Ultimo aggiornamento: 02.04.20

 

Quando si parla di chitarre non si può prescindere da un marchio che ha portato nel settore una vera e propria rivoluzione con la Telecaster prima e la Stratocaster poi.

 

L’importanza avuta da Fender nel mondo delle chitarre è nota a tutti; il marchio se la gioca alla pari con Gibson nella battaglia della produzione di chitarre elettriche (i migliori modelli) storiche. Sono tanti i chitarristi famosi che non si sono separati mai dalla loro Stratocaster, chitarra che più di altre Fender è entrata nella leggenda. Certo, il marchio sta passando un periodo non esattamente idilliaco, anche se nulla a che vedere con la crisi che ha investito il principale competitor Gibson. 

La situazione non è rosea ma riguarda tutti i fabbricanti di chitarra poiché il mercato è in stagnazione, non c’è il ricambio generazionale auspicato. Ma questi sono altri discorsi perché siamo qui per parlarvi di grandi chitarre.

 

Leo Fender

Protagonista della vicenda è Clarence Leonidas Fender, Leo per gli amici. Leo, nato il 10 agosto del 1909 ad Anaheim sapeva fare molte cose ma suonare la chitarra non era tra queste. Non che non avesse confidenza con la musica, anzi, si dice fosse un discreto sassofonista. Era interessato all’elettronica, anche se agli studi di ingegneria preferì le scienze economiche. Il titolo di studi gli permise di lavorare come contabile allo State of California Highway Department. 

Ma Leo sapeva anche riparare le radio, poi si interessò agli impianti di amplificazione. Da lì ad aprire il Fender Radio Service nel 1938 il passo fu breve. L’attività andava a gonfie vele, vendeva prodotti di elettronica di consumo ma anche dischi e spartiti musicali. Ben presto il Fender Radio Service divenne un luogo d’incontro per gli appassionati di musica della zona, i chitarristi gli portavano le loro chitarre per delle riparazioni, Fender ascoltava le loro esigenze imparò cosa un chitarrista voleva dal suo strumento.

 

 

L’incontro con Clayton Orr Kauffman

La svolta arriva quando Fender incontra Clayton Orr Kauffman, musicista e inventore. Dal loro sodalizio nacque la K&F Company nel 1945 che si dedicò alla produzione di chitarre Lap Steel e amplificatori; si trattava di una produzione in piccola quantità. L’esperienza durò circa tre anni poi i due si separarono, anche se rimasero grandi amici fino all’ultimo.

 

Il lancio della Telecaster

L’esperienza con Kauffman aveva permesso a Fender di acquisire maggiore esperienza, imparare nuove cose ma anche di diventare una sorta di visionario. L’idea era di realizzare una solid body. Il primo passo fu di fondare una nuova compagnia, la Fender Musical Instruments. Nel 1950 arrivò sul mercato la Esquire. C’era un problema, quel nome era di proprietà della Gretsch che all’epoca era il maggior produttore del settore. 

Nell’attesa di trovare un altro nome, la chitarra fu ribattezzata Broadcaster come l’etichetta della paletta. In seguito la chitarra fu chiamata Telecaster. Ma cosa aveva di vincente la chitarra? Non era solo una questione di suono, l’estetica aveva giocato un ruolo fondamentale nel successo dello strumento e questo Fender lo aveva capito bene: le chitarre dovevano essere anche oggetto di design e colpire gli occhi oltre che le orecchie. 

La struttura della chitarra era semplice: manico e corpo erano uniti da viti, sistema che ha ridotto i costi di produzione; di conseguenza Fender, rispetto alla concorrenza poteva proporre buone chitarre ma a prezzi inferiori. La scelta del frassino per il corpo risolveva il problema del feedback quindi si poteva suonare a volumi più alti.

 

Fender Precision Bass

Nel 1951 Fender lancia il suo primo basso: il Precision Bass. Lo strumento si caratterizza per un timbro pieno e corposo e per la tastiera con 20 tasti Il basso, inoltre, rispetto al contrabbasso, era più leggero, meno ingombrante e dunque più maneggevole. Altra cosa importante, il basso di Fender era amplificabile. Nelle intenzioni di Fender, il basso poteva essere suonato anche dai chitarristi, ecco perché lo dotò dei tasti.

Ciò originò l’idea di chiamarlo Precision perché un manico del genere permetteva di prendere con precisione la nota anche da musicisti meno esperti. Da un punto di vista estetico, Fender si ispirò alla Telecaster. Il corpo era in frassino mentre manico e tastiera in acero. C’era un solo pick-up al centro. Nel 1957 Fender presentò una nuova versione del Precision ma questa volta il design era simile alla Stratocaster mentre il pick-up (single coil split) aveva due magneti separati che grazie alla polarità opposta generavano un suono ancor più corposo e caldo.

 

Stratocaster

Antagonista della Gibson Les Paul con la quale è in perenne lotta, è la Fender Stratocaster. Lo strumento è frutto della collaborazione di Leo Fender con Freddie Tavares, Rex Gallion e Bill Carson e fu completata nel 1954. Fender voleva una chitarra che introducesse novità sia tecniche sia di design. In particolare voleva una chitarra più ergonomica rispetto alla Telecaster. 

La forma era molto particolare: scavata sulla spalla e questo consentiva di raggiungere agevolmente le note più alte. Aveva la leva del vibrato integrata al corpo, il sustain era notevole e il ponte con stelette consentiva una regolazione accurata, i pick-up al manico e al centro erano perpendicolari alle corde mentre quello al ponte era angolato di 20° per enfatizzare i toni alti. L’unica vera modifica rispetto al primo modello ci fu nel 1977 quando il selettore a tre posizioni fu sostituito da uno a cinque grazie al quale si potevano utilizzare due pick-up in contemporanea.

 

 

Un calo qualitativo

Con il passaggio dell’azienda alla CBS nel gennaio del 1965 la qualità degli strumenti ebbe un calo: Molte modifiche furono apportate al solo scopo di velocizzare il processo di produzione. Anche i materiali non erano più gli stessi, in particolare il ponte era in metallo pressofuso di qualità inferiore rispetto al precedente e anche la scelta delle vernici in poliestere non aiutò.

 

 

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