Ultimo aggiornamento: 26.11.20

 

Anche quando è nuovo, il basso può aver bisogno di piccole regolazioni ma con un po’ di pratica ed esperienza non è necessario ricorrere al liutaio.

 

Anche il basso elettrico più famoso ha bisogno di un setup fin dalla prima volta che esce dal negozio, anche se non sempre viene fatto. Molti, poi lasciano il loro strumento così com’è per sempre, neanche si accorgono, ad esempio che il manico richiede di essere regolato o di altri dettagli che, invece, chi suona in modo serio non può trascurare. Se non vi sentite in grado di fare il setup in prima persona, potete sempre rivolgervi a un liutaio, in caso contrario vi spieghiamo alcuni degli aspetti principali del setup per il basso.

 

Il truss rod 

Il primo passo è controllare l’action. Qui ognuno ha le sue preferenze ma in linea di principio diciamo che l’altezza della corda al diciassettesimo tasto dovrebbe essere di circa 3 mm. Per verificare l’action vi serve un capotasto mobile da sistemare sul primo tasto e uno spessimetro. Controllate l’altezza delle corde all’ottavo tasto, una buona distanza è compresa tra 0,15 e 0,5 mm. 

Ma come capire ad orecchio se il manico è troppo dritto? In questo caso notate che sui primi tasti l corde non vibrano come dovrebbero, insomma avrete la sensazione che il suono sia stoppato, in gergo si dice che frustano. Se il manico è troppo curvato noterete che le corde frustano sulla seconda ottava. 

Vediamo come regolare il truss rod. A seconda dello strumento, trovate una vite sulla paletta o sulla parte inferiore del manico. Questa va stretta o allentata a seconda delle esigenze. Regolare il truss rod richiede un po’ di tempo e pazienza. La vite deve girare appena di un quarto quindi fate i controlli del caso ed eventualmente date un ulteriore quarto di giro.

 

Le sellette

Una action troppo alta o bassa richiede la regolazione delle sellette. A seconda dei casi ma anche delle preferenze, le sellette si abbassano o alzano mediante l’uso di un’apposita chiave. Ribadiamo, qui la regolazione è soggettiva. Le sellette non si regolano soltanto in altezza ma anche in orizzontale, per così dire. In particolare stiamo parlando della regolazione delle ottave. 

Per un lavoro preciso vi serve un accordatore. Suonate a vuoto la corda, per esempio, La e controllate l’accordatura. Se perfetta, suonate un armonico sul dodicesimo tasto, anche in questo caso potrebbe essere perfetta l’intonazione, ma non basta, dovete verificarla anche premendo il dodicesimo tasto. Ora, se la nota risulta crescente, vuol dire che la selletta è più avanti di quanto dovrebbe essere. Con un cacciavite, generalmente a stella (o croce che dir si voglia) bisogna far indietreggiare la selletta, non più di un giro per poi riaccordare la corda e controllare l’intonazione.

 

I magneti

Dobbiamo dire che spesso si trascura la regolazione dei magneti eppure la loro posizione influenza il suono dello strumento. Anche in questo caso si va sui gusti personali anche se ci sono delle distanze minime che possiamo definire standard. Pertanto i magneti vanno regolati in modo tale che l’uscita sia la stessa lungo tutto il pickup e che il campo magnetico non abbia una forte attrazione sulle corde, cosa che si verifica quando il pickup è troppo vicino a queste ultime. 

Vi servono due strumenti: un cacciavite  e un righello che parta da zero, quindi senza quel classico margine che presentano di solito. Con il dito premete l’ultimo tasto della corda sol e misurate lo spazio tra il corrispettivo polo e la parte inferiore della corda. Una buona distanza di 2 mm o poco più. La distanza corda magnete aumenta in proporzione a seconda dello spessore quindi giunti al MI, la distanza magnete corda deve essere di circa 3,5 mm. 

Se la distanza tra le corde e il magnete è eccessivamente ridotta si ha un suono distorto o impastato e uno scarso bilanciamento tra le corde. Il sustain, poi, è poco. Se invece c’è troppa distanza tra corda e magnete, il suono è scarso, fiacco.

 

 

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