Ultimo aggiornamento: 02.06.20

 

Il microfono del cellulare può ascoltare tutto ciò che diciamo, minando la nostra sfera privata. Difendiamoci disattivando questa piccola spia nascosta.

 

Gli smartphone hanno rivoluzionato completamente la nostra vita e il nostro modo di pensare. Inutile negarlo, anche se odiate la tecnologia con tutto il vostro cuore non potete negare che il mondo sia cambiato grazie a dispositivi portatili in grado di connettersi al web in qualsiasi momento. Mai come in questo periodo storico l’umanità è stata così unita da un’unica rete… e forse è proprio il motivo per il quale odiate gli smartphone! 

In effetti sebbene ci siano numerosi vantaggi nell’usare uno smartphone, il rischio di violazione della propria privacy è molto elevato. Ma d’altronde internet non è stato mai particolarmente famoso per la riservatezza, anche prima della nascita di telefonini e social network. Chi ha visto il world wide web arrivare si ricorderà molto bene dell’allarmismo riguardante il tracciamento dell’IP che poteva permettere agli hacker di accedere ai diversi PC per rubare i dati contenuti. Insomma, l’idea di essere connessi piace, ma quella di vedere la propria privacy violata un po’ meno.

 

Invasione della privacy

Al giorno d’oggi non si tengono solo file sui propri dispositivi ma addirittura informazioni sensibili come quelle riguardanti il proprio conto in banca, la carta di credito prepagata e le miriadi di password che usiamo per poter accedere ai vari servizi streaming, social network, e-mail e piattaforme per il gaming. Vorreste mai vedere il vostro conto in banca ridursi a uno 0 assoluto nel giro di un giorno perché i dati di accesso al vostro portale di home banking sono stati rubati?

Gli appassionati di videogame possessori di una PS4 si ricorderanno del recente hacking della piattaforma PS Network, uno dei più grossi ‘phishing’ degli ultimi anni che ha costretto Sony a dover reinventare completamente il sistema di account del servizio. Per non parlare dei problemi di Facebook con la questione delle fotografie liberamente utilizzabili dalla società. Certo, chi non vorrebbe vedere la propria faccia su una pubblicità in Cina? 

 

 

I complottisti ovviamente non fanno che elaborare teorie sul controllo e sul ‘nuovo ordine mondiale’, mentre ci sono tantissime persone per le quali la privacy non è assolutamente un problema e continuano a usare senza tregua i propri smartphone per andare sui social network e navigare il web.

In realtà sebbene sia impossibile salvaguardare la propria privacy quando si usa il web, si possono avere delle accortezze che possono migliorare la qualità della vita ed evitare di incorrere in spiacevoli inconvenienti. Sapevate infatti che un qualsiasi microfono economico per PC o quello integrato nello smartphone, se lasciato attivo, può trasferire tantissime informazioni ai data center? 

 

Algoritmi spia

Sarà capitato anche a voi di fare due chiacchiere con amici o familiari su un prodotto o un qualsiasi argomento per poi trovarvi la pubblicità su Facebook o altri social network. No, non è magia e no, il vostro cervello non è in grado di comunicare telepaticamente con il web. Semplicemente il microfono attivo registra tutte queste informazioni e le trasferisce in modo da permettere ai motori di ‘ottimizzare’ la ricerca e proporti le soluzioni che vorresti. Comodo, ma anche un po’ spaventoso. 

D’altronde adesso su Facebook le bacheche sono praticamente invase di qualsiasi pubblicità che in qualche modo sembra inerente con i vostri interessi. Se per esempio suonate, eccovi un po’ di band di generi musicali dei quali magari non ve ne importa niente, oppure il link alla pubblicità di un negozio di strumenti.

Gli algoritmi dei social e delle app che sfruttano il microfono sono capaci di calcolare tutto questo grazie all’analisi del timbro di voce, delle parole e degli orari in cui parliamo di un determinato argomento. Per prevenire questa invasione della nostra privacy occorre disattivare il microfono, sebbene occorra farlo ogni volta che si apre l’app. 

Ma non è solo Facebook l’unico social afflitto da queste problematiche, infatti anche Twitter sembra avere qualche problema abbastanza grave. Alcuni utenti si sono trovati dei like sotto alcuni contenuti non condivisi, questo perché avevano accettato alcune condizioni d’uso che permettevano al sistema di piazzare dei like a piacimento.

 

 

Come evitare il problema

Gli esperti di sicurezza internet consigliano di leggere attentamente le condizioni d’uso di ogni applicazione e programma, evitando di autorizzare l’accesso ai propri dati personali se non strettamente necessario. Ad esempio è inutile dare questo tipo di autorizzazione a app per lo svago come ad esempio videogiochi o magari un metronomo e accordatore per chitarra. 

Se notate che la vostra privacy è stata invasa e vi trovate in una della situazione descritte sopra, potete o cancellare l’app oppure disattivare le autorizzazioni ritirando il consenso all’uso dei dati personali in qualsiasi momento.

Il problema della privacy però rimane sempre abbastanza intricato, d’altronde se per certi versi si cerca di migliorare l’esperienza del consumatore, per altri questa tende a diventare un po’ troppo invadente. Nel corso degli anni si dovrà trovare una via di mezzo, oppure limitare i contenuti e le pubblicità alle quali però molti social network devono la loro fortuna. D’altronde niente è mai completamente gratis, quindi se non paghiamo l’uso dei social con la moneta, in un certo verso la paghiamo regalando informazioni personali.

 

 

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