Ultimo aggiornamento: 15.04.21

 

Tutti vogliamo essere liberi, specialmente le rockstar! E per questo motivo che ci sono moltissime canzoni dedicate alla voglia di libertà, vediamo quali sono. 

 

Libertà, un termine che sembra quasi astratto. D’altronde non siamo tutti schiavi di qualcosa? Anche i musicisti ribelli, che si oppongono al sistema, ne fanno inevitabilmente parte. Un artista è schiavo della propria arte, dell’etichetta discografica, degli impegni e magari anche del vil denaro. E, sebbene a chi lavora otto ore al giorno, la figura del rocker possa sembrare assolutamente libera dai complessi marchingegni imposti dalla società, in realtà ne diventa comunque un ingranaggio. 

E proprio per questo che molti musicisti hanno scritto dei veri e propri inni alla libertà, non perché l’avessero raggiunta, ma perché la bramavano quanto tutti gli esseri umani. Al giorno d’oggi c’è un gran bisogno di libertà, visto che anche quelle poche che potevamo avere ci sono state tolte dalla pandemia causata dal Covid. 

Bisogna però tirarsi su in qualche modo, e quale modo migliore se non ascoltare un po’ di musica? A volte basta chiudere gli occhi e farsi trasportare dalle note dei propri artisti preferiti. Se cercate qualcosa di nuovo, potreste trovare il nostro articolo molto interessante. Ecco quelle che secondo noi sono le canzoni sulla libertà più memorabili e d’impatto. 

 

Queen – I want to break free 

The Works è l’album dei Queen più caratteristico del periodo ottantiano della band. Tra le varie tracce troviamo la mitica Radio Ga Ga e I Want To Break Free. Quest’ultima è un vero e proprio inno alla voglia di libertà, ma sebbene un testo simile si potrebbe attribuire facilmente all’istrionico Freddie Mercury, in realtà fu scritto dal bassista John Deacon. Famoso il divertente video dove i membri della band si travestono da casalinghe, una vera chicca che mette in mostra il senso dell’umorismo dei Queen. 

Metallica – Wherever I May Roam 

Quando si pensa alla libertà, spesso ci si immagina di poter viaggiare ovunque, di non avere dimora fissa e di poter fare del mondo la propria casa. Per questo Wherever I May Roam dei Metallica si può considerare una canzone sulla libertà. Il testo ci descrive la vita dal punto di vista di un nomade che può adattarsi ovunque vada, senza alcun timore. Il brano presente sul Black Album abbandona il thrash degli esordi per favorire una melodia mediorientale, utilizzata per rendere più evocativo il testo e la canzone. La voce di James Hetfield si attesta sempre su ottimi livelli, tra l’aggressivo e il melodico, senza sbilanciarsi né da una parte né dall’altra. Il potente ritmo riesce a catturare l’ascoltatore grazie ad una sapiente produzione del basso e della batteria. 

 

Steppenwolf – Born to be Wild

Negli anni ‘70, dopo la terribile guerra del Vietnam, negli Stati Uniti si sentì il bisogno di tornare a respirare e di ricordare la bellezza dell’America. Il Sogno Americano però era passato dall’essere la villetta nel New Jersey al voler girare in motocicletta per le vaste lande del paese. Questo sentimento di libertà e riscoperta viene rappresentato benissimo dal film Easy Rider con Dennis Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson. Per la colonna sonora venne utilizzato Born to Be Wild degli Steppenwolf, ancora oggi uno dei brani più apprezzati da tutti gli amanti delle motociclette americane. ‘Nato per essere selvaggio’ recita il ritornello di questo brano hard rock di grande impatto. Viene quasi voglia di scoprire i prezzi dei Quad e delle motociclette, per acquistarne una sfrecciare sulle note di questo brano. 

Bruce Springsteen – Born to Run

A tutti quanti ogni tanto viene voglia di evadere, ma questo desiderio si manifesta soprattutto nei più giovani, più liberi dalle costrizioni e dalle responsabilità. Il rock melodico di Bruce Springsteen spesso viene associato all’originale sentimento di libertà tipico degli Stati Uniti che, in realtà, negli anni è andato poi scemando. Ciononstante, il brano Born To Run rimane uno dei più iconici del Boss, caratterizzato come sempre da melodia coinvolgente e da un cantato energico. Springsteen invoglia alla fuga romantica, quella che solo i giovani possono fare. 

 

Pearl Jam – Given to Fly 

Il movimento grunge nato negli anni ‘90 grazie ai Nirvana, i Soundgarden, gli Alice in Chains e i Pearl Jam era caratterizzato da un certo pessimismo di fondo, unito al disagio di un’intera generazione che dopo l’euforia degli anni ‘80 sembrava persa in una sorta di vuoto esistenziale. Given to Fly dei Pearl Jam, contenuta nell’album Yield, racconta di un ragazzo che a un certo punto impara a volare e… scappa via lontano dalla società opprimente. La riconoscibile voce di Eddie Vedder si gestisce benissimo in una narrazione incalzante che rende il brano davvero emozionante. 

Aretha Franklin – Think

La voce del soul più conosciuta al mondo, Aretha Franklin è stata una grandissima musicista che ha dovuto affrontare parecchi soprusi e che con la sua musica è riuscita a rompere le barriere del pregiudizio. Il coro ‘freedom’ nel brano Think è un vero e proprio inno alla libertà femminile, così come il testo che si può leggere sia come un inno femminile alla libertà, sia come una protesta della comunità afroamericana contro l’oppressione. Portato avanti dalla voce incredibile di Aretha Franklin, il brano è vera e propria energia, non a caso è stato riarrangiato e reinterpretato dalla stessa cantante per il film Blues Brothers. 

 

Rage Against The Machine – Freedom

Se Bruce Springsteen è l’incarnazione del Sogno Americano, i Rage Against The Machine ne sono l’incubo. Scomodi e assolutamente contro il sistema, i RATM con Freedom espongono le ingiustizie perpetrate contro i nativi americani. La libertà per il cantante Zach de la Rocha è stata rubata ai legittimi abitanti dell’America. Il feroce rap viene accompagnato da una sinistra linea di basso che accompagna il crescendo degli effetti di chitarra di Tom Morello per sfociare nel devastante ritornello. A modo suo anche questa è una canzone sulla libertà. 

 

 

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