Ultimo aggiornamento: 26.11.20

 

Sembra una calcolatrice ma serve a fare musica elettronica. Andiamo alla scoperta di questo particolare synth realizzato da Teenage Engineering.

 

Di tanto in tanto saltano fuori nuovi strumenti, almeno nella forma e nelle dimensioni. Per esempio, a quanti di voi piacerebbe mettere in tasca il miglior sintetizzatore, andarsene in giro e tirarlo fuori all’occorrenza perché magari si è colti da improvvisa ispirazione? Chissà quante potenziali hit sono andate perse proprio perché non si aveva lo strumento a portata di mano. Pazienza. 

A ogni modo le cose sono cambiante e s vi piace la musica elettronica, potreste riuscire a comporre un pezzo EDM mentre siete sull’autobus, magari ispirati dal traffico, dalle porte che si aprono e chiudono o da qualsiasi altra cosa. Ma lasciamo perdere questi ipotetici e bizzarri scenari per lasciare spazio al protagonista del nostro articolo: il Pocket Operator che c’è addirittura chi gli ha attribuito il merito di aver cambiato la musica elettronica, noi però, non ci spingiamo a tanto.

 

Di cosa stiamo parlando

Wow un articolo sui Pocket Operator! Ma di cosa stiamo parlando? Comprendiamo che a molti il nome possa dire ben poco pertanto diamo una doverosa spiegazione a chi ha meno dimestichezza con il mondo dei sintetizzatori. Non possiamo dire che si tratti di una novità assoluta perché sono in commercio dal 2015. L’idea è venuta agli ingegneri della Teenage Engineering. 

Apriamo un attimo una parentesi su cosa sia un sintetizzatore così che anche il profano abbia gli elementi necessari a capire di cosa stiamo parlando. Il sintetizzatore è uno strumento musicale che genera dei segnali audio. Questi segnali possono imitare strumenti musicali, suoni ed effetti di vario genere. 

Capito cosa fa un sintetizzatore è il momento di capire cos’ha di così particolare un Pocket Operator: è tascabile, sta nel palmo della mano, ricorda una calcolatrice ma non serve per fare moltiplicazioni, divisioni ecc. Presenta 23 tasti, due potenziometri e uno schermo LCD per un design decisamente spartano. Ora, un Pocket Operator da solo non basta a svolgere il lavoro di un sintetizzatore ma soltanto una parte, tanto è vero che al momento esistono nove tipi diversi. 

Considerato che in media questi synth costano sui 60 euro (qualcuno di più, qualcun altro di meno), comprali tutti è una spesa non indifferente. Ad ogni modo i modelli indispensabili sono tre: la drum machine PO-12 Rhythm, il PO-16 Factory per le melodie e il PO-14 Sub per le linee di basso. Questi strumenti possono essere collegati tra loro ma anche con altri synth.

 

Come si usa

Chiaramente il principiante dovrà fare un po’ di pratica per destreggiarsi con disinvoltura tra tanti pulsanti che, lo ricordiamo, sono 23 per synth. L’alimentazione è a batteria. Il synth ha una cassa incorporata ma come potete immaginare non è la soluzione migliore per apprezzare l’audio, meglio se vi servite delle cuffie. Sintetizziamo i passi da fare per cominciare a produrre musica, ad ogni modo se avete difficoltà i trovano un bel po’ di tutorial su YouTube. 

Potete scegliere tra sedici pattern preimpostati oppure crearne uno voi. Potete scegliere tra due modalità: quella detta a griglia e la live. Nel primo caso selezionate un punto del brano dove inserire un suono mentre in modalità live suonate sulla base selezionata. Potete arricchire il tutto con degli effetti. Se il risultato vi piace, potete salvarlo. A proposito c’è spazio per sedici pattern che possono anche essere combinati tra loro.

A chi serve

Il Pocket Operator può essere usato a livello professionale? Sebbene altrove leggerete di sì e che anche i più grandi producer se ne sono immediatamente innamorati, è nostra convinzione che si tratti di uno strumento adatto a un utilizzo amatoriale. È sicuramente comodo da trasportare ma quanto all’uso, i tasti sono davvero piccoli. 

Oltretutto, come già accennato in precedenza, per avere tutti i suoni ed effetti a disposizione, bisognerebbe comprare l’intera serie e comunque per produrre qualcosa di interessante servono almeno i tre modelli di Pocket Operator che abbiamo citato prima. Potete certamente togliervi lo sfizio ma non aspettatevi che il Pocket Operator possa sostituire i synth cui siamo stati abituato fino a oggi.

 

 

 

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