Ultimo aggiornamento: 27.09.22

 

Avete sentito parlare di musica indie, ma non avete idea di cosa sia? Leggete il nostro articolo per saperne di più.

 

Quando si parla di musica Indie (non indi come molti scrivono) solitamente si finisce sempre per parlare di un genere musicale più che di un movimento. In realtà il termine Indie, abbreviazione di “independent” (indipendente) potrebbe abbracciare una vasta quantità di artisti che si autoproducono e si autogestiscono,  separati dalle label e dai contratti discografici. Questo concetto ovviamente si lega alla musica underground di diversi generi, dove per forza di cose i musicisti autofinanziano le loro produzioni. 

Quindi, perché alcuni artisti famosi vengono definiti Indie, quando sono chiaramente sotto contratto con le major discografiche? Semplice, in realtà come tutta la musica anche il genere indie si è trasformato negli anni, passando dai primi dischi di band emergenti a diventare un vero e proprio fenomeno globale, avvolgendo vari tipi di musica.

Ma iniziamo dal principio: come la maggior parte della musica moderna, lo stile indie ha avuto origine in Inghilterra grazie ad una raccolta su cassetta di alcune band della scena underground di metà anni ‘80. Suono tipico? Distorsioni delle chitarre al massimo, riff di chitarra suonati su accordi aperti e lasciati vibrare con lunghissimi feedback che vanno quindi a sostituire la melodia e l’abilità vocale. 

Marchio di fabbrica dei chitarristi Indie della scena britannica e in seguito di quella statunitense sono le enormi pedaliere create con pezzi di compensato e pedali effetto di ogni tipo che molti chitarristi ‘puristi’ ritengono completamente inutili. Le indie girl e gli indie boys vestiti con abiti casual iniziavano a creare l’indie style che si è poi trasformato nel classico “flanellone” della scena grunge, della quale parliamo subito. 

Negli anni ‘90, il suono disagiato della musica indie esplode nel grunge di Seattle, ma viene definita come ‘alternative rock’ per distinguerla dal genere indie che comprendeva band decisamente meno conosciute. Dagli anni ‘90 in poi il concetto di musica indie si è cominciato a fondere con diversi generi come il rock, il prog rock, il metal e infine la musica pop. Anche a livello grafico, i disegni indie delle copertine dei dischi presentavano la musica alla loro maniera. 

Proprio con l’indie pop, questo genere esplode e acquisisce una maggiore notorietà a livello globale, permettendo anche ad alcune realtà italiane di emergere. Certo, l’indie pop ha davvero poco a che vedere con le distorsioni e con i feedback, ma comunque sfrutta delle sonorità particolari diverse da quelle tipiche del pop mainstream. 

Vediamo quali sono alcuni artisti della musica indie in Italia

 

Calcutta

Sguardo perso nel vuoto e nomi delle tracce che sembrano usciti da una mostra d’arte moderna, Edoardo D’Erme, in arte Calcutta si è fatto un nome nella scena musicale italiana come produttore e come musicista. Il suo album Mainstream è stato un grande successo, ma ancor di più il disco Evergreen che contiene il singolo Paracetamolo. Il cantato strascicato e la musica lenta, ma comunque coinvolgente sono il marchio di fabbrica di Calcutta.

 

Cosmo

Le canzoni indie  italiane spesso sono dei pasticci tra musica dance anni ‘80 prodotta con campioni di alta qualità, con produzione stellare e voce malinconica a seguire. Cosmo è un po’ il risultato di questo particolare incrocio che può piacere e non piacere a seconda della propria resistenza alla musica melensa. Un artista comunque molto valido per la musica alternativa italiana, legato però a certi stilemi della nostra ‘canzonetta’ troppo legata ai temi tristi e alla totale mancanza di energia. 

Thegiornalisti

Quando si sono sciolti, molti amanti della musica hanno tirato un sospiro di sollievo, specialmente perché nessuno ne poteva più di ascoltare il singolo Riccione. Antitesi di tutto ciò che il termine ‘indie’ può voler dire, i Thegiornalisti propongono le classiche composizioni tra la dark wave britannica e le sonorità più moderne. Spesso portati avanti dal carisma del frontman Tommaso Paradiso, i Thegiornalisti sono stati spesso definiti come il gruppo indie di punta italiano, anche se non si capisce ancora il perché. 

 

Gazzelle

Prendete un album di Vasco Rossi e farcitelo di accordi tra il punk rock e campionamenti di elettronica, poi aggiungeteci voce nasale e testi tra il nonsense e il romantico. Ecco Gazzelle, musicista Indie italiano di grande successo. Come tutto l’indie italiano, anche ascoltare un intero disco di Gazzelle è una sfida, consigliato solo a chi ama le opere che riescono a risultare malinconiche anche con un ritmo serrato.

 

Iosonouncane

Come spesso succede in Italia gli artisti più validi restano confinati in un limbo tra l’underground e la fama. La ricerca del suono, le composizioni, lo stile vocale e la classe del cantautore sardo Jacopo Incani lo hanno reso uno degli artisti underground italiani più apprezzati. Peccato che i discografici siano troppo impegnati a cercare di riproporre sempre le stesse soluzioni stantie, aspettando magari che Iosonouncane se ne esca con il classico singolone indie nonsense alla Thegiornalisti.  

Giancane

Politicamente scorretto e legato alla scena punk, Giancane è un musicista decisamente scomodo e disagiato, per questo difficilmente lo si vede in giro. Spesso associato a Zerocalcare, Giancane è capace di descrivere il disagio proprio come il famoso fumettista: un po’ con ironia, un po’ a pugni nello stomaco. La sua canzone di Natale è un must da non perdere assolutamente. 

 

 

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