Ultimo aggiornamento: 25.10.21

 

Parafrasi e significato de ‘la Donna Cannone’, uno dei brani più belli del cantautore Francesco De Gregori. 

 

Una delle canzoni d’amore di Francesco De Gregori, la Donna Cannone è un brano contenuto in un EP uscito nel 1983 per la colonna sonora del film Flirt. Nonostante non fosse inclusa in un LP, la Donna Cannone diventò subito un classico grazie alla sua melodia toccante e al ritornello memorabile. Parte del suo successo lo deve anche al film Flirt che ha contribuito a far conoscere il brano al grande pubblico.  

Per scrivere il brano De Gregori si ispirò a un articolo di giornale intitolato ‘La donna cannone molla tutti e se ne va’, dove veniva raccontata la crisi di un circo che aveva perso la sua attrazione principale: il numero della Donna Cannone. La donna infatti era fuggita dal circo per inseguire il suo grande amore, in quanto le ‘regole del circo’ ai tempi non permettevano ai dipendenti di avere relazioni amorose. 

E così De Gregori con la Donna Cannone vuole scrivere un brano d’amore, senza però risultare banale o cadere nella classica narrazione amorosa in prima persona, dove spesso è il cantante uomo a struggersi per una donna o per gli amori perduti. La sensazione di malinconia della strofa e del testo della Donna Cannone si contrappone a un ritornello energico, dove la protagonista esprime la sua forza d’animo e la voglia di liberarsi dalle catene che la imprigionano in un ruolo ormai scomodo. 

Il significato de ‘la Donna Cannone’ è un inno alla libertà, specialmente quella femminile che si oppone al dover essere belle a tutti i costi, mista alla rivalsa di figure che vivono spesso ai margini della società, proprio come gli uomini e le donne che lavorano nel circo. Il mondo del circo d’altronde è sempre stato oggetto di fascino per artisti in ogni campo e ne La Donna Cannone, Francesco De Gregori vuole fare avvicinare l’ascoltatore ai sentimenti che può provare una persona di quell’ambiente, con la grande empatia che lo ha sempre distinto. 

Un brano, tante metafore

De Gregori usa la figura circense della Donna Cannone come metafora della vita e del coraggio nel voler finalmente uscire dal guscio. Nella canzone c’è l’intenzione di dare dignità alle persone che vivono nell’ombra, spesso ignorate dalla società. Oltre all’amore, nella canzone troviamo il tema del coraggio di voler uscire da una condizione sfavorevole, dallo sfruttamento, quasi una rivalsa sociale tramite uno dei sentimenti più forti che una persona può provare. Nell’ultima strofa, la Donna Cannone vola verso il cielo, per poi sparire. Il finale dalla grande carica emotiva può essere interpretato in due modi. La Donna Cannone muore, ma la sua morte non va vista come una tragedia, ma quasi come una sorta di liberazione, un addio alla vecchia vita, la fine della Donna Cannone come ‘attrazione’ circense e la nascita di una donna, che poi in realtà c’è sempre stata, nascosta dal personaggio spesso oggetto di scherno da parte degli spettatori. 

La seconda interpretazione è che la Donna Cannone è effettivamente fuggita, sparita dal tendone del circo dopo il suo ultimo spettacolo. Gli accordi della Donna Cannone sono molto semplici, quindi si rivela un ottimo brano da imparare, anche per i chitarristi alle prime armi che potrete anche cantare usando un microfono wireless per fare un po’ di karaoke.

 

La carriera di Francesco De Gregori 

Dopo aver analizzato il significato del brano, scopriamo di più sulla carriera di Francesco De Gregori, cantautore romano ritenuto uno dei più importanti della musica italiana. Il cantautorato nel nostro paese si è sempre distinto per i suoi testi profondi e per le melodie di pianoforte e chitarra malinconiche che spesso si rifanno alla musica popolare. 

Lo stile di De Gregori è facilmente riconoscibile prima di tutto per la voce profonda dell’artista e in secondo luogo per il suo cantato sincero, diretto, spesso concentrato sul raccontare una storia toccante piuttosto che stupire con la tecnica strumentale o vocale. 

Francesco De Gregori nasce a Roma, ma cresce a Pescara durante i primi dieci anni di vita a causa del lavoro del padre, un bibliotecario. Comincia a suonare la chitarra a 15 anni, imparando cover di Adriano Celentano. 

Il fratello, Luigi De Gregori, di sette anni più grande, lo inserisce nel circolo del locale Folkstudio dove negli anni ‘60 e ‘70 si riunivano e si esibivano i migliori cantautori della scena romana che in seguito diventeranno delle icone della musica italiana. I giovani musicisti si ispiravano alla musica folk statunitense di Bob Dylan, Leonard Cohen e Simon and Garfunkel, dai quali traevano spunto per creare testi impegnati su giri di accordi di chitarra.

Proprio con i cantautori Giorgio Lo Cascio e Antonello Venditti, De Gregori forma un trio realizzando quattro canzoni durante un provino per l’etichetta It. La collaborazione con Lo Cascio non dura molto a causa di divergenze stilistiche e idee compositive, così il trio si trasforma in un duo: De Gregori e Venditti decidono di scrivere il disco Theorius Campus, pubblicato poi nel 1972. 

Il grande successo però arriva da solista, con il disco Rimmel uscito nel 1975. L’anno successivo De Gregori vive una spiacevole esperienza al Palalido di Milano, dove durante una sua esibizione viene interrotta da collettivi politici studenteschi che, armati di pistola, lo costringono a rispondere ad alcune domande, cercando di umiliarlo in pubblico, incitandolo a ‘suonare a casa’ e ‘fare l’operaio’ o addirittura a suicidarsi. 

Un’esperienza che segna profondamente De Gregori che, fino al 1978, decide di fermarsi, riprendendo in seguito a suonare con Lucio Dalla, con il quale intraprese anche il tour chiamato Banana Republic. 

 

 

 

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