Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Principale vantaggio

La lista dei vantaggi sarebbe lunga ma come non evidenziare l’incredibile senso di realismo e di fedeltà sonora ad una batteria acustica che contraddistingue la TD25KV? Il modulo, poi, è eccezionale, intuitivo, offre tanti drumkit ben organizzati per genere e la possibilità di registrare le proprie performance. Si ha la sensazione di suonare una batteria acustica con una risposta alle bacchettate a dir poco eccezionale.

 

Principale svantaggio

Innanzitutto la batteria è parecchio costosa, inoltre bisogna comprare a parte l’asta dello hit-hat e anche il pedale per la grancassa, di conseguenza la spesa si incrementa di un bel po’ perché una batteria del genere richiede accessori di pari livello.

 

Verdetto 9.9/10

È nostra ferma opinione che la TD25KV sia una ottima batteria per batteristi di livello avanzato, può tranquillamente trovare posto in uno studio di registrazione, la fedeltà sonora e la risposta al tocco vi sorprenderanno. Costa tanto e l’assenza di accessori indispensabili non fa altro che aumentare la spesa perché senza non si può suonare.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Per professionisti

Roland è il marchio che ha scritto la storia delle batterie elettroniche pertanto gli appassionati guardano sempre a un certo interesse gli strumenti di questo importante brand. La batteria elettronica TD25KV è un modello top gamma, su questo non ci piove quindi è indicato innanzitutto per i batteristi di livello avanzato. 

Sia chiaro, non stiamo ai livelli della famigerata TD30 ma ci andiamo abbastanza vicini anche perché i punti di contatto non mancano, a cominciare dalla qualità sonora. Della TD30 ritroviamo la tecnologia SuperNatural e il Behavior Modelling, di conseguenza la batteria risponde con la massima precisione al modo di suonare, in sostanza la sensazione che si ha è quella di suonare una batteria acustica (ecco i migliori modelli) con tutte le sfumature che contraddistinguono uno strumento del genere, pensiamo alle note fantasma tipiche del rullante oppure al decadimento del suono che caratterizza i piatti. È una batteria ad uso domestico ma che non sfigura in studio, anzi, si trova a suo agio anche in una sala d’incisione.

Suonabilità eccezionale

La qualità dei pad vi stupirà, oppure no se conoscete già le batterie top gamma di Roland. In ogni caso tanto le pelli mesh quanto il positional sensing che si trova sul rullante assicurano la migliore risposta possibile ai colpi di bacchetta. Noterete la differenza variando l’intensità tra un colpo e l’altro. A rendere tutto ancor più realistico è l’oscillazione dei piatti che è molto naturale. I piatti, inoltre, possono essere stoppati proprio come si fa con la batteria acustica. 

Due trigger sono presenti rispettivamente sul bordo e sul corpo del crash mentre il ride ne ha tre così da sfruttare la campana il bordo e il corpo del piatto. Quanto allo Hit-Hat va montato su un’asta apposita, una qualsiasi di quella che si usano per le batterie acustiche, ciò per dire che l’asta non è compresa, a parte questo dettaglio non da poco, anche nel caso dello Hit-Hat abbiamo una risposta realistica, poi è chiaro che vi serve un’asta all’altezza della situazione, ma considerato quanto spenderete per questa batteria, che giusto per la cronaca costa tanto, non mancherete di provvedere con qualcosa che sia all’altezza della situazione. 

Non è da meno il pad della grancassa (in totale abbiamo cinque pad e quattro piatti) che ha un ottimo feeling, è stabile, solido e senza pedale… esatto, dovete comprare anche questo indispensabile accessorio. Quasi ci sembra di avvertire il vostro comprensibile malumore per queste ultime informazioni che inevitabilmente fanno aumentare la spesa.

 

Interfaccia semplice

La TD25KV ha una interfaccia semplice, quindi si comincia a suonare praticamente subito.I kit si selezionano con una manopola, sono organizzati per genere quindi immediatamente individuabili. Molto semplice è anche l’operazione per la personalizzazione dei kit, i salvataggi sono automatici. 

È possibile suonare sui brani preferiti, basta collegare una chiave USB (ma anche un iPod, smartphone ecc.) con file WAV o MP3, volendo si possono impostare dei loop oppure modificare la velocità di riproduzione del pezzo. Sulla pendrive potete registrare la vostra performance. 

Naturalmente è anche possibile collegare il modulo al computer o sfruttare il collegamento MIDI. Il display è luminoso e ben realizzato, i tasti per le varie impostazioni rispondono immediatamente, c’è anche l’uscita per la cuffia.

 

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Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Principale vantaggio

La risposta dei pad è soddisfacente ma più in generale tutta la batteria è costruita con buoni materiali che conferiscono la necessaria solidità. Il display è ampio, comodo da leggere e l’uso dello strumento è intuitivo. Ampia e soddisfacente la quantità di suoni a disposizione. È una batteria pensata per essere trasportata, visto che sta tranquillamente in uno zaino.

 

Principale svantaggio

Assolutamente inadeguata per fare musica con un minimo di serietà, è un giocattolo o poco più. Il pedale complica la vita del batterista a causa della sua eccessiva sensibilità. Gli speaker peccano in potenza, meglio procurarsi delle buone cuffie da usare quando si suona. Le bacchette sono parecchio scadenti, per fortuna sostituirle non è cosa complicata.

 

Verdetto 9.3/10

Considerando la CompactKit come un giocattolo possiamo sicuramente esprimere un giudizio positivo, siamo certi che un bambino possa divertiti tantissimo a suonarla senza annoiarsi e magari, portarsela dietro per far vedere agli amichetti quanto è bravo. I più grandi, invece, hanno bisogno di un altro tipo di strumento con migliori caratteristiche.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

È un giocattolo

Alesis è famosa per le sue batterie elettroniche (lista dei migliori prodotti), non lo scopriamo oggi, tuttavia dobbiamo mettere subito in chiaro che per noi questa batteria è un giocattolo e la recensiamo come tale, altrimenti la stroncatura sarebbe inevitabile, quindi non chiedete alla CompactKit 4 più di quanto possa darvi. Del resto le bacchette che trovate come accessorio sono un chiaro indizio di cosa si ha tra le mani (in tutti i sensi), visto che sono di plastica. 

Certo, Alesis ci mette del suo nel descrivere questa economica batteria elettronica da tavolo facendola passare come uno strumento completo per i batteristi in erba, qui permetteteci di fare una tiratina di orecchie, insomma, sparare paroloni definendolo come uno strumento che possa far migliorare la tecnica del batterista principiante ci pare quantomeno un azzardo per non voler essere più cattivi e brutali. Lo ripetiamo, noi consideriamo questa batteria come un giocattolo e come tale ve lo presentiamo e valutiamo. 

Cosa ci si trova di fronte una volta aperta la confezione? Il modulo con quattro piccoli pad integrati che hanno una buona sensibilità ai colpi di bacchetta… a proposito procuratevene di migliori, magari otterrete un rimbalzo più realistico. Al centro c’è il display LCD: è bello grande ma non retroilluminato e dal classico colore grigio e triste che ricorda le vecchie calcolatrici.

Funzioni e suoni

Il modulo ha settanta timbri per una vasta gamma di percussioni, ci sono inoltre dieci effetti e cinquanta brani di accompagnamento. La batteria ha la funzione Game che nelle intenzioni dovrebbe farvi migliorare nel timing e nella tecnica. Divertente la modalità coach che consente di caricare le canzoni preferite e accompagnarle: sul display sono mostrate le note e una piccola luce LED indica il pad da colpire. 

Se le funzioni appena descritte sono messe a disposizione di un bambino, possiamo tranquillamente dirci soddisfatti, ma è chiaro che per un adulto serve altro. Ci teniamo a battere questo tasto perché vogliamo impedire un acquisto sbagliato. Il pedale è fin troppo sensibile per un utilizzo appropriato, bisognerà faticare non poco per usarlo al meglio ma l’impresa resta ardua.

 

Audio e portabilità

L’audio che esce dai piccoli speaker non è molto potente, da un lato per i genitori può essere un sollievo, la soluzione migliore secondo noi è l’ascolto in cuffia. La portabilità è una delle caratteristiche migliori dello strumento, è compatto, si può mettere in uno zaino o tenere la batteria sulle gambe, anche se non è una posizione ideale per suonare comodamente. 

La batteria può essere alimentata con alimentatore o sei pile di tipo mezza torcia. Qui però dobbiamo dire che la questione è un poco controversa. Nella descrizione del prodotto è riportata la presenza dell’alimentatore ma in molte recensioni scritte da clienti abbiamo letto che manca, dunque attenzione. 

I materiali ci hanno convinto, il modulo è solido, le plastiche sembrano essere molto resistenti. La batteria, poi, si mantiene ben ferma sul tavolo. Quanto al prezzo secondo noi è adeguato alla qualità dell’articolo, si tratta di una spesa sostenibile. In definitiva, se state pensando a un regalo che possa fare felice un bimbo la Alesis CompactKit può renderlo felice, per i più grandi, invece, serve uno strumento migliore.

 

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Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Principale vantaggio

Punto di forza sono le pelli mesh che non mancheranno di conquistare per il feel naturale, la sensibilità al tocco va oltre le migliori aspettative. Molto bene il modulo con tanti suoni a disposizione e il rack, davvero solido.  

 

Principale svantaggio

È complicato tenere fermi i pedali e la grancassa, che si sposta in avanti quando la si colpisce: tutto ciò è molto scomodo e snervante. Peccato per l’assenza dello sgabello che va necessariamente comprato a parte.

 

Verdetto 9.8/10

Sicuramente non è una batteria per professionisti, ciò non toglie che possa regalare bellissime soddisfazioni. Secondo noi è uno strumento dalle mille potenzialità e difficilmente vi deluderà.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

In fatto di batterie elettroniche possiamo tranquillamente annoverare Alesis tra i leader del settore, anzi, diciamo che si gioca la testa della classifica con un altro paio di nomi, non di più.  Dopotutto l’azienda ci ha abituato a strumenti di buona fattura, solidi, realistici e venduti pure una un prezzo tutt’altro che esagerato se si pensa alla loro qualità. Il discorso appena fatto vale sicuramente per la Command Msh Kit. 

Cominciamo dalle pelli. È noto, c’è una certa diffidenza verso le batterie elettroniche soprattutto da parte di chi ha suonato un modello acustico per tutta la vita anche a certi livelli. A noi non interessa prendere parte a questo gioco dei paragoni e ci limitiamo quanti hanno sempre  e solo suonato batterie (ecco la lista dei migliori prodotti) acustiche a provare le pelli mesh di Alesis e poi ci vengano a dire che il feel non è naturale e che la sensibilità dinamica al tocco sia pessima. 

Secondo noi è vero il contrario e se non ci credete non vi resta che provare in prima persona. Andiamo a vedere gli elementi di questa batteria che in tutto sono otto: c’è il rullante bizona mesho da 25 centimetri, tre pad tom mesh da 20 cm, la grancassa con il pedale e tre piatti, ovvero, ride, crash e hit-hat.

Modulo

Ok, bei pad ma questi sono muti senza un modulo, anzi, senza un buon modulo ed è ciò che troviamo qui: il Command Drum Module con 50 kit preste più altri 20 programmabili dall’utente. In totale a disposizione del batterista ci sono 6.000 suoni e 60 basi senza dimenticare il metronomo. Molto utile l’ingresso USB dove potete inserire una pendrive con campioni in file .WAV. 

Le possibilità di connessioni non finiscono qui: potete collegare lo smartphone al modulo oppure un lettore MP3  se vi state chiedendo se potete collegare la batteria al vostro computer, la risposta è affermativa. Da segnalare anche le porte MIDI IN/OUT. Insomma, questa batteria offre diverse “possibilità creative”. 

Chi compra questo modello, poi, ha diritto a 40 lezioni di batteria Melodis gratis. Una volta registrato il drum kit sul sito di Alesis si scarica la app Melodics. A quel punto non dovete fare altro che scegliere il vostro genere preferito ed esercitarvi.

 

Rack solido

La qualità della batteria non si vede solo dal modulo o dalla risposta al tocco delle pelli mesh, uno strumento del genere deve offrire anche garanzie di solidità, a cominciare dalla struttura che regge i pad. In questo senso il rack non delude: è molto robusto. 

Qualche delusione, invece, arriva dai pedali che non restano fermi sul pavimento e anche la grancassa, ovviamente, si sposta sotto i colpi del pedale. La situazione può diventare snervante soprattutto se si suona con una certa foga. La soluzione migliore sarebbe bloccare la grancassa contro una parete e ad ogni modo sistemare la batteria su un grosso tappeto. 

Una cosa importante da dire è che lo sgabello va comprato a parte. Il montaggio è abbastanza semplice: una volta sistemato il rack ci sono da fissare i pad e collegare i cavi ma lo ripetiamo è tutto molto semplice anche se è un lavoro che conviene fare i due per terminare prima.

 

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Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Principale vantaggio

Dobbiamo essere sinceri, siamo stati prevenuti nei confronti dei pad che invece si sono messi in mostra per la loro sensibilità al tocco, la risposta ai colpi di batteria è buona e dicasi lo stesso con le mani quando si seleziona la modalità hand Percussion.

 

Principale svantaggio

Timori confermati, invece, per quanto riguarda i pedali, poco precisi, difficili da gestire sia a causa della loro forma sia perché per tenerli fermi sul pavimento bisogna incollarli e forse neanche così si ottengono buoni risultati. 

 

Verdetto 9.7/10

Pur se migliorabile la DD 75 si è dimostrata essere una batteria divertente, si trasporta con grande semplicità e funziona pure con le pile. Materiali in linea con il prezzo e buona risposta dei pad, peccato manchi lo stand.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Compatta 

Yamaha è uno dei migliori produttori di strumenti musicali, certo in fatto di batterie (ecco i migliori modelli) non diciamo che possa impensierire nomi quali Tama, Pearl o Premier ma comunque il colosso giapponese si difende bene in questo settore. Se poi aggiungiamo che nel catalogo prevede anche una batteria elettronica portatile, allora quantomeno bisogna prestare grande attenzione a cosa ha da proporre in questo campo. 

Ma di cosa stiamo parlando? Della batteria DD 75. Si tratta di uno strumento compatto che può essere trasportato sotto braccio e riunirsi con gli amici a suonare, magari durante una sera d’estate, in strada, sotto ai portici, tanto la batteria funziona anche con le pile quindi problemi non ce ne sono. Ok, ce la possiamo portare dietro, ma che altro? 

Avete ragione ma prima di spiegarvi che altro può fare la DD 75 vi invitiamo a ragionare ancora un attimo sulle sue misure. A differenza di altre batterie, questa potete tenerla sulla vostra scrivania, o tenerla da parte quando non si suona, è comodissima da questo punto di vista e vi risolve i problemi di spazio. Ma non vogliamo più tediarvi con la compattezza dello strumento e la semplicità di trasporto, andiamo a vedere cosa si può fare in concreto con uno strumento del genere. Seguiteci al prossimo paragrafo.

Buona sensibilità dei pad

La batteria ha otto pad la cui sensibilità al tocco merita di essere menzionata, non nascondiamo una certa sorpresa da parte nostra al tocco con la batteria, ma non è finita perché la DD 75 può essere suonata anche con le mani, è sufficiente selezionare la funzione Hand Percussion che tra l’altro è solo uno dei 75 kit eleggibili ispirati alle batterie più famose. A questi dobbiamo aggiungere altri 10 kit personalizzabili secondo le proprie esigenze e gusti. 

Dall’espressione del vostro volto pare che manchi qualcosa. In effetti avete ragione, la batteria si suona anche per mezzo dei pedali ma state tranquilli (o quasi) perché non mancano. All’interno della confezione trovate due pedali che possono essere assegnati a una delle voci della batteria oppure, scelta consigliata, a grancassa e charleston. 

Tuttavia è proprio nei pedali che abbiamo individuato il grosso problema della batteria, peccano in precisione, sono troppo sensibili e oltretutto la loro forma, ben lontana da quella di un pedale per batteria, non aiuta. Non è finita qui perché tenerli fermi sul pavimento è parecchio complicato. Il nostro consiglio è di spendere qualcosa in più e prendere i foot pedal Yamaha HH40 e il KU100.

 

Connettività

Non male la connettività. Come prima cosa potete connettere alla batteria il vostro smartphone o lettore MP3 in modo tale da esercitarvi sui vostri brani preferiti poi, per non disturbare nessuno, potete suonare usando le cuffie. 

Peccato che manchi uno stand, sarebbe stato utile inserirlo nella confezione, anche magari pagando qualcosina in più, suonare sistemando la batteria su una scrivania non è poi così comodo se non ci si trova con l’altezza mentre uno stand regolabile è ben altra cosa. Gli speaker sono un po’ deboli, dobbiamo dirlo. Diamo un rapido sguardo alla qualità dei materiali: il tutto sembra essere sufficientemente resistente e sicuramente adeguato al prezzo pagato.

 

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Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Tamburello – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Uno strumento divertente e alla portata di tutti è il tamburello. Ne esistono sia in forma di giocattolo sia da esposizione, oltre naturalmente a quelli da usare a livello professionale. Si tratta di un prodotto che quindi non va assolutamente sottovalutato, anche perché ha saputo suscitare l’interesse di musicisti di fama mondiale come Gluck e Mozart, senza dimenticare la sua centralità in certa musica tradizionale, a cominciare da quella dell’Italia meridionale. Tenete presente che il tamburello ha origini ben più remote della tarantella e musiche simili, si ritiene esistesse già intorno all’anno 1000 a.C. e che fosse presente tra civiltà quali sumeri, ittiti, ebrei ed egizi. A questo punto crediamo si sia capito che stiamo parlando di uno strumento “serio” e meritevole della vostra e nostra attenzione. Se state pensando di comprarne uno ma non sapete quale, ve ne suggeriamo alcuni, a cominciare da questi due: il Gewa 841574 ha un volume niente male e un buon rapporto tra qualità e prezzo, mentre se cercate un suono ricco senza spendere troppi soldi, provate con il Tiger Tam98-10.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori tamburelli – Classifica 2020

 

Come da nostra consuetudine abbiamo stilato una classifica degli articoli selezionati. Vi preghiamo di leggere la recensione scritta per ciascun tamburello perché solo in questo modo vi possono essere chiare le caratteristiche, i pregi e i difetti. A vostra disposizione ci sono anche dei link che vi suggeriscono dove acquistare a prezzi bassi i tamburelli da noi scelti. Confrontate i prezzi e  fate la vostra scelta.

 

 

1. Gewa 841574 Tamburelli Mezzaluna, 20 Piattini, Nero

 

È un tamburello piuttosto economico ma con non poca sorpresa abbiamo avuto modo di riscontrare un buon rapporto qualità/prezzo. Questa è sicuramente l’aspetto più vantaggioso unitamente al volume che contraddistingue lo strumento, è perfetto per piccole esibizioni unplugged insieme ad altri strumenti. 

È realizzato in plastica, privo di membrana, in sostanza suonate soltanto i 20 cimbalini. Ha la forma a mezzaluna, la presa non è molto comoda a dire il vero, sarebbe dovuta essere più ergonomica secondo noi soprattutto pensando a chi suona questo tamburello per diverso tempo. Consigliato per un uso professionale può comunque regalare un bel po’ di divertimento. 

Ottima la disponibilità in termini di colore così da venire un po’ incontro ai gusti di tutti. Avvertiamo i lettori di non aspettarsi chissà quali materiali, come detto in apertura, si tratta di uno strumento economico.

 

Pro

Prezzo: Con una piccola spesa si può comprare uno strumento divertente  e poco complicato da suonare.

Volume: Sebbene sia uno strumento di fascia bassa ha un volume che non ti aspetti, molto presente e chiaramente udibile anche se si suona in una band.

 

Contro

Membrana: Questo modello ne è privo, ci sono soltanto i cimbali ed è chiaro che è un po’ limitato e non adeguato a chi ha bisogno di percuotere la pelle.

Impugnatura: Dall’analisi delle recensioni è emerso in più occasioni quando l’impugnatura sia deficiente in comodità, sarebbe dovuto essere meglio progettata per un utilizzo prolungato nel tempo del tamburello.

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2. Tiger Tam98-10 tamburello con cornice di legno pelle naturale

 

Ha un bel suono il tamburello da 25 centimetri Tiger Tam, buono anche per i balli e apprezzato da quanti si dedicano alla pizzica etc. Non stiamo parlando di uno strumento professionale non fosse altro che per la pelle che da molti è giudicata troppo sottile e poco adatta a un uso intensivo, oltretutto tende anche ad allentarsi. 

Il telaio è in legno e questo ci ha dato nuove garanzie essendo ben lavorato, non c’è il pericolo di pungersi con una scheggia, giusto per intenderci. Le due file di cimbali rendono il suono più ricco, dunque si ottengono buoni risultati non solo quando il tamburello è percosso ma anche quando viene scosso. 

Secondo noi il rapporto qualità/prezzo è buono, grazie alla piccola spesa richiesta si può fare anche un regalo per bambini che così possono fare baccano in modo creativo. Resta comunque uno strumento valido per chi frequenta una scuola di danza, si dedica al teatro e per tutti quelli che si riuniscono con un gruppo di amici per suonare musica popolare.

 

Pro

Telaio: La fattura è buona e ben curata, realizzato in legno non ci sono schegge che possano provocare piccole e fastidiose ferite alle mani.

Costo: Il rapporto tra la qualità e il prezzo e sicuramente buono, non lo diciamo solo noi ma anche tanti clienti soddisfatti.

Cimbali: Il tamburello ha ben due fila di cimbali che per il costo dello strumento suonano molto bene rendendo il sound più ricco.

 

Contro

Pelle: Meno convincente è la pelle, per due motivi, forse anche correlati tra loro: innanzitutto è troppo sottile e quindi non sappiamo quanto potrebbe reggere a un uso intensivo, secondo, si allenta dopo un po’.

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3. Ammoon Tamburello Tenuto in Mano 10 Pollici

 

Se cercate un tamburello utile più che altro per fare scena piuttosto che per essere suonato, dovreste osservare con attenzione lo ammoon. Ma cosa vogliamo dire con “per fare scena”? Ci riferiamo a quanti, ad esempio devono mettere in piedi una rappresentazione teatrale, un saggio di danza e così via. 

È uno strumento per dilettanti, non ci piove e la somma richiesta per l’acquisto non è esorbitante pertanto se cercate un tamburello napoletano giusto per farvi una idea e poi eventualmente in futuro acquistare qualcosa di qualitativamente migliore, è certamente una buona opzione. 

Realizzato in pelle di agnello, questa è piuttosto sottile. Il telaio ci ha deluso, dobbiamo dirlo: troppo fragile, delicato e ad alcuni acquirenti è capitato che si rompesse. C’è una sola fila di cimbali ma la loro presenza si avverte subito, il suono è brillante. Non discutiamo il fatto che per la stessa cifra si possa trovare anche qualcosina di meglio ma, a parte ciò riteniamo che il tamburello meriti comunque di essere preso in considerazione da quanti cercano uno strumento economico, magari anche per far giocare i bambini o perché no, da usare come oggetto decorativo.

 

Pro

Cimbali: Pur avendo una sola fila di cimbalini, questi si fanno sentire a dovere, il loro suono è piacevolmente brillante.

Versatile: Si presta a svariati usi, dalle rappresentazioni teatrali ai saggi di danza, senza escludere di poterlo usare anche come elemento decorativo.

 

Contro

Telaio: Un grosso dubbio lo abbiamo sul telaio, questo è realmente troppo fragile e neanche ben rifinito, ad alcuni è capitato si rompesse poco dopo.

Pelle: Di agnello, non sintetica, quindi se siete vegetariani o vegani questo è un difetto non da poco, ciò detto è troppo sottile.

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4. Tiger TAM91-12 Tamburello in legno con pelle naturale, 30,5 cm

 

Pur non essendo professionale siamo certi che non resterete delusi da questo tamburello che ha evidentemente nel telaio ben rifinito e nel volume i suoi principali punti di forza. Sia chiaro, suonarlo con una certa intensità nel tempo non è qualcosa che invitiamo a fare, perciò chi ha questo tipo di esigenze dovrebbe orientarsi su modelli più costosi ma tutti gli altri difficilmente resteranno delusi dall’acquisto. 

La pelle è un po’ sottile, quanto ai cimbali disposti su una sola fila, suonano bene e sono perfettamente udibili. È uno strumento che può tranquillamente messo nelle mani di un bambino così come può essere usato a mo di ornamento per la vostra casa. 

In definitiva il rapporto qualità/prezzo è a vantaggio della prima e Tiger si conferma un produttore affidabile per i tamburelli di fascia economica bassa.

 

Pro

Volume: Ci ha ben impressionato il volume del tamburello che è molto presente, ideale per essere suonato in spazi aperti.

Telaio: Per essere uno strumento così economico, è ben realizzato e ottimamente rifinito. Non c’è pericolo di schegge sulle mani.

Costo: Crediamo di poter dire che il prezzo sia buono, si spende poco e ci si diverte sia da soli sia in compagnia.

 

Contro

Pelle: Riteniamo lo spessore della pelle insufficiente, ciò ci fa temere per una durata limitata nel tempo soprattutto se si suona il tamburello siciliano con una certa frequenza.

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5. Small Foot tamburello per bambini, 10721

 

Per i vostri bambini abbiamo pensato di proporvi un tamburello appositamente pensato per i più piccoli e ciò è vero non solo per le dimensioni ridotte ma anche per le vivaci decorazioni che, ne siamo certi, non mancheranno di affascinare i vostri piccoli. 

In questo modo i più giovani possono allenare e sviluppare il senso del tatto ma soprattutto del ritmo. È importante precisare che questo giocattolo è adatto per i bimbi da tre anni in su. È uno strumento sicuro, le quattro coppie di cimbali sono ben fissate e non c’è pericolo che possano staccarsi, chiaramente il buonsenso ci dice di sorvegliare sempre i bimbi quando giocano. Non è resistentissimo, soprattutto considerato che i bambini non hanno la necessaria cura per gli oggetti.

 

Pro

Colorato: Il tamburello presenta disegni realizzati con colori vivaci, questi si richiamano al mondo animale e alla natura, non mancheranno di attirare l’attenzione dei piccoli.

Didattico: Grazie all’uso del tamburello i bambini si allenano e sviluppano il tatto ma soprattutto il senso del ritmo.

Sicuro: Premesso che il giocattolo è adatto solo per bambini dai 3 anni in su, è molto sicuro. Se a preoccuparvi sono i cimbali, sappiate che sono ben fissati.

 

Contro

Poco resistente: Il tamburello non è molto solido, una caratteristica ancora più importante nel caso di oggetti destinati ai bambini che come noto, non sempre usano la necessaria delicatezza e cautela.

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6. Tebery legno Tamburello con pelle naturale 5 coppie Jingles

 

Tamburello per dilettanti ma non per questo privo di aspetti interessanti. Vogliamo cominciare subito dal telaio perché secondo noi è stato realizzato con grande cura e attenzione. Si vede immediatamente che è ben rifinito, lavorato. 

Si afferra con la mano senza conseguenze nel senso che non ci sono l classiche schegge che invece capitano quando lo strumento pecca sulle rifiniture. Buono è anche il volume sia della parte battente, ossia, la pelle che però secondo noi è troppo sottile e destinata a vita breve, sia dei dimbali con il loro suono brillante. 

Che dire del prezzo? Che siamo nella media per strumenti di questo tipo. Va bene per delle rappresentazioni, pensiamo a quanti si dedicano al teatro ma anche per la danza popolare.

 

Pro

Telaio: Tra gli aspetti che maggiormente ci hanno impressionato positivamente c’è il telaio che ben rifinito, si nota una certa cura.

Volume: Davvero notevole il volume di cui è capace questo tamburello, è perfettamente udibile anche se si suona all’aperto.

Cimbali: Il tamburello è dotato di cinque coppie di cimbali che si mettono in luce per un suono brillante e chiaro, anche in questo caso ben udibile. 

 

Contro

Pelle: Secondo noi quella del tamburello avrebbe dovuto avere un maggior spessore, in queste condizioni è difficile prevedere una lunga durata.

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7. A-Star AP3213 Tamburello senza Testa, 10 Pollici

 

Lo A-Star è un tamburello privo di membrana quindi l’unica cosa che potete suonare sono i cimbali, a riguardo li trovate a coppia di sei. I cimbali, buono il loro suono, sono sorretti da un buon telaio secondo noi. 

Ne abbiamo apprezzato la rifinitura, è ben lavorato e arrotondato nei punti giusti, non c’è pericolo di ritrovarvi del fastidiose schegge tra le mani. Lo strumento che che vi presentiamo è da 10 pollici tuttavia informiamo i lettori interessati che sono disponibili anche le misure da 8 e 6 pollici. 

È uno strumento che costa poco, per non dire pochissimo ma chiaramente non è destinato ad un utilizzo professionale. L’assenza della membrana è un po’ limitante a nostro avviso.

 

Pro

Telaio: Vi invitiamo a toccare con mano il telaio, ne apprezzerete la qualità della rifinitura, è comodo da reggere e non pesa nulla.

Cimbali: Non crediamo che resterete delusi dal suono dei cimbali, basta scuotere leggermente il tamburello per udirli immediatamente.

Prezzo: Innegabilmente il costo del tamburello è uno dei punti di forza più evidenti, dire che è irrisorio è poco, lo comprate con pochi spiccioli.

 

Contro

Membrana: Questo modello è di quelli privi di pelle, indubbiamente ciò rappresenta un limite per chi cerca uno strumento da percuotere.

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8. Bontempi Cembalo, Colore Pelle, TMW 18.2

 

Tra gli strumenti dedicati ai bambini Bontempi non poteva far mancare all’interno del suo cospicuo catalogo un cembalo. In particolare il modello che presentiamo è adatto per piccoli con età superiore ai 3 anni. Possiamo ritenerci soddisfatti per il suono ma nel farlo abbiamo naturalmente tenuto conto che si tratta di un tamburello per bambini, altrimenti avremmo dovuto considerare questo aspetto con minor magnanimità. 

La costruzione è solida per quanto riguarda il telaio ma pessima, a nostro avviso per quanto concerne la pelle la quale è molto sottile e non sono pochi gli episodi riferiti dagli utenti dove questa si è rotta, magari anche per un uso maldestro ma chi fa giocattoli dovrebbe sapere che devono essere in grado di resistere a qualche colpo brusco. 

Ma ad essere sinceri non è neanche questo l’aspetto che più ci ha deluso quanto la totale assenza di decorazioni che in qualche modo possano attirare i bambini. È tutto così anonimo e triste, l’unica nota di colore è rappresentata da una striscia di nylon intorno al tamburello.

 

Pro

Suono: Il tamburello crediamo possa soddisfare tutti per la qualità del suono, sicuramente sufficiente per uno strumento destinato ai bambini.

Telaio: Possiamo giudicare più che positivamente il telaio, comodo da impugnare e ben rifinito, non ci sono schegge.

 

Contro

Pelle: Una grossa delusione è la pelle, questa è fin troppo sottile e non tien conto della irruenza di certi bambini, infatti è capitato si rompesse poco dopo l’acquisto.

Design: È incomprensibile la scelta di non prevedere la minima decorazione per un tamburello destinato ai bambini, è tutto molto grigio, anonimo.

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Come scegliere un buon tamburello

 

Se tammurriate e tarantelle sono la vostra passione, prendetevi un attimo di tempo per considerare le offerte che abbiamo trovato per voi sul mercato, frutto di una comparazione tra le tante disponibili e se vi state domandando come scegliere un buon tamburello, vi aiutiamo noi con i nostri pareri sugli articoli selezionati. 

Abbiamo scelto tra i tamburelli della migliore marca ma anche tra quelli più venduti online. Avete pochi soldi da spendere, non preoccupatevi perché qualche nuovo modello più economico da proporvi ce lo abbiamo. Ad ogni modo come prima cosa ci interessa aiutarvi a individuare in totale autonomia i migliori tamburelli del 2020 ma affinché ciò sia possibile è importante che facciate vostre alcune informazioni che vi indicheremo di seguito, solo così capirete quale tamburello comprare.

 

Com’è fatto

Come prima cosa cerchiamo di capire com’è fatto il miglior tamburello. C’è una corona di legno e su questa è ben tesa una membrana che può essere di pelle o materiale sintetico. Per arricchire il suono, lungo la circonferenza del telaio, sono inseriti di cimbali. È chiaro che non tutti i tamburelli suonano allo stesso modo, come per tutti gli strumenti ci sono quelli che lo fanno bene e quelli che lo fanno male. 

È importante valutare la qualità dei materiali i quali incidono anche sulla durata e la resistenza dello strumento. Valutate con attenzione il budget da spendere anche se in generale non è uno strumento che possa arrivare a costare cifre astronomiche.

 

Le varianti del tamburello

Non esiste un solo tipo di tamburello pertanto nel fare la vostra scelta dovete tener conto anche di alcune caratteristiche, vediamo quali sono le varianti. Il tamburello più semplice di tutti è quello a mano. Qui si nota immediatamente l’assenza dei cimbali, quindi per certi versi abbiamo un suono più povero. 

Cimbalini assenti anche nel tamburello a battente. Il nome ci suggerisce la caratteristica principale di questo strumento, ovvero, è suonato percuotendolo con un battente. Il tamburello basco è quello con i cimbalini. La Tammorra è tipica della musica tradizionale campana, ricorda molto il tamburello basco ma si differenzia per le dimensioni più generose. 

Infine c’è il tamburello del male che ha due membrane, quindi parliamo di un tamburello chiuso ma non sono finite qui le particolarità, infatti, all’interno ci sono dei pallini che possono essere di piombo, ceramica, oppure di plastica negli strumenti più economici.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come si suona il tamburello?

Non c’è un unico modo per suonare il tamburello, ci sono differenze dovute agli stili e alle tradizioni delle musiche popolari quindi avremo, per esempio, delle differenze tra il tamburello salentino e quello calabrese giusto per citarne un paio. Nonostante ciò possiamo fare un discorso generale per poi rimandare alle specifiche varianti. Il tamburello si regge con la mano sinistra mentre la pelle va percorsa con la destra. Per percuotere lo strumento si usa gran parte della mana, a cominciare dalle dita ma arrivando anche al palmo e persino al polso.

 

Come costruire un tamburello?

Per la realizzazione di un tamburello avete bisogno come prima cosa della pelle, questa può essere di capra, agnello ecc. Per prima cosa si togli il pelo grazie a un bagno di acqua e cenere, si elimina il grasso fin quando la pelle non diventa quasi trasparente. Successivamente la pelle va lavata con acqua e si lascia ad asciugare ma evitando un’esposizione diretta alla luce del sole. Quando la pelle è ben asciutta si monta sulla cornice, vediamo come procedere. 

Stendete la pelle su un tavolo e quindi appoggiatevi sopra la cornice. Con una matita tracciate la circonferenza interna. Lasciate la pelle in acqua affinché diventi abbastanza elastica. Nel frattempo realizzate le finestre alla cornice per alloggiare i sonagli. Stendete della colla vinilica per circa un centimetro e lungo tutta la circonferenza esterna della cornice. Adagiate la pelle in modo che il suo centro corrisponda con quello della cornice e tenetela stretta con del fil di ferro. 

Per i sonagli si possono usare ottone, lamiere e possono essere ricavati anche da latte di cibo inscatolato. Tagliate la lamiera con forma circolare. Inserite i sonagli ottenuti all’interno delle finestre della cornice. Puntellate la pelle con dei chiodi.

 

Come tendere la pelle del tamburello?

Con il tempo capita che la pelle del tamburello si allenti ma c’è un modo per renderla, anzi, in vero più di uno ma il più pratico ed efficace è riscaldare i bordi con un phon. Se poi non ne avete uno a disposizione, potete provare con fonti di calore di fortuna, per esempio avvicinando la fiamma di un accendino, naturalmente tra la fiamma e il tamburello non deve esserci contatto.

 

Che cos’è la pizzica?

La pizzica salentina è una danza popolare del salento in particolare, ma comunque diffusa anche nel resto della puglia. La sua origine risale alla fine del 1700. Il tamburello salentino è uno degli strumenti più rappresentativi della musica che si accompagna al ballo.

 

 

 

Come utilizzare il tamburello

 

Il tamburello è uno strumento diffusissimo, spesso si è soliti comprarli ai bambini per farli giocare ma non dimentichiamoci anche la sua importanza all’interno di molta musica popolare, in particolare nel centro sud della penisola. Oltretutto ci sono autentici maestri che si dedicano alla costruzione di questo strumento tradizionale. Insomma, quello che vogliamo dire è che il tamburello è una cosa seria.

La scelta dei materiali

I tipi di materiali nonché la loro qualità incide sulle caratteristiche dello strumento, in primis il suono; ecco perché bisogna avere chiaro il tipo di tamburello che si desidera e in particolare il suono che si cerca. 

Principalmente sono tre i legni che si utilizzano per il telaio, ovvero, ciliegio, faggio e acero. Anche la pelle ha la sua importanza, ad esempio per un suono cupo va bene quella di capretto mentre se si ha bisogno di qualcosa più squillante, per così dire, è meglio quella di capra. Per un suono profondo è preferibile usare pelle di agnello. C’è anche chi usa quella di coniglio perché magari interessato ad avere un suono chiuso.

 

Alcuni accorgimenti

Per il tamburello non esiste una manutenzione vera e propria, certo è che è necessario prendere alcuni accorgimenti per la conservazione dello strumento. Innanzitutto la pelle è soggetta a variazioni di tensione provocate dalla temperatura e dall’umidità; è dunque buona norma tenere il tamburo lontano da fonti di calore dirette, questo significa che non va lasciato vicino a un camino acceso o magari un termosifone e non va neanche abbandonato in auto, sotto al sole. 

Questi accorgimenti evitano inconvenienti quali il distacco della pelle o la curvatura del telaio. Ad ogni modo questi problemi riguardano soprattutto i tamburi in pelle vera mentre quelli fatti con pelle sintetica sono meno sensibili.

Tendere la pelle

Magari non lo sapevate e non avete seguito gli accorgimenti sopra elencati oppure vuoi per una ragione vuoi per un’altra la pelle ha perso tensione rendendo il tamburello insuonabile. Non fatevi prendere dal panico perché un rimedio c’è anche se all’apparenza è in contraddizione con le precedenti raccomandazioni ma state tranquilli perché in caso di perdita di tensione il metodo che vi stiamo per spiegare va benissimo. Con un phon indirizzare l’aria calda sui bordi del tamburello, dove c’è la pelle. Fate questo lavoro su tutta la circonferenza fin quando non ottiene la tensione desiderata.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Principale vantaggio

I pad hanno una buona risposta al tocco delle bacchette, il rimbalzo ci ha convinto, per avere a che fare con uno strumento entry level. La batteria occupa poco spazio e può tornare molto utile quando è necessario esercitarsi ma senza creare disturbo. I suoni sono di discreta qualità considerando il prezzo dello strumento.

 

Principale svantaggio

Il volume è troppo basso, il fatto che il rumore generato dai colpi di bacchetta sia superiore a quello della batteria è inammissibile. C’è da aggiungere, poi, che nella confezione non è compreso l’alimentatore; i pedali sono troppo sensibili al tocco e, messi sul pavimento, si spostano di continuo.

 

Verdetto: 9.4/10

È una batteria che va sicuramente bene per i bambini ma anche gli adulti possono divertirsi, è ideale per chi ama questo strumento ma non dispone dello spazio necessario per qualcosa di più grande: la CompactKit sta comodamente su di un tavolo.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Buona risposta dei pad

Quando si pensa a una batteria si immagina uno strumento grande, ingombrante e rumoroso. Tuttavia grazie alla tecnologia si possono contenere in pochi centimetri, tamburi, piatti e pedali; insomma, si può parlare di batteria da tavolo. 

È proprio il caso della CompactKit 7 di Alesis, produttore che occupa una posizione di rilievo nel campo degli strumenti a percussione elettronici. Una delle domande che potrebbero porsi i lettori è la seguente: a chi si rivolge questa batteria? Certamente non si tratta di uno strumento professionale. 

È adatto ai bambini ma non consideratela come un giocattolo perché anche gli adulti ci si possono divertire. Torna utile per esercitarsi senza dar fastidio al posto del classico pad allenatore. La risposta dei sette pad ai colpi di bacchetta è abbastanza realistica, non si perde nessuna sfumatura dinamica.

Suoni di discreta qualità

Ci riteniamo soddisfatti dei suoni messi a disposizione degli utenti e ce ne sono davvero tanti. Si può scegliere tra 45 drum kit preimpostati, inoltre se ne possono memorizzare altri cinque da comporre secondo i propri gusti e necessità. In totale ci sono 265 voci di percussioni e ben 100 brani di accompagnamento. 

Insomma, non ci dovrebbe essere alcun problema a trovare il suono che si cerca. Molto interessante, secondo noi, la possibilità di poter suonare la batteria anche con le mani e chi ama percussioni quali i bongo, la tabla o la conga avrà un motivo in più per prestare attenzione a questo strumento. Sottolineiamo che, anche nel caso in cui si suoni con le mani, il feel tattile è ottimo. 

Ma il kit alesis non ha soltanto i pad, ci sono anche due pedali da assegnare uno alla grancassa e l’altro al charleston, tuttavia dobbiamo dire che qui emergono i primi problemi. I pedali sono troppo sensibili e si spostano spesso e volentieri, si tratta di una cosa abbastanza fastidiosa.

 

Collegatela al computer

Chi lo desidera può collegare il drum kit al computer grazie alla presenza di una porta USB. In questo modo la batteria può interagire con programmi musicali ed eventualmente registrare delle basi. Le possibilità di alimentazione sono due: a batteria oppure con la corrente elettrica. 

A riguardo dobbiamo segnalare l’assenza dell’alimentatore nonostante da più parti si dica il contrario. Comprensibilmente la mancanza dell’alimentatore ha irritato non poco gli utenti che si sono visti impossibilitati a provare subito la batteria

Non è piaciuto il livello del volume che secondo noi è troppo basso, tanto è vero che il rumore dei colpi delle bacchette sui pad sovrasta il suono e ciò, secondo noi, non va assolutamente bene. È nostra opinione che suonare la batteria utilizzando le cuffie sia più una necessità che una libera scelta, solo così si può ascoltare meglio quanto si sta suonando.

 

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Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Principale vantaggio

Le pelli mesh sono protagoniste per la loro sensibilità dinamica al tocco, visto che si avvicinano tantissime al feel di una batteria acustica.

 

Principale svantaggio

La batteria pecca in comodità per almeno due ragioni. La prima è che i pad sono troppo piccoli e hanno i bordi alti, di conseguenza spesso e volentieri si finisce con il suonare su questi. Oltretutto la posizione dei pad è troppo in basso.

 

Verdetto: 9.8/10

Secondo noi siamo in presenza di un’ottima batteria entry level che si avvicina molto alle sensazioni di uno strumento acustico. Positivo il rapporto qualità/prezzo.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Pelli mesh

È possibile suonare la batteria senza incorrere nelle ire dei vicini e dar fastidio alle altre persone che condividono il vostro spazio abitativo? Sì, lo è. Volete sapere com’è possibile far convivere uno strumento notoriamente rumoroso come la batteria e un vicinato intollerante alla musica? La risposta è semplice: con una batteria elettronica in quanto si può incidere sul volume e persino silenziarla del tutto alle orecchie altrui, laddove è previsto un ingresso per le cuffie. 

Dobbiamo dire che ci sono da sempre preconcetti verso questo tipo di batterie ritenendole non paragonabili a quelle acustiche sia per suono che per altre caratteristiche. Tuttavia oggi si possono trovare ottimi modelli capaci di regalare grandi soddisfazioni. In questo campo Alesis è certamente uno dei produttori leader e al fianco di modelli top gamma ne sta sfornando altri entry level davvero niente male. 

Un esempio in tal senso è certamente la Nitro Mesh Kit che monta delle pelli mesh capaci di restituire un feel naturale, molto simile a quello di una batteria acustica e con una buonissima sensibilità dinamica al tocco. Il pad del rullante è b-zona, tre tom, una grancassa con relativo pedale e tre piatti, uno dei quali hit-hat. 

Dobbiamo dire che, a parte la bella sensazione al tocco e l’ottima risposta, i piatti presentano due criticità emerse nelle recensioni degli utenti. La prima, gli 8” di dimensione sono giudicati per un uso comodo. Sempre in un’ottica di comodità, i bordi dei pad sono ritenuti troppo alti e spesso si finisce per colpire questi invece che le pelli.

Quarante kit pronti all’uso

Abbiamo esaltato le caratteristiche delle pelli mesh ma se queste, in un certo senso, possiamo paragonarle ai muscoli o se preferite, al cuore (che oltretutto è pur sempre un muscolo), il cervello è rappresentato dal modulo che racchiude una gamma di sonorità tale da ricoprire qualsiasi genere musicale sia di vostro gradimento. 

I timbri sono 385 tra piatti e percussioni, in tutto ci sono quaranta kit pronti all’uso. Quaranta sono anche le lezioni di batteria che Alesis offre a chi compra questo modello. Basta seguire una semplice procedura di registrazione per avere accesso all’app Melodics e alle lezioni che possono essere seguite tanto con smartphone e tablet quanto con il vostro laptop. 

Non è finita perché, a parte le lezioni di Melodics, avete a disposizione sessanta tracce di accompagnamento, registratore, sequencer, metronomo ecc. per affinare la vostra tecnica.

 

Rack robusto

I pad si assicurano a un rack che ci ha sorpreso per la sua robustezza. La stabilità è ottima, anche se per evitare che pedali e grancassa si spostino, è bene sistemare la batteria su un tappeto. Dobbiamo dire che i pad, e in questo inevitabilmente ha la sua responsabilità il rack, stanno troppo in basso e ciò può risultare scomodo. 

È opportuno segnalare che il kit non comprende lo sgabello, dunque è fondamentale procurarselo. Oltre ai cavi necessari per collegare i pad al modulo, da segnalare l’ingresso cuffia ma soprattutto le porte USB e MIDI in-out. 

La prima è utile per collegare lo strumento al computer e dunque sfruttare uno dei tanti software musicali mentre la seconda consente di stabilire un collegamento diretto con synth, drum machine e altri strumenti compatibili. Insomma, è possibile espandere le possibilità della batteria.

 

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Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Principale vantaggio

È certamente un gioco coinvolgente e secondo noi questa è la cosa più importante, in quanto i bimbi possono imparare solo se si divertono. A ciò aggiungiamo che la spesa da sostenere non è eccessiva e che la batteria, oltre a essere facile da montare, non è neanche ingombrante.

 

Principale svantaggio

La batteria è un tantino instabile e i tamburi, in particolare i tom, si staccano di sovente e indubbiamente la cosa è fastidiosa tanto per il piccolo batterista quanto per il genitore che di continuo deve intervenire per mettere le cose a posto.

 

Verdetto: 9.6/10

Bisogna approcciarsi a questa batteria per quello che è, ossia, più un giocattolo che uno strumento musicale. Il divertimento è garantito ma i materiali lasciano parecchio a desiderare.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI 

 

Coinvolgente 

Iniziare i bambini alla musica fin dalla tenera età è certamente una scelta condivisibile, chiaramente il tutto deve essere visto come un gioco per evitare che il piccolo si annoi o si senta costretto con il rischio di “uccidere” la passione. È altrettanto chiaro che non si possa mettere tra le mani di un bimbo uno strumento vero, meglio che prenda confidenza con un giocattolo poi, come si dice, se son rose fioriranno. 

Bontempi è un marchio specializzato proprio nella realizzazione di strumenti/giocattolo utili a stimolare le abilità dei piccoli; chissà quanti musicisti hanno iniziato con uno strumento di questa azienda. Di questo produttore abbiamo pensato di proporvi una batteria, probabilmente lo strumento che più di altri è capace di catturare le attenzioni dei piccoli. 

In effetti, si tratta di un articolo coinvolgente a giudicare dalle testimonianze dei consumatori che raccontano di figli e nipoti entusiasti fin dal primo momento e crediamo che questa sia una delle cose più importanti perché dopotutto lo scopo, lo ribadiamo, è divertirsi. Se poi ne consegue qualcosa di più serio, un reale interesse, tanto di guadagnato. 

In tal caso, però, è tassativo passare a qualcosa di più consono perché dobbiamo dire che, a parte l’aspetto, questa Bontempi ha ben poco di paragonabile a una batteria anche solo per uso dilettantistico.

Completa

Una volta tirata fuori e assemblata i piccoli si troveranno al cospetto di una batteria completa composta da cinque elementi, ovvero, due tamburi che in teoria dovrebbero essere tom, un altrettanto teorico rullante, il timpano e la grancassa. Questo per quanto riguarda i tamburi, ma spieghiamo il perché dell’uso del termine “teorico”. 

Il motivo è semplice: la riproduzione del suono non si avvicina neanche lontanamente a quella dei suddetti elementi di una batteria vera, per quanto economica e per principianti Completano il tutto un piatto che specificare si tratti di uno slash o crash è irrilevante in quanto il suo suono non è realmente riconducibile a nessuno dei due suddetti piatti. Ancora, troviamo uno sgabello e due bacchette. Insomma, come vedete, c’è tutto il necessario per iniziare a giocare/suonare.

 

Materiali scadenti

Ok è un giocattolo, non ci piove e nessuno pretende chissà cosa anche in virtù di un costo irrisorio.Tuttavia ciò non toglie che ci saremmo aspettati qualcosa di meglio dai materiali. Cosa vi dovete aspettare? Plastica e cartone (o qualcosa di molto simile). 

Non solo, perché capita che i tamburi si stacchino, dunque anche il sistema di aggancio è scadente e il fatto che la batteria, sia soltanto un giocattolo, non ci sembra una condizione sufficiente a giustificare una cosa del genere. 

Può diventare frustrante per il bambino dover interrompere il suo show di continuo a causa di qualche pezzo che si perde per strada e lo è ancor di più per il genitore che deve stare di continuo a sistemare la batteria. Insomma, nel complesso lo strumento è fragile ma almeno il montaggio è semplicissimo ed è poco ingombrante.

 

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Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Vic Firth ha realizzato una imperdibile serie che dà il meritato risalto alla batteria e ai batteristi: è un programma adatto non soltanto ai musicisti ma a tutti gli appassionati della buona musica.

 

Vic Firth è uno dei marchi più noti e stimati tra i produttori di bacchette ma nel nostro articolo non sarà incentrato su questi bastoncini di legno. Tranquilli, il tema è pur sempre dedicato agli appassionati di batteria, anzi, siamo sicuri che quanto state per leggere vi farà parecchio piacere. Eh sì perché ai ragazzi della Vic Firth è venuta in mente proprio una bella idea e a quanto pare ha avuto anche parecchio successo. 

Il progetto va inteso anche come una sorta di atto di giustizia, una rivincita per i batteristi. Pensateci, quando guardate un video musicale o magari un live tutte le attenzioni sono per il frontman e i chitarristi. Le telecamere sono quasi sempre fisse su di loro, neanche si contano i primi piani. Il batterista resta in disparte, nascosto dietro il suo strumento. Eppure il suo ruolo è tutt’altro che marginale. Allora cosa si sono inventati alla Vic Firth? Una web serie incentrata sui batteristi ai quali è lasciato grande spazio per improvvisare e cimentarsi in lunghi assoli e non è da escludere che un giorno possa esserci una puntata dedicata a un grande batterista che si cimenta con una buona batteria elettronica.

 

Il format

Il format è avvincente e mette chiaramente al centro il batterista, un artista diverso ogni puntata attorniamo da musicisti di altissimo livello. Le riprese seguono uno schema ben preciso: la prima inquadratura è per chi attacca il pezzo, ad esempio il tastierista per poi passare immediatamente al batterista in una alternanza che prosegue tra quest’ultimo e il resto della band. 

 

 

Ma facciamo un esempio per rendere il tutto più chiaro; una ipotetica situazione è la seguente; tastiere, batteria, chitarra, batteria, basso, batteria e così via. Ogni mese viene proposto un batterista diverso. La durata dei video, tutti di ottima qualità, è variabile ma generalmente di va dai 6 a circa 12 minuti. Gli ospiti sono introdotti da Elmo Lovato. Tutti gli episodi possono essere visti sul canale YouTube di Vic Firth sul cui sito ufficiale, oltretutto, si trovano disponibili per il download i brani e la loro trascrizione per batteria in pdf.

 

La tecnica al servizio della musica

Gli autori del programma non sono caduti nell’errore di proporre al pubblico una serie di virtuosismi fini a se stessi. In VFJams Live non è la musica al servizio della tecnica ma il contrario. Questa è una cosa molto importante perché in tal modo si evita di annoiare il pubblico a lungo andare, fatta eccezione per i fanatici della tecnica, e si evita di essere un programma di nicchia. Insomma pur essendo la batteria la vera protagonista, la musica in sé non è lasciata in secondo piano, anzi, pertanto il programma può catturare l’interesse di tutti gli appassionati: musicisti e semplici ascoltatori.

 

 

Un successo la prima edizione, al via la seconda

La prima edizione della web serie è stata un vero successo. Ovvio che Vic Firth abbia creduto nell’operazione altrimenti non avrebbe investito così tanto e credeteci, considerato il livello dei musicisti, lo studio e più in generale, l’alta qualità del prodotto, l’investimento non è stato di poco conto, ma i risultati sono andati ben oltre le aspettative iniziali che pur erano ottimiste. A quel punto è stato impossibile non lanciare la seconda stagione e come gli sportivi sanno, in particolare gli appassionati di calcio, squadra che vince non si cambia dunque tutti confermati a cominciare da Elmo Lovato a Robert Searight in veste di direttore della VFJams band (tutti confermati) che accompagna i batteristi. 

Qualche parola in più è doverosa spenderla per questi ragazzi, giovani e bravi. Il loro livello tecnico non è di certo inferiore a chi, di volta in volta si siede dietro le pelli. Ascoltandoli si ha l’impressione che abbiamo suonato insieme da una vita ma dopotutto il linguaggio della musica è universale. Qualche piccola novità c’è: rispetto alla prima stagione è stato rinnovato lo studio ma finiscono davvero qui le sorprese. 

Dal canto nostro non possiamo fare altro che caldeggiare i nostri lettori a prendere visione della serie e non ci rivolgiamo soltanto ai musicisti perché come detto in precedenza, VFJams LIve è pensata anche per i semplici ascoltatori desiderosi di sentire buona musica, suonata con perizia tecnica.

 

 

Ultimo aggiornamento: 05.06.20

 

Suonare un modello elettronico non è cosa così diversa dal farlo con una acustica: in entrambi i casi servono studio e passione.

 

Ci sono più o minori difficoltà con la batteria elettronica rispetto a quella acustica? Fondamentalmente no. L’approccio, i metodi, così come la dedizione sono gli stessi. Pertanto nulla vieta di studiare lo strumento cominciando con la versione elettronica per poi, magari passare a quella acustica. Anzi, ai fini didattici la batterie elettronica vi consente di esercitarvi in tutta tranquillità, anche di notte volendo, senza il timore di disturbare tutto il vicinato. Con una batteria del genere, poi, è anche più facile esercitarsi suonando su dei brani musicali o magari eseguendo gli esercizi di un audio o video tutorial perché il vostro strumento non coprirà il suono. 

 

Il maestro

Imparare a suonare la batteria non è così semplice. Sarebbe opportuno rivolgersi a un maestro o magari a una scuola di musica. Avere una guida è di grande aiuto non solo per apprendere la teoria musicale e le varie tecniche ma anche perché il principiante quasi sempre commette degli errori d’impostazione che se non corretti diventano una cattiva abitudine dalla quale non ci si libera più. Un maestro è in grado di notare i vostri errori d’impostazione, come per esempio tenere le bacchette nel modo corretto, e correggerli. Un insegnante di musica, poi, può anche motivarvi, spronarvi a fare di più e meglio, inoltre, avendo una certa esperienza, è in grado di darvi tanti consigli utili.

 

 

Le bacchette

Ecco un errore che commette il principiante: le bacchette; si pensa siano tutte uguali, che una valga l’altra. In questo momento non ci interessa tanto parlare della qualità dei materiali, sono altre le caratteristiche che contano. Dovete sapere che le bacchette si differenziano per lunghezza e diametro. Una lettera ci dà le informazioni circa il peso (e diametro) delle bacchette mentre il numero ci informa sullo spessore. Spieghiamoci meglio. 

La lettera A indica le bacchette più leggere se invece vi interessa una misura intermedia, allora dovete prendere in considerazione le bacchette B. Volete una bacchetta di peso maggiore? Allora vi servono bacchette S. Il numero che precede la lettera ci informa sulla lunghezza delle bacchette. Un’ultima differenza riguarda la forma della punta. Spiegandoci in termini generici possiamo dire che una punta piccola offre un suono più definito mentre una punta grande serve per avere maggior volume e più sfumature del suono.

 

Scegliete un buon metodo

Dopo aver scelto il vostro strumento tra una delle batterie elettroniche vendute online (controllare qui la lista delle migliori offerte), viene il difficile. Per motivi vostri avete scartato l’ipotesi di rivolgervi a un maestro. L’altra strada percorribile è di comprare un metodo didattico. È importante cominciare con un metodo scritto e pensato per i principianti che insegni i concetti base, i rudimenti dello strumento. Gli esercizi devono essere semplici e a difficoltà progressiva. Successivamente si potrà passare a un metodo per batteristi che hanno già acquisito determinate conoscenze teoriche e pratiche. Di seguito vi suggeriamo alcuni metodi per batteristi.

 

Suonare la batteria. Guida completa per imparare a suonare la batteria da zero

Questo metodo è opera di Corrado Bertonazzi; è piuttosto completo tanto è vero che sono allegati un DVD e delle tracce audio (da scaricare online), materiale molto utile ai fini dell’apprendimento. Di questo metodo colpisce l’accuratezza e l’attenzione per i dettagli. Durante il percorso fatto da esercizi a difficoltà crescente, si snocciolano temi quali l’impostazione delle mani, gli esercizi per l’indipendenza degli arti, la tecnica del rullante e naturalmente la teoria musicale. Il prezzo è di circa 15 euro.

 

Lezioni di batteria. Guida completa per imparare a suonare lo strumento

I principianti possono prendere in considerazione il metodo scritto da Alessandro Pacifici. Il lavoro è abbastanza completo ma, dobbiamo dirlo, anche un po’ dispersivo poiché affronta tanti, forse troppi generi musicali diversi tra loro. Ciò non toglie che si tratti di un metodo valido e con esercizi ben spiegati. Magari lo consigliamo a chi vuole allargare i suoi orizzonti. Il costo di questo metodo è di 11 euro.

 

Stick control. Il metodo di rullante dei batteristi

Il controllo delle bacchette è uno dei fondamentali della batteria. Questo metodo è stato scritto da George Lawrence Stone con lo scopo di migliorare le abilità meccaniche dello studente. Il metodo prevede lo studio di una serie di ritmi organizzati in forma ginnica al fine di migliorare il controllo delle bacchette, la scioltezza delle dita, delle braccia e del polso. Con il progredire degli esercizi si perfezione la precisione e l’abilità nei tocchi. Il metodo costa sui 12 euro.

 

 

La coordinazione dei quattro arti

È uno dei metodi più conosciuti e stimati. Scritto da Marvin Dahlgren e Elliot Fine, gli autori si prefiggono lo scopo di aiutare gli studenti a sviluppare l’indipendenza degli arti. Gli esercizi sono spiegati molto bene, anche se c’è un aumento brusco della difficoltà tra i primi più semplici e quelli successivi. Un paio di esercizi con livello di difficoltà intermedia non avrebbero guastato. Lo trovate in vendita a circa 12 euro.