Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

In cerca di brani da suonare con il mandolino? Ve ne proponiamo alcuni che non dovrebbero assolutamente mancare nel vostro repertorio.

 

La musica tradizionale napoletana, in particolare, deve molto al suono caratteristico del mandolino, potremmo parlare di trademark vero e proprio. Ci sono brani antichi, anzi, intimissimi, ancora oggi suonati ed ascoltati ritenuti patrimonio della musica mondiale. Vediamo, dunque, quali sono i pezzi più famosi da eseguire con il mandolino più venduto.

 

‘O sole mio

Quando abbiamo cominciato a ragionare su quali potessero essere i brani più famosi per mandolino avevamo una certezza, una scelta sicuramente scontata ma inevitabile. Dovevamo necessariamente cominciare con un brano cantato in tutto il mondo, che ha fatto conoscere Napoli in ogni angolo della terra e interpretato anche dai grandi tenori come Pavarotti e Caruso, giusto per fare due nomi. 

‘O sole mio fu scritta nel 1988, il testo fu opera del giornalista Giovanni Capurro che fece musicare le sue parole ad Eduardo Di Capua, anche se stando a una sentenza del tribunale di Torino del 2002, diede il suo contributo alla scrittura della musica anche Alfredo Mazzucchi. La canzone è stata interpretata da centinaia di cantanti, anche se molti ritengono che la migliore sia quella di Enrico Caruso (ma non manca il partito pro Luciano Pavarotti). Ma ‘O sole mio è stata riproposta anche in altre lingue come It’s now or never, cantata da Elvis Presley.

Funiculì Funiculà

Non meno rappresentativa di Napoli è Funiculì Funiculà. Il brano fu composto da Giuseppe Turco e Luigi Danza che si occuparono rispettivamente delle parole e della musica. A ispirare Turco fu l’apertura della funicolare del Vesuvio nel 1879. Il brano debuttò alla Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia e quindi al festival di Piedigrotta. In poco tempo la melodia divenne famosa in tutto il mondo e anche in questo caso tenori famosi la inclusero nel loro repertorio com il già citato Pavarotti ma anche Mario Lanza.

 

‘O surdato ‘nnammurato

Un altro brano rappresentativo e che sicuramente è nel cuore di tutti i mandolinisti (e non solo) è sicuramente ‘O surdato ‘nnammurato. Il testo della canzone fu scritto dal poeta Aniello Califano nel 1915 e quindi musicata da Enrico Cannio. La canzona è ispirata alle vicende di un soldato al fronte che, a causa della guerra, è costretto a stare lontano dalla donna che ama. Il brano è stato reinterpretato da tantissimi cantanti ed è così ancora oggi. È un evergreen della musica napoletana al pari di ‘O sole mio e Funiculì Funiculà, un trittico imprescindibile per l repertorio di qualsiasi mandolinista.

 

Reginella

Molto famosa, anche se probabilmente non come i due brani succitati, è Reginella. Il classico brano napoletano fu scritto nel 1917 da Libero Bovio (parole) e Gaetano Lama (musica).

 

I’ te vurria vasà

Scritta nel 1900 da Vincenzo Russo (parole) e musicata da Eduardo Di Capua, prende spunto dalla difficile storia d’amore dell’autore, un modesto calzolaio che aveva il cuore in pena per Enrichetta Marchese, figlia di un facoltoso gioielliere che si opponeva alla relazione tra i due innamorati. Non sappiamo se alla fine il povero calzolaio ebbe modo di coronare il suo sogno d’amore, tuttavia il brano ebbe grande diffusione e fu interpretato non solo da tanti artisti napoletani ma anche da molti cantanti internazionali.

 

Luna rossa

Luna rossa fu scritta nel 1950 con le parole ad opera di Vincenzo De Crescenzo e la musica di Antonio Vian. È tra i brani più recenti e tecnici della musica tradizionale napoletana ed è stata reinterpretata da famosi artisti di fama mondiale come Frank Sinatra.

 

Torna a Surriento

Altro brano famosissimo è Torna a Surriento scritta nel 1894 dai fratelli De Curtis e presentata per la prima volta al pubblico nel 1902 al cospetto dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli. Anche in questo caso il brano è stato ripreso da cantanti famosi di portata internazionale come Dean Martin, Elvis Presley, Bono e gli immancabili tre tenori Pavarotti, Carreras e Domingo.

Marechiaro

Inizialmente si trattava di una poesia del noto poeta partenopeo Salvatore Di Giacomo intitolata A fenestrella e Marechiaro che successivamente fu musicata da Francesco Paolo Tosti. Il testo è un tributo alla bellezza del Golfo di Napoli.

 

Munasterio ‘e Santa Chiara

La canzone fu scritta a metà del ‘900. Le parole sono di Michele Galdieri mentre la musica è di Alberto Barberis. Munasterio ‘e Santa Chiara è uno dei brani partenopei più famosi del dopoguerra. Uno dei maggiori interpreti fu Claudio Villa. La canzone parla di un emigrante napoletano che sogna di tornare a Napoli ma è timoroso di trovarsi di fronte una città distrutta dalla guerra.

 

 

 

Sottoscrivere
Notifica di
guest
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments