Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Sintetizzatore – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Il mondo dei sintetizzatori è piuttosto vasto nonostante si parli di uno strumento relativamente giovane. Il suo avvento ha certamente rappresentato una rivoluzione nel campo musicale. Proprio perché l’argomento è vasto e anche complicato abbiamo pensato di dedicarvi una guida per aiutare chi è interessato all’acquisto di un synth. Abbiamo avuto modo di esaminare parecchi modelli, qualcuno sicuramente ci sarà sfuggito e chiediamo venia fin da ora ma come detto è un campo abbastanza vasto. Se non siete tipi da preamboli, vi conviene passare immediatamente alla descrizione di questi due modelli: il Moog Sub Phatty è di sicuro interesse per quanti adorano i suoni vintage mentre il Korg Volca Beats consente di fare musica ovunque ci si trovi perché compatto, leggero e alimentabile con batterie.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 8 Migliori Sintetizzatori – Classifica 2020

 

Di seguito trovate la nostra classifica con le relative offerte dei synth più venduti. Grazie alla recensione scritta per ogni strumento selezionato avrete modo di conoscere pregi e difetti. Vi invitiamo a leggere le nostre osservazioni con grande attenzione ma anche di confrontare i prezzi.

 

 

Sintetizzatore Moog

 

1. Moog Sub Phatty

 

Sub Phatty è il nuovo sintetizzatore Moog che fa proprio al caso di chi cerca un sound vintage. La cosa interessante è che il design, invece è moderno. I tasti sono 25, dunque parliamo di una tastiera a due ottave che qualcuno potrebbe ritenere insufficiente, ma qui possono entrare in gioco anche i gusti personali perché abbiamo letto dei commenti nei quali le due ottave non rappresentato un problema e sono ritenute sufficienti.

Le manopole, disposte su un pannello frontale di comodo accesso, sono 31 mentre i selettori sono 13.

Il suono prodotto è ricco di armonici e volendo si può spingere parecchio anche con la distorsione. Crediamo che la definizione di “piccola macchina da guerra” usata da qualcuno calzi proprio a pennello. Soffermiamoci un attimo sulla sezione mixer perché qui troviamo un sub oscillante che ci ha impressionato per l’onda quadra di rinforzo che aggiunge notevole profondità, bassi potenti e spessore.

 

Pro

Sound vintage: Se il vostro intento è recuperare il sound del passato, affidatevi al Moog e siamo certi che non resterete delusi della scelta fatta.

Pannello frontale: Indubbiamente ben concepito, la divisione delle varie sezioni è chiara; manopole e selettori si raggiungono comodamente.

Sub oscillate: Una tra le caratteristiche che più ha raccolto consensi grazie all’onda quadra di rinforzo che dona profondità, spessore e bassi profondi.

 

Contro

Tastiera: Non rappresenta un problema per tutti ma ci pare giusto far presente che la tastiera è di due sole ottave, ossia appena 25 tasti.

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Sintetizzatore analogico

 

2. Korg Volca Beats Sintetizzatore Analogico

 

Qui abbiamo una rhythm machine analogica che ci regala delle buone percussioni unitamente a uno step frequencer molto facile da usare. Grazie al loop frequencer integrato si possono generare frasi musicali, bass line e ritmiche varie. Grazie alla porta MIDI IN si può collegare una tastiera.

Il sintonizzatore analogico Korg Volca Beats può essere suonato praticamente ovunque poiché è compatto e alimentato a batteria che trovate comprese nella confezione. Grazie all’altoparlante integrato potete ascoltare quello che state suonando.

Ciò che invece manca e che ha creato parecchio malcontento, è il cavo di alimentazione il quale va comprato a parte. Critiche sono state mosse alla poca memoria, appena 4 MB, inoltre mancano le istruzioni in italiano. Quanto al prezzo di questo sintetizzatore musicale, lo riteniamo interessante.

 

Pro

Facile da trasportare: Potete usare il Korg Volca Beats praticamente ovunque poiché non solo è piccolo e facile da trasportare ma anche perché può essere alimentato a batteria.

Speaker: La presenza dell’altoparlante integrato vi dà la possibilità di ascoltare e far ascoltare ad amici e parenti ciò che state suonando.

 

Contro

Poca memoria: Gli utenti si sono lamentati per la poca quantità di memoria che è di soli 4 MB, secondo i pareri più diffusi e poca; sarebbero serviti almeno 10 MB.

Manca il cavo di alimentazione: È possibile alimentare il Korg Volca Beats con la corrente elettrica ma per farlo bisogna comprare un cavo di alimentazione in quanto non è presente nella confezione.

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Sintetizzatore digitale

 

3. Novation MiniNova Sintetizzatore Digitale Midi/USB a 37 Tasti

 

Tanta potenza racchiusa in dimensioni compatte per il sintetizzatore digitale MiniNova di Novation. La caratteristica del suo suono lo avvicina ai synth degli anni ’70 senza rinunciare ai vantaggi della nuova tecnologia. La gamma di suoni riproducibili è molto ampia grazie a 3 oscillatori, 2 filtri, 6 inviluppi 3 LFO e 36 wavetable. Tutto ciò si traduce in uno strumento capace di adattarsi ai generi musicali più disparati.

Tra gli effetti una menzione la merita VocalTune che varia l’intonazione della voce al fine di adattarla alla nota suonata sul sintetizzatore, il tutto in tempo reale ovviamente. Servendosi del pulsante Animate si possono applicare fino a un massimo di 8 modulazioni espressive.

Con la modalità Arpeggiate, invece, si possono suonare e programmare le parti ritmiche. Collegando il synth al computer si può gestire con grande semplicità la libreria di patch.

 

Pro

VocalTune: Grazie a questa funzione l’intonazione della voce varia in modo tale da adattarsi perfettamente alla nota suonata in quel dato momento.

Qualità costruttiva: Nel commentare l’acquisto, molti musicisti non hanno mancato di esaltare la qualità costruttiva del sintetizzatore. Anche il prezzo è stato giudicato favorevolmente.

Suono: Certamente la caratteristica più importante per un sintetizzatore come per qualsiasi strumento musicale: in questo caso abbiamo registrato ampia soddisfazione.

 

Contro

Volume cuffie: Probabilmente l’unica cosa che non ha convinto del sintetizzatore in esame è il volume in uscita per le cuffie che è giudicato troppo basso.

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Tastiera sintetizzatore

 

4. AKAI Professional MPK Mini MKII White

 

Siamo al Cospetto di un controller MIDI dunque è necessario un computer per utilizzarlo. Ovvietà a parte la tastiera AKAI è molto compatta e cosa interessante, è in edizione limitata: bella e raffinata la finitura nera. Grazie a questo controller potete comporre la vostra musica e registrarla sfruttando gli strumenti virtuali. I tasti sono 25, sensibili alla velocity con action da sintetizzatore. Il joystick a quattro vie serve per la gestione dinamica di pitch e modulazione.

Troviamo, inoltre, otto pad e otto manopole che completano l’insieme di controlli per la veloce gestione del processo compositivo e produttivo. Va detto che i pad sono giudicati troppo sensibili. Il controller, compatibile con Windows e MAC, si collega mediante cavo USB e non richiede di scaricare drive. Al controller si accompagnano l’Hybrid 3 e il Sonivox Wobble.

Il primo è un synth ad alta definizione in grado di ricreare  i timbri più utilizzati dalla moderna industria musicale ma anche i suoni vintage. Il secondo è un sintetizzatore elettronico virtuale. Tuttavia questi due software sono complicati da installare e in merito le lamentele sono tante. Non soddisfano del tutto i materiali di questa tastiera sintetizzatore, ritenuti troppo cheap.

 

Pro

Compatto: Il controller ha dimensioni compatte: ciò favorisce il trasporto; può tranquillamente stare dentro uno zaino.

Gestione velce: Grazie al joystick a quattro vie, ai pad e alle manopole si ha una gestione rapida e facilitata del processo produttivo e compositivo.

 

Contro

Configurazione complicata: L’installazione di Hybrid 3 e Sonivox Wobble ha causato grattacapi a più di un utente: la configurazione è ritenuta complicata, macchinosa.

Tasiera: Non convincono i materiali, in particolare i tasti della tastiera e i pad. I tasti, affermano gli utenti, sono piuttosto cheap mentre i pad sono poco sensibili.

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Sintetizzatore Midi

 

5. Moog Minitaur Bass Synthesizer

 

È un apparecchio compatto dotato di una folta serie di comandi e connessioni. Uno degli aspetti di maggior interesse, a nostro avviso, è duplice possibilità di lavorare in autonomia oppure sfruttare le regolazioni addizionali disponibili grazie al Minitaur Editor.

Precisiamo che la quasi totalità delle funzionalità di programmazione sono accessibili dal pannello di comando. I due oscillatori sono regolabili indipendentemente sia per quanto concerne il volume sia per forma d’onda. L’uso del Synth è piuttosto semplice.

Ma veniamo all cose che meno ci hanno convinto o che comunque potrebbero rappresentare uno svantaggio per qualcuno. Non è possibile suonare le note al di sopra del C4, di conseguenza questo sintetizzatore Midi è adatto soltanto se si suona sulle note basse ma non su quelle medio acute e acute.

 

Pro

Facile da usare: Il sintetizzatore Minitaur è dotato di un’ampia gamma di comandi e connessioni ma questo non ne complica l’uso che, anzi, è piuttosto semplice.

Minitaur editor: Lo strumento offre la duplice possibilità di lavorare in autonomia oppure di servirsi delle regolazioni addizionali messe a disposizione dal Minitaur editor.

Materiali: La qualità non viene mai messa in discussione e del resto non ci si potrebbe aspettare di meno da Moog.

 

Contro

Note limitate: Non è possibile suonare le note successive al C4, ciò è un po’ limitante in quanto lo strumento non è adatto a chi ha l’esigenza di eseguire note medio acute e acute.

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Sintetizzatore Roland

 

6. Roland SYSTEM 1 Variabile Sintetizzatore 25 Tasti M Nero

 

Il sintetizzatore Roland ha quattro voci di polifonia. I comandi sono ottimamente posizionati sulla plancia principale. Quanto alla tastiera ha una estensione di due ottave; i tasti sono dinamici ma la corsa è ridotta. In sostanza si può certamente fraseggiare sulla tastiera ma a non tutti piace il minor affondo offerto dai tasti.

Buono il comparto connessioni con le porte USB, MIDI/OUT, l’uscita per le cuffie, quella stereo destro e sinistro e l’ingresso per il pedale. Veniamo al suono e alla sua qualità. Il nostro giudizio è positivo ma del resto Roland difficilmente delude sotto questo aspetto. Un parere analogo lo abbiamo per i materiali che sono di buona qualità.

Non è uno strumento economico, questo è bene metterlo in chiaro in chiusura della nostra analisi.

 

Pro

Posizione comandi: Riteniamo che la disposizione dei comandi sulla plancia sia ottima; in questo modo tutti i controlli sono immediatamente individuabili e raggiungibili.

Connettività: Molto completo è il comparto connettività, visto che ci pare che non manchi proprio nulla e questo è fondamentale per uno strumento del genere.

Suono: La qualità di quello generato da questo sintetizzatore è certamente buona, per quanto ci riguarda siamo molto soddisfatti.

 

Contro

Due ottave: La tastiera è a due sole ottave e per qualcuno ciò potrebbe essere limitante o comunque fastidioso. Altra cosa che non può piacere a tutti è la corsa ridotta dei tasti.

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Sintetizzatore chitarra

 

7. Electro Harmonix 665198 Effetto di Chitarra Elettrica

 

Se siete chitarristi ma non avete né il tempo, nè i soldi e nemmeno lo spazio e le capacità tecniche per suonare un organo ma ritenete il suo suono essenziale per la musica cui state lavorando, potete provare con il pedale Electro Harmonix che, tra i suoi pregi principali, ha la fedeltà di riproduzione del suono del succitato strumento. Chi si è convinto a comprare questo pedale è rimasto molto stupito della qualità del suono.

Dobbiamo comunque dire che i chitarristi che amano suonare veloce potrebbero riscontrare dei problemi di latenza. La struttura del sintetizzatore per chitarra ci pare molto buona, resistente. Da segnalare che per il cavo di alimentazione serve un adattatore.

Infine due paroline sul prezzo che è alto e dunque prima di acquistarlo conviene valutare bene l’uso che se ne intende fare; insomma, non è una spesa che si fa tanto per togliersi uno sfizio.

 

Pro

Fedeltà del suono: La caratteristica che più ha stupito di questo pedale è l’incredibile fedeltà di riproduzione del suono di un organo: chi lo ha comprato è rimasto molto soddisfatto.

Materiali: La qualità è ottima secondo noi. Il pedale è resistente e quando si ha tra le mani le sensazioni sono buone fin da subito.

 

Contro

Latenza: Sono stati riscontrati dei problemi di latenza: ciò si verifica quando si suona a velocità sostenuta pertanto se il vostro mito è Malmsteen, potreste avere anche voi questo inconveniente.

Costo: Il pedale è costoso dunque l’acquisto va valutato bene perché la spesa da sostenere non è di poco conto e si giustifica solo con un uso assiduo del pedale.

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Sintetizzatore per DJ

 

8. Korg Monotron Duo Synth Doppio Oscillatore Analogico

 

Questo piccolissimo sintetizzatore Korg ha due oscillatori in grado di creare dei suoni complessi che vanno dal vibrato a suoni molto metallici. La tastiera ha una funzione difficilmente riscontrabile in strumenti analoghi, ossia, un  pulsante per la selezione di quattro scale: cromatica, maggiore, minore e wide. Servendosi del suono del filtro analogico è possibile arricchire o modificare un timbro.

Con il potenziometro Cut-off del VFC si può selezionare il punto di taglio del filtro.Utile l’ingresso AUX in quanto consente di collegare una sorgente audio esterna e dunque processarla mediante il filtro. Se vi state chiedendo quanto costa il sintetizzatore per DJ Monotron Duo, state tranquilli, visto che bastano poche decine di euro.

Aspetti negativi? Beh le dimensioni così ridotte potrebbero risultare scomode per qualcuno, soprattutto se questo qualcuno ha le mani grandi.

 

Pro

Prezzo: Visto il costo molto basso è uno di quegli strumenti che si possono comprare anche per il semplice gusto di volersi togliere uno sfizio.

Suoni complessi: Da lontano può sembrare un giocattolino ma il sintetizzatore è in grado di generare suoni complessi che vanno dal vibrato a suoni metallici.

Quattro scale: Grazie a un semplice pulsante il musicista può selezionare quattro scale che sono la cromatica, la maggiore, la minore e infine la wide.

 

Contro

Dimensioni: Come oggetto è davvero piccolo  e il suo utilizzo potrebbe risultare scomodo a qualcuno, in particolar modo a chi ha le mani grandi.

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Guida all’acquisto – Come scegliere un buon sintetizzatore?

 

L’importanza del sintetizzatore è innegabile, è in grado di cambiare il modo di fare musica di chiunque decida di utilizzarlo. Nel corso del nostro articolo vi forniremo una serie di informazioni utili a capire come scegliere un buon sintetizzatore. Proprio per darvi una informazione completa abbiamo preso i considerazione i pareri più disparati per poi giungere alla sintesi che state leggendo.

Chiaramente si tratta di indicazioni a carattere generale a voi resta la piena libertà di scelta, anzi, l’invito è di fare una comparazione tra i modelli che abbiamo selezionato ed eventualmente altri reperibili sul mercato ma non prendete in considerazione solo quelli della migliore marca perché l’esperienza ci ha insegnato che anche i produttori meno conosciuti possono proporre strumenti di buon livello ma venduti online a un prezzo più economico.

 

 

Nuovo contro vecchio

La tecnologia nel campo dei synth è progredita tantissimo dagli anni 60/70 a oggi che poi è il periodo del grande boom per questo strumento. Ma siete certi che a voi serva uno dei migliori sintetizzatori del 2020? No, non siamo impazziti ma se per esempio state cercando di ricreare un sound tipico degli anni ’70 forse ciò che vi serve è proprio uno strumento di quell’epoca. A questo punto vi starete chiedendo dove acquistare un synth degli anni ’70, magari a prezzi bassi. Chiaramente dovrete cercare sul mercato dell’usato, online potete certamente trovare qualcosa ma anche in qualche negozio di musica specializzato; di quelli che vendono e comprano vecchi strumenti, li restaurano ecc.

C’è però un’altra via, più pratica e che non preveda affannose ricerche. Alcuni produttori, infatti, da un decennio o poco più hanno ricominciato a produrre sintetizzatori analogici a prezzi bassi. Chiaramente non sarà mai come avere un vero synth degli anni ‘60/70, ma è comunque una soluzione. Il discorso fatto fin qui, ci porta a un altro: analogico contro digitale; ne parliamo nel paragrafo successivo.

 

Analogico contro digitale

Per ovvie ragioni i primi sintetizzatori erano analogici. Quali gli svantaggi? Il suono instabile, nessuna memoria interna, dunque era impossibile salvare i suoni generati e ripescarli pigiando un semplice pulsante ogni volta che si voleva. L’imitazione di altri strumenti non era molto fedele se si escludono i modelli più costosi in uso ai professionisti. Inoltre non bisogna dimenticare che i synth prodotti fino alla fine degli anni ’70 erano monofonici.

Gli anni ’80 segnano una svolta con l’avvento del digitale e i vantaggi che questo comportava come la memoria, la polifonia e una riproduzione dei suoni fedele anche nel caso dei sintetizzatori più economici. Che ci crediate o no, oggi sono in tantissimi a rimpiangere il suono dei modelli analogici nonostante i limiti elencati.

 

 

Virtual analogue

Ve lo abbiamo detto, il mondo dei sintetizzatori è vasto è c’è il serio rischio di perdersi. Prima che alcuni produttori prendessero il toro per le corna e cominciassero a produrre synth analogici, negli anni ’90 c’è stato l’avvento del cosiddetto virtual analogue. In pratica si tratta di emulare i circuiti dei sintetizzatori analogici ma avendo tra le mani uno strumento digitale. Sebbene il ritorno all’analogico abbia un po’ ridotto la diffusione dei virtual analogue, se ne trovano in commercio ancora di validi che hanno comunque il vantaggio della memoria, interfaccia MIDI, porta USB e la polifonia.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona un sintetizzatore?

Un sintetizzatore sfrutta una serie di componenti di base che concorrono nella creazione del suono. L’oscillatore genera l’onda acustica cambiandone la forma, il filtro, invece, taglia determinate frequenze dall’onda acustica modulandone il timbro, l’amplificatore controlla il volume di uscita.

 

A cosa serve un sintetizzatore?

Il sintetizzatore serve a generare segnali audio che imitano strumenti musicali reali oppure creare effetti e suoni non esistenti in natura.

 

Che cosa è un sintetizzatore virtual analogue?

Si tratta di un sintetizzatore digitale in grado di emulare un synth analogico. Chiaramente restano tutti i vantaggi del sintetizzatore digitale come la capacità di memoria, porta USB, porta MIDI e dunque la possibilità di interfacciarsi con un computer e sfruttare i più svariati software musicali, polifonia ecc.

 

Che cosa è un sintetizzatore all-in-one?

Si tratta di un synth capace di imitare una considerevole quantità di strumenti musicali in modo molto fedele. I suoni vengono generati partendo da una base di campionamenti pre-registrati. La maggior parte dei sintetizzatori all-in-one sono multitimbrici e dunque capaci di riprodurre più suoni contemporaneamente.

La tastiera in base a zone diverse cui assegnare più suoni agli stessi tasti. Altra caratteristica dei sintetizzatori all-in-one è che sono dotati di una grande quantità di effetti. Può essere presente un sequencer che serve per registrare MIDI in multitraccia.

 

 

 

Come utilizzare un sintetizzatore

 

Sicuramente ne avrete sentito parlare, ma non vi animate a comprare in sintetizzatore, altrimenti detto synth perché preoccupati dall’eventuale difficoltà di utilizzo. In effetti a guardarlo sembra essere qualcosa di complicato ma con un po’ di buona volontà, le difficoltà iniziali si superano senza grossi affanni. È comunque nostra intenzione darvi un piccolo aiuto con la nostra guida.

Chiaramente si tratta di informazioni a carattere generale perché poi ogni modello ha le sue funzioni specifiche, le sue peculiarità e complessità. Possiamo distinguere tre elementi fondamentali in un synth che sono l’oscillatore, il filtro e lo envelope.

 

 

L’oscillatore

Tutti i synth hanno almeno un oscillatore. Questo serve per scegliere l’onda sonora che caratterizza il suono. Quali onde abbiamo a disposizione? La sine, la triangle, la sawtooth, la square e la noise. Ma vediamo i parametri applicabili all’oscillatore: il volume (in questo caso il volume riguarda la sola onda, non il suono), l’octave con la quale scegliere l’ottava su cui suona l’oscillatore, il semi con il quale scegliere la tonalità in semitoni dell’oscillatore e il detune.

 

Il filtro

Alla base della creazione di un buon suono c’è il filtro. Ce ne sono diversi tipi: il lowpass, high pass, bandpass e notch. Il lowpass serve per tagliare le frequenze al di sopra della soglia impostata con il cutoff. Il lavoro inverso lo fa lo high pass, ossia, taglia le frequenze al di sotto della soglia impostata.

Il bandpass taglia tutti i suoni esterni alla banda impostata. Il notch, invece, taglia esclusivamente la banda di frequenza impostata dal cutoff. Ma spieghiamo i parametri più importanti del filtro. Il cutoff, abbondantemente nominato in precedenza, indica le frequenze su cui lavorare. La risonanza enfatizza le frequenze su cui lavorare.

 

 

Inviluppo

Gli inviluppi servono permettono di determinare una variazione di tensione nel tempo servendosi di vari parametri. L’attack indica il tempo che serve per arrivare al massimo. Il decay, seguendo la fase dello attack, indica l’ammontare di tempo prima che l’inviluppo arrivi al livello di sustain indicato. Il sustain fa sì che il decay resti stabile in un certo tempo.

 

 

Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Pianoforte Digitale – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Il pianoforte digitale è un’ottima soluzione per chi vuole studiare musica ma non dispone di spazio a sufficienza in casa. Si distingue dalle normali tastiere per il suo suono più autentico e per il feeling dei tasti molto simile a quello di un pianoforte classico. Viste le dimensioni compatte, i musicisti intermedi o avanzati possono sfruttare il pianoforte digitale per concerti dal vivo o per allenarsi in sala prove con la propria band. In questa guida vi proponiamo diversi modelli con un buon rapporto qualità-prezzo. Se non avete tempo di leggere tutta la pagina, potete subito dare un’occhiata a Yamaha P45 B Tastiera con 88 tasti in grado di restituire il giusto feeling. In alternativa per consigliamo il Casio CDP-130BK che permette di suonare in polifonia di 48 note e dispone di metronomo integrato.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 7 Migliori Pianoforte Digitale – Classifica 2020

 

 

Pianoforte digitale Yamaha

 

1. Yamaha P45 B Tastiera

 

Tra i migliori pianoforti digitali del 2020 abbiamo trovato questo Yamaha che ha convinto la maggior parte degli utenti per i suoi materiali resistenti e per i tasti dal feeling autentico, non a caso è uno dei più venduti. Il design compatto e il peso leggero consentono di portarlo ovunque, senza fare troppi sforzi.

È ideale per suonare in sala prove con la band, esibirsi dal vivo o semplicemente allenarsi in casa senza avere l’ingombro di un pianoforte a coda classico. La tastiera GHS (graded hammer standard) modifica il tocco in base al registro, così il passaggio dallo strumento digitale a quello acustico non sarà troppo marcato.

Il riverbero sintetizzato AWM riesce a riprodurre il suono autentico di un pianoforte, sebbene gli speaker integrati lascino un po’ a desiderare, almeno secondo i pareri di alcuni consumatori. Nella tabella qui di seguito riassumiamo brevemente i pro e contro del pianoforte digitale Yamaha. Se non sapete dove acquistare questo nuovo pianoforte digitale potete cliccare sul link del negozio qui di seguito.

 

Pro

Tastiera: I tasti GHS consentono di dare il giusto feeling al musicista modificando gradualmente il tocco in base al registro acuto o grave.

Riverbero: Riesce a emulare il riverbero grazie alla sintesi AWM, in modo da riprodurre un suono più vicino possibile ad un pianoforte a coda.

Dimensioni: Il design essenziale del prodotto consente di trasportarlo ovunque e di sistemarlo in casa, in sala prove o sul palco senza ingombrare spazio.

Essenziale: Le poche funzioni disponibili sono ideali per dei principianti in cerca di un modello senza troppi fronzoli per poter iniziare lo studio.

 

Contro

Casse: Quelle integrate non fanno proprio un buon lavoro nel riprodurre il suono, infatti è consigliabile utilizzare un paio di cuffie per lo studio.

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Pianoforte digitale 88 tasti pesati

 

2. Casio CDP-130BK Pianoforte Digitale a 88 Tasti

 

Se non sapete quale pianoforte digitale scegliere a prezzi bassi e di buona qualità, potete optare per il modello di Casio. Il modello dispone di diversi effetti come il riverbero e il chorus grazie ai quali potrete personalizzare l’esecuzione dei brani. Per lo studio avrete a disposizione il metronomo incorporato e funzioni di trasposizione delle ottave.

Questo pianoforte digitale ha 88 tasti pesati grazie ai quali riesce a restituire il giusto feeling al musicista nel tocco. La polifonia a 48 voci consente di suonare diverse composizioni e di emulare la profondità di suono di un vero pianoforte a coda.

Dispone di porta USB per il collegamento al PC e della presa per il pedale di risonanza grazie al quale si potrà sfruttare al massimo la polifonia. Con il supporto in legno acquistabile separatamente sarà possibile sistemarlo in casa e ingombrare poco spazio. Per un riassunto dei pregi e difetti del pianoforte digitale casio, leggete pure la tabella dei pro e contro qui di seguito.

 

Pro

Funzioni: Il pianoforte dispone di diverse funzioni tra le quali la trasposizione delle ottave, 5 brani dimostrativi e un metronomo. Sarà anche possibile collegare una chiavetta USB per collegare il piano al PC e registrare.

Tasti pesati: Potranno restituire il giusto feeling al tocco, dando al musicista la sensazione di suonare un autentico pianoforte acustico.

Polifonia: Le 48 voci di polifonia danno profondità al suono e permettono al musicista di cimentarsi in diverse composizioni.

USB: Si può collegare al PC per la registrazione dei brani tramite la pratica porta USB.

 

Contro

Frequenze: Il suono risulta poco preciso nelle frequenze, con una marcata differenza tra quello in cuffia e quello degli speaker.

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Pianoforte digitale Roland

 

3. Roland FP30 White Pianoforte Digitale

 

Non è proprio il modello più economico tra quelli venduti online, ma il pianoforte digitale Roland si fa perdonare con un suono di altissimo livello garantito dalla tecnologia SuperNATURAL Piano e dal potente amplificatore integrato. Grazie a queste caratteristiche sarà possibile suonare ad alti livelli in concerti live e in sala prove, inoltre ci si potrà allenare o divertire in casa senza sentire troppo il divario con un pianoforte acustico. Allo stesso modo, gli 88 tasti PHA-4 Standard restituiscono al musicista un feeling autentico per potersi esprimere al massimo.

Tra le funzioni più interessanti troviamo la connettività Bluetooth che consente di usare il pianoforte con smartphone e tablet sfruttando programmi come GarageBand, piaScore e Sheet Music Direct. Gli insegnanti di musica potranno gradire la modalità Twin Piano che permette di suonare a fianco degli studenti utilizzando la stessa tastiera, inoltre è un bel modo di divertirsi per suonare ‘a quattro mani’.

Il pianoforte dispone di una buona selezione di campionamenti diversi grazie ai quali lo si potrà ‘trasformare’ in un organo e in una batteria sintetica. Qui di seguito riportiamo le caratteristiche principali del pianoforte Roland insieme all’unico difetto riscontrato dagli utenti che lo hanno provato.

 

Pro

Suono: La tecnologia Roland SuperNATURAL Piano e il potente amplificatore permettono di esprimere un suono di alto livello ideale per lo studio e per suonare dal vivo.

Tocco: La tastiera PHA-4 Standard restituisce il giusto feeling al tocco, rendendo l’esperienza ancora più autentica.

Bluetooth: Si potrà connettere il pianoforte con smartphone e tablet, in modo da poterlo usare con i diversi programmi di musica come GarageBand o Sheet Music Direct.

Funzioni: La modalità Twin Piano permette di suonare ‘a quattro mani’ sulla stessa parte di tastiera, inoltre ci si potrà divertire con i diversi suoni selezionabili tra i quali anche l’organo e la batteria.

 

Contro

Prezzo: Il costo elevato non lo rende particolarmente ideale ai principianti che potrebbero cercare un modello con un prezzo più conveniente per iniziare a studiare.

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Pianoforte digitale Casio

 

4. Casio Privia PX770 Pianoforte Digitale

 

Non sapete come scegliere un buon pianoforte digitale comprare e ne state cercando uno con struttura e pedali? Allora questo Casio Privia potrebbe fare al caso vostro. Il prezzo è abbastanza alto rispetto ad altri modelli, ma è giustificato dai materiali solidi, dal design piacevole e dalla presenza dei pedali che consentono di studiare e di suonare come su un pianoforte acustico.

Gli utenti hanno davvero gradito il prodotto, lodando soprattutto le sue dimensioni estremamente compatte che consentono di sistemarlo in casa senza ingombrare troppo spazio. Il suono riprodotto è abbastanza realistico, inoltre i tasti pesati consentono al musicista di avere il giusto feeling.

Il comodo leggio incorporato può ospitare spartiti e manuali per lo studio o per le esibizioni dal vivo. Per riassumere le caratteristiche principali del pianoforte digitale Casio leggete la tabella qui di seguito, se invece volete acquistarlo cliccate sul link del negozio online.

 

Pro

Struttura: I materiali resistenti del pianoforte garantiscono una buona durata nel tempo, inoltre la struttura risulta molto comoda per lo studio in casa.

Pedali: Come un vero pianoforte, anche questo modello digitale dispone di tre pedali per i cambi di armonia. In questo modo i principianti potranno studiare in modo completo e i musicisti più esperti sfruttare al massimo le loro abilità.

Suono: Di buon livello, insieme ai tasti pesati contribuisce a dare la sensazione di stare suonando un vero pianoforte.

Leggio: Si potranno poggiare spartiti e manuali per poter studiare e leggere la musica con comodità.

 

Contro

Prezzo: Rispetto ad altri pianoforti digitali, questo si presenta con un prezzo un po’ alto.

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Pianoforte digitale bianco

 

5. Yamaha NYDPS52WH Pianoforte Digitale, Bianco

 

Facendo una comparazione tra le offerte si può notare come questo pianoforte digitale bianco Yamaha sia tra i più costosi in circolazione. Il motivo non sta solo nel design elegante, ma anche nelle sue diverse funzioni avanzate che permettono ai musicisti intermedi o esperti di suonare al massimo delle loro capacità.

Il suono naturale e i tasti pesati danno al musicista lo stesso feeling di un pianoforte a coda, inoltre i pedali aumentano le possibilità di armonia. I commenti positivi degli utenti si sprecano, sebbene in molti ne consigliano l’acquisto solo ai pianisti intermedi o avanzati a causa. Come altri pianoforti digitali anche questo si può suonare usando le cuffie in modo da non disturbare. Non manca la possibilità di collegarlo al computer per poter registrare con i programmi di musica.

Tenendo conto del prezzo molto alto, vi invitiamo a dare un’occhiata al confronto tra pro e contro riportato qui di seguito. Se cercate un modello meno costoso, potete trovarlo sempre su questa pagina.

 

Pro

Design: Il pianoforte bianco si distingue dagli altri per il suo colore luminoso e per il suo design davvero elegante che non mancherà di abbellire il proprio salotto o una camera.

Suono: Con 92 note di polifonia, tre pedali e un suono di alta qualità, questo pianoforte permette ai musicisti intermedi e avanzati di esprimersi al massimo.

Registrare: Si può collegare al PC per registrare parti di pianoforte o interi pezzi con i programmi di musica più famosi.

 

Contro

Non per principianti: Le diverse funzioni avanzate e la qualità del piano sono più adatte a pianisti con esperienza che a principianti alle prime armi.

Prezzo: Il costo molto alto può essere un deterrente per i neofiti in cerca di un pianoforte digitale per iniziare.

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Pianoforte digitale Korg

 

6. Korg B1SP Pianoforte Digitale

 

Magari non è il miglior pianoforte digitale sulla piazza, ma il modello Korg si difende con un design molto compatto e una struttura con pedali che consentono di acquistarlo al posto di un pianoforte acustico per risparmiare spazio e soldi. Il suono è nella media, ma può andare molto bene per i principianti alle prime armi o per chi suona il piano in casa a livello amatoriale.

I due speaker integrati sono, a detta degli utenti, davvero potenti e permettono al suono di propagarsi in una stanza di media grandezza senza risultare debole.

La risposta dei tasti è buona e con i pedali per il volume e l’armonia. Dispone di un comodo leggio per gli spartiti e i manuali, ideale per lo studio e per la riproduzione di brani musicali. Se siete interessati all’acquisto del pianoforte digitale Korg, cliccate pure sul link del negozio situato subito dopo la tabella dei pro e contro.

 

Pro

Qualità-prezzo: Rispetto ad altri pianoforti digitali con struttura questo si rivela molto meno costoso, pur mantenendo una buona qualità di materiali.

Speaker: Le casse integrate esprimono una buona potenza e sono in grado di propagare il suono riprodotto per una stanza di medie dimensioni.

Tasti e pedali: La tastiera dà al musicista un feeling autentico, mentre i pedali permettono di sfruttare i cambi di volume e le armonie.

 

Contro

Suono: Sebbene non sia di bassa qualità, potrebbe non convincere i musicisti avanzati in cerca di un prodotto per serate live o per suonare con una band.

Cuffie: L’attacco per le cuffie è in una posizione abbastanza scomoda.

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Pianoforte digitale Orla

 

7. Orla 438PIA0703 Stage Studio Tastiera

 

Il pianoforte digitale Orla si avvicina più a una tastiera che a un vero piano digitale ma riporta alcune caratteristiche simili come ad esempio i tasti pesati che consentono un tocco preciso e molto simile a quello di un vero pianoforte acustico. Dispone di un controllo del suono per poter gestire il volume e le frequenze, inoltre si potranno selezionare diversi riverberi ed emulare il suono espresso dai pedali sostegno/sostenuto/sordina.

La connessione Bluetooth e quella USB consentono di collegare la tastiera a PC, smartphone e tablet per poter registrare parti di pianoforte e brani utilizzando i programmi di musica. Vediamo adesso quali sono i vantaggi e gli svantaggi del pianoforte nella nostra tabella che mette a confronto i pro e i contro.

 

Pro

Economico: Il prezzo conveniente è una buona attrattiva per i principianti in cerca di un pianoforte poco costoso per iniziare a suonare.

Funzioni: Dispone di diverse funzioni per modificare il suono e per emulare gli effetti dei pedali in modo da potersi cimentare in diversi brani.

Connettività: Grazie al Bluetooth e alla porta USB sarà possibile usare il pianoforte per registrare con vari programmi di musica per PC, smartphone e tablet.

 

Contro

Pesante: La tastiera risulta davvero pesante e poco maneggevole, quindi poco pratica da portare in sala prove o in un locale.

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Accessori

 

Supporto per pianoforte digitale

 

RockJam RJXX363 Supporto per Tastiera Musicale

 

Se avete intenzione di acquistare un pianoforte digitale o una tastiera senza un supporto, vi possiamo consigliare questo prodotto di Rockjam.

Si tratta di una base in metallo double-x che garantisce una grande stabilità a tastiere o pianoforti digitali di qualsiasi peso. Dispone di un meccanismo di sgancio rapido grazie al quale è possibile regolare l’altezza da 10 a 98 cm, in modo da adattarla alle proprie esigenze.

Non dovete neanche preoccuparvi del montaggio, perché il supporto per pianoforte digitale arriverà già assemblato con le parti meccaniche saldate alla struttura.

I tappi di gomma antiscivolo e le cinghie di supporto tengono ben fermo lo strumento anche durante le vostre performance più accese.

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Guida all’acquisto – Come scegliere un buon pianoforte digitale?

 

Non è sempre facile effettuare una comparazione tra le offerte quando si vuole acquistare uno strumento musicale. Anche con i pianoforti digitali si può incorrere nel classico dubbio: è meglio spendere molto per un modello di qualità o risparmiare? La risposta spesso dipende dal livello di abilità del musicista: solitamente più si progredisce e più si cercheranno strumenti performanti.

I principianti invece dovrebbero puntare su qualcosa di più economico, prima di tutto perché non tutti si appassionano alla musica semplicemente suonando ed in secondo luogo perché un neofita non potrà mai sfruttare un pianoforte di alto livello al massimo del suo potenziale. Leggendo questa nostra guida potrete schiarirvi le idee su come scegliere un buon pianoforte digitale.

Tastiera o pianoforte?

Probabilmente vi state chiedendo qual è la differenza tra una tastiera e un pianoforte digitale. Distinguere i due strumenti è abbastanza semplice, in quanto i pianoforti digitali dispongono di tasti pesati. Ma cosa sono esattamente? I tasti pesati fondamentalmente non fanno altro che emulare il feeling dei pianoforti acustici, infatti al tocco danno la stessa sensazione di ‘peso’ e di resistenza di un modello a coda.

Questa particolare caratteristica rende i pianoforti digitali particolarmente adatti allo studio della musica classica quando in casa non si dispone dello spazio necessario per sistemare un pianoforte acustico. Le tastiere invece non dispongono di questa funzione, in quanto solitamente vengono usate in alcuni generi dove si compone usando effetti e campioni di diverso tipo, o magari virtuosismi da capogiro con il ‘synth’.

 

Con struttura e pedali o senza?

Alcuni pianoforti digitali si presentano con una struttura e i pedali, proprio come se fossero dei veri e propri modelli acustici. Il vantaggio di questi strumenti sta nella facile sistemazione in un angolo della casa o vicino alla parete, dove potrete tenerli senza ingombrare troppo spazio. I pedali invece permettono di suonare e studiare completi brani in modo preciso e senza lasciare nulla al caso. D’altronde un pianoforte senza pedali sarebbe davvero molto limitato. Lo svantaggio della struttura è che dovrà essere montata, inoltre questi modelli si presentano con un prezzo alto.

Potete sempre decidere di acquistare un pianoforte digitale senza struttura e comprare una base dove poterlo sistemare. Questi strumenti possono replicare gli effetti dei pedali con delle pratiche funzioni, ma sono consigliati più ai pianisti esperti che hanno imparato a suonare il pianoforte classico. I principianti vorranno puntare su un modello con struttura completo di pedali per poter iniziare lo studio senza alcuna mancanza.

Dimensioni e peso

I due motivi per i quali si decide di acquistare un pianoforte digitale piuttosto che un modello acustico sono due: le dimensioni più pratiche e il prezzo ridotto. Non pensate però che tutti i pianoforti digitali siano leggeri e pratici, perché sul mercato ci sono dei modelli molto pesanti e difficili da trasportare.

Se avete l’esigenza di muovervi spesso con lo strumento per provare con la vostra band o andare in giro a suonare, allora vi conviene optare per un prodotto leggero. In caso contrario potete puntare su un pianoforte con struttura che magari sarà un po’ più ingombrante, ma che una volta montato risulterà davvero solido. Se il modello che volete acquistare è molto pesante, fatevi aiutare da qualcuno per il montaggio o per fissarlo sulla struttura.

 

 

 

Domande frequenti

 

Quanti tasti ha un pianoforte digitale?

I pianoforti digitali solitamente si presentano con una tastiera di 88 tasti pesati. Questi tasti hanno una ‘resistenza’ simile a quella dei pianoforti acustici e restituiscono il giusto ‘feeling’ al tocco. È ideale i neofiti, dato che il passaggio da un modello all’altro non sarà troppo diverso e potranno suonare con agevolezza sia sul pianoforte del maestro sia su quello digitale in casa. Anche i musicisti intermedi o esperti potranno gradire i tasti pesati, soprattutto perché avranno sviluppato un loro tocco personale sullo strumento.

Tenete conto che pianoforti digitali con o senza struttura hanno questo numero di tasti e sono quindi molto lunghi. Le tastiere invece possono avere meno tasti, quindi se cercate qualcosa di davvero compatto da poter tenere sulla scrivania vi consigliamo di optare per uno di questi modelli.

 

Quale pianoforte digitale è consigliabile per iniziare?

Come avete visto nella nostra guida o sui vari negozi online, i pianoforti digitali possono essere di due tipologie diverse: quelli con la struttura e quelli senza. Ai principianti consigliamo di iniziare con un pianoforte che disponga di una struttura e soprattutto dei pedali. Questo perché se si prendono lezioni private da un maestro, sarà poi necessario potersi esercitare correttamente utilizzando i pedali e assumendo una posizione seduta.

Inoltre i pianoforti con struttura dispongono anche di un comodo leggio dove poter poggiare spartiti e manuali. I pianisti con più esperienza e che dispongono di un pianoforte acustico in casa, potranno anche optare per un modello senza struttura da appoggiare ad una base, magari per usarlo come sostituto per suonare nei locali o in una band.

 

Come registrare con un pianoforte digitale?

Registrare con un pianoforte digitale è abbastanza semplice. Se il modello acquistato dispone di Bluetooth potrete collegarvi al vostro smartphone o tablet e utilizzare le diverse app di musica disponibili come ad esempio GarageBand o Sheet Music Direct. Potete anche collegare il pianoforte al PC tramite cavo USB e sfruttare programmi più performanti come Cubase o Pro Tools.

Questi programmi sono a pagamento, ma cercando sul web potrete trovarne anche di gratuiti. Per poter registrare, dovrete prima creare una traccia e poi cliccare sul tasto REC per avviarla. Provate a suonare qualche nota, fermate la registrazione e poi premete PLAY per vedere se il segnale del pianoforte è stato preso dal PC e le note che avete suonato sono state effettivamente registrate. Una volta che ve ne siete accertati potrete iniziare il ‘recording’, magari aggiungendo una o più tracce sovrapposte nel caso vogliate creare degli assoli su un’armonia.

 

 

 

Come sfruttare al meglio un pianoforte digitale

 

Avete tra le mani il vostro pianoforte digitale nuovo di zecca, ma siete disorientati dalle varie funzioni presenti e non sapete proprio a cosa servano. Essendo uno strumento musicale, tra l’altro molto complesso, non possiamo dirvi come suonarlo, ma nulla ci vieta di darvi qualche dritta su come approcciarvi e sfruttare le diverse funzionalità. Anche se non volete diventare dei novelli Mozart o Chopin il nostro consiglio principale è di trovare comunque un maestro per poter acquisire almeno i fondamentali, in modo da poter poi continuare la pratica da autodidatti con la sicurezza di avere delle buone basi.

 

 

Volume ed effetti

Probabilmente avrete notato che il pianoforte digitale dispone di una manopola per la regolazione del volume. Questa torna molto utile per poter aggiustare il suono in modo da non disturbare nessuno nelle ore pomeridiane o serali. Il suono verrà espresso dagli speaker integrati, ma potrete anche collegare un paio di cuffie per esercitarvi, comporre e improvvisare a qualsiasi ora del giorno.

Una funzione molto comoda che consigliamo di sfruttare per poter progredire più in fretta nello studio dello strumento. Alcuni pianoforti dispongono anche di effetti come il chorus, il riverbero o l’effetto organo che si potranno impostare facilmente tramite dei pulsanti presenti sulla struttura. Troverete questi effetti molto utili, specialmente quando inizierete a suonare brani moderni o ad improvvisare per divertirvi.

 

Registrare

L’altro vantaggio del pianoforte digitale sta nella possibilità di utilizzarlo per registrare tramite un paio di facilissimi passaggi. Se il modello acquistato dispone di connessione Bluetooth potrete trovarlo usando il vostro smartphone o tablet e registrare piccole parti o interi brani usando programmi come GarageBand.

Questa funzione vi permette di registrare i vostri esercizi o le esecuzioni per riascoltarle e capire dove state sbagliando per poi migliorarvi. Non c’è niente di meglio che riascoltarsi sempre, l’autocritica è alla base della crescita nel mondo della musica, dove non si smette davvero mai di imparare! Nel caso il modello abbia anche una porta USB, allora potrete collegarlo al PC e registrare usando programmi più avanzati come Cubase o Pro Tools, magari per comporre interi brani usando diverse tracce. Vi avvisiamo però che i programmi di musica migliori sono a pagamento, sebbene se ne possano trovare anche alcuni gratuiti molto validi.

 

 

Musica classica o… altro?

Se state acquistando un pianoforte per un bambino o ragazzo che ancora deve formarsi a livello di gusti musicali, non fatelo fossilizzare necessariamente sulla musica classica. È vero che questo genere musicale da le basi migliori per il pianoforte, ma spesso risulta molto ostico da apprendere per via delle rigide strutture didattiche e tecniche.

Scegliete un maestro che sappia anche divertirsi e faccia divertire, magari alternando brani classici con qualcosa di più moderno in modo da aprire più strade. Altro consiglio: non forzate i bambini o i ragazzi a suonare per forza, perché quello è il metodo più sbagliato. Lasciate che si avvicinino allo strumento di loro volontà e cercate di capire se si stanno davvero appassionando.