Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Filtro antipop – Consigli d’acquisto, Classifica, Recensioni

 

Se volete registrare la voce in modo preciso, non potete fare a meno di un buon filtro antipop. Questi articoli vengono usati nel mondo della musica per registrare la voce, come anche dagli streamer o dagli youtuber. In questa pagina troverete utili consigli d’acquisto e le opinioni sui filtri antipop dal miglior rapporto qualità-prezzo che vi aiuteranno a scegliere quello più adatto alle vostre esigenze e a risparmiare. Se non avete tempo a disposizione, potete dare subito un’occhiata ad Aokeo – Pop Filter Mic, venduto a un prezzo molto conveniente e caratterizzato da un design universale. In alternativa vi proponiamo un prodotto più professionale per la registrazione della voce, lo Shure PS-6 Popper Stopper.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori filtri antipop – Classifica 2021

 

Qui di seguito troverete i nostri pareri su ben otto filtri antipop diversi. Dopo ogni recensione potrete fare un confronto tra i pregi e difetti del singolo prodotto, grazie alla nostra consueta tabella. Ci auguriamo di potervi aiutare nel trovare il miglior modello per le vostre esigenze. Buona lettura! 

 

 

1. Aokeo – Pop Filter Mic con Filtro Antipop

 

Il miglior filtro antipop tra quelli venduti online per rapporto qualità-prezzo, il modello Aokeo si fa apprezzare per la sua convenienza unita alla facilità d’uso. Il design del prodotto è universale, quindi potrete usarlo con tantissimi microfoni di diverso tipo, semplicemente applicandolo all’asta. 

Il braccio flessibile vi consente di sistemare il filtro in qualsiasi posizione, sebbene dovrete regolarlo con precisione in quanto tende a spostarsi facilmente. Per quanto riguarda la qualità, il prodotto si rivela ideale per le videoconferenze, la registrazione della voce, lo streaming e il gaming. 

Il filtro si occuperà di eliminare i suoni ‘plosivi’ prodotti dalla pronuncia della ‘B’ o della ‘P’, così come delle sibilanti della ‘S’ o ‘Z’. Il modello si può usare anche per registrazioni musicali della voce, mentre per gli strumenti è meglio optare su un prodotto più consono a questa attività. 

 

Pro

Qualità-prezzo: Il costo ridotto del modello viene affiancato da un buon antipop che vi permette di parlare e registrare con maggiore chiarezza.

Versatile: Sarà possibile usarlo per videochiamate, registrazioni, streaming e per cantare.

Universale: Grazie al pratico morsetto rotante a vite regolabile, potete applicare il filtro a qualsiasi asta o microfono.

Resistente: Nonostante il prezzo, ci troviamo davanti ad un articolo molto resistente che potrà durare a lungo nel tempo.

 

Contro

Regolazione: Il braccio metallico flessibile si può muovere a piacimento, sebbene in alcune posizioni potrebbe non tenere se non viene regolato con precisione.

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2. Shure PS-6 Popper Stopper Filtro antipop

 

Nel mondo della musica Shure non ha bisogno di presentazioni, specialmente per quanto riguarda la produzione di microfoni e degli articoli annessi. In questo caso ci troviamo davanti ad un filtro antipop di alta qualità, venduto però ad un prezzo più alto rispetto ai modelli ‘entry level’. 

Per questo ve lo consigliamo solo se state cercando un filtro antipop di alto livello per la registrazione del cantato o di strumenti musicali come la chitarra. Lo schermo a quattro strati si rivela estremamente efficiente nella riduzione dei rumori prodotti dalle consonanti P e B, mentre i materiali resistenti vi permettono di farne un utilizzo intensivo. 

Il braccio regolabile si distingue per la sua stabilità, potrete sistemarlo in qualsiasi posizione senza che questo si muova, adatto quindi per registrazioni musicali in studio dove è necessaria una certa precisione. 

 

Pro

Professionale: Lo Shure si rivela adatto ai cantanti o musicisti che vogliono produrre musica con un filtro antipop affidabile e preciso.

Resistente: I materiali si rivelano molto solidi e durevoli nel tempo, quindi potrete farne un utilizzo intensivo.

Braccio regolabile: Tiene la posizione con grande precisione, quindi potrete regolarlo a piacimento senza alcun problema.

Pratico: Si applica con facilità all’asta del microfono tramite il morsetto.

 

Contro

Costoso: Non è proprio il modello più economico in commercio, per questo se state cercando un filtro antipop per videoconferenze o streaming, vi consigliamo di optare per qualcosa di meno costoso. 

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3. Jeemak – Maschera per Microfono Pop Filtro 

 

Tra i filtri antipop più venduti, il Jeemak si può acquistare a prezzi bassi, quindi ideale se volete risparmiare il più possibile e non avete particolari esigenze. Questo filtro antipop realizzato in materiale ABS resistente si rivela ottimo per la registrazione della voce, lo streaming, la creazione di vlog e le videoconferenze. 

Blocca con efficacia i suoni prodotti dalle consonanti e blocca i rumori di sottofondo, per rendere la vostra voce più chiara. Il braccio metallico a collo d’oca (Gooseneck) si può regolare su qualsiasi posizione, girandolo a piacimento. In questo modo potrete applicare il filtro all’asta del microfono con facilità, sia per registrare da seduti sia in piedi. 

Il morsetto regolabile è dotato di una pinza antigraffio che vi consente di applicare il filtro all’asta del microfono senza danneggiarla. Il prodotto non è indicato per registrazioni musicali, per le quali vi suggeriamo di optare per modelli di qualità più alta. 

 

Pro

Economico: Se volete risparmiare, senza rinunciare a una buona qualità costruttiva allora questo è il filtro antipop che fa per voi.

Versatile: Si può usare per diverse attività, indicato soprattutto per le videoconferenze, la creazione di video su Youtube e lo streaming.

Resistente: Sebbene sia venduto ad un prezzo ridotto, il filtro Jeemak si rivela comunque molto solido e durevole nel tempo.

Regolabile: Potete sistemare il braccio a collo d’oca come preferite. 

 

Contro

Musica: Non è proprio il filtro antipop più indicato se volete registrare la voce o altri strumenti in uno studio con una buona precisione. 

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4. Yotto – Filtro antipop in schiuma 

 

Il modello Yotto si aggiudica un posto tra i migliori filtri antipop del 2021 per il suo ottimo compromesso tra prezzo e qualità. Riesce a ridurre notevolmente il suono prodotto dalle consonanti S, P e B che può rendere la propria voce meno chiara per l’interlocutore o durante le registrazioni di video e lo streaming. 

Lo strato doppio è sufficiente per queste attività, ma si rivela meno adatto alla registrazione del cantato, per il quale è necessario puntare su modelli più costosi. I materiali del filtro sono molto solidi, così come quelli del braccio regolabile che si rivela solido e durevole nel tempo. 

Potrete usare il filtro antipop con qualsiasi microfono o asta, quindi non dovrete preoccuparvi di eventuali problemi di compatibilità. In generale si tratta di un prodotto di buon livello e che potrete acquistare nuovo cliccando sul link del negozio online qui di seguito. 

 

Pro

Efficiente: Si rivela ottimo per rendere più chiara la voce durante le videoconferenze, lo streaming, il gaming e la registrazione di video per Youtube.

Resistente: Il prodotto si rivela molto solido e in grado di durare nel tempo anche se ne fate un utilizzo intensivo.

Regolabile: Il braccio a collo d’oca vi consente di sistemare il filtro in diverse posizioni, in modo da utilizzarlo da seduti o in piedi. 

 

Contro

Musica: Il filtro a due strati si rivela poco adatto alla registrazione della voce per le produzioni musicali, per la quale è necessario un prodotto di qualità più alta e ovviamente più costoso.

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5. Scobuty – Pop Filter Microfono Antipop 

 

Il modello di Scobuty è una soluzione ideale se non sapete quale filtro antipop comprare e state cercando un modello in grado di ridurre notevolmente i rumori di sottofondo. Si rivela molto utile per catturare la voce tenendo a bada i suoni esterni che potrebbero rovinare le registrazioni, ottimo quindi per esercitarsi nel cantato, per la produzione di vlog e per lo streaming. 

Allo stesso modo potrete usarlo per le vostre videoconferenze, esami o colloqui online in modo da rendere la vostra voce più chiara per l’interlocutore. Per quanto riguarda i materiali, siamo su buoni livelli, con un telaio rinforzato che permette al filtro di durare a lungo nel tempo anche se ne fate un uso intensivo. Non manca il braccio flessibile che vi consente di regolare il filtro a piacimento, inoltre potrete montarlo facilmente su qualsiasi tipo di asta o microfono.

 

Pro

Filtro rumore: Ottimo per tenere a bada i suoni di sottofondo che possono rovinare la registrazione o disturbare durante una conversazione.

Versatile: Potrete usarlo per registrazioni domestiche, videoconferenze, colloqui, esami, nonché per il gaming e lo streaming.

Resistente: Il telaio rinforzato vi permette di usare il prodotto a lungo senza rovinarlo.

Regolabile: Potrete sistemare il filtro in qualsiasi posizione grazie al pratico braccio a collo d’oca.

 

Contro

Non professionale: Sebbene si possa usare per registrare il cantato, il filtro non è ideale per registrazioni professionali di brani. 

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6. Knox Gear Pop Filtro per Microfoni Yeti

 

I microfoni Blue Yeti hanno acquisito una notevole popolarità negli ultimi anni, specialmente grazie alla popolarità di Youtube e del numero sempre crescente di giovani appassionati vlogger. Se possedete questo tipo di microfono o volete fare un bel regalo, allora potete puntare sul filtro Knox per migliorare ulteriormente la qualità della voce registrata o in diretta. 

Il modello ha un morsetto con aggancio ideale per questi microfoni che dispongono di una base diversa rispetto agli altri. Grazie al design piatto del morsetto potrete facilmente applicarlo al microfono e avvalervi del filtro per eliminare i rumori di sottofondo e ridurre i suoni prodotti dalla B e dalla P. 

Il braccio regolabile consente di sistemare il filtro in modo ottimale. Se non sapete dove acquistare il prodotto nuovo, potete cliccare sul link del negozio online che troverete subito dopo la nostra consueta tabella di comparazione tra pro e contro.

 

Pro

Pratico: Si adatta ai microfoni di tipo Blue Yeti grazie al suo morsetto piatto che vi consente di applicarlo alla base senza difficoltà.

Resistente: I materiali si rivelano solidi e durevoli nel tempo, quindi potrete usare a lungo il filtro senza preoccuparvi di rovinarlo.

Regolabile: Come gli altri prodotti analoghi, anche questo per Blue Yeti dispone di un comodo braccio a collo d’oca.

Qualità: Ottimo per la riduzione del rumore di sottofondo e delle plosive prodotte dalle consonanti P e B. 

 

Contro

Prezzo: Più costoso rispetto ad altri modelli ‘entry level’, consigliato solo ed esclusivamente se possedete un microfono Blue Yeti.

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7. Neewer NW (B-3) Filtro antipop da studio

 

Il modello Neewer viene venduto ad un buon prezzo, quindi si rivela una buona soluzione se volete risparmiare. Il filtro a doppio strato è ideale per un uso amatoriale o domestico, specialmente per videoconferenze, video in streaming e la registrazione della voce. 

Utilizzandolo potrete rendere la vostra voce più chiara per l’interlocutore, in quanto ridurrà i rumori di sottofondo e quelli prodotti dalle consonanti plosive e sibilanti. Per quanto riguarda la produzione musicale, il microfono può andare bene per l’home recording, ma non aspettatevi risultati professionali per i quali è necessario spendere una cifra ben più alta. 

Apprezzabile il braccio regolabile a collo d’oca che vi permette di direzionare e posizionare il filtro a piacimento. Questo si rivela molto sensibile, quindi dovrete fare attenzione a non toccarlo mentre parlate o cantate, in quanto tende a spostarsi con grande facilità. 

 

Pro

Compatibile: Potrete usarlo con moltissimi microfoni semplicemente applicando il morsetto all’asta in poche mosse.

Versatile: Ottimo per rendere la voce più chiara in registrazioni amatoriali, streaming video e videoconferenze.

Economico: Il prezzo di vendita conveniente vi permette di acquistare il prodotto senza spendere troppo. 

 

Contro

Non professionale: Non è adatto a registrazioni professionali come il voice over e quelle musicali.

Poco stabile: Il braccio regolabile è decisamente troppo leggero, quindi basta toccarlo per muoverlo, cosa che vi costringe a fare attenzione mentre registrate in modo da non spostarlo. 

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8. Aokeo Filtro antipop a tre strati per microfono

 

Un filtro antipop dalla forma particolare che si rivela adatto per microfoni verticali come il Blue Yeti o quelli per la radio. Una soluzione ideale se volete ridurre i suoni prodotti dalle consonanti plosive e dai rumori di sottofondo, questo modello di Aokeo colpisce per il suo prezzo davvero conveniente, sebbene a livello di qualità non regge il confronto con altri modelli venduti online. 

I materiali in plastica non promettono molto bene in quanto a durata nel tempo, inoltre manca il braccio regolabile. Questo sarebbe tornato molto utile per poter sistemare il filtro in modo più preciso. Tutto sommato il prodotto fa il suo lavoro, sebbene si possa utilizzare solo in ambito domestico per videoconferenze, video streaming e registrazioni amatoriali. 

Vi avvisiamo inoltre che il prodotto è compatibile solo con determinati microfoni, quindi vi consigliamo di leggere attentamente la lista che potrete trovare sulla pagina del prodotto, cliccando sul link sottostante.

 

Pro

Prezzo: Una buona soluzione se non volete spendere molto per un filtro antipop da usare con il vostro microfono verticale.

Compatibilità: Ottimo per diversi microfoni come il Samson Meteor, il Blue Yeti e il Rode NT1A. Potete leggere la lista completa sulla pagina del prodotto.

Versatile: Riduce suoni e rumori per rendere la voce più chiara nelle registrazioni e nelle videochiamate.

 

Contro

Non professionale: Si tratta di un filtro antipop per uso amatoriale, quindi non aspettatevi una riduzione del rumore di alto livello.

Materiali: Realizzato in plastica, il prodotto non si rivela molto resistente ad un utilizzo intensivo. 

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Come scegliere un buon filtro antipop 

 

Dopo aver visto le varie offerte e letto le nostre opinioni a riguardo, potreste avere ancora qualche dubbio su come scegliere un buon filtro antipop. In effetti sul mercato ci sono davvero tanti modelli simili tra di loro, per questo non è facile orientarsi e comprare quello giusto per le proprie esigenze. In questa sezione della nostra pagina dedicata a questo articolo proveremo a fare qualche delucidazione sulle caratteristiche principali di cui tenere conto. 

Prima di tutto è bene tenere conto delle proprie esigenze, in quanto non sempre il filtro antipop più costoso si rivela il migliore. Il nostro consiglio principale è sempre quello di puntare su un modello con un buon rapporto qualità-prezzo, specialmente se siete alle prime armi e volete fare un uso amatoriale del prodotto. In generale è bene tenere in considerazione i materiali, la compatibilità e la versatilità.

Materiali

I filtri antipop sono composti di tre elementi principali: il filtro stesso, costruito con una specie di retina a doppio strato, il braccio regolabile e il morsetto. Il primo elemento si occupa di ridurre i rumori di sottofondo e quelli prodotti dalle consonanti plosive e sibilanti. Il secondo non è presente in tutti i modelli, in generale però viene ampiamente utilizzato in quanto vi permette di regolare e sistemare il filtro a piacimento per poter usare il microfono in piedi e da seduti. Il terzo elemento, il morsetto, consente di applicare facilmente il braccio regolabile all’asta del microfono. 

Braccio e morsetto sono solitamente costruiti in acciaio, con un telaio rinforzato in grado di resistere agli urti e le cadute. I migliori filtri antipop sono estremamente stabili, quindi una volta sistemati non si sposteranno. Nei prodotti ‘entry level’ il braccio regolabile tende a essere un filo sensibile al tocco, quindi dovrete stare attenti a non muoverlo specialmente mentre registrate. 

 

Compatibilità

Non tutti i filtri antipop sono uguali, infatti vi sono modelli adatti a determinate tipologie di microfono. In generale la maggior parte di quelli venduti online e nei negozi sono universali, quindi si possono applicare all’asta dei microfoni senza alcun problema. I microfoni verticali (come i Blue Yeti) con base invece necessitano di filtri antipop particolari con un morsetto piatto, quindi se possedete questa tipologia di microfono vi consigliamo di dare un’occhiata a questa caratteristica prima dell’acquisto. 

Potete trovare anche dei filtri senza braccio meccanico, da applicare direttamente al microfono verticale e in grado di avvolgerlo, sebbene questi modelli non siano proprio i più indicati in quanto non è possibile regolarne la distanza e la posizione. Ad ogni modo vi consigliamo di leggere attentamente le specifiche sulla scheda del prodotto, specialmente se vengono riportate determinate marche di microfoni con le quali il filtro può essere utilizzato correttamente.

 

Versatilità

La maggior parte dei filtri antipop ‘entry level’ si adattano a diversi scopi. In generale però quelli meno costosi sono consigliati per le videochiamate, tornano infatti molto utili per le conferenze o i colloqui di lavoro online, così come per gli esami e per le lezioni. Nulla vieta di usare un prodotto poco costoso per lo streaming o la registrazione della voce, sebbene per ottenere risultati più professionali è necessario spendere decisamente di più. 

Per registrare musica infatti è consigliabile optare per un filtro a quattro strati che può ridurre al massimo i rumori di sottofondo, così come quelli prodotti dalle consonanti plosive e sibilanti. I filtri antipop adibiti alla produzione musicale si possono usare anche per registrare strumenti come la chitarra classica o l’acustica, tornano infatti molto utili per ridurre i rumori di sottofondo e ottenere un suono più chiaro e cristallino. Ovviamente se non avete particolari necessità potete comunque usare un filtro antipop economico per l’home recording, solo non aspettatevi risultati eccezionali. 

Montaggio

I filtri antipop sono davvero facili da applicare, specialmente quelli con il morsetto. Non dovrete fare altro che allentare il morsetto usando l’apposita vite e sistemarlo sul punto dell’asta che preferite. Solitamente è meglio metterlo quanto più vicino al microfono, in quanto il braccio regolabile deve arrivare a coprirlo in modo preciso. Una volta trovato il punto giusto potete stringere il morsetto fino a quando il filtro antipop non rimane stabile. In seguito potete regolare il braccio a piacimento, in modo da trovare la giusta posizione. 

 

 

 

A cosa serve il filtro antipop

 

Fondamentalmente questo articolo svolge due compiti: il primo è puramente igienico in quanto protegge il microfono dalla saliva, il secondo invece è di carattere tecnico. Il filtro antipop infatti permette di registrare la voce o di parlare in diretta con più chiarezza, grazie ad una riduzione dei rumori esterni garantita dai due o più strati appositi.

Oltre ai rumori, il filtro è in grado di ridurre i cosiddetti suoni plosivi e sibilanti prodotti dalle consonanti P, B, S e in alcuni casi anche della Z. Questi suoni possono creare delle distorsioni che possono inficiare la qualità della voce catturata dal microfono. Non a caso il filtro antipop viene usato negli studi professionali di doppiaggio o per il voiceover, così come negli studi musicali. 

A livello amatoriale il filtro antipop ha acquisito una grande popolarità, dovuta all’utilizzo di piattaforme come Youtube e Twitch da parte dei giovani streamer e vlogger che vogliono rendere la loro voce più chiara sia nelle registrazioni, sia quando parlano in diretta con gli spettatori. Un prodotto di questo tipo è indispensabile quindi per la produzione video o musicale, ma, per esempio, può risultare superfluo per delle videochiamate informali. 

Per quelle di lavoro, per i colloqui o per le lezioni online invece può tornare molto utile in quanto più la voce si sente bene e più il vostro ascoltatore potrà udirvi con chiarezza. Spesso quando si parla a distanza basta una piccola incomprensione a cambiare l’umore di chi ci ascolta, specialmente quando si affrontano esami o colloqui dove è importante fare una buona impressione. 

Come sistemare correttamente il filtro anti pop

I filtri antipop con braccio regolabile richiedono un minimo di ‘configurazione’ da parte dell’utente per poter essere usati correttamente. Prima di tutto dovete considerare la posizione del microfono rispetto a voi. Se parlate o cantate da seduti, potete sistemare il braccio snodabile facendolo curvare dall’alto in modo che il filtro copra il microfono senza rischiare di urtarlo con le braccia. 

Al contrario, se usate il microfono in piedi allora vi conviene far curvare il braccio regolabile dal basso, in questo modo il filtro potrà proteggere anche la parte inferiore del microfono e non far passare alcun rumore che potrebbe inficiare la registrazione. 

Tenete conto che spesso il braccio regolabile a collo d’oca dei modelli ‘entry level’ sebbene sia resistente, risulta molto leggero e quindi poco stabile. Per questo dovrete fare un po’ di attenzione quando parlate o registrate in modo da non muoverlo di un centimetro e proteggere il microfono in modo ottimale. 

 

 

 

Domande frequenti

 

Il filtro antipop protegge il microfono dalla saliva?

Sìi, una delle funzioni di questo articolo è proprio quella di tenere lontana la saliva dal microfono. È una questione igienica adottata da molti studi di registrazione professionali in quanto spesso uno stesso microfono viene usato da più persone. La saliva inoltre a lungo andare può rovinare la qualità del microfono, per questo il filtro antipop permette anche di allungare la vita dello strumento. Ricordatevi però di pulire il filtro di tanto in tanto usando un panno asciutto. 

Si può usare il filtro antipop per cantare dal vivo?

Solitamente i cantanti preferiscono non utilizzare il filtro antipop per le prove o i concerti. Prima di tutto perché può ostacolare la performance, cadere a terra o appesantire l’asta del microfono e in secondo luogo perché il filtro è praticamente inutilizzabile nel caso si preferisce cantare tenendo il microfono in mano. Nel campo musicale si tratta di un articolo usato prevalentemente per le registrazioni.

 

Il filtro antipop può coprire i rumori del traffico?

Dipende molto da quanto forti sono questi rumori. Chiaramente per registrare la voce è meglio stare in un ambiente insonorizzato, quindi se vivete su una strada affollata è bene tenere chiuse le finestre. In questo modo con un filtro antipop dovreste riuscire a tenere lontano il suono di clacson o di motori, sebbene il risultato finale dipende dagli strati del filtro. Due strati possono rivelarsi insufficienti se il rumore è troppo forte, in questo caso è meglio spendere qualcosa in più e puntare su un prodotto da quattro strati. 

 

È difficile montare il filtro antipop?

No, si tratta di un procedimento molto semplice. Basta utilizzare il morsetto apposito per applicarlo all’asta del microfono o alla base. Questo può variare a seconda della tipologia di filtro e di microfono, ma in generale vi basterà stringere con fermezza il filtro in modo da non farlo muovere, in modo da poterlo mantenere stabile mentre parlate o cantate al microfono. Potete allentare il morsetto per spostare il filtro sull’asta, oppure rimuoverlo nel caso vogliate riporlo. 

 

Dove acquistare il filtro antipop? 

Potete trovare i filtri antipop per microfono in qualsiasi negozio di musica che abbia una sezione dedicata alla voce. In alternativa, vista la popolarità di questi prodotti potete provare a cercare in un negozio di elettronica che vende microfoni verticali USB. Un’altra soluzione è comprare online, in modo da approfittare delle diverse offerte e avere una vasta possibilità di scelta tra modelli prodotti da diverse marche. 

Quanto costa un filtro antipop?

I filtri antipop non sono articoli particolarmente costosi, specialmente se si cercano quelli ‘entry level’ adibiti ad un utilizzo amatoriale. Questi possono avere un prezzo che oscilla tra i 10 e i 15 €, quindi abbastanza conveniente. I prodotti professionali più costosi hanno prezzi ben più alti che possono arrivare fino a 100 €, mentre quelli di fascia media si attestano su un costo di più o meno 50 €. In generale se non avete particolari esigenze non vi conviene spendere troppo e puntare su un modello economico. 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Hallelujah è uno dei brani più famosi del cantautore canadese Leonard Cohen. Scopriamo di più sulla canzone e sul suo testo. 

 

Now I’ve heard there was a secret chord

That David played, and it pleased the Lord

But you don’t really care for music, do you?

It goes like this, the fourth, the fifth

The minor falls, the major lifts

The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Your faith was strong but you needed proof

You saw her bathing on the roof

Her beauty and the moonlight overthrew her

She tied you to a kitchen chair

She broke your throne, and she cut your hair

And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Well, maybe there’s a God above

As for me all I’ve ever learned from love

Is how to shoot somebody who outdrew you

But it’s not a crime that you’re here tonight

It’s not some pilgrim who claims to have seen the Light

No, it’s a cold and it’s a very broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Instrumental

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Well people I’ve been here before

I know this room and I’ve walked this floor

You see I used to live alone before I knew ya

And I’ve seen your flag on the marble arch

But listen love, love is not some kind of victory march, no

It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

There was a time you let me know

What’s really going on below

But now you never show it to me, do you?

And I remember when I moved in you

And the holy dove she was moving too

And every single breath we drew was Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Now I’ve done my best, I know it wasn’t much

I couldn’t feel, so I tried to touch

I’ve told the truth, I didn’t come here to London just to fool you

And even though it all went wrong

I’ll stand right here before the Lord of song

With nothing, nothing on my tongue but Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah

Hallelujah

Presente nell’album Various Positions uscito nel 1984, Hallelujah è probabilmente la canzone più famosa di Leonard Cohen. Anche chi non conosce la discografia del cantautore canadese avrà ascoltato più volte il brano, in quanto è stato riproposto in versione cover da diversi artisti, come ad esempio Jeff Buckley.  

La canzone ha le caratteristiche di un gospel con un tempo in 6/8 che Leonard Cohen scelse per dare una cadenza particolare al ritmo e renderlo molto simile ad un valzer o ad un lento. La tonalità in DO maggiore usata per gli accordi di Halleujah segue una progressione semplice e lineare, ma decisamente efficace. L’incedere riflessivo della parte strumentale si unisce alla voce di un ispiratissimo Leonard Cohen che accompagna l’ascoltatore in una sorta di struggente preghiera. Per la registrazione della traccia vocale fu usato un microfono con filtro antipop.

Per Cohen questa però non fu una canzone facile, infatti ci mise diversi anni a scriverla, scegliendo tra quasi una centinaia di strofe ispirate all’Antico Testamento e ad alcune esperienze di vita. Il testo finale infatti è un perfetto connubio tra il sacro e il profano, non troppo distante dalla produzione e dalle idee di Cohen che ha sempre avuto un rapporto particolare con la religione, abbracciando anche il Buddhismo nel 1990. Fu lo stesso Cohen a raccontare a Bob Dylan di aver impiegato due anni per la stesura del testo, per poi dichiarare in seguito di avergli mentito: per scrivere Hallelujah impiegò molto più tempo. 

Nonostante la parola alleluia (lodate il Signore) venga usata per esprimere una gioia mistica e religiosa, nel testo di Cohen assume connotati più terreni, infatti fu proprio l’autore a dichiarare che possono esistere diversi tipi di alleluia. L’alleluia sacra e l’alleluia spezzata della redenzione o della gioia terrena (the holy or the broken alleluja) convivono nel testo di Cohen e sono ugualmente importanti.

Nel 1988 Leonard Cohen decise di incidere nuovamente il brano dal vivo, per poi pubblicarlo nell’album Cohen Live solo nel 1994. Questa versione molto più terrena presenta strofe legate alla sfera sessuale e dell’amore. Questa versione fu quella ripresa dal giovane e compianto cantautore Jeff Buckley che si concentrò proprio sulla parte del testo ispirata dall’amore. 

Per quanto riguarda i riferimenti biblici nel testo di hallelujah, troviamo la storia di Davide di Israele e della sua arpa suonata per scacciare uno spirito malvagio. In Hallelujah viene narrata anche la relazione tra Davide e Betsabea, un episodio che nel testo si ricollega alla volontà di Cohen di mostrare anche il lato più terreno della religiosità. Nel brano viene riportato l’episodio di Dalila e Sansone, quando la donna rivelò ai Filistei l’origine della forza dell’uomo: i suoi capelli che furono poi tagliati. 

I testi dei brani di Cohen sono caratterizzati in generale da una profonda tristezza, i temi affrontati come l’amore perduto e la depressione sono ricorrenti. In un altro brano intitolato Famous Blue Raincoat il cantante scrive una lettera al suo migliore amico che gli ha portato via la donna amata, senza però mostrare alcun rancore.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Believer è una dei numerosi singoli di successo della band statunitense Imagine Dragons, scopriamo di più sul suo testo.

 

First things first

I′ma say all the words inside my head

I’m fired up, and tired of the way that things have been, oh-ooh

The way that things have been, oh-ooh

Second thing second

Don′t you tell me what you think that I can be

I’m the one at the sail, I’m the master of my sea, oh-ooh

The master of my sea, oh-ooh

I was broken from a young age

Taking my sulking to the masses

Writing my poems for the few

That look at me, took to me, shook to me, feeling me

Singing from heartache from the pain

Taking my message from the veins

Speaking my lesson from the brain

Seeing the beauty through the…

Pain

You made me a, you made me a believer, believer

Pain

You break me down, you build me up, believer, believer

Pain

Oh, let the bullets fly, oh, let them rain

My life, my love, my drive it came from…

Pain

You made me a, you made me a believer, believer

Third things third

Send a prayer to the ones up above

All the hate that you′ve heard

Has turned your spirit to a dove, oh-ooh

Your spirit up above, oh-ooh

I was choking in the crowd

Building my rain up in the cloud

Falling like ashes to the ground

Hoping my feelings, they would drown

But they never did, ever lived, ebbing and flowing

Inhibited, limited, ′til it broke open and it rained down

It rained down like…

Pain

You made me a, you made me a believer, believer

Pain

You break me down, you build me up, believer, believer

Pain

Oh, let the bullets fly, oh, let them rain

My life, my love, my drive it came from…

Pain

You made me a, you made me a believer, believer

Last things last

By the grace of the fire and the flames

You’re the face of the future, the blood in my veins, oh-ooh

The blood in my veins, oh-ooh

But they never did, ever lived, ebbing and flowing

Inhibited, limited, ′til it broke open, and it rained down

It rained down like…

Pain

You made me a, you made me a believer, believer

Pain

You break me down, you build me up, believer, believer

Pain

Oh, let the bullets fly, oh, let them rain

My life, my love, my drive it came from…

Pain

You made me a, you made me a believer, believer

Gli Imagine Dragons sono una band pop rock che negli ultimi anni ha goduto di un successo strepitoso sia negli Stati Uniti sia all’estero. Il loro stile musicale racchiude la modernità ricercata dagli ascoltatori più giovani, con un Neo Soul mescolato al rock e all’elettronica. Il motivo del loro successo deriva anche dall’abilità del cantante Dan Reynolds nello scrivere e nell’interpretare i testi. 

Nello specifico, il brano Believer è particolarmente legato a un’esperienza di vita di Reynolds, ovvero la sua battaglia con la spondilite anchilosante, una forma di artrite molto aggressiva che può provocare forti dolori e cifosi. Oltre alla condizione fisica debilitante, il testo di Believer è stato ispirato anche da altri periodi difficili e i relativi stati d’animo affrontati dal cantante. Believer però è una canzone carica di positività, un invito a prendere tutto il dolore per trasformarlo in positività per andare avanti nonostante tutte le difficoltà della vita. Avendo dovuto affrontare anche la depressione, Reynolds si batte spesso per far capire alla società che questa malattia non è da stigmatizzare, bensì da curare con l’aiuto di un professionista, senza provare alcuna vergogna. La traduzione di Believer d’altronde è ‘credente’, quindi un invito a credere in sé stessi. 

Believer degli Imagine Dragons ha raggiunto la vetta delle classifiche negli Stati Uniti, diventando il terzo singolo della band più famoso dopo Radioactive e Demons. Il successo di Believer non è rimasto confinato in patria, infatti come tutti i singoli degli Imagine Dragons, anche questo ha riscosso notevole popolarità in Europa. 

A livello compositivo, Believer è una canzone non troppo complessa, scritta su un tempo di 125 bpm e usando il SIb come chiave. La struttura del brano non si discosta dallo stile diretto degli Imagine Dragons e come Radioactive, presenta una produzione roboante, caratterizzata da suoni cristallini e potenti. D’altronde gli Imagine Dragons sono legati ad un certo tipo di rock, chiamato anche Arena Rock, uno stile che prevede la composizione di alcuni brani proprio per l’esecuzione dal vivo di fronte a grandi folle di spettatori. Per la registrazione della voce è stato usato il filtro antipop per il microfono, in modo da eliminare i rumori superflui. 

Sebbene gli Imagine Dragons siano una band relativamente giovane, il video di Believer vede come co-protagonista una figura legata agli anni ‘80, ovvero il mitico Dolph Lundgren. Nel videoclip, l’attore svedese si rimette i guantoni come in Rocky IV, magari con qualche ruga in più ma sempre convincente come nel ruolo del tremendo Ivan Drago. Nel video Dolph Lundgren combatte contro lo stesso Reynolds, rappresentando probabilmente le varie difficoltà della vita e la costante lotta che ognuno di noi deve affrontare per poter andare avanti. Le scene di combattimento si intrecciano con quelle di un bambino (probabilmente Reynolds da giovane) che disegna su un foglio. Il disegno si rivelerà essere il simbolo tatuato sul petto del cantante, un tatuaggio che significa ‘evoluzione’.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Someone you loved è uno dei brani ‘neo soul’ più conosciuti e ascoltati, scopriamo di più sul suo testo e sull’artista Lewis Capaldi.

 

I’m going under and this time I fear there’s no one to save me

This all or nothing really got a way of driving me crazy

I need somebody to heal

Somebody to know

Somebody to have

Somebody to hold

It’s easy to say

But it’s never the same

I guess I kinda liked the way you numbed all the pain

Now the day bleeds

Into nightfall

And you’re not here

To get me through it all

I let my guard down

And then you pulled the rug

I was getting kinda used to being someone you loved

I’m going under and this time I fear there’s no one to turn to

This all or nothing way of loving got me sleeping without you

Now, I need somebody to know

Somebody to heal

Somebody to have

Just to know how it feels

It’s easy to say but it’s never the same

I guess I kinda liked the way you helped me escape

Now the day bleeds

Into nightfall

And you’re not here

To get me through it all

I let my guard down

And then you pulled the rug

I was getting kinda used to being someone you loved

And I tend to close my eyes when it hurts sometimes

I fall into your arms

I’ll be safe in your sound ’til I come back around

For now the day bleeds

Into nightfall

And you’re not here

To get me through it all

I let my guard down

And then you pulled the rug

I was getting kinda used to being someone you loved

But now the day bleeds

Into nightfall

And you’re not here

To get me through it all

I let my guard down

And then you pulled the rug

I was getting kinda used to being someone you loved

I let my guard down

And then you pulled the rug

I was getting kinda used to being someone you loved

Il testo di Someone you loved di Lewis Capaldi (non Louis Capaldi come viene erroneamente chiamato) parla abbastanza chiaro: l’artista si strugge d’amore per una storia finita all’improvviso, probabilmente per una decisione del partner. Il brano è stato un grande successo, al punto da diventare Disco d’Oro nel Regno Unito e approdare subito nelle radio e nelle playlist di tutto il mondo. 

Someone you loved è un brano inquadrabile nel genere Neo Soul, un filone partito con la cantante Adele caratterizzato da semplici melodie create con chitarra o pianoforte, dove la voce è assoluta protagonista. Lo stile vocale degli artisti Neo Soul si avvicina al cantato R&B, ma tenendosi su tonalità più basse e avvolgenti. La canzone di Lewis Capaldi inoltre esagera nella ripetizione del ritornello, con un crescendo armonico che entra in testa ed è stato probabilmente il motivo del successo del singolo. Nonostante il brano sia molto intimo, la produzione della traccia risulta comunque cristallina, con microfono e filtro antipop

Il cantautore si trova spaesato, come se fosse stato lasciato da un momento all’altro, senza alcun preavviso o sentore che le cose stavano andando male con la sua amata. Il tappeto tirato da sotto i piedi (pulled the rug) lo ha lasciato cadere in un vuoto straniante, dal quale sa che si riprenderà, ma per il momento gli aspetta solo una gran sofferenza. La traduzione di Someone you loved è ‘qualcuno che amavi’, una frase indirizzata alla persona che ha lasciato il cantautore. 

I videoclip

Per Someone you loved di Lewis Capaldi sono stati realizzati due video: il primo si rifà effettivamente al testo e vede il protagonista completamente disorientato dalla separazione, con vari amici o membri della comunità del paese che cercano in qualche modo di tirargli su il morale. Il secondo video invece è stato realizzato per sensibilizzare le persone alla donazione degli organi. Infatti in questa clip troviamo la storia di un uomo anziano (interpretato dall’attore e parente Peter Capaldi, famoso per il Doctor Who) che ha perso la moglie, la quale ha deciso di donare il cuore. Al termine del video l’uomo incontra la giovane madre salvata dalla donazione e la sua famiglia, con un finale triste, ma comunque positivo. 

Lewis Capaldi, classe 1996, ha visto la sua carriera musicale esplodere ancora prima di raggiungere i diciotto anni di età. Proveniente dalla Scozia e di origini italiane, Capaldi ha cominciato la sua gavetta suonando per locali sin da quando aveva nove anni, per poi venire scoperto a 17 anni grazie ad un brano caricato sul sito Soundcloud. 

Possiamo definire questo artista un vero e proprio figlio della nuova generazione musicale, promossa attraverso i singoli e premiata per gli ascolti tramite Spotify o altre piattaforme di streaming. Emblematico il fatto che Lewis Capaldi abbia riempito arene e palazzetti ancora prima che il suo album di debutto uscisse nel 2019. Il disco intitolato Divinely Uninspired to a Hellish Intent Loved include la traccia Someone you loved e ha avuto un buon successo, sebbene dopo la sua pubblicazione l’artista sembra essersi preso una pausa, probabilmente anche a causa della pandemia che ha fermato le attività concertistiche.