di scoprire che il musicista Tizio ha la passione per questo strumento e lo suona egregiamente, mentre in altri casi siamo certi che vi meraviglierete.

 

Steven Tyler

Steven Tyler è il frontman degli Aerosmith, lo sanno anche i sassi, mentre sono meno le persone che conoscono la sua passione per l’armonica, tanto è vero che la Hohner ha realizzato un modello signature a suo nome. Ma parliamo di musica suonata. Tyler ci regala un saggio della sua abilità nel pezzo Cryin’, presente sul disco Get a Grip, fortunato album uscito nel 1993. Anche quando il pezzo è proposto da vivo, il singer non manca di eseguire personalmente l’assolo di armonica. Quest ultima, poi, ha trovato ampio spazio sul suo solo album We’re All Somebody From Somewhere, lavoro del 2016 abbastanza distante dalle cose fatte con gli Aerosmith (ma dopotutto il senso di un solo album è anche questo) e che strizza l’occhio alla musica country, ma non pensate a una colonna sonora degna della serie TV Hazzard.

 

 

Lemmy

Questo nome vi sorprenderà. Lui, Mr Ian Fraser Kilmister, sua maestà Lemmy, signore indiscusso dei Motorhead, emblema del rock sporco e duro aveva un debole per l’armonica. Possiamo citare almeno due episodi nei quali questo grandioso personaggio ha usato l’armonica a bocca per la sua musica. Il primo è Whorehouse Blues, pezzo di blues acustico che chiude (inaspettatamente, dobbiamo dirlo) l’album Inferno del 2004. L’altro episodio riguarda il celebre brano Ace Of Spades che per l’occasione diventa un brano blues acustico. Che dire, l’esperimento è certamente curioso ma per quanto ci riguarda preferiamo senza ombra di dubbio la versione originale di quello che, indiscutibilmente, è il pezzo con i quali maggiormente si identificano i Motorhead. Ma si sa, Lemmy è sempre stato un provocatore, uno che va contro a  prescindere e ha sempre fatto ciò che gli pareva… e noi gli vogliamo bene anche per questo.

 

Sammy Hagar

Sammy Hagar è famoso soprattutto per essere stato il cantante dei Van Halen dopo la separazione con David Lee Roth, poi, come un cerchio che si chiude, quando David Lee Roth torna nella sua vecchia band, Haggar va per la sua strada. E il suo primo atto è l’album Marching To Mars del 1997. Sono diversi gli ospiti sull’album. Per quanto riguarda l’armonica troviamo Huey Lewis che partecipa al brano Little White Lie ma consentiteci di portare alla vostra attenzione quella che è la vera sorpresa del disco: per il brano Leaving The Warmth of the Womb troviamo addirittura la formazione originale dei Montrose che, oltre ad Hagar comprende Ronnie Montrose, Denny Carmassi e Bill Church.

 

Guns N’ Roses

Un’altra band che ha fatto uso dell’armonica per la sua musica sono i Guns N’ Roses. In particolare ci riferiamo al brano Bad Obsession, presente su Use Your Illusion I. Per l’armonica i Guns scelsero un ospite d’eccezione: Michael Monroe, famoso soprattutto per il suo ruolo di cantante negli Hanoi Rocks, band da sempre stimata da Axl e soci. Dal vivo, però, almeno durante i lunghi tour degli anni ‘90, al momento di eseguire Bad Obsession, l’armonica era suonata dal tastierista Teddy Andreadis che fa davvero un ottimo lavoro.

 

 

Slash

Quando Slash uscì dai Guns N’ Roses pubblico il suo primo album con gli Slash’s Snakepit che non è esattamente un solo album in quanto si trattava di una band a tutti gli effetti che, oltretutto, vedeva Gilby Clarke il quale aveva sostituito Izzy Stradlin’ alla chitarra durante i tour e poi aveva preso parte alle registrazioni del cover album dei Guns N’ Roses “The Spaghetti Incident?”. Altro membro dei Guns N’ Roses era presente era il batterista Matt Sorum. Completavano la band Eric Dover alla voce e Mike Inez al basso che, per la cronaca, è il bassista degli Alice in Chains. Ma sul disco troviamo altre due vecchie conoscenze dei Guns N’ Roses: Dizzy Reed (tastiere) ma soprattutto il sopracitato Teddy Andreadis che suona l’armonica sull’open tack Neither Can I.

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Quali sono le difficoltà al primo approccio con l’armonica? È uno strumento difficile da suonare? Ve lo spieghiamo qui.

 

Quante volte vi sarà capitato di ascoltare il suono di un’armonica? È uno strumento che se ci pensate non gode di grande pubblicità, molti non lo ritengono “cool” come potrebbe esserlo una chitarra o la batteria e non la si associa al virtuosismo. Tuttavia se siete qui non la pensate in questo modo. Sapete che l’armonica è uno strumento di grande importanza, sa essere protagonista, pensiamo, ad esempio a quanto ha saputo dare al blues, ma non solo. 

Insomma, l’armonica è uno strumento piccolo ma nelle mani giuste sa farsi davvero grande e l’elenco di chi ha saputo incantare suonandola, è lungo. Facciamo qualche nome? Little Walter che è stato un vero innovatore dello strumento, Walter Horton o come lo chiamavano tutti, Big Walter e ancora James Cotton. Voi siete agli inizi, non sappiamo se sarete in  grado di arrivare ai livelli dei musicisti appena citati e di tantissimi altri, ma ve lo auguriamo. Ci vuole talento ma averlo non basta, bisogna coltivarlo, nutrirlo e per farlo serve tanto impegno e studio. 

Per cominciare, vi serve lo strumento, date un’occhiata alle armoniche vendute online. Nel frattempo vi introduciamo sul come suonare l’armonica. Sia chiaro, la nostra vuole essere una semplice infarinatura, giusto per capire come funzionano le cose e consentirvi di farvi una prima idea.

 

Le armoniche

È sbagliato parlare di armonica, è più giusto parlare di armoniche in quanto ne esistono di più tipi. Certo, si comincia con una ma è probabile che se vi appassionerete allo strumento sentirete l’esigenza di possederne altre per far fronte alla vostre esigenze musicali. Volendo semplificare, distinguiamo lo strumento in due categorie: armonica diatonica e cromatica. 

La prima permette di suonare esclusivamente le note della tonalità per la quale è accordata. Di questa categoria l’armonica più diffusa è quella in Do maggiore, detta Richter, a dieci fori ma poi ci sono delle varianti da prendere in considerazione se la vostra musica lo richiede. 

Nel caso dell’armonica cromatica, invece, ogni ottava permette di eseguire dodici note. Per ovvie ragioni l’armonica cromatica ha dodici fori. Un’armonica del genere è dotata di un meccanismo detto “registro”, un tasto grazie al quale coprire tutti i tipi di scala diatonica o cromatica.

 

 

Quanto spendere

Dopo aver deciso su quale tipo di armonica orientarvi, bisogna stanziare il budget. Non dovete comprare uno strumento costoso se siete agli inizi ma neanche di pessima qualità. Un’armonica del genere non farà altro che complicarvi l’apprendimento. Stanziate una somma di 30 euro e vedrete che porterete a casa uno strumento adatto ai principianti. Se proprio non avete idee in merito, vi suggeriremo qualche modello più avanti.

 

Impugnate l’armonica

Ce l’avete fatta, alla fine avete comprato l’armonica. Si può finalmente cominciare. La prima cosa che dovete imparare e come si tiene l’armonica. Lo strumento è sorretto da una mano mentre l’altra va messa dietro e deve fungere da cassa di risonanza; ciò si ottiene mettendo la mano arquata al fine di lasciare dello spazio tra l’uscita dei fori e il palmo della mano.

 

Le note singole

Come prima cosa imparate a suonare le note singolarmente. Potete servirvi di una delle seguenti tecniche: il puckering e il tongue blocking. Per eseguire la prima tecnica bisogna appoggiare le labbra, contraendole, sul foro che vi interessa far suonare. Al tempo stesso bisogna tenere isolati i fori attigui bloccandoli con le labbra. Il tongue blocking, come suggerisce il nome, richiede l’uso della lingua per ostruire i fori adiacenti a quello da suonare.

 

Come suonare gli accordi

Non solo le note singole, l’armonica permette di suonare anche gli accordi. L’aria può essere insufflata e aspirata in due o più fori. Se volete ottenere una particolare ritmica, dovete picchettare con la lingua sul fori.

 

 

Suzuki SU-MR-250 Blues Master

Come promesso siamo giunti ai consigli d’acquisto. Cominciamo con la Suzuki SU-MR-250 Blues Master che ha un buon rapporto qualità/prezzo. Tenete presente che tra gli armonicisti si dice un gran bene di Suzuki. Questo modello lo trovate in diverse tonalità ma la cosa importante è che è ben costruita, resistente, sicuramente adatta al principiante. Attenzione solo all’accordatura perché non tiene a lungo ma sono cose che capitano con strumenti di questa fascia di prezzo.

 

Hohner 1896BX-C

Anche Hohner è un marchio molto amato dagli armonicisti. Di questo produttore vi proponiamo il modello 1896BX-C che è un entry level e rientra tranquillamente nel budget che abbiamo indicato per l’acquisto della prima armonica. Lo strumento è in Do, ha dieci fori, molto vicini tra loro. Tale caratteristica semplifica l’esecuzione dei brani. A nostro avviso è un buono strumento per principianti, bello anche esteticamente.

 

Eastar armonica tremolo a 24 fori

Crediamo che resterete piacevolmente sorpresi dall’armonica Eastar che viste le sue qualità è venduta a un prezzo che è un vero affare. Se state cercando un’armonica a 24 fori ma non sapete con quale iniziare, noi vi suggeriamo di puntare senza timore su Eastar, non resterete delusi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Blues, rock o pop che sia, l’armonica riesce sempre a ritagliarsi il suo spazio: vi presentiamo una selezione di brani dove questo strumento gioca un ruolo fondamentale.

 

L’armonica è uno strumento piccolo in fin dei conti, eppure è stato reso grande da bravissimi musicisti che l’hanno suonata e in molti casi continuano a suonarla egregiamente. Dal blues al rock passando per il pop, l’armonica (i migliori modelli) più venduta ha saputo ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto. Ma non perdiamo altro tempo e andiamo alla scoperta di alcuni dei brani più famosi dove è possibile ascoltare l’armonica.

 

Mannish Boy

Parlare di brani musicali dove l’armonica ha un ruolo fondamentale significa necessariamente pescare nella tradizione blues. Abbiamo gettato l’amo in questo vasto mare fatto di note e abbiamo pescato Muddy Waters, praticamente il papà del blues di Chicago. Insomma, la pesca è stata subito fruttuosa. Il brano che abbiamo scelto sicuramente lo avrete ascoltato almeno una volta nella vostra vita, si tratta di Mannish boy. C’è una curiosità che vale la pena sottolineare. Quando Muddy Waters registrò il pezzo nel 1955 nella sua Chicago, l’armonica non fu suonata dal fido Little Walter in quanto era impegnato altrove, l’onore spettò a Junior Wells.

 

 

Snatch It Back and Hold It

Lo abbiamo citato e pertanto ci sembra giusto quantomeno dargli il meritato spazio presentandovi uno dei suoi brani. Di chi stiamo parlando? Di Junior Wells. Abbiamo scelto dal suo debut album Hood Man Blues dal 1965 il brano Snatch It Back and Hold It nel quale potete ammirare tutta la sua abilità tecnica nel suonare l’armonica.

 

Blowin’ in the wind

Bob Dylan suona spesso e volentieri l’armonica. Prendiamo ad esempio Blowin’ in the wind, canzone celebre del cantautore statunitense. La trovate sul disco The Freewheelin’ Bob Dylan, pubblicato nel ‘63. Da molti è ritenuto una delle migliori cose fatte da Dylan.

 

Cryin’

La passione e l’abilità di Steven Tyler con l’armonica è cosa nota e, sebbene questo strumento non possa dirsi una costante della musica degli Aerosmith, ha comunque trovato il suo spazio. Un esempio è la canzone Cryin, presente sull’album Get a Grip che la band diede alle stampe nel 1993. Il singolo fu un grandissimo successo e certamente diede un grosso contributo a trainare l’intero album.

 

brani famosi per imparare l'armonica

Li conoscete? Sono brani con intermezzi di armonica molto noti

 

Roadhouse Blues 

Pezzo iconico della musica rock che paga il suo tributo al Blues è Roadhouse Blues dei Doors. Il pezzo fa parte del disco Morrison Hotel, pubblicato nel 1970. I fan della band, e non solo, sono concordi nel riconoscere che questo sia uno dei migliori pezzi scritti dalla band di Jim Morrison. Vi sveliamo una curiosità: le parti di armonica furono registrate da John Sebastian, il frontman dei Lovin’ Spoonful  il quale appare tra i credit come G. Puglese.

 

Bad Obsession

Neanche i Guns N’ Roses sono stati indifferenti al fascino dell’armonica la quale troviamo presente sul brano Bad Obsession, canzone presente sul fortunatissimo album Use Your Illusion I. L’armonica sottolinea, in un certo senso, l’animo southern rock che pervade la canzone. Il risultato finale merita sicuramente l’ascolto da parte vostra.

 

L’Isola che non c’è

Ma i musicisti italiani suonano l’armonica oppure no? Beh, la risposta è sì, anche se forse quelli famosi non sono tanti. Di certo chi non ha bisogno di presentazioni è Edoardo Bennato che infila spesso e volentieri il suono dell’armonica nelle sue canzoni; è il caso, per esempio, del brano L’isola che non c’è.

 

 

Heart of Gold

Nel 1972 Neil Young, famoso cantautore canadese e fonte d’ispirazione per band come i Pearl Jam, pubblicò il disco Harvest. Tra i brani che compongono la tracklist c’è anche Heart of Gold, uno delle sue composizioni più note dove l’armonica trova grande spazio. La canzone, ne siamo certi, saprà conquistarvi soprattutto se vi piace il folk.

 

My babe

Bluesman eccezionale e formidabile armonicista era Little Walter che, come detto in apertura, ha avuto una proficua collaborazione con Muddy Waters. Escludere un personaggio del genere dalla nostra selezione sarebbe stato ingeneroso verso un musicista che ha dato un grandissimo contributo al blues.

La sua tecnica è stata rivoluzionaria, come si può capire anche ascoltando My babe. Qualcuno lo ha paragonato a Jimi Hendrix per il suo modo innovativo di suonare lo strumento. Crediamo che chi ami l’armonica ma soprattutto chi voglia imparare a suonarla non possa prescindere da questo artista. Per tale ragione l’abbiamo lasciato in ultimo, per chiudere in bellezza con un grande dell’armonica e della musica blues.

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Abbiamo selezionato una serie di brani e filastrocche di facile esecuzione con l’armonica: qualsiasi principiante sarà in grado di suonare questi pezzi.

 

Se siete appena agli inizi con l’armonica avete bisogno di una serie di brani semplici da eseguire, pezzi in linea con la vostra preparazione che, inevitabilmente, è da principiante ma anche canzoni divertenti da suonare e che possano spingervi ad andare avanti a coltivare la vostra passione. La selezione potrebbe non essere poi così semplice ma di questo non dovete assolutamente preoccuparvi perché abbiamo raccolto una serie di suggerimenti che crediamo potranno incontrare i vostri gusti (magari non in toto) e soprattutto coerenti con le vostre capacità tecniche. Prendete nota e poi tirate fuori la migliore armonica così da cominciare subito a suonare.

 

Oh! Susanna

Apriamo la nostra lista di brani con uno che è tanto semplice quanto famoso. Chi non ha mai ascoltato almeno una volta in vita sua Oh! Susanna? È una canzone amata soprattutto dai bambini ma molti ignorano l’autore. Il brano fu composto da Stephen Foster nel lontano 1848. Il brano è nella top 100 delle western song di tutti i tempi ma va detto che ricorda molto la polka, un genere che era giunto da poco negli Stati Uniti. È nostra opinione che questo sia uno di quei brani particolarmente adatti per essere suonati con l’armonica ed essendo di facile esecuzione, va bene per i principianti.

 

 

Nella vecchia fattoria

Ancor più semplice è la filastrocca Nella vecchia fattoria. Il pezzo fu pubblicato nel 1949 da Quartetto Cetra ma è un adattamento del brano Old MacDonald Had a Farm. La filastrocca si caratterizza per la linea melodica molto semplice. Suonare Nella vecchia fattoria servendosi dell’armonica è una cosa piuttosto agevole, oltretutto il pezzo è facilissimo da memorizzare.

 

Blowin’ in the wind

Vi sembra tutto fin troppo facile? Allora alziamo un po’ il tiro o, se preferite, l’asticella. Che ne dite di cimentarvi con Blowin’ in the wind? Si tratta di una canzone che Bob Dylan scrisse nel 1962 e che trovò posto sulla tracklist di The Freewheelin’ Bob Dylan, pubblicato nel 1963. Il brano ha una importanza storica per la musica davvero notevole ma non la suggeriamo solo per questo motivo, anche perché non è troppo difficile da suonare.

 

Hey Jude

Un altro brano perfetto per essere suonato con l’armonica è senza ombra di dubbio Hey Jude. La canzone fu scritta da Paul McCartney anche se tra i credits risulta anche John Lennon. Ma non è questa la cosa importante. Il pezzo lo trovate sul disco The Beatles, conosciuto anche come il White Album. Si tratta di una canzone di grande successo, conosciuta in tutto il mondo, non dovreste avere particolari difficoltà nell’imparare a suonarla con l’armonica.

 

L’isola che non c’è

Non ci sembrava proprio il caso di escludere Edoardo Bennato da una lista di brani da suonare con l’armonica; dopotutto il musicista partenopeo ne ha sempre una in tasca. Abbiamo scelto per voi la canzone L’isola che non c’è, uno dei suoi pezzi più famosi.

 

canzoni per armonica, despacito, blowin' in the wind

State imparando a suonare l’armonica? Provate a eseguire uno di questi facili brani

 

Lambada

Un pezzo abbastanza semplice da eseguire con l’armonica è la Lambada, brano pubblicato dai Kaoma nel 1989 e presente sul disco Worldbeat. All’epoca divenne il classico tormentone estivo, non c’era angolo del pianeta dove non si sentisse echeggiare. È opportuno segnalare che il pezzo è un adattamento di Llorando Se Fue del gruppo boliviano Los Kjarkas.

 

The Sound of Silence

È un brano per tutte le stagioni, buono per essere suonato con qualsiasi strumento o quasi; stiamo parlando di The Sound of Silence del duo Simon & Garfunkel, uno dei pezzi più noti della musica degli anni ‘60. La struttura del brano è di grande semplicità e il pezzo sembra essere perfetto per essere eseguito con l’armonica. Vi consigliamo di inserirla nel vostro repertorio perchè non mancherà qualcuno che ve la richiederà, vista la sua fama.

 

Despacito

Mancanza di tormentoni nel vostro repertorio? Che ne dite di aggiungere Despacito? Si tratta di una canzone cantata da Luis Fonsi che per l’occasione ha collaborato con Daddy Yankee. Il brano è un mix tra reggaeton il pop latino. Il pezzo è orecchiabile, di facile memorizzazione e ancor più semplice l’esecuzione. Vi basterà pochissimo tempo per impararlo.

 

 

Ai se eu te pego

Molto prima di Despacito c’era Ai se eu te pego, tormentone portato alla ribalta mondiale da Michel Telò. Il pezzo, infatti, è una cover di Sharon Acioly. C’è chi ritiene che parte dell’improvviso successo ottenuto dal singolo lo si debba al calciatore del Paris Saint Germain Neymar, il quale fu immortalato in un video mentre ballava negli spogliatoi sulle note della canzone.

 

Fra Martino Campanaro

Concludiamo con una filastrocca di grande semplicità adatta anche ai bambini, si tratta di Fra Martino Campanaro. La versione originale è francese me ne esistono tantissime in diverse lingue, vista la sua popolarità.

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Suonare questa tipologia di flauto non è difficile, almeno a livello amatoriale, ma come tutti gli strumenti musicali, richiede impegno, dedizione e naturalmente tanta passione.

 

Molti tendono ad associare il flauto di pan al Perù ma si tratta di una associazione riduttiva e anche erronea dovuta probabilmente al fatto di ritenere i tratti somatici andini come una cosa esclusiva dei nativi peruviani, per intenderci quelli che affondano la loro discendenza nell’era precolombiana. Pertanto il primo equivoco da correggere è che il flauto di pan, è uno strumento tipico della tradizione musicale, non soltanto del Perù ma anche di paesi come l’Ecuador, la Bolivia e la Colombia. 

Il secondo equivoco da correggere è che questo strumento è caratteristico soltanto della musica popolare andina. In vero trova grande impiego anche nella musica popolare germanica. È diffuso, infatti, in Germania, Austria, Svizzera tedesca e Bolzano. Varianti dello strumento ci sono in Brianza, Romania, Cina e nelle Isole Salomone. Ma cosa c’entrano questi paesi con il dio Pan? Effettivamente le origini dello strumento risalgono all’antica Grecia. Secondo il mito, Pan usava il suono del flauto per irretire i viandanti.

 

Tipi di flauto di Pan

Per imparare a suonare il flauto di pan più venduto è il caso di conoscere qualcosa in più sullo strumento. Diciamo che dire “flauto di pan” significa essere generici. In realtà ce ne sono diversi tipi con nomi specifici a seconda del paese di origine. Cominciamo dalla Siringa che poi è lo strumento suonato dal dio Pan, dunque è la versione greca del flauto. 

La zampoña, invece, che è il tipico strumento dell’altopiano andino, dunque è comune non solo in Perù ma anche Bolivia, Chile, Ecuador, Colombia e Argentina. La zampoña è spesso presente nella musica folk di questi Paesi. 

La antara è uno strumento vecchio di almeno 2000 anni ed è tipico della cultura musicale Nasca e Paracas, popoli precolombiani. Il siku si caratterizza e distingue dagli altri flauti di Pan per avere due fila di tubi. È uno strumento tipico del Perù. Abbiamo detto di come il flauto di pan sia presente anche in Cina. In questo caso si parla di Paixao.

 

 

La struttura del flauto di pan

Per essere suonato uno strumento va conosciuto a fondo, anche la sua struttura. Cominciamo dai materiali più comunemente impiegati per la realizzazione del flauto di pan che sono: il bambù e il legno d’acero (sono i legni più comuni). Chiaramente con la scoperta di nuovi materiali si è trovato il modo di impiegarli anche per il flauto, in particolare plastica  e metallo. Il flauto di pan ha le canne disposte verticalmente e in sequenza, dalla più lunga alla più corta.

Generalmente vengono unite per mezzo di corde e cera. Sono quattro le forme più comuni: quella detta a zattera, il flauto ricavato da un unico pezzo di legno, quello con le canne disposte su due file e quello a fascio.

 

L’emissione del suono

Eccoci qua, finalmente siamo arrivati al nocciolo del nostro articolo, ovvero, come suonare il flauto di pan (ecco i migliori modelli). Premettiamo che sebbene sia uno strumento dalla struttura semplice, non significa che suonarlo non comporti delle difficoltà. Poi è chiaro che dipende da quanto in alto si mette l’asticella. Dovete sapere che ci sono dei veri virtuosi dello strumento, musicisti che hanno studiato a fondo il flauto. 

Facciamo un nome su tutti: Gheorghe Zamfir che come si intuisce non è peruviano e tantomeno andino. È un musicista romeno ritenuto tra i più grandi maestri dello strumento. Torniamo a noi. Dicevamo dell’emissione del suono: le labbra devono essere chiuse parzialmente, va lasciato soltanto lo spiraglio necessario a far passare l’aria. È importante controllare la velocità dell’aria insufflata perché questa determina l’intonazione. In particolare, più si va verso i registri acuti e più velocemente deve circolare all’interno dei tubi.

 

 

Pulizia e cura dello strumento

Già che ci siamo, è bene imparare a prendersi la necessaria cura dello strumento, dunque la sua pulizia e preservazione. La pulizia va fatta con una certa periodicità. Il flauto va pulito all’esterno ma soprattutto all’interno. A tale scopo esistono degli appositi kit composti da aste ricoperte di microfibra e olio di vaselina.

Per quanto riguarda la preservazione dello strumento, cercate di tenere il flauto in una buona custodia  al riparo dall’umidità. A tale scopo, prima di riporre lo strumento, accertatevi che sia asciutto, in altre parole rimuovete eventuali tracce di saliva che potrebbero essersi accumulate all’interno delle canne.

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Quali sono i brani più noti eseguiti con il flauto di pan? Rispondiamo a questa domanda e vi presentiamo i musicisti più interessanti e abili con questo strumento.

 

Se i migliori flauti di pan vi incuriosiscono, forse avete deciso di scoprire quali sono i brani più famosi eseguiti con questo strumento. Magari vi piacerebbe realizzare una compilation da regalare a una persona a voi cara e cercate qualche spunto, un’idea che possa aiutarvi a scegliere i brani più significativi o comunque meritevoli di ascolto. È ciò che abbiamo fatto per voi. Di seguito troverete una serie di pezzi che vi faranno sognare, emozionare o anche semplicemente rilassare. 

 

Lonely Shepherd

Quando abbiamo iniziato a ragionare con quale brano, ma soprattutto quale musicista aprire la nostra selezione, la scelta è caduta su Gheorghe Zamfir. Diciamo che non ci abbiamo messo neanche tanto a decidere, potremmo parlare di scelta obbligata vista l’importanza che ha il compositore rumeno per lo strumento in questione. Il successo di Zamfir è mondiale e vendere oltre 120 milioni di dischi non è da tutti, certamente un traguardo difficile per qualsiasi musicista che si cimenta con il flauto di pan. Dalla sua carriera lunga oltre 50 anni, abbiamo scelto la sua interpretazione di Lonely Shepherd.

 

 

El Condor Pasa

Un flautista che ha fatto una lunghissima strada, in tutti i sensi, è Leo Rojas. Ma spieghiamo un attimo quel “in tutti i sensi”. Si tratta di un flautista ecuadoregno che quando era ancora adolescente lasciò il suo Paese per cercare fortuna in Europa. Si guadagnava da vivere esibendosi come artista di strada. All’inizio racimolava solo poche monete ma via via il capannello di persone che si radunava intorno a lui era sempre più folto. Si fermò in Germania, Berlino per l’esattezza. Ebbe l’ardire di partecipare a un talent show molto popolare: “Das Supertalent”. Con non poca sorpresa da parte sua, lo vinse. La partecipazione a quel programma gli permise di pubblicare il suo primo disco: Spirit of the hawk. Di quel lavoro vi proponiamo El Condor Pasa, ma sentitevi liberi di pescare da tutta la tracklist.

 

Hallelujah

Hallelujah è un brano originariamente scritto da Leonard Cohen ed è tornato di voga subito dopo la morte del musicista canadese. Fu pubblicato nel 1984 sul disco Various Positions. Va da sé che la canzone è stata coverizzata tantissimo ma a noi interessa il flauto di pan e in questo caso vorremmo che vi soffermaste ad ascoltare la versione proposta da Edgar Muenala, stimato flautista che con la sua musica saprà conquistarvi fin dal primo ascolto.

 

The Sound of Silence

Un altro brano che ha dimostrato di essere perfetto per il flauto di pan è The Sound of Silence di Simon & Garfunkel. La canzone fu pubblicata nel ‘64 e gli amanti del flauto di pan di certo avranno piacere nell’ascoltare la versione degli Inka Gold, un duo ecuadoregno composto da Oscar Andrés Morales Vega e Pablo Santiago Morales Vega. Il primo suona il flauto, il secondo la chitarra e altri strumenti a corde. I due fratelli si sono esibiti giovanissimi in Europa raccogliendo consensi particolarmente in Germania e Belgio. Oggi la loro base operativa sono gli Stati Uniti d’America.

 

Princesa del Sol

Originario di Lima è Carlos Carty, un ottimo flautista conosciuto a livello internazionale. La sua passione per la musica andina è nota. Con il suo flauto di pan vi delizierà sulle note del brano Princesa del Sol, presente sul disco di debutto dal titolo Machupicchu o Segredo dos Incas. Si tratta di un disco che Carty registrò durante la sua permanenza in Brasile, come si può intuire dal titolo. Una lingua diversa dallo spagnolo che però non tradisce l’amore di Carlos Carty per le sue radici. 

 

Son of Ecuador

Questo brano è frutto della collaborazione tra Leo Rojas e la cantante tedesca Isgaard. Il brano fa parte dell’album Albatros del 2013. La collaborazione è prova della fama raggiunta da Leo Rojas in germania, anche grazie alla vittoria del talent cui abbiamo già fatto cenno. All’epoca la canzone riscosse un buon successo e pertanto ve ne suggeriamo l’ascolto, certi che non resterete delusi dalla scelta che abbiamo operato per voi. Ad ogni modo fateci sapere se abbiamo fatto centro, anche se siamo certi che dopo l’ascolto non solo diventerete fan di Leo Rojas ma anche di Isgaard.

 

Alturas

Si tratta di uno dei brani strumentali che gli Inti-Illimani hanno dedicato ad alcune località cilene. Tra l’altro Alturas è uno tra i più famosi nel nostro Paese perché utilizzato anche come sigla di una trasmissione radiofonica: L’altro suono. Inoltre parte del brano è stata riarrangiata da Daniele Silvestri per la sua canzone Il mio nemico. 

 

Per Un Pugno Di Dollari 

Uno tra i più celebri film di Sergio Leone vanta una colonna sonora epica, frutto della geniale arte di Ennio Morricone. All’interno dei vari brani non manca il flauto di pan che conferisce alla soundtrack un’atmosfera ancora più da western.

 

 

Dust In The Wind

La più celebre (e bella) canzone dei Kansas è datata 1978 e, da allora, è stata oggetto di numerose cover, tra cui una molto famosa firmata dagli Scorpions. Il brano è disponibile anche eseguito con il flauto di pan che ne esalta ulteriormente la bellezza.

 

Surf Riders

Si tratta di un brano composto dai The Lively Ones è diventato particolarmente famoso perché utilizzato da Quentin Tarantino in una delle sequenze del suo capolavoro: Pulp Fiction. Vi invitiamo a scoprire la versione suonata con il flauto di pan. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Dopo una dura giornata di lavoro provate a rilassarvi con della musica, magari con dei brani eseguiti con il flauto di pan: ne abbiamo scelti alcuni per voi.

 

Chi di voi usa la musica per rilassarsi? Siete in tanti, vero? Ma avete mai provato con dei brani eseguiti con il flauto di pan? Il suo suono è dolce ed è capace persino di conciliare il sonno. Se siete vittime dello stress (oggigiorno chi non lo è?) a causa della vita frenetica, il traffico, mariti, mogli, figli e chi più ne ha ne metta, il suono di questo strumento potrebbe esservi di grande aiuto.

Abbiamo selezionato alcuni brani che pensiamo possano consentirvi di fare un sonno tranquillo o più semplicemente staccare la spina per un po’ e ricaricare le energie nervose. Se disponente di un buon impianto Hi-Fi è meglio, se invece non volete dare fastidio a nessuno, si ottengono risultati ottimi anche con delle buone cuffie, anzi, forse è questa la soluzione migliore per godere degli effetti rilassanti del miglior flauto di pan.

 

Unchained Melody

Apriamo la nostra selezione con un brano capace di rilassare con qualsiasi strumento lo si suoni; si tratta di Unchained Melody di cui gli Inka Gold hanno realizzato una versione per flauto e chitarra. Il brano fu composto nel 1955 da Alex North (musica) e Hy Zaret (parole) e per capire l’enorme popolarità del pezzo basti pensare che se ne contano oltre 500 versioni cantate in diverse lingue. Era praticamente impossibile che non venisse eseguita anche con il flauto di pan. 

 

 

The Sound of Silence

Un altro brano che per sua natura è rilassante ed è stato ampiamente coverizzato, persino in versione punk e metal (tra l’altro notevole è la versione dei Disturbed), è The Sound of Silence, scritta nel 1964 da Paul Simon e  uno dei pezzi più famosi di Simon & Garfunkel. Anche in questo caso non potevano mancare varie versioni eseguite con il flauto di pan.

 

El Condor Pasa

Leo Rojas è uno dei flautisti contemporanei più stimati ed è un vero specialista del flauto di pan. Nato in Ecuador per la sua carriera diventa fondamentale in viaggio intrapreso in Europa all’età di 16 anni. Si ferma a Berlino (Germania) dove si esibisce come artista di strada ma diventa noto al grande pubblico nel 2011 dopo aver partecipato al talent show Das Supertalent: è lui il vincitore della quinta edizione. Dalla vittoria della versione tedesca di Got Talent alla pubblicazione del debut album il passo è breve. Da Spirit of The Hawk abbiamo scelto El Condor Pasa, un pezzo che saprà cullarvi. 

 

Ave Maria

L’Ave Maria è un brano celebre, riproposto in diverse lingue e versioni. Ai matrimoni è gettonatissima. Noi vi invitiamo ad ascoltare la versione di Daniela de Santos che, sebbene il nome potrebbe far pensare a una flautista brasiliana, portoghese o giù di lì, è tedesca. Interessante notare come sia ricorrente la Germania, paese, evidentemente, molto recettivo a questo strumento.

 

Princesa del Sol

Un altro brano molto rilassante lo propone Carlos Carty. Se volete rilassarvi, Princesa del Sol vi aiuterà senza ombra di dubbio. Carlos Carty è originario di Lima (Perù) e fin da quando era un adolescente ha coltivato la sua passione per la musica andina e per il flauto di pan del quale è diventato un vero maestro, anche se non è il solo strumento che suona egregiamente. Il brano Princesa del Sol lo potete trovare sul suo album di debutto dal titolo Machupicchu o Segredo dos Incas.

Come avrete notato (cosa abbastanza curiosa) il titolo è in portoghese. Il motivo è semplice. Carlos Carty ha vissuto diversi anni in Brasile ed è lì che si trovava quando ha pubblicato il disco che voleva essere un omaggio alla sua terra natia e ai suoi avi.

 

 

Einsamer Hirte

A dimostrazione che il flauto di pan non conosce confini ed è diffuso in gran parte del mondo, ci spostiamo in Romania dove facciamo la conoscenza di Gheorghe Zamfir, un vero virtuoso dello strumento e apprezzato flautista oltre che stimato compositore. Fondamentale fu l’incontro con l’etnomusicologo Marcel Cellier negli anni ‘60 grazie al quale ebbe modo di approfondire la sua conoscenza degli strumenti etnici appartenenti alla famiglia dei flauti.

Tale incontro spinse Zamfir a dedicarsi allo studio e all’uso solistico del flauto di pan. Indubbiamente Zamfir ha dato un contributo importante a far conoscere il flauto di pan al grande pubblico, come dimostrano gli oltre 120 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Della sua vasta produzione abbiamo scelto Einsamer Hirte. Vi consigliamo di prendere questo brano come spunto ma soprattutto come stimolo ad andare alla scoperta di questo musicista che ormai ha sulle spalle una carriera lunga più di 50 anni.

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Erroneamente ritenuto uno strumento ad esclusivo uso e consumo dei principianti, il flauto dolce richiede una buona preparazione per essere suonato ad alti livelli, tuttavia i rudimenti sono di facile apprendimento.

 

Vogliamo affrontare un argomento che riguarda moltissimi dei nostri lettori. Perché diciamo ciò? Ricordate le lezioni di musica alle scuole medie? La parte pratica, ovvero, l’imparare a suonare uno strumento prevedeva due possibili scelte: la diamonica o il flauto dolce. Quest’ultimo era quello più popolare, è quasi come se gli insegnanti spingessero per il flauto discriminando la diamonica. Ma perché il percorso didattico di educazione musicale prevedeva proprio il flauto?

Tra le ragioni c’è che è uno strumento adatto ai principianti: fin dal primo approccio, senza particolari difficoltà, si riesce a produrre un suono accettabile. Il flauto dolce non richiede particolare manutenzione, è facile da portare con sé e va benissimo anche per le mani piccole dei bambini. Insomma, sembra avere proprio tutte le caratteristiche per essere studiato a scuola, oltretutto senza comportare una spesa significativa per le famiglie poiché se ne trovano di economicissimi acquistabili anche presso cartolerie e altri esercizi che vendono articoli per la scuola. Poi è chiaro che i flauti che hanno un suono migliore costano di più.

 

Anche per professionisti?

Quanto detto fino ad ora non deve far incorrere in errore il lettore. Se da un lato il flauto dolce è utilissimo per imparare le basi della musica in modo relativamente semplice è altrettanto vero che per suonarlo con perizia e professionalmente è necessario un lungo studio volto all’approfondimento della teoria musicale e al padroneggiamento della tecnica di respirazione e dell’articolazione.

 

 

Tra legno e resina

Principalmente il flauto dolce può essere di legno oppure di resina sintetica. Un artigiano specializzato è in grado di realizzare ottimi flauti di legno. Il suono dipende dall’abilità del liutaio e dal legno. Due legni molto usati, ad esempio, sono l’acero e il pero che conferiscono allo strumento un suono pieno e morbido. Un buon suono lo si può ricavare anche dai flauti di resina ma questi sono più adatti ai bambini e agli studenti al loro primo flauto e con un budget ridotto.

 

La posizione

Come va tenuto il flauto dolce? Questo va mantenuto con le due mani, le braccia sono piegate. Le dita si muovono al fine di tappare con i polpastrelli i fori. Le dita delle mano sinistra chiudono i tre fori superiori e quello della parte posteriore mentre le dita della mano destra chiudono i restanti fori della parte inferiore. Le labbra si appoggiano sul becco per poi soffiare.  

È importante dosare la forza del soffio onde evitare di ottenere un suono stridulo. Fate in modo che il flusso d’aria sia continuo e leggero. 

 

La riproduzione delle note

C’è più di un modo per produrre le note; vediamo il più semplice di tutti. Con il flauto si possono suonare le seguenti note che sono Si, La, Sol, Fa, Mi, Re basso e alto, Do basso e alto. Per ottenere il Si, bisogna chiudere il primo foro mentre chiudendo il secondo si ottiene il La. Per il Sol si chiude il terzo foro. Se si chiude il quarto foro si ha la nota Fa. Chiudendo sesto o settimo foro si ottengono le note Re basso e Do basso. Per suonare il Mi si chiude il quinto foro. 

In aggiunta, per riprodurre le note sopra indicate, bisogna chiudere sempre il foro posteriore. Ma abbiamo detto che si possono suonare anche il Do e il Re alto. Nel primo caso si chiude il secondo foro mentre nel secondo si chiude esclusivamente il foro posteriore.

 

 

La diteggiatura barocca o tedesca

Se avete deciso di comprare un esemplare di questo strumento non dovete limitarvi a scegliere il flauto più venduto
(i migliori modelli), dovete valutare anche il tipo di diteggiatura. Questa può essere tedesca o barocca. Per i principianti è preferibile un flauto con diteggiatura tedesca poiché più semplice. Tuttavia per tutti quei brani che presentano dei passaggi cromatici di una certa complessità serve un flauto con diteggiatura barocca. Ma come si distingue un flauto con diteggiatura tedesca da una barocca? Il flauto con diteggiatura tedesca ha il quinto foro più piccolo mentre in quello barocco è il quarto foro a essere più piccolo.

 

 

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Il flauto ha saputo ricavarsi il suo spazio nella musica rock, soprattutto in ambito prog: andiamo alla scoperta di Jethro Tull e altre band che ne hanno fatto uso.

 

Contrariamente a quanti molti pensano, il rock nelle sue svariate ramificazioni è un genere musicale aperto alle contaminazioni e non di rado si utilizzano strumenti che potrebbero essere ritenuti quantomeno inusuali. Al fianco della formazione classica che prevede voce, chitarra, batteria e basso, ci può essere spazio anche per i migliori flauti. Non ci credete? Stiamo inventando tutto? Vi dimostreremo che non è così. Di seguito trovate una selezione di brani dove il flauto è presente: in alcuni casi ricopre un ruolo marginale mentre in altri la sua presenza si fa sentire, eccome.

 

Locomotive Breath (Jethro Tull)

Quando si parla di musica rock e flauto è impossibile non citare i Jethro Tull di Ian Anderson, carismatico vocalist nonché flautista. Abbiamo scelto Locomotive Breath, brano tratto da quello che probabilmente è riconosciuto come il disco di maggior successo: Aqualung. L’importanza di Locomotive Breath è tale da avere l’onore di chiudere i live set della band. Si tratta di un brano che i fan adorano.

 

My God (Jethro Tull)

Sempre sul fondamentale Aqualung troviamo My God, un pezzo caratterizzato da vari cambi di ritmo. La canzone è tra quelle più note e, neanche a dirlo, amate dai fan. Grande risalto è dato al flauto con un assolo centrale.

 

 

Ruby Tuesday (Rolling Stones)

Quando nel 1967 i Rolling Stones pubblicarono per il mercato statunitense Between the Buttons, inserirono la track Ruby Tuesday. Qui il flauto è lasciato un po’ sullo sfondo ma è comunque presente e ben distinguibile.

 

Stairway to Heaven (Led Zeppelin)

Come non citare la fantastica Stairway to Heaven dei Led Zeppelin? Il brano fa parte dell’album Led Zeppelin IV del 1971. È opinione diffusa che questo sia uno dei brani più belli della storia del rock e noi siamo d’accordo con quanti la pensano così. Il flauto dolce si sente fin da subito, in studio fu suonato dal bassista John Paul Jones.

 

Inis Mona (Eluveitie)

Nel 2008 gli Svizzeri Eluveitie pubblicarono l’album Slania che comprende uno dei brani più famosi della folk metal band: Inis Mona. Non si tratta dell’unico pezzo dove si può ascoltare il flauto ma lo abbiamo scelto appunto perché tra i più noti. Oltretutto gli Eluveitie impiegano anche altri strumenti particolari come gaita, cornamuse, mandolino, ghironda ecc.

 

Dancing With the Moonlit Knight (Genesis)

Nel 1973 i Genesis diedero alle stampe Selling England by the Pound, uno dei dischi di maggior successo della band guidata da Peter Gabriel e Phil Collins. È il primo a suonare il flauto. Dal disco abbiamo scelto la canzone Dancing with the moonlit che, nonostante i suoi 8 minuti di durata, non è neanche la più lunga del disco.

 

I Talk to the Wind (King Crimson)

Ian McDonald interviene con il flauto nella ballad I Talk To The Wind, pezzo presente su In the Court of King Crimson del 1969. Il disco è ritenuto tra i migliori lavori usciti in ambito prog rock ed è un must per tutti i fan del genere. Secondo la critica questo album va ben oltre i confini della musica rock in quanto pesca dal jazz dalla classica.

 

Rainmaker (Traffic)

Un’altra band che fa uso del flauto nella sua musica sono i Traffic, prog band rock proveniente da Birmingham, città che ha regalato al mondo non poche band di fama mondiale, soprattutto in ambito rock. Abbiamo scelto Rainmaker tratta dal quinto studio album The Low Spark of High Heeled Boys del 1971.

 

 

John Barleycorn (Traffic)

Sempre dei Traffic abbiamo scelto la canzone John Barleycorn tratta dal disco John Barleycorn Must Die. L’album vide la luce nel 1970 ed è un perfetto connubio tra folk, jazz e rock. La band pare mettere da parte la componente progressive per dare maggior corposità al sound. Ma c’è anche un’altra possibile spiegazione. Inizialmente doveva essere l’album solista di Steve Winwood che probabilmente voleva anche tracciare una linea di demarcazione con quanto fatto con i Traffic prima della momentanea separazione.

 

La carrozza di Hans (P.F.M.)

Crediamo nessuno possa smentirci se diciamo che la P.F.M. sia stata la migliore prog rock band italiana, stimata anche all’estero. La carrozza di Hans è tratta dal debut album Storia di un minuto, pubblicato nel 1971, disco sul quale c’è anche la più famosa Impressioni di settembre.