Ultimo aggiornamento: 27.05.20

 

Il tempo passa ma il vinile, nonostante tutto, resta: scopriamo qual è lo stato di salute e quali sono le previsioni per il futuro.

 

Ci sembra ieri quando avevamo preso parte al funerale del vinile, un morte naturale scandita dal tempo che passa ma anche accelerata dall’avvento di nuove tecnologie, dopotutto è così che funziona nel campo delle innovazioni: le cose nuove, piano piano sostituiscono quelle vecchie fino a farle sparire: è una regola che vale sempre…. o quasi. Eh sì perché come tutti sanno, spesso ci sono eccezioni che confermano le regole e il vinile pare essere proprio la suddetta eccezione. Ma qual è la tecnologia che aveva soppiantato il vinile? Lo sappiamo tutti o almeno lo dovremmo sapere tutti: il CD.

 

Il file sharing e lo streaming

Se da un lato il compact disk aveva progressivamente mandato in pensione il vecchio vinile, una minaccia inimmaginabile incombeva sull’industria musicale. Una minaccia contro la quale nessuno era preparato. La tecnologia è una cosa meravigliosa ma molto spesso dipende dall’uso che se ne fa. Il file sharing è geniale ma ha rappresentato anche la rovina dell’industria musicale poiché fondamentalmente utilizzato per “rubare” musica, oltre a film e software vari. 

Il download illegale sembrava inarrestabile, qualcosa di cui nessuno più avrebbe fatto a meno e probabilmente è ancora così ma la musica pare essere uscita da questo circuito. Perché, cosa è accaduto? Da un lato la diffusione degli smartphone e dall’altro la nascita di piattaforme per la musica in streaming, affiancate anche da YouTube, hanno reso inutile scaricare gli MP3 facendo di fatto calare anche le vendite degli appositi lettori. 

In questo senso aziende come Apple sono corse ai ripari inventandosi l’iPod Touch che permette anche l’ascolto della musica in streaming (senza dimenticare i videogiochi) con il pagamento di un abbonamento. In qualche modo, dunque, gli artisti vengono pagati, anche se molti di essi si sentono derubati ugualmente visto che le royalties sono giudicate ridicole, ma questi sono altri discorsi.

 

Lo stato di salute del vinile

Quanto detto fino ad ora dovrebbe far sembrare qualsiasi discorso sul vinile come una perdita di tempo, a chi frega più degli LP? Ma soprattutto, chi vuole pagare per comprarli? Vi smentiamo subito. Non solo la gente continua a comprare i vinili ma possiamo parlare di un vero e proprio trend positivo con le vendite negli USA che crescono per il tredicesimo anno consecutivo, come dimostrano i dati aggiornati al 2019, anno nel quale si è registrato un incremento del 13% rispetto alle vendite del 2018. 

Questi non sono numeri campati in aria, la fonte è l’autorevole Recording Industry Association of America. In sostanza si vendono molti più LP che CD con introiti di circa 500 milioni di dollari. Dobbiamo comunque precisare che nonostante le vendite soddisfacenti, il vinile resta comunque un mercato di nicchia in quanto a conti fatti copre appena il 4% di vendite del settore della musica registrata, insomma, le cifre che si incassano con piattaforme come Spotify o iTunes sono lontane ma non è questo il punto. 

È innegabile, infatti, che l’appassionato di musica non molla il vinile e in tanti che lo avevano fatto in passato a favore del CD, sono tornati sui loro passi. A testimoniare ciò c’è la rinata produzione di dischi da parte delle case discografiche non soltanto per i titoli nuovi ma anche per quelli vecchi con tante ristampe.

 

Cercasi giradischi

La conseguenza del rinnovato interesse nei confronti degli LP, di riflesso, ha avuto conseguenze in termini di vendite anche per i giradischi venduti online che avevano risentito dell’avvento del CD prima e della musica liquida poi. Ciò ha spinto i leader del settore a immettere sul mercato nuovi modelli così al fianco di giradischi top gamma per maniaci dell’audio di qualità, troviamo anche dispositivi molto economici che si possono comprare per meno di 50 euro. 

Insomma, c’è una scelta ampia e soprattutto per tutte le tasche. Detto questo, non siamo in grado di fare previsioni a lungo termine su una ulteriore crescita del vinile in termini di vendite oppure una decrescita ma possiamo condividere con voi le nostre sensazioni: il vinile non morirà mai, magari resterà un supporto di nicchia come del resto lo è ora nonostante i numeri incoraggianti, ma siamo sicuri che là fuori ci sono milioni di veri appassionati che continueranno a comprare ed ascoltare dischi perché la musica è bella quando l’ascolti ma lo è ancor di più se puoi anche toccarla.

 

 

 

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