Ultimo aggiornamento: 22.09.19

 

Un super-microfono è in grado di registrare la “musica” prodotta dalle cellule nervose. Un passo avanti nella comunicazione tra uomo e macchina.

 

Il cervello è l’organo più potente e anche più misterioso di tutti gli esseri viventi. In anni e anni di studio ci sono ancora angoli inesplorati, domande lasciate senza risposta e teorie. Sapevate che alcuni studiosi hanno teorizzato che la nostra vita potrebbe essere una simulazione creata da altre entità? Certo a pensarlo fa un po’ sorridere, d’altronde l’idea sembra presa direttamente dal film Matrix, ma chi può mai dirlo? 

Il nostro cervello lavora in modo strano, spesso alterando il concetto di tempo, regalandoci viaggi onirici nel sonno e i misteriosi deja-vu. Alcuni filosofi hanno scritto trattati e libri sui ‘sogni lucidi’, ovvero sulla capacità umana di poter controllare i sogni e quindi fare fondamentalmente tutto ciò che si vuole durante l’attività onirica nel sonno.

Tra tutti i segreti del cervello probabilmente quello più affascinante riguarda la telepatia e la telecinesi. Potreste mai pensare di poter ordinare al vostro televisore di accendersi solo con la forza del pensiero? Se avete visto film come Guerre Stellari o Scanners probabilmente sapete cosa sono i poteri telepatici, certo che però poterli sfruttare nella realtà di tutti i giorni sembra veramente impossibile. 

 

 

Eppure a quanto pare la tecnologia non si ferma proprio davanti a niente, infatti tra i progetti futuri c’è proprio quello di migliorare la comunicazione tra uomo e macchina per aumentare ulteriormente le possibilità di utilizzo di dispositivi e macchinari. Pensate ad un futuro dove possiamo ordinare alla nostra automobile di venirci a prendere solo con la forza del pensiero, oppure ad un’intera catena di montaggio gestita da una sola persona.

Potrebbe anche essere possibile controllare le condizioni del proprio cervello, l’attività e anche il rischio di possibili malattie. D’altronde se avessimo la possibilità di monitorare il nostro organismo in maniera più efficace potremmo scoprire molto di più su noi stessi e sulla nostra condizione fisica generale. Sembra quasi un’idea da transumanesimo, momento ipotetico nel quale ci uniremo alle macchine per trascendere la nostra mortalità da esseri umani. Sono concetti futuristici ovviamente, ma le basi per poterlo fare sono già state create in una collaborazione tra ricercatori italiani e statunitensi.

Il dispositivo SiNaps (Simultaneous Neural Recording Active Pixel Sensor) non è e non sarà mai tra i microfoni venduti online, infatti si tratta di un prototipo creato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e Harvard, finanziato dalla società americana Brain Initiative. In cosa consiste questa invenzione? Semplice, si tratta di un piccolissimo dispositivo capace di ascoltare i segnali delle miriadi di cellule nervose presenti nel nostro cervello che oltre a muovere il primo passo verso la comunicazione mentale uomo-macchina contribuirà a capire con più efficacia il linguaggio del cervello. Avete presente quando si dice che usiamo solo una parte delle nostre capacità cerebrali? Magari con il SiNaps si riuscirà a capire come sbloccare quelle rimanenti, senza usare strani medicinali come il film Limitless.

 

Singoli strumenti

Dobbiamo tenere conto che il cervello è costituito da centinaia di milioni di cellule che comunicano tra di loro usando segnali bioelettrici. Prima dell’invenzione del SiNaps se ne poteva arrivare ad ascoltare un centinaio, cosa che rendeva abbastanza complicato lo studio del linguaggio. Se vogliamo, possiamo considerare ogni singola cellula come un musicista chiuso in una stanza che suona la sua parte senza nessun tipo di accompagnamento, armonia o modulazione. 

Ascoltare un solo strumento alla volta non potrà mai dare l’idea della completezza di un’intera sinfonia. Immaginate se nelle opere classiche di Beethoven e Mozart poteste ascoltare solo un violino o le percussioni, il risultato sarebbe incompleto e ci inviterebbe a chiederci se non c’è qualcosa di più. SiNaps si propone come soluzione per poter raccogliere tutti gli strumenti e poterli poi riascoltare insieme, per ricomporre così la vera e propria sinfonia del nostro cervello.

 

 

Le applicazioni

Tra gli scopi principali di questa collaborazione italo-americana c’è l’applicazione del dispositivo in campo biomedico per studiare il cervello con applicazioni in campo diagnostico, farmacologico e terapeutico. Immaginate a quanto si potrebbe fare per poter scoprire malattie legate al sistema nervoso e magari capire quali sono effettivamente le cause per intervenire in modo tempestivo. In futuro si potrebbe usare anche per reti neurali di sensori nel campo della sicurezza ambientale e alimentare.

Ovviamente si tratta di sperimentazioni che ancora non hanno trovato un utilizzo concreto, ma possiamo solo sperare nell’effettiva applicazione di questa interessante tecnologia che potrebbe farci fare passi da gigante in diversi campi. Bisogna vedere se il progetto continuerà a ricevere finanziamenti, inoltre per poterlo vedere effettivamente applicato si dovranno attendere anni. Lo sviluppo di simili tecnologie richiede molto tempo, quindi non ci resta che fantasticare sulle potenzialità del SiNaps e di altri dispositivi che potrebbero aiutarci a sfruttare al massimo le nostre potenzialità cerebrali.