Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Questo dispositivo mette a disposizione dell’utente una gran varietà di strumenti che permettono non solo di registrare un brano ma anche di modificarlo e correggere eventuali errori.

 

Con il suo avvento il sequencer ha avuto un impatto non indifferente sulla musica e sono stato oggetto di uno sviluppo non da poco, basti pensare che inizialmente si parlava solo di sequencer hardware, poi cos’è accaduto? 

C’è stato lo sviluppo del protocollo MIDI negli anni ‘80 ma anche quello dei computer che sono diventate macchine sempre più potenti e dalle dimensioni contenute, condizioni che indubbiamente hanno favorito l’avvento dei sequencer logici. In questo campo la tecnologia ha fatto grandi passi in avanti e a scadenza regolare abbiamo nuove versioni dei software sequencer che permettono a tutti o quasi di fare musica, vediamo come.

 

Cosa fa il sequencer 

Diamo una versione sintetica di cosa fa un sequencer economico. Gestisce altezza e durata della nota, la forza con la quale è suonata, l’articolazione e molto altro. Tutto ciò com’è possibile? Attraverso il protocollo MIDI. Per riprodurre un brano MIDI interviene il cosiddetto virtual instrument o il synth. 

Qui c’è un discorso di qualità, di fedeltà di riproduzione. Non è il sequencer che determina la qualità del suono ma gli strumenti virtuali che possono essere sintetici o campionati, quindi registrazioni di note suonate da veri strumenti piuttosto che da synth. Quindi, per chiarire, non spetta al sequencer la produzione dei suoni perché si limita a dare informazioni sulla durata delle note.

 

Strumenti virtuali per tutti

C’è una gran quantità di library per strumenti virtuali, ci sono quelli dedicati alle orchestre, utilissime per chi si cimenta nella creazione di colonne sonore per il cinema, quelle dedicate al jazz, al pop e così via. Va da sé che una buona library costa tanto sia per chi la produce sia per chi la compra.

La composizione del brano

Con il sequencer ci sono due modi per comporre un brano, nota per nota oppure suonando uno strumento collegato al computer. Vediamo come si fa. L’utente si trova davanti il piano-roll. La schermata del monitor è divisa in due parti. Sulla sinistra notate una tastiera virtuale ma non in posizione orizzontale, bensì verticale. A destra c’è una griglia che occupa la quasi totalità dello schermo, al suo interno si inseriscono le note. In corrispondenza di ogni tasto della tastiera c’è una riga sulla griglia. 

Ora, se si vuole inserire una nota, bisogna selezionare lo strumento matita e andare a “disegnare” (si fa per dire) una barra, questa deve essere in corrispondenza della nota di cui si ha bisogno. La durata della nota è determinata dalla lunghezza della barra. È sempre possibile intervenire modificando la durata della nota allungando o accorciando la barra, cambiare l’altezza trascinando la barra in alto o in basso, aumentare o diminuire il volume e inserire gli effetti.

Passiamo al secondo modo di composizione. Molti utilizzano la tastiera MIDI ma ci si può servire di qualsiasi strumento che possa essere collegato al computer. Lo strumento, che sia la tastiera, la chitarra, la batteria o altro, suona la nota che poi è inviata al sequencer in formato MIDI. 

Cosa si vede sul computer? Nè più nè meno che le note suonate riportate sotto forma di barre sulla griglia. Magari siete bravi e il brano è perfetto così com’è oppure avete commesso degli errori, avete suonato una nota sbagliata, o avete l’esigenza di modificare qualcosa, è possibile? Certo che sì. Potete intervenire manualmente come abbiamo spiegato in precedenza quindi aggiungere o togliere delle note, modificarne lunghezza, volume, aggiungere effetti ecc.

 

L’editing

Un brano può essere editato, vediamo come si fa. In precedenza abbiamo detto che si può modificare la forza con la quale la nota è premuta. Per fare ciò bisogna intervenire sul parametro Velocity che può assumere un valore da 0 a 127. Generalmente si usa un codice a colori che aiuta a capire se la velocity è alta, bassa media. 

In generale il colore blu indica un valore basso, viola vuol dire che la forza è media e rosso quando la velocity è massima. Come per un file di testo, anche qui si possono usare le funzioni di taglia, copia e incolla. Ciò può essere fatto con una singola nota oppure con un gruppo di note.

La quantizzazione

La quantizzazione è di grande utilità perché con la sua azione rende un brano ritmicamente preciso attraverso la correzione delle note che sono in anticipo oppure in ritardo.

 

Il loop

Il loop permette di ascoltare un segmento di traccia (o anche interamente) in riproduzione continua. Una funzione comoda perché in questo modo potete incidere una traccia e utilizzarla il tempo che vi serve. Pensiamo a una sequenza di accordi da usare per tutta la durata del brano, basta suonarla una sola volta e poi mandarla in loop per tutta la canzone.

 

 

 

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