Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Ocarina – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Non uno strumento diffusissimo ma che sicuramente gode di un buon numero di estimatori, soprattutto da parte degli appassionati di strumenti a fiato. Stiamo parlando dell’ocarina che, se non lo sapete, è stata inventata da un italiano, tale Giuseppe Donati di Budrio. La data non è certissima, c’è chi fa risalire l’invenzione al 1853 e chi un po’ più avanti ma pare comunque assodato che l’evento risalga alla primissima seconda metà del 1800. 

Ad ogni modo questi sono discorsi che ci interessano relativamente perché ciò che vogliamo proporvi è qualcosa di ben più moderno come questi due modelli: la Ohuhu Zelda Ocarina che è consigliata ai fan della saga del videogame per Nintendo Zelda che sono in cerca di gadget da collezionare, la Night By Noble Plastic Ocarina AC ha un buon suono, è resistente e richiede una lieve immissione di aria per essere suonata.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 8 migliori ocarine – Classifica 2020

 

L’ocarina è uno strumento che offre realmente una ampia varietà di scelta, come potrete vedere anche dalla nostra classifica ma soprattutto dalla recensione scritta per ogni strumento della nostra selezione. A proposito, se volete sapere dove acquistare la vostra nuova ocarina potete dare un’occhiata ai link che vi proponiamo e confrontare i prezzi con altre fonti.

 

 

1. Ohuhu Zelda Ocarina Strumento con cordino da collo 

 

Possiamo giudicare questa ocarina secondo due chiavi di lettura,ossia, come oggetto da collezione (sebbene di poco valore) oppure come strumento musicale; in base a questi diversi punti di vista il giudizio può essere positivo oppure negativo. Alla fine abbiamo deciso di premiare la Ohuhu perché è evidente che lo scopo del produttore era ed è dare al cliente una riproduzione dello strumento della celebre saga the Legend of Zelda e la presenza del particolare espositore a forma di mano è senza dubbio una conferma del fatto che questa ocarina sia nata per essere messa in bella mostra insieme ad altri gadget. 

Dal punto di vista strettamente musicale si tratta di una ocarina cromatica in Do acuto. Il suono non è un granché sia per qualità sia per intonazione, inoltre non pochi hanno difficoltà ad emettere suoni. 

Lo strumento è accompagnato oltre che dal già citato espositore da una custodia morbida un laccetto e alcuni spartiti per cominciare a fare pratica. A conti fatti possiamo ritenere buono il prezzo.

 

Pro

Estetica: L’ocarina è molto bella ed è la fedele riproduzione di quella resa celebre dal videogioco Nintendo. Il colore è molto bello.

Accessori: Non sono pochi quelli che accompagnano lo strumento, la custodia morbida è molto utile ma ciò che ci è piaciuto di più è l’espositore.

Costo: Non eccessivo il prezzo, anzi, diciamo pure che è buono per un oggetto da esposizione come questo che è ben curato nei dettagli.

 

Contro

Da esposizione: Suono e suonabilità sono due grossi punti deboli dell’ocarina: non è intonata e far uscire le note è abbastanza complicato e non certo per l’imperizia di chi la suona.

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2. Night By Noble Plastic Ocarina AC 

 

L’ocarina a 12 fori Night by Noble è realizzata in materiale plastico ma i puristi della terracotta, gentilmente, non saltino subito alla recensione successiva perché non siamo al cospetto di uno strumento di pessima qualità, anche se magari potrebbe costare di meno. 

Tralasciando il vantaggio di una maggiore resistenza e quindi praticità nel supporto e volendo sorvolare sulla piacevole sensazione al tatto, a proposito è antiscivolo, il suono che ne viene fuori non è affatto male e certamente migliori di tante altre ocarine di plastica. L’intonazione è buona anche se magari non consigliamo lo strumento a un professionista ma come entry level c’è da essere parecchio soddisfatti. Per emettere il suono basta uno sforzo minimo.  

L’articolo è ben curato anche nel packaging cosa che lo rende perfetto per un regalo, la bella figura è garantita. Insomma, ci è piaciuta e lo ripetiamo, l’unica cosa che ci lascia un po’ titubanti è il prezzo, inoltre non ci sarebbe dispiaciuta la presenza di qualche extra come magari un paio di spartiti per cominciare a suonare.

 

Pro

Materiali: In altre occasioni l’avremmo pensata diversamente ma questa volta dobbiamo dire che i materiali plastici ci sono piaciuti, l’ocarina è resistente e piacevole al tatto.

Suono: Lo strumento emette un buon suono, sufficientemente intonato, oltretutto non serve un grande sforzo per suonarlo.

 

Contro

Prezzo: Pur restando della nostra convinzione che questa ocarina sia una buona entry level, riteniamo il costo eccessivo.

Accessori: Non è accompagnata da alcun tipo di accessorio, ci sarebbe bastato anche qualche spartito per cominciare a imparare dei pezzi, anche semplici.

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3. Awef ocarina in ceramica 12 fori tonalità Do alto

 

Ocarina 12 fori realizzata in ceramica, ha una buona estetica. Lo strumento si tiene comodamente in mano e l’emissione delle note non richiede un particolare sforzo dei polmoni. Anche alla luce di un prezzo abbordabile possiamo tranquillamente ritenere lo strumento adatto ai principianti. 

I fori sono sufficientemente incavati per individuarli immediatamente al tatto e assumere subito la corretta posizione delle dita per emettere le note desiderate. L’intonazione non è perfetta e questo rafforza la nostra opinione circa il fatto che si tratti di una ocarina per principianti. 

In particolare i problemi succitati si riscontrano sulle note più alte. Insieme all’ocarina ricevete alcuni accessori, tra questi segnaliamo la custodia morbida e un laccetto oltre a un libretto con un po’ di canzoni ma non aspettatevi di trovarlo in italiano.

 

Pro

Sforzo: Per emettere le note non serve sforzare troppo i polmoni, il suono viene prodotto anche con una leggera immissione d’aria.

Comoda: L’ocarina si tiene comodamente in mano, i fori poi sono ben incavati pertanto è più semplice individuarli con le dita.

Accessori: Viene venduta insieme a una buona custodia morbida che la preserva dai danni, nella confezione trovate anche un laccetto e un libretto.

 

Contro

Intonazione: L’ocarina non è perfettamente intonata, il difetto emerge in particolare sulle note più alte. Non adatta ai professionisti.

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4. Night by Noble Plastic Ocarina avorio AC

 

Night by Noble è un brand che si è messo in luce per la buona qualità delle sue ocarine. Sia chiaro che stiamo pur sempre parlando di uno strumento per principianti ma che riserva comunque delle belle sorprese… almeno per chi ancora non conosce il marchio. 

L’ocarina è realizzata in materiale plastico ma non ha nulla da invidiare a tante altre fatte in terracotta ma dal suono mediocre. Qui, invece, il suono è buono e non bisogna neanche sforzarsi per emetterlo. È molto resistente ma al contempo anche piacevole al tatto, i 12 fori sono precisi, l’intonazione è sufficientemente buona. 

Per la natura stessa del materiale, l’ocarina resta saldamente in mano. Peccato per l’assenza di accessori e per il prezzo che è un filino alto ma che, probabilmente rispecchia il valore dello strumento. Se cercate qualcosa che suoni bene e che sia resistente, la Night by Noble può rivelarsi un acquisto soddisfacente.

 

Pro

Suono: L’ocarina suona molto bene, le note si emettono senza difficoltà, non serve molto fiato e ciò è un vantaggio soprattutto per i principianti.

Materiali: Non è in terracotta ma la plastica usata per la sua costruzione è secondo noi di prim’ordine e poi è molto piacevole al tatto.

Fori: Da lodare la loro precisione, si tratta di un altro dettaglio che dà la misura della buona qualità dello strumento.

 

Contro

Accessori: Non chiediamo molto ma, anche considerato che questa non è la più economica delle ocarine, almeno una custodia avrebbe fatto comodo e piacere.

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5. Ammoon Ocarina a 12 fori, in ceramica, flauto alto C

 

Ammon è un marchio noto per realizzare strumenti musicali dal costo contenuto, il suo catalogo è abbastanza vario e naturalmente non poteva mancare l’ocarina. In particolare ve ne proponiamo una a 12 fori in Do alto. Il materiale di costruzione è la ceramica, tutto è ben rifinito e il suono come qualità non è neanche male, il problema è l’intonazione che secondo alcuni clienti è addirittura di mezzo tono sotto, per intenderci, suonando il Do ottenete un Si. 

C’era comunque da aspettarsi qualche imprecisione trattandosi, come detto in precedenza, di una ocarina economica. Qualche accessorio c’è ma non quello che riteniamo essere più importante, ossia, la custodia. Nella confezione trovate un laccetto che oltretutto è anche troppo stretto per la testa di un adulto o almeno è così nella maggior parte dei casi. 

È presente anche un libretto (pochi fogli in vero) con alcuni rudimenti su come si suona lo strumento ma è scritto in inglese. Esteticamente l’ocarina è bella, deliziosamente verniciata e con delle piacevoli sfumature di nero.

 

Pro

Economico: Lo strumento è venduto a un prezzo contenuto, parliamo di una somma che è nella disponibilità di gran parte delle persone.

Suono: La qualità non è malvagia, soprattutto per una ocarina molto economica come questa, perfetta per chi vuole togliersi uno sfizio.

 

Contro

Intonazione: Non aspettatevi una intonazione precisa, anzi, dovrebbe essere in Do ma chi ha controllato con un accordatore afferma che siamo un tono sotto.

Accessori: La confezione comprende un misero laccetto, oltretutto molto corto e pochi fogli scritti in inglese, manca una custodia.

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6. Gewa ocarina solist accordato

 

Per chi ha deciso che è il momento di abbandonare la prima ocarina comprata quasi per gioco e passare a qualcosa di superiore segnaliamo la Gewa in Sol. È uno strumento di buona fattura di livello intermedio e proprio per questo motivo richiede di aver sviluppato già una tecnica di base nell’isufflare aria, in particolare per le note più alte. 

Il materiale è terracotta, non è verniciata dunque avete il colore naturale. La forma è sinuosa, slanciata dunque se arrivare da ocarine dalla forma più ampia vi servirà un certo periodo per abituarvi. Il suono che ne esce è bello forte, facilmente udibile. 

Il prezzo non è di quelli che si pagano senza pensarci un attimo e ci risulta maggiormente eccessivo se pensiamo all’assenza di accessori, questo per dirvi che la custodia dovrete comprarla a parte. Ad ogni modo non crediamo che possiate restare delusi dall’acquisto perché alla fine stiamo parlando di un buono strumento.

 

Pro

Resa: Lo strumento suona molto bene, è intonato e soprattutto potente, come vi diranno tutti coloro che vi ascoltano mentre suonate.

Intonazione: Niente da ridire sull’intonazione, in questo senso riteniamo lo strumento abbastanza preciso anche per suonare insieme ad altri.

 

Contro

Prezzo: Se volete fare vostra la Gewa dovrete essere disposti a investire una somma che probabilmente è almeno il doppio rispetto a quella versata per la vostra prima ocarina.

Dotazione: Tenendo conto del prezzo c’è ancora più rammarico nell’apprendere che non ci sono accessori, in particolare una custodia che riteniamo necessaria per proteggere un acquisto di tale valore.

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7. Inca ocarina flauto tradizionale Perù fair trade 

 

Usciamo un po’ dai canoni di quanto visto fino a questo momento per proporvi qualcosa di più esotico, qualcosa che arriva dall’altro mondo o per essere più corretti, qualcosa che arriva dal nuovo mondo, dal nuovo continente, insomma avrete capito che siamo parlando dell’America e più precisamente del Perù che, sebbene musicalmente parlando molti associno al flauto di Pan, non di meno vanta altri strumenti tradizionali come l’ocarina che però è diversa da quella italiana. 

Il modello che vi proponiamo è fatto a mano da artigiani peruviani, è ben decorato con uno stile che naturalmente rimanda alla civiltà precolombiana che viveva da quelle parti. Il suono, dobbiamo dirlo, non è dei migliori, diciamo che questa ocarina va intesa più come souvenir che come strumento vero e proprio. 

È comunque un esemplare che crediamo possa interessare sia come complemento d’arredo sia come oggetto da collezione per gli appassionati di ocarine anche perché è un modello che costa poco.

 

Pro

Decorazioni: L’ocarina ne presenta di molto belle e ben realizzate che si richiamano alla tradizione peruviana.

Prezzo: L’Inca può essere acquistata a un prezzo piuttosto basso, per un collezionista si tratta di una occasione irrinunciabile.

Artigianale: L’ocarina è il risultato di un lavoro fatto a mano da bravi artigiani del Perù, ciò rende lo strumento ancora più particolare.

 

Contro

Suono: È più un souvenir che uno strumento musicale vero e proprio, la qualità del suono non ci fa affatto impazzire.

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8. Aklot ocarina in ceramica fumé Ocarina Alto C

 

La ocarina Aklot ha dodici fori ed è in chiave di Do alto. Realizzata a mano e testata scrupolosamente per verificare la corretta intonazione si dimostra essere uno strumento interessante per rapporto qualità/prezzo. 

Sia chiaro, il suono è quello che ci si può aspettare da una ocarina economica ma ne abbiamo viste di più costose e meno intonate di questa. Poi merito va dato anche all’attenzione per i dettagli, è ben rifinita in ogni sua parte. 

L’ocarina è comoda da tenere in mano e d è accompagnata da una custodia morbida. Carino il laccetto abbellito da alcune perline di plastica. È compreso un libriccino che spiega le basi dello strumento ma è scritto in inglese.

 

Pro

Intonazione: Non ci aspettavano la buona intonazione che invece è stata riscontrata, dietro c’è un attento lavoro di controllo qualità.

Rifinitura: L’ocarina è ben rifinita, anche in questo caso è stata prestata grande attenzione da parte degli artigiani che ci hanno lavorato.

Custodia: Il prezzo molto contenuto non ha impedito al produttore di fomire come accessorio una buona custodia.

 

Contro

Istruzioni: Se da un lato apprezziamo la presenza del libriccino con le istruzioni, dall’altro ci tocca sottolineare come questo non sia scritto in italiano.

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Come scegliere una buona ocarina

 

Un tempo le maggiori probabilità di trovare le ocarine a prezzi bassi si avevano recandosi presso qualche mercatino o magari durante le feste di paese, proprio perché pur essendo uno strumento nostrano non era molto diffuso. Oggi, grazie agli e-store la situazione è cambiata e le offerte sul mercato sono decisamente aumentate, inoltre gli acquisti online danno maggior possibilità di comprare ocarine della migliore marca mentre sulla bancarella non sempre si sa da dove arriva lo strumento, senza offesa per il venditore ambulante, sia chiaro. 

Abbiamo fatto una comparazione tra gli esemplari più venduti online e siamo fiduciosi del fatto di essere riusciti a individuare le migliori ocarine del 2020 o almeno quelle che riteniamo essere tali. Non necessariamente dovete sentirvi conformi con i nostri pareri, per tale motivo nel corso della guida vi aiuteremo a comprendere come scegliere una buona ocarina e magari riuscirete anche a trovare qualcosa di più economico.

Tipi di ocarina

Se siete giunti fin qui probabilmente vi sarete posti una serie di domande, tra queste sicuramente c’è la seguente: quale ocarina comprare? La domanda è pertinente ma forse ha bisogno di essere un po’ più specifica, mirata. Per esempio potreste chiedervi: che tipo di ocarina comprare? Ecco, ci siamo, così focalizziamo meglio la questione perché anche volendo comprare la migliore ocarina bisogna capire di che tipo deve essere. 

Dai tempi di Giuseppe Donati di acqua sotto i ponti n’è passata e sono state costruite altre ocarine che presentano anche diteggiature diverse rispetto a quella nota come “ocarina di Budrio”. Addirittura c’è quella inglese, anche se è arrivata circa un secolo dopo quella di Donati, che però riesce a coprire un’ottava intera. 

Ma cerchiamo di sintetizzare le opzioni possibili raccogliendo tutto in cinque categorie. Della ocarina di Budrio abbiamo detto, c’è da aggiungere che si riconosce per l’impostazione traversa. Questa generalmente ha 10 fori ma non mancano modelli a 12. Molto piccole e comode da portarsi dietro sono le ocarine Pendenti, dette così perché possono anche essere portate al collo. I fori vanno da 4 a 10. Rientrano nella categoria le già citate ocarine inglesi ma anche quelle peruviane. Una via di mezzo tra l’ocarina di Budrio e la peruviana sono le ocarine dritte, hanno 10 fori e possono essere costruite anche di legno.

Per eseguire delle melodie polifoniche bisogna prestare attenzione alle ocarine doppie (o anche triple). Infine ci sono i cosiddetti fischietti che sono ocarine che possono avere massimo due fori (ma anche nessuno). È chiaro che uno strumento del genere permette una limitatissima possibilità di modulazione dei suoni.

Ocarina di Budrio

Dopo aver fatto una panoramica generale sulle ocarine vogliamo dedicare un paragrafo a quelle di Budrio che in totale sono cinque e realizzate in terracotta. La più piccola della famiglia è in Do (acuto), segue quella in Sol, un’altra in Do (quello centrale sul pentagramma), ancora una in Sol per terminare con uno strumento in Do basso. Quindi si va dalla ocarina più piccola e acuta fino alla più grande e grave. Un professionista delle ocarina sicuramente possiede il set completo ma in generale le più usate sono quella del Sol acuto e del Do centrale.

 

 

 

Come suonare l’ocarina

 

Dopo aver comprato la vostra prima ocarina sarete ansiosi di suonarla. Beh, comprendiamo la vostra emozione di provare un nuovo strumento, ancor di più se è la prima volta. Riempite i polmoni, mettete lo strumento in bocca e soffiate forte… come dite? Suona male o peggio, non suona affatto? Avete controllato che non sia rotta? Ecco, forse il problema siete voi, non l’ocarina. In effetti quello appena descritto non è certo il modo corretto per suonare, se non avete idea di cosa fare provate con i consigli che seguono, magari i risultati saranno migliori.

Come tenere lo strumento

L’ocarina va tenuta tra le due mani posizionando le dita contrapposte, la posizione ricorda quella del flauto dolce, solo che in questo caso l’imboccatura si trova lateralmente. I pollici vanno usati per tappare i due fori sottostanti. Noterete la presenza di un terzo foro nella parte posteriore, più o meno sotto il boccaglio, quello va lasciato sempre libero per permettere all’aria di uscire. Resta tappato il foro in corrispondenza del mignolo.

 

Come soffiare

La potenza dell’aria immessa deve essere ben calibrata, questa deve fluire all’interno dello strumento dolcemente ma non senza vigore, poi è chiaro che dosare l’aria dipende anche dal tipo dello strumento. Diciamo che il musicista riesce a regolarsi in base alla sua sensibilità. Il soffio deve essere preceduto da una “T”, chi suona il flauto sa di cosa stiamo parlando. 

Naturalmente non basta soffiare, serve che il suono sia intonato, ovvero, non basta posizionare le dita nel modo corretto, sulle note alte il soffio deve aver maggior forza mentre su quelle basse il soffio deve essere più delicato.

La manutenzione

L’ocarina è uno strumento che non richiede una particolare manutenzione ma come tutti gli strumenti a fiato va pulito non soltanto all’esterno ma anche all’interno, Per la parte esterna è sufficiente passare un panno morbido dopo aver suonato. Un po’ più complicata, relativamente parlando, è la pulizia interna. Suggeramo di munirvi si qualche cottonfioc e infilarlo letteralmente in tutti i buchi così da raggiungere tutti i punti possibili e asportare via i residui di saliva che potrebbero essersi accumulati. Anche in questo caso questa operazione va eseguita ogni volta che si smette di suonare, chiaramente non valgono le interruzioni momentanee ma solo quando decidete che è il momento di fare altro e dunque mettete via l’ocarina.

 

 

 

Domande frequenti

 

Chi ha inventato l’ocarina e perché si dice ocarina di Budrio?

L’inventore della prima ocarina fu Giuseppe Donati nel 1853. È interessante notare che il musicista nonché fabbricante di mattoni (cosa che spiega l’idea di usare la terracotta per costruire lo strumento), aveva 17 che anche se per l’epoca era una età assimilabile a quella adulta è comunque ragguardevole. Un’altra cosa interessante da far notare è che Donati era originario di Budrio, cittadina bolognese. Di qui il nome. 

Donati non si limitò a costruire ocarine in una sola chiave ma varie intonate tra loro con lo scopo di formare un gruppo ocarinistico insieme a degli amici. L’iniziativa ebbe un grande successo tanto da permettere al  gruppo di esibirsi con frequenza non soltanto in italia ma anche in altri paesi europei.

Di che materiale è fatta l’ocarina?

Fin dagli inizi per la realizzazione delle ocarine si ha usato la terracotta, un materiale che però ha il problema di essere molto fragile, quindi una ocarina siffatta cadendo a terra rischia di andare in pezzi. Successivamente si è cominciato a produrre anche ocarine con materie plastiche che sono più resistenti ma anche più leggere.

 

Quante sono le ocarine di Budrio?

Le ocarine di Budrio sono cinque, il che ne fa una famiglia abbastanza ampia se pensiamo, ad esempio, che quella degli archi ne comprende quattro. Le chiavi sono Do alto, Sol alto, Do centrale, Sol basso e Do basso. Le ocarine più diffuse sono quelle si Sol alto e Do centrale. È possibile distinguerle a occhio per le significative differenze di misura.

 

Quanto costa una ocarina?

Il prezzo varia in base alla qualità costruttiva ma anche alla chiave. Per esempio una ocarina in chiave di Sol basso in terracotta difficilmente al si trova a meno di 100 euro. Per le altre si va dai 15 ai 50 euro circa. Poi lo ripetiamo, molto dipende dalla qualità dello strumento. Se cercate qualcosa che suoni bene e con buona intonazione bisogna essere disposti a spendere qualcosa in più.

 

Dove posso comprare una ocarina?

Uno strumento come l’ocarina solitamente lo si trova in vendita presso i negozi di strumenti musicali specializzati in quelli a fiato. Ci sono poi in italia bravissimi artigiano che vendono direttamente le loro creazioni senza dimenticare Amazon ed Ebay dove c’è sempre una ampia scelta.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Tromba – Consigli d’acquisto, Classifica  e Recensioni

 

Non ci avevamo mai pensato prima d’ora ma probabilmente la tromba è lo strumento “più militare” che ci sia. D’altra parte fin dall’antichità, strumenti che possono essere ritenuti a tutti gli effetti i suoi antenati, erano impiegati per scopi militari e per impartire ordini. Pensiamo poi all’adunata, al silenzio, alla carica per non parlare della fanfara dei bersaglieri. Ma sapete cosa? Noi la tromba la preferiamo quando usata per fare semplicemente musica, quella, se ben suonata, non uccide nessuno. Se anche voi avete voglia di fare della buona musica, allora provate con una di queste due (oppure con le altre della nostra selezione): la Yamaha YTR-2330 è una ottima entry level con un timbro brillante e definito. La pTrumpet 700626 è una buona soluzione per introdurre i più giovani allo studio della tromba, ha un buon timbro.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 8 migliori trombe – Classifica 2020

 

Dopo aver preso visione della nostra classifica vi suggeriamo di leggere la recensione scritta per ciascuna tromba, chissà che non possiate trovare il vostro nuovo strumento tra quelli più venduti online. A vostra  disposizione ci sono dei link che vi conducono a dove acquistare a prezzi bassi la tromba che state cercando. Prima di decidere prendetevi tutto il tempo necessario per confrontare i prezzi.

 

 

1. Yamaha YTR-2330 tromba

 

È una tromba in SIb che riteniamo particolarmente adatta per chi comincia  a studiare lo strumento. La YTR-2330 ha la campana in due pezzi è in ottone giallo e si fa immediatamente apprezzare per il timbro brillante, definito ed omogeneo. 

Altro punto di forza, secondo noi, sta nel peso bilanciato che vita l’affaticamento del trombettista che può anche riscontrare la comodità nella presa offerta dall’anello regolabile alla terza pompa il quale consente di tenere la mano in una posizione naturale, cosa che va a vantaggio della tecnica di esecuzione. 

I pistoni sono in monel e indubbiamente garantiscono una buona resistenza all’usura e soprattutto alla corrosione. In conclusione la YTR-2330 è una tromba entry level (oltretutto fornita con una bella custodia) ma di buona fattura. Attenzione perché quando diciamo che è entry level non ci riferiamo al prezzo, visto che non costa poco.

 

Pro

Suono: La tromba suona magnificamente, difficile non restare stupiti dal suo timbro definito, brillante ed omogeneo.

Comoda da suonare: Lo strumento è ottimamente bilanciato, in più l’anello regolabile alla terza pompa aiuta a tenere la mano in una posizione naturale.

Materiali: Ottimi i materiali che fanno di questa tromba uno strumento resistente e duraturo nel tempo, difficilmente perderà valore il che è un vantaggio per chi un giorno vorrà rivenderla.

 

Contro

Costo: Può essere difficile spendere a cuor leggero la somma necessaria per l’acquisto della YTR-2330 se poi questa deve finire nelle mani di un giovane aspirante trombettista.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

2. pTrumpet 700626 Tromba con Bocchino e Borsa

 

La pTrumpet è una tromba in SIb. La particolarità dello strumento sta nei materiali, non aspettatevi di trovare il classico ottone, nossignori la pTrumpet è costruita in ABS, volgarmente detto anche plastica. Tromba di plastica, dunque è un giocattolo. Equazione sbagliata, sebbene indubbiamente ne abbia tutto l’aspetto, perché questo è uno strumento vero e proprio, magari non eccezionale ma pur sempre di uno strumento musicale si tratta. 

Perché la scelta della plastica allora? Sicuramente per fornire ai giovani studenti un qualcosa di leggero, comodo da trasportare e resistente nonché economico. Parliamo dunque di una tromba didattica, dal prezzo contenuto, che torna utile a chiunque voglia esercitarsi quando non è il caso di portarsi dietro lo strumento principale. 

Il timbro ci è piaciuto ma ci sono comunque una serie di problemi da segnalare a cominciare da quello che vince per distacco: i pistoni si inceppano. Proseguendo con l’elenco dei problemi c’è la scarsa intonazione e la valvola di sfiato si apre con difficoltà. Aggiungiamo una bag scarsamente protettiva, utile solo per il trasporto.

 

Pro

Timbro: Ciò che più ha stupido della pTrumpet è il timbro che secondo noi è realmente buono per la categoria.

Leggera: Chi compra questo modello è perché ha anche l’esigenza di portarsi dietro lo strumento, magari per andare a lezione. La scelta dell’ABS elimina i problemi di peso e conferisce anche una buona resistenza.

Costo: A nostro avviso tra i punti di forza va assolutamente citato il prezzo, è l’ideale per quei genitori che almeno all’inizio non se la sentono di spendere troppi soldi senza la certezza che la passione del figlio si concretizzi.

 

Contro

Meccaniche: La cosa più criticata sono stati i pistoni, questi purtroppo tendono a bloccarsi provocando sentimenti di ira nei trombettisti. Problemi anche per la valvola di sfogo che si apre a fatica.

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3. Classic Cantabile Brass TT-500 Tromba tascabile 

 

Continuiamo con le trombe particolari, anche se questa volta si tratta di uno strumento fatto con materiali più classici come l’ottone. La Brass TT-500 è tascabile. Non fatevi trarre in inganno, nella vostra tasca, per quanto grande, non ci entrerebbe ma è comunque compatta. 

A chi si rivolge? Ai principianti, ai trombettisti dilettanti.  È un buono strumento da studio e con un rapporto qualità/prezzo niente male. Il timbro è caldo, l’intonazione non dà modo di lamentarsi così come le meccaniche che però vanno lubrificate per bene. 

Lo abbiamo detto in precedenza, al TT-500 è in ottone, i materiali sono buoni in rapporto al prezzo ma non possiamo evitare di far notare come la laccatura avrebbe richiesto maggior cura e attenzione. C’è una una borsa per il trasporto che torna utile anche per proteggere lo strumento da urti leggeri (non è rigida) e naturalmente dalla polvere.

 

Pro

Suono: La tromba suona bene secondo noi, ci è piaciuto il timbro caldo e l’intonazione non delude, come primo strumento può andare bene.

Meccaniche: Se ben lubrificati i pistoni non vi daranno problemi e una cosa del genere di certo non era scontata in quanto si tratta pur sempre di uno strumento per principianti.

Prezzo: Niente male neanche il costo della tromba che secondo noi rispecchia il suo reale valore. Vantaggioso? Diciamo che è un buon prezzo.

 

Contro

Rifiniture: Come spesso accade con gli strumenti economici, le rifiniture sono poco curate. In questo caso particolare la laccatura è imperfetta.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

4. Muslady Tromba Bb Ottone Standard Strumento a fiato

 

Restiamo nell’ambito delle trombe per principianti con la Muslady. L’offerta è davvero allettante perché oltre allo strumento c’è una bella dotazione di accessori ma prima di parlarne chiariamo che siamo al cospetto di uno strumento in SIb realizzato in ottone. Dicevamo degli accessori, cominciamo dalla borsa che sebbene non rigida ha comunque una imbottitura sufficiente e può essere trasportata a mano oppure a tracolla. 

Sicuramente utili i morbidi guanti così non lasciate ovunque le vostre impronte digitali ma soprattutto non evitate che il sudore entri in contatto con la Muslady. Ad ogni modo trovate anche un panno per la pulizia. Non è finita qui perché è presente anche un accordatore a clip. Tutto questo vi viene venduto a un prezzo che secondo noi più basso non poteva essere. 

È doveroso dire qualcosa sul suono, vi risparmiamo inutili giri di parole: suona bene come dimostra la soddisfazione espressa dai consumatori. È bene ricordare che comunque parliamo di uno strumento per principianti, chi è già a un livello più avanzato difficilmente si entusiasmerà. La tromba è leggera e il poco peso è ben distribuito.

 

Pro

Conveniente: Siamo convinti del fatto la la Muslady abbia un buon rapporto tra la qualità e il prezzo, è fatta con del buon ottone ma il prezzo rimane basso.

Suono: Tra gli strumenti di fascia economica questo è uno di quelli con il suono migliore come dimostrano le recensioni di numerosi clienti soddisfatti.

Accessori: Buona la dotazione, in particolare ci è piaciuta la borsa che presenta una soddisfacente imbottitura.

 

Contro

Per dilettanti: Le doti positive descritte possono essere apprezzate solo se si tiene conto che questa tromba è e resta per dilettanti, dunque chi si trova a un livello più avanzato non la riterrà adatta.

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5. Andoer tromba BB B Flat in ottone exquisite con bocchino 

 

Se la vostra priorità è spendere poco, la Andoer è sicuramente da tenere in considerazione. Chiaramente parliamo di una tromba per principianti e con il budget risicato. Lo strumento è fatto in ottone, la qualità dei materiali ci pare essere buona, cosa che diciamo anche considerando il costo. 

Buono il peso così come la sua distribuzione, in sostanza il bilanciamento è soddisfacente. Meno soddisfacenti, invece, sono le meccaniche, in particolare le lamentele dei clienti si concentrano su l’eccessiva durezza dei pistoni, problema che non risolve neanche una buona lubrificazione con miglioramenti appena percettibili. 

Risulta difficile anche dosare l’aria e come verificato da alcuni clienti, il problema non è dovuto al bocchino quindi anche cambiandolo non risolverete nulla. Come accessori ci sono una custodia morbida, un paio di guanti e un panno per la pulizia.

 

Pro

Costo: La tromba risponde perfettamente alle esigenze di chi innanzitutto cerca qualcosa che non abbia un costo eccessivo.

Materiali: La qualità complessiva non è malvagia, la Andoer è costruita con del buon ottone che conferisce una accettabile resistenza.

 

Contro

Meccaniche: L’aspetto meno convincente lo abbiamo individuato nell meccaniche: i pistoni sono troppo duri e neanche lubrificandoli si ottengono risultati apprezzabili.

Dosaggio del fiato: Difficoltà si riscontrano nel dosare correttamente il fiato, il problema purtroppo non dipende dal bocchino altrimenti sarebbe stato sufficiente sostituirlo. 

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6. Bontempi 32 3831 – Tromba metallizzata 

 

Bontempi è famosa per gli strumenti musicali dedicati ai bambini e anche questo modello si rivolge ai più piccoli. Si capisce fin da subito che si tratta di un giocattolo che è cosa ben diversa da una tromba adatta alla didattica tuttavia potrebbe far sbocciare nel piccolo la passione per la musica. 

Il suono viene messo a un volume basso ma considerato che le orecchie dei bambini sono delicate, non è un male e siamo certi che la cosa farà piacere anche ai genitori. Per essere un giocattolo possiamo dire che le meccaniche (volendo usare un parolone) sono buone. 

I materiali sono scadenti ma dobbiamo anche tenere conto del fatto che il giocattolo costa veramente poco. Da un punto di vista estetico la riproduzione ci sembra essere abbastanza fedele. La versione che vi proponiamo è da 32 cm ma chi lo desidera trova disponibile anche quella da 42 cm.

 

Pro

Prezzo: Cercate un giocattolo divertente per il vostro bambino o la vostra bambina senza spendere tanti soldi? L’avete trovato.

Design: Nonostante si tratti di un giocattolo il design non si discosta molto da quello di una vera tromba, è una buona riproduzione.

Volume: Non correte il pericolo che vostro figlio vi perfori i timpani ma soprattutto non provochi danni ai suoi in quanto il volume del suono è basso e in questo caso bisogna vedere ciò come un aspetto positivo.

 

Contro

Materiali: Durerà a lungo? Abbiamo dubbi in merito poiché la qualità dei materiali non è molto buona, le plastiche appaiono fragili.

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7. Ammoon tromba Bb B in ottone piatto squisito con boccaglio e guanti

 

Ammon è un marchio conosciuto per gli strumenti low cost e di certo non si può dire che la tromba in questione costi tanto. La sua tonalità è in SI bemolle ed è fatta in ottone. Come strumento è leggero, si regge bene anche con una sola mano ed è adeguatamente bilanciato. 

Magari potrebbe essere superfluo specificarlo ma, a scanso di equivoci, chiariamo che si tratta di uno strumento entry level che può fare al caso di studenti giovanissimi che hanno appena cominciato a prendere lezioni. 

Certo, per l’apprendimento sarebbe preferibile qualcosa di più performante ma se il budget a disposizione non permette di affrontare un acquisto più impegnativo, la proposta di Ammoon può essere valida. Inseme alla tromba ci sono anche un paio di guanti e una borsa per il trasporto.

 

Pro

Prezzo: Chi non dispone di un buon budget potrebbe trovare nella tromba Ammon la soluzione ai suoi problemi.

Materiali: Costruita in ottone la tromba dimostra di avere una buona solidità, resta comunque un oggetto leggero e comodo da tenere tra le mani.

Custodia: Non manca una pratica e utile custodia, perfetta per trasportare lo strumento ovunque si voglia andare.

 

Contro

Per neofiti: Nonostante i pregi descritti questa resta una tromba per dilettanti che mai prima d’ora hanno suonato.

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8. Bach 180s-43 Stradivarius Tromba

 

Siamo al cospetto di una tromba di altissimo livello. I principianti leggano pure sperando di averne una tra le mani un giorno, ma sappiate che la Bach si rivolge ai professionisti. È uno strumento di ottima qualità e ci vogliono tanti, anzi, tantissimi soldi per comprarla. 

Il suono lascia stupiti e si emette con facilità, verrebbe quasi da dire che suona da sola,  l’intonazione è perfetta. Le meccaniche sono impeccabili con una eccellente risposta dei pistoni in monel. I materiali sono degni del suo prezzo con la campana ramata e argentata. 

La tromba è accompagnata da una custodia che non solo è molto resistente ma anche elegante, di classe, rivestita in pelle. Se siete tipi da regali facoltosi e state pensando di fare un presente al vostro amico trombettista, con la Bach farete un’ottima figura.

 

Pro

Sound: Basta ascoltarne il suono per capire che si tratta di una tromba “seria” adatta per soddisfare le esigenze dei professionisti.

Intonazione: La bontà della emerge anche dall intonazione che la caratterizza, anche in questo caso possiamo parlare di perfezione assoluta.

Custodia: Il case è un valore aggiunto, non solo è molto resistente e quindi capace di garantire protezione a un oggetto di valore ma ha anche un design elegante.

 

Contro

Prezzo: La Bach è venduta a un prezzo che potrebbe farvi sbiancare, costa così tanto che la si riesce a vedere solo tra le mani di chi con la musica ci campa.

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Come scegliere una buona tromba

 

Abbiamo messo insieme le offerte di maggiore interesse disponibili sul mercato affiancando alle trombe della migliore marca anche altre di produttori meno noti, così da fornire come alternativa qualche strumento più economico in quanto non tutti possono spendere certe cifre. Alla base della nostra selezione non sono stati secondari i pareri dei consumatori che, anzi, ci hanno fornito degli spunti molto interessanti e dei quali vi faremo partecipi nel corso della nostra analisi sulle migliori trombe dl 2020. Per fornirvi un’informazione completa vogliamo condividere con voi una serie di criteri utili a comprendere come scegliere una buona tromba e soprattutto a individuare la migliore tromba.

La tonalità, canneggio e pistoni

Quale tromba comprare ma soprattutto, in quale tonalità? Eh si perché appartiene alla famiglia degli ottoni, ovvero tutti quegli strumenti che producono il suono grazie alla vibrazione dell’aria immessa dal trombettista. Per questo può essere in SI bemolle (la più usata), MI bemolle, DO, RE e FA. Naturalmente non possiamo essere noi a dirvi quale tonalità scegliere, si tratta di una scelta personale che dipende dalle vostre esigenze, tuttavia se volessimo dare un consiglio a un principiante suggeriremmo quella in SI bemolle. 

Tonalità a parte, e ci riferiamo ai principianti che probabilmente queste cose non lo sanno, è che c’è da valutare anche il canneggio, ossia, la misura del tubo. Più è grande la misura del tubo maggiore è lo sforzo richiesto ai polmoni; ecco perché chi è agli inizi dovrebbe cominciare con la misura M oppure ML. Infine ci sono da valutare i pistoni. 

Negli strumenti entry level solitamente sono in nichel che presenta il vantaggio di essere resistente e non è eccessivamente pregiudicato da una disattenta manutenzione. Uno strumento economico può anche avere i pistoni in Monel che offre una grande resistenza alla corrosione, tuttavia a differenza delle nichel, richiede più cure manutentive. I pistoni Monel si caratterizzano per una meccanica più fluida.

 

Il bocchino

Un paragrafo separato merita il bocchino, la scelta è davvero ampia. È importante sapere che il suono della tromba cambia in base alla profondità della tazza del bocchino, ovvero la sua cavità. Questo importante elemento dello strumento deve avere l’appoggio confortevole e deve adattarsi alla conformazione della bocca e dei denti. Più in generale, se si vuole ottenere un suono caldo e cupo, serve un bocchono profondo, questo però richiede maggire fatica in quanto serve più aria. I bocchini più piatti e con la tazza alta, invece, favoriscono una vibrazione acuta e richiedono meno fatica.

Il budget 

Nei limiti del possibile evitare strumenti troppo economici in quando le meccaniche sono scarse e complicano l’apprendimento dello strumento. Certo non si può pensare di mettere uno strumento costosissimo nelle mani di un ragazzino ma bisogna comunque cercare di trovare un buon compromesso. 

Se si è decisi a studiare con una certa serietà, bisogna mettere in conto un investimento di almeno 500 euro e parliamo comunque di entry level, anche se di buona qualità. Esistono trombe sotto questa cifra? Certamente! Vale la pena comprarle? Dipende dall’età del ragazzo, dal livello del corso di studio e così via. In merito, consultarsi con il maestro, è sempre una scelta saggia.

 

 

 

Come utilizzare la tromba

 

Imparare a suonare la tromba non è impresa semplice, tuttavia le difficoltà possono essere superate con il giusto impegno. La buona volontà è fondamentale ma da sola non basta senza il supporto di un bravo maestro. Intanto che ne trovate uno, prendete in considerazione i suggerimenti che seguono.

Per i primi due anni

Non è nostra intenzione spaventarti ma sappiate che generalmente per la corretta impostazione servono circa due anni. Quella dell’impostazione è una fase delicata poiché se non si correggono gli errori si compromette l’intero percorso del trombettista. 

Sapete qual è un errore classico da novellini? Cercare di raggiungere fin da subito le note più alte. Sforzare prematuramente le labbra quando non si ha ancora la necessaria preparazione comporta una postura scorretta e pessime abitudini delle quali non ci si libera più. Quindi, come primo appunto segnate “mai e poi mai forzare l’estensione”.

 

La preparazione

Ogni volta che si suona la tromba c’è tutta una fase preparatoria. La testa e la schiena devono stare dritte preoccupandosi di tenere le spalle leggermente all’indietro. La pancia, al contrario deve stare in fuori. Rilassatevi e prendete fiato, se dovete suonare note lunghe, prima espellete l’aria quindi gonfiate i polmoni che non significa gonfiare il petto. Premete le labbra insieme, devono esercitare una pressione minima sul bocchino. Mettete la lingua in una posizione tale com se voleste pronunciare “tha”. 

Se volete delle note acute la posizione della lingua deve essere funzionale alla pronuncia di “ti” mentre il “toh” è per le note gravi. Nell’emissione delle note acute e gravi gioca un ruolo importante anche la gola che nel primo caso deve essere “stretta” nel primo caso, rilassata e aperta nel secondo.

La manutenzione

Una tromba per suonare bene deve essere efficiente altrimenti tra i primi problemi avrete i pistoni che si bloccano. Come si ottiene una tromba efficiente? Mediante una corretta manutenzione che generalmente porta via un’oretta del vostro tempo. Lo sappiamo, preferireste trascorrere questi 60 minuti suonando ma credeteci, quello della cura dello strumento è una cosa molto importante. Com prima cosa smontate pistoni e pompe. 

Con della carta assorbente asciugate tutti i pezzi, controllate che non resti alcun tipo di residuo. Prendete un recipiente abbastanza grande e riempitelo con acqua tiepida, aggiungete qualche goccia di detersivo per piatti. Mettete i pistoni nell’acqua ma facendo attenzione che i feltri non si bagnino. Vanno immersi in acqua anche le pompe e il resto della tromba. Il tutto deve restare in acqua per circa 30 minuti. È importante procurarsi un kit per la pulizia dello strumento in quanto comprende tutti gli utensili necessari. 

Con gli spazzolini che trovate nel kit pulite delicatamente tutti i pezzi. Il bocchino può essere pulito con dentifricio e l’apposito spazzolino. Una alternativa per la pulizia del bocchino è lasciarlo in ammollo in aceto bianco. Ricordate di sciacquare tutto con abbondante acqua corrente e poi di asciugare ogni pezzo scrupolosamente. Pompe e pistoni vanno lubrificati con un olio dedicato mentre il corpo della tromba va lucidato con un panno.

 

 

 

Domande frequenti

 

Vorrei imparare a suonare la tromba ma ormai ho più di 50 anni, è un problema?

Non si è mai troppo vecchi per imparar a suonare la tromba, anche quando si è in là con gli anni, quindi oltre i succitati 50 anni della domanda, è possibile apprendere i segreti di questo affascinante strumento a fiato.

Con quale tromba bisogna cominciare a fare pratica?

Tutti cominciano con la tromba in SI bemolle che oltretutto è la più diffusa, dopo aver acquisito la necessaria abilità si può passare a quelle di altre tonalità che sono DO, FA, MIb e RE.

 

Da qualche tempo i pistoni e la pompe si bloccano, cosa posso fare?

Quando si nota che i pistoni e le trombe si bloccano è necessario intervenire con della carta assorbente per pulire le zone interessate. I pistoni vanno lubrificati con dell’olio per tromba. Questi interventi di manutenzione se eseguiti periodicamente evitano il sorgere del problema appena descritto.

 

Come viene prodotto il suono della tromba?

Il trombettista immette aria nello strumento facendo vibrare le labbra che sono a contatto con il bocchino. Di fatto, dunque, sceglie la nota da riprodurre modificando la pressione del flusso di aria, l’apertura labiale e la muscolatura facciale. All’aumentare apertura delle labbra più grande è la portata del flusso d’aria ma diminuisce la pressione con il conseguente ottenimento di una nota grave. Tenendo, invece, le labbra più chiuse diminuisce la portata del flusso d’aria ma aumenta la pressione, quindi si ottiene un suono più acuto.

 

Quante ottave di estensione ha una tromba?

Non c’è una risposta univoca in quanto non dipende dallo strumento ma da chi lo suona, tutto dipende dalla sua bravura e naturalmente anche da quanto interessa al trombettista avere una estensione di ottave ampia.

Se la tromba ha solo tre pistoni, com’è possibile ottenere tante note?

In vero le note non si ottengono per mezzo dei pistoni che hanno il solo compito di deviare l’aria. Il trombettista proprio con l’aria può produrre le note ma tutto dipende sempre dalla sua abilità.

 

A cosa serve la sordina?

La sordina serve per cambiare il suono della tromba attutendolo e cambiandone il timbro.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Principale vantaggio

L’armonica ha i fori ravvicinati, caratteristica che, soprattutto gli armonicisti alle prime armi, hanno ritenuto positiva perché facilita il compito di suonare. Un altro aiuto arriva dai numeri posti su ciascuno dei dieci fori. Da segnalare anche la buona qualità dei materiali così come la soddisfazione per la custodia fatta con plastica dura e resistente. L’acquisto dell’armonica dà diritto ad alcune lezioni online.

 

Principale svantaggio

Pochi i difetti, in buona parte trascurabili, ad ogni modo dobbiamo segnalare che dopo aver trascorso diverso tempo a suonare, l’armonica si gonfia un po’, probabilmente a causa del legno che si inumidisce. Lo strumento richiede un po’ di attenzione per la manutenzione, a proposito, peccato per l’assenza di istruzioni in merito, a un principiante avrebbero fatto comodo. Il prezzo non è proibitivo ma comunque un po’ alto secondo noi.

 

Verdetto 9.7/10

È un’armonica a bocca entry level ma ciò non deve far pensare che si tratti di una sorta di giocattolo da pochi euro, secondo noi è lo strumento perfetto per il principiante che vuole imparare come si suona: si ritrova tra le mani qualcosa di solido e ben costruito senza dimenticare la garanzia che il marchio Hohner rappresenta. È un acquisto che consigliamo senza dubbio alcuno.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Buona entry level

Hohner è un punto di riferimento per chi è interessato all’acquisto di un’armonica a bocca. L’azienda tedesca ha alle spalle una lunga tradizione e molte delle sue armoniche sono ritenute modelli innovativi. Le armoniche (lista dei migliori prodotti) sono solo la punta di diamante di una vasta produzione che comprende anche fisarmoniche, melodiche e flauti. 

Di questo produttore abbiamo scelto l’armonica in tonalità Do ma naturalmente le caratteristiche, i pregi e i difetti che andremo a segnalare nel corso della nostra selezione sono validi anche per le armoniche a bocca di altra tonalità. 

È un buono strumento anche se entry level, per cominciare a imparare come si suona va bene, anche perché avendo i fori ravvicinati, tutto risulta più semplice come ha fatto notare qualche utente nel commentare felicemente il suo acquisto. In corrispondenza di ciascuno dei dieci fori c’è un numero progressivo in modo da identificarli più facilmente.

Materiali

L’armonica ha il corpo in legno rivestito da una lamina di metallo. Ciò comporta tanti pregi e qualche piccolissimo difetto con il quale si può tranquillamente convivere ma che è comunque giusto portare all’attenzione di chi ci legge e vuole conoscere anche il più piccolo dettaglio dello strumento. 

Il legno sicuramente conferisce un buon suono all’armonica, certo il corpo dopo aver suonato per parecchio tempo tende a gonfiarsi e la cosa potrebbe anche infastidire qualcuno. Questo materiale, rispetto alla plastica delle armoniche più economiche, richiede una certa manutenzione ma nulla che non possa essere fatto velocemente, basta solo un po’ di buona volontà e, siccome un musicista ama il suo strumento, prendersene cura non costituirà un problema significativo.

 

Accessori

Premesso che l’armonica vi arriva in una bella confezione, perfetta da incartare e fare un regalo, come accessorio troviamo una ottima custodia che permette di proteggere al meglio lo strumento. La custodia è in materiale plastico molto resistente, si apre e chiude con un piccolo gesto. 

Sulla parte superiore è impressa la foto della banda della marina militare, ci azzardiamo a dire della Germania visto il luogo di origine della Hohner, ma non possiamo affermarlo con certezza assoluta. Bella l’incisione anche sulla lamina in metallo dell’armonica che dà un tocco di classe e abbellisce lo strumento. 

Un’altra cosa molto interessante è che comprando questa armonica si ha diritto a delle lezioni online senza dover pagare nulla; tutti i dettagli sono presenti all’interno della confezione. Avrebbero fatto comodo delle istruzioni circa la manutenzione dello strumento in quanto i meno esperti potrebbero non sapere come si fa, ma questi sono dettagli cui eventualmente porvi rimedio con una ricerca su Google. Il costo è sicuramente alla portata di tutti, anche se chi non è convinto al 100% di riuscire a imparare a suonare l’armonica potrebbe essere scoraggiato dal costo e quindi lasciar perdere. Secondo noi avrebbe potuto costare qualche euro in meno.

 

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Ultimo aggiornamento: 26.10.20

Diamonica – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Strumento semplice e in molti casi economico, la diamonica trova un impiego principalmente didattico. Solitamente è l’alternativa al flauto che i giovani studenti delle scuole medie usano per la parte pratica delle lezioni di musica. Pur avendo i tasti simili a quelli di una tastiera musicale o, se preferite, del pianoforte, è un aerofono ad ance. Considerato che vostro figlio potrebbe non avere simpatia per il flauto vediamo come individuare una diamonica adatta al suo percorso di studi. A tale scopo, per facilitare la scelta dei nostri lettori, abbiamo preparato una guida che affianca a consigli di carattere generale, le recensioni di alcuni strumenti come questi due: la Bontempi 33 3250 Diamonica 32 note con voci in metallo ha due ottave  e mezzo, è adeguata alle esigenze dei giovanissimi che imparano le prime nozioni musicali a scuola. Un discorso analogo possiamo parlo per la Angel Amex32k diamonica a 32 toni gamma F C3 che, tra le varie caratteristiche convincenti, ha un bocchino con la giusta angolazione.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 7 migliori diamoniche del 2020

 

Prendete spunto dalla nostra classifica per individuare la diamonica più adatta a voi. Per i modelli venduti online abbiamo scritto una recensione dettagliata ma tenete conto anche dei pareri di altri consumatori, confrontate i prezzi e ricordate che i nostri link suggeriscono dove acquistare a prezzi bassi il nuovo strumento dei vostri sogni.

 

 

 

Diamonica Bontempi

 

1  Bontempi 33 3250 Diamonica 32 note con voci in metallo

 

Potremmo definire la diamonica Bontempi un grande, anzi, un grandissimo classico del resto parliamo di uno dei marchi leader in fatto di strumenti/giocattolo o comunque per principianti. Questo modello ha due ottave e mezzo con estensione da FA a DO per un totale di 32 tasti. 

È sicuramente un valido strumento per gli studenti di scuola media che fanno pratica musicale. È leggera anche perché, diciamoci la verità, la qualità dei materiali è discutibile ma è altrettanto vero che non ci aspettavamo di meglio. 

Il tubo attraverso il quale si immette l’aria è molto sottile e dà l’impressione che si possano formare delle crepe da un momento all’altro. Che dire della custodia, non è rigida ma comunque elegante e funzionale, è certamente un buon accessorio, a proposito c’è anche un piccolo panno per la pulizia.

 

Pro

Tasti: La diamonica ha una buona estensione in termini di ottave, che sono 2 e mezzo, è adatta per i giovani studenti durante l’ora di musica.

Custodia: Per l trasporto dell strumento c’è una bella custodia che pur non essendo rigida, è comunque ben fatta e sufficientemente resistente.

Costo: Il prezzo lo giudichiamo positivamente, magari non state facendo un affare ma è comunque una richiesta economica in linea con la qualità della diamonica.

 

Contro

Materiali: La qualità è abbastanza scarsa, in particolare ci lascia perplessi il tubo, molto sottile, non crediamo debba passare molto prima che si danneggi.

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Diamonica Angel

 

2. Angel Amex32k diamonica a 32 toni gamma F C3

 

La diamonica Angel è uno strumento per principianti, come tutti gli altri strumenti di questo tipo è realizzata interamente in plastica. Ha un’estensione di due ottave e mezzo, il tubo è sufficientemente lungo per suonare in tutta comodità anche quando si appoggia lo strumento su un tavolo. 

Non meno comoda è la posizione che si assume nel suonare la diamonica senza tubo in quanto il bocchino ha una buona inclinazione. Ad ogni modo lo strumento è un po’ pesante come fatto notare da alcuni utenti. 

Nel prezzo, un po’ alto secondo noi, è compresa una custodia rigida che secondo noi è molto affidabile, riteniamo che al suo interno la diamonica sia ben protetta da eventuali urti. In conclusione è certamente uno strumento meritevole di essere preso in considerazione e confrontato con altre possibili scelte.

 

Pro

Bocchino: Indubbiamente ben realizzato, con una inclinazione che favorisce l‘assunzione di una postura corretta per suonare.

Custodia: La diamonica quando non è in uso trova posto in una custodia rigida, questa è abbastanza robusta da garantire allo strumento la protezione necessaria.

 

Contro

Peso: Non è uno strumento leggerissimo e quindi potrebbe non essere adatto per i piccolissimi che potrebbero avere delle difficoltà a maneggiarlo.

Prezzo: La somma di denaro richiesta per l’acquisto, pur non essendo nulla di esorbitante, è nostra opinione che sia comunque alta.

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Diamonica professionale

 

3. Hohner Student 32 Negro

 

Il marchio Hohner è tra i leader del settore, questo modello non è esattamente una diamonica professionale ma sicuramente è adatta a chi vuole studiare lo strumento con una certa serietà e impegno. Chiaramente costa qualcosa in più rispetto alle diamoniche che potete comprare persino in cartoleria per i vostri figli che frequentano la scuola media e anzi, è uno strumento eccessivo per uno scopo del genere secondo noi. 

Le ottave sono due e mezzo, i tasti sono comodi e precisi. La qualità dei materiali è buona e crediamo adeguata al prezzo dello strumento che è accompagnato da una custodia in plastica. Utili i piedini d’appoggio per chi predilige suonare seduto tenendo la domenica su un tavolo. 

A tale proposito segnaliamo che il tubo ha un po’ deluso, per qualità non lo riteniamo allo stesso livello dello strumento. Un altro punto sfavorevole è il sistema di drenaggio della saliva che non è adeguato considerato il prezzo dello strumento.

 

Pro

Tasti: Sicuramente da apprezzare i tasti della diamonica, questi sono comodi ovvero di dimensioni sufficienti e soprattutto offrono una buona precisione.

Materiali: La qualità è sicuramente buona e soprattutto adeguata al prezzo di vendita della diamonica.

 

Contro

Drenaggio: econdo noi il sistema di drenaggio della saliva non è dei migliori o almeno non lo è per una diamonica di questo livello.

Tubo: Ci lascia un po’ perplessi, la sua qualità non è dello stesso livello della diamonica e secondo noi è fragile.

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Diamonica elettrica

 

4. Casio SA-46 Mini Tastiera Elettronica Polifonica ad 8 Voci e 32 Tasti

 

Anche se la diamonica non richiede grandi polmoni, un bambino potrebbe avere difficoltà a insufflare aria. Che ne dite, allora, di provare con una diamonica elettrica? In particolare abbiamo pensato alla Casio SA-46 che ha un centinaio di toni e 32 tasti senza dimenticare i 50 ritmi selezionabili. Il tutto è completato da cinque drum pad. 

Chiaramente la risposta dei tasti non è delle migliori ma stiamo parlando di una tastiera che si avvicina più a un giocattolo che ad uno strumento vero. Quanto appena detto, naturalmente, vale anche per la qualità dei suoni.

La SA-46 può essere alimentata con alimentatore che, attenzione, non è presente nella confezione, oppure a batterie che neanche sono comprese. Dobbiamo dire che l’assenza dell’alimentatore ha generato più di un malcontento.

 

Pro

Compatta: Le dimensioni contenute dello strumento agevolano il trasporto da parte del piccolo che può così portare la tastiera anche a scuola senza difficoltà.

Toni: La tastiera ha una gran quantità di toni e ritmi che faranno sicuramente divertire il piccolo musicista, senza dimenticare che ci sono anche cinque drum pad.

 

Contro

Alimentatore: Preparatevi con l’occorrente in tempo perché nella confezione non troverete né il cavo di alimentazione né le batterie.

Suoni: No aspettativa molto dalla fedeltà dei suoni che è piuttosto scarsa, del resto il problema era intuibile.

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Diamonica Bontempi scolastica 25 tasti

 

5. Bontempi Organo Elettronico C25 Musicali Tastiere

 

Tra gli strumenti più venduti c’è la diamonica bontempi scolastica 25 tasti, parliamo dunque di uno strumento a due ottave che è pensato per i bambini e l’uso a scuola durante le lezioni di musica, oltretutto la tastiera è molto comoda da trasportare, sta in uno zaino senza difficoltà.

Inutile girarci intorno, è un giocattolo quindi le attese devono essere necessariamente basse. È dotata di octave transposer nel caso si abbia l’esigenza di suonare note più alte. I suoni sono solo tre e purtroppo tra questi non figura il piano che probabilmente era quello più necessario. La qualità dei tasti lascia parecchio a desiderare, sono fragili e sovente è capitato si rompessero oppure continuassero a suonare la stessa nota per un tempo prolungato. 

I materiali, lo avrete capito, non sono di buona qualità anche se in linea con il prezzo che tutto sommato è basso. Non aspettatevi di trovare accessori: niente custodia, alimentatore o batterie.

 

Pro

Trasporto: Per chi ha l’esigenza di portare uno strumento a scuola la tastiera Bontempi si presenta come un’ottima soluzione per le sue dimensioni ridotte che ne favoriscono il trasporto anche nello zaino.

Prezzo: Se l’esigenza è spendere poco, la Bontempi è la risposta giusta, è venduta a un prezzo accessibile.

 

Contro

Scarsa robustezza: Male i tasti che sono fragili, tendono a rompersi e persino a incepparsi pregiudicando la suonabilità della tastiera.

Accessori: Segnaliamo la totale assenza di accessori. Non c’è una custodia che fa sempre comodo ma neanche un cavo di alimentazione o delle batterie.

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Diamonica a fiato Yamaha

 

6. Yamaha P37D02  Melodica/pianica colore marrone

 

La diamonica a fiato Yamaha si è dimostrata essere un buono strumento semi professionale a 3 ottave. Non costa poco, questo è un dettaglio che è bene chiarire fin da subito ma d’altro canto è vero che stiamo parlando di uno strumento che va ben oltre le esigenze di uno studente delle scuole medie. 

La diamonica offre una risposta immediata alla minima immissione di aria. Buona anche la risposta dei tasti. Da segnalare qualche lieve problema di intonazione che però è difficilmente tollerabile considerato il prezzo dello strumento. 

Un giudizio decisamente positivo lo esprimiamo per i materiali la cui qualità ci sembra essere buona e più che adeguata. Ottima la custodia rigida che ci spinge a pensare che possa assolvere al meglio al suo compito di salvaguardare lo strumento.

 

Pro

Tasti: Garantiscono una buona risposta al tocco, oltretutto non è da sottovalutare l’altrettanto immediata risposta all’emissione d’aria, anche se minima.

Materiali: Indiscutibile la qualità di quelli scelti e impiegati da Yamaha per la costruzione di questa diamonica semi professionale.

Custodia: Non di meno sotto il profilo qualitativo è la custodia che è molto solida, resistente, in altre parole, svolge alla grande il suo compito.

 

Contro

Intonazione: Sarebbe bastato davvero poco per rendere questa diamonica perfetta, un esempio è l’intonazione che non è precisissima.

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Kit diamonica

 

7. Melodica 32 Tasti Tastiera Stile Pianoforte

 

Qui abbiamo un kit diamonica venduto a un prezzo a dir poco interessante. Stiamo parlando di uno strumento per dilettanti, sia chiaro ma tra le mani di un ragazzino fa sicuramente il suo dovere. Ci sono due tubi e due boccaglio così da avere i ricambi all’occorrenza. La custodia è morbida ma comunque ben realizzata. 

Un plus è lo strap posto lateralmente dove si infila la mano per una presa salda. Non manca il sistema di drenaggio per la salita. Veniamo al suono che è quello tipico di una diamonica economica. 

Lo stesso discorso vale per la sensibilità dei tasti ma sono cose che sebbene rientrano pur sempre nella categoria dei difetti o comunque degli aspetti sfavorevoli, ci possono stare per strumenti economici. Secondo noi per la lezione di musica a scuola questa è una valida soluzione.

 

Pro

Accessori: La diamonica porta in dote ben due tubi e due bocchini così da poterli sostituire all’occorrenza, questo è uno degli aspetti più interessanti.

Strap: Per una presa più agevole e comoda quando si suona in piedi c’è uno strap dove si infila la mano.

Prezzo: Il costo della diamonica è buono secondo noi, lo diciamo tenendo conto anche degli accessori inclusi nella confezione.

 

Contro

Tasti: Come molti avranno immaginato, i tasti sono di modesta fattura, non sono molto sensibili al tocco.

Suono: La qualità del suono è tipica di uno strumento molto economico, un discorso che possiamo tranquillamente estendere anche ai materiali.

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Accessori

 

Custodia per diamonica

 

Bontempi Tubo Flessibile e Custodia per Diamonica MP, 65 2500

 

Molto spesso i tubi delle diamoniche economiche lasciano a desiderare per la qualità dei materiali, infatti tendono a rompersi, ecco perché un accessorio come questo che vi proponiamo torna di grande utilità. La qualità è buona, non si tratta della classica plastica sottilissima inoltre è inclusa anche una custodie pieghevole. È un prodotto che ha soddisfatto del tutto i clienti che ne sono entrati in possesso come emerge dalle loro recensioni positive pubblicate in rete e che in buona parte coincidono con le nostre conclusioni.

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Come scegliere una buona diamonica

 

Abbiamo fatto una comparazione tra tutte le offerte disponibili in rete e abbiamo determinato una selezione di quelle che secondo noi sono le migliori diamoniche del 2020. Sul mercato la scelta è ampia, si va dalla migliore marca a quella meno nota ma in ogni caso parliamo di buoni strumenti che siamo certi saranno approvati anche dagli insegnanti di musica dei vostri figli.

La chiamano melodica

Sebbene chiamare questo strumento diamonica sia molto comune, è noto anche con altri nomi a cominciare da melodica (che poi sarebbe quello principale), pianica e clavetta. Il fatto che sia uno strumento principalmente didattico non significa che non ci siano musicisti che la usino professionalmente. 

Ma a chi si deve l’invenzione della migliore diamonica? Oggi la producono in tanti ma il primo che la lanciò sul mercato fu la Hohner (azienda tedesca di Trossingen attiva fin dal 1957) che è nota anche e soprattutto per la costruzione di fisarmoniche e armoniche a bocca, anzi, proprio per quest’ultimo tipo di strumento la Hohner ha portato diverse e interessanti innovazioni. Ma non stiamo qui a parlare di armoniche delle quali trovate comunque informazioni in abbondanza sempre sulle nostre pagine.

 

Una variante dell’armonica a bocca

C’è un filo conduttore tra la diamonica e l’armonica a bocca e la fisarmonica. La diamonica si compone di due elementi: una tastiera e una imboccatura. Possiamo anche individuare un terzo elemento ma il suo uso non è tassativo, si tratta di un tubo di plastica che serve ad insufflare l’aria. Questo tubo è utile, per esempio, se si vuole tenere la diamonica appoggiata su un tavolo mentre si suona. 

I tasti ricordano quelli di una fisarmonica, i modelli più diffusi hanno due ottave ma ce n sono anche da due ottave e mezzo. Per quanto riguarda la produzione del suono (anche in questo caso noterete le similitudini con la fisarmonica), all’interno dello strumento ci sono delle ance che sono controllate da valvole che si trovano collegate ai tasti; al vibrare le ance emettono il suono.

Caratteristiche

Come scegliere una buona diamonica? Beh, di certo ci sono un paio di caratteristiche che orientano la scelta. Una di queste è sicuramente il numero di ottave. Come abbiamo visto la diamonica può essere di s oppure due ottave  e mezzo. Se non ci sono particolari esigenze legate allo spazio (magari si preferisce una diamonica da due ottave perché più comoda da mettere nello zaino di vostro figlio), noi suggeriamo di prendere il modello con maggior estensione. Tenete comunque presente che nella maggior parte dei casi la diamonica è accompagnata da una custodia di plastica pertanto anche il trasporto a mano non costituisce un grosso problema. 

L’altra questione riguarda i materiali, la qualità costruttiva. Abbiamo detto che si tratta di uno strumento in uso per le lezioni di musica all scuole medie, in questo caso la qualità dei materiali non deve essere eccelsa, il discorso cambia se volete suonare la diamonica ad alti livelli. Qui la qualità costruttiva deve necessariamente avere standard più alti e di conseguenza anche i materiali. Nel primo caso sarà sufficiente un budget di pochi euro perché è uno strumento più economico mentre nel secondo parliamo di qualche centinaio di euro. Sono questi i principali aspetti da valutare prima di decidere quale diamonica comprare.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come suonare la diamonica?

Fondamentalmente ci sono due possibili modi per suonare la diamonica. Potete decidere di tenerla adagiata su una superficie, in questo caso dovrete necessariamente collegare l’apposito tubo, oppure tenendola in mano quindi servendovi del bocchino. In entrambe i casi bisogna sempre soffiare aria all’interno dello strumento e contemporaneamente premere i tasti per emettere le note desiderate. 

Bisogna controllare la respirazione e soffiare piano per ottenere note “leggere” o forte per avere l’effetto contrario. Tenete le mani rilassate, controllate soprattutto che le dita non siano rigide. Se lo strumento non si trova appoggiato su di un pano, il pollice va sotto la base dello strumento.

 

Come pulire il tubo della diamonica?

La pulizia del tubo della diamonica non è complicata. Nella maggior parte dei casi è sufficiente un po’ d’acqua corrente che si può far scorrere all’interno del tubo. Per una maggiore igiene ma anche per eliminare eventuali cattivi odori si può usare qualche goccia di sapone per i piatti; è importante risciacquare bene. Prima di sistemare il tubo nella custodia, controllate che sia perfettamente asciutto. 

Per lo sporco più ostinato, chiaramente visibile a occhio nudo, è possibile attuare il seguente metodo. Mettete sufficiente acqua in una bacinella, aggiungete qualche goccia di candeggina e mettete il tubo in ammollo per una decina di ore. Trascorso questo tempo, sciacquate con acqua e fate asciugare il tubo.

 

La mia diamonica non suona più come prima, perché?

Se notate che il suono della vostra diamonica è cambiato, per non dire peggiorato, escludendo qualche danno alle lamelle, sempre possibile soprattutto nel caso di strumenti economici, è molto probabile che la diamonica sia sporca. Una accurata pulizia dovrebbe risolvere il problema.

 

La melodica va intonata?

Nella diamonica il problema di intonazione è sicuramente minore rispetto ad altri strumenti, però si presenta. Molti non ci danno peso ma è chiaro che chi ha bisogno di un suono perfetto sotto tutti i punti di vista deve necessariamente intervenire. L’operazione non è alla portata di tutti, bisogna limare leggermente parte delle lamelle che non sono intonate con della carta abrasiva fine. Se non si sa dove mettere le mani è meglio rivolgersi a un professionista.

 

 

 

Come utilizzare una diamonica

 

Molto spesso il primo incontro con questo strumento a fiato avviene a scuola, le medie per essere precisi. La diamonica è l’alternativa al flauto per eseguire la parte pratica delle lezioni di musica quando si impara anche a leggere gli spartiti. In molti casi la diamonica è vista come uno strumento giocattolo ma in vero ne esistono anche modelli professionali che costano centinaia di euro ma probabilmente voi che siete giunti fin qui avete speso una cifra ragionevole e adesso volete capire cosa farci. Vi aiutiamo noi.

Tecnica di respiro

Come per tutti gli strumenti a fiato anche nel caso della diamonica la respirazione è importante, bisogna imparare a controllarla. In linea generale possiamo dire che ci sono diversi metodi per ottenere differenti toni ma per sintetizzare possiamo dire che un respiro leggero permette di emettere note dolci mentre un suono forte richiede maggiore aria spinta con più pressione. 

Per ottenere particolari effetti si può usare la lingua, un po’ come per il flauto. È da tenere presente che quando si premono due o più note in contemporanea sarà necessario suonare più forte per un volume adeguato.

 

La mano sulla tastiera

C’è più di un approccio per la mano che tocca i tasti, l’importante è che questa, così come le dita, siano rilassate. Il pollice va sotto la diamonica. Anche per questo strumento è possibile eseguire dei bending, serve un po’ di pratica ma l’esecuzione non è complicata. In pratica si suona la nota e mentre lo si continua a fare si solleva lentamente il dito dal tasto allentando così la pressione e ottenendo un calo di intonazione.

 

Eliminare la condensa

Dopo aver suonato è opportuno eliminare la condensa e la saliva che inevitabilmente si formano all’interno dello strumento. L’operazione è semplice, basta premere il pulsante che si trova all’estremità della diamonica e soffiare dal bocchino come se si volesse suonare.

Pulizia approfondita

Lo sporco pregiudica il suono della dinamica, in casi estremi è necessaria una pulizia all’interno dello strumento. Capovolgete la diamonica e  svitate le viti. Sotto ai tasti c’è una parte metallica, tamponatela con della carta assorbente, strofinate leggermente nei punti dove è accumulato lo sporco. 

La scocca può essere pulita internamente con un panno imbevuto di alcol. Aiutandovi con un cottonfioc imbevuto di alcool pulite l’imboccatura. Rimontate lo strumento e sempre con un panno imbevuto di alcol, pulite i tasti. Asciugate bene con della carta. Per la pulizia tra lo spazio che intercorre tra un tasto e l’altro potete usare cotton fioc e alcool.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Sono diversi i musicisti rock ad avere un debole per l’armonica, alcuni di questi li definiremmo degli insospettabili.

 

Si sa, la formazione rock tipo prevede voce, chitarra, basso e batteria; non serve altro. Tuttavia non di rado a questi strumenti se ne aggiungono altri, il più comune è la tastiera per non parlare dell’organo hammond che fa parte in pianta stabile di diverse grandiose formazioni, pensiamo ai Deep Purple e al compianto Jon Lord. I musicisti più audaci hanno persino aggiunto strumenti etnici alla loro musica. 

Insomma, non c’è da meravigliarsi se magari, di tanto in tanto, c’è un rocker che inserisce il suono di una buona armonica nella sua musica. Allora ci siamo detti: perché non fare un articolo sull’incontro tra il rock e l’armonica. Detto fatto. In alcuni casi non resterete sorpresi di scoprire che il musicista Tizio ha la passione per questo strumento e lo suona egregiamente, mentre in altri casi siamo certi che vi meraviglierete.

 

Steven Tyler

Steven Tyler è il frontman degli Aerosmith, lo sanno anche i sassi, mentre sono meno le persone che conoscono la sua passione per l’armonica, tanto è vero che la Hohner ha realizzato un modello signature a suo nome. Ma parliamo di musica suonata. Tyler ci regala un saggio della sua abilità nel pezzo Cryin’, presente sul disco Get a Grip, fortunato album uscito nel 1993. Anche quando il pezzo è proposto da vivo, il singer non manca di eseguire personalmente l’assolo di armonica. Quest ultima, poi, ha trovato ampio spazio sul suo solo album We’re All Somebody From Somewhere, lavoro del 2016 abbastanza distante dalle cose fatte con gli Aerosmith (ma dopotutto il senso di un solo album è anche questo) e che strizza l’occhio alla musica country, ma non pensate a una colonna sonora degna della serie TV Hazzard.

 

 

Lemmy

Questo nome vi sorprenderà. Lui, Mr Ian Fraser Kilmister, sua maestà Lemmy, signore indiscusso dei Motorhead, emblema del rock sporco e duro aveva un debole per l’armonica. Possiamo citare almeno due episodi nei quali questo grandioso personaggio ha usato l’armonica a bocca per la sua musica. Il primo è Whorehouse Blues, pezzo di blues acustico che chiude (inaspettatamente, dobbiamo dirlo) l’album Inferno del 2004. L’altro episodio riguarda il celebre brano Ace Of Spades che per l’occasione diventa un brano blues acustico. Che dire, l’esperimento è certamente curioso ma per quanto ci riguarda preferiamo senza ombra di dubbio la versione originale di quello che, indiscutibilmente, è il pezzo con i quali maggiormente si identificano i Motorhead. Ma si sa, Lemmy è sempre stato un provocatore, uno che va contro a  prescindere e ha sempre fatto ciò che gli pareva… e noi gli vogliamo bene anche per questo.

 

Sammy Hagar

Sammy Hagar è famoso soprattutto per essere stato il cantante dei Van Halen dopo la separazione con David Lee Roth, poi, come un cerchio che si chiude, quando David Lee Roth torna nella sua vecchia band, Haggar va per la sua strada. E il suo primo atto è l’album Marching To Mars del 1997. Sono diversi gli ospiti sull’album. Per quanto riguarda l’armonica troviamo Huey Lewis che partecipa al brano Little White Lie ma consentiteci di portare alla vostra attenzione quella che è la vera sorpresa del disco: per il brano Leaving The Warmth of the Womb troviamo addirittura la formazione originale dei Montrose che, oltre ad Hagar comprende Ronnie Montrose, Denny Carmassi e Bill Church.

 

Guns N’ Roses

Un’altra band che ha fatto uso dell’armonica per la sua musica sono i Guns N’ Roses. In particolare ci riferiamo al brano Bad Obsession, presente su Use Your Illusion I. Per l’armonica i Guns scelsero un ospite d’eccezione: Michael Monroe, famoso soprattutto per il suo ruolo di cantante negli Hanoi Rocks, band da sempre stimata da Axl e soci. Dal vivo, però, almeno durante i lunghi tour degli anni ‘90, al momento di eseguire Bad Obsession, l’armonica era suonata dal tastierista Teddy Andreadis che fa davvero un ottimo lavoro.

 

 

Slash

Quando Slash uscì dai Guns N’ Roses pubblico il suo primo album con gli Slash’s Snakepit che non è esattamente un solo album in quanto si trattava di una band a tutti gli effetti che, oltretutto, vedeva Gilby Clarke il quale aveva sostituito Izzy Stradlin’ alla chitarra durante i tour e poi aveva preso parte alle registrazioni del cover album dei Guns N’ Roses “The Spaghetti Incident?”. Altro membro dei Guns N’ Roses era presente era il batterista Matt Sorum. Completavano la band Eric Dover alla voce e Mike Inez al basso che, per la cronaca, è il bassista degli Alice in Chains. Ma sul disco troviamo altre due vecchie conoscenze dei Guns N’ Roses: Dizzy Reed (tastiere) ma soprattutto il sopracitato Teddy Andreadis che suona l’armonica sull’open tack Neither Can I.

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Quali sono le difficoltà al primo approccio con l’armonica? È uno strumento difficile da suonare? Ve lo spieghiamo qui.

 

Quante volte vi sarà capitato di ascoltare il suono di un’armonica? È uno strumento che se ci pensate non gode di grande pubblicità, molti non lo ritengono “cool” come potrebbe esserlo una chitarra o la batteria e non la si associa al virtuosismo. Tuttavia se siete qui non la pensate in questo modo. Sapete che l’armonica è uno strumento di grande importanza, sa essere protagonista, pensiamo, ad esempio a quanto ha saputo dare al blues, ma non solo. 

Insomma, l’armonica è uno strumento piccolo ma nelle mani giuste sa farsi davvero grande e l’elenco di chi ha saputo incantare suonandola, è lungo. Facciamo qualche nome? Little Walter che è stato un vero innovatore dello strumento, Walter Horton o come lo chiamavano tutti, Big Walter e ancora James Cotton. Voi siete agli inizi, non sappiamo se sarete in  grado di arrivare ai livelli dei musicisti appena citati e di tantissimi altri, ma ve lo auguriamo. Ci vuole talento ma averlo non basta, bisogna coltivarlo, nutrirlo e per farlo serve tanto impegno e studio. 

Per cominciare, vi serve lo strumento, date un’occhiata alle armoniche vendute online. Nel frattempo vi introduciamo sul come suonare l’armonica. Sia chiaro, la nostra vuole essere una semplice infarinatura, giusto per capire come funzionano le cose e consentirvi di farvi una prima idea.

 

Le armoniche

È sbagliato parlare di armonica, è più giusto parlare di armoniche in quanto ne esistono di più tipi. Certo, si comincia con una ma è probabile che se vi appassionerete allo strumento sentirete l’esigenza di possederne altre per far fronte alla vostre esigenze musicali. Volendo semplificare, distinguiamo lo strumento in due categorie: armonica diatonica e cromatica. 

La prima permette di suonare esclusivamente le note della tonalità per la quale è accordata. Di questa categoria l’armonica più diffusa è quella in Do maggiore, detta Richter, a dieci fori ma poi ci sono delle varianti da prendere in considerazione se la vostra musica lo richiede. 

Nel caso dell’armonica cromatica, invece, ogni ottava permette di eseguire dodici note. Per ovvie ragioni l’armonica cromatica ha dodici fori. Un’armonica del genere è dotata di un meccanismo detto “registro”, un tasto grazie al quale coprire tutti i tipi di scala diatonica o cromatica.

 

 

Quanto spendere

Dopo aver deciso su quale tipo di armonica orientarvi, bisogna stanziare il budget. Non dovete comprare uno strumento costoso se siete agli inizi ma neanche di pessima qualità. Un’armonica del genere non farà altro che complicarvi l’apprendimento. Stanziate una somma di 30 euro e vedrete che porterete a casa uno strumento adatto ai principianti. Se proprio non avete idee in merito, vi suggeriremo qualche modello più avanti.

 

Impugnate l’armonica

Ce l’avete fatta, alla fine avete comprato l’armonica. Si può finalmente cominciare. La prima cosa che dovete imparare e come si tiene l’armonica. Lo strumento è sorretto da una mano mentre l’altra va messa dietro e deve fungere da cassa di risonanza; ciò si ottiene mettendo la mano arquata al fine di lasciare dello spazio tra l’uscita dei fori e il palmo della mano.

 

Le note singole

Come prima cosa imparate a suonare le note singolarmente. Potete servirvi di una delle seguenti tecniche: il puckering e il tongue blocking. Per eseguire la prima tecnica bisogna appoggiare le labbra, contraendole, sul foro che vi interessa far suonare. Al tempo stesso bisogna tenere isolati i fori attigui bloccandoli con le labbra. Il tongue blocking, come suggerisce il nome, richiede l’uso della lingua per ostruire i fori adiacenti a quello da suonare.

 

Come suonare gli accordi

Non solo le note singole, l’armonica permette di suonare anche gli accordi. L’aria può essere insufflata e aspirata in due o più fori. Se volete ottenere una particolare ritmica, dovete picchettare con la lingua sul fori.

 

 

Suzuki SU-MR-250 Blues Master

Come promesso siamo giunti ai consigli d’acquisto. Cominciamo con la Suzuki SU-MR-250 Blues Master che ha un buon rapporto qualità/prezzo. Tenete presente che tra gli armonicisti si dice un gran bene di Suzuki. Questo modello lo trovate in diverse tonalità ma la cosa importante è che è ben costruita, resistente, sicuramente adatta al principiante. Attenzione solo all’accordatura perché non tiene a lungo ma sono cose che capitano con strumenti di questa fascia di prezzo.

 

Hohner 1896BX-C

Anche Hohner è un marchio molto amato dagli armonicisti. Di questo produttore vi proponiamo il modello 1896BX-C che è un entry level e rientra tranquillamente nel budget che abbiamo indicato per l’acquisto della prima armonica. Lo strumento è in Do, ha dieci fori, molto vicini tra loro. Tale caratteristica semplifica l’esecuzione dei brani. A nostro avviso è un buono strumento per principianti, bello anche esteticamente.

 

Eastar armonica tremolo a 24 fori

Crediamo che resterete piacevolmente sorpresi dall’armonica Eastar che viste le sue qualità è venduta a un prezzo che è un vero affare. Se state cercando un’armonica a 24 fori ma non sapete con quale iniziare, noi vi suggeriamo di puntare senza timore su Eastar, non resterete delusi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Blues, rock o pop che sia, l’armonica riesce sempre a ritagliarsi il suo spazio: vi presentiamo una selezione di brani dove questo strumento gioca un ruolo fondamentale.

 

L’armonica è uno strumento piccolo in fin dei conti, eppure è stato reso grande da bravissimi musicisti che l’hanno suonata e in molti casi continuano a suonarla egregiamente. Dal blues al rock passando per il pop, l’armonica (i migliori modelli) più venduta ha saputo ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto. Ma non perdiamo altro tempo e andiamo alla scoperta di alcuni dei brani più famosi dove è possibile ascoltare l’armonica.

 

Mannish Boy

Parlare di brani musicali dove l’armonica ha un ruolo fondamentale significa necessariamente pescare nella tradizione blues. Abbiamo gettato l’amo in questo vasto mare fatto di note e abbiamo pescato Muddy Waters, praticamente il papà del blues di Chicago. Insomma, la pesca è stata subito fruttuosa. Il brano che abbiamo scelto sicuramente lo avrete ascoltato almeno una volta nella vostra vita, si tratta di Mannish boy. C’è una curiosità che vale la pena sottolineare. Quando Muddy Waters registrò il pezzo nel 1955 nella sua Chicago, l’armonica non fu suonata dal fido Little Walter in quanto era impegnato altrove, l’onore spettò a Junior Wells.

 

 

Snatch It Back and Hold It

Lo abbiamo citato e pertanto ci sembra giusto quantomeno dargli il meritato spazio presentandovi uno dei suoi brani. Di chi stiamo parlando? Di Junior Wells. Abbiamo scelto dal suo debut album Hood Man Blues dal 1965 il brano Snatch It Back and Hold It nel quale potete ammirare tutta la sua abilità tecnica nel suonare l’armonica.

 

Blowin’ in the wind

Bob Dylan suona spesso e volentieri l’armonica. Prendiamo ad esempio Blowin’ in the wind, canzone celebre del cantautore statunitense. La trovate sul disco The Freewheelin’ Bob Dylan, pubblicato nel ‘63. Da molti è ritenuto una delle migliori cose fatte da Dylan.

 

Cryin’

La passione e l’abilità di Steven Tyler con l’armonica è cosa nota e, sebbene questo strumento non possa dirsi una costante della musica degli Aerosmith, ha comunque trovato il suo spazio. Un esempio è la canzone Cryin, presente sull’album Get a Grip che la band diede alle stampe nel 1993. Il singolo fu un grandissimo successo e certamente diede un grosso contributo a trainare l’intero album.

 

brani famosi per imparare l'armonica

Li conoscete? Sono brani con intermezzi di armonica molto noti

 

Roadhouse Blues 

Pezzo iconico della musica rock che paga il suo tributo al Blues è Roadhouse Blues dei Doors. Il pezzo fa parte del disco Morrison Hotel, pubblicato nel 1970. I fan della band, e non solo, sono concordi nel riconoscere che questo sia uno dei migliori pezzi scritti dalla band di Jim Morrison. Vi sveliamo una curiosità: le parti di armonica furono registrate da John Sebastian, il frontman dei Lovin’ Spoonful  il quale appare tra i credit come G. Puglese.

 

Bad Obsession

Neanche i Guns N’ Roses sono stati indifferenti al fascino dell’armonica la quale troviamo presente sul brano Bad Obsession, canzone presente sul fortunatissimo album Use Your Illusion I. L’armonica sottolinea, in un certo senso, l’animo southern rock che pervade la canzone. Il risultato finale merita sicuramente l’ascolto da parte vostra.

 

L’Isola che non c’è

Ma i musicisti italiani suonano l’armonica oppure no? Beh, la risposta è sì, anche se forse quelli famosi non sono tanti. Di certo chi non ha bisogno di presentazioni è Edoardo Bennato che infila spesso e volentieri il suono dell’armonica nelle sue canzoni; è il caso, per esempio, del brano L’isola che non c’è.

 

 

Heart of Gold

Nel 1972 Neil Young, famoso cantautore canadese e fonte d’ispirazione per band come i Pearl Jam, pubblicò il disco Harvest. Tra i brani che compongono la tracklist c’è anche Heart of Gold, uno delle sue composizioni più note dove l’armonica trova grande spazio. La canzone, ne siamo certi, saprà conquistarvi soprattutto se vi piace il folk.

 

My babe

Bluesman eccezionale e formidabile armonicista era Little Walter che, come detto in apertura, ha avuto una proficua collaborazione con Muddy Waters. Escludere un personaggio del genere dalla nostra selezione sarebbe stato ingeneroso verso un musicista che ha dato un grandissimo contributo al blues.

La sua tecnica è stata rivoluzionaria, come si può capire anche ascoltando My babe. Qualcuno lo ha paragonato a Jimi Hendrix per il suo modo innovativo di suonare lo strumento. Crediamo che chi ami l’armonica ma soprattutto chi voglia imparare a suonarla non possa prescindere da questo artista. Per tale ragione l’abbiamo lasciato in ultimo, per chiudere in bellezza con un grande dell’armonica e della musica blues.

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Abbiamo selezionato una serie di brani e filastrocche di facile esecuzione con l’armonica: qualsiasi principiante sarà in grado di suonare questi pezzi.

 

Se siete appena agli inizi con l’armonica avete bisogno di una serie di brani semplici da eseguire, pezzi in linea con la vostra preparazione che, inevitabilmente, è da principiante ma anche canzoni divertenti da suonare e che possano spingervi ad andare avanti a coltivare la vostra passione. La selezione potrebbe non essere poi così semplice ma di questo non dovete assolutamente preoccuparvi perché abbiamo raccolto una serie di suggerimenti che crediamo potranno incontrare i vostri gusti (magari non in toto) e soprattutto coerenti con le vostre capacità tecniche. Prendete nota e poi tirate fuori la migliore armonica così da cominciare subito a suonare.

 

Oh! Susanna

Apriamo la nostra lista di brani con uno che è tanto semplice quanto famoso. Chi non ha mai ascoltato almeno una volta in vita sua Oh! Susanna? È una canzone amata soprattutto dai bambini ma molti ignorano l’autore. Il brano fu composto da Stephen Foster nel lontano 1848. Il brano è nella top 100 delle western song di tutti i tempi ma va detto che ricorda molto la polka, un genere che era giunto da poco negli Stati Uniti. È nostra opinione che questo sia uno di quei brani particolarmente adatti per essere suonati con l’armonica ed essendo di facile esecuzione, va bene per i principianti.

 

 

Nella vecchia fattoria

Ancor più semplice è la filastrocca Nella vecchia fattoria. Il pezzo fu pubblicato nel 1949 da Quartetto Cetra ma è un adattamento del brano Old MacDonald Had a Farm. La filastrocca si caratterizza per la linea melodica molto semplice. Suonare Nella vecchia fattoria servendosi dell’armonica è una cosa piuttosto agevole, oltretutto il pezzo è facilissimo da memorizzare.

 

Blowin’ in the wind

Vi sembra tutto fin troppo facile? Allora alziamo un po’ il tiro o, se preferite, l’asticella. Che ne dite di cimentarvi con Blowin’ in the wind? Si tratta di una canzone che Bob Dylan scrisse nel 1962 e che trovò posto sulla tracklist di The Freewheelin’ Bob Dylan, pubblicato nel 1963. Il brano ha una importanza storica per la musica davvero notevole ma non la suggeriamo solo per questo motivo, anche perché non è troppo difficile da suonare.

 

Hey Jude

Un altro brano perfetto per essere suonato con l’armonica è senza ombra di dubbio Hey Jude. La canzone fu scritta da Paul McCartney anche se tra i credits risulta anche John Lennon. Ma non è questa la cosa importante. Il pezzo lo trovate sul disco The Beatles, conosciuto anche come il White Album. Si tratta di una canzone di grande successo, conosciuta in tutto il mondo, non dovreste avere particolari difficoltà nell’imparare a suonarla con l’armonica.

 

L’isola che non c’è

Non ci sembrava proprio il caso di escludere Edoardo Bennato da una lista di brani da suonare con l’armonica; dopotutto il musicista partenopeo ne ha sempre una in tasca. Abbiamo scelto per voi la canzone L’isola che non c’è, uno dei suoi pezzi più famosi.

 

canzoni per armonica, despacito, blowin' in the wind

State imparando a suonare l’armonica? Provate a eseguire uno di questi facili brani

 

Lambada

Un pezzo abbastanza semplice da eseguire con l’armonica è la Lambada, brano pubblicato dai Kaoma nel 1989 e presente sul disco Worldbeat. All’epoca divenne il classico tormentone estivo, non c’era angolo del pianeta dove non si sentisse echeggiare. È opportuno segnalare che il pezzo è un adattamento di Llorando Se Fue del gruppo boliviano Los Kjarkas.

 

The Sound of Silence

È un brano per tutte le stagioni, buono per essere suonato con qualsiasi strumento o quasi; stiamo parlando di The Sound of Silence del duo Simon & Garfunkel, uno dei pezzi più noti della musica degli anni ‘60. La struttura del brano è di grande semplicità e il pezzo sembra essere perfetto per essere eseguito con l’armonica. Vi consigliamo di inserirla nel vostro repertorio perchè non mancherà qualcuno che ve la richiederà, vista la sua fama.

 

Despacito

Mancanza di tormentoni nel vostro repertorio? Che ne dite di aggiungere Despacito? Si tratta di una canzone cantata da Luis Fonsi che per l’occasione ha collaborato con Daddy Yankee. Il brano è un mix tra reggaeton il pop latino. Il pezzo è orecchiabile, di facile memorizzazione e ancor più semplice l’esecuzione. Vi basterà pochissimo tempo per impararlo.

 

 

Ai se eu te pego

Molto prima di Despacito c’era Ai se eu te pego, tormentone portato alla ribalta mondiale da Michel Telò. Il pezzo, infatti, è una cover di Sharon Acioly. C’è chi ritiene che parte dell’improvviso successo ottenuto dal singolo lo si debba al calciatore del Paris Saint Germain Neymar, il quale fu immortalato in un video mentre ballava negli spogliatoi sulle note della canzone.

 

Fra Martino Campanaro

Concludiamo con una filastrocca di grande semplicità adatta anche ai bambini, si tratta di Fra Martino Campanaro. La versione originale è francese me ne esistono tantissime in diverse lingue, vista la sua popolarità.

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Suonare questa tipologia di flauto non è difficile, almeno a livello amatoriale, ma come tutti gli strumenti musicali, richiede impegno, dedizione e naturalmente tanta passione.

 

Molti tendono ad associare il flauto di pan al Perù ma si tratta di una associazione riduttiva e anche erronea dovuta probabilmente al fatto di ritenere i tratti somatici andini come una cosa esclusiva dei nativi peruviani, per intenderci quelli che affondano la loro discendenza nell’era precolombiana. Pertanto il primo equivoco da correggere è che il flauto di pan, è uno strumento tipico della tradizione musicale, non soltanto del Perù ma anche di paesi come l’Ecuador, la Bolivia e la Colombia. 

Il secondo equivoco da correggere è che questo strumento è caratteristico soltanto della musica popolare andina. In vero trova grande impiego anche nella musica popolare germanica. È diffuso, infatti, in Germania, Austria, Svizzera tedesca e Bolzano. Varianti dello strumento ci sono in Brianza, Romania, Cina e nelle Isole Salomone. Ma cosa c’entrano questi paesi con il dio Pan? Effettivamente le origini dello strumento risalgono all’antica Grecia. Secondo il mito, Pan usava il suono del flauto per irretire i viandanti.

 

Tipi di flauto di Pan

Per imparare a suonare il flauto di pan più venduto è il caso di conoscere qualcosa in più sullo strumento. Diciamo che dire “flauto di pan” significa essere generici. In realtà ce ne sono diversi tipi con nomi specifici a seconda del paese di origine. Cominciamo dalla Siringa che poi è lo strumento suonato dal dio Pan, dunque è la versione greca del flauto. 

La zampoña, invece, che è il tipico strumento dell’altopiano andino, dunque è comune non solo in Perù ma anche Bolivia, Chile, Ecuador, Colombia e Argentina. La zampoña è spesso presente nella musica folk di questi Paesi. 

La antara è uno strumento vecchio di almeno 2000 anni ed è tipico della cultura musicale Nasca e Paracas, popoli precolombiani. Il siku si caratterizza e distingue dagli altri flauti di Pan per avere due fila di tubi. È uno strumento tipico del Perù. Abbiamo detto di come il flauto di pan sia presente anche in Cina. In questo caso si parla di Paixao.

 

 

La struttura del flauto di pan

Per essere suonato uno strumento va conosciuto a fondo, anche la sua struttura. Cominciamo dai materiali più comunemente impiegati per la realizzazione del flauto di pan che sono: il bambù e il legno d’acero (sono i legni più comuni). Chiaramente con la scoperta di nuovi materiali si è trovato il modo di impiegarli anche per il flauto, in particolare plastica  e metallo. Il flauto di pan ha le canne disposte verticalmente e in sequenza, dalla più lunga alla più corta.

Generalmente vengono unite per mezzo di corde e cera. Sono quattro le forme più comuni: quella detta a zattera, il flauto ricavato da un unico pezzo di legno, quello con le canne disposte su due file e quello a fascio.

 

L’emissione del suono

Eccoci qua, finalmente siamo arrivati al nocciolo del nostro articolo, ovvero, come suonare il flauto di pan (ecco i migliori modelli). Premettiamo che sebbene sia uno strumento dalla struttura semplice, non significa che suonarlo non comporti delle difficoltà. Poi è chiaro che dipende da quanto in alto si mette l’asticella. Dovete sapere che ci sono dei veri virtuosi dello strumento, musicisti che hanno studiato a fondo il flauto. 

Facciamo un nome su tutti: Gheorghe Zamfir che come si intuisce non è peruviano e tantomeno andino. È un musicista romeno ritenuto tra i più grandi maestri dello strumento. Torniamo a noi. Dicevamo dell’emissione del suono: le labbra devono essere chiuse parzialmente, va lasciato soltanto lo spiraglio necessario a far passare l’aria. È importante controllare la velocità dell’aria insufflata perché questa determina l’intonazione. In particolare, più si va verso i registri acuti e più velocemente deve circolare all’interno dei tubi.

 

 

Pulizia e cura dello strumento

Già che ci siamo, è bene imparare a prendersi la necessaria cura dello strumento, dunque la sua pulizia e preservazione. La pulizia va fatta con una certa periodicità. Il flauto va pulito all’esterno ma soprattutto all’interno. A tale scopo esistono degli appositi kit composti da aste ricoperte di microfibra e olio di vaselina.

Per quanto riguarda la preservazione dello strumento, cercate di tenere il flauto in una buona custodia  al riparo dall’umidità. A tale scopo, prima di riporre lo strumento, accertatevi che sia asciutto, in altre parole rimuovete eventuali tracce di saliva che potrebbero essersi accumulate all’interno delle canne.

 

 

Ultimo aggiornamento: 26.10.20

 

Quali sono i brani più noti eseguiti con il flauto di pan? Rispondiamo a questa domanda e vi presentiamo i musicisti più interessanti e abili con questo strumento.

 

Se i migliori flauti di pan vi incuriosiscono, forse avete deciso di scoprire quali sono i brani più famosi eseguiti con questo strumento. Magari vi piacerebbe realizzare una compilation da regalare a una persona a voi cara e cercate qualche spunto, un’idea che possa aiutarvi a scegliere i brani più significativi o comunque meritevoli di ascolto. È ciò che abbiamo fatto per voi. Di seguito troverete una serie di pezzi che vi faranno sognare, emozionare o anche semplicemente rilassare. 

 

Lonely Shepherd

Quando abbiamo iniziato a ragionare con quale brano, ma soprattutto quale musicista aprire la nostra selezione, la scelta è caduta su Gheorghe Zamfir. Diciamo che non ci abbiamo messo neanche tanto a decidere, potremmo parlare di scelta obbligata vista l’importanza che ha il compositore rumeno per lo strumento in questione. Il successo di Zamfir è mondiale e vendere oltre 120 milioni di dischi non è da tutti, certamente un traguardo difficile per qualsiasi musicista che si cimenta con il flauto di pan. Dalla sua carriera lunga oltre 50 anni, abbiamo scelto la sua interpretazione di Lonely Shepherd.

 

 

El Condor Pasa

Un flautista che ha fatto una lunghissima strada, in tutti i sensi, è Leo Rojas. Ma spieghiamo un attimo quel “in tutti i sensi”. Si tratta di un flautista ecuadoregno che quando era ancora adolescente lasciò il suo Paese per cercare fortuna in Europa. Si guadagnava da vivere esibendosi come artista di strada. All’inizio racimolava solo poche monete ma via via il capannello di persone che si radunava intorno a lui era sempre più folto. Si fermò in Germania, Berlino per l’esattezza. Ebbe l’ardire di partecipare a un talent show molto popolare: “Das Supertalent”. Con non poca sorpresa da parte sua, lo vinse. La partecipazione a quel programma gli permise di pubblicare il suo primo disco: Spirit of the hawk. Di quel lavoro vi proponiamo El Condor Pasa, ma sentitevi liberi di pescare da tutta la tracklist.

 

Hallelujah

Hallelujah è un brano originariamente scritto da Leonard Cohen ed è tornato di voga subito dopo la morte del musicista canadese. Fu pubblicato nel 1984 sul disco Various Positions. Va da sé che la canzone è stata coverizzata tantissimo ma a noi interessa il flauto di pan e in questo caso vorremmo che vi soffermaste ad ascoltare la versione proposta da Edgar Muenala, stimato flautista che con la sua musica saprà conquistarvi fin dal primo ascolto.

 

The Sound of Silence

Un altro brano che ha dimostrato di essere perfetto per il flauto di pan è The Sound of Silence di Simon & Garfunkel. La canzone fu pubblicata nel ‘64 e gli amanti del flauto di pan di certo avranno piacere nell’ascoltare la versione degli Inka Gold, un duo ecuadoregno composto da Oscar Andrés Morales Vega e Pablo Santiago Morales Vega. Il primo suona il flauto, il secondo la chitarra e altri strumenti a corde. I due fratelli si sono esibiti giovanissimi in Europa raccogliendo consensi particolarmente in Germania e Belgio. Oggi la loro base operativa sono gli Stati Uniti d’America.

 

Princesa del Sol

Originario di Lima è Carlos Carty, un ottimo flautista conosciuto a livello internazionale. La sua passione per la musica andina è nota. Con il suo flauto di pan vi delizierà sulle note del brano Princesa del Sol, presente sul disco di debutto dal titolo Machupicchu o Segredo dos Incas. Si tratta di un disco che Carty registrò durante la sua permanenza in Brasile, come si può intuire dal titolo. Una lingua diversa dallo spagnolo che però non tradisce l’amore di Carlos Carty per le sue radici. 

 

Son of Ecuador

Questo brano è frutto della collaborazione tra Leo Rojas e la cantante tedesca Isgaard. Il brano fa parte dell’album Albatros del 2013. La collaborazione è prova della fama raggiunta da Leo Rojas in germania, anche grazie alla vittoria del talent cui abbiamo già fatto cenno. All’epoca la canzone riscosse un buon successo e pertanto ve ne suggeriamo l’ascolto, certi che non resterete delusi dalla scelta che abbiamo operato per voi. Ad ogni modo fateci sapere se abbiamo fatto centro, anche se siamo certi che dopo l’ascolto non solo diventerete fan di Leo Rojas ma anche di Isgaard.

 

Alturas

Si tratta di uno dei brani strumentali che gli Inti-Illimani hanno dedicato ad alcune località cilene. Tra l’altro Alturas è uno tra i più famosi nel nostro Paese perché utilizzato anche come sigla di una trasmissione radiofonica: L’altro suono. Inoltre parte del brano è stata riarrangiata da Daniele Silvestri per la sua canzone Il mio nemico. 

 

Per Un Pugno Di Dollari 

Uno tra i più celebri film di Sergio Leone vanta una colonna sonora epica, frutto della geniale arte di Ennio Morricone. All’interno dei vari brani non manca il flauto di pan che conferisce alla soundtrack un’atmosfera ancora più da western.

 

 

Dust In The Wind

La più celebre (e bella) canzone dei Kansas è datata 1978 e, da allora, è stata oggetto di numerose cover, tra cui una molto famosa firmata dagli Scorpions. Il brano è disponibile anche eseguito con il flauto di pan che ne esalta ulteriormente la bellezza.

 

Surf Riders

Si tratta di un brano composto dai The Lively Ones è diventato particolarmente famoso perché utilizzato da Quentin Tarantino in una delle sequenze del suo capolavoro: Pulp Fiction. Vi invitiamo a scoprire la versione suonata con il flauto di pan.