Ultimo aggiornamento: 02.07.20

 

Spieghiamo in linea generale il funzionamento della drum machine, o meglio, come utilizzarla appena tirata fuori dalla confezione. Concludiamo poi l’articolo suggerendovi alcuni modelli. 

 

La drum machine è quello strumento che permette di avere un accompagnamento ritmico a chi non ha un batterista, è uno strumento pertanto che interessa principalmente chi si esibisce da solo e vuol programmare la sua base di accompagnamento ma anche e soprattutto a quanti si dedicano alla musica elettronica, vedi producer e DJs. 

Può essere fisica oppure virtuale, nel qual caso parliamo di un software da caricare sul computer, oppure stomp box. Questa è una drum machine economica che torna utile a chitarristi, bassisti e tutti quelli che tengono in mano uno strumento perché si attiva con il piede come qualsiasi effetto a pedale. 

Ma concentriamoci sulle drum machine più complesse che richiedono qualche spiegazione in più per imparare ad usarle. Chiaramente le informazioni che leggerete sono a carattere molto generale perché sarebbe impossibile essere più dettagliati vista la miriade di modelli esistenti, che oltretutto sono sempre più ricchi di funzioni.

 

Avvio

Come prima cosa, per evitare danni ai diffusori audio, azzerate il volume. Sempre per evitare danni, prima di mettere l’interruttore su On assicuratevi di aver fatto tutti i collegamenti necessari. Tenete presente che l’alimentazione oltre a corrente può essere anche a batteria. Qual è la il primo tasto che va premuto dopo l’accensione dell’interruttore? Esatto, play. Dopo aver attivato il play, si accendono le varie luci. 

Non vi sfuggirà il fatto che i tasi sono 16, il numero non è casuale. Ai tasti si assegna la battuta. Sedici tasti sono necessari a formare il 4/4. Dunque, se volete comporre una battuta standard dovete premere i tasti secondo la sequenza 1,5,9,13, come vedete si va di quattro in quattro. 

Avete composto la battuta ma bisogna anche inserire l’elemento percussivo, quindi grancassa, rullante e così via. Schiacciando “closed” inserite il suono all’interno del ritmo. Ciascun elemento del drumkit ha una manopola per il volume e per regolare l’ampiezza del suono. La prima è indicata con “Vol” mentre la seconda generalmente è indicata come “tone”.

La regolazione del tempo

Chiaramente si può intervenire sul tempo modificandolo a proprio piacimento. Come per i metronomi, anche in questo caso si parla di battuta per minuto. L’assegnazione del valore del tempo avviene mediante pulsanti o manopola.

 

Il pattern

Il ritmo va assegnato a un pattern in modo da richiamarlo all’occorrenza immediatamente. In automatico la drum machine assegna il ritmo al primo pattern ma l’utente può spostarlo e salvarlo nella posizione che preferisce. Ricordate, poi, che potete sempre modificare il pattern.

 

La scelta del drumkit e il salvataggio

Ogni drum machine mette a disposizione degli utenti una serie di suoni riconducibili a un determinato drumkit oltra a una serie di strumenti a percussione. L’utente ha una scelta più o meno ampia a seconda del modello. Tutte le impostazioni vanno salvate prima di spegnere, operazione piuttosto intuitiva visto che basta pigiare il tasto “save”.

 

Backup e ripristino

Se la vostra drum machine può essere collegata al computer è opportuno fare un backup per non perdere nulla di quanto fatto in precedenza. Perché farlo? Beh per una qualsiasi ragione l’utente potrebbe fare il ripristino e tornare alle impostazioni di fabbrica. Collegate il dispositivo al computer via USB, attendete la preparazione del drive e, al compimento dell’operazione, aprite il file di backup che si trova nell’omonima cartella dei drive dalla drum machine  e copiatelo sul computer. 

Per ripristinare il file di backup bisogna nuovamente collegare la drum machine al computer quindi copiare il file nella cartella backup dei drive e, in questo modo, torna tutto come prima.

 

Le drum machine più interessanti secondo noi

Abbiamo pensato di suggerire alcuni modelli di drum machine che dal nostro punto di vista sono da ritenersi interessanti. Non potevamo che cominciare con un prodotto Roland che in catalogo ha la famosa TR-08 nonché evoluzione della TR808. Questa è la risposta a quanti cercano di ricreare quel sound che ha caratterizzato tante hit di musica dance negli anni ‘80. Non a caso anche il design ha qualcosa di vintage. Certo, va bene la possibilità di riprodurre le sonorità degli anni ‘80 ma bisogna sempre guardare avanti, dunque nel presente e nel futuro. Rispetto alla TR808 qui c’è un sequencer a 16 substep. Siamo sicuri che vi innamorerete dei fill di rullante. La libertà di programmazione è massima così come massima è la flessibilità in contesti live.

Di certo non potevamo fare un torto a Korg non citando Volca Drum. Ci sono piaciute parecchio le tante e diverse sfumature sonore che spaziano da suoni estremamente realistici di famose batterie acustiche a quelli decisamente sperimentali ed elettronici. Non manca un sequencer a 16 step per creare un bel po’ di pattern. Ad ogni modo Volca porta in dote parecchie funzioni ma ci vorrà qualche tempo per padroneggiare lo strumento come si deve.

In ultimo vogliamo proporvi il Moor Looper che è una drum machine a pedale perché noi non ci scordiamo degli amici chitarristi e bassisti. Questo stomp box si dimostra di grande utilità sia se si vuole suonare insieme a qualche amico sia da soli. Ci sono sedici stili di batteria tra cui scegliere. La funzione loop permette di registrare fino a 20 minuti di materiale e poter fare tutte le sovraincisioni che vi pare. Completa il tutto una struttura molto solida.

 

 

 

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