Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Nonostante la strenua difesa della sua poltrona e i disperati tentativi di rientrare dai debiti contratti, Henry Juszkiewicz ha dovuto abdicare in favore di James Curleigh: è lui il nuovo CEO di Gibson.

 

Sono tanti i marchi, nel corso degli anni, ad essere entrati nel mercato ma in pochi possono dire di essere entrati nella storia. Gibson è certamente tra questi e potete star certi che al mondo non c’è chitarrista che non sogni di suonare almeno una volta nella vita una Les Paul, strumento che più di altri rappresenta Gibson nel mondo; non che la SG non sia un’ottima chitarra ma a livello di immaginario collettivo, non può reggere il confronto. 

Purtroppo il mercato è spietato e della storia se ne frega altamente. Se si fanno scelte sbagliate, azzardate, nessuno è immune ed è così che Gibson ha dovuto fare i conti con i debiti.

 

Una situazione drammatica

Proviamo a fare un attimo i conti in tasca della Gibson. Il marchio è esposto per svariati milioni di dollari ma proviamo a dare qualche numero. Cominciamo dalle obbligazioni che ammontano a 375 milioni di dollari, poi ci sono i prestiti ottenuti dagli istituti di credito che sono circa 150 milioni. Queste stime, probabilmente, sono al ribasso perché secondo le fonti in possesso della CNN e Bloomberg l’esposizione nei confronti delle banche potrebbero essere maggiori; ma già così il quadro è molto più che preoccupante. Tuttavia queste cifre sono bruscolini se guardiamo al debito generale che è di ben 1,6 miliardi di dollari.

 

 

La crisi non risparmia nessuno

Una cosa è certa, la crisi non risparmia nessuno. Il settore ha visto un calo delle vendite. Dire che non si vendono più chitarre sarebbe scorretto. È invece corretto dire che se ne vendono meno, molto meno. Quali le ragioni? Ognuno ha la sua opinione. C’è chi come Richard Ash, attualmente CEO di Sam Ash Music, che ritiene che i clienti stiano invecchiando e presto non ci saranno più. In sostanza mancherebbe il necessario ricambio generazionale. 

Altri imputano la crisi alla scomparsa dei “guitar hero”. Ma è anche innegabile che la crisi finanziaria non tocca solo le aziende ma anche i consumatori che hanno sempre meno denaro da spendere e una chitarra da 2.000 dollari in su non è alla portata di tutti. La concorrenza l’ha capito prima immettendo sul mercato chitarre economiche ma che non fossero troppo simili a dei giocattoli. Una strategia che alla fine è stata adottata anche da Gibson che ha lanciato la Epiphone (controllata da Gibson) Les Paul SL a 99 dollari.

 

L’origine della crisi

Dove sta l’origine della crisi. Non nelle chitarre. È vero, gli strumenti non si vendono più come prima e il calo dei ricavi è stato evidente ma comunque in attivo. Le colpe del pessimo stato finanziario di Gibson sono da ricercare altrove, è causa di una serie di acquisizioni che si sono rivelate sbagliate. La scelta dell’ormai ex CEO Henry Juszkiewicz di investire nell’elettronica di consumo si è rivelata sbagliata, a essere magnanimi. Questo ramo dell’azienda è la zavorra che la sta tirando a fondo.

 

Il piano Juszkiewicz

Il salvataggio di Gibson è passato dal Chapter 11, una norma della legge fallimentare statunitense che consente la ristrutturazione delle imprese coinvolte da un dissesto finanziario. Fondamentalmente si tratta di un’amministrazione controllata. Juszkiewicz ha pianificato di monetizzare titoli azionari, proprietà immobiliari e le attività che non hanno generato i profitti sperati per ricavare la liquidità necessaria a sostenere quei rami dell’azienda con il fatturato in positivo. Questo piano, probabilmente, è stato l’ultimo baluardo del CEO di difendere il suo ruolo. La verità che i creditori volevano la sua testa più che rientrare in possesso del denaro e alla fine, nonostante la strenua resistenza di Juszkiewicz, l’hanno ottenuta.

 

 

Inizia l’era Curleigh

Da novembre 2018 il nuovo CEO è James “JC” Curleigh con un passato alla Levis Strauss. Con il suo arrivo, l’intero quadro dirigenziale è stato cambiato. Cesar Gueikian è il CEM mentre Kim Matton è la CFO. Il ruolo di CPO è coperto da Christian Schmitz e dal novembre 2020 Mark Agnesi ricopre il ruolo di Director of Brand Experience. 

Una delle prime messe di Curleigh è stata riportare Gibson al NAMM dopo l’assenza del 2018 dovuta ai problemi finanziari. Ovviamente la partecipazione all’evento è stata l’occasione per Gibson di presentare i nuovi modelli per il 2020. Tuttavia la vera novità è stata la decisione di spostare la produzione di chitarre da Memphis a Nashville dallo scorso aprile, già sede del quartier generale della compagnia. Quanto al futuro dei 65 impiegati, Gibson ha fatto sapere che la maggior parte ha accettato di trasferirsi per continuare a lavorare.

 

 

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