Ultimo aggiornamento: 14.10.19

 

Scopriamo il primo approccio a questo strumento, impariamo le sue componenti e le nozioni fondamentali che ogni principiante deve conoscere.

 

Avete visto un famoso flautista suonare ed è stato subito colpo di fulmine, non per il flautista ma per il suo strumento. Avete deciso: volete imparare a suonarlo. Perfetto ma sappiate che c’è tanto lavoro da fare e voi dovete partire da zero. Ispirarvi a quel virtuoso che vi ha conquistato può essere da stimolo ma può anche scoraggiarvi. Dovete sapere che l’importante è fare un passo alla volta, procedere con gradualità e con il giusto impegno, la necessaria dedizione, riuscirete a suonare il flauto. Con questo non vogliamo dire che diventerete bravi come il suddetto flautista, anche se ve lo auguriamo. La prima cosa è comprare il flauto traverso più venduto.

 

I componenti del flauto traverso

È fondamentale conoscere lo strumento dal punto di vista strutturale. Il flauto traverso si compone di tre parti: la testata, il corpo e il trombino altrimenti detto piede. La testata comprende la boccola che, in sostanza, è l’imboccatura. Dunque, come notate non c’è il bocchino che invece troviamo in altri strumenti a fiato, ciò significa che la boccola non va sostituita periodicamente. Una delle domande più frequenti poste dai principianti è se esistono testate adatte a chi sta appena cominciando a suonare. La risposta è no. Piuttosto, una volta acquisita un bel po’ di esperienza, potreste avere l’esigenza di procurarvi una testata che vi dia un timbro particolare.

 

 

Meccaniche aperte o chiuse

C’è un aspetto costruttivo, al netto dei materiali, che marca le differenze tra flauti: le meccaniche. Queste possono essere con chiavi aperte oppure chiuse. Un principiante dovrebbe prediligere le meccaniche con chiavi aperte al fine di impostare la mano nel modo corretto. Per suonare, infatti, i fori vanno chiusi alla perfezione quindi lo studente dovrà mettere il massimo impegno nel posizionare le dita sui tasti e quindi le mani sul flauto.

 

La produzione del suono

Per produrre il suono le labbra devono essere appoggiate sulla boccola in modo tale da coprire parzialmente il foro di emissione. Al fine di prendere confidenza con la corretta posizione delle labbra, si soffia nella sola testata. Se non si è monitorati da un maestro, è utile eseguire l’esercizio stando di fronte a uno specchio al fine di controllare la posizione ed eventualmente correggerla. In un tempo breve, diciamo qualche ora di pratica, l’aspirante flautista è in grado di produrre i primi due suoni con la sola testata. 

Solo dopo questa fase si può procedere a montare il flauto per iniziare la pratica per la posizione corretta delle mani ma anche della postura del corpo; questo deve essere rilassato così come il viso che, molti principianti erroneamente, contraggono. Inutile dire che in questa fase un insegnante sarebbe in grado di correggere eventuali errori. Questa cosa non è da sottovalutare perché c’è il serio rischio che errori di postura diventino l’abitudine se non corretti in tempo.

 

La respirazione

Per suonare il flauto è necessario una insufflazione abbondante e un considerevole sostegno della colonna d’aria. Tutto ciò si ottiene grazie a un corretto uso della respirazione diaframmatica. Lo sviluppo della tecnica flautistica, infatti, si ottiene anche grazie a specifici esercizi volti a perfezionare l’emissione e la flessibilità tra le note con l’altezza che mano mano cresce.

 

Alcuni effetti

Dopo aver imparato a emettere le note, ci si può cimentare nella produzione di alcuni semplici effetti che sono molto utilizzati. Ad esempio legato e steccato si eseguono occludendo il flusso d’aria con la lingua. Per ottenere il doppio e il triplo steccato si alternano le consonanti T e K. Un altro effetto molto usato è il frullato. Vediamo come ottenerlo. In sostanza l’esecuzione richiede si soffiare pronunciando TR, VR o VR.

 

 

L’età giusta per cominciare

Ci si chiede a che età sia giusto cominciare  a studiare il flauto. Come nella maggior parte dei casi è sempre meglio cominciare da piccoli ma è ovvio che nulla vieta agli adulti di cominciare a prender elezioni. Torniamo ai piccoli. In questo caso l’età adatta è dagli 8 anni in poi. Dobbiamo segnalare che portare l’apparecchio per i denti complica le cose, anche se questo non significa che sia impossibile suonare il flauto in tali condizioni. 

In passato si era soliti far iniziare i bambini suonando l’ottavino perché più piccolo e le posizioni delle mani solo le stesse che per il flauto traverso (controllare qui la lista delle migliori offerte). Tuttavia l’emissione dell’ottavino è più complicata e modificare l’impostazione durante il passaggio al flauto non è una cosa così immediata. Con l’avvento delle testate curve grazie alle quali diminuisce la distanza tra la boccola e i tasti, l’uso del flauto fin da bambini e caldamente consigliato.