Ultimo aggiornamento: 14.10.19

 

Diamo un’infarinatura su come approcciarsi alla chitarra acustica e alle sei corde in generale: dalle parti che compongono lo strumento agli accordi, passando per tutto quello che c’è di mezzo.

 

Il grande momento è arrivato, finalmente siete usciti dal negozio con una buona chitarra acustica tra le mani, la vostra prima in assoluto e adesso via di corsa  a casa. Aprite la porta, non state più nella pelle, di fronte a voi immaginate una schiera sconfinata di fan in delirio che gridano il vostro nome, fingete un accento inglese e esclamate “Ciao Italia, come stai?” e giù applausi ed ovazioni varie. 

Poi tirate fuori la chitarra dalla scatola e tornate con i piedi per terra: come diavolo si suona? Eh sì, perché comprare la chitarra è soltanto il primo passo e neanche il più difficile, soprattutto se lo strumento ve lo regala papi. Adesso tocca  a voi: ci vuole impegno, studio e se volete arrivare ad alti livelli, tanto sacrificio… o quello oppure potete mettere in piedi una boy band.

 

Le parti della chitarra

Da dove iniziamo? Probabilmente come prima cosa è importante conoscere la chitarra, saper distinguere le sue parti o almeno quelle più importanti. Ci concentreremo proprio su queste.

 

 

Cassa armonica

La cassa armonica e la parte più grande della chitarra e ha la funzione di amplificare il suono delle corde.

 

Il ponte e il capotasto

Sulla tavola armonica è posizionato il ponte. Ha lo scopo di trasmettere le vibrazioni delle corde alla cassa armonica. Il capotasto lo troviamo un attimo prima dell’inizio della tastiera: è lì che le corde iniziano a vibrare.

 

La tastiera e il manico

Qui, premendo le corde si eseguono accordi o note singole: ad ogni tasto corrisponde una nota diversa. Sul manico è incollata la tastiera ed è fissato alla cassa armonica.

 

La paletta e le meccaniche

La paletta si trova alla fine del manico e sostiene le meccaniche. Queste ultime servono per accordare lo strumento.

 

L’accordatura

Una chitarra, per essere suonata, deve essere accordata. Esistono diversi tipi di accordature ma siete dei principianti dunque non preoccupatevi di in quanti modi potete accordare il vostro strumento: concentratevi sull’accordatura standard. Questa, partendo dalla nota più bassa andando verso quella più alta, è la seguente: Mi, La, Re, Sol, Si, Mi cantino. Siccome è molto probabile che vi imbattiate nella nomenclatura anglosassone, vi traduciamo l’accordatura standard E, A, D, G, B, E.

 

Devo imparare a suonare prima le note o gli accordi?

Come prima cosa distinguiamo le une dagli altri. Le note, o meglio, diciamo la nota, è il suono che si ottiene facendo vibrare una singola corda. L’accordo, invece, si compone di più note. Ciò detto è chiaro che tanto suonare la nota quanto l’accordo sono due questioni importanti ma il primo passo che deve compiere l’aspirante chitarrista è suonare gli accordi. Vediamo come fare. 

Le corde vanno premute con la punta delle dita anche per non toccare involontariamente altre corde e stopparne il suono. Il pollice va tenuto dietro il manico,  attenti a non usare la falange per dare forza, in pratica il pollice deve poggiare dritto dietro il manico. Gli accordi sono molti ma i più semplici sono quelli in prima posizione, ovvero, quel gruppo di accordi che si eseguono sui primi tasti, quindi MI minore e maggiore, La minore  e maggiore, Re minore e maggiore, Do maggiore, Sol maggiore, e aggiungiamo anche il Fa maggiore ma qui attenzione perché farete il vostro primo incontro con il barrè e all’inizio vi sembrerà più difficile da eseguire rispetto agli altri.

 

Meglio il plettro o le dita?

È opportuno sviluppare la tecnica per entrambi i metodi, per esempio riteniamo che ci siano una serie di arpeggi che è preferibile eseguire con le dita. Ad ogni modo il plettro è fedele amico del chitarrista perché consente di avere un maggior controllo sulle corde, avere un suono brillante e chiaro ed essere più veloci. Per tenere il plettro, appoggiatelo sul lato esterno dell’indice e tenetelo fermo con l’ausilio del pollice ma prestate attenzione che la punta sia visibile essendo questa la parte che va a contatto con le corde.

 

 

Ci vuole ritmo

Dopo aver acquisito la dimestichezza necessaria nel passare da un accordo all’altro e familiarizzato con il plettro, è necessario lavorare un po’ sul ritmo. Per fare ciò bisogna avere il senso del battito e della battuta. Il battito è la velocità del brano mentre la battuta è la misura che indica il numero di battiti; la più classica è il 4/4 dove al primo battito avviene (almeno nella maggior parte dei casi) il cambio di accordo mentre sul secondo e quarto c’è l’accento. Usate un metronomo per esercitarvi ad andare a tempo.