Ultimo aggiornamento: 02.06.20

 

Il musicista ha preso parte a tutti gli album dei Pink Floyd, l’unico della band a poter vantare questo record… eppure non ha ancora preso una sola lezione di batteria.

 

Nick Mason nei Pink Floyd non ha soltanto ricoperto il ruolo di batterista; oltre a dettare il tempo con la migliore batteria faceva anche da ago della bilancia profondendo ogni sforzo nel tentativo di restare esattamente al centro. Non pendeva mai da una parte o dall’altra o almeno ci provava.

Questa è l’opinione che hanno in molti del musicista ed è diffusa la convinzione che proprio questa sua peculiarità ha fatto sì che restasse sempre nella band, a differenza dei suoi illustri colleghi che andavano e venivano per poi andarsene nuovamente sbattendo la porta più forte dell’ultima volta.

 

Mason e le lezioni di batteria

Nick Mason è un batterista autodidatta; non è mai andato a lezione da un maestro, tanto meno ha frequentato una scuola di musica. Potremmo definirlo un self-made drummer. E dire che il buon Mason una volta ci aveva pure pensato a prendere qualche lezione ma poi non l’ha fatto.

Ha comunque lasciato aperta questa possibilità. Ad ogni modo ha sempre fatto un buon lavoro dietro le pelli. Magari non sarà il più tecnico dei batteristi ma il suo tocco si è sempre ben integrato alla musica della band ed è questa la cosa che conta.

 

 

Presente su tutti i dischi dei Pink Floyd

Mason è l’unico dei Pink Floyd a poter dire “Io c’ero” in ogni disco inciso dalla band. In effetti nel corso dell’intervista con radio KSHE 95 dice di non essere certo aver preso parte al 100% su tutti i lavori discografici, e ha affermato che forse su due o tre pezzi non ha suonato lui ma non ricorda il motivo.

 

Il ritorno in pista

Qualche anno fa se chiedevate a Mason se avrebbe rimesso piede su un palco o su un’auto da corsa (sua grande passione) vi avrebbe risposto di essere troppo vecchio per entrambe le cose. Beh, non sappiamo se tornerà a sfrecciare su di un’automobile d’epoca ma quanto alla prima affermazione si è smentito con il progetto Saucerful Of Secrets che passerà anche dalle nostre parti il 12 luglio 2020 (si tratta di un ritorno dopo il concerto tenuto nel settembre del 2018 a Milano), al Teatro Antico di Taormina. 

La scaletta sarà incentrata sui lavori precedenti al 1973 con un occhio di riguardo per il debut The piper at the gates of dawn. Compagni d’avventura sono Gary Kemp, Guy Pratt, Lee Harris e Dom Beken. Manson non ha mancato di spiegare le ragioni che lo hanno spinto a dare vita a questo progetto, nato per far capire alla gente che i Pink Floyd esistevano prima di The Dark Side Of The Moon e dunque riportare in vita quei pezzi incisi prima del fatidico 1973.

 

Mason e Richard Wright

Mason non ha mai nascosto la sua amicizia con il defunto Richard Wright e non perde mai occasione di ricordarlo nelle interviste e dedicare il giusto tributo al membro più sottovalutato dei Pink Floyd come lo stesso batterista ha detto in più di un’occasione. Il musicista ritiene che per Wright ci dovrebbe essere maggiore riconoscimento poiché ha avuto un ruolo importante in tutta la musica creata dalla band.

 

 

Mason e i motori

I motori probabilmente per Mason sono una passione al pari della musica. Nella sua carriera da pilota vanta cinque partecipazioni alla 24 Ore di Le Mans e a due Carrera Panamericana. Come ogni facoltoso appassionato d’auto che si rispetti, ha la sua collezione e naturalmente non parliamo di modellini. Nel garage del batterista spiccano la Ferrari 250 GTO del 62 che ha da più di 40 anni, una Ferrari 166 Inter Superleggera del 49 e una Maserati T61 Birdcage del 1959. 

Citiamo, poi Bugatti, Jaguar, Aston Martin e Alfa Romeo. Ma torniamo alla Ferrari 250 GTO che è uno delle auto più care a Mason. È la vettura guidata dai piloti Blaton e Dernier; apparteneva alla scuderia belga Ecurie Francorchamps. La vettura arrivò prima alla 500 miglia di Spa del 1963. Mason l’acquisto nel 1977. Non meno interessante la storia della Maserati T61 poiché fu costruita nel 1959 nonostante la produzione fosse stata interrotta due anni prima poiché la Maserati si era ritirata dalle corse.

 

 

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