Ultimo aggiornamento: 15.06.21

 

Il testo del famoso ‘inno’ partigiano’ e varie curiosità sulla sua storia che vi permetteranno di scoprire di più su questo brano ormai reso popolare dalla serie Netflix ‘La Casa di Carta’.

 

Una mattina mi sono alzato

o bella ciao bella ciao

bella ciao ciao ciao

una mattina mi sono alzato

e ci ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via

o bella ciao bella ciao

bella ciao ciao ciao

o partigiano, portami via

che mi sento di morir.

E se muoio da partigiano

o bella ciao bella ciao

bella ciao ciao ciao

e se muoio da partigiano

tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna

o bella ciao bella ciao

bella ciao ciao ciao

seppellire lassù in montagna

sotto l”ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno

o bella ciao bella ciao

bella ciao ciao ciao

e le genti che passeranno

e diranno: o che bel fior!.

E” questo il fiore del partigiano

o bella ciao bella ciao

bella ciao ciao ciao

è questo il fiore del partigiano

morto per la libertà

Probabilmente alcuni lettori che già conoscevano il brano avranno mal sopportato le masse di giovani (o adulti) cantare a squarciagola questo brano dopo aver visto la serie spagnola ‘La Casa di Carta’. Effettivamente, Bella Ciao godeva di grande popolarità anche prima che venisse cantata da Berlino, Tokyo e dal Professore, ma chiaramente i social e i video virali hanno ridato linfa vitale alla canzone popolare. La cosa davvero importante però è non perdere mai di vista il vero significato del brano, dato che ci sono state persone che hanno combattuto e perso la vita per spazzare via la dittatura dal nostro Paese. 

Che siate fan o meno della Casa di Carta, potreste avere qualche curiosità su questa famosa canzone popolare, diventata nel tempo un vero e proprio ‘inno’ partigiano alla libertà che ha comunque qualche analogia con quello ‘ufficiale’ italiano, ovvero l’Inno di Mameli. 

Prima di tutto, Bella Ciao nasce come un canto popolare, quindi non presenta una composizione articolata come i brani di stampo classico. Ed in effetti il successo del brano anche tra le generazioni moderne sta proprio nella sua energia positiva, che inneggia alla libertà senza però la drammaticità dell’Inno di Mameli. Come succede con molte canzoni popolari, anche di Bella Ciao non si conosce l’autore, in quanto la melodia e il testo sono state tramandate unicamente per via orale e rimaneggiate nel corso degli anni. 

La variante che conosciamo, ovvero quella di stampo partigiano quindi, non è altro che un rimaneggiamento di vecchie canzoni popolari con le quali condivide la metrica e alcune frasi. La melodia molto semplice si può imparare con la diamonica e con altri strumenti musicali, inoltre gli accordi di Bella Ciao sono ottimi per imparare le basi. 

Curiosamente il testo di ‘Bella Ciao’ sembra molto simile a quello di una canzone veneta chiamata ‘Stamattina mi sono alzata’, dove troviamo la ripetizione della frase ‘bella ciao ciao’ in ogni strofa. Il testo di questa versione della canzone popolare narra della dura vita in campagna, con la frase chiave usata per salutare la giovinezza che nel tempo svanisce, a causa anche del lavoro. Nella canzone ‘bella ciao’ di stampo partigiano, la frase è rivolta alla propria innamorata: il soldato della resistenza prima di partire chiede ad una donna di seppellirlo in montagna nel caso perda la vita contro l’invasore. 

La canzone è stata per anni ritenuta di origine settentrionale, in quanto la resistenza italiana al fascismo di Mussolini e alle truppe naziste si era sviluppata prevalentemente in quella zona. Recenti studi però hanno provato che la versione partigiana di ‘Bella Ciao’ fu cantata la prima volta nel 1944 dalla Brigata Maiella, una formazione militare abruzzese che ebbe un ruolo fondamentale per la liberazione dell’Abruzzo come anche di Marche, Emilia Romagna e Veneto. 

La canzone però deve la sua prima ondata di popolarità alle generazioni che vennero dopo il conflitto, in quanto i giovani la ripresero per cantarla a diversi Festival e ovviamente nei locali. Diverse band rock italiane come i Modena City Ramblers o la Banda Bassotti hanno ripreso il tema della canzone, portandola ai loro concerti. Al di fuori dell’Italia la canzone ha avuto un suo seguito specialmente nell’America Latina dove veniva cantata dai guerriglieri.

 

 

 

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