Ultimo aggiornamento: 27.09.21

 

La musica dei Pink Floyd è entrata nella storia, così come i musicisti che l’hanno composta. La band inoltre ci ha regalato bellissime canzoni dedicate all’amore e all’amicizia.

 

L’amore è sempre stato legato alla musica e noi italiani lo sappiamo bene, visto che il 99% delle produzioni italiane in ambito ‘pop’ hanno la parola amore nel titolo e ovviamente nel testo. Sebbene spesso le canzoni d’amore possono sembrare un po’ banali, in quanto le soluzioni liriche e musicali tendono a ripetersi, questo sentimento è stato ispirazione anche di band del calibro dei Pink Floyd. Certo, la band britannica si è sempre voluta distinguere a livello artistico dal pop\rock inglese, cercando il connubio tra il rock psichedelico e il progressive, due generi che difficilmente si orientano su soluzioni semplici.  

Ed in effetti sono davvero poche le canzoni dei Pink Floyd che parlano d’amore, almeno per come vengono intese a livello ‘mainstream’, ovvero con l’interprete che si strugge per un amore perduto. Diciamo che le produzioni più ‘sentimentali’ dei Pink Floyd si concentrano più sull’amicizia. Bisogna ricordare infatti che la band ha vissuto la separazione dal compositore Syd Barrett dovuta ad un crollo psicologico. A Barrett la band ha dedicato diverse canzoni, ma diciamo che in generale hanno sempre preferito scrivere di altro, basta pensare alla canzone Money o Careful with that axe Eugene e anche la bellissima canzone Breathe.

Vediamo quindi quali sono le canzoni d’amore e sull’amicizia che Gilmour, Mason, Wright e Waters hanno scritto.

Wish you were here

Tratto dall’omonimo album dei Pink Floyd, Wish you Were Here può essere considerata una canzone d’amore, sebbene questo sentimento venga menzionato solo nell’ultima strofa. Pink Floyd e canzoni d’amore difficilmente vanno a braccetto, ma la dolcezza della composizione, costruita su un giro di accordi acustici e su brevi assoli passionali può indurre a pensare che si tratti di un brano dedicato a questo sentimento. Questo non è totalmente sbagliato, sebbene in realtà Wish you were here sia stata scritta per Syd Barrett, infatti esprime un sentimento di amicizia nostalgico. Wish you were here è una delle canzoni più celebri dei Pink Floyd, non a caso una miriade di artisti e band ne hanno realizzato delle cover. 

 

The Nile Song

A sentire il brano non si penserebbe mai che si tratti di una canzone d’amore e in effetti non la si può proprio considerare tale. Inserita nella colonna sonora curata dai Pink Floyd del film More di Barbet Schroeder, The Nile Song sembra quasi un brano uscito da una collaborazione tra i Black Sabbath e i King Crimson (sebbene entrambe le band si sono formate proprio nel 1969, anno di uscita del film). L’incedere violento della batteria e le chitarre ultradistorte vengono accompagnate dalla voce aggressiva del solitamente calmo e posato David Gilmour. Il brano narra di uno ‘stalker’ che segue una bellissima donna sulle rive del Nilo ed è stato inoltre oggetto di cover da parte di diversi gruppi heavy metal, come ad esempio i canadesi Voivod (autori anche di una bellissima cover di Astronomy Domine)

Shine on you Crazy Diamond 

Sempre presente in Wish You Were Here, questa canzone è un’altra dedica a Syd Barrett, cosa che dimostra quanto la band abbia sofferto per la separazione e forse ne sia stata anche un po’ frastornata. Dopo la separazione con Barrett e il conseguente ingresso di Gilmour in formazione, i Pink Floyd raggiungono il successo internazionale, probabilmente sentendosi un po’ in ‘colpa’ per l’aver lasciato Barrett indietro. Ma come in tutte le band, difficilmente i fan possono conoscerne le dinamiche interne, quindi non possiamo effettivamente sapere come siano andate davvero le cose. Fatto sta che Shine on You Crazy Diamond è un brano magistrale e una dedica bellissima, sincera e sentita all’amico. 

 

If

Roger Waters probabilmente è il membro dei Pink Floyd che più ha dovuto fare i conti con la separazione da Syd Barrett. A quanto pare infatti fu proprio Waters a dare il benservito a Barrett che dopo il disco The piper at the gates of dawn aveva cominciato a diventare ingestibile. In If infatti Waters canta con voce struggente su un arpeggio di chitarra, chiedendosi come sarebbe stata la sua vita e quella del gruppo se le cose con Barrett fossero andate diversamente. I Pink Floyd nei testi non sono mai stati molto diretti o espliciti, ma in questo caso Barrett vuole essere assolutamente chiaro nel dichiarare il suo senso di colpa. If è un brano sincero e toccante, inserito nel bellissimo disco Atom Heart Mother, considerato da molti il capolavoro prog\psichedelico della band. 

Don’t leave me now

Il disco The Wall è un’opera capace di colpire come un pugno allo stomaco, sia per quanto riguarda il concept sia per la musica. Non è un caso infatti che il disco sia interamente cantato da Roger Waters, molto più caustico e diretto al microfono rispetto al tranquillizzante e avvolgente David Gilmour. Waters si sostituisce come cantante dei Pink Floyd in questo disco che narra la vita di Pink nelle canzoni. Pink è il protagonista del concept che in If implora alla sua amata di non lasciarlo. Basta ascoltare il brano per rendersi conto di non poterlo assolutamente dedicare alla propria amata, in quanto si tratta di una composizione angosciante caratterizzata dalla voce straziante di Waters e da effetti sonori accompagnati da pochi accordi di pianoforte. Nell’ultimo minuto finalmente arriva la batteria e la chitarra, come se il protagonista avesse perso le speranze e sia stato avvolto dalla consapevolezza di dover perdere il suo amore.

 

 

 

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