Ultimo aggiornamento: 15.04.21

 

La Francia è sempre stata patria di ottima musica, con artisti che si sono distinti in diversi generi musicali, specialmente nel pop e nel rock.

 

Negli anni ‘60 e ‘70, il rock britannico e i cantanti blues statunitensi stavano rivoluzionando la musica, mettendo radici in tutto il mondo e influenzando gli artisti. I giovani che ascoltavano i dischi dei Beatles, dei Rolling Stones, di Muddy Waters e Jimi Hendrix si armavano di chitarre Gibson, tastiere Yamaha e microfono per realizzare cover e comporre brani inediti. Con la supremazia musicale e linguistica di Gran Bretagna e Stati Uniti però non si poteva competere, per questo in molti paesi come Italia e Francia gli artisti decisero di cantare nella loro lingua cercando di ottenere fama e consensi all’interno dei confini. 

Quando si pensa alla musica francese vengono subito in mente artisti come Edith Piaf, autrice di alcune delle canzoni francesi più famose. Le canzoni francesi che fino agli anni ‘50 rappresentavano la musica europea del 1900, iniziarono a essere sostituite da canzoni pop e rock che però facevano fatica ad uscire dal territorio nazionale. 

Con il passare degli anni la Francia è sempre riuscita ad accogliere i generi moderni e a farli propri, grazie ad artisti di talento che si sono distinti nel rap, nel rock, nell’elettronica, nel jazz e nell’heavy metal. In questo articolo ci soffermiamo sui cantautori francesi degli anni 60 e 70 più famosi. 

Johnny Hallyday

Probabilmente il cantante francese che più ha contribuito a portare nella sua patria il rock statunitense e riadattarlo nella sua lingua madre. La scelta di cantare in francese ha ovviamente minato le possibilità di una carriera internazionale, ma Hallyday si è comunque accontentato del suo successo in Francia. Il suo vero nome è Jean-Philippe Smet, ma per rendersi più interessante ed emulare i suoi idoli decise di adottare uno pseudonimo ‘americanizzato’. 

Classico aspetto e pettinatura da ‘greaser’, Johnny Hallyday sembrava davvero un giovane delle periferie americane. Il suo look, unito al suo bell’aspetto, facevano da contorno al suo talento per le composizioni e alla sua voce avvolgente. Partendo con la cover di Let’s Twist Again di Chubby Checker e con brani inediti, Johnny Hallyday si fece velocemente un nome nella scena musicale francese, approdando anche in televisione. 

Negli anni ‘80 riuscì anche a cambiare sound, componendo brani più adatti a quel periodo, con suoni moderni fatti di synth e batterie più potenti, il tutto usato come base per testi meno scanzonati e più personali, diventando autore di alcune delle canzoni francesi moderne più conosciute. 

 

Joe Dassin

Autore franco-americano, è un figlio d’arte. Il padre – Jules Dassin – fu un regista della Hollywood degli anni ‘40, costretto però a trasferirsi in Francia dalla cosiddetta ‘caccia alle streghe’ di McCarthy messa in atto per trovare possibili agenti o simpatizzanti sovietici. Così Joe Dassin si trovò nel suo paese di origine, dove cominciò la sua carriera da musicista. Curiosamente, tra le sue canzoni di più grande successo – come Les Champs-Elysées e Siffler sur la Colline – ne figura anche una prodotta da Toto Cutugno, ovvero L’été indien, conosciuta in Italia con il nome Africa. Dassin ha avuto una vita breve e burrascosa, spegnendosi all’età di soli 41 anni, rimanendo comunque uno degli artisti francesi più conosciuti al mondo.  

Michel Sardou 

Cantante francese degli anni ‘60 abbastanza controverso, Michel Sardou è diventato famoso per i suoi brani dal contenuto politico che non sono sempre stati ben visti. La canzone Les Ricains (gli Americani) inneggiava gli Stati Uniti nonostante in quel periodo ci fossero delle notevoli tensioni a causa della guerra del Vietnam. Il presidente Charles De Gaulle vietò che il brano venisse trasmesso in radio e in televisione, ma questo non impedì a Michel Sardou di continuare la composizione di pezzi che miravano ad attaccare la classe politica. Il cantautore si fece conoscere al grande pubblico anche con delle canzoni d’amore come La Maladie d’amour e anche per una collaborazione con Cutugno, alla fine degli anni ‘70, intitolata En Chantant. 

 

Alain Barrière

Molto conosciuto anche in Italia per le sue collaborazioni con Gino Paoli e Sergio Bardotti, Alain Barrière ha avuto una carriera molto lunga divisa tra la Franca e il nostro paese. Brani composti in francese e in italiano hanno reso l’artista molto amato e gli sono quasi valse una partecipazione ad un’edizione di Sanremo, proprio grazie a un brano tradotto da Gino Paoli e Sergio Bardotti intitolato Ma vie (Vivrò). In Francia il cantante gode di grande fama, al punto da recitare anche in un film e acquistare un castello in Bretagna. Non tutto però va a gonfie vele per l’artista, Barrière non si fa proprio amare dai discografici per il suo carattere poco affabile, inoltre dopo essersi circondato da finti amici sfruttatori si trova costretto ad andare negli Stati Uniti per sfuggire al fisco. 

Mireille Mathieu 

Tra gli artisti francesi di quegli anni occorre citare anche Mireille Mathieu, considerata da molti l’erede di Edith Piaf. Una delle poche cantanti a uscire dai confini del proprio paese, capace di cantare in tantissime lingue diverse, cosa che ha contribuito a sancire il suo successo internazionale. In Italia la conosciamo per i suoi duetti con Renzo Arbore e Mia Martini. Mentre altri suoi ‘colleghi’ facevano proprio il rock statunitense e britannico, la Mathieu teneva alta la bandiera della classica canzone francese, reinterpretando anche alcuni famosi brani di Edith Piaf.

 

 

 

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