Ultimo aggiornamento: 10.05.21

 

La musica napoletana racchiude perle di rara bellezza che si possono trovare sia nelle canzoni tradizionali sia nelle composizioni degli artisti moderni. 

 

Quando si parla di musica napoletana, spesso vengono in mente i cantanti neomelodici moderni che effettivamente per alcuni possono risultare molto orecchiabili, ma non sono particolarmente ‘elevati’. La musica neomelodica ha praticamente preso la canzone napoletana di stampo tradizionale e ha aggiunto ritmi tipici del pop e synth a dir poco aggressivo, girando intorno a temi come la vita di quartiere, gli amori perduti sono le principali sfere toccate da questo tipo di musica che ha visto in Nino D’Angelo e Mario Merola i suoi esponenti di spicco, seguiti poi da Gigi D’Alessio. I neomelodici sono diventati delle vere e proprie celebrità non solo nel mondo della musica, infatti i più famosi sono protagonisti di film nei quali ovviamente ci sono intermezzi musicali con le loro canzoni. 

Alcuni dei nomi sopra citati agli appassionati fanno letteralmente accapponare la pelle, ma che non si possono ignorare per comprendere l’evoluzione della musica napoletana. A onor del vero bisogna comunque riconoscere la maturazione musicale di Nino D’Angelo che ha comunque preso altre strade musicali ben più mature, dopo l’iniziale successo in gioventù. 

 

La canzone napoletana classica 

Se da una parte la musica neomelodica ha fatto avvicinare gli ascoltatori alla tradizione napoletana, dall’altra li ha anche un po’ alienati, creando l’illusione spiacevole che tutta la musica partenopea fosse un po’ un ammasso di synth, un beat facile e una voce straziante. 

In realtà c’è molto di più di questo, i grandi interpreti della canzone napoletana si sono distinti per le bellissime melodie create con la chitarra o con il mandolino, mentre gli artisti moderni sono riusciti a mettere l’anima partenopea della tradizione classica nei nuovi generi musicali, spesso creando musica d’avanguardia. Scopriamo insieme quali sono le canzoni napoletane più belle mai realizzate dai cantanti classici e dagli artisti moderni. 

Maruzzella – Renato Carosone

Una delle canzoni napoletane più famose interpretata da Renato Carosone, artista molto amato anche fuori da Napoli. Una canzone d’amore dedicata alla sua bella, di nome Marisa, per la quale si strugge d’amore. Renato Carosone, pianista classico capace di suonare anche jazz, crea questo brano che è diventato la canzone di moltissime coppie dell’epoca. Il suono dei tamburelli e della chitarra dalla triste melodia, evoca le notti illuminate nei quartieri napoletani. Probabilmente una delle canzoni più malinconiche di Carosone che comunque era capace di spaziare con grande abilità tra diversi stili e generi, ricordiamo anche la simpatica Tu vuò fà l’americano (diventata purtroppo una sorta di tormentone con un remix dance di dubbia qualità) e Pigliate ‘na pastiglia.

 

Malafemmena – Totò

Napoli è una sorta di universo a sé stante, e in questo universo ci sono personaggi amati a livello nazionale e internazionale. Uno di questi è sicuramente il grande Antonio De Curtis, detto Totò, attore capace di grande comicità così come abile nell’interpretare ruoli più drammatici. Come molti attori dell’epoca, Totò era un artista a tutto tondo e per questo scrisse il bellissimo brano Malafemmena  che racchiude l’essenza di molte canzoni napoletane classiche: il mal d’amore. Accompagnato solo da una chitarra Totò canta con la sua voce profonda questo amore non corrisposto, in un brano lento ma non proprio malinconico e che in qualche modo contiene una certa ironia, tipica dell’attore.

Uocchie c’arraggiunate – Roberto Murolo

In un certo senso la musica tradizionale napoletana ha un certo collegamento spirituale con il blues afro-americano, un po’ per il binomio tra il musicista e la sua chitarra, un po’ anche per i testi basati sull’amore non corrisposto o su quello sfuggente. Roberto Murolo con la sua chitarra ha scritto dei brani memorabili di grande bellezza come Uocchie c’arraggiunate, un brano caratterizzato da un lento arpeggio di chitarra e dalla sua voce rilassante. Il testo del brano è una vera e propria poesia, capace di evocare immagini bellissime nel descrivere l’amata. Ascoltando Murolo ci si rende conto di quanto le canzoni neomelodiche abbiano praticamente massacrato la canzone napoletana tradizionale, portandola da un soave lamento d’amore a qualcosa di più patetico e ‘patinato’.

 

Pino Daniele – Quanno chiove

L’album Nero a Metà di Pino Daniele è considerato da molti un vero capolavoro. Il sapiente misto tra blues, jazz e musica tradizionale napoletana ha reso Pino Daniele uno degli artisti più apprezzati in Italia e anche all’estero. Non dimentichiamo che Pino Daniele è un musicista di altissimo livello che ha suonato con Chick Corea e collaborato con la prog band Napoli Centrale di James Senese. Il brano Quanno Chiove è una ballata che utilizza accordi tipici delle canzoni napoletane con variazioni jazz, per raccontare una storia triste: quella di una prostituta. 

Almamegretta – Gramigna

Lontani dallo stile delle canzoni classiche napoletane, ma in qualche modo vicini, gli Almamegretta sono un gruppo poliedrico capace di mescolare la tradizione con musica moderna come il rap, il dub e il trip hop in un mix originale e personalissimo, caratterizzato dal cantato tipico napoletano. Al momento il gruppo non è molto attivo, ma ha segnato un periodo molto importante insieme ai 99 Posse che ha dato inizio alla scena della musica moderna napoletana. Il brano Gramigna è probabilmente quello più famoso insieme a Black Athena, ma in generale tutta la loro discografia contiene brani molto interessanti. Gli Almamegretta hanno ispirato molti artisti di musica elettronica napoletani, tra questi i più recenti Nu Guinea. 

 

99 Posse – Curre Curre Guagliò

Impossibile non inserire i 99 Posse in un articolo dedicato alla musica napoletana, soprattutto per l’importanza che questa band ha avuto non solo per il panorama underground partenopeo, ma per la musica italiana in generale. La musica napoletana incontra il reggae e il dub, con testi spesso di protesta cantati dall’ormai leggendario Luca Persico detto U’ Zulù. Una band decisamente scomoda che ha spesso incitato alla rivolta, ma che rimane nel cuore di moltissimi appassionati. 

 

 

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