Ultimo aggiornamento: 08.12.22

 

Probabilmente avete sentito parlare degli accordi diminuiti, semidiminuiti e aumentati. Scopriamo di più su questi particolari accordi che possono alzare il livello delle vostre composizioni. 

 

State provando a scrivere un brano da giorni usando accordi sul piano maggiori e minori, ma dopo diverse prove e registrazioni non siete ancora convinti. Magari il giro di accordi che avete usato vi suona molto simile ad altri brani di vostra creazione, per questo vi dà un senso di ‘’già sentito’’. Non c’è niente di male a personalizzare il proprio stile di songwriting, l’importante però è che le composizioni non risultino banali. 

Diciamoci la verità, la maggior parte della musica pop moderna non brilla certo per originalità, sebbene i suoi produttori (da non confondere con i cantanti) siano spesso professionisti con una conoscenza teorica e tecnica della musica elevata. Un buon produttore sa quali accordi usare per creare la cosiddetta ‘tensione’ e arricchire i brani. 

Se non avete mai studiato teoria musicale e siete autodidatti sul vostro strumento, non preoccupatevi! Potete imparare facilmente gli accordi diminuiti, semidiminuiti e aumentati in modo da poterli inserire nel vostro repertorio. Vediamo come. 

 

Diminuiti e semidiminuiti

Partiamo dal presupposto che ogni accordo è formato da note, ad esempio il Do maggiore si compone delle note Do, Mi, Sol e Si. Queste note hanno una distanza tra loro che in termini teorici viene chiamata intervallo. Il Do e il Mi hanno un intervallo di Terza maggiore, così come Mi-Sol e Sol-Si, mentre l’accordo Si e Do distano Seconda minore.  

Nella maggior parte degli accordi questi intervalli sono diversi per ogni distanza tra note, tranne che per gli accordi diminuiti, nei quali tra una nota e l’altra troviamo sempre una distanza di Terza Minore. 

Un accordo diminuito quindi sarà formato da intervalli di Terza Minore. Il nostro Do diminuito conterrà le seguenti note: Do, Mi bemolle, Sol bemolle e Si doppio bemolle. Fondamentalmente quindi si tratta di un accordo minore che usa la Quinta diminuita (Sol bemolle) e la Settima diminuita (l’accordo di Sib doppio, ovvero un Si abbassato di due semitoni che diventa un La). Sono proprio le note ‘diminuite’ a dare quella tensione all’accordo. Il suono di un accordo diminuito può risultare un filo ‘dissonante’, suonato da solo ha un che di ‘sinistro’, mentre se inserito in una composizione contribuisce ad aumentare la tensione del brano, per poi risolvere su un accordo comune. Fondamentalmente l’accordo diminuito sostituisce il secondo accordo nel giro (la Quinta), quindi in un giro armonico di Do, potete usare il La diminuito al posto di un accordo di La minore. Questo perché gli accordi minori e i diminuiti sono composti da quasi tutte le stesse note, quindi potrete variare in base al ‘feeling’ che vorrete dare al brano.

Sulla tastiera midi e sul pianoforte gli accordi diminuiti sono abbastanza semplici da eseguire, mentre sulla chitarra si trovano su posizioni decisamente ostiche per la mano, quindi occorre praticare molto sui passaggi in modo da poterli eseguire con la giusta pulizia. In alcuni casi sulla chitarra i diminuiti sono più semplici da eseguire dei minori. Ad esempio Il Si min sulla chitarra si esegue con il barrè, mentre il diminuito non richiede questa tecnica. Lo stesso vale per il Do min che sulla chitarra richiede il barrè, mentre il diminuito ha una posizione aperta. Più semplice da eseguire è il Mi minore, accordo largamente usato nell’hard rock e nel metal.

Quando comincerete a usare gli accordi diminuiti per comporre i brani, probabilmente vi renderete conto che molti brani famosi sono stati scritti usando progressioni di accordi con una sapiente alternanza tra accordi comuni e diminuiti. Ad esempio alcuni accordi di What a Wonderful World di Louis Armstrong sono diminuiti, inoltre sono usati in diversi brani pop, nel jazz e nella musica classica. Nella musica hard rock e metal, i diminuiti sono spesso usati per creare dissonanze e creare suoni più particolari rispetto ai classici power chord. La band canadese Voivod ha costruito un’intera discografia sugli accordi diminuiti, prendendo spunto dai King Crimson e altri gruppi progressive che ne facevano un largo uso. 

Passando agli accordi semidiminuiti, questi sono molto simili ai diminuiti, con la differenza che la settima non è diminuita, bensì minore. Vengono indicati con la siglatura m7b5, quindi un Do semidiminuito verrà riportato come Cm7b5. 

Accordi aumentati

Come gli accordi diminuiti, anche gli aumentati danno all’ascoltatore una sensazione di ‘tensione’ e vengono spesso prima di un accordo risolutivo. La siglatura di questi accordi è ‘aum’, quindi un Do aumentato verrà segnato come Do aum o C aug, mentre per quelli maggiori si aggiunge il +.  A differenza degli accordi diminuiti composti da intervalli di Terza minore, gli aumentati sono costituiti da intervalli di Terza maggiore. Ad esempio il Do aum+ è composto da Do, Mi (Terza Maggiore) e Sol diesis (quinta aumentata). Se gli accordi diminuiti sono quindi formati da quattro note, gli aumentati ne contengono solo tre, risultando molto simili agli accordi maggiori. 

 

Come usare accordi aumentati e diminuiti

Come già scritto nei paragrafi precedenti, gli accordi aumentati e diminuiti sono in grado di dare ‘tensione’ ad un brano. Avendo però un suono particolare e dissonante, questi particolari accordi possono suonare poco piacevoli. Occorre quindi prima trovare tutte le posizioni sulla tastiera dello strumento e suonarli in modo da poter abituare l’orecchio. 

Se siete alle prime armi e siete abituati a suonare solo accordi minori, maggiori o magari di settima (maggiore e minore), gli accordi diminuiti e aumentati vi sembreranno quasi fuori posto. Ed in effetti, sebbene sia possibile comporre brani solo con questi accordi, all’inizio è meglio inserirli in un contesto specifico, ad esempio per sostituire accordi maggiori con gli aumentati e minori con i diminuiti nelle progressioni classiche. 

 

 

 

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