Ultimo aggiornamento: 27.05.20

 

Come tutti gli strumenti musicali e dispositivi per l’amplificazione, anche il microfono si presenta con diverse forme e tipologie.

 

Il microfono è probabilmente il più conosciuto strumento del mondo, specialmente in Italia dove tutta la musica popolare si basa praticamente sulla voce. Con la popolarità dei talent show che anno dopo anno macinano cantanti e li lanciano in pasto al pubblico, il microfono è diventato il simbolo di un’intera generazione in cerca di fama. D’altronde anche la recente crescita della musica rap e trap nel nostro paese ha contribuito ad una crescita di interesse da parte dei giovani, per non parlare della possibilità di creare i propri v-log su Youtube o fare lo streaming dei videogame. Difficile trovare un giovane appassionato di tecnologia o di canto che non abbia un microfono in casa con il quale allenarsi o produrre video.

Sia per cantare sia per creare i propri v-log però è necessario avere un modello adatto alla situazione. Chi invece suona uno strumento come la batteria, sa bene che per registrare in studio o per amplificare alcune percussioni durante un live servono i microfoni giusti, lo stesso vale per altri strumenti come chitarre e bassi. 

Scegliere un buon microfono però non è affatto facile, perché il mondo della tecnica del suono e dell’ingegneria sonora è molto complesso, al punto che ci sono interi studi su quale microfono usare anche solo per amplificare un semplice rullante di una batteria in un locale di pochi metri quadri.

Partiamo però dalla questione principale: cos’è un microfono? A livello tecnico le corde vocali creano un’onda sonora che si trasmette nell’aria e all’interno del microfono che grazie a un particolare componente trasforma le vibrazioni in energia elettrica. In questo modo la nostra voce si trasforma in dei veri e propri impulsi elettrici che si possono registrare o amplificare. 

Questo a grandi linee è il funzionamento base del microfono, fondamentalmente è proprio come se fosse un amplificatore della voce. Vediamo adesso quali sono le diverse tipologie di microfono e a cosa sono più adatte.

 

Microfono dinamico

Questa è la tipologia più conosciuta, quella che viene in mente quando si pensa ad un microfono. Il suono viene creato da un diaframma e da una bobina in un campo magnetico che amplificano la voce tramite le vibrazioni, modulate a loro volta dall’energia elettrica. Il microfono dinamico è quello più utilizzato da tutti i cantanti, specialmente dai vocalist da discoteca e dai cantanti rock, hard rock e metal. Oltre alla musica viene usato per conferenze stampa, congressi e conferenze. 

 

 

Si tratta di una tipologia estremamente versatile che può funzionare anche con batteria o via wireless, inoltre è uno dei microfoni più robusti e allo stesso tempo meno costosi sul mercato. L’unico problema del microfono dinamico è che crea tantissimo feedback, ovvero il ronzio fastidioso quando i volumi sono troppo altri o ci sono interferenze.

 

Microfono a condensatore

Il principio a condensazione sfrutta due lamine metalliche, chiamate armature. Parlando nel microfono si farà vibrare la lamina mobile, le vibrazioni verranno poi trasformate in impulsi elettrici per l’amplificazione o la registrazione. Se il microfono dinamico è il preferito per i live, quello a condensazione è il non plus ultra per le registrazioni, infatti ogni studio professionale che si rispetti ne ha più di uno da far utilizzare ai cantanti. 

Il suo utilizzo si estende anche alle radio, alle stazioni televisive e alle cabine di doppiaggio in quanto il suono registrato è di alta qualità. Il prezzo del prodotto è abbastanza alto, con modelli che superano addirittura i 1.000 euro.

 

Microfono a nastro

Uno strumento di nicchia usato negli anni ‘60 e ‘70 ricercato solo dai collezionisti o dagli appassionati della musica di quel periodo. Ormai il suo funzionamento è superato, ma viene utilizzato in alcuni studi di registrazione per ottenere un suono ‘vintage’ molto caldo. Ovviamente trattandosi di un prodotto professionale difficile da trovare sul mercato, i prezzi saranno davvero elevati.

 

 

Microfono piezoelettrico

Conosciuto anche come microfono a cristallo o microfono ceramico, il piezoelettrico è il membro più economico della famiglia e funziona grazie a dei cristalli in grado di creare energia elettrica tramite le onde sonore della voce. Vengono usati prevalentemente per accordare strumenti e in diversi campi professionali come quello delle traduzioni simultanee. La qualità non è il punto di forza di questo microfono, quanto più la compattezza che permette di portarlo ovunque e usarne più di uno senza ingombrare troppo spazio.

Queste sono le principali tipologie di microfono che si possono presentare con diverse forme e soprattutto con diverse direzionalità del suono. Prima di scegliere il modello giusto dovete tenere conto dello scopo per il quale volete comprarlo. Per esempio se volete cantare allora il modello migliore sarà quello dinamico, mentre per le registrazioni, podcast, v-log o altro allora vi converrà puntare su un prodotto a condensatore, magari investendo qualcosa di più per avere una migliore qualità. 

Per amplificare la voce dal vivo potrete aiutarvi con un mixer collegato a delle casse, o lavorare con il tecnico del suono per ottenere il risultato migliore. Se invece dovete creare dei video o delle registrazioni della voce in casa, allora dovrete fare un po’ di pratica e cercare di capire quale può essere la configurazione ottimale.  

 

 

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