Ultimo aggiornamento: 25.10.21

 

Fare avvicinare i più piccoli alla musica è molto importante per la loro formazione personale, sia per lo studio di uno strumento sia per cultura generale.

 

In Italia la cultura musicale non è proprio una delle principali prerogative dell’istruzione. Non che la musica ci sia indifferente, ma a livello scolastico non possiamo competere con la didattica di altri paesi europei come la Germania, la Svezia, la Norvegia e il Regno Unito dove spesso ci sono anche corsi di chitarra per bambini. Nelle nostre scuole medie spesso si tende a studiare musica classica, senza però addentrarsi in quella moderna per la quale esistono conservatori, accademie e corsi all’università.
In realtà l’educazione dei bambini alla musica rock è molto importante, in quanto permette loro di avere le basi culturali per comprendere l’evoluzione dei generi musicali e conoscere i gruppi più influenti. Percorriamo i passi della musica moderna con una breve storia del rock. 

 

Le origini del blues

Come spiegare ad un bambino la storia del rock senza fare confusione con troppe date e troppi nomi? Prima di tutto bisogna risalire alle origini del genere, viaggiando fino al delta del Mississippi, più precisamente nei campi di cotone dove lavoravano gli schiavi afro-americani durante il diciannovesimo secolo. Gli schiavi venivano usati per i lavori in campagna, anche come servitù nelle grandi case dei ricchi proprietari terrieri o per badare al bestiame nel pollaio e nei recinti.Per scandire i massacranti tempi di lavoro e farsi forza a vicenda, gli schiavi erano soliti cantare dei brani della loro tradizione, caratterizzati da parole tristi e da ritmi cadenzati.

Questi canti ‘spirituali’ al termine della schiavitù si sono poi trasformati in canzoni accompagnate da chitarre, armoniche e altri strumenti musicali dando vita al blues, nome derivato da un termine colloquiale usato per descrivere uno stato di ‘tristezza’. Il ritmo tipico del blues rock con le sue dodici barre e la progressione di accordi che è arrivata fino ai giorni nostri. Alcuni studiosi hanno scoperto addirittura un collegamento tra le scale pentatoniche usate nel blues e la musica africana, tracciando una linea di discendenza diretta dal paese d’origine fino agli Stati Uniti.

Nei primi decenni del ventesimo secolo il blues cominciò a destare l’interesse dei discografici che cominciarono a realizzare le prime incisioni dei musicisti più influenti sulla scena. Ai tempi per farsi conoscere i ‘bluesman’ viaggiavano per tutto il paese, suonando in qualsiasi luogo, anche nei piccoli locali e spesso per strada. Solo quelli che riuscivano a farsi una buona fama riuscivano a incidere dischi con le loro migliori canzoni, o quelle più apprezzate dal pubblico. Si trattava di raccolte di brani più che di lavori studiati a tavolino, per questo dei bluesman leggendari come Robert Johnson ci sono arrivate solo raccolte di brani. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il mercato discografico statunitense iniziò a crescere a dismisura, esportando dischi in tutto il mondo, specialmente nel Regno Unito. Negli Stati Uniti la lezione del blues fu raccolta da Elvis Presley, prima icona del rock, mentre in Inghilterra furono i Beatles e i Rolling Stones a catturare l’attenzione del pubblico.

 

Il rock dei primi anni

Negli Stati Uniti il pubblico impazziva per Elvis Presley, un artista funambolico che con il suo rock and blues faceva ballare i giovani americani nei vari locali. Presley diventò presto un’icona grazie alla televisione e al cinema, ed in effetti si può considerare la prima vera rock star del mondo moderno. Curiosamente il significato di rock risale comunque alla dialettica tipica del blues, in quanto rock and roll veniva usato per indicare il ‘dondolare’ o ‘scivolare’ in una sorta di stato di estasi. 

Sebbene Elvis abbia goduto di una grande fama, fu grazie alle prime band inglesi che il rock guadagnò grande popolarità. In Inghilterra la musica proveniente dagli Stati Uniti veniva assorbita quotidianamente, nel frattempo però si creavano nuove mode nelle città in costante fermento. 

Proprio i giovani inglesi, avidi ascoltatori di dischi, iniziarono a comporre brani rock blues con le loro chitarre Fender e Gibson, formando band nei garage e nelle sale prove. Gruppi rock degli anni 60 come i Rolling Stones diedero vita ad una musica più movimentata, caratterizzata da giri di chitarra simili al blues, ma con ritmi più veloci e una voce energica. A Liverpool i Beatles invece diedero il via al loro rock più popolare e meno scatenato, diventando a tutti gli effetti una delle prime band pop moderne. 

 

L’evoluzione in hard rock e heavy metal

Il rock dei Beatles e dei Rolling Stones portò scompiglio nella musica contemporanea, specialmente i primi influenzarono tantissimo gli artisti degli altri paesi europei, specialmente la Francia, la Germania e l’Italia. Ma mentre negli anni ‘70 in Europa il rock si estendeva a macchia d’olio, nel Regno Unito nasceva l’hard rock. Con distorsioni ancora più elevate delle chitarre elettriche ed esasperando le ritmiche possenti del rock, i gruppi hard rock come Black Sabbath, dei Queen, dei The Who e dei Led Zeppelin faceva scalpore tra le vecchie generazioni, catturando ovviamente i più giovani.

Le composizioni hard rock vanno da brani di grande ritmo, con lunghi assoli di chitarra e con un cantato spesso in falsetto. Dall’hard rock in seguito nasce l’heavy metal, sempre grazie alla gioventù britannica sempre in cerca di sperimentazioni sonore. Già i Black Sabbath avevano creato un hard rock più pesante e oscuro, ispirando band come i Judas Priest e gli Iron Maiden che in seguito creeranno composizioni ancora più veloci. Il Metal ovviamente affascina anche gli statunitensi che contribuiscono notevolmente al genere grazie a band come Metallica e Megadeth. 

 

 

 

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2 COMMENTI

MATTIA TONELLI

March 19, 2021 at 2:35 pm

MOLTO BELLO ED ENTUSIASMANTE

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PManager

March 22, 2021 at 8:59 pm

😉

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