Ultimo aggiornamento: 25.09.20

 

Dietro il suono che esce dal vostro stereo c’è un complesso meccanismo che rende possibile ascoltare su vinile la vostra musica preferita, vi sveliamo il mistero.

 

C’è chi usa un oggetto senza porsi troppe domande, l’importante è che vada bene, altri invece, evidentemente più curiosi, si domandano come funziona quell’oggetto. Noi apparteniamo alla seconda categoria perché dopotutto se non hai una buona dose di curiosità non lo puoi fare questo mestiere. Chiedersi il perché delle cose è innato in noi. Dovendo parlare di giradischi vintage ci siamo posti la domanda: come funziona un giradischi? 

Non volendo tenerci solo per noi la risposta, consci che i nostri lettori amano sapere di tutto e di più, abbiamo pensato di condividere quanto abbiamo scoperto. Magari se leggendo il nostro articolo notate che ci sia sfuggito qualcosa, fatecelo notare: il vostro aiuto è per noi cosa assai preziosa. È giunto il momento di andare al sodo e scoprire il funzionamento dei giradischi.

 

I componenti del giradischi

Il giradischi è fatto di diversi elementi ciascuno svolge una funzione importante, andiamo a scoprirli. Sul piatto rotante si poggia il disco da ascoltare, la puntina serve per leggere le informazioni del disco contenute nei solchi. La testina, di cui la puntina è parte integrante, trasmette le vibrazioni sonore lungo il braccio, quest’ultimo regge la testina e può essere manuale oppure automatico e infine c’è la base che contiene i circuiti.

Il funzionamento

Dopo aver fatto una veloce panoramica sui vari elementi che compongono un giradischi o comunque sui più importanti, possiamo passare alla spiegazione del funzionamento magari facendo qualche distinzione con i primi giradischi anche per capire come si è evoluto questo dispositivo. Come avviene la riproduzione del disco? Mettendolo su un piatto che gira a una velocità costante che può essere a 33, 45 o 78 giri. In principio il movimento del piatto era dato da una molla caricata a manovella, poi è arrivato il motore elettrico. 

In passato veniva usata la trasmissione a puleggia ma oggi la scelta è tra giradischi con trazione  a cinghia oppure a trazione diretta, ovvero, il piatto è collegato all’albero del motore. Ci sono, poi, giradischi più sofisticati dove braccio di lettura  e motore sono separati dal piatto rotante, in questo modo si ottiene una migliore qualità di riproduzione senza disturbi. Modelli più sofisticati sono provvisti di un oscillatore al quarzo che assicura la perfetta rotazione del piatto.

Ma parliamo della puntina, questa si trova all’estremità del braccio e poggia sul disco. Il braccio è dotato di un contrappeso che ha la funzione di ottenere la pressione necessaria affinché la puntina resti a contatto con il vinile. Cosa accade quando la puntina entra in contatto con il disco? Succede che il profilo irregolare del solco genera la vibrazione della puntina che a sua volta genera lievi segnali elettrici e un cristallo piezoelettrico o in alternativa, a una bobina contenuta nella testina. 

Le testine di miglior qualità hanno il cantilever che sostanzialmente è una leva fulcrata al centro e che può oscillare in qualsiasi direzione. A un estremo del cantilever c’è la puntina mentre all’altro c’è un magnete oppure una bobina. Nel primo caso si parla di fonorivelatore MM, nel secondo, invece, di fonorivelatore MC. Va detto che rispetto al sistema a magnete mobile (MM) quello a bobina mobile è più preciso ma anche meno efficiente nel senso che la tensione generata è di dieci volte inferiore a quella del sistema a magnete mobile, di conseguenza è necessario un preamplificatore.

La produzione del disco

Per rendere completo il nostro discorso sui giradischi ci sembra opportuno spiegare anche la tecnica di produzione del disco. Come molti di voi sapranno, il materiale usato per i dischi è il vinile, questi sono stampati a caldo con una pressa idraulica. Si parte dal master, ovvero la primissima incisione che però non avviene su vinile, bensì su cera. Il master viene sottoposto a uno speciale trattamento che consiste nella verniciatura con cloruro di stagno e argento.

Trattandosi di una sostanza elettroconducente quando si sottopone il master al bagno galvanico su disco si deposita uno strato di nichel. Da qui si genera una copia metallica (in pratica una matrice) detta “madre”. Dopo i necessari controlli di qualità si esegue un altro bagno galvanico in modo che il supporto si inspessisca e quindi procedere alla pressa del vinile.

 

 

 

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