Ultimo aggiornamento: 22.09.19

 

Stili di canto e generi musicali contribuiscono a creare voci uniche al mondo, capaci di emozionare e spesso anche di innovare.

 

Che fine avrebbero fatto i Queen senza Freddie Mercury? I Pearl Jam sarebbero diventati ugualmente famosi senza la voce unica di Eddie Vedder? Il cantante è spesso la vera forza trainante di una band, mentre altre volte viene relegato in seconda posizione dietro il talento dei musicisti. A volte il frontman della band è anche uno dei musicisti: chitarrista, bassista e in rari casi il batterista. Dietro il microfono si sono create leggende, miti e dei veri e propri idoli che ancora adesso riescono ad emozionare con la loro voce. 

Ma quali sono i segreti del canto? In realtà sebbene molti cantanti abbiano studiato tecnica e solfeggio, stranamente quelli più famosi sono spesso autodidatti. Il merito di queste star è aver proposto il loro timbro vocale distintivo, sfruttando il loro incredibile talento, inoltre solitamente dietro ogni grande cantante c’è anche una grande band.

Potremmo descrivervi le varie tipologie di microfoni e quali hanno usato i più grandi cantanti della storia, ma in questo articolo vi daremo qualche dritta su come usare al meglio la voce nella musica e soprattutto quali sono le tecniche più utilizzate dai cantanti famosi.

 

Diaframma o no?

La maggior parte dei cantanti usa il diaframma, ovvero canta ‘di pancia’ sfruttando alcune tecniche di respirazione per usare tutto il ‘range’ vocale. Con il diaframma è possibile raggiungere altezze notevoli con la voce o toni molto bassi. Solitamente si impara a usare il diaframma nelle lezioni di canto, dove viene insegnato anche il solfeggio. 

La tecnica è sicuramente molto importante, ma non è necessaria per tutti gli stili. Cantare dei pezzi di artisti famosi richiede una grande precisione, così come esprimersi in stili musicali complessi come il jazz e il progressive, mentre nell’hard rock invece conta molto più l’istinto e la presenza scenica. Le voci più famose del genere si sono spesso espresse cantando di gola, con il risultato che spesso alcuni cantanti hanno dovuto letteralmente abbassare i toni una volta sopraggiunta l’età.

 

 

Dal vivo e in studio

Vi sarà capitato di andare finalmente ad ascoltare il vostro artista preferito e rimanere delusi dalla sua performance vocale dal vivo, completamente diversa da quella su disco. Anche con un ottimo microfono non è possibile nascondere gli errori e le cosiddette ‘steccate’ sulle note. Magari vi state chiedendo perché un artista di alto calibro non riesce a cantare come sul CD. Le motivazioni sono davvero tante: prima di tutto in studio di registrazione si possono fare tantissime ‘magie’ per aggiustare i vari errori, senza contare che si possono fare vari ‘take’.

Questa cosa vale per la voce come per gli altri strumenti, ma dal vivo gli errori sulla voce sono quelli più facilmente riconoscibili anche dall’ascoltatore casuale. In secondo luogo non tutti i cantanti professionisti seguono uno stretto regime di allenamento. Specialmente quelli delle band rock e hard rock spesso si lasciano andare in eccessi che si riflettono poi nelle performance vocali. Anche se non si direbbe, dei generi più duri sono i cantanti heavy metal quelli più ligi al dovere e alla tecnica, basta ascoltare voci come Rob Halford o Bruce Dickinson capaci di cantare ad alti livelli nonostante la veneranda età.

 

Cantare e suonare

Suonare uno strumento è già molto complicato e richiede tantissima pratica, farlo mentre si canta non è assolutamente facile. Spesso i cantanti sanno suonare almeno uno o due strumenti, soprattutto la chitarra con la quale scrivono le loro canzoni. Coordinare la tecnica sullo strumento con la voce richiede moltissimo allenamento, ma anche qualche pratico trucco.

Per esempio molti cantanti regolano le linee vocali sul ritmo delle pennate e sui giri di accordi. Sono rari, ma alcuni batteristi sono allo stesso tempo i frontman delle loro band. Lo strumento più adatto per la voce è senza dubbio il pianoforte dato che consente di studiare il solfeggio e di imparare i giri armonici, gli arpeggi e la coordinazione.

 

 

Voci non convenzionali

Non tutte le voci sono ‘lineari’, belle e precise come quelle che siamo soliti sentire nei talent show. Pensiamo per esempio al rap, un genere musicale che usa la voce per raccontare storie e creare rime sul ritmo di una base. Il rap ha una tecnica tutta sua che si basa sulla metrica e sul flow, oltre che sulla scrittura di rime convincenti e interessanti. Come tutti gli altri stili, anche il rap richiede tantissimo studio e pratica a differenza della trap dove spesso funziona più la ‘magia musicale’ dell’autotune. 

L’autotune non è altro che un dispositivo in grado di ‘aggiustare’ l’intonazione del cantato con delle frequenze digitali. Altri stili vocali particolari e decisamente ‘poco orecchiabili’ si possono sentire nel metal estremo. Le voci profonde da ‘mostro’ o quelle gridate sono semplicemente frutto di tecnica del diaframma. Anche per questo tipo di stile vocale ci vuole un po’ di studio e anche molta disciplina, perché per tirare fuori tutta la potenza di un buon growl o di uno scream occorre stare ‘in campana’ con alcolici e sigarette, sebbene nel mondo del metal sia praticamente impossibile stare alla larga dalla birra e dal tabacco.